Durante un esorcismo il Sacerdote chiede alla santissima vergine di obbligare il demonio a dire la verità sui suoi piani. L’esorcismo è stato condotto l’11 Febbraio 2013.

Esorcista: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo.

Lucifero: Noooooo, quella là nooooo! Il solo sentir pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demòni un tormento infinito. Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti, prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. È l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.
Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto devo concentrarmi e ricuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demòni contro la Sede Apostolica.
Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.

Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio.

Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti, con l’aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente quella tremenda invenzione del Nazareno. Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perché essa appartiene all’Onnipotente.
Tutti i nostri sforzi risultano vani, perché le porte dell’Inferno, come quel Crocifisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall’interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.
Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di quello inchiodato alla Croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.
Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! Quanto ci fanno male quelle vite donate all’Altissimo.

Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare.

Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!

Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo di dirmi quanto ti ho chiesto.
Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell’azione degli uomini, è deluso dall’agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell’umanità è mia, morta spiritualmente, e non riesce a risollevarsi. Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista. E dietro il progressismo, dietro certe aperture post-conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perché vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.
Continuate pure a credere che tutto sia una favola pretigna, così il numero di quelli che precipitano qui all’Inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.

Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di san Pio, di santa Bernadette, di’ la verità sul futuro della Chiesa di Roma.

Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perché lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.
Sono un perdente, uno che si è ribellato e ha perso tutto. Ho perso il Paradiso. Per sempre. Ma ho un obiettivo: trascinare quante più anime possibile nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal Paradiso con lo strappargli anime. È questa la mia eterna vendetta.
Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi.
Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua stabilità.
Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui.
Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo.
Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e, sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto, non le daremo pace.
Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.
Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.
Quel papa della Rerum Novarum vide, mentre celebrava la Messa, i demòni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Così scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.
Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti e, se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio. Se vedeste i mostri infernali aggirarsi per il mondo, morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.

Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità, dimmi cosa hai in mente di fare contro l’umanità.

Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola: dannarla.
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia. La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.
Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’Inferno.
I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.
La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. È questo il mio fine: essere dio al posto di Lui. Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli.
Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.
Il tempo sta per finire e io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.

Esorcista: Nel nome di santa Gemma Galgani, di santa Teresa di Gesù Bambino, di santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l’anima?

Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.
Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l’otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione frequente. Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. È uno scudo potente contro l’Inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.
Pregate per papa Benedetto: ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa; il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto.
Pregate per i Cardinali, molti dei quali sono miei, pregate per i Vescovi, che ormai vanno per conto loro. Pregate per i Sacerdoti: hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi.
Quella lassù è triste perché vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all’Inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.
Le sue lacrime, versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo

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Julia Kim è nata il 3 Marzo 1947 in Naju (Corea) ed è la primogenita di una povera famiglia colpita dallaGuerra di Corea che le ha porta via il padre, il nonno e la sorellina più piccola. Rimasta sola con la mammaimpara presto cosa significa la parola sacrificio. Non riuscirà a terminare le scuole superiori proprio a causa della sua situazione precaria. Ma questo racconterà Julia, è comunque stato il periodo migliore della sua vita, perché una sofferenza ben più grande l’aspettava.

Scrive Padre Raymond Spies: “Dal 30 giugno 1985, la Vergine piange anche nella Corea del Sud. Io avevo già pubblicato un libro sulla Vergine circa tredici anni fa…
Nel Settembre 1986 avevo poi dato alle stampe un libretto sulla Vergine che piange in Canada. E non sapevo ancora che anche in Corea una statua versava lacrime…
Eppure, erano anni che dicevo nelle mie preghiere: « Oh Vergine Maria, perché non appari in Corea, dove tante anime pie, semplici, piccole, umili, ti pregano con così grande fervore e amore? ». La risposta venne. Ricevetti una telefonata di un vecchissimo sacerdote coreano che mi disse: « Ho letto il tuo libretto sulla Vergine. Ma lo sai che una statua della Vergine versa lacrime in Corea?… » Era la sera della prima Domenica di Avvento del 1986.
Il 13 e il 14 Gennaio 1987 ero in ginocchio davanti alla statua che aveva già versato tante lacrime. Potei parlare a lungo con quella che ormai tutti chiamano semplicemente Giulia, prescelta dalla Vergine come sua portavoce.
Giulia aveva letto il mio libretto. Mi chiese di mostrarle « che cosa si dovesse fare ». E io mi ci provo. E per provare, ho pubblicato i Messaggi in coreano. In meno di due anni se ne sono diffuse 270.000 copie in tutto il Paese. La traduzione in francese è stata portata a termine. E’ stato un lavoro lungo e particolarmente laborioso. Mi sono avvalso dell’aiuto del Professor Martin Ahn Ung-Ryòl e della Signorina Marie-Rose Touret, di Bruxelles. A loro va la mia profonda riconoscenza. Ora li pubblichiamo anche in italiano. E’ probabile che la Vergine non abbia finito di palesarci la sua sofferenza, e che continuerà a parlarci.
La Vergine ci supplica di rendere noti i suoi Messaggi e di metterli in pratica. Sono Messaggi destinati agli uomini di tutto il mondo. Spetta a ciascuno di noi rispondere al Suo appello con amore e generosità.”

Da una visione di Julia Kim del 18 Aprile 2014:

[…] L`Angelo: “Quando le persone che sono state purificate con il sangue dell’Agnello sono perfettamente armate con le cinque spiritualità e vivono secondo le Parole di Dio, si fanno produrre i frutti sull’ Albero della Vita e i loro nomi saranno registrati sul Libro della Vita. Ciò significa che vivranno in Paradiso.

D’altra parte, tutti i peccati di coloro che hanno violato i Dieci Comandamenti, hanno abortito o commesso omicidi, e soprattuttoquelli che giudicano i loro vicini, calunniano, causando discordia con menzogne, e influenzano gli altri a commettere peccati sono registrati nel libri dei peccati. Quando il Signore li giudicherá l’ultimo giorno, Egli annuncerà punizioni secondo i peccati registrati sul libro senza tralasciare nemmeno uno. L’unico posto che occuperanno è il mare di fuoco e zolfo fiammeggiante dove i vermi abbondano.

(L’angelo mi mostrò un altro luogo e disse) Dio è Amore, e aprirà la porta della misericordia ampiamente cosi il peccatore più terribile se si pente, potrá entrare. Ma coloro che rifiutano di entrare per la porta largamente aperta di misericordia fino all’ultimo momento dovranno passare attraverso la porta della giustizia“. […]

fonte: http://www.lalucedimaria.it/julia-kim-grande-mistica-coreana-delleucarestia/

julia kim

rosario

Messaggio del 12 giugno 1986. Maria a Medjugorje
Cari figli, oggi vi invito a cominciare a dire il Rosario con fede viva, così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere grazie, ma non pregate, io non vi posso aiutare dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario; il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Vi supplico con insistenza per l’amore che vi porto in Gesù e Maria, di recitare ogni giorno il Rosario….al momento della morte benedirete il giorno e l’ora in cui mi avete creduto.(San Luigi Maria Grignion De Montfort)

 

Le promesse della Madonna per la recita del Santo Rosario

recitare rosario1) A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.

2) Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.

3) Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4) Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

5) Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.

6) Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.

7) I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8) Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9) Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10) I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.

11) Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

12) Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

13) Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo.

14) Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15) La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

(La Madonna a San Domenico e al Beato Alano)
come recitare il rosario

PROMESSE DELLA VERGINE MARIA A COLORO CHE PORTANO SEMPRE CON SE’ LA CORONA DEL SANTO ROSARIO

1)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me condotti a mio Figlio.

2)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me aiutati nelle loro imprese.

3)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, impareranno ad amare la Parola e la Parola li farà liberi. Non saranno più schiavi.

4)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, ameranno sempre di più mio Figlio.

5)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una conoscenza più profonda di mio Figlio nella loro vita quotidiana.

6)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un desiderio profondo di vestire con decenza per non perdere la virtù della modestia.

7)       Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, cresceranno nella virtù della castità.

8)       Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una coscienza più profonda dei loro peccati e cercheranno sinceramente di correggere la propria vita.

9)       Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un profondo desiderio di diffondere il messaggio di Fatima.

10)     Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, sperimenteranno la grazia della mia intercessione.

11)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nella loro vita giornaliera.

12)      Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno ripieni di un profondo desiderio di recitare il S. Rosario e meditare i Misteri.

13)       Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno confortati nei momenti di tristezza.

14)       Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, riceveranno il potere di prendere decisioni sagge illuminati dallo Spirito Santo.

15)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno invasi da un profondo desiderio di portare oggetti benedetti.

16)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, venereranno il mio Cuore immacolato e il Sacro Cuore di mio Figlio.

17)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, non useranno il nome di Dio invano.

18)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una profonda compassione per Cristo crocifisso e aumenterà il loro amore per Lui.

19)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno guariti da malattie fisiche, mentali ed emozionali.

20)        Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nelle proprie famiglie.

(Promesse fatte dalla Vergine durante varie apparizioni)

Pregare con il Rosario

(da “I Quaderni del 1945-50”, 8 maggio 1947, di Maria Valtorta)

 

Dice Maria Ss. di Fatima

«Ti ho dato la vista intellettiva di ciò che è un Rosario ben detto: pioggia di rose sul mondo.Ad ogni Ave che un’anima amante dice con amore e con fede io lascio cadere una grazia. Dove? Da per tutto: sui giusti a farli più giusti, sui peccatori per ravvederli. Quante! Quante grazie piovono per le Ave del Rosario! Rose bianche, rosse, oro.

Rose bianche dei misteri gaudiosi, rosse dei dolorosi, d’oro dei gloriosi. Tutte rose potenti di grazie per i meriti del mio Gesù. Perché sono i suoi meriti infiniti che dànno valore a ogni orazione. Tutto è e avviene, di ciò che è buono e santo, per Lui. Io spargo, ma Egli avvalora. Oh! Benedetto mio Bambino e Signore!

Vi do le rose candide dei meriti grandissimi della perfetta, perché divina – e perfetta perché volontariamente voluta conservare tale dall’Uomo – Innocenza di mio Figlio. Vi do le rose porpuree degli infiniti meriti della Sofferenza di mio Figlio, così volonterosamente consumata per voi. Vi do le rose d’oro della sua perfettissima Carità. Tutto di mio Figlio vi do, e tutto di mio Figlio vi santifica e salva. Oh! io sono nulla, io scompaio nel suo fulgore, io compio solo il gesto di dare, ma Egli, Egli solo è l’inesauribile fonte di tutte le grazie!».

La potenza del Rosario

Ciò che il Cielo ci ha rivelato sul valore del S. Rosario

Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il Santo Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario, come nella grotta di Lourdes con S. Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli angeli e i santi si uniscono a voi. Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all’inferno. E’ stato tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l’ora del trionfo del Cuore Immacolato della Madonna sul mondo.

Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al rosario, non c’è problema materiale, ne spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici.”

Suor Lucia di Fatima “Bisogna dare più spazio al Rosario. Col Rosario è possibile vincere tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole creare alla Chiesa cattolica. Tutti i sacerdoti in particolare devono recitare il Rosario. Il Rosario deve essere recitato col cuore e con gioia; non deve essere solo un dovere da sbrigare frettolosamente.”

25 giugno 1985 e 12 giugno 1986, messaggi della Madonna a Medjugorje “Recitate il Rosario. Figlia mia eccoti il Rosario. Tutti coloro che lo reciteranno avranno da Me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, Re del cielo e della terra. Un rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede.. il Padre nostro.. è la preghiera di unione.. la preghiera del Signore.. la preghiera di glorificazione dalla SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre.. dì ai miei figli di recitare il S. Rosario anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria, di beatitudine.. ecco o figli al corona del Rosario! Chi la reciterà avrà da me tante grazie!.. è una grande unione con il mio Cuore di Madre celeste che glorifica il signore Re del cielo e dell’universo! Riferisci a tutti che mi amino per riparare la moltitudine delle offese fatte al mio Divin Figlio Gesù Cristo.”

Apparizioni di Maria Rosa Mistica a Montichiari “Recitate ogni giorno il Rosario e con esso pregate per il vescovo e i sacerdoti.. recitate molti Rosari. Io sola posso salvarvi dalle disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in Me sarà salvo.”

Apparizioni della Vergine ad Akita “Gesù e Io vogliamo salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolar-mente recitando il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. In ogni chiesa si deve recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la Messa. Con la recita del Rosario, Satana sarà sconfitto. Recitate ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori.”

Apparizioni della Vergine ad Ottawa La Madonna a Conyers a proposito del Rosario ha detto: “Per favore, pregate il Rosario per la pace, vi prego. Pregate il Rosario per ottenere forza interiore. Pregate contro i mali di questo tempo. Tenete viva la preghiera nelle vostre case e dovunque andate”.

13 ottobre 1998, messaggio della Madonna a Nancy Fowler a Conyer“ Le Ave Maria dette con fede e amore sono come frecce d’oro,che partono dalla bocca dei credenti e penetrano nel Cuore di Gesù.”

La SS. Vergine alle Tre Fontane “Desidero che si continui a recitare il Rosario… Pregate, pregate tanto, almeno 3 ore al giorno, recitate molti Rosari.. recitate il Rosario , pregate con il cuore fervoroso. Il Signore ha toccato molti cuori e li ha infiammati con l’amore del suo Cuore, ha confortato molti sconsolati, ha portato la pace in molte famiglie, in molti cuori. Ha fatto capire a tanti quanto sia stupenda e meravigliosa la preghiera, quanto è efficace la recita del Rosario.”

La Madonna a Belpasso “Figliolini miei, vi consegno il mio Rosario, Catena d’oro che vi tiene stretti al mio Cuore: pregate, pregate col Rosario, tenetelo stretto, recitatelo con fede, col cuore. Sarà la salvezza dell’umanità! Questa sarà il segno che voi siete miei! Egli satana lo teme tanto, e fa di tutto per perdere le anime. Però, io, la vostra Mamma faccio di tutto per salvarle, perché questa è la volontà del Signore. Ma Io ho bisogno del vostro aiuto. Pregate, fate sacrifici e penitenza. Amatevi, amatevi come Io vi amo, solo così le anime si salveranno.”

La Madonna a Suor Chiara Scarabelli – apparizione della Medaglia dei Consacrati “Prometto a tutti i bambini che reciteranno il Rosario con grande devozione che al quinto mistero, gli arcangeli Michele , Raffaele , e Gabriele disegneranno una croce sulla loro fronte.”

Patricia Talbot “Il Rosario è la preghiera del cielo, Io stessa sono venuta a domandarvi. Con essa riuscirete a scoprire le insidie del mio avversario, vi sottrarrete a tanti suoi inganni, vi difende da molti pericoli che vi tende, esso vi preserva dal male e vi avvicina sempre più a me perché io possa ente la vostra guida e la vostra protezione.”

La Madonna a Don Stefano Gobbi “..Invece di inveire, prendete in mano, impugnate il Rosario, l’arma che vincerà il mondo della tenebra. Fatevi apostoli del mio Rosario. Ogni anima orante è una macchina che lega ogni Ave a me rivolta.

Nelle avversità e nelle tentazioni non cedere allo scoraggiamento. La pratica della confessione e la recita de S. Rosario sono le armi più efficaci contro il maligno.”

La Madonna a Luigina Sinapi – Mistica romana “Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi per ricevere la grazia di pentirvi.”

La Madonna a Marie-Claire Mukangango – apparizioni di Kibeho “Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità.. è un Arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spirituale”.

Padre Pio “Parla del Rosario di mia Madre Benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza Eucaristia e Rosario.

Figlia mia io sono la Vergine del Rosario: gioisco quando vedo che tu ne consigli la recita , almeno di una terza parte per onorarmi. Continua a farlo è devozione di salvezza.. avvolgi in questo mio Rosario, coloro che ami e che sono tuoi.. parla alle anime dell’Eucarestia, parla loro del Rosario, di’ che in grazia si cibino del Corpo di Cristo e dell’alimento della preghiera del Rosario… se verranno al Tabernacolo con le dovute disposizioni, cuore puro ed assetato d’amore e reciteranno il Rosario, o la terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.. il Rosario, il Tabernacolo, e le mie vittime sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace.”

Gesù e Maria ad Alexandrina M. da Costa Don Bosco nei suoi sogni rivelatori vide : “ Una regione selvaggia e sconosciuta, degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli, missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani, e cominciò a temere per la loro sorte. E intanto, noto, che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia. Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con l Rosario in mano.

Tratto dai sogni di Don Bosco

 

Il Santo Rosario e la bomba atomica di Hiroshima


Su Hiroshima è caduta una bomba atomica.
Lo scopo era di annientare Hiroshima per distruggere il potere militare giapponese.
Ma la Madonna, la Regina del Rosario, ha protetto miracolosamente una piccola comunità di quattro padri gesuiti, che vivevano nella casa parrocchiale, a soltanto otto isolati dal centro dell’esplosione. Padre Hubert Schiffer aveva 30 anni elavorava nella parrocchia dell’Assunzione di Maria, a Hiroshima. Ha dato la sua testimonianza davanti a decine di migliaia di persone: “Attorno a me c’era soltanto una luce abbagliante. Tutto a un tratto, tutto si riempì istantaneamente da una esplosione terribile. Sono stato scaraventato nell’aria. Poi si è fatto tutto buio, silenzio, niente. Mi sono trovato su una trave di legno spaccata, con la faccia verso il
basso. Il sangue scorreva sulla guancia. Non ho visto niente, non ho sentito niente. Ho creduto di essere morto. Poi ho sentito la mia propria voce. Questo è stato il più terribile di tutti quegli eventi. Mi ha fatto capire che ero ancora vivo e ho cominciato a rendermi conto che c’era stata una terribile catastrofe! Per un giorno intero i miei tre confratelli ed io siamo stati in questo inferno di fuoco, di fumo e radiazioni, finché siamo stati trovati ed aiutati da soccorritori. Tutti eravamo feriti, ma con la grazia di Dio siamo sopravvissuti”.
Nessuno sa spiegare con logica umana, perché questi quattro padri gesuiti furono i soli sopravvissuti entro un raggio di 1.500 metri. Per tutti gli esperti rimane un enigma, perché nessuno dei quattro padri è rimasto contaminato dalla radiazione atomica, e perché la loro casa, la casa parrocchiale, era ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno erano state distrutte e bruciate. Anche i 200 medici americani e giapponesi che, secondo le loro stesse testimonianze,
hanno esaminato padre Schiffer, non hanno trovato nessuna spiegazione a perché mai, dopo 33 anni dallo scoppio, il padre non soffriva nessuna conseguenza dell’esplosione atomica e continuava a vivere in buona salute. Perplessi, hanno avuto tutti sempre la stessa risposta alle tante loro domande: “Come missionari abbiamo voluto vivere nel nostro paese il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Rosario.” Ecco il messaggio pieno di speranza di Hiroshima: La preghiera del Rosario è più forte della bomba atomica! Oggi, nel centro della città ricostruita di Hiroshima, si trova una chiesa dedicata alla Madonna. Le 15 vetrate mostrano i 15 misteri del Rosario, che si prega in questa chiesa giorno e notte.
Un altro racconto di padre Schiffer aggiunge che avevano appena finito di dire Messa, e si erano recati a fare colazione, quando la bomba cadde:
“Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l’aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l’aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d’autunno.” Quando riaprì gli occhi, egli, guardandosi intorno, vide che non vi erano più edifici in piedi, fatta eccezione per la casa parrocchiale. Tutti gli altri in un raggio di circa 1,5 chilometri, si racconta, morirono immediatamente, e quelli più distanti morirono in pochi giorni per le radiazioni gamma. Tuttavia, il solo danno fisico che padre Schiffer accusò, fu quello di sentire alcuni pezzi di vetro dietro il collo. Dopo la resa del Giappone, i medici dell’esercito americano gli spiegarono che il suo corpo avrebbe potuto iniziare a deteriorarsi a causa delle radiazioni. Con stupore dei medici, il corpo di padre Schiffer sembrava non contenere radiazioni o effetti dannosi della bomba. In realtà, egli visse per altri 33 anni in buona salute, e partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976. In quella data, tutti gli otto membri della comunità dei Gesuiti di Hiroshima erano ancora in vita. Questi sono i nomi degli altri sacerdoti gesuiti che sopravvissero all’esplosione: Fr. Hugo Lassalle, Fr. Kleinsorge, Fr. Cieslik.
Un miracolo simile avvenne anche a Nagasaki, dove un convento francescano – “Mugenzai no Sono” (“Giardino dell’Immacolata”) – fondato da San Massimiliano Kolbe rimase illeso come a Hiroshima. Dal giorno in cui le bombe caddero, i gesuiti superstiti furono esaminati più di 200 volte dagli scienziati senza giungere ad alcuna conclusione, se non che la sopravvivenza degli otto gesuiti all’esplosione fu un evento inspiegabile per la scienza umana.

Sapevate che nel 1945 il 70% dei cattolici giapponesi viveva a Nagasaki? Era “la città cattolica del Giappone”.

Testimonianza del prof. Hikoka Vanamuri – sopravvissuto di Hiroshima nel 6 agosto 1945 ( tratto da: nelcuoredimaria ): Hikoka Vanamuri, già professore all’Università di Tokio in filosofia, è stato intervistato in occasione del suo pellegrinaggio a Fatima, e così ha risposto: «Non tornerò in Giappone. Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell’atmosfera viziata di Buddha è rimasta un’inacidita testimonianza storica di paganesimo vociferante e mi sono convertito alla religione cattolica. La decisione l’ho presa dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima. Ero a Hiroshima per una ricerca storica. Lo scoppio della bomba mi trovò in biblioteca. Consultavo un libro portoghese e mi venne sott’occhio l’immagine della Madonna di Fatima. Mi sembra che questa si muovesse, dicesse qualcosa. All’improvviso una luce abbagliante, vivissima mi ferì le pupille. Rimasi impietrito. Era accaduto il cataclisma. Il cielo si era oscurato, una nuvola di polvere bruna aveva coperto la città. La biblioteca bruciava. Gli uomini bruciavano. I bambini bruciavano. L’aria stessa bruciava. Io non avevo portato la minima scalfittura. Il segno del miracolo era evidente. Non riuscivo tuttavia a spiegare quello che era successo. Ma il miracolo ha una spiegazione? Non riuscivo nemmeno a pensare. Solo l’immagine della Madonna di Fatima mi splendeva su tutti i fuochi, sugli incendi, sulla barbarie degli uomini. Senza dubbio ero stato salvato perché portassi la testimonianza della Vergine su tutta la terra. Il dott. Keia Mujnuri, un amico dal quale mi recai quindici giorni dopo stabilì attraverso i raggi X che il mio corpo non aveva sofferto scottature. La barriera del mistero si frantumava. Cominciavo a credere nella bellezza dell’amore. Imparai il catechismo ma sul cuore tenevo l’immagine di Lei, il canto soave di Fatima. Desideravo il Signore per confessarmi, ma lo desideravo per mezzo di Sua Madre».

 

 

 

“Tutti mi chiameranno Beata” di Padre Dario Betancourt :

Io credo che non riusciremo mai a comprendere, almeno su questa terra, l’importanza della devozione a Maria Santissima. Il Signore prima di morire affidò l’umanità, simboleggiata dall’apostolo Giovanni, a Sua Madre che visse in seguito nella casa dell’apostolo prediletto da Gesù. Ciò significa che se da un lato tutto il genere umano è affidato da Dio a Maria Santissima in qualità di Madre, dall’altro lato il dono speciale della devozione alla Madonna viene regalato a coloro che Gesù predilige o sceglie a Suo insindacabile giudizio. Giovanni che l’accolse nella sua casa visse, secondo la tradizione, fino a 90 anni; non fu martirizzato e scrisse, grazie all’intercessione della Sposa dello Spirito Santo, il Vangelo più teologico. Non dobbiamo trascurare il fatto che la Madonna è stata scelta dallo Spirito Santo per evangelizzare l’umanità idolatra mediante le numerosissime apparizioni mariane; basti pensare, senza trascurare le altre, a Guadalupe, Lourdes, Fatima, Medjugorje ed alla loro influenza sull’umanità.

“Per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo è venuto nel mondo; ugualmente per mezzo di lei, egli deve regnare nel mondo”.

“Dove c’è Maria non c’è lo Spirito maligno; uno dei segni più infallibili che uno è condotto dallo spirito buono è l’essere molto devoto di Maria Vergine, il pensare spesso a lei, parlarne spesso. Un santo aggiunge che, come la respirazione è un segno certo che il corpo non è morto, così il ricordo frequente e l’amorosa invocazione di Maria è un segno certo che l’anima non è morta per il peccato.

Allo stesso modo che solamente Maria, dice la Chiesa assistita dallo Spirito Santo, sconfisse tutte le eresie: – Tu sola hai distrutto tutte le eresie nel mondo intero -, nonostante che i critici borbottino, mai alcun fedele devoto di Maria cadrà nell’eresia o nell’illusione almeno formale. Potrà forse errare materialmente, prendere la menzogna per la verità e lo spirito maligno per il buono, sebbene più difficilmente di un altro; ma presto o tardi conoscerà il suo sbaglio e il suo errore materiale, e riconosciutolo non si ostinerà affatto, ma si ritratterà docilmente.”

