13 Dicembre Santa Lucia preghiera di Angelo Roncalli

Preghiera composta da Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia (poi divenuto Papa Giovanni XXIII)

Preghiera a Santa Lucia

O gloriosa Santa Lucia, che alla professione della fede, associasti la gloria del martirio, ottienici di professare apertamente le verità del Vangelo e di camminare con fedeltà secondo gli insegnamenti del Salvatore.
O Vergine Siracusana, sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione, cosicché, dopo averti imitato qui in terra, possiamo, assieme a Te godere della visione del Signore.
Amen.

Santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304)

Santa Lucia 13 Dicembre

Patrona della vista

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini e viene spesso invocata nelle malattie degli occhi.

È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi, gli astigmatici. Presso l’urna che accoglie le sacre spoglie della santa in San Geremia a Venezia, vengono quotidianamente portati ex voto e grazie ricevute che attestano la munificenza di santa Lucia nel dispensare grazie.

Santa Lucia è anche patrona del Gremio dei calzolai della città di Sassari.

Fante Wikipedia

Consacrazione alla vergine Immacolata di Guadalupe

 

Recita questa preghiera di Consacrazione alla Santissima Vergine in onore della sua Apparizione a Guadalupe oggi 12 Dicembre, Festa di Nostra Signora di Guadalupe, per chiedere una Grazia Speciale.

 

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Giandiego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricordati sempre dei tuoi figli. Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen.

Salve Regina
Madonna di Guadalupe, prega per noi

Apparizioni di NOstra Signora di Guadalupe e Miracolo del mantello

Tra il 9 e il 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, Maria Santissima apparve più volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo. Il nome Guadalupe fu dettato dalla Madonna stessa a Juan Diego: alcuni hanno ipotizzato che sia la trascrizione in spagnolo dell’espressione azteca Coatlaxopeuh, “colei che schiaccia il serpente” (cfr. Genesi 3,14-15), oltre che il riferimento al Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.

A memoria dell’apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un’altra cappella più grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 è stata inaugurata l’attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.

Nel santuario è conservato il mantello (tilmàtli) di Juan Diego, sul quale è raffigurata l’immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita (“Vergine meticcia”). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell’altare; l’esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

Si ritiene che l’apparizione di Guadalupe, pur non essendo stata riconosciuta con un decreto ufficiale, abbia ottenuto dalla Chiesa cattolica un riconoscimento di fatto: il vescovo di allora fece costruire una cappella là dove aveva chiesto la Vergine e il veggente Juan Diego è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. Secondo la dottrina cattolica queste apparizioni appartengono alla categoria delle rivelazioni private.

La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare, ridando vigore al culto di Nostra Signora del comune spagnolo di Guadalupe del XIV secolo. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell’ultima apparizione. In Messico il 12 dicembre è festa di precetto.

Il racconto delle apparizioni

Secondo il racconto tradizionale, espresso in náhuatl nel testo conosciuto come Nican Mopohua, Juan Diego avrebbe visto per la prima volta la Madonna la mattina del 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac vicino a Città del Messico. Ella gli avrebbe chiesto di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarrága, ma questi non gli credette. La sera, ripassando sul colle, Juan Diego avrebbe visto per la seconda volta Maria, che gli avrebbe ordinato di tornare dal vescovo l’indomani. Il vescovo lo ascoltò di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto.

Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac dove avrebbe visto per la terza volta Maria, la quale gli avrebbe promesso un segno per l’indomani. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Ma Maria gli sarebbe apparsa ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli avrebbe detto che suo zio era già guarito e lo avrebbe invitato a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori. Qui Juan Diego trovò il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, sbocciati fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e andò a portarli al vescovo.

Di fronte al vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego aprì il mantello per mostrare i fiori: ed ecco, all’istante sulla tilma si impresse e resa manifesto alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine Maria. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cadde in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagnò il presule al Tepeyac, per indicargli il luogo in cui la Madonna ebbe chiesto che Le fosse innalzato un tempio e l’immagine venne subito collocata nella cattedrale.

L’immagine sul mantello

l'immagine originale della Madonna di Guadalupe.

A causa della sua origine miracolosa, l’immagine della Madonna di Guadalupe è oggetto di devozione paragonabile a quella rivolta alla Sindone. La sua fama si sparse rapidamente anche al di fuori del Messico: nel 1571 l’ammiraglio genovese Gianandrea Doria ne possedeva una copia, dono del re Filippo II di Spagna, che portò con sé sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Negli anni venti del XX secolo i Cristeros, cattolici messicani che si erano ribellati al governo anticlericale, portavano in battaglia l’immagine della Virgen morenita sulle proprie bandiere.

Il mantello è del tipo chiamato tilma: si tratta di due teli di ayate (fibra d’agave) cuciti insieme. L’immagine di Maria è di grandezza lievemente inferiore al naturale, alta 143 cm. Le sue fattezze sono quelle di una giovane meticcia: la carnagione è scura. Maria è circondata dai raggi del sole e ha la luna sotto i piedi; porta sull’addome un nastro di colore viola annodato sul davanti che, tra gli aztechi, indicava lo stato di gravidanza; sotto la luna vi è un angelo dalle ali colorate di bianco, rosso e verde (i colori dell’attuale bandiera messicana), che sorregge la Vergine.

Alcuni autori, che hanno eseguito degli studi scientifici sul mantello, sostengono che effettivamente l’immagine non sarebbe dipinta, ma acheropita (non realizzata da mano umana); essa presenterebbe inoltre caratteristiche particolari difficili da spiegare naturalmente.

Principali proprietà della tilma e dell’immagine presente su di essa
  • Il telo (in fibra di agave) è di immagine grossolana: gli spazi vuoti presenti tra l’ordito e la trama sono così numerosi che ci si può guardare attraverso;
  • Nonostante in Messico il clima (caratterizzato da un’atmosfera ricca di salnitro) causi il rapido deperimento dei tessuti (specialmente di quelli in fibra vegetale) dopo circa quarant’anni, la tilma si è conservata pressoché intatta;
  • L’immagine non ha alcun tipo di fondo, tanto che si può guardare da parte a parte del telo (questo è un elemento a sostegno dell’ipotesi che si tratti di un’immagine acheropita). Già nel 1666 la tilma fu esaminata da un gruppo di pittori e di medici per osservarne la composizione: essi asserirono che era impossibile che l’immagine, così nitida, fosse stata dipinta sulla tela senza alcuna preparazione di fondo, e inoltre che nei 135 anni trascorsi dall’apparizione, nell’ambiente caldo e umido in cui era conservata, essa avrebbe dovuto distruggersi. Nel 1788, per provare sperimentalmente questo fatto, venne eseguita una copia sullo stesso tipo di tessuto: esposta sull’altare del santuario, già dopo soli otto anni era rovinata. Al contrario l’immagine originale, a distanza di quasi 500 anni, è ancora sostanzialmente intatta.
  • La tecnica usata per realizzare l’immagine è un mistero: alcune parti sono affrescate, altre sembrano a guazzo altre ancora (certe zone del cielo) sembrano fatte a olio(elemento a sostegno dell’ipotesi che si tratti di un’immagine acheropita);
  • Gli Aztechi dipingevano i volti in modo elementare usando la prospettiva frontale o quella di profilo. La figura presente sulla tilma è, invece, rappresentata con la prospettiva di un volto leggermente piegato in avanti e visto di tre quarti. La realizzazione dell’immagine (se fosse stata realizzata da mano umana) richiede capacità superiori a quelle esistenti all’epoca in Messico; parimenti, nessun artista occidentale era attivo nella regione in quegli anni (elemento a sostegno dell’ipotesi dell’origine acheropita dell’immagine);
  • I caratteri somatici della donna raffigurata sono quelli tipici di una persona di sangue misto, meticcia. L’immagine risale a pochi anni dopo la conquista del Messico, quando il tipo meticcio era assolutamente minoritario. La Madonna del Guadalupe prefigura un tipo di popolazione che diverrà maggioritario solo dopo alcune generazioni. Rimane un mistero come il presunto autore abbia raffigurato in forma così perfetta un soggetto allora così poco diffuso (elemento a sostegno dell’ipotesi dell’origine acheropita dell’immagine);
  • La disposizione delle stelle sul manto azzurro che copre la Vergine non sembra casuale ma rispecchierebbe l’area del cielo che era possibile vedere da Città del Messico durante il solstizio d’inverno. Se ne accorsero per primi gli astronomi messicani dell’epoca;
  • Particolarità singolari presenti e riscontrate sugli occhi dell’immagine sono assolutamente inspiegabili se si ritiene che l’immagine sia stata realizzata da mano umana (vedi infra).
Alcuni dati portati a sostegno dell’ipotesi miracolosa
  • Nel 1791 si rovescia accidentalmente acido muriatico sul lato superiore destro della tela. In un lasso di 30 giorni, senza nessun trattamento, si sarebbe ricostituito miracolosamente il tessuto danneggiato.
  • Nel 1936 il chimico Richard Kuhn esaminò due fibre di colore diverso prelevate dal mantello: analizzate, non mostrarono la presenza di alcun pigmento.
  • Nel 1979 Philip Serna Callahan scattò una serie di fotografie all’infrarosso. L’esame di queste foto rivelò che, mentre alcune parti dell’immagine erano dipinte (potrebbero essere state aggiunte in un secondo momento), la figura di Maria era impressa direttamente sulle fibre del tessuto; solo le dita delle mani apparivano ritoccate per ridurne la lunghezza.
  • Nel 1951 il fotografo José Carlos Salinas Chávez dichiarò che in entrambe le pupille di Maria, fortemente ingrandite, si vedeva riflessa la testa di Juan Diego. Nel 1977 l’ingegnere peruviano José Aste Tonsmann analizzò al computer le fotografie ingrandite 2500 volte e affermò che si vedono ben cinque figure: Juan Diego nell’atto di aprire il proprio mantello, il vescovo Juan de Zumárraga, due altri uomini (uno dei quali sarebbe quello originariamente identificato come Juan Diego) e una donna. Al centro delle pupille si vedrebbe inoltre un’altra scena, più piccola, anche questa con diversi personaggi. Nella puntata di Voyager del 12 ottobre 2009, viene detto che i personaggi fino a quel momento trovati sono 13.

Nostra Signora di Guadalupe

Questo articolo è stato preso da Wikipedia.org e adattato nei contenuti secondo l’autore di questo blog.

Dannazione di Giuda iscariota secondo il Vangelo e le Rivelazioni private e i santi della chiesa cattolica

Come facciamo a sapere che Giuda è Dannato? Quali prove ci sono?

Cosa c’è scritto nei Vangeli

« «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». »   (Matteo 26:21b-25)


«Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.» 
Gv. 17,12

 

La Visione di Santa Veronica Giuliani

Santa Veronica Giuliani in una visione dell’inferno del 17 gennaio 1716 vede Giuda come cuscino sulla sedia formata dai capi dell’abisso sopra i quali sedeva Lucifero che poteva vedere tutto l’Inferno e portare così orrore e disperazione a tutti i dannati.

Giuda Iscariota nelle Rivelazioni private di Maria Valtorta

 

  • Giuda: capostipite di tutti gli apostoli mancati. E sono tanti!
    Osserva i diversi modi di ragionare. Giuda investiga, cavilla, s’impunta e anche se mostra di cedere in realtà conserva la sua forma mentale. 70.8
  • Oh, Giuda ma che speri da una mia sovranità di carne? Che speri? Ti ho dato tempo di pensare e decidere. Ti ho parlato ben chiaro sin dalla prima volta. Ti ho anche respinto perché sapevo …  perché so, sì, perché so, leggo, vedo ciò che è in te. Perché mi vuoi seguire, se non vuoi essere quale io voglio? Vattene, Giuda. Non nuocerti e non nuocermi … Non sei operaio atto a quest’opera … E’ troppo al di sopra di te. In te c’è superbia, c’è cupidigia di tutti i tre i rami, c’è prepotenza … anche tua madre ti deve temere … c’è tendenza alla menzogna … No. Non così deve essere il mio seguace. Giuda: Io non ti odio. Io non ti maledico, ti dico solo e col dolore di chi vede che non può mutare un che ama, ti dico solo: va per la tua strada, fatti largo nel mondo, posto che questo vuoi, ma non stare con Me. 78.3
  • Anche per voi i buoni sono nella proporzione che vi era fra i buoni e Giuda e uno più è buono e più ne soffre. Ma anche per voi, e questo dico specialmente per quelli che sono preposti alla cura dei cuori, è necessario imparare studiando Giuda. Tutti siete dei “Pietri” voi sacerdoti e dovete legare e slegare; ma quanto, quanto spirito di osservazione, quanta fusione in Dio, quanto studio vivo, quante comparazioni col metodo del vostro Maestro, dovete fare per esserlo come dovete esserlo!
    Oh! Che invero ero Uomo fra gli uomini, ero l’Uomo e perciò soffrivo di vedere il traditore e gli ingrati, perciò gioivo di chi mi amava o a Me si convertiva. Perciò fremevo e piangevo davanti al cadavere spirituale di Giuda.  83.7
  • Perché illustro la figura di Giuda? Molti se lo chiederanno.
    Rispondo. La figura di Giuda è stata troppo svisata nei secoli e ultimamente snaturata del tutto. Ne hanno, in certe scuole, fatto quasi l’apoteosi come dell’artefice secondo e indispensabile della Redenzione. Molti, poi, pensano che egli piegò ad un improvviso, feroce assalto del Tentatore. No. Ogni caduta ha premesse nel tempo. Più la caduta è grave e più ha una preparazione. Gli antefatti spiegano il fatto. Non si precipita e non si sale all’improvviso, né nel Bene, né nel Male. Vi sono coefficienti lunghi e insidiosi alle discese e pazienti e santi alle ascese.
    Lo sventurato dramma di Giuda può darvi tanti insegnamenti per salvarvi e conoscere il metodo di Dio e le sue misericordie per salvare e perdonare coloro che scendono verso l’Abisso. Non si arriva al delirio satanico in cui hai visto dibattersi Giuda dopo il Delitto, se non si è tutti corrotti da abiti d’Inferno, aspirati per anni con voluttà. Quando uno compie anche un delitto, ma tratto ad esso da un improvviso evento che ne sconvolge ragione, soffre ma sa espiare perché delle parti del cuore sono ancora sane da veleno infernale. Al mondo che nega Satana perché l’ha tanto in sé da non accorgersi più di esso, l’ha aspirato ed è divenuto parte dell’io, Io mostro che Satana è, Eterno e immutabile nel metodo usato per fare di voi le sue vittime. 468.7 
  • Io vi dico: lasciate di analizzare quest’uomo e preoccupatevi del suo spirito. L’animale che è in lui, il suo mostro, non deve attirare i vostri sguardi e giudizi; ma abbiate amore, un amore doloroso e attivo per il suo spirito. Liberatelo dal mostro che lo tiene. Non sapete. …
    Non sapete che voi imparate più attraverso Giuda che attraverso ogni altra persona? Molti Giuda troverete e pochissimi Gesù nel vostro ministero apostolico. I Gesù saranno dolci, buoni, puri, fedeli, ubbidienti, prudenti, senza avidità. Saranno ben pochi … Ma quanti, quanti Giuda di Keriot troverete voi e i vostri seguaci e successori per le vie del mondo! Per essere maestri e sapere, dovete fare questa scuola  … Egli, con i suoi difetti, vi mostra l’uomo quale è; Io vi mostro l’uomo quale dovrebbe essere. Due esempi necessari ugualmente. Voi, conoscendo bene l’uno e l’altro, dovete cercare di mutare il primo nel secondo … E la mia pazienza sia la vostra norma. 520.4
  • Vorrei non aver preso inutilmente una Carne per te. Ma ormai tu sei di un altro padre, di un altro paese, parli un’altra lingua … Oh! Ma che fare, Padre mio, per mondare il tempio profanato di questo tuo figlio e mio fratello? Gesù lacrima, pallidissimo parlando al Padre suo. 533.2
  • Tu hai devastato e disperso la tua anima e i doni dati ad essa da Dio. Che ne hai fatto della tua libertà d’arbitrio? Che del tuo intelletto? Hai conservato al tuo spirito la libertà che era sua? Hai usato l’intelligenza della tua mente con intelligenza? No. Tu, tu che non vuoi ubbidire a Me, non dico a Me-Uomo ma neppure a Me-Dio, tu hai ubbidito a Satana. Tu hai usato l’intelligenza della tua mente e la libertà del tuo spirito per comprendere le Tenebre. Volontariamente. Ti è stato posto davanti il Bene e il Male. Hai scelto il Male. Anzi, ti è stato posto davanti soltanto il Bene: Io. L’Eterno tuo Creatore, che ha seguito l’evolversi della tua anima, che anzi conosceva questo evolversi perché nulla ignora l’Eterno Pensiero di ciò che si agita da quando il tempo è, ti ha posto davanti il Bene, solo il Bene, perché sa che tu sei debole più di un’alga di fossato. Tu mi hai gridato che Io ti odio. Ora, essendo Io Uno col Padre e con l’Amore, Uno qui come Uno in Cielo, ( … ) l’accusa a Me fatta, tu a Dio Uno e Trino l’hai fatta. A quel Dio Padre che ti ha creato per amore, a quel Dio Figlio che s’è incarnato per salvarti per amore, a quel Dio Spirito che ti ha parlato tante volte per darti desideri buoni, per amore. A questo Dio Uno e Trino che ti ha tanto amato, che ti ha portato sulla mia via, facendoti cieco al mondo per darti tempo di vedere Me, sordo al mondo per darti modo di sentire Me. E tu! … Dopo avermi visto e udito, dopo essere liberamente venuto al Bene, sentendo col tuo intelletto che quella era l’unica via della vera gloria, hai respinto il Bene e ti sei liberamente dato al Male. Ma se tu col tuo libero arbitrio hai voluto questo, se hai sempre più rudemente respinto la mia mano che ti si offriva per trarti fuor dal gorgo, se tu sempre più ti sei allontanato dal porto per sprofondarti nell’infuriato mare delle passioni, del Male, puoi dire a Me, a Colui dal quale procedo, a Colui che mi ha formato Uomo per tentare la tua salute, puoi dire che ti abbiamo odiato? Mi hai rimproverato di volere il tuo male …
    Tanto ti ha fatto cieco e pazzo Satana che tu non capisca più la vera natura dei provvedimenti che ho preso per te e che tu possa giungere a dire: malanimo, desiderio di rovinarti, ciò che è previdente cura del tuo Maestro, del tuo Salvatore, del tuo Amico per guarirti? Ti ho tenuto vicino … Ti ho levato dalle mani il denaro. Ti ho impedito di toccare quel maledetto metallo che ti fa folle … Ma non sai, ma non senti che esso è come uno di quei beveraggi magici che destano una sete inestinguibile, che mettono dentro al sangue un ardore, un furore che porta alla morte? Tu, leggo il tuo pensiero, mi rimproveri: “Allora perché per tanto tempo mi hai lasciato essere quello che amministrava il denaro?” Perché? Perché se te lo avessi impedito prima, di toccare moneta, ti saresti venduto prima e avresti rubato prima. Ti sei venduto lo stesso perché poco potevi rubare  … Ma Io dovevo cercare d’impedirlo senza violentare la tua libertà. L’oro è la tua rovina. Per l’oro sei divenuto lussurioso e traditore …    ( … ) 567.16 Tu dici che non capisci più le mie parabole. Non capisci più le mie parole. Povero infelice! Non capisci più neanche te stesso. Non capisci più neppure il bene e il male. Satana al quale ti sei dato in molti modi, Satana che hai seguito in tutte le tentazioni che ti presentava, ti ha fatto stolto. Pure un tempo mi capivi! Lo credevi che Io son Chi sono! E questo ricordo non è spento in te!  ( …)567.18
    Tu! Il mio più grande dolore! Ma già tu pensi e dici, o eretico capostipite di molti che verranno, che Io sono superiore al dolore. No, solo al peccato Io sono superiore. Solo all’ignoranza Io sono superiore. 567.19
    Io ti dico che anche dopo il Delitto dei delitti. se il colpevole di esso corresse ai piedi di Dio con vero pentimento e piangendo lo supplicasse di perdonarlo offrendosi all’espiazione con fiducia, senza disperare, Dio lo perdonerebbe e attraverso l’espiazione il colpevole salverebbe ancora il suo spirito. Giuda! Ma se tu non mi temi Io ti amo ancora. Al mio amore infinito non hai nulla da chiedere in quest’ora? 567.25
  • Giuda, infelice amico mio, per Me Io non ti prego. Per te, per te ti prego. Guarda, siamo soli. Tu sai chi Io sono, Io so chi tu sei. E’ l’ultimo momento di grazia che ancora c’è concesso per impedire la tua rovina … Oh! Non ghignare così satanicamente, amico mio. Non deridermi come fossi pazzo perché Io dico: “la tua rovina” e non la mia. La mia non è rovina. La tua sì …  Siamo soli: Io e te e sopra è Dio … Dio che non ti odia ancora, Dio che assiste a questa lotta suprema fra il Bene e il Male che si contendono la tua anima. Sopra di noi è l’Empireo che ci osserva. Quell’Empireo che presto si empirà di santi. Già essi trasalgono là, nel loro luogo d’attesa, perché sentono venire la gioia  … Giuda, fra essi è tuo padre …..
    Giuda, Io piango. Le estreme lacrime dell’Uomo le vuoi dunque fare gemere tu?   … Giuda, Io te ne prego. Pensa amico: al mio pregare annuisce il Cielo e tu, e tu … mi lascerai pregare invano? Pensa chi ti è davanti, pregante: il Messia d’Israele, il Figlio del Padre … Giuda, ascoltami! … fermati, sinché lo puoi! ….  “No”
    Gesù si copre il volto con le mani e si lascia cadere ai limiti del prato. Piange senza clamore ma piange molto. Le sue spalle sussultano nei singhiozzi profondi … 582.11.
  • Gesù, altezza bianca nella veste di lino al limitare del prato verde-rosso, alza le braccia al cielo sereno e alza il volto afflittissimo e alza l’anima al Padre suo gemendo: Oh! Padre mio! E mi potrai forse accusare di aver lasciato cosa atta a salvarlo? Tu sai che per la sua anima, non per la mia vita, Io lotto per impedire il suo delitto … Padre! Padre mio! Io te ne supplico! Affretta l’ora delle tenebre, l’ora del Sacrificio, perché troppo mi è atroce vivere presso l’amico che non vuole essere redento … Il più grande dolore! 582.13
  • Un uomo insieme ad altri uomini sta contrattando il prezzo dell’Agnello. Sai che nome ha quell’Agnello? Ha nome Gesù di Nazareth.
    (Lazzaro) Nooh! I nemici ci sono, è vero, ma non può uno venderti! Chi è?
    E’ uno dei miei. Non poteva che essere uno di quelli che Io ho più fortemente deluso e che, stanco di attendere, vuole liberarsi di Colui che ormai è solo un pericolo personale. Crede di rifarsi una stima, secondo il pensiero suo, presso i grandi del mondo. Sarà invece disprezzato dal mondo dei buoni e da quello dei delinquenti. E’ arrivato a questa stanchezza di Me, dell’attesa di ciò che con ogni mezzo ha cercato di raggiungere: la grandezza umana, perseguita prima nel Tempio, creduta di raggiungere col Re d’Israele e ora cercata nuovamente, nel Tempio e presso i romani … Spera.  … Ma Roma, se sa premiare i suoi servi fedeli, sa calpestare sotto il suo sprezzo i vili delatori. Egli è stanco di Me, dell’attesa, della soma che è l’essere buono. Per chi è malvagio, l’essere, il dovere fingere di essere buono, è una soma di un peso schiacciante. Può essere sostenuta per qualche tempo … e poi … non si può più … e ci si libera di essa per tornare liberi. Liberi? Così credono i malvagi. Così lui crede. Ma libertà non è. L’essere di Dio è libertà. L’essere contro Dio è una prigionia di ceppi e catene, di pesi e sferzate, quale nessun galeotto al remo, quale nessuno schiavo alle costruzioni, la sopporta sotto la sferza dell’aguzzino.  ( ….. )
    Chi è? Dimmelo, chi è? – Non serve. – Sì, che serve … Ah!  Non può essere che lui: l’uomo che è sempre stato una macchia nella tua schiera, l’uomo che anche poco fa ha offeso mia sorella. E’ Giuda di Keriot!
    No. E’ Satana. Dio ha preso carne in Me, Gesù; Satana ha preso carne in lui, Giuda di Keriot.
    Una sola è l’Incarnazione divina; così ugualmente in uno solo sarà Satana, Lucifero, così com’è nel suo regno, perché solo nell’uccisore del Figlio di Dio, è Satana incarnato. Egli, mentre qui Io ti parlo, è davanti al Sinedrio e tratta e s’impegna per la mia uccisione. Ma non è lui, è Satana. 587.3
  • Trenta denari per uccidere un uomo, e quell’Uomo? Il prezzo di un comune agnello in questi giorni di festa? …. E’ troppo poco per pagare il mio dolore di tradire Colui che mi ha sempre amato.  588.9
  • Chi è il cuore di iena che con un colpo della zampa unghiata svelle il cuore del cuore materno: Me suo Figlio? Un uomo? No. Ogni uomo nasce da una donna e per istintivo e per morale riflesso non può infierire su una madre perché pensa alla “sua”. Un uomo dunque non è. Chi allora? Un demonio. Può un demonio offendere la Vincitrice? Per offenderla deve toccarla, e Satana non sopporta la luce verginale della Rosa di Dio. E allora? Chi dite che sia? Non parlate? Io allora lo dico.
    Il demone più astuto si è fuso all’uomo più corrotto e, come il veleno chiuso nei denti dell’aspide, sta chiuso in lui che può avvicinare la Donna e così, proditoriamente morderla. Maledetto sia l’ibrido mostro che è Satana e che è uomo. Lo maledico? No. Non è da Redentore questa parola e allora dico all’anima di questo ibrido mostro ciò che dissi a Gerusalemme mostruosa città di Dio e di Satana: “Oh, se in quest’ora che ancora ti è data tu sapessi venire al Salvatore! ”. Non vi è amore più grande del mio e non vi è più grande potere. Anche il Padre acconsente se Io dico: ”Voglio”, né Io so dire che parole di pietà per quelli che sono  caduti e che mi tendono dal loro abisso le braccia. Anima del più grande peccatore, il tuo Salvatore alle soglie della morte si curva sul tuo abisso e t’invita a prendere la sua mano. Non sarà impedita la mia morte … ma tu  … saresti salvo, tu che Io amo ancora e l’anima del tuo Amico non fremerebbe di orrore pensando che per opera dell’amico conosce l’orrore del morire e di questo morire …. 589.9
  • Ebbene? Che ha mutato l’averti lasciato libertà e denaro? – Che vuoi dire? – Questo: ti chiedo se ti sei santificato da quando ti ho reso libertà e denaro. E tu mi capisci … Ah, Giuda! Ricordalo sempre: tu sei stato quello che ho amato più di ogni altro, avendone meno amore di quanto tutti gli altri mi hanno dato, avendone anzi un odio maggiore, perché odio di uno che trattai da amico, del  più feroce odio, del più feroce fariseo. Ricorda ancora questo: che Io neppure ora ti odio ma per quanto sta al Figlio dell’Uomo, ti perdono. Va ora, non c’è più nulla da dirsi fra Me e te. Tutto è già fatto … 592.14
  • Troppi credono che Giuda abbia commesso cosa da poco. Alcuni giungono anzi a dire che egli è un benemerito perché senza di lui la Redenzione non sarebbe venuta e che perciò egli è giustificato al cospetto di Dio.
    In verità vi dico che se l’inferno non fosse già esistito ed esistito perfetto nei suoi tormenti, sarebbe stato creato per Giuda ancora più orrendo ed eterno, perché di tutti i peccatori e i dannati egli è il più dannato e peccatore, né per lui in eterno vi sarà ammollimento di condanna.
    Il rimorso l’avrebbe anche potuto salvare, se egli avesse fatto del rimorso un pentimento. Ma egli non volle pentirsi e al primo delitto di tradimento, ancora compatibile per la grande misericordia che è la mia amorosa debolezza, ha unito bestemmie, resistenze alla voce della Grazia che ancora gli volevano parlare attraverso i ricordi, attraverso i terrori, attraverso il mio Sangue e il mio mantello, attraverso il mio sguardo, attraverso le tracce dell’istituita Eucarestia, attraverso le parole di mia Madre. Ha resistito a tutto. Ha voluto resistere. Come aveva voluto tradire. Come volle maledire. Come si volle suicidare. E’ la volontà quella che conta nelle cose, sia nel bene sia nel male.
    Mia Madre, ed era la Grazia che parlava e la mia Tesoriera che largiva perdono in mio nome, glielo disse: “Pentiti, Giuda. Egli perdona …” Oh! se lo avrei perdonato! Se si fosse gettato ai piedi della Madre dicendo: “Pietà!“ Ella, la Pietosa, lo avrebbe raccolto come un ferito e sulle sue ferite sataniche, per le quali il Nemico gli aveva inoculato il Delitto, avrebbe sparso il suo pianto che salva e me lo avrebbe portato, ai piedi della Croce, tenendolo per mano perché Satana non lo potesse ghermire e i discepoli colpirlo, portato perché il mio Sangue cadesse per primo su lui, il più grande dei peccatori. Sarebbe stata, Ella, Sacerdotessa mirabile sul suo altare, fra la Purezza e la Colpa, perché è Madre dei vergini e dei santi ma anche Madre dei peccatori.
    Ma egli non volle. Meditate il potere della volontà di cui siete arbitri assoluti. Per essa potete avere il Cielo o l’Inferno. Meditate cosa vuol dire persistere nella colpa. 605.14 – 605.17
  • Chi come Giuda fu amato da Me? Ma non ebbe Dio nel suo cuore. Ed è il dannato deicida. L’infinitamente colpevole come israelita e come discepolo, come suicida e come deicida, oltre che per i suoi sette vizi capitali e ogni altra sua colpa. 630.22
  • …. sol che Giuda mi avesse gettato uno sguardo di pentimento Io gli avrei ottenuto il perdono di Dio ….
    Da mesi peccava e nessuna mia parola, nessun mio atto, valse a fermarlo, tanto era forte la sua volontà di peccare.
    Giuda giunse ad odiare Dio non avendo mai amato di vero amore padre e madre né alcun altro suo prossimo.632.7
  • Giuda è stato ed è il dolore più grande nel mare dei miei dolori. E’ il dolore che resta. Gli altri dolori sono finiti col finire del Sacrificio, ma questo resta. L’ho amato, ho consumato Me stesso nello sforzo di salvarlo … Ho potuto aprire le porte del Limbo e trarne i giusti, ho potuto aprire le porte del Purgatorio e trarne i purganti, ma il luogo d’orrore era chiuso su lui. Per lui inutile il mio morire. 634.7
  • Avrei perdonato anche a Giuda se in luogo di fuggire fosse venuto sotto la Croce dove morivo e mi avesse detto : ”Perdono!”. Sarebbe stato il mio primo redento perché era il più grande colpevole e su lui avrei fatto piovere il sangue del mio Cuore, trafitto non tanto dalla lancia, quanto dal suo e dai vostri tradimenti. 8.6.43
  • Solo i posseduti completamente dal demonio, completamente dico, furono tetragoni al mio lavacro d’amore spirituale. Gli altri, posseduti da una passione sola, furono salvati avanti o dopo la mia morte. Giuda, Anna, Caifa e qualche altro, no, poiché i sette principi dei demoni li tenevano avvinghiati con sette corde e coorti di demoni erano in loro a compiere il lavoro che fece di loro le gemme dell’Inferno. 10.7.43
  • Quando Giuda non ha più creduto in Me, non nella soddisfazione del denaro, non nella protezione della legge umana, si è ucciso. Rimorso del delitto? No. Fosse stato quello, si sarebbe ucciso subito dopo aver capito che Io sapevo. Ma non allora, ma non dopo il bacio infame e il mio saluto amoroso, non allora, non quando mi vide sputacchiato, legato,  trascinato via fra mille insulti. Solo dopo aver capito che la legge non lo proteggeva – la povera legge umana che spesso crea o istiga al delitto, ma poi si disinteressa dei suoi esecutori e complici e all’occorrenza ci si rivolta contro e dopo averli usati li ammutolisce per sempre sopprimendoli – e solo dopo aver capito che potere e denaro non venivano o erano troppo meschini per far felici, solo allora si è ucciso. Era nel buio del nulla. Si gettò nel buio dell’inferno. 1.8.43
  • Giovanni era il più giovane del gruppo apostolico, dopo di lui, in età, veniva l’Iscariota e per età avrebbe potuto essere anche lui come Giovanni, ma non lo era. E se vergine non era, casto non divenne neppure dopo avermi conosciuto. Era un impuro e l’impurità impedisce l’opera di Dio nei cuori e favorisce quella di Satana come nessun’altra passione. ( … )
    Giuda aveva nel cuore la concupiscenza del denaro, della carne, del potere e per queste tre Nemesi che lo perseguitavano e che egli non volle vincere, divenne deicida. Quando Satana vuole prendere, offre la donna, per la quale è necessario avere censo e onori e dà unicamente disperazione e morte.
    Giuda era le tenebre, era figlio della Menzogna. La mia Luce e Verità non poterono penetrare in lui. Se nonostante le sue prevenzioni potei fare di Natanaele un convinto, e di Levi un convertito, perché non era nel primo la frode e nel secondo resistenza alla grazia, nulla potei in Giuda poiché il suo animo era posseduto né Io potevo penetrarvi perché egli me ne interdiva l’entrata. Mi seguì per speranza umana. Vendette il Cristo ai suoi crocifissori e la sua anima a Satana che da anni era il suo istigatore, perché Satana non è Dio che dà, anche se non date, per conquistarvi a Sé. Satana vuole il cento per uno. Vuole voi, in eterno, in cambio di un’ora di trionfo bugiardo. Ricordatevelo.
    Ho sopportato questa serpe nel gruppo per insegnare agli uomini a sopportare e insistere per salvare. Non un pensiero di Giuda mi era ignoto ed è stata un’anticipata passione l’averlo vicino. Un tormento che voi non contemplate ma che non fu meno amaro degli altri. 2.1.44
  • …. Spinge questa sua opinione sino a credere sacrilegamente che il più grande di tutti i peccatori dell’umanità, il figlio diletto di Satana, quello che era ladro com’è detto nel Vangelo, che era concupiscente e ansioso di gloria umana, come dico Io, l’Iscariota, che per fame della triplice concupiscenza si è fatto mercante del Figlio di Dio e per trenta monete e col segno del bacio – un valore monetario irrisorio e un valore affettivo infinito – mi ha messo nelle mani dei carnefici, possa redimersi e giungere a Me passando per fasi successive.
    No. Se egli fu il sacrilego per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu l’ingiusto per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu quello che sparse con sprezzo il mio Sangue, Io non lo sono. E perdonare a Giuda sarebbe sacrilegio alla mia Divinità da lui tradita, sarebbe ingiustizia verso tutti gli altri uomini, sempre meno colpevoli di lui e che pure sono puniti per i loro peccati, sarebbe sprezzo al mio Sangue, sarebbe infine venire meno alle mie leggi.  15.1.44
  • Il mio sguardo aveva letto nel cuore di Giuda Iscariota. Nessuno deve pensare che la Sapienza di Dio non sia stata capace di comprendere quel cuore, ma, come ho detto a mia Madre, egli ci voleva. Guai a lui per essere stato il traditore!
    Ma un traditore ci voleva: Doppio, astuto, avido, lussurioso, ladro e intelligente e colto più della massa, egli aveva saputo imporsi a tutti. Audace, mi spianava la via, anche se era difficile. Gli piaceva, oltre a tutto, emergere e far risaltare il suo posto di fiducia presso di Me. Non era servizievole per spirito di carità, ma unicamente perché era uno di quelli che voi chiamereste “faccendoni”. Ciò gli permetteva di tenere la borsa e di avvicinare la donna. Due cose che insieme alla terza: la carica umana, amava sfrenatamente. 13.2.44