“Dice S. Bernardo in termini chiari, per ispirarci questa pratica: – Quando Maria ti sostiene non cadi, quando ti protegge non temi, quando ti conduce non ti affatichi; quando ti è favorevole arrivi al porto della salvezza -. E in termini ancora più espliciti sembra che dica la medesima cosa S. Bonaventura: – La Santissima Vergine – dice egli – non è solamente trattenuta nella pienezza dei santi; ma essa trattiene e custodisce i santi nella loro pienezza, affinchè non diminuisca. Impedisce che le loro virtù si dissipino, che i loro meriti periscano, che le loro grazie si perdano, che i demoni nuocciano loro, infine impedisce che il Figlio li castighi quando essi peccano”

“I fedeli servi della S. Vergine dicono dunque arditamente con s. Giovanni Damasceno: – Confidando in te, o Madre di Dio, io sarò salvo; da te difeso non temerò giammai; con la tua protezione e il tuo aiuto io combatterò e metterò in fuga i miei nemici; perché la devozione verso di te è un’arma salutare che Dio dà a coloro che vuole salvi -“

“Gli eretici imparano e recitano ancora il Pater, ma non l’Ave Maria e il Rosario; è il loro spauracchio: porterebbero su di sè un serpente piuttosto che una corona. Gli orgogliosi anche sebbene cattolici, avendo le stesse inclinazioni del loro padre Lucifero, disprezzano e non hanno che indifferenza per l’Ave Maria e considerano il Rosario come devozione da donnicciola, buona solo per gli ignoranti e per quelli che non sanno leggere. Al contrario si vede per esperienza che quelli che hanno grandi segni di predestinazione, amano, gustano e recitano con piacere l’Ave Maria; e più sono di Dio e più amano questa preghiera. E’ appunto quanto la Santa Vergine disse al Beato Alan con quelle parole che io ho citato.

Io non so come ciò avvenga, ne perché, ma ciò tuttavia è vero e non conosco miglior segreto per sapere se una persona di Dio che esaminar se ella ama dire l’Ave Maria e il Rosario.

Un’Ave Maria ben detta, cioè con attenzione, devozione modestia, è, secondo i santi, il nemico del diavolo, che lo mette in fuga, il martello che lo schiaccia, la santificazione dell’anima, la gioia degli angeli, la melodia dei predestinati, il cantico del Nuovo Testamento, il gaudio di Maria e della Santissima Trinità. Un’ave Maria è una rugiada celeste che rende l’anima feconda, è un bacio casto e amoroso che si dà a Maria, è una rosa vermiglia che le si presenta, è una perla preziosa che le si offre, è una coppa d’ambrosia e di nettare di vino che le si dà. Tutti questi paragoni sono dei santi”.

“Maria deve rispendere più che mai, in misericordia, in forza ed in grazia, in questi ultimi tempi: in misericordia, per ricondurre e ricevere amorosamente i poveri peccatori e i traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica; in forza contro i nemici di Dio, gli idolatri, gli scismatici, maomettani, giudei e gli empi induriti, che si ribelleranno in modo terribile, onde sedurre e far cadere, con promesse e minacce, tutti quelli che saranno loro contrari; infine ella dovrà risplendere in grazia per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo, i quali combatteranno per i suoi interessi.

Infine Maria deve essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci come un esercito schierato in battaglia, specialmente in questi ultimi tempi, poiché il diavolo, ben sapendo che gli rimane più poco tempo per perdere le anime, raddoppia più che mai ogni giorno gli sforzi e gli attacchi, susciterà ben presto crudeli persecuzioni e metterà gravi impedimenti ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, contro i quali deve fare maggiori sforzi per vincerli.”

 

A me preme sottolineare, quindi, il valore della presenza di Maria anche nella vita quotidiana di ogni devoto. Soltanto Lei, durante le nozze di Cana, riuscì a far cambiare i piani di Dio. Come si preoccupò di rallegrare la festa di nozze (simbolo del matrimonio cristiano) mediante l’approvvigionamento del vino mancante, a maggior ragione si preoccupa di tutto quanto è necessario, anche in questo mondo, per le esigenze familiari. A lei si devono le grazie impossibili (lo dimostrano i milioni di ex voto appesi in tutti i santuari mariani sparsi nel mondo). Non per nulla la Madonna è anche la Regina dei santi. Il demonio durante un esorcismo ha affermato che “Nessun vero devoto di quella là (Maria) va all’inferno” e “Non posso nulla nei confronti di chi prega giornalmente il Rosario (tre corone)”. Ed il Signore, mediante l’apparizione di Fatima, ha voluto diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria legando le sorti del mondo alla consacrazione al Suo Cuore Immacolato.

Ma per permettere alla Madonna di agire al meglio nella nostra vita personale, familiare e comunitaria è necessario:

·         vivere e diffondere i suoi messaggi che da Medjugorje sta inviando al mondo;

·         pregare giornalmente il Santo Rosario (arma letale contro satana e preghiera per ottenere i miracoli);

·         leggere quotidianamente la Sacra Scrittura

·         portare con sé la Medaglia miracolosa.

Fonte: http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/il-santo-rosario-promesse.asp

santissima eucarestia

LA COMUNIONE DATA DAI SACERDOTI SULLE MANI AI FEDELI
O DA MANI NON CONSACRATE AL MINISTERO DEL SACERDOZIO

 

Articolo tratto da https://gloria.tv/article/EVBahfotFvH

Sono nato nel 1963, sono entrato in seminario nel 1983 e sono stato ordinato sacerdote nel 1990. La mia formazione teologica non è stata assolutamente “conservatrice” o “preconciliare”, ma fin da ragazzo ho sentito istintivamente un senso di disagio nel dare o ricevere la Santa Comunione sulla mano.
Poche sere fa, insieme al Direttore Gianluca Barile, ho avuto modo di discutere dell’argomento a cena con il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che si è detto assolutamente contrario all’amministrazione della particola sulla mano. Attraverso i secoli, illustri teologi e grandi mistici ci hanno insegnato che la Santa Eucarestia è veramente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo.
I Padri del Concilio di Trento definirono il Divino Sacramento con precisione e cura, San Tommaso d’Aquino ci ha insegnato che, al di là della venerazione verso questo Sacramento, toccare ed amministrare il Sacramento spetta solo al sacerdote o al diacono. Per secoli, i genitori cattolici, a casa, così come le suore docenti a scuola e le catechiste in parrocchia, hanno insegnato che era sacrilegio per chiunque toccare l’Ostia Santa, tranne che per il sacerdote o il diacono. Attraverso i secoli, i Papi, i vescovi, i preti ci hanno insegnato la stessa cosa, non tanto con le parole, ma con l’esempio, specialmente con la celebrazione della Messa secondo il rito di San Pio V, in cui c’era, in ogni gesto che il sacerdote faceva, profondo rispetto per il Divino Sacramento, in quanto vero Corpo di Cristo.
Dunque, l’introduzione della Comunione sulla mano dimostra un’inosservanza di quanto i nostri Padri, lungo i secoli, ci hanno insegnato. E benché questa pratica sia stata introdotta ed erroneamente presentata come uno sviluppo liturgico autentico del Concilio Vaticano II, in realtà la Comunione sulla mano non solo non è uno sviluppo liturgico autentico ordinato dal Concilio Vaticano II, ma mostra disobbedienza e disprezzo totali nei confronti di secoli di insegnamento e pratica.
La Comunione sulla mano fu introdotta sotto un falso ecumenismo, attraverso compromessi e falso senso di tolleranza, portando ad una profonda irriverenza ed indifferenza verso il Santissimo Sacramento. La Comunione sulla mano non è menzionata in nessun documento del Vaticano II, né se ne parlò nei dibattiti conciliari. Prima del Vaticano II non c’è testimonianza storica di vescovi, preti o laici che abbiano richiesto ad alcuno l’introduzione della Comunione sulla mano.
Al contrario, chiunque crebbe nella Chiesa preconciliare, ricorderà chiaramente che gli fu insegnato che era sacrilegio per chiunque, tranne che per il prete, toccare l’Ostia Sacra. Lo mette in evidenza l’insegnamento di San Tommaso d’Aquino, il quale nella sua Summa Teologica spiega : “Dispensare il Corpo di Cristo spetta al sacerdote per tre ragioni: perché egli consacra nella persona di Cristo. Ma come Cristo consacrò il Suo Corpo nell’Ultima Cena e fu Lui che ne diede agli altri per essere condiviso da loro, così, come la consacrazione del Corpo di Cristo spetta al sacerdote, anche la distribuzione spetta a lui; perché il prete è l’intermediario stabilito tra Dio e il popolo, quindi spetta a lui offrire i doni del popolo a Dio, così spetta a lui distribuire i doni consacrati al popolo; perché, al di là del rispetto per questo Sacramento, nulla lo può toccare tranne ciò che è consacrato; allo stesso modo solo le mani del sacerdote lo possono toccare. Quindi a nessun altro è lecito toccarlo, tranne che per necessità, per esempio se stesse per cadere a terra, o altro, in qualche caso di emergenza” (ST. III, Q 82, Art. 13). San Tommaso, che nella Chiesa è il principe dei teologi, la cui Summa Theologica fu posta sull’altare vicino alle Scritture durante il Concilio di Trento, chiaramente insegna che spetta al prete e soltanto a lui toccare e distribuire l’Ostia Sacra, che solo ciò che è consacrato (le mani del sacerdote) deve toccare il Consacrato (l’Ostia Sacra).
La Comunione sulla mano certamente fu praticata nella Chiesa antica, ma attenzione: gli uomini potevano ricevere l’Eucarestia sulla mano, mentre le donne non potevano riceverla sulle mani nude e dovevano coprirle con un indumento chiamato domenicale. Nel quarto secolo, San Cirillo di Gerusalemme insegnava ai fedeli che si doveva ricevere il Santissimo Sacramento con rispetto e attenzione. Con il passare del tempo, man mano che il rispetto ed il discernimento della vera natura del Santissimo Sacramento, grazie alla guida dello Spirito Santo, crebbe e si perfezionò, la pratica di porre l’Ostia sulla lingua del comunicando divenne sempre più diffusa, così che non ci fosse la più remota possibilità che la più piccola particella cadesse a terra e fosse dissacrata. La Comunione sulla mano fu condannata come un abuso al Sinodo di Rouen nell’anno 650, così che si può dire con ragionevole certezza che, grazie al desiderio di maggior rispetto e come salvaguardia contro la dissacrazione, era la norma ricevere l’Ostia sulla lingua.

di Don Marcello Stanzione

Sacrilegio eucaristico in chiesa e per le strade del mondo comunione sulla mano

Anime del Purgatorio : Testimonianze

I miei colloqui con le povere anime

La principessa tedesca Eugenia von der Leyen (morta nel 1929) lasciò un Diario in cui narra le visioni e i dialoghi da lei avuti con anime purganti apparsele in un periodo di circa otto anni (1921-1929). Scrisse per consiglio del suo direttore spirituale. Leggiamone alcune:

«Io non ho mai pensato alla mia anima!»

11 luglio 1925 Adesso ho visto a U… sedici volte Isabella. Io: «Da dove vieni?». Lei: «Dal tormento!». Io: «Eri una mia parente?». Lei: «No!». Io: «Dove sei sepolta?». Lei: «A Parigi». Io: «Perché non riesci a trovar pace?». Lei: «Io non ho mai pensato alla mia anima!». Io: «Come ti posso aiutare?». Lei: «Una santa Messa». Io: «Non avevi più parenti?». Lei: «Essi hanno perduto la fede!». Io: «Sei sempre stata qui al castello in tutto questo tempo?». Lei: «No». Io: «E perché adesso?». Lei: «Perché ci sei tu». Io: «Ma quando eri viva sei stata qui parecchio?». Lei: «Sì, io ero l’amica di molti». Essa è impeccabile, compitissima…

«Tu potresti fare ancora di più, ma tu pensi troppo a te stessa»

11 agosto. Il povero Martino venne di nuovo da me in giardino. Io: «Che cosa vuoi di nuovo? Io faccio quello che posso per te». Lui: «Tu potresti fare ancora di più, ma tu pensi troppo a te stessa». Io: «Tu non mi dici niente di nuovo, purtroppo. Dimmi anche altro, se vedi qualche cosa di cattivo in me». Lui: «Tu preghi troppo poco e perdi forza andando in giro con la gente». Io: «Lo so, ma non posso vivere solo per voi. Che cosa vedi ancora in me, forse peccati per i quali tu devi patire?». Lui: «No. Altrimenti non mi potresti vedere né aiutare». Io: «Dimmi ancora di più». Lui: «Ricòrdati che io sono soltanto anima».
Mi guardò allora con tanta amabilità, che mi riempì proprio di gioia. Ma io avrei voluto sapere ancora di più da lui. Se io potessi dedicarmi solo alle povere anime, sarebbe una gran bella cosa, ma… gli uomini!

«I morti non possono dimenticare…»

23 agosto si presenta a Eugenia un’anima in forma di uomo anziano. Tornò il 27 agosto.
Narra la principessa:
Egli parla. Mi gridò: «Aiutami!». Io: «Volentieri, ma chi sei?». «Io sono la colpa non espiata!». Io: «Che cosa devi espiare?». Lui: «Sono stato un diffamatore!». Io: «Posso fare qualcosa per te?». Lui: «La mia parola sta nello scritto e vi continua a vivere, e così la menzogna non muore!» […].
28 agosto. Io: «Ti va meglio? Ti sei accorto che ho offerto per te la santa Comunione?». Lui: «Sì, così tu espii i miei peccati di lingua». Io: «Non puoi dirmi chi sei?». Lui: «Il mio nome non dev’essere più fatto». Io: «Dove sei sepolto?». Lui: «A Lipsia» […].
4 settembre. Egli venne da me sorridendo. Io: «Oggi mi piaci». Lui: «Vado nello splendore». Io: «Non dimenticarti di me!». Lui: «I vivi pensano e dimenticano, i morti non possono dimenticare che cosa ha dato loro l’Amore». E disparve. Alla fine ancora una consolazione. Chi fu? Chiesi a tanti, ma non ebbi risposta.

«Vedo tutto così chiaro!»

24 aprile 1926 Da oltre quattordici giorni viene un uomo assai triste e miserevole. 27 aprile. Era molto agitato e piangeva.
30 aprile. Egli irruppe in pieno giorno nella mia stanza come fosse stato inseguito, aveva la testa e le mani insanguinate. Io: «Chi sei?». Lui: «Mi devi pure conoscere!… Io sono sepolto nell’abisso!» [questa parola fa pensare al primo versetto del salmo 129, il più usato nella liturgia di suffragio per i defunti].
1 maggio. Venne di nuovo di giorno […]. Lui: «Sì, io sono dimenticato nell’abisso». E se ne andò piangendo […].
5 maggio. Mi venne in mente che poteva essere Luigi…
6 maggio. Allora è proprio come pensavo. Io: «Sei il signor Z. dell’infortunio alpinistico?». Lui: «Tu mi liberi»… Io: «Tu sei salvo». Lui: «Salvato, ma nell’abisso! Dall’abisso io grido verso di te». Io: «Devi ancora espiare così tanto?». Lui: «Tutta la mia vita fu senza un contenuto, un valore! Quanto sono povero! Prega per me!». Io: «Così ho fatto a lungo. Io stessa non so come lo possa fare». Egli si tranquillizzò e mi guardò con infinita gratitudine. Io: «Perché non preghi tu stesso?». Lui: «L’anima è soggiogata quando conosce la grandezza di Dio!». Io: «Me la puoi descrivere?». Lui: «No! Lo straziante desiderio di rivederla è il nostro tormento» […]. Lui: «Vicino a te noi non soffriamo!». Io: «Ma andate piuttosto da una persona più perfetta!». Lui: «La via è segnata per noi!».
7 maggio. Egli venne alla prima colazione del mattino. Era quasi una cosa insopportabile. Finalmente potei andarmene, e quasi nel medesimo istante egli era di nuovo accanto a me. Io: «Per favore, non venite mentre sono fra la gente». Lui: «Ma io vedo solo te!» […]. Io: «Ti accorgi che oggi sono stata alla santa Comunione?». Lui: «E appunto questo che mi attrae!». Ho pregato a lungo con lui. Ora aveva un’espressione assai più contenta.
9 maggio. Luigi Z… fu qui molto a lungo, e ha continuato a singhiozzare. Io: «Perché oggi sei così triste? Non ti va forse meglio?». Lui: «Io vedo tutto così chiaro!». Io: «Che cosa?». Lui: «La mia vita perduta!». Io: «Il pentimento che hai adesso ti aiuta?». Lui: «Troppo tardi!». Io: «Hai potuto pentirti subito dopo la tua morte?». Lui: «No!». Io: «Ma dimmi, com’è possibile che tu ti puoi mostrare solo così com’eri da vivo?». Lui: «Per la Volontà [di Dio]».
13 maggio. Z… è qui agitato […]. Lui: «Dammi l’ultima cosa che hai, poi sono libero». Io: «Bene, allora non voglio pensare ad altro». Egli era sparito. Per la verità non è tanto facile ciò che gli ho promesso.
15 maggio. Io: «Sei contento adesso?». Lui: «La pace!». Io: «Viene sopra di te?». Lui: «Verso la luce abbagliante!». Durante il giorno venne tre volte, sempre un po’ più contento. Fu proprio il suo commiato.

 

Un oppressore dei poveri

20 luglio 1926 È un uomo vecchio. Indossa il costume del secolo scorso. Io: «Ce n’è voluto del tempo prima che tu sia riuscito a farti vedere in modo appropriato». Lui: «Tu ne sei responsabile! […] Devi pregare di più!». Se ne andò per ritornare due ore dopo. Io avevo dormito; sono così stanca da morire. Non ne posso più. Tutto il giorno non avevo avuto un momento libero per me stessa! Io: «Vieni, adesso voglio pregare con te!». Mi sembrò contento. Mi si avvicinò. È un uomo anziano, con farsetto bruno e una catenina d’oro. Io: «Chi sei?». Lui: «Nicolò». Io: «Perché non hai pace?». Lui: «Io fui un oppressore dei poveri, ed essi mi hanno maledetto» […]. Io: «E in che modo ti posso aiutare?». Lui: «Col sacrificio!». Io: «Che cosa intendi per sacrificio?». Lui: «Offrimi tutto quello che più ti pesa!». Io: «La preghiera non ti giova più?». Lui: «Sì, se ti costa!». Io: «Ci dev’essere sempre insieme l’offerta della mia volontà?». Lui: «Sì». Rimase ancora parecchio […].
29 luglio. Nicolò mi poggiò la mano sul capo e mi guardò con tanta simpatia, che dissi: «Hai una faccia così contenta, puoi andare dal buon Dio?». Nicolò: «La tua sofferenza mi ha liberato» […]. Io: «Non tornerai più?».
Lui: «No» […]. Mi si accostò di nuovo e mise la mano sul mio capo. Non fu una cosa da far paura; oppure forse io sono ormai insensibile.

Eugenie von der Leyen, Meine Gespràche mit armen Seelen, Editorial Arnold Guillet, Christiana Verlag, Stein am Rhein. La traduzione in lingua italiana porta il titolo: I miei colloqui con le povere anime, 188 pp., ed è curata da don Silvio Dellandrea, Ala di Trento (al quale deve rivolgersi chi desidera acquistare il libro, essendo un’edizione fuori commercio). Qui sono citate, dell’ed. italiana, le pp. 131, 132-133, 152-154 e 158-160.

Devozione alle Sante Piaghe e Promessa di Gesù

LE SANTE PIAGHE

La serva di Dio Maria Marta Chambon, suora visitandina, fu favorita da frequenti visite di Gesù che mostrava le sue ferite sulla croce, affinché lo contemplasse e si associasse ai dolori della sua passione: «Non distogliere mai gli occhi dal mio libro, dal quale imparerai più che tutti i grandi sapienti». In seguito le disse: «Ti ho scelta per diffondere la devozione alle mie Sante Piaghe». Dopo questo incarico le rivelò in vari modi l’efficacia della devozione: «I carnefici, trapassando il mio costato, le mie mani, i miei piedi, hanno aperto fonti da cui sgorgano eternamente le acque della misericordia. Offrimi le tue azioni unite alle mie Sante Piaghe, nulla può renderle più gradite ai miei occhi in esse ci sono ricchezze incomprensibili. Dalle mie piaghe escono fiumi di santità. È necessario che tu svolga bene la tua missione: offrire le mie Piaghe al mio eterno Padre, perché da esse deve venire il trionfo della Chiesa».

Tratto dal libro “Pregate, pregate, pregate”  di Editrice Shalom  pag. 719

PROMESSE DEL SIGNORE A QUANTI ONORANO LE SUE PIAGHE

  • Io accorderò tutto ciò che mi si domanda con l’invocazione delle mie Sante Piaghe.

  • Le grazie che ricevete con queste invocazioni sono grazie di fuoco; vengono dal Cielo e ritornano al Cielo.

  • Quando soffrite, portate le vostre pene nelle mie Piaghe, saranno addolcite. Non ci sarà morte per l’anima che spirerà nelle mie Piaghe.

  • Ripetete spesso accanto agli ammalati: «Gesù mio, perdono e misericordia per i meriti delle tue Sante Piaghe»,questa preghiera solleverà l’anima e il corpo.

  • L’invocazione alle mie Piaghe fa scendere le Grazie dal Cielo e vi fa salire le anime del Purgatorio.

  • Il peccatore che dirà: «Eterno Padre, ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle nostre anime», otterrà la conversione.

  • Se immergi le tue azioni nelle mie Sante Piaghe, acquisteranno valore; le azioni ricoperte dal mio sangue soddisfano il mio cuore.

 

PREGHIERA QUOTIDIANA IN ONORE DELLE SANTE PIAGHE

Per la Santa Piaga della mano destra.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

Per la Santa Piaga della mano sinistra.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la Santa Piaga del piede destro.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la Santa Piaga del piede sinistro.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la santa Piaga del sacro costato.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per il Santo Padre.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per l’effusione dello Spirito Santo.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Esorcismo Lucifero costretto a dire la verità sui suoi piani diabolici
Nel periodo difficile che sta attraversando la Chiesa e l’umanità intera, a causa di guerre divisioni ingiustizie, prevaricazioni, omicidi , aborti, divorzi, matrimoni e adozioni  gay, domandiamoci chi è l’artefice di tanto male, chi è che tira le fila? Se non il divisore, l’omicida , il menzoniero per natura, cioè il demonio.
A tal proposito riportiamo la confessione fatta da Lucifero, durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, qualora le sue parole risultassero confermate nel prossimo futuro. L’esorcismo ha avuto luogo subito dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI.
Ecco il testo integrale:

ESORCISTA: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?

LUCIFERO: ” Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito.

Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. E’ l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.

Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove e né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto, devo concentrarmi e recuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demoni contro la Sede Apostolica.

Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.

ESORCISTA: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio?

LUCIFERO: Sono duemila anni che noi angeli decaduti con l’aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente Quella tremenda Invenzione del Nazareno. Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perchè essa appartiene all’Onnipotente.

Tutti i nostri sforzi risultano vani, perchè le porte dell’inferno, come Quel crocefisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall’interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.

Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di Quello inchiodato alla croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.

Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! quanto ci fanno male quelle vite donate all’Altissimo.

ESORCISTA: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare?

LUCIFERO: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!

ESORCISTA: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo, di dirmi quanto ti ho chiesto?

LUCIFERO: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell’azione degli uomini, è deluso dall’agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell’umanità è mia, morta spiritualmente e non riesce a risollevarsi.

Alcuni uomini di Chiesa sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista.

E dietro il progressismo, dietro certe aperture post conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perchè vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.

Continuate pure a credere che tutto è una favola pietrina, cosi il numero di quelli che precipitano qui all’inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.

ESORCISTA: Nel nome dei Santi Martiri, di San Pio, di Santa Bernadette, di la verità sul futuro della Chiesa di Roma?

LUCIFERO: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perchè lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.

Sono un perdente, uno che si è ribellato ed ha perso tutto. Ho perso il paradiso. Per sempre. Ma ho un obiettivo: trascinare quante più anime possibili nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal paradiso, con lo strappargli anime. E’ questa la mia eterna vendetta.

Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi.

Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua Stabilità.

Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui.

Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal Suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo.

Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto non le daremo pace.

Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.

Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.

Quel papa della “Rerum Novarum”, vide, mentre celebrava la Messa, i demoni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Cosi scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.

Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti, e se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio.

Se vedeste i mostri infernali agirarsi per il mondo morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.

ESORCISTA: Nel nome della Santissima Trinità dimmi cosa hai in mente di fare contro l’umanità?

Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola : Dannarla.
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia.
La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.

Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’inferno.

I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.

La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. E’ questo il mio fine: essere dio al posto di Lui.

Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli.

Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.

Il tempo sta per finire ed Io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.

ESORCISTA: Nel nome di Santa Gemma Galgani, di Santa Teresa di Gesù Bambino, di Santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l’anima?

LUCIFERO: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.

Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l’otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione sovente.

Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. E’ uno scudo potente contro l’inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.

Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto.

Pregate per i Cardinali,  pregate per i Vescovi, ormai alcuni vanno per conto loro.

Pregate per i sacerdoti hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi.

Quella lassù è triste perchè vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all’inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.

Le sue lacrime versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo”.

FONTE: gloria.tv/media,

Esorcismo 11/02/2013

 

Anticristo - Apostasia - Ritorno di Gesù Video Cosa dicono le Sacre Scritture?

 

Anticristo, Apostasia e Ritorno di Gesù nelle Sacre Scritture:
E’ questo il tempo?

Nei Sacri Vangeli, nella Rivelazione di Giovanni (Libro dell’Apocalisse) e perfino nell’Antico Testamento veniva profetizzato la venuta dell’Anticristo, dell’uomo iniquo, che avrebbe condotto la più grande persecuzione ai Cristiani della storia dei tempi. Cosa dicono le Sacre Scritture sull’ Anticristo, l’Apostasia e il Ritorno di Gesù? Ecco un breve video ma ricco di dettagli su quello che è chiaramente il tempo della “Grande Tribolazione” annunciata dai profeti passati e presenti e che riguarda gli Ultimi Tempi, cioè le profezie presenti nel libro dell’Apocalisse. Sarà vicino il tempo predetto da Giovanni e da altri Profeti che riguardano l’Anticristo, l’Apostasia e il Ritorno di Gesù? Guardiamo attentamente questo video e cerchiamo di trarre alcune riflessioni invocando l’aiuto dello Spirito Santo per un autentico discernimento.

LE COPPE DELL’IRA DIVINA
tratto dal libro “La donna e il drago”

di Padre Livio Fanzaga

I dieci segreti di Medjugorje

Il grande interesse delle apparizioni di Medjugorje non riguarda soltanto lo straordinario evento che si è andato manifestando a partire dal lontano 1981, ma anche, e in misura crescente, il futuro immediato dell’intera umanità. La lunga permanenza della Regina della pace è in vista di un passaggio storico denso di pericoli mortali. I segreti che la Madonna ha rivelato ai veggenti riguardano avvenimenti prossimi di cui la nostra generazione sarà testimone. Si tratta di una prospettiva sul l’avvenire che, come non di rado accade nelle profezie, rischia di sollevare ansie e perplessità. La stessa Regina della pace è bene attenta a sollecitare le nostre energie sul cammino di conversione, senza nulla concedere all’umano desiderio di conoscere il futuro. Tuttavia comprendere il messaggio che la santa Vergine ci vuole trasmettere con la pedagogia dei segreti è fondamenta le La loro rivelazione infatti rappresenta in ultima istanza un grande dono della divina misericordia.

Va innanzi tutto detto che i segreti, nel significato di avvenimenti che riguardano il futuro della Chiesa e del mondo, non sono una novità delle apparizioni di Medjugorje, ma hanno un loro precedente di straordinario impatto storico nel segreto di Fatima. Il13 luglio del 1917 la Madonna ai tre bambini di Fatima aveva rivelato a grandi linee la drammatica Via Crucis della Chiesa e dell’umanità lungo il secolo ventesimo. Tutto ciò che aveva preannunciato si è poi puntualmente realizzato. I segreti di Medjugorje si collocano in questa luce, anche se la grande diversità in rapporto al segreto di Fatima sta nel fatto che ognuno li essi verrà rivelato prima che accada. La pedagogia mariana del segreto fa quindi parte di quel piano divino di salvezza che è incominciato a Fatima e che, attraverso Medjugorje, abbraccia l’immediato futuro.

Va inoltre sottolineato il fatto che l’anticipazione dell’avvenire, che è la sostanza dei segreti, fa parte del modo col quale Dio si rivela nella storia. Tutta la Sacra Scrittura è, a ben guardare, una grande profezia e lo è in modo speciale il suo libro conclusivo, l’Apocalisse, che getta la luce divina sull’ultima tappa della storia della salvezza, quella che va dalla prima alla seconda venuta di Gesù Cristo. Nel rivelare il futuro Dio manifesta la sua signoria sulla storia. Lui soltanto infatti può conoscere con certezza ciò che accadrà. La realizzazione dei segreti è un forte argomento di credibilità della fede, oltre che un aiuto che Dio offre in situazioni di grande difficoltà. In particolare i segreti di Medjugorje saranno una prova per la verità delle apparizioni e una manifestazione grandiosa della divina misericordia in vista dell’avvento del mondo nuovo della pace.

Il numero dei segreti dati dalla Regina della pace è rilevante. Dieci è un numero biblico, che richiama alla memoria le dieci piaghe d’Egitto. Si tratta però di un accostamento rischioso perché almeno uno di essi, il terzo, non è un «castigo », ma un segno divino di salvezza. Nel momento in cui viene scritto questo libro (maggio 2002) tre dei veggenti, quelli che non hanno più le apparizioni quotidiane ma annuali, affermano di aver già ricevuto dieci segreti. Gli altri tre invece, quelli che hanno ancora le apparizioni di ogni giorno, ne hanno ricevuto nove. Nessuno dei veggenti conosce i segreti degli altri e fra loro non ne parlano. Si suppone tuttavia che i segreti siano uguali per tutti. Ma uno solo dei veggenti, Mirjana, ha ricevuto il compito dalla Madonna di rivelarli al mondo prima che accadano.

Si può dunque parlare di dieci segreti di Medjugorje. Essi riguardano un futuro non molto lontano, in quanto sarà Mirjana e un sacerdote da lei scelto a rivelarli. Si può ragionevolmente arguire che essi non incominceranno a realizzarsi se non dopo che saranno stati rivelati a tutti e sei i veggenti. Ciò che dei segreti si può sapere è così sintetizzato dalla veggente Mirjana: «Io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicic. Io devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: di dire o di non dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente” ».

Alla domanda se i segreti riguardino la Chiesa o il mondo, Mirjana risponde: «Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano tutto il mondo ». Per quanto riguarda il terzo segreto tutti i veggenti lo conoscono e sono concordi nel descriverlo: «Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni — afferma Mirjana — come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma. Sarà un segno bellissimo, che non si può fare con mani umane. E una realtà che rimane e che viene dal Signore».

Per quanto riguarda il settimo segreto Mirjana afferma: «Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare ». Mirjana sostiene con molta convinzione che ormai nessuno dei dieci segreti può essere mutato. Essi verranno annunciati al mondo tre giorni prima, quando il sacerdote dirà che cosa accadrà e dove si verificherà l’avvenimento. In Mirjana (come negli altri veggenti) c’è l’intima sicurezza, non sfiorata da nessun dubbio, che quanto la Madonna ha rivelato nei dieci segreti necessariamente si realizzerà.

A parte il terzo segreto che è un «segno » di straordinaria bellezza e il settimo, che in termini apocalittici si potrebbe chiamare «flagello» (Apocalisse 15, 1), non si conosce il contenuto degli altri segreti. Ipotizzarlo è sempre rischioso, come d’altra parte dimostrano le più disparate interpretazioni della terza parte del segreto di Fatima, prima che fosse resa nota. Alla domanda se gli altri segreti siano «negativi » Mirjana ha risposto: «Non posso dire nulla ». E tuttavia possibile, con una riflessione complessiva sulla presenza della Regina della pace e sull’insieme dei suoi messaggi, arrivare alla conclusione che l’insieme dei segreti riguardi proprio quel bene supremo della pace che oggi è a rischio, con grande pericolo per il futuro del mondo.

Colpisce nei veggenti di Medjugorje e in particolare in Mirjana, alla quale la Madonna ha affidato la grave responsabilità di rendere noti i segreti al mondo, l’atteggiamento di grande serenità. Siamo ben lontani da un certo clima di angoscia e di oppressione che caratterizza non poche supposte rivelazioni che prolificano nel sottobosco religioso. Infatti lo sbocco finale è pieno di luce e di speranza. Si tratta in ultima analisi di un passaggio di estremo pericolo del cammino umano, ma che condurrà al golfo di luce di un mondo abitato dalla pace. La Madonna stessa, nei suoi messaggi pubblici, non fa accenno ai segreti, anche se non tace i pericoli che ci stanno davanti, ma preferisce volgere lo sguardo oltre, al tempo di primavera verso il quale vuole condurre l’umanità.

Indubbiamente la Madre di Dio « non è venuta per farci paura>’, come amano ripetere i veggenti. Lei ci sollecita alla conversione non con le minacce, ma con un appello di amore. Tuttavia il suo grido: «Vi supplico, convertitevi! », sta a indicare la serietà della situazione. L’ultimo decennio del secolo ha mostrato quanto proprio nei Balcani, dove la Madonna appare, la pace fosse in pericolo. All’inizio del nuovo millennio nuvole minacciose si sono addensate all’orizzonte. I mezzi di distruzione di massa rischiano di diventare protagonisti in un mondo attraversato dall’incredulità, dall’odio e dalla paura. Siamo forse giunti al momento drammatico in cui verranno versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio (cfr. Apocalisse 16, 1)? Potrebbe infatti esserci un flagello più terribile e più pericoloso per l’avvenire del mondo di una guerra nucleare? E corretto leggere nei segreti di Medjugorje un segno estremo della divina misericordia nella fa se più drammatica della storia dell’umanità?

Analogia col segreto di Fatima

È stata la stessa Regina della pace ad affermare di essere venuta a Medjugorje per realizzare ciò che aveva incominciato a Fatima. Si tratta quindi di un unico piano di salvezza che va considerato nel suo svolgimento unitario. In questa prospettiva aiuterà certamente a comprendere i dieci segreti di Medjugorje un accostamento col segreto dì Fatima. Si tratta di cogliere delle analogie che aiutino ad afferrare in profondità quanto la Madonna vuole insegnarci con la pedagogia dei segreti. E infatti è possibile cogliere somiglianze e differenze che si illuminano e si sostengono a vicenda.

Innanzi tutto bisogna dare una risposta agli interrogativi di chi si è chiesto che significato avesse rivelare la terza parte del segreto di Fatima dopo che si era già adempiuto. La profezia ha un grande valore apologetico e salvifico se viene rivelata prima e non dopo. Il 13 maggio del 2000, quando a Fatima è stato reso noto il terzo segreto, un certo senso di delusione si è diffuso nell’opinione pubblica, che si attendeva rivelazioni riguardanti il fu turo e non il passato dell’umanità.

Indubbiamente il fatto di trovare indicata in una rivelazione del 1917 la tragica Via Crucis del mondo e in particolare la sanguinosa persecuzione della Chiesa, fino all’attentato a Giovanni Paolo II, ha contribuito non poco a dare ulteriore prestigio al messaggio di Fatima. Tuttavia è lecito chiedersi perché mai Dio abbia permesso che la terza parte del segreto fosse conosciuta solo alla conclusione del secolo, quando ormai la Chiesa, nell’anno di grazia del Giubileo, volgeva il suo sguardo verso il terzo millennio.

A questo riguardo è ragionevole pensare che la divina Sapienza abbia permesso che fosse conosciuta soltanto ora la profezia del 1917, perché voleva in questo modo preparare la nostra generazione all’imminente futuro, segnato dai segreti della Regina della pace. Guardando al segreto di Fatima, al suo contenuto e alla sua straordinaria realizzazione, noi siamo in grado di prendere sul serio i segreti di Medjugorje. Ci troviamo di fronte a una mirabile pedagogia divina che vuole preparare spiritualmente gli uomini del nostro tempo ad affrontare la più grave crisi del la storia, la quale non sta dietro le nostre spalle ma davanti ai nostri occhi. Coloro che hanno ascoltato la rivelazione del segreto,fatta il 13 maggio 2000 nella grande spianata della Cova da Iria, saranno i medesimi che ascolteranno la rivelazione dei segreti della Regina della pace tre giorni prima che si realizzino.

Ma è soprattutto per quanto riguarda i contenuti che è possibile trarre insegnamenti utili dal segreto di Fatima. Infatti, se lo analizziamo in tutte le sue parti, non riguarda gli sconvolgimenti nel cosmo, come avviene solitamente negli scenari apocalittici, ma i sovvertimenti nella storia umana, attraversata dalle ventate sataniche della negazione di Dio, dell’odio, della violenza e della guerra. Il segreto di Fatima è una profezia sul dilagare dell’incredulità e del peccato nel mondo, con le nefaste conseguenze di distruzione e di morte e con l’inevitabile tentativo di annientare la Chiesa. Protagonista negativo è il grande drago rosso che seduce il mondo e lo aizza contro Dio, cercando di portarlo alla rovina. Non per nulla lo scenario si apre con la visione dell’inferno e termina con quella della croce. E il tentativo di satana di portare alla rovina il maggior numero di anime e nel medesimo tempo è l’intervento di Maria per salvarle col sangue e le preghiere dei martiri.

E ragionevole pensare che i segreti di Medjugorje riecheggino, nella sostanza, tematiche di questo tipo. D’altra parte gli uomini non hanno certo cessato di offendere Dio come si è lamentata la Madonna a Fatima. Anzi, possiamo dire che l’onda limacciosa del male non ha fatto che crescere. E scomparso in molti paesi l’ateismo di Stato, ma ha progredito ovunque nel mondo una visione atea e materialistica della vita. L’umanità, in questo inizio del terzo millennio, è ben lontana dal riconoscere e dall’accettare Gesù Cristo, il Re della pace. Al contrario dilagano l’incredulità e l’immoralità, l’egoismo e l’odio. Siamo entrati in una fase della storia nella quale gli uomini, sobillati da satana, non esiteranno a tirare fuori dai loro arsenali i più tremendi strumenti di distruzione e di morte.

Affermare che alcuni aspetti dei segreti di Medjugorje possano riguardare guerre catastrofiche, nelle quali vengano usate le armi di distruzione di massa, come quelle nucleari, chimiche e batteriologiche, significa in fondo fare previsioni umanamente fondate e ragionevoli. D’altra parte non bisogna dimenticare che la Madonna si è presentata nel piccolo villaggio dell’Erzegovina come la Regina della pace. Lei ha affermato che con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre, per quanto violente esse siano. L’ultimo decennio del secolo, con le guerre di Bosnia e del Kossovo, è stata una prova generale, una profezia di quanto potrebbe accadere a questa umanità così lontana dal Dio dell’amore.

«Sull’orizzonte della civiltà contemporanea — afferma Giovanni Paolo II —, specialmente di quella più sviluppata in senso tecnico-scientifico, i segni e i segnali di morte sono diventati particolarmente presenti e frequenti. Basti pensare alla corsa agli armamenti e al pericolo, in essa insito, di un’autodistruzione nucleare» (Dominum et viv 57). «La seconda metà del nostro secolo — quasi in proporzione agli errori e alle trasgressioni della nostra civiltà contemporanea — porta in sé una minaccia così orribile di guerra nucleare che non possiamo pensa re a questo periodo se non in termini di accumulo incomparabile di sofferenze, fino alla possibile autodistruzione dell’umanità» (Salv doloris, 8).

Tuttavia la terza parte del segreto di Fatima, più che la guerra, intende evidenziare con tinte drammatiche la feroce persecuzione della Chiesa, rappresentata dal Vescovo vestito di bianco che sale il Calvario accompagnato dal popolo di Dio. E lecito interrogarsi se una persecuzione ancora più efferata non attenda la Chiesa nel prossimo futuro? Una risposta affermativa in questo momento potrebbe apparire esagerata, perché oggi il maligno ottiene le sue più vistose vittorie con l’arma della seduzione, grazie alla quale spegne la fede, raffredda la carità e svuota le chiese. Tuttavia segnali crescenti di odio anticristiano, accompagnati da esecuzioni sommarie, si diffondono nel mondo. C’è da aspettarsi che il drago «vomiterà» (Apocalisse 12, 15) tutto il suo furore per perseguitare coloro che avranno perseverato, in mo do particolare cercherà di annientare le schiere di Maria, che lei si è preparata in questo tempo di grazia che stiamo vivendo.

« Dopo ciò vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della Testimonianza; dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai set te angeli sette coppe d’oro colme dell’ira di Dio che vive nei secoli dei secoli. Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza: nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli» (Apocalisse 15, 5-8).

Trascorso il tempo di grazia, durante il quale la Regina della pace ha radunato i suoi nella « Tenda della Testimonianza », in comincerà il periodo dei sette flagelli, quando gli angeli verseranno le coppe dell’ira divina sulla terra? Prima di dare una risposta a questo interrogativo, è necessario comprendere il vero significato di «ira divina» e di «flagello ». Infatti il volto di Dio è sempre quello dell’amore, anche in quei momenti in cui gli uomini non riescono più a vederlo.

« Satana vuole l’odio e la guerra »

Non c’è dubbio che nella Sacra Scrittura ricorra spesso l’immagine di Dio che castiga a causa dei peccati. La troviamo sia nell’Antico come nel Nuovo Testamento. A questo riguardo impressiona l’ammonimento di Gesù al paralitico che aveva guarito alla piscina di Betzata: « Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio» (Giovanni 5, 14). Si tratta di un modo di esprimersi che troviamo anche nel le rivelazioni private. Basti a questo riguardo fare riferimento al le parole accorate della Madonna a La Salette: «Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo si vuole concedere. E questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio. Coloro che conducono i carri non sanno imprecare senza mescolarvi il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio ».

Il braccio di Gesù, pronto a colpire questo mondo immerso nel peccato, come deve essere inteso perché non venga offuscato il volto del Dio della rivelazione che, come sappiamo, è amore prodigo e senza confini? Il Dio che punisce i peccati è forse diverso dal Crocifisso che, nel momento solenne della morte, si rivolge al Padre dicendo: « Padre, perdona loro perché non san no quello che fanno» (Luca 23, 33)? Si tratta di un interrogativo che trova la soluzione nella stessa Sacra Scrittura. Dio castiga non per distruggere, ma per correggere. Finché siamo nel corso di questa vita tutte le croci e le afflizioni di vario genere sono orientate alla nostra purificazione e alla nostra santificazione. In ultima istanza anche il castigo di Dio, che ha come fine ultimo la nostra conversione, è un atto della sua misericordia. Quando l’uomo non risponde al linguaggio dell’amore, Dio, al fine di salvarlo, usa il linguaggio del dolore.

D’altra parte la radice etimologica di «castigo» è la stessa di «casto ». Dio «castiga» non per vendicare il male che abbiamo commesso, ma per renderci «casti », cioè puri, attraverso la grande scuola della sofferenza. Non è forse vero che una malattia, un rovescio economico, una disgrazia o la morte di una persona cara sono esperienze della vita attraverso le quali avvertiamo la precarietà di tutto ciò che è effimero e rivolgiamo l’animo a ciò che è veramente importante ed essenziale? Il castigo fa parte della pedagogia divina e Dio, che ci conosce bene, sa quanto ne abbiamo bisogno a causa della nostra «dura cervice >‘. Quale padre o quale madre infatti non usa la mano ferma per evitare che i figli imprudenti e sbadati imbocchino una via pericolosa?

Non bisogna tuttavia pensare che, sia pure per ragioni pedagogiche, sia sempre Dio a mandarci «i castighi» con i quali correggerci. Questo potrebbe essere anche possibile, specialmente per quanto riguarda gli sconvolgimenti della natura. Non fu forse attraverso il diluvio che Dio punì l’umanità a causa dell’universale perversione (cfr. Genesi 6, 5)? Anche la Madonna a La Salette si colloca in questa prospettiva quando afferma: «Se il raccolto va male, è soltanto per colpa vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno scorso con le patate; voi non ne avete fatto caso. Anzi, quando ne avete trovato guaste, voi imprecavate e intercalavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire, e quest’anno a Natale non ve ne saranno più ». Dio governa il mondo naturale ed è il Padre celeste che fa piovere sopra i buoni come sopra i cattivi. Attraverso la natura Dio dà la sua benedizione agli uomini, ma nel medesimo tempo rivolge anche i suoi richiami pedagogici.

Tuttavia vi sono dei castighi che sono causati direttamente dal peccato degli uomini. Pensiamo ad esempio al flagello della fa me, che ha all’origine l’egoismo e l’avidità di chi, avendo il superfluo, non vuole tendere la mano al fratello indigente. Pensiamo anche al flagello di molte malattie, che persistono e si diffondono a causa dall’egoismo di un mondo che investe le risorse nelle armi invece che nella salute. Ma è soprattutto il più tremendo di tutti i flagelli, la guerra, ad essere direttamente provocata dagli uomini. La guerra è la causa di innumerevoli mali e, per quanto riguarda il nostro particolare passaggio storico, rappresenta il più grande pericolo a cui l’umanità abbia mai dovuto far fronte. Infatti oggi una guerra che sfuggisse di mano, come è possibile che accada, potrebbe provocare la fine del mondo.

Per quanto riguarda il flagello immane della guerra dobbiamo quindi dire che esso viene esclusivamente dagli uomini e, in ultima istanza, dal maligno che inietta il veleno dell’odio nel loro cuore. La guerra è il frutto primo del peccato. La sua radice è il rifiuto dell’amore di Dio e del prossimo. Mediante la guerra sa tana attira gli uomini a sé, li rende partecipi del suo odio e della sua ferocia, si impadronisce delle loro anime e li usa per di struggere i progetti di misericordia di Dio nei loro confronti. « Satana vuole la guerra e l’odio », ammonisce la Regina della pace all’indomani della tragedia delle due torri. Dietro la malvagità umana c’è colui che è stato omicida fin dall’inizio. In che senso quindi si può dire, come ha affermato la Madonna a Fatima, che «Dio sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo del la guerra… »?

Questa espressione, nonostante l’apparente significato puniti vo, in realtà ha ancora, nel suo significato profondo, un valore salvifico ed è riconducibile a un disegno della divina misericordia. Infatti la guerra è un male causato dal peccato che si è impossessato del cuore dell’uomo e come tale è uno strumento di satana per portare l’umanità alla rovina. La Madonna a Fatima è venuta per offrici la possibilità di evitare un’esperienza infernale come quella della seconda guerra mondiale, che è stata indubbiamente uno dei flagelli più spaventosi che abbia mai colpito l’umanità. Non essendo stata ascoltata e non avendo gli uomini cessato di offendere Dio, essi sono precipitati in un abisso di odio e di violenza che avrebbe potuto essere fatale. Non è stato un caso che la guerra si sia fermata proprio quando erano state messe a punto le armi nucleari, capaci di causare distruzioni irreparabili.

Da questa tremenda esperienza, provocata dalla durezza di cuore e dal rifiuto di convertirsi, Dio ha tratto quel bene che so lo la sua infinita misericordia poteva ottenere. Innanzi tutto il sangue dei martiri, che con la loro carità, le loro preghiere e l’offerta della loro vita hanno ottenuto la benedizione divina sul mondo e hanno salvato l’onore del genere umano. Inoltre la mirabile testimonianza di fede, di generosità e di coraggio di innumerevoli persone, che hanno arginato con le dighe delle buone opere la marea travolgente del male. Durante la guerra i giusti hanno brillato nel cielo come stelle di incomparabile fulgore, mentre la collera di Dio si è riversata sugli impenitenti, che si so no ostinati fino alla fine sulla via dell’iniquità. Tuttavia per molti lo stesso flagello della guerra è stato un appello alla conversione, perché è tipico dell’uomo, eterno bambino, rendersi conto dell’inganno satanico solo quando ne prova sulla pelle le terribili conseguenze.

Le coppe dell’ira divina che Dio sparge sul mondo (cfr. Apocalisse 16, 1) sono certamente delle piaghe con le quali, diretta mente o indirettamente, punisce l’umanità a causa dei suoi peccati. Ma esse sono finalizzate alla conversione e alla salvezza eterna delle anime. Inoltre la divina misericordia le mitiga a causa delle preghiere dei giusti. Infatti le coppe d’oro sono anche il simbolo della preghiera dei santi (cfr. Apocalisse 5, 8) che sollecitano l’intervento divino e gli effetti che ne scaturiscono: la vitto ria del bene e la punizione delle potenze del male. Infatti nessun flagello, per quanto provocato dall’odio satanico, può raggiungere il suo fine di portare l’umanità alla rovina totale. Neppure l’attuale passaggio critico della storia, che vede le potenze del male «sciolte dalle catene », può essere considerato senza speranza. I dieci segreti di Medjugorje vanno quindi visti nella prospettiva classica della fede. Essi, quand’anche alludessero ad eventi spaventosi e fatali per la stessa sopravvivenza dell’umanità (come ad esempio catastrofiche guerre con armi di distruzione di massa), rimangono sotto il governo dell’amore misericordioso che, col nostro aiuto, può trarre il bene anche dal più grande male.

I segreti di Medjugorje, profezie di matrice biblica

La rivelazione del futuro, che ci viene dal cielo, va sempre interpretata come un atto dell’amore paterno di Dio, anche se si tratta di eventi drammatici. Infatti in questo modo la divina Sapienza ci vuole indicare a quali conseguenze porti il peccato e il rifiuto di convertirsi. Inoltre offre la possibilità ai buoni di intercedere e di mutare con le loro preghiere il corso degli avvenimenti. Infine, nel caso di impenitenza e di durezza di cuore, Dio dona ai giusti una via di salvezza o, dono ancora più grande, la grazia del martirio.

I dieci segreti di Medjugorje sono una rivelazione riguardo al futuro che rispecchia perfettamente la pedagogia divina. Essi non hanno lo scopo di impaurire, ma di salvare. A mano a mano che i tempi si avvicinano la Regina della pace non si stanca di ripetere che non dobbiamo avere paura. Infatti chi si trova nella scia della sua luce è consapevole che lei sta preparando una via di uscita alla trappola infernale che il maligno ha architettato per trascinare l’umanità negli abissi tenebrosi della disperazione.