 

  • Avevo dovuto spezzare il mio pane col  mio Caino. Avevo dovuto parlargli da amico per non accusarlo agli altri della cui violenza non ero sicuro e per impedire un delitto, inutile d’altronde, poiché tutto era segnato nel gran libro della vita; la mia morte santa e il suicidio di Giuda. Inutili altre morti riprovate da Dio. Nessun sangue che non fosse il mio doveva essere sparso e sparso non fu. Il capestro strozzò quella vita chiudendo nel sacco immondo il corpo del traditore e il suo sangue impuro venduto a Satana, sangue che non doveva mescolarsi, cadendo sulla terra, al sangue purissimo dell’Innocente.
    Torme e torme di demoni erano quella notte sulla terra per portare a termine la seduzione nei cuori a farli pronti a volere il domani l’uccisione del Cristo.
    Giuda aveva Lucifero ed Io avevo Lucifero. Egli nel cuore Io al fianco. Eravamo i due principali personaggi della tragedia e Satana si occupava personalmente di noi. Dopo aver condotto Giuda al punto di non poter più retrocedere, si volse a Me. 15.2.44
  • Contro quell’uscio ho visto Giuda … Giuda ho visto! … E non l’ho maledetto, ma gli ho parlato da madre straziata, straziata per il Figlio buono e per il figlio malvagio … Ho visto Giuda! … Il demonio ho visto in lui! Io, che ho sempre tenuto Lucifero sotto il mio calcagno e guardando solo Dio non ho mai abbassato l’occhio su Satana, ho conosciuto il suo volto guardando il Traditore … Ho parlatso al Demonio … ed esso è fuggito perché il demonio non sopporta la mia voce …3.6.44.
  • Qual è l’apostolo che ho più amato? E’ Giuda di Keriot.  ( … )
    Io ho detto: “A chi molto ama, molto è perdonato”. E’ vero ed è giusto. Più uno ama e più merita perdono da parte dell’offeso. Ma anche: chi più perdona dimostra di amare molto e chi perdona sempre tutto, tutto sempre, sinché non viene l’ora del giudizio, quello ama non molto ma totalmente. Così ho amato Giuda di Keriot. Totalmente. 16.5.47
  • La terza grande, misteriosa, inspiegabile defezione è quella di Giuda di Keriot che spontaneamente volle essere di Cristo, che per tre anni godè del suo amore, si nutrì della sua Parola e che, perché deluso dei suoi sogni concupiscenti, lo vendette per trenta denari, divenendo da apostolo, ossia eletto alla più alta dignità spirituale, il Traditore dell’amico, il deicida e il suicida. 558.50 Ap.
  • La fine di Giuda non fu solo morte della carne, ma morte dello spirito. Egli era già un “morto”, una “spoglia” di Satana, mentre ancora mangiava l’agnello con l’Agnello e mentre il Pane di Vita scendeva in lui. Anzi fu giusto allora, per la sua ipocrisia, che Satana entrò in lui da supremo, eterno padrone. Perché Dio è Verità e non può esservi Dio dove è menzogna, ipocrisia, falsa testimonianza contro un innocente. Tutto ciò era Giuda. Il Pane di Vita non ebbe potere di vincere il sapore del frutto carnale e Giuda, sacrilegamente, mescolando l’appetito concupiscibile della carne col frutto soavissimo e santissimo del Sacramento d’amore, segnò il suo destino di morte eterna.
    Perché amore e odio non possono vivere uniti. Perché Dio e Satana non possono insieme servirsi. Perché non v’è perdono al peccato contro l’Amore, peccato deicida e fratricida. Perché non può venire al Regno di Verità, l’ipocrita, il menzognero, il calunniatore. Rm. 195 – 8.1.50