Per comprendere la serietà e la credibilità del segreto di Fatima come di quelli di Medjugorje occorre tenere presente che essi riflettono la struttura fondamentale delle profezie della Sacra Scrittura. In esse Dio, attraverso i suoi profeti, preannuncia un evento che si realizzerà nel caso che cada nel vuoto l’appello al la conversione. A questo riguardo è molto istruttiva la profezia di Gesù sulla distruzione del tempio di Gerusalemme. Di questo grandioso edificio egli dice che non rimarrà pietra su pietra, per ché non è stato accolto il momento in cui è passata la grazia del la salvezza.

«Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (Matteo 23, 37). Qui Gesù indica la radice dei ma li che affliggono l’umanità nel corso della sua storia. Si tratta dell’incredulità e della durezza di cuore di fronte ai richiami del cielo. Le conseguenze che ne derivano non sono attribuibili a Dio, ma agli uomini stessi. Ai discepoli che gli si avvicinavano per far gli osservare le costruzioni del tempio, Gesù risponde: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata» (Matteo 24, 1). Avendo rifiutato il Messia spirituale, i giudei hanno percorso fino in fondo la via del messianismo politico, venendo così annientati dalle legioni romane.

Ci troviamo qui di fronte allo schema essenziale della profezia biblica. Non si tratta di una speculazione astratta sul futuro, al fine di soddisfare curiosità morbose o per coltivare l’illusione di dominare il tempo e gli eventi della storia, di cui soltanto Dio è il Signore. Essa al contrario ci responsabilizza rispetto a vicende la cui realizzazione dipende dalle nostre libere scelte. Il contesto è sempre quello di un invito alla conversione, per evitare le inevitabili conseguenze catastrofiche del male. A Fatima la Madonna aveva preannunciato una guerra «ancora peggiore» se gli uomini non avessero cessato di offendere Dio. Non vi è dubbio che, se fosse stato accolto l’invito alla penitenza, l’avvenire sarebbe stato diverso. Il quadro complessivo in cui collocare i segreti di Medjugorje è il medesimo. La Regina della pace ha rivolto il più pressante appello alla conversione che mai si sia verificato dagli albori della redenzione. Gli avvenimenti futuri sono caratterizzati dalla risposta che gli uomini stanno dando ai messaggi che lei ci dona.

I segreti di Medjugorje, dono della divina misericordia

La prospettiva biblica in cui collocare i dieci segreti di Medjugorje ci aiuta a liberarci da un clima psicologico di angoscia e di paura e a guardare al futuro con la serenità della fede. La Regina della pace sta mettendo mano a un piano mirabile di salvezza, il cui inizio risale a Fatima e che oggi è nel suo pieno svolgimento. Sappiamo anche che vi è un punto di arrivo che la Madonna descrive come il fiorire di un tempo di primavera. Questo significa che il mondo dovrà prima attraversare un periodo di gelo invernale, ma non sarà tale da compromettere l’avvenire dell’umanità. Questa luce di speranza che illumina il futuro è certo il primo e più grande dono della divina misericordia. Infatti gli uomini sopportano anche le prove più difficili se hanno la certezza che alla fine avranno uno sbocco positivo. Il naufrago raddoppia le energie se intravede all’orizzonte il sospirato golfo di luce. Senza prospettive di vita e di speranza gli uomini gettano la spugna senza più combattere e resistere.

Non si può dimenticare che, anche se ora i segreti rivelati si realizzeranno necessariamente, tuttavia uno di essi, presumibilmente il più impressionante, è stato mitigato. Il settimo segreto ha creato una forte emozione nella veggente Mirjana che ha chiesto alla Madonna che fosse cancellato. La Madre di Dio ha chiesto preghiere per questa intenzione e il segreto è stato attenuato. In questo caso non si è realizzato quanto la Bibbia racconta riguardo alla predicazione del profeta Giona presso la grande città di Ninive, la quale ha evitato completamente il castigo preannunciato dal cielo accogliendo l’appello alla conversione.

Tuttavia come non vedere in questa mitigazione del settimo segreto il tocco materno di Maria che mostra in visione «una catastrofe» futura, perché la preghiera dei buoni possa almeno parzialmente allontanarla? Alcuni potrebbero obiettare: «Perché mai il Signore non ha fatto sì che la potenza dell’intercessione e del sacrificio potessero cancellarla del tutto? ». Forse un giorno ci renderemo conto che, quanto Dio ha deciso che accadesse, è stato necessario per il nostro vero bene.

In modo particolare appare come un segno mirabile della divina misericordia il modo col quale la Madonna ha voluto che i dieci segreti fossero rivelati. La manifestazione al mondo tre giorni prima che ogni avvenimento si realizzi è un dono straordinario di cui forse soltanto in quel momento sapremo apprezzarne l’inestimabile valore. Non dimentichiamo che la realizzazione del primo segreto sarà un ammonimento per tutti riguardo alla serietà delle profezie di Medjugorje. Quelli successivi saranno indubbiamente guardati con crescente attenzione e apertura di cuore. L’immediata rivelazione pubblica di ogni segreto e la successiva attualizzazione avrà l’effetto di rafforzare la fede e il valore di credibilità. Inoltre preparerà gli animi che sono aperti alla grazia ad affrontare senza paura ciò che deve accadere (cfr. Luca 21, 26).

Va anche sottolineato che svelare tre giorni prima ciò che sta per succedere e in quale luogo si verificherà, significa inoltre offrire delle possibilità insperate di salvezza. Non siamo in grado di comprendere ora in tutta la sua straordinaria grandezza e nelle sue concrete implicazioni questo dono della divina misericordia,ma verrà il tempo in cui gli uomini se ne renderanno conto. A questo riguardo giova sottolineare che non mancano precedenti biblici molto eloquenti, dove Dio rivela anzitempo una catastrofe, perché i buoni possano mettersi in salvo. Non fu così forse in occasione della distruzione di Sodoma e Gomorra, quando Dio volle salvare Lot e la sua famiglia che vi abitavano?

«Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: “Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città”. Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città… Quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo» (Genesi 19, 15-16. 24-25).

La premura di dare una possibilità di salvezza per i giusti che credono la troviamo anche nella profezia di Gesù sulla distruzione di Gerusalemme che, come sappiamo dalla storia, si è realizzata fra crudeltà indicibili. A questo riguardo il Signore così si esprime: «Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro le città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia» (Luca 21, 20-22).

Come appare chiaro, rientra nella pedagogia divina delle profezie offrire delle possibilità di salvezza a coloro che crederanno. Per quanto riguarda i dieci segreti di Medjugorje il dono di misericordia risiede proprio in questo anticipo di tre giorni. Non fa dunque meraviglia che la veggente Mirjana abbia sottolineato la necessità di far conoscere al mondo quanto verrà rivelato. Si tratterà di un vero e proprio giudizio di Dio che passerà attraverso la risposta delle persone. Siamo di fronte a un fatto insolito nel la storia cristiana, ma con radici che affondano nella Scrittura. Anche questo dà la dimensione del momento eccezionale che si profila all’orizzonte dell’umanità.

Si è giustamente sottolineato come il terzo segreto, riguardante il segno visibile, indistruttibile e bellissimo, che la Madonna lascerà sulla montagna delle prime apparizioni sia un dono di grazia che illumminerà un panorama dove non mancheranno le scene drammatiche e già questa è una prova visibile dell’amore misericordioso. Tuttavia è utile osservare che il terzo segreto precederà il settimo e altri di cui non conosciamo il contenuto. Anche questo è un grande dono da parte della Madonna. Infatti il terzo segreto rafforzerà la fede dei più deboli e soprattutto sosterrà la speranza nel momento della prova, trattandosi di un segno durevole, «che viene dal Signore ». La sua luce risplenderà nel buio del tempo di afflizione e darà ai buoni la forza di perseverare e di testimoniare fino alla fine.

Il quadro di insieme che esce dalla descrizione dei segreti, per quello che ci è dato di sapere, è tale da rasserenare gli animi che si lasciano illuminare dalla fede. A un mondo che scivola sul pia no inclinato che porta alla rovina, Dio offre rimedi estremi di salvezza. Certo, se l’umanità avesse risposto ai messaggi di Medjugorje e prima ancora agli appelli di Fatima, le sarebbe stato evitato il passaggio attraverso la grande tribolazione. Tuttavia anche ora un esito positivo è possibile, anzi è certo.

La Madonna a Medjugorje è venuta come Regina della pace e alla fine schiaccerà la testa al drago dell’odio e dell’inimicizia che vuole distruggere il mondo. Quanto accadrà nel futuro è presumibilmente opera degli uomini, sempre più in balia dello spirito del male a causa del loro orgoglio, dell’incredulità al vangelo e dell’immoralità sfrenata. Tuttavia il Signore Gesù, nella sua infinita bontà, ha deciso di salvare il mondo dalle conseguenze delle sue iniquità, anche a motivo della corrispondenza dei buoni. I segreti sono senza dubbio un dono del suo Cuore misericordioso il quale, anche dai più grandi mali, sa trarre un bene insperato oltre che immeritato.

I segreti di Medjugorje, prova della fede

Non coglieremmo la ricchezza della pedagogia divina che si esprime attraverso i segreti di Medjugorje se non mettessimo in evidenza che essi costituiscono una grande prova della fede. Anche a loro riguardo vale la parola di Gesù secondo la quale la salvezza viene sempre dalla fede. Dio infatti è pronto ad aprire le cataratte dell’amore misericordioso, purché vi sia chi crede, intercede e accoglie nella fiducia e nell’abbandono. Il popolo ebraico davanti al Mar Rosso come avrebbe potuto salvarsi se non avesse creduto nella potenza di Dio e se, una volta aperte le acque, non avesse avuto il coraggio di attraversarle con totale fiducia nell’onnipotenza divina? Tuttavia il primo a credere fu Mosè e la sua fede risvegliò e sostenne quella di tutto il popolo.

Il tempo contrassegnato dai segreti della Regina della pace avrà bisogno di una fede incrollabile, innanzitutto da parte di coloro che la Madonna ha scelto come suoi testimoni. Non a caso la Madonna invita spesso i suoi seguaci a essere « testimoni della fede ». Nel loro piccolo la veggente Mirjana in primo luogo, quindi anche il sacerdote da lei scelto per rivelare i segreti al mondo, dovranno essere gli araldi della fede in quel momento in cui le tenebre dell’incredulità avvolgeranno la terra. Non possiamo sottovalutare il compito che la Madonna ha assegnato a questa giovane donna, sposata e madre di due figli, nell’indicare al mondo eventi che non è esagerazione ritenere decisivi.

Al riguardo è istruttivo un riferimento all’esperienza dei pastorelli di Fatima. La Madonna aveva preannunciato per l’ultima apparizione del 13 ottobre un segno e grande era l’aspettativa della gente che si era precipitata a Fatima per assistere all’evento. La mamma di Lucia, che non credeva alle apparizioni, a causa della folla temeva per la vita stessa della figlia nel caso che non fosse accaduto nulla. Essendo una fervente cristiana, voleva che la figlia andasse a confessarsi, in modo tale da essere preparata a ogni evenienza. Lucia però, come anche i due cuginetti Francesco e Giacinta, erano fermissimi nel credere che quanto pro messo dalla Madonna si sarebbe realizzato. Lei accettava di andare a confessarsi, ma non perché avesse dei dubbi riguardo al le parole della Madonna.

Allo stesso modo la veggente Mirjana (non sappiamo quale ruolo la Madonna assegnerà agli altri cinque veggenti, ma dovranno anch’essi tutti insieme farle da sostegno) dovrà essere ferma e incrollabile nella fede, rivelando nel momento stabilito dalla Madonna il contenuto di ogni segreto. La stessa fede, lo stesso coraggio e la stessa fiducia dovrà avere il sacerdote da lei già prescelto (si tratta del frate francescano Petar Ljubicic), il quale avrà il non facile compito di annunciare ogni segreto al mondo con precisione, con chiarezza e senza tentennamenti. La saldezza d’animo che questo compito richiede spiegano per qua le motivo la Madonna ha chiesto loro una settimana di preghiera e di digiuno a pane e acqua, prima che i segreti vengano resi pubblici.

Ma a questo punto, accanto alla fede dei protagonisti, dovrà risplendere la fede dei seguaci della «Gospa », cioè di coloro che lei ha preparato per questo tempo, avendo accolto la sua chiamata. Sarà di estrema importanza, per il mondo distratto e incredulo nel quale viviamo, la loro limpida e ferma testimonìanza. Non potranno limitarsi a stare alla finestra e a fare da spetta tori, per vedere come andranno a finire le cose. Non potranno stare diplomaticamente defilati, per paura di compromettersi. Dovranno testimoniare di credere alla Madonna e di prendere sul serio i suoi ammonimenti. Dovranno scuotere dal torpore questo mondo e disporlo a capire il passaggio di Dio.

Ogni segreto, grazie alla serena mobilitazione dell’esercito di Maria, dovrà essere per l’intera umanità un segno e un richiamo, oltre che un evento di salvezza. Come sperare che il mondo colga la grazia della rivelazione dei segreti se i testimoni di Maria si lasceranno paralizzare dal dubbio e dalla paura? Chi se non essi aiuteranno gli indifferenti, gli increduli e i nemici di Cristo a salvarsi dalla marea montante dell’angoscia e della disperazione? Chi, se non i seguaci della «Gospa », ormai diffusi in tutto il mondo, potranno aiutare la Chiesa a vivere nella fede e nella speranza i tempi più difficili della storia dell’umanità? La Madonna si aspetta molto da coloro che lei ha preparato per i mo menti della prova. La loro fede dovrà risplendere davanti agli occhi di tutti gli uomini. Il loro coraggio dovrà sostenere i più deboli e la loro speranza dovrà infondere fiducia durante la tempestosa navigazione, fino a che non sia raggiunta la riva.

A coloro che, all’interno della Chiesa, amano discutere e polemizzare riguardo all’approvazione ecclesiastica delle apparizioni di Medjugorje, si deve rispondere con una affermazione che ha fatto la Madonna fin dai primi tempi. Ella ha detto che al riguardo noi non dovevamo preoccuparci, perché se ne sarebbe occupata lei personalmente. Il nostro impegno si sarebbe invece dovuto concentrare sul cammino di conversione. Ebbene, sarà proprio il tempo dei dieci segreti quello in cui verrà dimostrata la verità delle apparizioni.

Il segno sulla montagna, preannunciato dal terzo segreto, sarà un richiamo per tutti, oltre che un motivo di riflessione e di con vincimento per la Chiesa. Ma saranno gli eventi successivi a manifestare agli uomini l’amore materno di Maria e la sua solleci udine per la nostra salvezza. Nel tempo della prova, in cui la Madre di Gesù interverrà nel nome del Figlio suo per indicare una via di speranza, l’umanità intera scoprirà la regalità di Cristo e la sua signoria sul mondo. Sarà Maria, operante attraverso la testimonianza dei suoi figli, a manifestare agli uomini qual è la fede autentica, nella quale essi potranno trovare la salvezza e la speranza di un avvenire di pace.

 

Quel sonetto mariano composto dal diavolo…!

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Una singolare esperienza negli Esorcismi: il Diavolo costretto a tessere gli elogi della Vergine Immacolata, persino componendo per lei un sonetto di alta ‘mariologia’.
Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare. Infatti, talvolta Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.
Vediamo come in qualche occasione questi sia diventato un ottimo apologista della Madonna.
Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della “Scala Santa” a Roma, interrogò il Demonio: “Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?”. Ecco la risposta: “Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”.
Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al Demonio di dire che cosa lo spaventa di più in Maria. Il Diavolo rispose: “Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo”.
A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tutte le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: “È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato”.
La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi. Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la ‘parusia’; ma sappiamo l’aiuto che ella ci dà ora, come madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.
L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua. Paolo è molto chiaro al riguardo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-13).
L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria.
Un sonetto mariano composto dal Diavolo
Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – da bravi ‘buffoni’ napoletani – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta]. Subito Satana pronunciò questi versi:
“Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.
Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.
L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre”.
Pio IX si commosse quando lesse questo sonetto, che gli fu presentato in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

di Padre Gabriele Amorth

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Il Purgatorio per San Pio da Pietrelcina
SACERDOTE DEI DUE MONDI

Molti Santi ebbero grande devozione per le Anime del Purgatorio. In questa devozione si distinse anche Padre Pio da Pietrelcina: egli ha sempre avuto una grande devozione per loro.
Le Anime ebbero sempre un posto di privilegio nella sua vita spirituale. Egli si ricordava costante mente di loro, non solo nelle sue preghiere quotidiane, ma, soprattutto, nel Santo Sacrificio della Messa.
Un giorno, conversando con alcuni frati che lo interrogavano, proprio sull’importanza di pregare per queste anime, il Padre disse: “Su questa montagna (cioè a San Giovanni Rotondo) salgono più anime purganti che uomini e donne ancora viventi ad assistere alle mie Messe e a cercare le mie preghiere”
Se si pensa che, in cinquantadue anni di vita in questo convento, è stato visitato da milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, l’af fermazione di Padre Pio ci stupisce.
Egli rimase a San Giovanni Rotondo per tutto quel tempo e l’affermazione ci indica chiaramente quanti furono i suoi contatti con le anime del Purgatorio. Se superavano di gran lunga quelli che venivano da ogni parte del mondo, evidentemente quelle anime conoscevano bene il suo cuore ardente di carità.
Egli scriveva in una lettera: “Se so, poi, che una persona è afflitta sia nell ‘anima che nel corpo, che non farei presso il Signore per vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei, pur di vederla andare salva, tutte le sue afflizioni, ceden do in suo favore i frutti ditali sofferenze, se il Signore me lo permettesse “.


AMORE PER I SOFFERENTI

Il grande amore che il Padre ebbe per il prossimo, talvolta lo fece ammalare fisicamente. Egli desiderava e spasimava per la salvezza e la felicità dei fratelli a tal punto da dover ammettere: “Sono vertiginosamente trasportato a vivere per i fratelli e per conseguenza ad inebriarmi e satollarmi di quei dolori che pur vado irresistibilmente lamentando “.

In una lettera del 20.1. 1921, a proposito del suo amore e del suo interesse per i fratelli, così scrive: “Per i fratelli, poi, ahimè, quante volte per non dire sempre…. mi tocca dire a Dio Giudice con Mosè. ‘O perdona questo popolo o cancellami dal libro della Vita’.”.
Nella stessa lettera precedentemente aveva descritto così il suo stato d’animo, la tensione del l’amore che travolge il suo essere: “Il tutto si compendia in questo: sono divorato, dall ‘amore di Dio dall ‘amore del prossìmo “. Poi commisera se stesso con una sublime espressione, che illumina il suo intimo, divorato dall’amore: “Che brutta cosa vivere di cuore! “. Quindi spiega la sua situazione: “Bisogna morire in tutti i momenti di una morte che non fa morire: vivere morendo e morendo vivere “. Questo intenso e bruciante amore non era per i soli fratelli di questo mondo, ma anche per quelli passati nell’altra vita e sempre membri della stessa famiglia di Dio.
Sulla base dell’espressione che abbiamo citato poc’anzi: “Salgono su questa montagna per partecipare alle mie Messe e cercare le mie preghiere più anime del Purgatorio di quelle dei vivi,” possiamo dire che egli pregava e soffriva continua mente per i vivi e per i morti.
Spesso questo suo dono di stare tra due mondi era anche di gran conforto per quelli che gli vivevano a fianco, specialmente per coloro che avevano da poco sofferto il lutto di aver perduto una persona cara.
I frati che vivevano con Padre Pio assistevano di frequente a fenomeni straordinari. Ad esempio, una sera, raccontano, si era in piena seconda guerra mondiale, dopo il pasto serale e il convento era ormai chiuso. I frati sentirono alcune voci prove nienti dall’ingresso, che distintamente gridavano:
“Viva Padre Pio!”
Il Superiore di quel tempo, Padre Raffaele da S. Elia a Pianisi, chiamò il frate addetto alla portineria, a quel tempo Fra Gerardo da Deliceto, e lo incaricò dì scendere, per rendersi conto di ciò che stava succedendo intorno alla porta di ingresso e quindi di pregare le persone che erano riuscite ad entrare nel convento, di andare via, data l’ora tarda. Fra Gerardo obbedì. Quando, però raggiunse il corridoio d’ingresso, trovò tutto in ordine, tutto buio, la porta di ingresso ben chiusa con le due barre di metallo ancora esistenti, che bloccavano la porta. Fece, quindi, una breve ispezione nei locali adiacenti e riferì al Superiore il risultato dell’ispezione.
Le voci erano state udite distintamente da tutti e il Superiore rimaneva perplesso, anche perché a quel tempo si parlava di spostare Padre Pio a qual che altro convento e la popolazione di San Giovanni Rotondo era in allarme, per impedire questo tra sferimento.
Il mattino dopo avvicinò Padre Pio, con il quale aveva molta confidenza e gli riferì ciò che era successo la sera precedente, chiedendogli se anche lui avesse sentito quelle parole, quasi urlate, come per farsi sentire da tutti ad ogni costo. Padre Pio, senza dare molta importanza alla cosa, con molta calma, come se si trattasse della cosa più comune e ordinaria di questo mondo, tranquillizzò il Superiore, spiegandogli che le voci che avevano gridato “Viva Padre Pio” appartenevano a dei sol dati defunti, venuti a ringraziarlo per le sue preghiere.
Quando aveva notizia di qualche persona cono scente defunta, Padre Pio celebrava sempre una Santa Messa in suffragio.

LA MESSA DI PADRE PIO
Chi assisteva alla Messa del Padre, ricorderà sempre il tempo che egli riservava al “memento” dei morti.
La parola “memento” significa “ricordati “, come se la Chiesa ammonisca il Sacerdote a tenere presente nel Sacrificio della Messa i defunti, a ricordarsi di essi, proprio nel rito più solenne della Chiesa, quando si rinnova il sacrificio del Signore per la salvezza delle anime.
Padre Pio si fermava in questo ricordo per circa un quarto d’ora, come nota anche Padre Agostino, che fu pure suo confessore.
Chi ricordava Padre Pio ogni giorno? Certa mente l’anima per la quale la Messa veniva celebrata. Infatti, secondo un’antica usanza, come abbiamo detto sopra, i fedeli generalmente fanno celebrare Messe per ì propri defunti. Il Sacerdote presenta al Signore l’intenzione del richiedente e poi anche le altre anime che a lui stanno a cuore. Padre Pio faceva questo e poi si intratteneva con il Signore anche su altre anime.

SOFFERENZA DELLE ANIME PURGANTI
Padre Pio, uomo di grande preghiera e di continua sofferenza, per il dono delle stigmate, aveva certamente anche il dono di penetrare a fondo il mistero della sofferenza delle anime del Purgatorio. Si rendeva conto dell’intensità di quelle sofferenze.
Un giorno un suo confratello, cappuccino non sacerdote della provincia religiosa di Foggia, Fra Modestino da Pietrelcina, chiese al Padre: “Padre che cosa ne pensate delle fiamme del Purgatorio?”. Ed egli di rimando: “Se il Signore dovesse permettere all ‘anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall ‘acqua bollente all ‘acqua fresca “.
Il Purgatorio era qualcosa che Padre Pio conosceva bene e quando parlava delle anime sofferenti non parlava per sentito dire o perché l’avesse letto nei libri, ma faceva riferimento alla sua personale esperienza.
Assieme a questa conoscenza aveva anche quella di conoscere esattamente le pene.
Un giorno Fra Giuseppe Longo da San Giovanni Rotondo, fratello non sacerdote, andò da Padre Pio per chiedere le sue preghiere per una giovane ammalata immobile su una sedia, che non riusciva a camminare. La famiglia della ragazza aveva insistito con lui per avere questa cortesia.
Fra Giuseppe si inginocchiò, come faceva sempre, ma distrattamente poggiò le ginocchia proprio sui piedi piagati di Padre Pio, che per il dolore emise quasi un grido. Poi, eliminato l’inconveniente, con affetto disse al fratello, molto mortificato: “E come se mi avessi fatto fare dieci anni di Purgatorio!”
Qualche giorno dopo Fra Giuseppe andò a fare visita alla famiglia della ragazza per rassicurarla che aveva portato a compimento il mandato ricevuto presso Padre Pio e che egli avrebbe pregato. Seppe, così che la ragazza aveva incominciato a camminare lo stesso giorno in cui si era inginocchiato sui piedi di Padre Pio!

Una volta gli fu chiesto: “Padre, come posso soffrire il Purgatorio qui sulla terra, in modo da poter poi andare direttamente in Paradiso?”.
Il Padre rispose: “Accettando tutto dalle mani di Dio, offrendoGli tutto con amore e rin graziamenti. Solo così possiamo passare dal letto di morte al Paradiso

SOFFERENZE DI PADRE PIO
Un’altra volta gli fu anche chiesto: “Padre, lei soffre anche le pene dell’inferno?”. Ed egli rispose: “Sì, naturalmente “. E ancora: “E anche le pene del Purgatorio?”. Rispose: “Credimi, anche quelle. Certo, le anime del Purgatorio, non soffrono più di me. Sono sicuro di non sbagliarmi “.
Consideriamo quello che scrive Padre Pio in una lettera al suo confessore Padre Agostino da San Marco in Lamis, quando parla della sua anima immersa “nell ‘alta notte dello spirito “, ma carica d’amore per il suo Dio che non si fa trovare:
“Allorché sono in questa notte, io non saprei dirvi se mi trovo nell ‘inferno o nel Purgatorio. Gli intervalli nei quali sento un pò di luce nel mio spirito sono assai fugaci e, mentre mi domando allora conto del mio essere, mi sento in un baleno cadere in questo carcere tenebroso, istantaneamente perdo la memoria di tutti quei favori dei quali il Signore fu sì largo con l ‘anima mia “.