 

Esorcismo a Anneliese Michel

Durante il primo tentativo di esorcismo, eseguito rigorosamente secondo il rituale latino, i demoni a sorpresa iniziarono a parlare senza che fosse posta loro alcuna domanda: Padre Ernst colse l’occasione per tentare di conoscere il nome di questi spiriti maligni che opprimevano il corpo e la mente della povera fanciulla.
Essi si presentarono con i nomi di Lucifero, Giuda, Hitler, Nerone, Caino e Fleischmann (un religioso tedesco dannato appartenente al XVII secolo). Vi presentiamo la vera voce registrata durante quell’esorcismo che prova la dannazione Eterna di Giuda insieme agli altri anticristi.

 

Queste sono solo alcuni dei messaggi e delle prove che Giuda Iscariota è dannato all’Inferno, per questioni di spazio (si riempirebbe un libro di grandi dimensioni), non è stato possibile enumerare tutte le Rivelazioni private che contengono affermazioni sull’apostolo che poi tradì nostro Signore Gesù. I motivi della sua Dannazione sono riportati tramite Maria Valtorta, nella stessa sua Volontà di non chiedere Misericordia a Dio, davanti alla Croce e di scegliere invece la disperazione. A cosa è servito sapere che Giuda è dannato? Leggendo ciò che ci ha detto Gesù, dobbiamo essere consapevoli che le nostre decisioni sono la nostra volontà di Salvezza o di Dannazione e che Dio rispetta il nostro Libero arbitrio, pur soffrendo immensamente per noi quando scegliamo satana e non Lui che sarebbe pronto in ogni momento a concederci la sua Misericordia e ad abbracciarci mondi dal peccato e purificati dalle nostre colpe, donandoci la Salvezza Eterna e impedendo così la nostra dannazione. Diversamente, Dio ci ricorda, che non sarebbe Giusto per i giusti dare la Salvezza Eterna ai peccatori impenitenti e salvare chiunque a prescindere dalla loro buona volontà, perché non si possono servire due padroni e dove c’è Dio non c’è il peccato e chi ama il peccato.

i segreti di medjugorje intervista veggenti

Un giorno i 10 segreti apparterranno al passato. A quel punto il mondo sarà molto diverso, in meglio.

I segreti segnano la fine di un’era e l’inizio di una nuova.

Vicka, Marija e Jakov
Vicka, Jakov e Marija nel 1983 durante un’apparizione
Questa nuova era sarà un’era di pace, e quindi sarà molto più ampiamente compreso perché la stessa Vergine Maria si è fatta chiamare Regina della Pace, quando è apparsa la prima volta a Medjugorje.

In questa nuova era l’umanità vivrà in una ritrovata armonia con Dio. Gesù vivrà e regnerà in tutti i cuori.

Ma nel suo attuale stato di peccato l’umanità non è pronta per questo. E così il fine ultimo di tutta la sequenza dei segreti è la ripulire, purificare e rendere umile gli uomini, riportando l’umanità alla suo scopo e ripristinando le vere proporzioni del rapporto tra Dio e l’uomo.

“Ho una visione ottimistica del futuro. Se tutti noi cominciamo a vivere questi messaggi (della Vergine Maria), nascerà un nuovo mondo”, disse la veggente Marija Pavlovic nel 1988.

E così i segreti significano anche la fine dell’attuale pugno di ferro di Satana sull’umanità, nel secondo anno delle apparizioni fu detto alla veggente Mirjana Dragicevic:

Questo secolo in cui vivete é sotto il potere di Satana ma, quando saranno realizzati i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto (14 aprile 1982)

Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria

A Medjugorje, e anche decenni prima di Medjugorje, la Vergine Maria ha annunciato e si è riferita a questa nuova era come “il trionfo del mio Cuore Immacolato”.

I veggenti di Fatima
I veggenti di Fatima, ai quali fu predetto, nel 1917, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria
Per avere le idee più chiare si faccia un salto indietro al 1917 quando la Vergine Maria apparve a tre pastorelli nel villaggio portoghese chiamato Fatima, un povero ma pio ambiente rurale non molto diverso da Medjugorje nel 1981.
Anche a Fatima la Madonna affidò dei segreti ai veggenti.

Profetizzò che la prima guerra mondiale era vicina al termine, ma che quella che fu la seconda guerra mondiale (“una peggiore”) sarebbe scoppiata durante il pontificato del futuro Papa Pio XI, “Se le persone non smetteranno di offendere Dio”.

Mesi prima della Rivoluzione d’Ottobre e della conquista comunista della Russia, la Vergine Maria aveva anche predetto che la Russia “diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa”.
Solo una delle profezie della Vergine Maria a Fatima deve ancora essere soddisfatta:

Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà (Fatima, 13 Luglio 1917)

Poco più di 74 anni dopo, a Medjugorje, la Madonna ha rivelato che il tempo del suo trionfo è vicino:

Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinchè con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima (25 Agosto 1991)

P. Jozo con Giovanni Paolo II. Era il 17 Giugno 1992.
Otto mesi dopo, P. Jozo Zovko profetizzò i contenuti del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria in modo più dettagliato. A volte indicato come “il settimo veggente” è fuori discussione che P. Jozo, parroco di Medjugorje al momento delle prime apparizioni, abbia [avuto] sue esperienze mistiche.

Il 23 aprile 1992 la religiosa francese Suor Emmanuel Maillard ha raccontato:

“Qui finisce una grande guerra che in Europa è iniziata con l’arrivo del comunismo. Qui, la profezia di Fatima, per quanto riguarda la conversione del mondo e della debacle del regime comunista ateo è giustificata, si avvera”.

“E qui, dove il comunismo e il male erano forse più radicati, qui dove la Vergine Maria è apparsa per dieci anni, qui è in atto ciò che sta per essere unico, grandioso: la vittoria, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, la caduta degli errori umani, il cambiamento del cuore umano, la creazione di una nuova mentalità, l’inizio di un mondo migliore.”
Gesù Regnerà in Tutti i Cuori

La missione storica della Vergine Maria è portare Gesù nel mondo.

Da Gesù riceve tutte le cose e tutte le sue forze, e con questa forza e l’amore che essi condividono, conduce tutti quelli che glielo permettono a Gesù. Per tutto ciò che fa, Gesù è la misura nonché il mezzo.

Pertanto il cuore della Vergine Maria non si può dire di aver trionfato fino a quando il cuore di ogni uomo riposa nell’amore e nella pace di Gesù.

L’era di pace vedrà l’umanità tornare a Dio come nei tempi antichi
Questo è il motivo per cui il suo obiettivo delle apparizioni di Medjugorje non è altro che la conversione del mondo. E anche il motivo per cui Lei ha specificamente legato il suo prossimo trionfo con la presenza di Gesù in tutti i cuori umani:

In questo tempo particolare della preghiera, permettetemi di trasformare i vostri cuori per aiutarmi affinchè il mio Figlio risusciti in tutti i cuori e che il mio cuore trionfi (2 Aprile 2007)
L’amore è la chiave per il trionfo. L’amore per Dio e per il prossimo porterà il trionfo, e così questo tipo di amore santo è anche ciò che la Vergine Maria richiede da chiunque voglia aiutarla a realizzarlo e, in ultima analisi, vuole vivere e sperimentare:

Cari figli, vengo a voi come Madre con doni. Vengo con amore e misericordia. Cari figli, in me c’è un cuore grande. Desidero che in esso siano tutti i vostri cuori, purificati col digiuno e la preghiera. Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino. Desidero che attraverso questo trionfo vediate la vera verità, la vera via, la vera vita. Desidero che possiate vedere mio Figlio. Vi ringrazio. (18 Marzo 2007)

Cari figli, oggi invito voi riuniti intorno a me con cuore materno all’amore verso il prossimo. Figli miei fermatevi. Guardate negli occhi del vostro fratello Gesù, mio Figlio. Se vedete la gioia, gioite con lui. Se c’è il dolore negli occhi del tuo fratello allontanatelo con la vostra mitezza e bontà perché senza amore siete persi. L’amore è l’unico efficace, esso fa miracoli. L’amore vi darà l’unione in mio Figlio e il trionfo del mio Cuore. Perciò, figli miei, amate. (2 Settembre 2008)

Cari figli, anche in questo tempo difficile l’Amore di Dio mi manda a voi. Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi. Con totale fiducia datemi i vostri cuori perchè io possa aiutarvi a riconoscere i segni di questi tempi nei quali vivete. Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio. Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio! (2 Giugno 2007)

Cari figli, oggi vengo a voi con il desiderio materno che mi diate i vostri cuori. Figli miei, fatelo con totale fiducia e senza paura. Io metterò nei vostri cuori mio Figlio e la sua misericordia. Allora cari figli guarderete con occhi diversi il mondo che è attorno a voi. Vedrete il vostro prossimo, sentirete i suoi dolori e le sue sofferenze. Non volgerete la testa da coloro che soffrono perchè il mio Figlio volge la testa da coloro (da coloro che volgono la testa dagli altri). Figlioli, non esitate. (2 Maggio 2007)

E’ in Arrivo un’Era di Pace

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria porterà in un’era di pace. Non avverrà dai politici, ma dall’umanità, essendo venuta alla pace con Dio.

L’atmosfera estremamente tranquilla di Medjugorje è una finestra aperta verso l’era che verrà. Questa pace, vissuta da milioni di pellegrini, ha lo scopo di essere “raccolta”, interiorizzato ed “esportata” a casa attraverso la conversione personale, la testimonianza e la preghiera di coloro che vengono a Medjugorje:

Cari figli, oggi sono felice di vedere che in così grande numero avete risposto e siete venuti per vivere i miei messaggi. Vi invito, figlioli, a essere miei gioiosi portatori di pace in questo mondo inquieto. Pregate per la pace, affinchè quanto prima regni un tempo di pace, che il mio Cuore attende con impazienza. […] (25 Giugno 1995)

Cari figli, questo è il tempo di grandi grazie, ma anche il tempo di grandi prove per tutti coloro che desiderano seguire la via della pace. Per questo vi invito di nuovo, figlioli: pregate, pregate, pregate, non con le parole, ma con il cuore. Vivete i miei messaggi e convertitevi. Siate consapevoli del dono che Dio mi ha concesso di essere con voi, specialmente oggi che ho fra le mie mani il piccolo Gesù, il Re della Pace. Desidero darvi la pace, e voi portatela nei vostri cuori e donatela agli altri, fino a quando la pace di Dio non inizi a regnare nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. (25 Dicembre 2002)

596

Mirjana: Non Abbiate Paura di Avere Figli

Siccome i veggenti conoscevano i segreti e il futuro, molte persone erano curiose di vedere se si fossero sposati e se avessero avuto figli.

La conoscenza dei segreti è anch’essa una grande croce da portare per Mirjana, ma almeno ha il conforto di sapere che il Cuore Immacolato trionferà.
Ci fu un po’ di sollievo quando Ivanka, la prima a vedere la Vergine Maria, fu anche la prima ad avere un figlio. Oggi tutti i veggenti hanno figli, per un totale di 17.

E Mirjana ha detto che le persone si sbagliano se scelgono di non avere figli. Questo ha detto nel corso di una conversazione con Suor Emmanuel Maillard, la suora francese che ha vissuto a Medjugorje dal 1989.

Suor Emmanuel: “Ieri avete trasmesso affermazioni molto forti della Madonna. Per esempio: “Non abbiate paura di avere figli. Dovreste piuttosto temere di non averne alcuno! Più figli si ha, meglio è!”.

Mirjana: “Sì, lo ha detto Lei, e sa perché l’ha detto. Lo so anch’io…ma non posso dirvi di più”.

Suor Emmanuel: “Oh…lo sai anche tu…!”

Mirjana (annuendo, sorridendo, con la garanzia di una forte professione di fede): “Quando i segreti vengono rivelati, la gente capirà perché era così importante per loro avere molti figli. Siamo tutti in attesa del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria”.

Fonte: Papaboys.org

durissimo ammonimento ai sacerdoti da Gesù
È un  grandissimo insegnamento grazie al quale tutti, consacrati e non, dovrebbero ubbidire al volere Divino, per la Salvezza delle anime a Gloria di Dio! 

Il presente messaggio è stato dato a Bruno Cornacchiola, veggente di Le Tre Fontane, attraverso Maria Santissima, che si è fatta portavoce di Gesù, l’1 gennaio 1988, rivolto ai figli prediletti, i Sacerdoti.
Si invita il lettore a leggere integralmente i messaggi dati dalla Madonna a Bruno Cornacchiola presentati sul libro “il Veggente, il Segreto delle Tre Fontane” di Saverio Gaeta (CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO DALLA LIBRERIA DELSANTO), dal quale sono stati trascritti, per non tralasciare la ben che minima volontà Divina sulla vita a cui siamo chiamati come figli di Dio, nell’amore verso Dio e i tre Punti Bianchi (Santissima Eucarestia, Chiesa Cattolica, la Santità del Padre vicario di Nostro Signore Gesù cristo in Terra).

 

1 Gennaio 1988

«Voi state calpestando le mie pecore e le portate verso la perdizione! Io ve le diedi in consegna per guidarle, curarle e salvarle dai lupi rapaci vestiti da pecore, come già vi accennai nei miei discorsi! Perché non fate più conoscere la mia dottrina? Perché le mie pecorelle le portate dove sono erbe secche e cespugli mortali? Perché le abbeverate con acque  malsane? Io sono venuto a portare una dottrina: la dottrina della salvezza, e non sono venuto a riunirvi come vi ho trovati, ma vi ho istruiti, vi ho convertiti, vi ho mandati a istruire per convertire, a coloro a cui la mia legge non era più la loro legge! Vi ho salvati per salvare tutto il mondo! Questa è l’eredità  che vi diedi in consegna: l’eredità, la dottrina da trasmettere a ogni creatura, e non voi prendere da loro e lasciarli come si trovano, o approvando come sono e quello che sono, come sono!
Se questa fosse la via giusta,be’… l’avrei già percorsa Io stesso e ve l’avrei indicata; e invece Io sono stato ucciso proprio perché la mia dottrina non era la loro dottrina, la mia verità non era la loro verità. Anzi: quando vi mandai a predicarla vi dissi che chiunque ascolta, chiunque crede, chiunque riceve la grazia mediante il battesimo e pratica questa mia dottrina che è una, pura, santa e unica, e ubbidisce a voi – questo vi dissi – allora sarà salvo! Questo lo ricordate, vero? Ma voi, cosa avete fatto? Avete chiuso la vostra bocca e chiuso le orecchie del mio gregge, cioé del mio popolo! Questo, perché voi non parlate al mio popolo e perché sia sordo e non senta neppure il mio richiamo! Avete chiusa la porta della mia Chiesa, il dolce Ovile da me fondato e a voi consegnato! L’avete chiusa per non entrarvi voi e non farci entrare il mio popolo! Avete chiuso il vostro e il loro cuore per non più amare!»

I modernismi non piacciono a Dio, la Santissima Vergine avverte: 
«Non spogliatevi dell’abito sacerdotale, ubbidite tutti: l’abito richiama, è un segno celeste».

La disubbidienza al Santo Padre è disubbidienza a Dio Padre, solo nel caso di un ordine, che va contro la fede, la morale e la verità deve essere disubbidito,e sempre con amore filiale verso la Chiesa di Cristo e il Santo Padre per amore della Verità e nella Carità di Dio.

«Ricordatevi, figli miei: mio Figlio ha posto una vera autorità visibile in Pietro con la successione eletta; voi, figli diletti, dovete ascoltarla e ubbidire alla Santità del Padre eletto, guidato, illuminato e protetto dall’Alto! È il vero strumento di richiamo: è un mezzo di salvezza! Io sono sempre vicina alla Santità del Padre: sono io che lo spingo; e così tutti coloro che sono investiti di autorità, che viene dall’Alto per la salvezza delle anime, i quali sono uniti con il cuore e la volontà alla Santità del Padre! Questi saranno gli strumenti veri di salvezza, di pace e redenzione delle anime!».

28 aprile 1986

«coloro che hanno ubbidito alla voce di Dio in Gesù Cristo per mezzo del Papa, che è la voce della Chiesa, voce viva nella Chiesa eternamente viva. Tutti nella gloria osannando; e con loro che non hanno ubbidito, nel buio triste e malinconico. ′ Vedi figlio mio ‘ mi dice la Vergine, ′anche se chi da un ordine ti sembra che sbagli, tu sei tenuto a ubbidire, a meno che quest’ordine tocchi la fede, la morale e la carità. Allora no! ‘»

Accorato Appello della Vergine Maria

«Questo io dico ai miei figli sacerdoti: vivendo da sacerdoti  o religiosi avete rinunciato a vivere il mondo, pur stando nel mondo; avete rinunciato alla vita comoda e agiata, avete accettato una vita di rinunce e di sacrifici; avete promesso di vivere i consigli di Gesù e Lui è stato il primo a darvi il buon esempio di come viverli: così dovete viverli voi, come li ha vissuti mio Figlio nella perfezione della volontà del Padre, nella virtù religiosa, con l’aiuto e la carità! Voi, figli miei, avete accettato e indossato la talare e l’abito religioso per distinguervi dal mondo: eppure vi fate distrarre da tante cose vane, inutili e futili, pensando molto poco a vivere l’esercizio della vita di perfezione, quella perfezione religiosa primitiva per la salvezza cooperatrice con Gesù. salvezza delle anime che attendono la luce e il sale da voi, consacrati!»


 Per tutti gli Scismatici anti-Papa ed Eretici, infine

«L’ateo caparbio deve riacquistare la fede, credere in Dio, amare la Chiesa e vivere la verità della dottrina della salvezza; e per fare questo, si lasci catechizzare, e con umiltà ascolti e ponderi; si doni a Gesù Cristo, Verbo del Padre, mio Figlio Redentore e salvatore di tutti coloro che lo accettano! L’eretico e lo scismatico lascino l’errore, che è peccato contro lo Spirito Santo; tolgano dal cuore l’eresia, mezzo infernale di perdizione, orgoglioso! Entrino nella via della verità per ottenere la vita vivente nella Chiesa fondata da mio Figlio e uscita, come sua Sposa, dal costato lacerato per aprire la porta della salvezza a tutti!»

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Ovviamente, nessun laico o religioso cattolico è esentato dal meditare e obbedire alla Volontà Divina che disciplina tutta la Sua Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana. I laici e i religiosi sono chiamati da Dio a pregare incessantemente per i Sacerdoti, i Vescovi, i Cardinali e il Santo Padre e ad amare la Chiesa che Dio ha donato loro. Questi ammonimenti sono esemplari per chiunque,  nella condotta santa voluta da Dio per i suoi figli, nessuno escluso.

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà. E «vincerà le eresie del mondo intero»

[…] Quasi tre secoli prima di pronunciarsi pubblicamente a Fatima, la Madonna si era pronunciata privatamente alla madre Mariana Torres Berriochoa, badessa del convento dell’Immacolata nella città di Quito, capitale dell’Ecuador. Nel messaggio consegnato alla veggente nella notte del 2 febbraio 1634, la Madonna (detta “del Buon Successo”) preannunciò una grave crisi della Chiesa, ma profetizzò anche una successiva riscossa e una vittoria finale:

«Eppure sarà quella la mia ora, l’ora in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana, ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando infine la Chiesa e la patria dalla sua crudele tirannia» .

Molti santi, profeti, apostoli e dottori della Chiesa sostengono che la storia non si concluderà prima di culminare in un’epoca in cui il Redentore regnerà in modo eminente mediante la Madonna, allo scopo di manifestare la grandezza e la potenza di quella Immacolata destinata dalla Provvidenza a regnare come Regina e a «vincere tutte le eresie del mondo intero», come celebra la nota antifona mariana dell’VIII secolo.

Questo Regno di Cristo in Maria viene spesso chiamato, per sinèddoche, Regno di Maria. Esso sarà un Regno non solo spirituale e individuale ma anche materiale e sociale; la Madonna cioè governerà, da vera Regina, non solo le anime ma anche le società e i popoli. Questo Regno sarà ovviamente temporaneo e imperfetto, ma talmente impregnato dello Spirito Santo da prefigurare quello, eterno e perfetto, che si realizzerà solo alla fine dei tempi nella “Gerusalemme celeste”. […]

Questa convinzione è confermata dall’insegnamento di alcuni Papi del nostro tempo […]

Pio XII: «L’invocazione del Regno di Maria è (…) la voce della fede e della speranza cristiana, salde e forti delle promesse divine e degli aiuti inesauribili che questo impero di Maria ha diffuso per la salvezza dell’umanità. […] Regnate, o Madre e Signora! Regnate sugl’individui e sulle famiglie, come sulle società e sulle nazioni, sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi!» . «Voi, inginocchiati ai piedi dell’Immacolata Regina, dovete essere disposti a non riposare, finché non La vedrete regnare sovrana su tutto e su tutti, dapprima in voi stessi, poi attorno a voi, nelle famiglie, nelle classi e gruppi sociali e in tutte le attività private e pubbliche» . «Moltiplicate, diletti figli, le avanguardie sante di un esercito eroico la cui azione, se Dio vorrà, può preparare una vittoria e un trionfo oggi difficilmente immaginabili».

Anche molti santi, veggenti e apostoli dell’età moderna hanno annunciato il futuro Regno di Maria. Vediamone alcuni.

San Luigi Grignion di MontfortBen presto, l’Altissimo e la sua santa Madre plasmeranno santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri, di quanto i cedri del Libano sorpassano gli alberelli. […] Con una mano essi combatteranno, rovesceranno e schiacceranno gli eretici con le loro eresie, gli scismatici con i loro scismi, gl’idolatri con le loro idolatrie e i peccatori con le loro empietà; con l’altra mano essi edificheranno il Tempio del vero Salomone e la mistica Città di Dio. […] Con le loro parole e i loro esempi, essi condurranno tutto il mondo alla vera devozione mariana; questo attirerà su di loro molti nemici, ma anche molte vittorie e glorie per il solo Dio. […] Essi saranno i veri apostoli degli ultimi tempi; a loro il Signore delle potestà concederà la parola e la forza per operare meraviglie e ottenere gloriose vittorie sui suoi nemici» .

Card. Edouard Pie: «È destino di Maria quello di essere un’aurora divina nell’ordine terreno e storico. Questa nuova glorificazione della Madre dovrà dunque essere il preludio di una nuova glorificazione del Figlio, cioè di una magnifica estensione del suo Regno, di una messe più abbondante di santi, di una più ampia libertà riconosciuta alla Chiesa, di un aumento di onore e di potere per la Santa Sede, e infine di un periodo glorioso e insieme prospero per l’umana famiglia di Dio».

Dom Prosper Guéranger: «Oggi, proprio perché il male è al suo culmine, perché tutte le verità, i doveri e i diritti sono minacciati da un naufragio universale, abbiamo ragione di credere che Dio e la sua Chiesa trionferanno ancora un’ultima volta. Dobbiamo ammetterlo: c’è motivo di attendersi una grande e solenne vittoria, ed è per questo che ci pare che Nostro Signore ne abbia riservato tutto l’onore a Maria. (…) Quando i tempi saranno venuti, Maria, quale serena e pacifica Stella del mare, si leverà su questo mare di tempeste politiche; e le onde tumultuose, stupite di riflettere il suo dolce splendore, ritorneranno calme e sottomesse. Allora un’universale voce di riconoscenza si leverà verso Colei che, ancora una volta, sarà apparsa come segno di pace dopo un nuovo diluvio».

San Luigi Orione: «Una grande epoca sta per venire! Avremo novos coelos et novam terram! La società restaurata in Cristo ricomparirà più giovane e più brillante, ricomparirà rianimata, rinnovata e guidata dalla Chiesa. Il Cattolicesimo, pieno di divina verità, di carità, di giovinezza, di forza soprannaturale, si leverà nel mondo e si metterà alla testa del secolo rinascente per condurlo all’onestà, alla fede, alla felicità, alla salvezza».