TESTIMONIANZA DI UN PROFESSORE
Racconta un professore, che durante la guerra era sfollato a San Giovanni Rotondo, che una sera del ‘43 si trovava solo con Padre Pio, che si recava in coro nell’antica chiesetta. Erano momenti di comunione e di comunicazione spirituali.
“Il padre ammaestrava nel modo più dolce, umile e penetrante; nelle sue parole io sentivo nel modo più persuasivo lo Spirito di Gesù.
Ci sedemmo su di una di quelle vecchie logore panche, nel punto in cui il lungo corridoio faceva angolo con l’altro lato, che portava al coro.
Quella sera trattò di due punti importanti della vita interiore: l’uno riguardava me, l’altro faceva riferimento alle anime del Purgatorio.
Ho potuto constatare, attraverso meditate deduzioni, che egli aveva una conoscenza chiara delle anime e dello stato di purgazione dopo la morte, nonché della durata delle pene che la divina Bontà assegna a ciascuno e stabilisce per sanzione delle offese arrecate, fino allo stato di purificazione totale, per attirare quelle anime nel cerchio del fuoco del Divino Amore, nella beatitudine senza fine”.
Il professore, dopo avere parlato del primo punto, del suo stato d’animo, del cammino, della perfezione cristiana e della libertà dell’uomo, passando al secondo punto disse: “Un giorno io gli raccomandai l’anima di uno scrittore che io avevo preferito nelle mie letture giovanili. Non aggiunsi altro. Non feci il nome dello scrittore. Il Padre intese perfettamente a chi alludevo. Si fece rosso in viso, come se ne provasse cruccio, pietà, dolore per quell’anima alla quale non erano mancati aiuti spirituali e preghiere. Poi disse: ‘Ha amato troppo le creature!’ E chiedendogli io, più con lo sguardo che con le parole, quanto tempo quell’anima sarebbe rimasta in Purgatorio, rispose: ‘Almeno cento anni’.
A proposito, quella sera del lontano 1943, Padre Pio mi disse: ‘Bisogna pregare per le anime del Purgatorio. Non è credibile quanto esse possono fare per il nostro bene spirituale, per via della gratitudine che dimostrano a coloro che le ricor dano in terra e pregano per loro’.
Più tardi, alcuni anni dopo, il Padre mi espresse su questo punto, a proposito di Genoveffa, in modo più completo il suo pensiero (Genoveffa di Troia, nata a Lucera il 2 1.12.1887 e morta a Foggia 1’ 11.12.49, era una laica della fraternità francescana di Foggia, che ha fatto della sofferenza il suo mezzo di apostolato. Sin dalla tenera età è vissuta malata, con un corpo tutto piagato, a letto per ben cinquantotto anni. Di Genoveffa è a buon punto al causa di beatificazione). Padre Pio mi disse: ‘E più gradita a Dio, tocca più addentro il cuore di Dio, la preghiera di chi soffre e di chi soffrendo, chiede grazie a Dio per il bene del prossimo. La preghiera delle anime purganti è molto più efficace agli occhi di Dio, perché sono in uno stato di sofferenza, sofferenza di amore verso Dio, al Quale aspirano, e verso il prossimo, per il quale pregano’.
Un altro episodio che rammento in modo preciso mi fa meditare sull’efficacia della preghiera. Premetto che più di una volta ho sentito il Padre esprimersi nel senso che il destino di un’anima dipende, se non proprio completamente in gran parte, dalle disposizioni di spirito degli ultimi istanti di vita, da quegli estremi balenii di fede e di pentimento che possono salvare un’anima in grave pericolo di morte spirituale.
Qui ne parlo in senso positivo, cioè nell’esito della salvezza. Così diceva Padre Pio ‘Tu ti meraviglierai, diceva Padre Pio, nel tro vare in Paradiso anime che non ti saresti mai atteso di vedere lì’. Questo mi disse un pomeriggio dopo il 1950, non so precisare l’anno.
Alcuni anni dopo invece, io, con una certa angoscia, avendo saputo della morte di una perso na notoriamente atea, almeno a parole, ne racco mandavo l’anima alle preghiere di Padre Pio, che mi rispose: ‘Ma se è già morta!..
Io colsi il significato delle parole del Padre, non nel senso che l’anima era perduta e neppure nel senso che ogni preghiera fosse ormai vana; al contrario, io volevo intendere che la sua preghiera poteva rimettere quell’anima nella condizione di purificarsi e salvarsi “post mortem”, e dissi: ‘Ma Padre, per Iddio non esiste un prima e un poi, Iddio è eterno presente. La vostra preghiera può entrare nell’ordine delle condizioni richieste da Dio per ché un’ anima non si perda’.
Questo era il succo di ciò che io dissi se non pro prio con le stesse parole. Il Padre arrossì molto con un sorriso meraviglioso e cambiò discorso”.

Fonte

padre-Pio

Tutti i dolori della Passione

Quando ricevetti l’incarico di archiviare gli indumenti di Padre Pio cominciai con i Paramenti e gli oggetti sacri usati dal Padre nelle Celebrazioni Eucaristiche. Passai poi agli indumenti personali.
Ognuno potrà immaginare con quale trepidazione mi inoltravo in quel lavoro, interrotto solo per la preghiera comune, per il pranzo e per il riposo. […].
Tra le mani avevo le prove tangibili di tutta la martirizzante sofferenza subita dall’amato Padre, nel suo continuo stato vittimale. Sangue, sangue, sangue dappertutto! Una enorme quantità di pannolini che erano serviti a tamponare le effusioni ematiche della ferita del costato. Ognuno corredato dalla dichiarazione dei reverendi Confratelli che li avevano raccolti, datati e conservati. Guanti bianchi usati dal Padre per lavarsi il viso, e calzini di cotone bianco. Tutti con le indelebili impronte delle ferite, aperte nelle mani e nei piedi, segnate dal sangue assorbito e che rivelava, perfino con alcune piccole croste, il foro che le stigmate avevano aperto nella sua carne, squarciandola.
Una emozionante scoperta la feci nello spiegare cinque fazzoletti intrisi di rosso: con i primi tre Padre Pio aveva asciugato il sudore della sua fronte, con gli altri due aveva asciugato le sue lagrime. Lo confermava una dichiarazione allegata di Padre Onorato Marcucci che, il 6 maggio 1965, dopo aver asciugato il sudore sulla fronte e sul viso di Padre Pio, s’era accorto che era sangue. Quindi non si trattava di normale sudorazione o di comuni lagrime: Padre Pio aveva pianto lagrime di sangue; come Gesù nell’orto degli ulivi, aveva sudato sangue! […].
Pregai intensamente Padre Pio. Gli chiesi perdono a nome di tutti per le incomprensioni, per i dispiaceri volontari ed involontari arrecatigli, dissi grazie per ciò che aveva patito per noi, gli chiesi conferma se effettivamente aveva pianto e sudato sangue. Ebbi l’impressione, in quel momento, di sentire una locuzione interna con cui il Padre mi assicurava: «Ho fatto per le anime la stessa offerta che fece Gesù nell’orto del Getsemani. Mi sono associato alle sofferenze di Cristo».
Proseguii nel mio lavoro con mani e cuore tremanti, quando, ecco, un’altra profonda emozione mi era riservata. Notai, tra le altre, una camicia tutta macchiata di sangue. La dichiarazione acclusa, vergata il Venerdì Santo del 1921, la definiva «camicia della flagellazione».
Rimasi fortemente impressionato! Era di lino, rattoppata, con le maniche lunghe. Doveva coprire il corpo del Padre probabilmente fino alle ginocchia. La spiegai delicatamente e, quale cruento spettacolo per i miei occhi!: macchie di sangue dappertutto, di sudore sieroso, specie in prossimità dei reni.
Lasciai sul lettino quella camicia insanguinata e scoppiai in pianto dicendo: «Non sono degno…». Ora capivo, in tutta la sua ampia realtà, quella frase che in un mattino di maggio del 1947, in Coro, mi disse, con gli occhi umidi di pianto: «Figlio mio, la mia vita è un continuo martirio».
Già nell’Epistolario (I, p. 669) avevo letto che Padre Pio pativa la flagellazione «quasi una volta per settimana», ma, avere tra le mani la prova di quel supplizio, era per me terrificante. Certamente egli sentiva fisicamente i colpi del flagello pur senza la rottura della carne.
Era tardi quella sera e, dopo tante emozioni provate, mi sorprese il sonno. Sognai Padre Pio che mi parlò della sua flagellazione e mi disse: «Figlio mio, quando una piaga è aperta si soffre di meno perché il sangue defluisce più facilmente. Ma il dolore è davvero insopportabile se il sangue è costretto a uscire dai pori».
L’indomani mi convinsi che Padre Pio aveva vissuto e sofferto tutti i dolori di Gesù. La Passione del Signore si era, per cinquant’anni, ripetuta in lui.
Sudore e lagrime di sangue, flagellazione, ferite alle mani, ai piedi, al costato, coronazione di spine. Per associazione di idee mi ricordai che ero stato testimone anche di quest’ultimo evento, non taciuto tra l’altro dal Padre stesso ai suoi Direttori spirituali (cf. Epistolario I, p. 669).
Infatti, nel gennaio del 1945, quando ancora non arrivavano molte persone a San Giovanni Rotondo, servivo la Santa Messa dell’alba celebrata da Padre Pio alla presenza di una ventina di persone. A quei tempi la Messa del Padre durava da un’ora a un’ora e mezza.
Stanco di stare in ginocchio, mi spostai al lato dell’altare per continuare ad assistere, in piedi, al Santo Sacrificio. Da quella posizione potevo seguire con molta attenzione i gesti, i movimenti, le lagrime e i sospiri, il profondo raccoglimento di Padre Pio.
Quando i miei occhi si posarono sulla fronte e dietro la nuca del Celebrante, notai che la sua carne, in quel punto, sembrava come intrecciata e sulla fronte presentava dei foruncoletti simili a punture di spine.
Spesso, poi, Padre Pio portava il dito medio della mano destra alle tempie e faceva dei gesti come se volesse sollevare qualcosa che gli stava dando fastidio. Notai, infine, conficcata nella sua fronte, una piccola croce di circa tre centimetri.
Ripresi il mio lavoro; ma avevo il cuore e la mente che mi scoppiavano. Capivo i fenomeni mistici che quegli indumenti di Padre Pio rivelavano, ma non riuscivo a rendermi conto del come potevano essere avvenuti.
La fonte sicuramente doveva essere stata il cuore del Padre, così pieno d’amore per il Signore e per i fratelli.

Fra Modestino da Pietrelcina,
Io… testimone del Padre, pp. 75-78

no halloween

Incredibile, assolutamente da vedere questo video. #NoHalloween!
Cosa è Halloween veramente? Halloween è il capodanno dei satanisti, la più grande “festa” dedicata all’occulto, al demonio. Questa video conferenza mette “Bianco su nero” tutte le verità celate sui pericoli di chi festeggia Halloween, che ricordo è il 31 Ottobre, alla vigilia della Festa Cristiano-Cattolica dedicata ai Santi. Proteggiamo la nostra anima e quella di tutte le persone, non soltanto dei nostri famigliari, amici, conoscenti, ma di tutti, perchè tutti siamo Fratelli e Sorelle in Gesù Cristo nostro Salvatore e nostro Dio. Ancora una volta, grazie a questa confessione, Lodiamo il Signore perchè ci ha dato in Aiuto la Santissima Vergine Immacolata Maria, Madre della Chiesa e Madre nostra, che ci ascolta nelle Preghiere e ci è Vicina.

esorcismo

ESTRATTI DELL’ESORCISMO DEL 7 AGOSTO 1979
E = ESORCISTA
V = VERDI GARANDIEU
E: In nome della Madre della Chiesa, in nome di tutti i Papi e soprattutto del Santo Padre, il Papa Paolo VI, e di tutti i preti esorcisti, dì la verità e solo la verità, di quanto la Madre di Dio vuol dirci oggi tramite te, Verdi Garandieu!
V: (respiro faticoso) Ebbene! è la volontà dell’Altissima e della Trinità che sia pubblicato questo libretto di Verdi. Ora è già pubblicato in lingua tedesca. Ma come abbiamo detto, dev’essere tradotto anche nelle altre lingue nelle quali il primo libro “AVVISI” esce o è stato pubblicato, senza indugio… VERDI È IMPORTANTE; SEMBRA ESSERE UN LIBRETTO INSIGNIFICANTE, PESANTISSIMO, INVECE CONTIENE MOLTO ED È VERAMENTE VOLUTO DAL CIELO! Su di esso è la benedizione del Cielo, sia sul libretto sia sull’editore, come pure su tutti i collaboratori di questo lavoro, compreso il tipografo. Ecco!
Potrete ora raccogliere critiche a questo proposito, essere criticati fino a sanguinare e ad essere completamente straziati e calpestati. MA QUESTO LIBRETTO HA UN VALORE IMPAREGGIABILE! ESSO SALVERÀ MOLTE ANIME, anche se non doveste vederlo. È molto utile anche per anime che non si convertono immediatamente, perché Verdi, ossia le sue dichiarazioni, penetrano nell’anima. Esse vi entrano, anche se il lettore non vuole, o non vorrebbe rendersene conto. Inquietano. Penetrano in profondità e in un certo senso tormentano, anche quando costui fa di tutto per difendersi, supponendo che non lo getti nel primo cestino, prima di leggerlo. Ma comunque la presentazione è tale che anche quelli che sulle prime vorrebbero non aver niente a che fare con tutto questo, finiscono lo stesso per ficcarvi il naso, al momento opportuno…
E: In nome di tutti i vescovi e preti!
V: Devi dire: e della Chiesa! Perché è prima per la Chiesa e per i preti. LEI (indica in alto) c’incarica oggi di dire, poiché ci incitate a farlo, che dev’essere detto ancora qualcosa, e che qui vi è la potenza del vescovo: anche se non doveste vedere nessun frutto coi vostri occhi e se raccoglieste solo cose negative, ha nondimeno per il Cielo un valore di un’incredibile, di un’incomparabile ricchezza, più di quanto possiate prevederlo e supporlo. ESSI (indica in alto) hanno un tempo voluto e programmato che questo VERDI potesse abitare nell’ossessa per parecchi anni, perché è stato sempre nel loro piano che fosse pubblicato questo libretto. Certo, e pubblicato anche nel libro “AVVISI” (edizione francese), ma questo libretto a parte è una buona edizione perché costa meno, si legge correntemente e si deve leggere meno a lungo. Eppure si ha cio che si merita quando lo si legge. È stupido pero… Ah! Non voglio dirlo!
E: Continua a parlare! Che cosa è stupido? Continua a parlare in nome dell’Altissima, Madre della Chiesa…!
V: È stupido pero che non sia stato dieci o vent’anni prima. Un libretto simile avrebbe allora infiammato più d’oggi. Ma anche oggi deve avere la missione di produrre i suoi frutti nei cuori, di trasformarli e di scuoterli. Per questo… Non voglio parlare!
E: Continua a dire la verità, in nome della Chiesa, della Madre della Chiesa!
V: Per questo dev’essere pubblicato appunto nelle stesse lingue dell’altro libro “AVVISI” che si pubblica ora o è stato già pubblicato.
E: Continua a parlare in nome dell’Altissima!
V: Sarebbe meglio con 1’Imprimatur, ma non 1’avete ottenuto.
E: Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole che dica chiaramente al vescovo dove egli va, dove vanno i preti i quali dicono ora che li abbiamo diffamati con questo libretto, e che abbiamo in realtà reso cosi un cattivo servizio alla Chiesa, che gli dica che ci combattono? Dobbiamo dire la verità, dir loro dove vanno? Devo scrivere ad ogni vescovo per parlargli di questa distruzione oggi nella Chiesa?
V: Avresti fatto bene a scrivere questa frase: ” Tutti coloro che sono della luce e dello Spirito Santo riconosceranno la verità”.
E: Sara inserito nella prossima ristampa. Abbiamo lasciato ancora incompiute molte cose che forse non sono buone. Ma ringraziamo la Madre di Dio di questa indicazione. Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole ancora dirci altro su questo argomento?
V: È terribile vedere che anche i vostri vescovi abbiano preso vie cosi cattive. ESSI (indica in alto) sono addolorati e afflitti nel vedere che i vostri vescovi fanno successivamente, diciamo noi, marcia indietro, sempre più, e non hanno coraggio (grida), non hanno una goccia di coraggio, non hanno più verità ne assolutamente niente.
E: È la volontà di Dio, di la verità e solo la verità, che avverta ancora una volta i vescovi, molto fermamente? È la volontà della Madre di Dio?
V; È meglio che tu invii malgrado tutto il libretto a ciascuno e che li avverta ancora una volta, in nome di Cristo e della Croce, di far marcia indietro. Di loro che siamo in un pericolo gravissimo e che fra poco vedranno cio che si gioca…
PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, vieni in nostro aiuto contro la malizia e le insidie del demonio; fa’, te ne preghiamo, che Dio eserciti su di lui il suo impero; e tu, Principe della milizia celeste, col divino potere incatena nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che vagano nel mondo per la rovina delle anime. Così sia!

Confessioni di un Prete Dannato all’Inferno
Verdi Garandieu

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

Per ordine della Santissima Vergine durante l’esorcismo fatto il giorno dell’Annunciazione
Numerosi preti hanno eseguito un esorcismo sull’ossessa svizzera continuamente tormentata dai demoni. Le testimonianze di dodici preti, tra cui tre dottori in teologia e in diritto canonico, esprimono la convinzione che i demoni, al momento degli esorcismi, sono costretti a mettere in guardia l’umanità in nome della Madre di Dio.
Chi nega 1’esistenza del diavolo e la possibilità della possessione, si mette in contraddizione con la dottrina formale de11a Chiesa e contesta fatti inconfutabili.

ESORCISMO DEL 5 APRILE 1978
CONFESSIONI DEL PRETE
DANNATO VERDI GARANDIEU

E = ESORCISTA
V = VERDI GARANDIEU (1)
Dopo 1’esorcismo di Leone XIII e numerose preghiere, il demonio si annunciò senza equivoco sicché fu scongiurato di dire solo cio che Dio gli ordinava di dire per mezzo di Maria, nel giorno della sua Annunciazione.

Verdi Garandieu, un prete dannato, é costretto a parlare
E: Devi parlare per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, te 1’ordina San Vincenzo Ferrier, questo grande cacciatore d’anime, che tante anime ti ha strappato!
V: Non a me, non a me, ma al Vecchio (= Lucifero) (beffarda risata), non a me, non…
E: Le ha strappate all’inferno. Ha strappato le anime all’inferno col suo zelo.
(1) Dal 1975, dopo la prima constatazione della possessione nell’ossessa espiatrice, Verdi Garandieu si presenta come un prete dannato del XVII secolo, dei Pirenei. Nel testo dell’esorcismo sono annotate tra parentesi le reazioni del demonio VERDI (pianto, urla, ecc.), che si manifestano attraverso 1’ossessa.
V: Sono solo uno tra molti (risata); sono un disgraziato tra molti. Che sciocchezza (con voce forte), che sciocchezza ho dunque fatto! Ho condotto una vita veloce come il lampo! Perché non sono vissuto meglio? Perché non sono stato prete secondo la volontà di Dio, di LUI LASSÙ (gesto verso l’alto)? Perché non ho corrisposto alla sua grazia? Perché (con voce forte e piangendo) ho abbracciato il sacerdozio, se non ne ero capace, o se non mi sono mostrato pienamente capace di esercitare una funzione pesante, piena di responsabilità, di esercitarla come avrei dovuto esercitarla (piangendo…)?
E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, tutto per la sola gloria di Dio!
V: Ho peccato dando il cattivo esempio. Ho dato il cattivo esempio come anche oggi migliaia, decine di migliaia di preti danno il cattivo esempio. Non ho (respiro faticoso) impartito un buon insegnamento religioso.
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!
Dannato per la sua tiepidezza
V: Ho osservato più le gonnelle che i comandamenti di Dio. Sono stato condannato perché ero troppo tiepido. QUELLO DI LASSÙ (gesto verso l’alto) mi ha letteralmente detto: “Io ti vomiterò dalla mia bocca perché non sei né freddo né caldo”.
E: Parla, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, di quanto devi dire sulla tua vita!
V: La mia vita fu… Nella mia gioventù ero ancora buono (quasi piangendo). Ho (gridando amaramente) ancora corrisposto alla grazia in quel momento (piangendo di disperazione). Nella mia gioventù ho ancora corrisposto alla grazia, ma poi sono diventato tiepido. Mi sono inoltrato sempre più nella via larga. Ho abbandonato la via della virtù e non ho più corrisposto alla grazia. Allora sono caduto sempre più in basso. Forse, all’inizio, mi sono di nuovo confessato. Volevo ancora convertirmi; più d’una volta ho voluto ritornare indietro e combattere i miei difetti (con voce forte), ma…
E: Di la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità!
V: …ma non vi riuscivo più, perché pregavo troppo poco… Ho pregato poco e troppo poco ho corrisposto alla grazia. Ero, come si dice, tiepido. Tiepido è già essere freddo, da tiepido a freddo il passo è brevissimo. Si dovrebbe essere caldi, caldi, ardenti, allora non accadrebbe ai preti cio che è avvenuto di me. Ma voi avete adesso migliaia, decine di migliaia, più di un milione di preti che sono come me, tiepidi e non… non (grida).
E: Di la verità!
V: …e non corrispondono più alla grazia, è quanto loro accadrà se non si convertono, non accolgono totalmente in loro il fuoco dello Spirito Santo e non lo lasciano agire, non sarà meglio di quanto è accaduto a me, Verdi. Sono molto infelice nell’inferno. Vorrei non essere mai vissuto. Soprattutto vorrei, se dovessi vivere, poter ritornare indietro e poter far meglio. Come vorrei far meglio! Come vorrei restare in ginocchio giorno e notte, pregando LUI LASSÙ (gesto verso 1’alto) e chiedere perdono; chiamerei in mio aiuto tutti gli angeli e tutti i Santi per non seguire di nuovo la via della perdizione. Ma (con voce forte), io, io (lamenti) NON POSSO PIÙ RITORNARE INDIETRO… NON POSSO PIÙ RITORNARE INDIETRO (gridando con voce sconvolgente) SONO DANNATO!
Gesù Cristo ha dato l’esempio della temperanza
I preti non sanno che vuol dire essere dannato. Essi (con disperazione) non sanno cio che è 1’inferno! Quasi tutti attualmente seguono la via della minore resistenza. Credono di dover vivere felici, di dover godere quanto si può godere nella vita. Credono comunque che oggi non si possono più cambiare 1’umanizzazione e il modernismo e che si deve camminare col proprio tempo; i superiori, i vescovi, i cardinali e i preti non danno esempio migliore. Prendono ancora magari cibi a una povera tavola, come Cristo stesso ha dato loro 1’esempio? Certo, Cristo, come lo si constata nella Bibbia, si è seduto a tavola e ha mangiato in cerimonie come matrimoni e talune feste. Ma 1’ ha fatto solo perché…
E: Di la verità e solo la verità, Verdi, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!
V: Egli 1’ ha fatto, per cosi dire, per carità verso il prossimo, ma non ha mai mangiato molto. Ha sempre mangiato piuttosto frugalmente, e non parleremo dei momenti in cui non assisteva a feste. CRISTO HA SOFFERTO MOLTO LA FAME , PIÙ DI QUANTO SI PENSA. La Sacra Famiglia e gli Apostoli hanno sofferto molto la fame e digiunato, altrimenti non avrebbero ricevuto le grazie che sono state loro concesse.
Certo Cristo aveva già in Sé tutta la pienezza della grazia; non aveva più bisogno della grazia, in particolare non sarebbe stato necessario implorarla con la preghiera. Egli era la grazia e la luce in persona. Ma doveva dare 1’esempio agli apostoli e a tutta 1’umanità, in particolare (con voce forte) ai preti, vescovi, superiori, cardinali e al Papa.
Egli ha dato 1’esempio nel grado più completo, il migliore e il più perfetto, ma a che cosa è servito?
Ora i preti mangiano alle tavole più riccamente servite con “dessert”, vino e tutti i condimenti. A volte fanno anche bisboccia più di quanto lo consenta la loro salute, e credono addirittura che è del tutto normale quando si è vescovo o si ha un posto elevato.
Le cuoche che fanno da mangiare per i vescovi e queste autorità religiose, ed anche per certi preti, credono con la massima buona fede, che si deve portare in tavola questo e quello. “E un gran signore; è rivestito di alte dignità! Dovremmo vergognarci se non gli si servisse questo e quello”. Ma esse dimenticano che non è 1’imitazione di Cristo.
Sarebbe meglio per queste cuoche che facessero notare ai vescovi, preti, superiori o cardinali che Cristo ha dato 1’esempio della povertà, della povertà e della virtù. LUI LASSÙ (gesto verso 1’alto) vuole che si pratichi 1’imitazione di Cristo (con voce forte) e quanto è praticato oggi è tutt’altra cosa dell’imitazione.
È lo sfarzo, la bisboccia, la bella vita è il lusso fino al peccato. Il peccato non comincia solo quando comincia realmente. Il peccato comincia già quando non si insegna più la rinuncia e quando non la si pratica più. II peccato comincia già quando 1’uomo potrebbe rinunciare, ma non lo fa.
Certo, non comincia qui il peccato completo, nel suo vero senso. Ma la via che vi conduce comincia già quando si smette di praticare la rinuncia, quando non ci si vuol più sacrificare e quando si segue la via della minore resistenza. Allora la via che conduce al primo peccato, che sia veniale o che arrivi fino al peccato mortale, non è più molto lunga, perché noi giù (gesto verso il basso) abbiamo un immenso potere e facciamo sempre quanto possiamo. Ci si istruisce cosi bene, e anche noi, demoni umani, veniamo istruiti e guidati cosi bene che prendiamo sempre 1’uomo in tal modo o lo si può prendere meglio. Ma quando qualcuno non ha mai veramente bene…
E: Di la verità in nome di Gesù Cristo e solo la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!
Le tappe della caduta
V: …quando qualcuno non ha mai veramente bene, perfettamente seguita la via di Cristo con la sua povertà e la sua virtù, la via della preghiera, della Croce, della rinuncia, del sacrificio, della virtù, quando omette solo una di queste cose o la trascura totalmente, noi cerchiamo allora di prenderlo da quel punto. Se è solo una fibra del suo abito, è pero già una fibra e col tempo possiamo avvelenare tutto il suo abito (lamenti). Non voglio più parlare.
E: Di la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sulla tua vita, sulla vita del prete come dev’essere! Di la verità per la gloria di Dio!
V: Il mio sacerdozio, 1’ ho… Forse, credevo allora di avere la vocazione, e volevo… Certo, intendevo diventare un buon prete, ma un prete, non bisogna mai dimenticarlo, un prete è in pericolo più di un laico di essere sedotto da noi giù (dall’inferno). Forse anche i laici corrono questo pericolo, soprattutto le anime privilegiate o quelli che ricoprono una carica importante. Ma un prete ha un’altissima consacrazione. E perché ha un’altissima consacrazione, e con essa può nuocere a noi giù (gesto verso il basso) nella maniera più devastatrice, ci scateniamo di più contro i preti che contro gli altri uomini. È quanto successe (piangendo), è quanto successe anche per me. Io pensavo…
E: Di la verità, Verdi, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità sulla tua vita!

Abbandono della preghiera
V: …Io pensavo: adesso sono prete. Ho raggiunto la mia meta. All’inizio ho esercitato ancora abbastanza bene il mio ministero, ma poi, poi, a un tratto trovavo ciò troppo monotono. Ho cominciato a trascurare la preghiera del Breviario. Prima non ho più recitato tutta la preghiera. Poi a poco a poco ho cominciato a non recitare più la preghiera, quando era una giornata faticosa o quando mi sembrava essere una giornata faticosa. Proprio all’inizio, la rimandavo e poi, tutt’a un tratto, arrivai a… Non voglio parlare.
E: Di la verità, Verdi, in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio! Di la verità sulla tua vita per avvertire i preti! Di la verità, solo la verità!
V: …e poi, tutt’a un tratto, arrivai a pensare: “Ah! queste noiose preghiere del Breviario! Queste preghiere sono lunghissime e prendono un tempo incredibile”, pensavo. Ma sarebbe stato meglio non pensarlo, perché questa sospensione della preghiera del Breviario mi fu fatale.
Quando smisi di recitarlo, caddi a poco a poco nel peccato. Ma quando sono caduto nel peccato, il peccato d’impurità, ho ovviamente smesso di dire la mia messa con raccoglimento, già non ero più in stato di grazia. La Bibbia , e tutto cio che vi si trova, era per me un rimprovero; i dieci comandamenti e il Nuovo Testamento erano per me un richiamo all’ordine, perché non li vivevo più nel loro senso più vero. Poiché tutto questo era per me un richiamo all’ordine, io non volevo più istruire i bambini come si deve e in profondità; infatti come avrei potuto inculcare loro il bene mentre già io stesso non lo vivevo più, e per questo devo dire… Non voglio parlare.
E: In nome di Gesù Cristo, in nome del Santissimo Sacramento dell’Altare di la verità e solo la verità sulla vita e la condotta del prete!
V: …per questo devo dire che come per me succede per la maggior parte dei modernisti e umanisti, e quali che siano i nomi che portano oggi. Come vogliono predicare ai bambini e ai laici qualcosa che essi stessi non vivono più? Come vogliono ridare al mondo cio che essi stessi non hanno più, cio che non è nel più intimo di loro stessi? Dovrebbero mentire (lamenti). Non voglio…
E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del Santissimo Sacramento dell’altare, solo la verità per la gloria di Dio e per la guida dei preti!
V: i loro cuori sono diventati luoghi malfamati, in molti, in molti più di quanto lo si pensi. E, quando non sono ancora diventati luoghi malfamati, sono in ogni caso già tarlati. Ma come mela in cui abita già un verme, può rimanere col tempo una mela intera, succosa, intatta e diffondere il suo migliore profumo!
Lo può solo un prete che vive egli stesso la virtù e ne dà 1’esempio agli altri. Se i preti attuali, come lo dovrebbero, dessero ancora 1’esempio della virtù alla gioventù e al mondo, avreste un mondo mille volte migliore di quello che avete. Come diffondere il bene se non 1’ ho in me? Come parlerò dello Spirito Santo, se io stesso sono contento di non ascoltarlo, perché ho già lasciato la via che…
E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, Verdi Garandieu!
Indifferenza verso il Santo Sacrificio della Messa
V: …perché ho già lasciato la via che lo Spirito Santo mi ha tracciata e mi prescriveva! È terribilmente tragico, molto più di quanto voi uomini possiate pensarlo. È tanto più tragico in quanto un prete (piangendo) che non da più il buon esempio ed è sul punto di lasciare la via della virtù trascina con sé una massa di gente o in ogni caso parecchi, e questo comincia anche alla Santa Messa. Dall’inizio alla fine un prete non celebrerà la S. Messa con profondità e pietà se la sua condotta sacerdotale non vi è conforme. Egli arriverà anche, in ogni caso capitò a me… (quasi piangendo).
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine…!
V: …egli arriverà fino a provare ripugnanza per la Messa , fino a preferire che essa non esista. E tuttavia, perché è prete, la dice, deve celebrarla dinanzi alla gente. Forse, nel mio caso, la Santa Ostia era ancora consacrata, e lo è ancora con migliaia e migliaia di preti che vi credono ancora, perché Dio è misericordioso, perché i fedeli vengono con pietà nel cuore, e non possono sapere cio che sono i cuori dei preti, ma, ma (con voce esortante) guai, guai…
E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!
Adattamento della Dottrina a una vita facile
V: …Guai (con voce seria), guai ai preti che non dicono cio che dovrebbero dire, che non vivono più cio che dovrebbero vivere e insegnano ai fedeli a seguire false vie. Sarebbe meglio… sarebbe meglio che ciascuno di loro dicesse pubblicamente sul pulpito dinanzi a tutti i fedeli: “Perdonatemi, ho peccato! Non sono sulla via della virtù! Pregate per me affinché mi riprenda e di nuovo possa insegnarvi il buon modo di vivere nel senso più vivo”.
Ecco quanto farebbe meglio a dire. Sarebbe un atto di umiltà e noi non avremmo più questo potere su di loro, anche se una parte di gente li disprezzasse. Essa avrebbe malgrado tutto, infine, nel più profondo di se stessa, un’alta stima per questo prete. Sarebbe, comunque, una via migliore della via dell’ipocrisia e della perfidia (proferendo a stento le parole).
Ha un senso stare in piedi, avanti, celebrare la messa di fronte al popolo e dire: “Dio perdonerà (respiro faticoso), andate da Lui. Egli vi comprende, andate dal Padre. Egli è il Padre di Luce : se siete nelle tenebre, comprenderà e vi accoglierà di nuovo nella grazia e nell’amore”.
Tutti questi preti dimenticano che sono necessarie certe cose perché questo Padre di Luce prenda di nuovo nelle sue braccia questi preti o questi fedeli che sono caduti. Certo, li prende di nuovo, ma è necessario il pentimento e non solo è necessario il pentimento, perché la riparazione fa anche parte del pentimento e della confessione. Se voglio migliorarmi, devo prima estirpare queste vie che conducono al peccato e mi sono fatali.
Devo prima cominciare nel più intimo di me stesso, e solo dopo posso essere un modello per gli altri, in tutta la profondità voluta. Si potrebbe dire in poche parole, predicare alla luce dello Spirito Santo cio che devo predicare, cio che sono incaricato di predicare e che sarebbe dinanzi a QUELLO DI LASSÙ… (gesto verso 1’alto)… (respiro faticoso).
Si parla solo dell’amore del prossimo ma non si parla più dell’amore di Dio
Si parla troppo dell’amore del prossimo e si dimentica che 1’amore del prossimo deriva solo dal perfetto amore di Dio. Perché parlare sempre di amore del prossimo, di riconciliazione e di reciproca comprensione se si dimentica il principale comandamento a questo proposito? Il primo è il più grande comandamento è: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”…
E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!
V: (lamenti) …e solo dopo viene “e il prossimo tuo come te stesso”. Se questi preti, ognuno di loro, facessero la pace con QUELLO DI LASSÙ (gesto verso 1’alto), il che dovrebbero peraltro fare, se volessero amarLo, 1’amore del prossimo verrebbe da sé stesso e ne deriverebbe. È, è una… Non voglio parlare!
E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome… per la gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nient’altro che la verità e solo la verità!
V: …è una messinscena, completamente riuscita, della Massoneria il dire sempre: amore del prossimo, vivere nella carità, riappacificarsi 1’un 1’altro, perdonarsi e sostenersi a vicenda. E dove arrivano? Dove si arriva con questo sostegno e questa riconciliazione? Guardate la quotazione dei suicidi!
Se questi uomini vedessero dov’e davvero il principale comandamento!
Certo, è detto nel primo e più grande comandamento: “E il prossimo tuo come te stesso”, ma cio viene dopo: “Amerai il Signore Dio tuo”. Non si può davvero chiamare amore quello che questi preti vivono da anni, questi preti che non sono mai ancora vissuti cosi male come adesso. Si deve cominciare soltanto qui. Si deve praticare di nuovo il principale comandamento e le prime frasi totalmente, senza limiti.
E allora questo “il prossimo tuo come te stesso” sarà incluso da sé stesso. Tutti i comandamenti in modo generale sono inclusi in questo principale comandamento. Se lo si osservasse, non si sarebbe costretti a parlare sempre di carità, d’amore del prossimo, di tentativi di riconciliazione e non so che cosa. Tutto questo sarebbe compreso nella sola visione di un’erba o di un ramo verdi, ma nulla di simile accade. Si discute solo e si parla sempre di assemblee ecclesiastiche e di conferenze episcopali.
Perfino al vertice, a Roma, non si fa che parlare, dibattere, discutere, esaminare, fare adottare e ancora blaterare, sopprimere ancora qualcosa e lasciarla ancora passare, sicché infine sono state soppresse e lasciate passare tante cose che cio non può assolutamente più durare, dinanzi a LUI LASSÙ (gesto verso l’alto). Perché LUI LASSÙ non è soltanto misericordia, ma è anche giustizia infinita quanto misericordia. Questo, io l’ ho visto, io (piangendo), io, Verdi, Verdi. Ho dovuto farne 1’esperienza io stesso. Se avessi solo…
E: Garandieu, di la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine Maria!
Il vero amore del prossimo è strappare le anime dall’inferno col sacrificio
V: …se solo fossi vissuto meglio! Se avessi praticato la virtù! Se solo avessi pregato di più! Se solo avessi fatto penitenza! Se solo avessi cercato di amarlo, LUI LASSÙ! se solo avessi detto: “Io ti seguo in croce. Dammi croci per le mie pecore, per quanto posso sopportarle, affinché ti segua”. Tutto questo, ho dimenticato di dirlo. Tutto questo ho dimenticato di dirlo quando ho smesso di volerlo dire! E anche la maggior parte dei preti d’oggi dimentica di parlare dell’imitazione di Cristo, della via della Croce, e di dire che si deve fare penitenza ed espiare per gli altri affinché non si perdano. Questo non è detto. Dovrebbero gridare dall’alto del pulpito: “Voi laici, fate penitenza, sacrificatevi per gli altri quando vedete che affondano nel fango del peccato”. Sarebbe il più grande amore del prossimo. Ogni altro amore del prossimo come: portare da mangiare, procurare vestiti, cercare case…
E: Di la verità e solo la verità, Garandieu! Di la verità in nome di Gesù Cristo!
V: …tutto questo cade in rovina. Certo è necessario al sostentamento della vita, ma normalmente è Dio stesso che lo da, soprattutto nel nostro tempo, e in Europa, dove la maggior parte della gente ha abbastanza da mangiare, e dove i salari e il tenore di vita sono cosi alti che tutti se la cavano in qualche modo.
Non si deve vantare come la cosa essenziale che bisogna aiutarsi a vicenda e sostenersi e assistersi, visitarsi reciprocamente e venire in aiuto gli uni gli altri. Certo bisogna aiutare chi e nel bisogno, ma lo si mette troppo in rilievo, Si dovrebbe gridare dall’alto del pulpito: “Laici, sacrificatevi per tale e tal’altra anima, perché è in pericolo di peccare. Pregate per lei, accendete candele benedette. Fate il segno della croce su quest’anima”.
I laici possono anche questo. Non hanno 1’alta potenza della benedizione del prete, ma fare un segno di croce sugli altri, qualsiasi laico può farlo. Meglio è che prendano per farlo un Crocifisso o il rosario e che gettino anche da lontano acqua benedetta su queste anime. Non è esagerazione. Ogni laico può farlo. E questo porta inoltre certe benedizioni. Egli non deve dire: “Sono potente, posso benedire” e che so ancora. Può farlo in silenzio, ma porta comunque sia benedizioni, e noi giù (in inferno) dobbiamo ritirarci. Si dovrebbe predicare (con voce forte)… Non voglio parlare.
E: In nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!
V: Si dovrebbe predicare dall’alto del pulpito: “Voi uomini, che volete chiamarvi figli di Dio, che venite nella nostra chiesa, prendete le cose sul serio, prendetele sul serio, fate penitenza e sacrificatevi per il prossimo. Esso è in pericolo. Pregate gli uni per gli altri, per non perdervi, per perseverare fino alla fine e seguire la via della virtù. Voi, laici, pregate il più possibile per i preti e le personalità ecclesiastiche, affinché il Maligno non possa vincerli assalendoli, e possano condurvi molto diritto, perché anche voi, preti, io non sono più, non sono più sulla terra adesso, ma mi è rimasto il sacerdozio. E per questo devo soffrire terribilmente (respiro faticoso)…
E: Parla, Garandieu, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!
Bisogna pregare e sacrificarsi per i preti
V: …perché anche voi, preti, avete bisogno della preghiera. Per ogni prete sul pulpito, dove dovete predicare, Giuda e già stato costretto a dirlo: sarebbe meglio predicare sul pulpito….
I preti non dovrebbero vergognarsi di dire ai laici: “Pregate, pregate anche per me, affinché vi conduca sulla retta via. Pregate abitualmente per noi preti, perché noi siamo attaccati dall’inferno più di quanto lo crediate. Pregate affinché perseveriamo fino all’ora della nostra morte, e pregate per voi stessi, gli uni per gli altri, affinché seguiate la via della virtù fino alla morte e non solo per qualche settimana o qualche anno o proprio in una cosa momentanea”. È una terribile malizia del destino, devo dirlo io, Verdi Garandieu…
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce…
V: …che vi sono tanti preti e tanti laici che seguono certo la via della virtù e sono stati buoni preti e buoni laici finche, si potrebbe dire in un certo senso, siano avanzati e abbiano raggiunto il punto di cui parla Gesù a proposito del grano: un seminatore usci per spargere la sua semente.
Granelli caddero tra le spine e furono soffocati, e granelli spuntarono. Si credette che essi fossero ben spuntati. Si potrebbe dire la stessa cosa di quelli che hanno seguito fino a quel punto la via della virtù, ma quando vengono le tentazioni, e quando tutto il clero della Chiesa strombazza loro: adesso si deve seguire tale e tal’altra via, adesso è valida 1’altra…, e non la via di Dio. Ma essi non dicono la via di Dio, ma è in un certo senso la stessa cosa agli occhi del Cielo, perché è la via sempre seguita che non è più valida oggi. Allora cadono nel dubbio. Al momento della tentazione cadono… e venne il sole, li brucio e seccarono. Questo vale oggi per migliaia e decine di migliaia di preti e di laici che non possono resistere. Essi non hanno potuto praticare grandi virtù prima e perciò cadono e non sono forti quando si tratta di praticare veramente la virtù di forza.
Pregare per ottenere la perseveranza
Per questo oggi si dovrebbe pregare molto, e la perseveranza, per reggere fino alla fine. Adesso sarebbe proprio d’attualità che ogni prete gridasse dal pulpito almeno due o tre volte al mese: “Perseverate, seguite la via fino in fondo, seguite la via della Croce! Vedete, Cristo ha avuto la parte più bella di voi?”.
Dovrebbe anche gridare: “Voi che siete poveri e poco possedete nella vita, sopportatelo con pazienza, perché il vostro salario sarà nel Cielo”. E tuttavia non è come molti Santi 1’ hanno praticato, per esempio un santo curato d’Ars, che pregava e digiunava fino all’estremo. Si dovrebbe dire a questi laici che vivono nella povertà:
“Ringraziate il Signore e lodatelo, perché vi ha fatto dono della povertà come imitazione di Cristo, come anche gli apostoli hanno dovuto praticarla. Ringraziate il Signore, perché se siete nella povertà avete molto meno tempo per l’ozio. Perché dovete lavorare di più e badare a procacciarvi il pane quotidiano”. A costoro resta molto meno tempo per 1’ozio. L’ozio è sempre la madre di tutti i vizi.

La povertà delle famiglie numerose è una grande benedizione
A quanti sono nel bisogno, che hanno molti figli e devono lavorare molto, sicché non hanno tempo da dedicare al lusso, agli eccessi o ai piaceri, si dovrebbe dire: “Lodate il Signore tre volte al giorno, in ginocchio, e ringraziatelo di avervi dato, con i vostri figli, del lavoro, e di avervi offerto i vostri figli affinché li alleviate e ne facciate i prossimi cittadini del cielo, perché per ognuno dei vostri figli acquisterete più grazia”. Invece di cio, essi dicono, a volte dicono anche, ed anche preti, che si… Non voglio parlare!
E: In nome di Gesù Cristo, di la verità, solo la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sul sacerdozio!
V: …Invece di cio, quando una donna o un uomo vengono a dir loro: “non va bene per noi; abbiamo avuto un terzo o un quarto figlio o solo un secondo, dipende. Abbiamo problemi di alloggio. Abbiamo questo problema qui o un altro…”. Allora il prete, invece di dire loro: “Resistete, vivete in questo vecchio appartamento e in queste stanze con la grazia di Dio (piangendo); pregate tutti i giorni e ringraziateLo di quanto avete!”, invece di cio (piangendo)… Non voglio parlare!
E: In nome di Gesù Cristo continua, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!
La pillola trascina l’aborto
V: …Invece di cio questi preti diventano realmente seduttori e danno a questi poveri, ma in fondo questa gente non è povera, non è tanto nella miseria, non è cosi terribilmente miserabile…
Quando dico “poveri” voglio dire che essi lo sono perché sono caduti nel peccato, perché il prete da loro il cattivo consiglio di non comportarsi proprio secondo i comandamenti di Dio in questo caso particolare; in questo caso, essi devono prendere la pillola o ci che vi e d’altro in questo campo. Egli consiglia loro questo o quello, o la tale o tal’altra medicina, e questa medicina ovviamente… la maggioranza dei medici la prescrive senza battere ciglio.
Gli uomini non notano di sprofondare nella sventura, perché dalla pillola e dai preservativi fino all’aborto non è più molto grande la via, e l’aborto è già un omicidio (grida) è un peccato mortale. Forse questi preti lo dimenticano o forse certi lo sanno, ma in questo tempo di modernismo e di defezione in massa non vogliono più ammettere che è ancora valido oggi cio che lo e stato da sempre, da migliaia e migliaia di anni.
È chiaro che l’umanità si è accresciuta e che non è più come una volta quando Dio punì immediatamente ONAN con la morte, ma punirebbe ancora ciascuno di quelli che, ahimé, devo dirlo, prendono contraccettivi e li richiamerebbe all’ordine, perché questo non è più 1’ordine, e l’aborto ancor meno. Non è nel piano di Dio, nel suo piano di salvezza. E io devo…
E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, per la gloria di Dio e in nome di Gesù Cristo!
V: …e io devo dire, io, Verdi, che sono stato prete, che i preti, e non solo i preti ma anche i vescovi, i cardinali, è evidente, dovrebbero gridare al loro popolo dall’alto del pulpito, si, gridarlo: “Sopportate le vostre sofferenze con pazienza, perché la vita terrena non è fatta per vivere nella dissolutezza e il lusso, per mangiare e bere, ma per camminare dietro al Signore e praticare l’imitazione di Cristo”.
Perché la dove sono ancora la rinuncia e il sacrificio, ecco quanto dovrebbero dire, e anche la grazia, e la dove non sono più né rinuncia né sacrificio, né preghiera, scompare anche la grazia. La dove non è più la grazia, noi vi osserviamo, e se possiamo penetrare solo attraverso una fessura, se possiamo soltanto far passare un corno, siamo pero già penetrati in questi laici o questo clero, e cio poi continua. Se è aperta una fessura, essa presto si allarga, poi è aperta tutta la porta e non solo questa. Non è solo tutta la porta ad essere aperta. È infine tutta la casa a crollare come adesso accade nelle vostre chiese. Si…
E: Di la verità, Verdi, solo la verità, solo la verità!
V: …Si dovrebbe ricominciare. Si dovrebbero fare missioni… Si dovrebbe soprattutto… Giuda e stato costretto a dirlo: dall’alto del pulpito, non dal davanti su lastre… non da qui dove si starà presto a un livello inferiore. Perché vi sono chiese dove si scendono, si scendono i gradini verso 1’altare anziché salirli… Che ne pensate, quando si deve scendere e si deve quasi… non in tutte le chiese, ma ve ne sono, si deve quasi guardare in basso verso il prete, quanta dispersione allora nei laici! Non credete che sarebbe meglio alzare gli occhi? Il pulpito simboleggia già in un certo senso il Cielo e vi sono gradini per salirvi…
E: Di la verità, Verdi, e solo la verità in nome di Gesù!
Il prete deve dare 1’esempio della virtù
V: …Ma ora tutto scende. Adesso non è più necessario alzare gli occhi. Ora si guarda tutto tutt’al più diritto o in basso, verso di noi (1’inferno) che vi tiriamo verso il basso e cerchiamo di tirarvi verso il basso. Si dovrebbero fare missioni e il fascino di un buon prete che agisce sul popolo dovrebbe essere cosi grande, sarebbe cosi grande, se seguisse ancora la via della virtù, che masse intere di popolo ne sarebbero trascinate.
Come credete che avveniva con un Santo curato d’Ars?
La sua parrocchia era molto depravata e in uno stato molto pietoso. Quante cose ha realizzate questo curato, da solo! Come 1’ ha realizzato? L’ ha fatto per caso facendo bisboccia, o dinanzi alla televisione o con viaggi o con interessanti conferenze (parola appena pronunciata) e parole?
No. L’ ha fatto nel silenzio della sua stanza o dinanzi al Tabernacolo della Chiesa, cio che io, Verdi, avrei dovuto fare; invece di cio ho trascurato la mia parrocchia e non ho fatto che trascinarla con me nella sciagura. Dovrebbero esserci migliaia di curati d’Ars ora nel vostro mondo, ma non ve ne sono, si dovrebbe almeno imitarlo il più possibile. Devo dire anche questo, perché io, Verdi, sono caduto in questa colpa: si devono evitare le donne (piangendo) e dire ogni giorno tutto il Breviario, perché altrimenti non si possono evitarle.
Infatti quando un prete, e anche un prete che deve combattere molto la sua natura, dice ogni giorno il suo breviario e cerca di fare del suo meglio, LUI LASSÙ (gesto verso l’alto) gli darà davvero la grazia di non soccombere alla tentazione. Se malgrado tutto soccombesse, ma se egli continua a dire ogni giorno il suo Breviario, LUI LASSÙ non sarà cosi duro da non trarlo fuori di la, con la grazia dello Spirito Santo, dei Santi Angeli, della Trinità, della Santissima Vergine che non si deve nemmeno dimenticare mai nella vita, affinché egli possa malgrado tutto esercitare il suo ministero secondo la loro volontà, di QUELLI LASSÙ (gesto verso 1’alto), come dovrebbe essere esercitato.
Come ho dovuto già dirlo, si dovrebbe in primo luogo dire a tutti quelli che sono nella miseria e che sono provati nella sofferenza: “Sopportate la vostra sofferenza con spirito d’espiazione, avrete allora molte grazie e molti meriti. Dio sarà sempre più vicino e vi guiderà!”, e: “Colui che Egli ama molto, lo castiga”.
Dovrebbero dirlo dall’alto del pulpito. Sarebbe meglio che molti non fossero soccorsi con questo o quello, che non vi fosse la tale o la tal’altra associazione, e che non si desse loro denaro. Cio ha causato già la rovina di molti, ed anche di tutto il clero. Se qualcuno è davvero nella miseria e muore di fame, il Buon Dio deve intervenire ed Egli interverrà sicuramente (se è necessario alla salvezza della sua anima) affinché riceva aiuto da una parte o dall’altra.
Altrimenti pero, e questa è opera della Massoneria per la caduta della Chiesa, altrimenti non vi è bisogno di predicare sempre 1’amore del prossimo, la riconciliazione e che so ancora (le parole sono pronunciate a stento), al dia…, al diav…, al diavolo tutto questo, perché è la vostra rovina. È per la rovina di molti, perché quando vedono che gli stessi loro preti non seguono la via della virtù, corrono verso il piacere, anche vescovi sono arrivati a questo punto oggi, che si occupano sempre meno delle anime, pregano, praticano la virtù e la rinuncia sempre meno, allora non vi è più l’esempio che mostra ai laici come dovrebbero vivere.
Quando il prete inoltre annuncia che Dio è misericordioso, che perdona e ama gli uomini cosi come sono, sicché sembra ai laici di vivere seguendo la retta via e di essere malgrado tutto nella grazia di Dio, mentre sono da molto nel peccato mortale; come potrebbe la grazia dello Spirito Santo ancora agire, se essa non è più predicata e vissuta dal prete nella sua totalità? Ah! (lamenti) io devo essere a dirlo!
E: Parla, Verdi Garandieu, di quanto devi ancora dire sul sacerdozio, solo questo, solo la verità, soltanto la verità!
V: Si dovrebbe gridare sui tetti e dall’alto di tutti i pulpiti che il Cielo esige la via della Croce e che la vera carità verso il prossimo è là dove è la virtù. Voglio dire che la vera carità verso il prossimo è nell’imitazione della Croce e che nel1’imitazione della Croce è inclusa 1’espiazione per gli altri. È la più grande e più vera carità verso il prossimo e la si può praticare solo quando si pratica il primo e più grande comandamento, quello dell’amore di Dio, il più perfettamente e il più totalmente possibile, o almeno tanto quanto lo si può. Dov’e dunque 1’amore di Dio nei preti attuali, se non hanno più rispetto, se celebrano la messa più rivolti verso il popolo che verso QUELLO DI LASSÙ? (Gesto verso l’alto).
E: La verità e solo la verità, Verdi!