San Massimiliano Kolbe: «Viviamo in un’epoca che potrebbe essere chiamata l’inizio dell’era dell’Immacolata.  […] Quando l’Immacolata diventerà la Regina del mondo intero, allora la Terra diventerà un paradiso: non quello utopistico comunista, ma quello vero, per quanto è possibile sulla Terra. La pace e la felicità entreranno nelle famiglie, nelle città, nei villaggi e nelle nazioni dell’intera società umana» […]

Fonte: Veritatis-Splendor.net

Intervista a Mirjana veggente di medjugorje sui primi due segreti

Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista esistente più illuminante circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista è un pezzo di documentazione molto importante: perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

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i dodici privilegi di maria

“In quella benedetta visita, la SS. Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore”

I Dodici Privilegi di Maria

 

 La serva di Dio Madre M. Costanza Zauli fondatrice delle Ancelle Adoratrici del SS. Sacramento di Bologna, ebbe l’ispirazione di praticare e diffondere la devozione dei dodici privilegi di Maria Santissima, fin dal 1924, durante un periodo di grandi sofferenze fisiche e morali. Scrive a proposito, nel suo diario: “In quella benedetta visita, la SS Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore: farne il ricordo, meditandoli mentalmente e recitando ad ognuno un’Ave Maria e la seguente preghiera di lode: Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

1° PRIVILEGIO: Predestinazione di Maria.

“Quando non esistevano gli abissi, io fui generata” . (Prv 8,24).

“Quando non c’erano ancora gli abissi, la Madre di Dio già esisteva nella mente del Creatore”. (Prv 8,24).

Contemplazione: Il Divin Padre, dall’eternità ideava la sua opera creatrice, ammirando la perfezione che avrebbe impressa nelle sue creature, e si compiaceva del capolavoro sommo, della gemma più preziosa, vagheggiando nel suo pensiero la Madre che avrebbe preparato al suo Figlio.

Invocazione: O Gloria della Trinità Santissima: aiutami ad accogliere e a portare a compimento il disegno d’amore che il Padre ha su di me. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

2° PRIVILEGIO: L’Immacolata concezione di Maria.

“Io porrò inimicizia tra te e la donna”. (Gn 3,15). 

“Nel giardino di Eden Iddio annuncia il futuro Redentore che, con la Madre, calcherà la testa al serpente”. (Gn 3,15).

Contemplazione: I primissimi chiarori dell’alba della Redenzione, dopo la promessa fatta nell’Eden, eccoli nell’immacolato concepimento di Maria. Al primo apparire della stella del mattino, l’umanità cominciò a godere le primizie della riconciliazione con Dio, poiché la cortina di separazione da lui, in forza del primo palpito della Creaturina eletta, si strappò, lasciando traboccare dall’alto la misericordia dell’Altissimo.

Invocazione: O piena di grazia: sii la mia forza per vincere il peccato e crescere in sapienza e grazia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

3° PRIVILEGIO: La perfetta conformità di Maria al volere di Dio.

“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (Lc 1,38).

“La scala di Giacobbe, che unisce la terra al cielo, può raffigurare la volontà di Maria legata amorevolmente al Signore”. (Gv 3,15).

Contemplazione: L’anima di Maria era un vero paradiso di delizia per il Figlio e il più bell’ornamento di gloria per la SS. Trinità. Ella sapeva innalzarsi nelle limpide regioni della fede ove vedeva il suo Dio e adorava la sua volontà santissima ripetendogli il “fiat” di una dedizione piena e perfetta.

Invocazione: Madre della Fede: fa che io sia pronto e gioioso nei miei Si quotidiani alla santa volontà del Padre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

4° PRIVILEGIO: L’eminente Santità di Maria.

“Senza macchia né ruga… ma Santa e Immacolata”. (Ef 5,27 b).

“La casa fondata sulla roccia”. (Mt 7,25).

Contemplazione: La santità della Madonna è tutta un tessuto d’oro sulla semplice trama della perfetta fedeltà ai suoi doveri e nello stato di vita più semplice e comune, quali si presta ad essere imitata.

Invocazione: O modello di santità: salvami dall’ipocrisia della virtù apparente, insegnami umiltà, amore, preghiera profonda. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

5° PRIVILEGIO: L’annunciazione.

“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te”. (Lc 1,28).

“La nube, segno della presenza di Dio”. (1 Re 8,10).

Contemplazione: Maria, nel momento in cui venne annunziata all’Arcangelo, era assorta nella preghiera. La sua anima diede tre splendori: adorazione amore dedizione, così perfetti ed elevati da attrarre le compiacenze di Dio, che di quella meravigliosa Creatura formò la Sede dell’Eterna Sapienza.

Invocazione: O Eletta fra le donne: donami la semplicità del tuo cuore, la tua generosità, la tua fiducia incrollabile nella Parola del Signore. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

6° PRIVILEGIO: La maternità divina di Maria.

“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. (Lc 1,31).

“Il tronco di Jesse che fiorisce”. (Is 11,1).

Contemplazione: Nel gran momento in cui il Verbo si vestì di carne in Maria, la sua anima benedetta e tutto l’essere suo rimasero adombrati dallo Spirito Santo che la consacrava Madre di Dio. Quale estasi fu la sua! La felicità del Padre la compenetrava e si arricchiva della sua gioia materna.

Invocazione: O Madre del Verbo: disponimi ad accogliere i doni dello Spirito Santo, affinché io diventi conforme a Gesù e figlio ubbidiente della Chiesa. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

7° PRIVILEGIO: La verginità perfetta di Maria.

“Come avverrà questo? Non conosco uomo”. (lc 1,35).

“Il giglio tra i cardi”. (Ct 2,2).

Contemplazione: La Vergine benedetta è la gloria più fulgida delle creature, che ha straordinariamente nobilitato innalzando per prima il candido vessillo della verginità. Le anime che a lei si affidano imitandola, possono divenire a loro volta templi vivi di Dio. Invocazione: Sei Madre e sei vergine, o Maria: a Dio nulla è impossibile. Trasfigura la mia anima e il mio corpo con la tua dolce e candida luce. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

8° PRIVILEGIO: Il martirio del cuore.

“Stava presso la Croce la Madre di Gesù”. (Gv 19,25).

“Il cuore trafitto di Maria”. (Lc 2,35).

Contemplazione: Maria per la forza e la delicatezza dell’amore materno, precedeva i passi di Gesù, tenendosi in una perfetta dedizione a tutte le disposizioni del Padre in ordine al compimento dell’opera redentivi, perfino a donarsi senza riserve insieme a Lui, immedesimata agli stessi palpiti del suo cuore in maniera da formare una sola vittima di espiazione.

Invocazione: Nel dolore mi hai generato, Regina dei martiri. Sostieni la mia incostanza nel perseverare e insegnami a consolare chi soffre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.  

 

9° PRIVILEGIO: Il gaudio di Maria alla resurrezione e ascensione di Gesù.

“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. (Lc 1,46). “L’incensiere d’oro (Ap 8,3) fra i due simboli: il Cero per la resurrezione e il Monogramma di Cristo sulla nube, per l’ascensione”. 

Contemplazione: Gesù riversò con radiosa pienezza il suo gaudio in Maria nel momento della resurrezione. Per una Madre come lei, il vedere con i propri occhi l’esaltazione del Figlio che adorava, la felicità e le ricchezze del Regno del quale entrava in possesso, era motivo di grande gioia.

Invocazione: Madre di Gesù, Agnello immolato, sei ora esultante con Lui nella gloria. Portami ad adorare lo splendore della sua divinità nel dono dell’Eucarestia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

10° PRIVILEGIO: L’assunzione in cielo di Maria.

“Oggi l’arca sacra e vivente del Dio vivo ha trovato il riposo nel tempio del Signore” (1 Cr 16).

“L’arca del Signore portata in trionfo è simbolo del trasporto in cielo della Tuttasanta”. (1 Cr 15,3).

Contemplazione: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, rapiti di amore per la loro figlia, madre e sposa, finito il corso della sua vita terrena, la assunsero alla celeste gloria in anima e corpo, accompagnata dagli angeli osannati, fino alle altezze del trono di Dio, dal quale ricevette la massima glorificazione.

Invocazione: Non sei lontana, Donna vestita di sole: sei qui, operante con tenerezza materna, accanto a ciascuno di noi in cammino verso il cielo. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

11° PRIVILEGIO: La regalità di Maria.

“Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, e il suo regno non avrà mai fine”. (Lc 1,3233).

“Il segno della donna vestita di sole” . (Ap 12,1).

Contemplazione: In Cielo Maria è il Paradiso della Trinità santa, nel quale il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo prendono le loro compiacenze. Di quale potere è insignita questa gran Regina! E tutto a vantaggio nostro. Quale inestimabile dono ci ha fatto Iddio dandocela per Madre!

Invocazione: Sei Regina e sei Ancella: per te e per Gesù regnare non ha significato altro che servire. Educami, o madre, ad essere regale nel testimoniare verità e giustizia.

          Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

12° PRIVILEGIO: La mediazione di Maria e la potenza della sua 

intercessione.

“Chi trova me trova la vita e ottiene favore dal Signore”. (Prv 8,35).

“Maria riceve la grazia di Gesù e la effonde su tutte le creature”. (Gv 7,3738).

“La corona delle dodici stelle richiama i 12 privilegi di Maria Santissima”.

(Ap 12,1).

 Contemplazione: Vedo Maria Santissima davanti all’Altissimo per ottenere la salvezza dei suoi figli peccatori. Ricevendo tutte le grazie discendenti della Prima Sorgente, fatta dal Mediatore vera mediatrice, ella trasmette le grazie ai suoi figli e la sua larghezza nel dare aumenta continuamente le sue ricchezze.

Invocazione: La SS. Trinità ti ha affidato la missione della maternità universale: io ti accolgo, come Giovanni, con amore filiale e spontaneo, consacrandomi al tuo Cuore Immacolato.Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

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UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

Questo articolo strappa moltissime anime dalle grinfie di Satana grazie alla Misericordia di Dio e alla sua Giustizia. Leggiamo…

L’Ossessa

Ecco a grandi linee il curriculum vitae dell’ossessa (già pubblicato nel libro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”). Questa madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.

Quando, dopo una rigorosissima cura del sonno, fu dimessa come caso inspiegabile, un ben noto esorcista, fortuitamente incontrato, stabilì che si trattava di un irrefutabile caso di possessione. Dopo un esorcismo al quale parteciparono diversi preti, a Fontanelle – Montichiari (Brescia), demoni angelici (angeli decaduti) e anche demoni umani (uomini dannati) hanno dovuto fare, per ordine della Santa Vergine, ammonitrici rivelazioni all’indirizzo della Chiesa.

Il 26 aprile 1978, dopo aver invitato ad assistervi diversi vescovi e rappresentanti della psichiatria e della medicina, si svolse un esorcismo con la partecipazione di sei preti. Vi assisteva anche il dottor M. G. Mouret, psichiatra, primario della clinica psichiatrica di Limoux (Francia), uomo di grande esperienza in questo genere di fenomeni.

Dopo aver osservato un esorcismo durato tre ore ed essersi intrattenuto con la paziente prima e dopo 1’esorcismo, egli ha testimoniato per iscritto che nel caso presente non si trattava né di schizofrenia né di isterismo, ma della presa di possesso della persona da parte di una potenza esterna: fenomeno che la Chiesa cattolica definisce col nome di possessione.

“Io sottoscritto, dott. MICHEL MOURET, primario del1’Ospedale Psichiatrico di LIMOUX (Aude), dopo aver esaminata la sig.ra R. B. in Svizzera, e aver assistito oggi, 26 aprile 1978, a un esorcismo fatto su di lei, alla presenza di quattro sacerdoti, durato tre ore e mezzo, dichiaro che, per il genere di manifestazioni presentate dal soggetto, non si tratta né di una psicosi delirante, né di una personalità isterica (due diagnosi da escludere nel caso presente), ma di fenomeni medianici che la Chiesa é solita definire di possessione, almeno transitoria.

DOTTOR MICHEL GABRIEL MOURET”

L’ossessa, madre di più figli, é sempre provata fino al limite delle sue forze. Malgrado tutto, si sforza di adempiere convenientemente i suoi doveri di padrona di casa. Gli insopportabili tormenti dei demoni, che disturbano il suo sonno notturno, il fatto di sentirsi sempre apostrofare da questi spiriti maledetti, tutto ciò é per lei un continuo martirio. La sua unica consolazione sono i preti che, sfidando 1’attuale corrente, hanno pietà del suo stato, le procurano i sacramenti e le danno sollievo pronunciando su di lei 1’esorcismo.

Chi è Verdi Garandieu?

Dal 1975, poco dopo che la possessione fu constatata da un notissimo esorcista, oltre a un certo numero di demoni umani e angelici (dannati e demoni) fu anche costretto a manifestarsi VERDI GARANDIEU. Egli avrebbe esercitato il ministero sacerdotale nel XVII secolo in un villaggio dei Pirenei. Quanto sappiamo della sua vita ci è noto mediante le rivelazioni che egli ha dovuto fare durante un esorcismo, il 5 aprile 1978.

Alcuni giorni prima, l’ossessa era tormentata da crescenti angosce interiori, sicché risultò urgente portare sollievo con un esorcismo a questa anima riparatrice che soffre da quasi tre decenni.

Fu scelto il 5 aprile perché in quell’anno (1978) la Chiesa vi celebrava 1’Annunciazione, spostata dato il Sabato Santo.

L’esperienza ha dimostrato che le feste della Santa Vergine sono giorni particolarmente fausti nella lotta contro gli assalti e i tormenti dei demoni. Quel giorno, il prete demonio dovette confessare nella sua disperazione che 1’abbandono del Breviario gli aveva fatto perdere la forza di lottare contro le tentazioni carnali e che, non potendo più uscire dal peccato, si era lasciato andare completamente.

Vivendo in stato di peccato mortale abituale, solo superficialmente adempiva i suoi doveri religiosi, trascurava i suoi catechismi, conformava la predicazione alla sua vita rilassata, e persistette nello stato di tiepidezza fino alla morte.

Ma allora, secondo le sue parole, Dio “Lo vomitò dalla sua bocca”, e per tutta 1’eternità egli soffre particolari tormenti come prete, perché 1’Ordinazione sacerdotale imprime nell’anima un carattere indelebile che mai potrà essere cancellato.

Rimane aperta la domanda dell’esistenza di un reverendo Verdi Garandieu nel XVII secolo. Le ricerche in questo senso, forse difficili, mi sembrano di secondaria importanza, bastando da sé stesse le rivelazioni del dannato. è d’altronde un fatto che esistono demoni umani, le cui rivelazioni coincidono con la loro vita. Le testimonianze che seguono vorrebbero dimostrarlo al lettore imparziale.

Esistono Demoni Umani ?

Esistono dannati che possono manifestarsi dall’inferno? Chiunque è dannato lo è per 1’eternità, e non ha più nessuna speranza di essere salvato. è un fatto più volte affermato nella vita dei santi che non solo anime del Purgatorio, ma anche di dannati, quindi demoni umani, hanno dovuto, per un permesso di Dio, manifestarsi dal fondo dei loro terribili tormenti. Il libro di G. Pasquali: “Nessuno e tornato dall’Aldilà?” (Ed. Hacker, Grobenzell) riporta numerose manifestazioni di dannati. Anime privilegiate e santi sono stati interpellati dai demoni; cosi il santo curato d’Ars, santa Gemma Galgani, il missionario San Francesco da Geromino (+ 1716). Nella vita di quest’ultimo, che fu una delle più potenti personalità del suo secolo, si nota il fatto seguente. Una pubblica peccatrice, detta Caterina, si era spesso burlata delle prediche del santo a Napoli, dove egli esercitava il suo ministero, facendosi gioco delle sue minacce di castighi, cosi come della credenza dell’inferno.

Un giorno ella era affacciata alla sua finestra, con in mano il suo liuto. Perso 1’equilibrio, andò a schiantarsi nella strada, uccisa sul colpo. Fu raccolto il cadavere e messo su una barella. Come in un lampo si sparse per tutta la città la notizia dell’incidente. Essa giunse alle orecchie del Santo, che stava appunto predicando. Subito egli si fermo e disse a quelli che lo circondavano: “Andiamo a vedere!”. Attorniato da una grande folla di gente, si recò nel posto dove la morta giaceva sulla barella, la prese per mano e incomincio a pregare e a scongiurarla. Al terzo scongiuro, mentre le chiedeva: “Caterina, dove sei adesso?”, la morta si rialzò e rispose con voce fremente di disperazione: “Nell’inferno!”. Poi si accascio e riprese la sua primitiva posizione. Questo accadde il 4 aprile 1704.

Dopo la morte del Santo, 1’arcivescovo di Napoli chiese ai superstiti testimoni oculari e auricolari di testimoniare sotto giuramento. Erano circa 250. Questa inchiesta figura nel dossier della beatificazione.

Nel suo libro: “Padre Pio stigmatizzato da 50 anni”, Karl Wagner, di Vienna, parla di ossessi che furono condotti dal Padre. Per bocca di un’ossessa, il demonio gridò: “Io sono la nonna! Grazie alla mia vita cattiva e alla cattiva vita di mia nipote, ho potuto prendere possesso di lei”. Un altro demonio si espresse per bocca della stessa ossessa: “Sono già quasi mille anni che sono dannata. Quanto ho dunque sofferto! Se potessi ritornare sulla terra, farei ogni cosa per avere le mani pure come te, Padre!”.

Sono numerosi i casi simili, di defunti venuti a dare notizie molto circostanziate sul loro stato. Il dotto benedettino don Calmet li ha raccolti in un intero libro quasi 125 anni fa (“Apparizioni di spiriti”, Ratisbona 1855). La maggior parte dei casi citati sono tali che uno spirito sereno e obiettivo non potrebbe metterli in dubbio. (cfr. Jos Staudinger: “L’ALDILà”, Benziger 1941).

Esorcismo Non è Spiritismo

Divinazione, stregoneria e scongiuro dei morti sono severamente proibiti nell’Antico Testamento (cfr. Dt 18, 9 e seguenti). Cosi è diventato disgraziatamente comune condannare, servendosi di frasi isolate della Bibbia, estrapolate dal loro contesto, anche cio che Dio permette per il bene delle anime. Con questo procedimento si condannerebbe comunque il santo missionario Francesco da Geronimo che scongiurò pubblicamente una ragazza defunta, benché con questo egli ottenne conversioni di massa.

Lo spiritismo, confinato in circoli confidenziali, pratica la stregoneria, scongiura i morti e fa parlare le tavole per pura curiosità e gusto del sensazionale, e ottiene dal mondo infernale, mediante la cosiddetta magia nera, prodigi e guarigioni, il che è proibito dalla Bibbia; l’esorcismo, invece, si collega su tutt’altro terreno. Cristo stesso 1′ ha ordinato agli apostoli e ai discepoli, quando ha loro detto espressamente: “Guarite i malati, cacciate i demoni…”.

Si oltrepasserebbero largamente i limiti di questo lavoro se si volessero esaminare le diverse specie di possessione, di promessa scritta al diavolo, di maledizione, di ossessione, di possessione riparatrice, ecc. Secondo il parere unanime di tutti gli esorcisti che si sono occupati del presente caso, qui si tratta di una POSSESSIONE ESPIATRICE per il compimento di una missione superiore indirizzata al nostro tempo. Si riconosce la riflessione di sant’Agostino: “Come un artista, e un grande artista, DIO SI SERVE ANCHE DEL DIAVOLO”.

“Parlare col demonio è dunque possibile. Ma e utile?”, chiede Van Dam nelle sue spiegazioni su “Demoni e ossessi”. E basandosi sulla ricca esperienza degli esorcisti, egli risponde affermativamente: “Sì, perché questo spiega molti aspetti del caso di possessione che si tratta. D’altronde, di solito solo in questo modo è possibile cacciare il demonio. La conversazione pero dev’essere in primo luogo un interrogatorio, e durare solo il tempo strettamente necessario”. Il Rituale proibisce formalmente le domande superflue e curiose, e dà ordini precisi sul modo in cui 1’esorcismo deve svolgersi.

Nell’esorcismo opera prima di tutto il potere sul demonio, che 1’Ordinazione sacerdotale conferisce al prete. Spesso, solo la stola e 1’imposizione delle mani del prete provocano già violente reazioni da parte dei demoni. La stessa cosa si verifica con 1’uso dell’acqua benedetta, delle reliquie e degli oggetti benedetti.

Sulla rivista dei Missionari della Sacra Famiglia, si riportava, negli anni cinquanta, il seguente fatto: Nel giugno 1949, un gruppo di medici giunse da Bologna a Sarsina (Forlì, Italia) per assistere a un esorcismo. Erano tutti o increduli o almeno molto scettici. Il prete iniziò 1’esorcismo. Le sorprendenti risposte della paziente, nelle lingue più diverse, con conoscenze tecniche nei campi più disparati, sbalordirono i medici. Dopo 1’espulsione del demonio, erano del tutto convertiti e francamente convennero che questi fenomeni erano a ragione inspiegabili.

Un professore di teologia arrivò fino al punto di dichiarare che oggi non vi è più possessione, e che le affermazioni in senso contrario sono solo superstizione e stupidita. Divenuto vescovo, si trovo nel 1950 a Sarsina e assistette a un esorcismo. Dopo 1’esorcismo ritratto pubblicamente la sua precedente posizione e dichiarò: “Il diavolo esiste! Non avrei immaginato quale potenza e in questo mondo, ancor oggi, se non 1’avessi visto con i miei occhi!”.

Perché l’ossessa non è ancora liberata ?

L’esperienza dimostra che i demoni non si lasciano facilmente cacciare dal loro luogo di soggiorno, ma che essi se ne vanno solo quando non possono più resistere al potere dell’esorcista.

Per questo capita che si sia costretti a ripetere più volte gli esorcismi, talora per anni.

Si svolge un vero combattimento con i demoni; essi si difendono in un certo senso con le mani e i piedi, con tutti i mezzi a loro disposizione, finché sono costretti a cedere alla potenza di Dio.

Dopo che fu formalmente stabilita la possessione, l’esorcismo, di solito con la partecipazione di diversi preti, fu praticato a più riprese sulla persona ossessa, senza che mai i demoni andassero via.

Costoro hanno sempre ripetuto che dovrebbero andarsene solo quando sarà ottenuto l’Imprimatur per il libro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”.

Però nonostante numerose domande, i competenti Uffici ecclesiastici non hanno mai voluto né assistere a un esorcismo né occuparsi da vicino del caso. Ci si limitava a rimandare 1’ossessa alla psichiatria; mentre é notorio che, dopo aver invano tentato per anni di portare sollievo alla infelice con tutti i mezzi, é stato necessario dimetterla come “caso inspiegabile”.

Come ho già menzionato, il dottor G. Mouret, primario della clinica psichiatrica di Limoux (Francia), dopo aver assistito all’esorcismo del 26 aprile 1978, ha testimoniato per iscritto che concludeva categoricamente trattarsi di possessione da parte di una potenza esterna.

“Non temere coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere 1’anima; temete piuttosto colui che può mandare anima e corpo all’inferno” (Matteo 10, 28).

Cristo mette in guardia contro l’inferno

Contro un certo spirito moderno, che non vuole ammettere 1’esistenza di un inferno eterno, Gesù ha preavvisato in modo perentorio:

“…molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e si sederanno a mensa con Abramo e Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, ove sarà pianto e stridor di denti” (Matteo 8, 11-12). “Cosi avverrà alla fine del mondo: gli Angeli verranno e separeranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace del fuoco, dove sarà pianto e stridor di denti”. (Matteo 13, 49-50).

“Se la tua mano o il tuo piede ti è di scandalo, tagliali e gettali via da te: è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno” (Matteo 18, 8).

“Serpenti, razza di vipere! Come scamperete alla condanna della Geenna? Perciò, ecco, io vi mando profeti e savi e scribi, ma di questi alcuni li ucciderete e li metterete in croce, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città…” (Matteo 23, 33-34).

“Infine (nel Giudizio) dirà anche a quelli che saranno alla sua sinistra: Andate lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Matteo 25, 41).

Perché queste parole del Signore sono oggi passate sotto silenzio, perché si perdonano agli uomini i peccati e si elimina ogni cenno dell’inferno col pretesto che Cristo avrebbe portato un messaggio di gioia e non di minaccia? Non è il più grande segno di carità annunciare agli uomini tutta la verità, affinché siano preservati dall’inferno?

I Demoni dicono la Verità ?

“Satana è il padre della menzogna; egli e bugiardo dal principio”, afferma la Scrittura. Per questo non si deve credere quanto dice. Chiunque pratica lo spiritismo è vittima del demonio della menzogna. Cosa ben diversa è quando Dio costringe il demonio a parlare per bocca di ossessi al fine di avvertire gli uomini, come risulta da molti casi di possessioni. è noto il “Sermone del diavolo” che un contadino lucernese, il servo di Dio Nicola Wolf, di Rippertschwand, ottenne scongiurando un’ossessa: esso è anche la predica più pertinente ai bisogni spirituali dell’epoca.

Nel caso, più sopra citato, delle possessioni in Cina, un demonio dovette confessare: “Il diavolo non farebbe mai di propria iniziativa tali esortazioni (alla conversione). è piuttosto la Santa Vergine a costringervelo”. (Benedetto Stolz: “La potenza di Maria sui demoni”).

Già nell’antichità, Tertulliano diceva: “I demoni, scongiurati con l’esorcismo, non osano ingannare un cristiano” (cfr. Van Dam).

Nel nostro caso, i demoni hanno dovuto confessare, durante l’esorcismo fatto la vigilia della festa di Nostra Signora del Carmine, il 15 luglio 1978: “Al tempo della vita di Cristo, non era necessario che noialtri demoni parlassimo per bocca degli ossessi. Allora Cristo parlava per annunciare il Vangelo. Ma poiché adesso è LA FINE DEI TEMPI, di cui Cristo ha detto: “Sorgeranno molti falsi profeti”, Egli usa tutti i mezzi utili al bene delle vostre anime”.