Le anime cadono oggi nell’inferno come fiocchi di neve perché manca loro 1’esempio dei preti
V: Essi dovrebbero predicare e dire la messa solo per onorare e lodare unicamente QUELLO DI LASSÙ (gesto verso 1’alto). Il resto sarebbe loro dato per di più. Essi predicano molto, troppo sulla vita di tutti i giorni e le piccole cose senza importanza, il che non dovrebbero fare, ma dimenticano la prima e più grande cosa: 1’imitazione di Cristo, nella quale, come ho già detto, si trovano anche 1’espiazione e la rinuncia, e in primissimo luogo 1’espiazione per gli altri. Allora non vi sarebbero migliaia di anime a perdersi, come ora si perdono in massa e cadono da noi nell’inferno come fiocchi di neve, cadono nell’inferno come L’ALTISSIMA LASSÙ (gesto verso 1’alto) ha già fatto dire mediante talune anime privilegiate.
E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio deve dirci sul sacerdozio!
V: Se i preti e gli organi ecclesiastici superiori non aprono gli occhi, migliaia di chiese non saranno più chiese e già non lo sono più. Per migliaia di anime, le prediche fatte dai loro preti sono già adesso più occasioni di caduta e di perdita della virtù che di ascesa verso il Cielo e il Bene… E di solito perché il prete stesso non pratica più il principale comandamento, perché il prete stesso è tarlato interiormente e non ha più la condotta che dovrebbe avere. Non voglio parlare.
E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!
V: Se i preti, i vescovi e i superiori avessero condotto una vita corretta, adesso non avreste questo caos a Roma. DIO NON AVREBBE PERMESSO CHE PIÙ DI UN SOLO PAPA AVESSE IL DIRITTO DI GOVERNARVI. Cio si è potuto infiltrare… ed è venuto dalla Massoneria. Questa è la causa. Essi ne sono la causa. Ma se migliaia e migliaia di fedeli guidati dai loro preti, con prediche e buone messe, avessero pregato e fatto vie Crucis di riparazione, notti di espiazione, ma almeno ore di preghiere e di adorazioni notturne, soprattutto la domenica, Roma non sarebbe quello che è. Roma sarebbe almeno ancora Roma. Io, Verdi Garandieu, sono costretto a dirlo.
E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ordina ancora di dire, solo la verità in nome di Gesù Cristo!
La recita quotidiana del Breviario salva i preti
V: Devo dire che le donne costituiscono oggi la disgrazia di migliaia di preti. Non accadrebbe se essi pregassero ancora come dovrebbero pregare, se prendessero in mano ogni giorno il loro Breviario e se credessero quello che i nostri padri della Chiesa ci insegnavano una volta e che essi di sicuro non hanno inventato. Quanto dicevano una volta era provato e si è avverato essere nella vita cio che vi è di meglio, e che dev’essere mantenuto. Se fosse stato mantenuto, lo fosse ancora, non avreste questo caos, perché migliaia di preti, più di un milione… vivono, non vivono, non vivono, non vivono, …
E: La verità e solo la verità!
V: …nella grazia, devo dirlo. Migliaia non vivono nella grazia, perché non dicono più il loro Breviario… Come io facevo e smisi di fare. Se avessi pregato (grida di disperazione, pianto, urla), se avessi pregato, sarei rimasto sulla via della virtù. Sarebbe venuto il mio angelo e mi avrebbe aiutato, ma non ho più pregato neanche lui, ho trascurato e lasciato andare tutto. Ho trascurato anche la gioventù che mi era allora stata affidata da tanti anni, come lo fanno i preti attuali. Posso ben dire di non aver trascurato allora la gioventù cosi come lo fanno oggi molti preti. Non 1’ ho trascurata tanto.
Senza le anime espiatrici moltissimi preti andrebbero nell’inferno
Cio vi serva di avvertimento, voi che ancora vivete sulla terra. Serva di terribile avvertimento ai preti attuali ricordando loro che non prendono assolutamente la buona via, che non 1’ hanno presa, perché tra loro erano ancora, poco tempo fa o relativamente poco tempo fa, come me, buoni preti o almeno ancora in un certo modo buoni preti, e ora sono già sulla via larga, sulla via che conduce alla perdizione. Se non ricevono una grazia particolare spingendo un laico o un’anima espiatrice, ai quali lo si avrà predicato, ad espiare e pregare per loro, essi si perderanno.
Questa situazione è terribilmente, spaventosamente tragica. Non posso niente. Devo dire le cose tali e quali sono, tali e quali sono successe a me stesso. Non si può niente. Dio non è un personaggio all’acqua di rosa che cambia in una sola volta tutte le leggi secondo il desiderio degli uomini d’oggi. Non mette loro, in una sola volta, zucchero sulla lingua quando hanno voglia di zucchero. Egli resta sempre lo stesso. Fin da principio Egli era lo stesso. Da sempre e finora è stato lo stesso e resterà sempre lo stesso.
È terribilmente tragico. Cio non può essere cambiato, malgrado il grande desiderio degli uomini d’oggi, e soprattutto del clero, di cambiarlo. È terribilmente tragico che non possa essere cambiato, che 1’uomo stesso debba cambiarsi, subito, convertirsi senza indugio e cominciare in sé stesso, nel più intimo di sé stesso. Cristo non ha detto: “Se il tuo occhio è un’occasione di caduta, strappalo e gettalo lontano da te (piangendo)”?
E: In nome di Gesù di la verità e solo la verità!
V: Non erano parole vane. È completamente, totalmente vero. Ha costituito la disgrazia di molti preti. Gli occhi… essi vedono troppe cose e inalano troppe cose che non dovrebbero vedere né accogliere, Comincia con la televisione e continua fino alle…
E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu!
V: …fino alle donne, che purtroppo ora hanno il diritto di stare anche nel coro. Questo riguarda tutto cio che può servire alla tentazione. E particolarmente valido oggi.
Giuda è stato costretto a dirlo: una volta le donne portavano un velo, soprattutto durante la messa; ora non lo portano più. Ma dovrebbero portarlo d i nuovo e se non lo fanno, 1’altare non dovrebbe essere rivolto verso il popolo, perché io, Verdi Garandieu, celebravo ancora la messa rivolto verso l’altare e non verso il popolo. Ma tuttavia ho ceduto alla tentazione. Quanto più i preti attuali, che… il cui…
E: Di la verità, Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo!

Se la tua mano è per te occasione di caduta, tagliala!
V: …il cui occhio e alla merce di tutto, che accoglie tutto cio che non dovrebbe accogliere. Cristo ha detto anche: “Se la tua mano è per te un’occasione di caduta, tagliala e gettala lontano da te, perché è meglio entrare nella vita eterna con una mano o anche senza tutt’e due anziché essere gettato nell’orribile fuoco che non finisce mai (con disperazione) con le tue due mani, i tuoi due occhi e i tuoi due piedi”.
E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!
V: Devo dirlo. I preti attuali credono dunque che il Vangelo non esiste più oggi; che il Vangelo può essere interpretato e cambiato come loro conviene! Credono dunque che Cristo abbia parlato solo per il suo tempo e per i suoi apostoli, e per quelli che vivevano in quel tempo.
Allora portavano ancora vestiti lunghi. Non credete che egli abbia parlato molto di più per il tempo attuale, che è in cosi grande pericolo di perdersi, dove tutto è reso insipido dalla tecnica e il modo di vivere dell’epoca, dove tutto è la preda di cosi terribili tentazioni e dove non vi è nessuno per por fine a tutto cio? È come un tremendo fuoco, si potrebbe dire, come bombe che scoppiano spaventosamente e spargono intorno a loro mari di fuoco, un fuoco che non può essere più spento dalla poca acqua, ancora versata dai buoni preti, e dai fiumi di grazia da essi diffusi.
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità in nome della Santissima Trinità!
V: Il diavolo stesso dovrebbe apparire perché essi credano. LUI LASSÙ (gesto verso 1’alto) permette certe cose, ma tutti ricevono la grazia, a tutti sono concesse certe ore di grazia, ma se non si vuole… ognuno ha la sua volontà libera. Si devono leggere di più, in nome di Dio, la Bibbia e il Vangelo. Cio che si deve ancora dire: nel tempo attuale vi sono date molte rivelazioni che si possono ritenere provenire da Lassù (gesto verso 1’alto). Ma se non si prendono affatto in considerazione, e si deforma e interpreta anche il Vangelo come si ritiene essere meglio, allora il Cielo non può… allora… (respiro faticoso).
E: Verdi, solo la verità, solo la verità! Continua a parlare in nome di Gesù Cristo, di la verità e solo la verità!
V: …allora il Cielo non può nemmeno aiutarci. Ha fatto tutto il suo possibile e ha fatto scendere la sua misericordia sull’umanità. Ma se essa non tiene conto già a priori di queste grazie di misericordia e di questi tentativi di misericordia, che Dio nella sua grande clemenza desidera offrirvi, come si può… come…
E: Di la verità, Verdi Garandieu, di la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santa Croce! Di la verità e solo la verità sul sacerdozio!
Dio vuole il sì alla Croce, anche nel matrimonio difficile
V: …Come può allora la grazia ancora agire, se non si leggono più i libri dei Santi, per esempio di un curato d’Ars, di un’Anna Caterina Emmerich? Anche Padre Pia ha condotto un’ottima vita. Essi si somigliano tutti alla lettera nella misura in cui si sono consumati nella espiazione per gli altri come veri olocausti per LUI LASSÙ (gesto verso 1’alto). Le loro sofferenze e le loro espiazioni furono accettate. Sarebbe accettato anche da parte di ogni uomo se fosse pronto a espiare. Spesso Dio attende solo che un uomo gli dica: “Io voglio… Tu puoi mandarmi sofferenze, se lo credi opportuno. Voglio sopportarle per il tale e tal’altro uomo, dammi solo la grazia a questo fine”. Ma è, ahimè!, un tristissimo fatto che quando Dio (gesto verso 1’alto) vuole provare e manda sofferenze, 1’uomo vuole respingerle con tutte le fibre del suo essere. Egli vi resiste e fa tutto cio che è in suo potere per non soffrire, e se egli… Non voglio più parlare.
E: Parla, Verdi Garandieu, di la verità sul sacerdozio, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, solo la verità, solo la verità!
V: Ovviamente i preti, in primissimo luogo, dovrebbero darne l’esempio e predicarlo, sarebbe la prima condizione. Quando 1’uomo si dibatte nelle sue sofferenze di cui ho appena parlato, queste sofferenze che Dio gli ha imposto, e vuole respingerle con tutte le sue fibre, allora non è più la sofferenza perfetta secondo il primo e il più grande comandamento, la sofferenza perfetta secondo la volontà del Padre. Si dovrebbe dire: “Non la mia volontà ma la tua”, come Cristo nell’Orto degli Ulivi, Si dovrebbe unirla alla volontà di Dio, allora avrebbe un grande valore.
Ma quando non si può fare diversamente che portare la sofferenza, e solo con ripugnanza e una estrema… Certo vi sono sofferenze che possono causare una paura e una ripugnanza terribili, ma anche allora occorre unirsi alla volontà di Dio il più possibile. Quando pero parlo di resistenza, penso a questi uomini che con tutti i mezzi vogliono sottrarsi a questa sofferenza. Cio si applica anche alle coppie che non sopportano più il loro coniuge e vogliono cavarsela con tutti i mezzi. Essi devono sopportare la sofferenza e cosi potrebbero effettuare una grande espiazione.
Migliaia di uomini potrebbero soffrire per altre migliaia di uomini e ottenere cosi che costoro non si perdano. Sembra che lo si sia completamente dimenticato nella vostra Chiesa cattolica. Molto raramente si predica su questo fatto. È una grande cosa, una cosa predominante, perché è 1’imitazione di Cristo. Quando Cristo ha detto: “…e il prossimo tuo come te stesso”, Egli in tal modo non intendeva tanto il bene del corpo in primo luogo, benché ne faccia parte, ma in primo luogo lo spirito, 1’anima, affinché questa sia salvata (con disperazione e piangendo).
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, in nome di san Vincenzo Ferrier, solo la verità, per la gloria di Dio e per i preti!
Anche oggi Cristo sarebbe respinto come agitatore pubblico
V: Se Cristo ritornasse su questa terra e predicasse la stessa cosa, vi sarebbero anche oggi migliaia e migliaia di persone che lo riterrebbero un agitatore e un pazzo, come ora migliaia e migliaia di persone considerano i buoni preti, le vere anime privilegiate, gli uomini che ancora hanno buone intenzioni, come pazzi, smarriti su false strade, o venuti dalla gavetta. Invece di salire verso 1’alto, si scende verso il basso perché è più facile. Molti preti, come ho già detto, non predicano più in profondità, non vanno più a fondo nelle cose, solo perché sarebbe un rimprovero per loro stessi, poiché dovrebbero allora cominciare da loro stessi, che non lo vogliono e credono di non poterlo fare.
Se essi stessi seguissero la via della virtù, potrebbero approfondire perfettamente le cose nelle loro prediche, ma cio che io stesso non vivo e non voglio, penso che neanche gli altri lo possano e lo vogliano. Non posso, in quanto prete, esigere più dai miei laici cio che io stesso non vivo e non faccio. È terribilmente tragico quanto avviene oggi nelle vostre chiese cattoliche. Questo si estende dai preti fino ai cardinali a Roma. Se vivessero ancora come Cristo e gli apostoli hanno dato 1’esempio, mostrerebbero anche ai fedeli ben altra via, una via assai diversa, molto più profonda, più chiara, più stretta, una via che conduce al Cielo. Questa ne è la causa. È la cosa più tragica, perché essi stessi non fanno penitenza e non vogliono convertirsi, come già lo predicava Giovanni Battista, e come Gesù stesso 1’ ha detto una volta alla gente e agli apostoli nei suoi ripetuti discorsi, allora… (respiro faticoso).
E: Di la verità, solo la verità, Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!
V: (respiro faticoso).
E: In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità sul sacerdozio, per quanto è nella volontà di Dio!
Illuminare i preti con tatto
V: La maggior parte dei preti che combattono ai giorni nostri cio che è profondo, vero e buono, lo fanno perché essi stessi non lo vivono più, perché il loro cuore è già diventato un luogo malfamato o perché già seguono la via larga della massa. Si dovrebbe avere il coraggio (a bassa voce)… Non voglio parlare.
E: Di la verità, per la sola gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, dell’ Immacolata, la verità sul sacerdozio!
V: …Per molti sarebbe bene avere il coraggio, quando demoliscono la tale o la tal’altra cosa e proferiscono critiche, di scagliare le cose in pieno loro volto, non in un modo che forse sarebbe offensivo, ma in un modo che li edificherà, mostrando loro che si desidera solo aiutarli. Si dovrebbe ancora imparare la psicologia.
E: Di la verità, solo la verità!
V: Cioè la psicologia attuale non è più buona, certo, perché precipita molti nella perdizione, ma quando parlo di psicologia, intendo una sana psicologia dove non si dice direttamente: “Tu sei cattivo. Sei orribile, per questo non vuoi”. Ma si dovrebbe dirlo con parole.
Si dovrebbe poter dire: “Non vivendolo più nel più profondo di se stessi, non lo predicano più, non osano più predicarlo? La grazia li ha già abbandonati? Sappiamo che i demoni sono ora terribilmente scatenati sulla terra.
Forse hanno bisogno di preghiera… e essi stessi pregano? Devono ritornare alla vera profondità non falsificata per poter condurre conformemente anche il loro gregge”. Per uomini che potrebbero sopportarlo e sono essi stessi di una natura decisa e dura si potrebbero usare mezzi ancor più energici. Gli uomini sono tutti diversi, come già diceva Padre Pio. Egli ha preso gli uomini in diversi modi. Ma in ogni caso si dovrebbe avere il coraggio di prenderli su quei punti, perché la maggior parte… ve ne sono pochi che possono agire per ignoranza, ma la maggior parte predicherebbe diversamente e condurrebbe diversamente il loro gregge, se fossero essi stessi disposti a vivere meglio e a seguire la via della rinuncia. È una grande verità che, benché sia ora già perso e nell’inferno, non ho il diritto di tacere, perché LORO (con voce afflitta) LASSÙ (gesto verso l’alto) 1’ordinano, e perché è accaduto a me stesso cio che… (le parole vengono meno).
E: Di la verità, Verdi Garandieu!
Migliaia di preti seguono la via facile della perdizione
V: …cio che (con disperazione, piangendo e urlando) non avrei mai pensato mi sarebbe successo. Come vivrei diversamente se potessi ritornare! Come mi trascinerei sulle ginocchia, giorno e notte, come pregherei LORO LASSÙ (gesto verso 1’alto) per il mio gregge! Nulla sarebbe troppo per me, anche se fossi martirizzato per questa ragione, martirizzato più di una volta, anche se dovessi morire martire! Lo farei (piangendo di disperazione) …lo farei volentieri se lo potessi ancora! L’accetterei volentieri, acconsentendo al sacrificio se LUI LASSÙ lo volesse, se fosse la Sua volontà. Aspirerei soprattutto alla prima virtù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore”. Cercherei come amarlo. Che cosa posso fare per lui? Che cosa Egli aspetta da me adesso, in quest’ora? Che cosa direbbe di questa cosa? Quale comportamento mi consiglierebbe? Vi è un proverbio che dice: Nel dubbio, scegliere il più difficile. I preti e i laici vivono secondo questo proverbio? È solo un semplice proverbio che non è stato detto da Dio stesso, ma dice vero. Dev’essere anche utilizzato ampiamente nel Regno LASSÙ (gesto verso 1’alto), perché migliaia di preti… Non voglio parlare.
E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità per la gloria di Dio, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria, solo la verità e solo la verità sul sacerdozio!
V: …migliaia di preti seguono la via della perdizione perché non scelgono cio che è difficile, perché seguono la via della minore resistenza e perché scelgono cio che sembra loro meglio e più adatto a se stessi. Ma non sempre cio che sembra meglio è più adatto al laico e al prete e buono anche ai Suoi occhi, dinanzi a LUI LASSÙ! Bisogna esaminarsi continuamente. Già san Paolo diceva: “Esaminate e mantenete quanto è buono”. È valido anche nelle questioni di fede e di stati d’anima. Si deve, si deve…
E: La verità, e sola la verità, Verdi Garandieu!
Il prete non deve familiarizzare troppo con la gente
V: …si deve, come già lo dicevano prima di me Giuda, Belzebù e altri demoni, si deve pregare molto lo Spirito Santo, insistentemente, ma che non sia una preghiera superficiale. Si deve esaminare il proprio cuore e si riconoscerà la via che Dio vuole per ciascuno e che LUI (gesto verso l’alto) ha stabilito per ciascuno.
Ogni uomo ha la sua via stabilita e la sua missione stabilita, in particolare ogni prete che ricopre altissime funzioni, soprattutto agli occhi di QUELLO LASSÙ. Egli dovrebbe già essere rivestito di dignità agli occhi degli uomini. Non dovrebbe cercare di avvicinarsi agli uomini e di familiarizzare con loro, ma deve seguire, la via che gli conviene, la via che deve seguire, perché altrimenti si rovinerà.
I fedeli non hanno più stima, se egli cerca di mostrarsi familiare con loro e vuol fare tutto con loro. Deve regnare una certa, e anche una grande distanza tra il laico e il prete. Lo vuole Dio. L’ ha sempre voluto e stabilito cosi, perché il prete rappresenta grandi poteri divini e cammina sulle orme di Cristo. Se li rappresenta, deve anche mostrare ai laici il Sommo Sacerdote, il meglio, il più perfettamente possibile e deve soprattutto… Non potrà mai predicare abbastanza il rispetto, non potrà mai mostrare abbastanza cio che è la maestà di Dio e a che punto è tragico non chinarsi continuamente dinanzi a questa maestà.
Bisogna radicare nel cuore dei bambini il rispetto verso il Santissimo Sacramento
Lo si deve già inculcare ai bambini più piccoli, avessero due o tre anni. Si devono portarli dinanzi al S. Sacramento con un grande rispetto. Si deve andare con loro in chiesa. Quando vi si va, si deve dire loro di pregare ad ogni genuflessione, almeno: “Sia lodato e adorato in ogni momento il Santissimo Sacramento dell’Altare”.
Devono poi invocare tutti gli Angeli e lodare con loro la maestà di Dio (gesto verso l’alto), la sublimità del Cielo e la grandezza della Trinità. Che rappresenta dunque questa Chiesa che non può più lodare questa trinità! Che rappresenta dunque questa Chiesa che non pone Dio lontano, lontano, molto lontano al di sopra dell’uomo e non ricorda continuamente la grandezza e la santità di questa Trinità, non ricorda che tutto dipende da una cosa: piacere a Dio, che trionferà LASSÙ (gesto verso 1’alto) in una grande potenza e una grande magnificenza.
Se i preti non lo fanno più oggi in chiesa, almeno i genitori di questi bambini dovrebbero farlo continuamente. Non si potrà mai ricordare loro abbastanza a che punto bisogna lodare e benedire Dio, anche quando non va e quando sembra che LUI (gesto verso 1’alto) non vi voglia bene. Proprio nella sofferenza, infatti, quando le conseguenze di questa sofferenza o la gloria e il trionfo che ne derivano… si dovrebbe ringraziare Dio e adorarLo in ginocchio per questa sofferenza che Egli ha mandato, perché la sofferenza purifica 1’anima e porta sulla via della virtù.
Quando si vuole evitare ogni sofferenza e allontanare tutti i sassi dalla via, anche la via della virtù scompare prestissimo. Guardate i preti dei tempi passati e alcuni rari preti attuali, guardate come vivono, spesso nelle più modeste condizioni, ma portano nello stesso tempo in sé la pace di Dio che supera di gran lunga, molto di gran lunga, tutto il resto, tutta la magnificenza di questo mondo. Cristo ha detto: “Che cosa serve all’uomo guadagnare 1’universo se arriva a perdere la sua anima?”.
Il vero amore del prossimo comincia dall’anima
E così io, Verdi, devo dire che il vostro tempo attuale manca davvero di luci; la vostra Chiesa attuale che predica al popolo di praticare la carità verso il prossimo, mentre in realtà non vi è carità verso il prossimo. La vera carità verso il prossimo comincia nell’anima, non nel corpo. Non è meglio che gli uomini muoiano di tisi, di peste, di guerra o di qualsiasi malattia e debbano sopportare grandi, grandissime sofferenze, ma conquistino la gloria di Dio, e non perdano la loro anima?
Invece gli uomini che vivono in un gran lusso, sono troppo schiavi del mondo e adocchiano troppo i beni terreni, sono in grande, grandissimo pericolo di perdere la loro anima. Quanto alla Massoneria ha qui imbastito, devo dirlo; e completamente a scapito della vostra Chiesa e degli uomini. In verità non è la carità verso il prossimo. È ipocrisia e marciume. È la rovina delle anime (respiro faticoso).
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!
V: Se sapessero a quale perdizione portano i loro subalterni con questa cosiddetta carità verso il prossimo, si asterrebbero da tali discorsi, parlerebbero in tutt’altro modo. Certo bisogna aiutare gli altri, servirli, aiutarli con denaro quando sono nel bisogno, ma non è tutto e non è 1’essenziale. L’essenziale è restare sempre fedeli a se stessi e non vendere la propria anima. L’amore del prossimo è riportare l’altro sulla buona via e su una via migliore, di sapervelo condurre, su questa buona via e condurlo LASSÙ (gesto verso 1’alto). Cosi migliaia, è un tristissimo fatto, migliaia di preti, di vescovi e di cardinali tendono oggi… Non voglio parlare.
E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce!
V: …tendono a predicare 1’amore del prossimo col pretesto dell’”Amore del prossimo” e a predicarlo in modo che sembri provenire dalla Chiesa e da Dio. Ma in realtà è l’inizio della caduta e della perdita della virtù, perché non è mai il vero amore del prossimo quello che non aiuta gli altri a conseguire la salvezza della loro anima (lamenti).
E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ti ordina di dire sul sacerdozio!
Bisogna essere severi per amore del prossimo perché l’inferno esiste
V: L’amore del prossimo e anche quando a volte si deve far male all’altro; quando si presume che si farà del male a chi bisogna parlare. Egli si renderà conto, presto o tardi, che quanto li per li gli è sembrato un colpo di frusta era, in realtà, il rimedio. I preti dovrebbero usare molto di più sul pulpito la frusta e le parole decise, perché vi è realmente la giustizia e 1’eternità (a voce forte) ed esiste 1’inferno.
Ma molti non lo fanno più perché essi stessi non credono più all’inferno, e neanche al Cielo in tutta la sua profondità e la sua verità. Se credessero ancora, come potrebbero sviare migliaia di uomini che dovrebbero invece essere condotti verso LASSÙ? (gesto verso 1’alto). Che cosa sono questi preti? Io stesso non posso certo vantarmi, ma non ho mai fatto cio che fanno oggi molti preti, mai ho parlato con tanta viltà! Essi si rovinano con le proprie mani. Per molti, devo dirlo, anche se molti non lo credono, per molti, giù (nell’inferno) è preparato fin d’ora (grida, pianto d’immensa disperazione) il posto verso il quale vanno…
E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, di quanto la Madre di Dio…
V: (interrompendolo) …questo vale altrettanto per i vescovi, i cardinali e i laici. Se vedessero, se vedessero solo il centesimo di questo tremendo caos verso il quale vanno, direbbero mille e mille volte “mea culpa”, si afferrerebbero per il bavero e da se stessi estirperebbero il verme che rode la loro anima corrosa.
Non smetterebbero di estirpare questo verme prima che non deponga più uova. Strapperebbero tutti i bacilli uno dopo 1’altro con pinze da fuoco se vedessero cio che produce in loro col tempo. Praticherebbero di nuovo, soprattutto, prima 1’amore di Dio, il primo comandamento, e poi il vero amore del prossimo, dove è detto: “…il prossimo tuo come te stesso”. Il vero amore del prossimo, che non dice: “Da all’altro tutto cio di cui ha bisogno, e andrà bene”. Non si puo mica “avere”, quando un altro vive nella povertà. Deve vivere meglio ecc. ecc.
Ma spesso così non gli si porta nessun aiuto. Spesso non si fa che pavimentare la strada che conduce alla perdizione (grida di disperazione e pianto). Io, Verdi Garandieu, oggi ho dovuto dirlo. Non volevo parlare.
Per questo mi sono a lungo rifiutato di dire il mio nome, ma LORO LASSÙ (gesto verso 1’alto) mi hanno ordinato di parlare, perché è quanto è accaduto a me stesso, perché io stesso non ho esercitato il mio sacerdozio come avrei dovuto esercitarlo. E per finire devo dire: Il sesto comandamento e il lusso costituiscono oggi la disgrazia di molti preti (con voce disperata, piangendo).

Se vedessero come è spaventosamente tragico! Farebbero tutto… si sacrificherebbero fino all’ultima fibra, si ricrederebbero e farebbero tutto il possibile. Ricomincerebbero tutto, aspirerebbero a un nuovo inizio nella perfezione e supplicherebbero tutti gli angeli, la potenza di tutti i santi angeli affinché ottengano loro di convertirsi, PERCHÉ IL REGNO DELLA MORTE E DELLE TENEBRE È VICINISSIMO! IL SUO VERME NON SI ESTINGUE MAI E IL SUO TRAGICO E TREMENDO TORMENTO DURA ETERNAMENTE (con disperazione), DURA ETERNAMENTE! Io devo dirlo! Ho finito di parlare, ho finito di parlare!

Nota finale
L’infelice ossessa è vittima di una lucida possessione che, al contrario del sonnambulismo, aggrava notevolmente le sue sofferenze. L’ossessa lucida deve vivere coscientemente tutte le peripezie dell’esorcismo. Per tutta la durata dell’esorcismo contro il prete dannato Verdi Garandieu, 1’ossessa si identifica con lui, e soffre i suoi tormenti infernali e la sua orribile disperazione. Due ore dopo la fine de]l’esorcismo, continuava a scorrere il fiume delle sue lacrime, e per quindici giorni 1’ossessa fu traumatizzata da questa terribile prova. Questi fatti, incredibilmente tragici, dovrebbero spingere gli uomini d’oggi a pensare all’orrore dell’inferno, affinché usino tutti i mezzi per sfuggirvi e raggiungere il Cielo.
Combattimento contro l’inferno. Scongiuro dello spirito cattivo
Il 15 novembre 1972, il Papa Paolo VI rivolgeva ai fedeli presenti all’Udienza Generale questo commovente appello: “Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicistica o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo il Demonio”. Il Santo Padre parlò poi espressamente dell’esistenza del demonio, della sua azione, dei mezzi per difendersene. Quale potenza potremmo avere contro il Maligno! Basterebbe utilizzarla in cio che si chiama 1’Esorcismo.

Breve ed efficace formula d’esorcismo

Fuggite, spiriti maledetti, in nome della Santa Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo! Non vedete, non ascoltate, non disturbate, non nuocete, non ostacolate, allentate i vostri legami! Il Signore, Dio nostro, vostro Padrone, vi comanda: Andatevene e non tornate più, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Cosi sia. In nome di Gesù si allontani tutto cio che viene dal nemico maledetto!

falsi profeti
Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti.
(Matteo 24:4-5)

 

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
(1 Giovanni 2:22)

 

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci.
(Matteo 7:15)

 

Il termine – in latino medioevale falsis prophetis ed in greco ψευδοπροφήτης, “pseudo profeta” – viene ampiamente usato nelle Sacre scritture, in special modo nel Nuovo Testamento e nel libro dell’Apocalisse in riferimento a personaggi che falsamente vantano il dono della profezia.
Come giustamente farà notare l’Apostolo Giovanni nell’estratto che abbiamo citato in precedenza, lo scopo principale del falso profeta è la negazione di Cristo e della Trinità, obiettivo di Satana allo stesso modo.
Tutto ciò sarà anche il fine ultimo dell’, che si proclamerà egli stesso dio.
Proprio per questo motivo quello che viene definito “spirito dell’anticristo” risiede in tutti quelli che negano Dio, anche i falsi profeti. Si distingueranno perchè parleranno per compiacere gli uomini e non Dio, imporrano il culto della loro personalità e cambieranno le Sacre Scritture a loro piacimento.
È facile immaginare la gravità della colpa dei personaggi che, per vana gloria, asseriscono di possedere presunte verità “nascoste”, distorcendo la vera dottrina e sviando i fedeli dal retto cammino.
Riteniamo pertanto giusto analizzare tali individui e sette, sottolineando le falsità che tentano di far riconoscere al mondo come rivelazioni divine.

Fonte: veniteadme.org
Lista dei “Falsi Profeti”: http://www.veniteadme.org/falsi-profeti/

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Pensieri e Consigli Spirituali di Santa Teresa d’Avila

L’orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente intrattenimento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d’essere amati.(S. Teresa d’Avila)

… la porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo. (S. Teresa d’Avila)

Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando. (S. Teresa d’Avila)

…nel cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succede-re, mormori chi vuole mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla méta, ne vada il mondo intero. (S. Teresa d’Avila)

Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente. (S. Teresa d’Avila)

La continua conversazione con Cristo aumenta l’amore e la fiducia. (S. Teresa d’Avila)

Buon mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi una sua immagine o pittura che vi faccia devozione, non già per portarla sul petto senza mai guardarla, ma per servirsene ad intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi suggerirà quello che gli dovete dire. (S. Teresa d’Avila)

Se parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo! (S. Teresa d’Avila)

Non siate così semplici da non domandargli nulla! (S. Teresa d’Avila)

Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il bisogno. (S. Teresa d’Avila)

Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande.Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde. (S. Teresa d’Avila)

A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro. (S. Teresa d’Avila)

Per me bastava anche la vista dei campi, dell’acqua, dei fiori: cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libri. (S. Teresa d’Avila)

Per molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo cominciare a pregare senza libro. (S. Teresa d’Avila)

E’ troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene separare! E’ altrettanto si dica di quella della sua Santissima Madre. (S. Teresa d’Avila)

 … fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d’attorno. (S. Teresa d’Avila)

L’avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico? (S. Teresa d’Avila)

Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere della sua compagnia. (S. Teresa d’Avila)

E chi non farebbe di tutto per non perdere un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra il Padre e il Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare la vostra volontà col suo ardentissimo amore. (S. Teresa d’Avila)

Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di arrivare all’acqua della fonte. (S. Teresa d’Avila)

Essendo vicinissimi al focolare, basta un minimo soffio dell’intelletto perché si infiammino d’amore, già disposti come sono a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni oggetto esteriore. (S. Teresa d’Avila)

Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l’anima sembra che d’improvviso s’innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza. (S. Teresa d’Avila)

Dovete saper che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale, ma un fatto dipendente dalla nostra volontà e che noi possiamo realizzare con l’aiuto di Dio. (S. Teresa d’Avila)

Sapevo benissimo di avere un’anima, ma non ne capivo il valore, né chi l’abitava, perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere. (S. Teresa d’Avila)

Se avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell’anima mia abita un Re così grande, mi sembra che non l’avrei lasciato tanto solo…e sarei stata più diligente per conservami senza macchia. (S. Teresa d’Avila)

Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie.(S. Teresa d’Avila)

Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell’Ospite che abbiamo in noi, per-suadendoci che per parlare con Lui non occorre alzare la voce. (S. Teresa d’Avila)

Il Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza! (S. Teresa d’Avila)

Quando un’anima… non esce dall’orazione fermamente decisa a sopportare ogni cosa, tema che la sua orazione non venga da Dio. (S. Teresa d’Avila)

Quando un’anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia, alla cui luce si riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata perdonata, non posso credere che non sappia anch’essa perdonare a chi l’ha offesa. (S. Teresa d’Avila)

Siccome le grazie ed i favori di cui si vede inondata le appariscono come pegni dell’amore di Dio per lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa per testimoniare l’amore che anch’ella nutre per lui. (S. Teresa d’Avila)

La preghiera non è qualcosa di statico, è un’amicizia che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l’amico. (S. Teresa d’Avila)

esorcismo


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Il demonio, obbligato a dire la Verità da un Ministro della Chiesa Cattolica Esorcista, per Volere di Dio, parla del Giorno del Giudizio riservato ad ogni essere umano, quando, appena finito l’esistenza terrena, viene Chiamato al Cospetto dell’Altissimo per essere Giudicato. Una delle orribili Verità che il demonio sotto Obbligo Divino deve riferire è la quasi totale assenza odierna del Sacro-Santo Timore di Dio. Credendo che Dio è Infinitamente Misericordioso, l’essere umano, deviato dal proprio giudizio e consigliato dagli spiriti dannati, non Rende Rispetto a Dio negando la Sua Infinita Giustizia. Infatti come Dio è Misericordioso è Giusto, quindi è GIUDICE VERO. Tutte le anime del Purgatorio, del Paradiso e perfino dell’Inferno TEMONO LA GIUSTIZIA DI DIO e il demonio, costretto a dire la Verità dal Comando in Nome di Dio dell’Esorcista, mette in guardia le anime che ancora non sono state giudicate a Credere nell’Esistenza dell’Inferno e nella infida trappola malefica che viene sottoposta ad ogni anima moribonda per dannarla in eterno, Chiedendo a Dio, come unica Ancora di Salvezza la Sua Pietà e Misericordia con vero sentimento di contrizione e dolore.

ESORCISMO DELL’11/08/1983

IL SANTO TIMORE DI DIO
Demonio – È un grande successo per noi che la Chiesa oggi parli sempre meno del santo e salutare timore dell’Altissimo. Grazie alla nostra subdola opera, alcuni preti non ne parlano affatto; o perché non ci credono più nemmeno loro, o perché se ne vergognano, temendo di apparire ingenui e superati. Al contrario si coltiva il timore delle leggi, il timore dell’uomo, il timore delle umiliazioni, ma del timore dell’Altissimo va sparendo perfino l’ombra. Noi demoni siamo diventati i più grandi predicatori della Misericordia del Cielo, ma la predichiamo disgiunta dalla giustizia e così vi portiamo fuori strada, vi facciamo credere che i vostri peccati non solo non vi porteranno all’inferno, ma resteranno del tutto impuniti. Sibilando nelle vostre anime che l’Altissimo è misericordioso e non ricordandovi che è anche giusto (come se la giustizia fosse la negazione della Misericordia) vi portiamo a non ricambiare il suo amore, ma a calpestarlo, a offenderlo senza ritegno. Ed è quello che sempre più spesso fate, visto che, credendo a noi, voi vi illudete che si possa calpestarlo senza poi pagarne le conseguenze.
Se volete bene a voi stessi, se volete trovare delle ragioni convincenti per non peccare, imparate a valutare le cose, soprattutto il tempo e l’eternità, alla luce del santo timore dell’Altissimo. Con lui non si scherza.
Vi ama, ma vuole che anche voi lo amiate. Vi invita a credere fermamente nella sua Misericordia, ma senza sottovalutare anche minimamente, la sua giustizia.
Conservate sempre il santo e salutare timore dell’Altissimo, che si traduce nella paura dell’eterna dannazione, del fuoco eterno, con cui saranno torturati per sempre corpi e anime all’inferno. Ora basta! Io non volevo dire queste cose!
SIETE AVVERTITI CHE L’INFERNO ESISTE
Esorcista – Ti ordino di continuare nel nome di Dio.
Demonio – Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo. Che esiste la possibilità e il serio rischio della condanna eterna vi è stato detto e vi viene ricordato in molte occasioni dall’Altissimo. Con particolare frequenza ne sono avvertiti i Sacerdoti, che hanno un più stretto contatto con la Sacra Scrittura. Ma oltre che con la sua parola scritta, l’Altissimo, vi ricorda la realtà dell’inferno, e la possibilità per tutti di finirci dentro, parlando nell’intimo della vostra coscienza, o nel sonno, o con la morte di persone buone o cattive. Quando assistete un moribondo o uno che sia appena spirato e pregate per lui dicendo: “Signore, donagli il riposo eterno, splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen”, come è possibile che non vi ricordiate dell’inferno? Forse in quell’attimo ci pensate, ma poi vi rituffate nella vita frenetica di tutti i giorni e il pensiero del Giudizio dell’Altissimo e dell’inferno si dilegua, così come all’alba le deboli luci delle stelle spariscono quando il sole vi abbaglia della sua luce.
Quando qualcuno sta morendo dovreste pensare che si sta giocando per quell’anima l’ultima carta: lì attorno ci sono anche, presenti come avvoltoi pronti alla rapina, molti spiriti cattivi che tutto fanno per trascinare quell’anima con loro all’inferno.
(N.dR. Un tempo, quando veniva suonata la campana dell’agonia, la gente, ovunque si trovasse, si sentiva invitata alla preghiera epensava: “Qualcuno in questo momento sta morendo, bisogna pregare per quell’anima”; e molte invocazioni salivano al Cielo per la salvezza eterna di quel moribondo. Ora invece, la campana suona quando uno è già morto, quando è già giudicato, quando non c’è più per lui alcuna possibilità di salvezza).
E vedendo un uomo che muore, dovreste pensare che un giorno toccherà a voi… morire… subire il Giudizio… e vedervi ancora accolti o rifiutati dal Cielo.
LA MISERICORDIA DI DIO CONTINUA A RICHIAMARE
Demonio – l’Altissimo non smette mai di richiamarvi, come farebbe ogni buona madre per distogliere i suoi figli da un pericolo. Nella sua Misericordia è disposto a perdonarvi tutti i vostri peccati, perché vuole che nessuno di voi vada perduto.
Che cosa non ha fatto durante la sua vita terrena e con la sua passione e la sua morte spaventosa? Nulla ha tralasciato allora e nulla tralascia anche oggi per la vostra salvezza. Se l’Altissimo ha fatto e fa così tanto per salvarvi ciò è una conferma in più che anche per voi c’è il rischio di perdersi. E se l’Altissimo non sottovaluta questo rischio che correte, non dovete sottovalutarlo nemmeno voi, nel vostro interesse. Ma voi non avete ancora imparto a volere bene a voi stessi!
Ricordatele voi per primi queste verità e non trascurate di ricordarle anche agli altri: non lo farete mai abbastanza. (Urla furiosamente).
IL TIMORE DELLA MORTE
Demonio – Fino a che uno è ancora vivo ha la possibilità di salvarsi, purché dica: “Pietà, Signore, pietà di me”. Ma quando l’anima si separa dal corpo non c’è più nessuna possibilità; in quello stesso istante avviene il Giudizio: in un lampo vedrà tutta la sua vita e dovrà risponderne all’Altissimo.
E guai a quell’anima se non si sarà purificata in tempo, con un sincero pentimento, di tutti i suoi peccati: sperimenterà da quel momento e per tutta l’eternità l’ira tremenda di un Giudice giusto, ma severo.
L’unica pietà che il supremo Giudice potrà offrire a quell’anima è di farla finire all’inferno, lontana da Lui.
Sarebbe infatti un castigo più tremendo per quell’anima se, in quelle condizioni di ostinato peccato, finisse in Paradiso: la vista dell’Altissimo, dei suoi Angeli dei suoi Santi, ricolmi di Grazia, rivestiti di gloria e pieni di gioia, sarebbe una tortura più grave di tutte le pene che dovrà subire all’inferno.
NESSUNO È AL SICURO
Demonio – Per tutti dovrete pregare molto, anche per chi è considerato un santo. Noi non lasciamo in pace nessuno, né in vita, né tanto meno nel momento della morte. Anche chi per tutta la vita ha camminato per la strada stretta può trovarsi nel momento della morte in grandi tentazioni: noi cerchiamo di creargli nell’anima una spaventosa oscurità e di portarlo alla disperazione.
Dovete pregare molto e per tutti non solo perché sia evitato l’inferno, ma anche perché sia evitato o almeno ridotto il tempo della purificazione in Purgatorio.
È cosa tremenda anche il Purgatorio.
È tremendo quando l’anima si separa dal corpo con la morte non vedersi accolti dall’Altissimo perché non ancora del tutto purificati dalle colpe commesse nella vita.
Certo, ci sono persone che eviteranno il fuoco purificatore del Purgatorio perché la Misericordia dell’Altissimo terrà conto delle molte sofferenze che hanno patito nella vita, ma anche per queste la morte sarà tremenda.
Solo in pochi casi, per volontà del Cielo la morte non si presenta con un volto orrendo.
Parlate della morte nelle vostre prediche, ora ne parlate troppo poco e la vostra gente continua a vivere nell’incoscienza e nel peccato.
Pregate e fate pregare per i moribondi e per le anime del Purgatorio. Basta, basta farmi parlare!
IL TIMORE Dl DIO DEVE ESSERE ANNUNZIATO A TUTTI
Esorcista – Prosegui e dì quanto il Cielo ti ordina di dire.
Demonio – Io, Belzebù, sono stato costretto a dirvi queste cose e sono costretto a raccomandarvi ancora: curate questo santo e salutare timore dell’Altissimo. Dovete parlarne tutti: gli educatori ai giovani loro affidati, i maestri ai loro bambini e i genitori ai loro figli. Deve parlarne il Papa a tutta la Chiesa, i Vescovi ai loro Sacerdoti e i Superiori religiosi alle anime consacrate.
Soprattutto ne parlino i Sacerdoti nelle loro omelie, molto più di quanto non facciano ora.
Se non viene predicato il timore dell’Altissimo in questa vita, non resterà che il terrore nell’altra, il terrore di un Giudice che di là non perdona, il terrore dell’inferno, un terrore tremendo, eterna assenza di rimedio.
Meglio per voi il timore in questa vita che le angosce del Purgatorio nell’altra o il timore eterno che trovereste all’inferno. (Grida paurosamente).
Io sono costretto a dirvi che questa è la verità. Non credete a chi vi inganna dicendo che l’Altissimo è Misericordia infinita e tralascia di dirvi che è anche Giustizia infinita.

Tratto da: “Grande Opera Mariana Gesù e Maria” – ottobre-dicembre 2005 n.4.

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“E’ in circolazione un libretto, dal titolo “Interviste col maligno”. Ho pensato che potrei scrivere anch’io un libretto sul delicato argomento, in quanto da cinquant’anni in qua (1934 — 1984) ho esercitato il compito di esorcista ed anzi ho avuto non poche volte l’occasione di vedere il demonio, in forma umana, di lottare direttamente con lui, anzi di essere stato preso più volte per il collo e maltrattato. Ho potuto studiarlo, come si vedrò in questo scritto, nelle varie manifestazioni. Inoltre sono stato e sono Direttore Spirituale di anime mistiche, le quali sogliono essere bersaglio diretto e terribile del demonio in persona e come Direttore di tali anime ho potuto constatare fatti, che sembrerebbero inimmaginabili, eppure io sono stato testimonio per decine e decine di volte. Per svolgere il tema ho dovuto impostare l’intervista in forma ideale, né potrebbe farsi diversamente; però quanto si verrà esponendo corrisponde ai detti ed ai fatti, di cui io sono stato testimonio oculare, auricolare e parte direttamente interessata”.[Don Giuseppe Tomaselli – uno zelantissimo Prete Cattolico( 1902-1989)]

 
 inferno esiste

Messaggio del 7 dicembre 2011, dato ad Angelik Caruana a  Borg in-Nadur (Malta)

Miei cari figli e figli del mio cuore!
Figli miei, la vigilia della mia festa cade in questo giorno. Infatti oggi è la vigilia della mia festa e proprio dal cuore desidero dirvi quanto segue: figli miei e miei piccoli, voglio che crediate nell’esistenza dell’inferno. Forse non si sente più tanto parlare in proposito. Figli miei e miei piccoli, l’inferno esiste veramente. Molte anime stanno andando in esso e si stanno perdendo. Fate in modo di non andarci anche voi a causa del peccato, figli miei. E’ un luogo orribile e terrificante.
Satana fa tutto ciò che è in suo potere per distruggervi e ricorre a certe insinuazioni per distrarvi, dicendo: ‘Questa è buona e non quest’altra’; ‘Guarda come questo è meglio di quell’altro!’; ‘ Osserva come questa donna è meglio di tua moglie, lei ti apprezza di più ‘,’ Guarda come quest’uomo ti ama più di tuo marito’. Satana suscita tante immagini all’interno della fantasia nella tua mente, figli miei!.
Egli cerca anche di distruggere i sacerdoti. Infatti, figli miei, cerca di deformare il loro pensiero su tutto; li induce a dire bene ciò che è male e a predicare come corrette cose che sono storte. In effetti questo è ciò che Satana sta facendo, figli miei. E’ il suo lavoro per disturbare tutti. Eppure io vi proteggerò da lui. Venite a me, sempre a me, figli miei, ed io vi libererò da Satana, che sicuramente continua a seguirvi e ad aggirarsi alle vostre spalle. Egli non risparmia alcuno sforzo nel cercare di tenervi in mano. Ma se pregate col vostro rosario, Satana verrà mantenuto lontano da voi.
Figli miei, questo è quello che ho voluto condividere con voi questa sera: l’inferno esiste, vi dico ancora una volta che molte anime vanno all’inferno. Ecco perché mio Figlio Gesù mi manda qui: è perché vuole che il mondo si converta. Mio Figlio Gesù vuole urgentemente la conversione di tutto il mondo. Non vuole vedere Satana conquistare il mondo. È per questo che mi ha mandato e ha scelto quest’isola e questa collina di Borg in-Nadur.
Figli miei e miei piccoli, insegnate alla gente che l’inferno esiste veramente e non evitate di parlare dell’inferno. Parlate, figli miei. Vi ripeto, istruite il popolo, e dite ciò che li fa andare laggiù.
Questo è ciò che ho voluto condividere con voi, figli miei e miei piccoli.
Grazie per aver ascoltato la mia chiamata.