In modo ancor più categorico, i demoni devono sottolineare questa verità con le seguenti parole: “Poiché adesso, è la fine dei tempi e si aggirano molti demoni che vorrebbero mandarvi in perdizione, e false anime privilegiate si mostrano come angeli di luce, LEI (Maria) si serve di noi demoni e ha il potere di farlo, per far conoscere dal nostro punto di vista il tragico orrore dell’inferno. Per questo LEI ha ancora usato quest’ultimo mezzo per salvarvi, sciagurati che siete!”.

Il Furore dell’inferno, dinanzi alle Rivelazioni che é Costretto a Fare

Nel loro terribile furore dinanzi alle confessioni che la Vergine Maria e la Santa Trinità li hanno costretti a fare, i demoni ci hanno minacciato di tentare ogni cosa per distruggere “AVVISI  DALL’ ALTRO MONDO” dopo la loro pubblicazione. Sforzi sovrumani furono fatti a questo scopo, mentre migliaia e migliaia di volantini propagandistici furono distribuiti da persone che tuttavia diffondevano pubblicazioni analoghe e che d’altronde si distinguevano per la loro fedeltà alla Chiesa.

Non si poteva portare un solo argomento obiettivo contro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”. Poiché ci si rifiuta di ascoltare i veggenti e le anime privilegiate autentici, e di lasciarsi impressionare dalle numerose apparizioni mariane, Dio tenta, come ultimo mezzo della sua misericordia, di salvare le nostre anime con le terribili confessioni dei demoni. Ahimè, anche a questa grazia si contrappone una condanna globale.

Come attesta la passata esperienza, gli attacchi contro me stesso, in quanto curatore di questo scritto, non mancheranno; Dio, infatti, lascia agli spiriti maledetti, costretti a fare queste confessioni, la libertà di “vagliare gli uomini come si vaglia il grano”.

Ringrazio perciò quanti accettano e diffondono questo messaggio come uno strumento di salvezza e di santificazione, e perdono a quelli che non ritengono di poterlo accettare ma lo combattono con tutti i mezzi. Non devo giudicare, perché ogni giudizio spetta solo a Dio. Allo scopo di pubblicare la Misericordia di Dio, che farà conoscere a tempo debito, la Sua Giustizia, vorrei affidare al lettore questo scritto.

BONAVENTURA MEYER

Il saggio si esamini dunque, prima di respingere una così grande grazia che il Cielo ci accorda, e metta a profitto il consiglio di san Paolo: “Provate tutto, ritenete ciò che è buono”, o almeno mediti le parole di Gamaliele: “…perché se quest’opera viene dagli uomini, cadrà da sé; ma se viene da Dio, voi non potrete distruggerla: non correte dunque il rischio di lottare contro Dio”. (Atti 5, 38-39).

Durante il secondo esorcismo dell’ossessa svizzera, nell’agosto del 1975, fatto nel luogo di apparizione “Fontanelle” – Montichiari (Italia), la Santa Vergine, la ROSA MISTICA DI MONTICHIARI, per bocca dell’ossessa, ha proclamato che il demonio, benché “bugiardo e padre di menzogna” (Giovanni 8, 44), dichiara solo cio che il Cielo e Lei stessa vogliono, e che i demoni non hanno più il diritto di mentire negli esorcismi.

ESORCISMO DEL 29 AGOSTO 1979: Il demonio Belzebù ha dichiarato, per costrizione dell’esorcismo, che Dio non permette mai che in argomenti cosi gravi (come quelli esaminati nei presenti esorcismi), e trattandosi di anime che vogliono solo il bene, sia permesso ai demoni di ingannarle

Premessa

ESTRATTI DELL’ESORCISMO DEL 7 AGOSTO 1979

E = ESORCISTA

V = VERDI GARANDIEU

E: In nome della Madre della Chiesa, in nome di tutti i Papi e soprattutto del Santo Padre, il Papa Paolo VI, e di tutti i preti esorcisti, dì la verità e solo la verità, di quanto la Madre di Dio vuol dirci oggi tramite te, Verdi Garandieu!

V: (respiro faticoso) Ebbene! è la volontà dell’Altissima e della Trinità che sia pubblicato questo libretto di Verdi. Ora è già pubblicato in lingua tedesca. Ma come abbiamo detto, dev’essere tradotto anche nelle altre lingue nelle quali il primo libro “AVVISI” esce o è stato pubblicato, senza indugio… VERDI è IMPORTANTE; SEMBRA ESSERE UN LIBRETTO INSIGNIFICANTE, PESANTISSIMO, INVECE CONTIENE MOLTO ED è VERAMENTE VOLUTO DAL CIELO! Su di esso è la benedizione del Cielo, sia sul libretto sia sull’editore, come pure su tutti i collaboratori di questo lavoro, compreso il tipografo. Ecco!

Potrete ora raccogliere critiche a questo proposito, essere criticati fino a sanguinare e ad essere completamente straziati e calpestati. MA QUESTO LIBRETTO HA UN VALORE IMPAREGGIABILE! ESSO SALVERà MOLTE ANIME, anche se non doveste vederlo. è molto utile anche per anime che non si convertono immediatamente, perché Verdi, ossia le sue dichiarazioni, penetrano nell’anima. Esse vi entrano, anche se il lettore non vuole, o non vorrebbe rendersene conto. Inquietano. Penetrano in profondità e in un certo senso tormentano, anche quando costui fa di tutto per difendersi, supponendo che non lo getti nel primo cestino, prima di leggerlo. Ma comunque la presentazione è tale che anche quelli che sulle prime vorrebbero non aver niente a che fare con tutto questo, finiscono lo stesso per ficcarvi il naso, al momento opportuno…

E: In nome di tutti i vescovi e preti!

V: Devi dire: e della Chiesa! Perché è prima per la Chiesa e per i preti. LEI (indica in alto) c’incarica oggi di dire, poiché ci incitate a farlo, che dev’essere detto ancora qualcosa, e che qui vi è la potenza del vescovo: anche se non doveste vedere nessun frutto coi vostri occhi e se raccoglieste solo cose negative, ha nondimeno per il Cielo un valore di un’incredibile, di un’incomparabile ricchezza, più di quanto possiate prevederlo e supporlo. ESSI (indica in alto) hanno un tempo voluto e programmato che questo VERDI potesse abitare nell’ossessa per parecchi anni, perché è stato sempre nel loro piano che fosse pubblicato questo libretto. Certo, e pubblicato anche nel libro “AVVISI” (edizione francese), ma questo libretto a parte è una buona edizione perché costa meno, si legge correntemente e si deve leggere meno a lungo. Eppure si ha cio che si merita quando lo si legge. è stupido pero… Ah! Non voglio dirlo!

E: Continua a parlare! Che cosa è stupido? Continua a parlare in nome dell’Altissima, Madre della Chiesa…!

V: è stupido pero che non sia stato dieci o vent’anni prima. Un libretto simile avrebbe allora infiammato più d’oggi. Ma anche oggi deve avere la missione di produrre i suoi frutti nei cuori, di trasformarli e di scuoterli. Per questo… Non voglio parlare!

E: Continua a dire la verità, in nome della Chiesa, della Madre della Chiesa!

V: Per questo dev’essere pubblicato appunto nelle stesse lingue dell’altro libro “AVVISI” che si pubblica ora o è stato già pubblicato.

E: Continua a parlare in nome dell’Altissima!

V: Sarebbe meglio con 1’Imprimatur, ma non 1’avete ottenuto.

E: Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole che dica chiaramente al vescovo dove egli va, dove vanno i preti i quali dicono ora che li abbiamo diffamati con questo libretto, e che abbiamo in realtà reso cosi un cattivo servizio alla Chiesa, che gli dica che ci combattono? Dobbiamo dire la verità, dir loro dove vanno? Devo scrivere ad ogni vescovo per parlargli di questa distruzione oggi nella Chiesa?

V: Avresti fatto bene a scrivere questa frase: ” Tutti coloro che sono della luce e dello Spirito Santo riconosceranno la verità”.

E: Sara inserito nella prossima ristampa. Abbiamo lasciato ancora incompiute molte cose che forse non sono buone. Ma ringraziamo la Madre di Dio di questa indicazione. Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole ancora dirci altro su questo argomento?

V: è terribile vedere che anche i vostri vescovi abbiano preso vie cosi cattive. ESSI (indica in alto) sono addolorati e afflitti nel vedere che i vostri vescovi fanno successivamente, diciamo noi, marcia indietro, sempre più, e non hanno coraggio (grida), non hanno una goccia di coraggio, non hanno più verità ne assolutamente niente.

E: è la volontà di Dio, di la verità e solo la verità, che avverta ancora una volta i vescovi, molto fermamente? è la volontà della Madre di Dio?

V; è meglio che tu invii malgrado tutto il libretto a ciascuno e che li avverta ancora una volta, in nome di Cristo e della Croce, di far marcia indietro. Di loro che siamo in un pericolo gravissimo e che fra poco vedranno cio che si gioca…

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

 San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, vieni in nostro aiuto contro la malizia e le insidie del demonio; fa’, te ne preghiamo, che Dio eserciti su di lui il suo impero; e tu, Principe della milizia celeste, col divino potere incatena nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che vagano nel mondo per la rovina delle anime. Così sia!

Confessioni di un Prete Dannato all’Inferno

Verdi Garandieu

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

Per ordine della Santissima Vergine durante l’esorcismo fatto il giorno dell’Annunciazione

Numerosi preti hanno eseguito un esorcismo sull’ossessa svizzera continuamente tormentata dai demoni. Le testimonianze di dodici preti, tra cui tre dottori in teologia e in diritto canonico, esprimono la convinzione che i demoni, al momento degli esorcismi, sono costretti a mettere in guardia l’umanità in nome della Madre di Dio.

Chi nega 1’esistenza del diavolo e la possibilità della possessione, si mette in contraddizione con la dottrina formale de11a Chiesa e contesta fatti inconfutabili.

ESORCISMO DEL 5 APRILE 1978

CONFESSIONI DEL PRETE

DANNATO VERDI GARANDIEU

E = ESORCISTA

V = VERDI GARANDIEU (1)

Dopo 1’esorcismo di Leone XIII e numerose preghiere, il demonio si annunciò senza equivoco sicché fu scongiurato di dire solo cio che Dio gli ordinava di dire per mezzo di Maria, nel giorno della sua Annunciazione.

Verdi Garandieu, un prete dannato, é costretto a parlare

E: Devi parlare per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, te 1’ordina San Vincenzo Ferrier, questo grande cacciatore d’anime, che tante anime ti ha strappato!

V: Non a me, non a me, ma al Vecchio (= Lucifero) (beffarda risata), non a me, non…

E: Le ha strappate all’inferno. Ha strappato le anime all’inferno col suo zelo.

(1) Dal 1975, dopo la prima constatazione della possessione nell’ossessa espiatrice, Verdi Garandieu si presenta come un prete dannato del XVII secolo, dei Pirenei. Nel testo dell’esorcismo sono annotate tra parentesi le reazioni del demonio VERDI (pianto, urla, ecc.), che si manifestano attraverso 1’ossessa.

V: Sono solo uno tra molti (risata); sono un disgraziato tra molti. Che sciocchezza (con voce forte), che sciocchezza ho dunque fatto! Ho condotto una vita veloce come il lampo! Perché non sono vissuto meglio? Perché non sono stato prete secondo la volontà di Dio, di LUI LASSù (gesto verso l’alto)? Perché non ho corrisposto alla sua grazia? Perché (con voce forte e piangendo) ho abbracciato il sacerdozio, se non ne ero capace, o se non mi sono mostrato pienamente capace di esercitare una funzione pesante, piena di responsabilità, di esercitarla come avrei dovuto esercitarla (piangendo…)?

E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, tutto per la sola gloria di Dio!

V: Ho peccato dando il cattivo esempio. Ho dato il cattivo esempio come anche oggi migliaia, decine di migliaia di preti danno il cattivo esempio. Non ho (respiro faticoso) impartito un buon insegnamento religioso.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!

Dannato per la sua tiepidezza

V: Ho osservato più le gonnelle che i comandamenti di Dio. Sono stato condannato perché ero troppo tiepido. QUELLO DI LASSù (gesto verso l’alto) mi ha letteralmente detto: “Io ti vomiterò dalla mia bocca perché non sei né freddo né caldo”.

E: Parla, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, di quanto devi dire sulla tua vita!

V: La mia vita fu… Nella mia gioventù ero ancora buono (quasi piangendo). Ho (gridando amaramente) ancora corrisposto alla grazia in quel momento (piangendo di disperazione). Nella mia gioventù ho ancora corrisposto alla grazia, ma poi sono diventato tiepido. Mi sono inoltrato sempre più nella via larga. Ho abbandonato la via della virtù e non ho più corrisposto alla grazia. Allora sono caduto sempre più in basso. Forse, all’inizio, mi sono di nuovo confessato. Volevo ancora convertirmi; più d’una volta ho voluto ritornare indietro e combattere i miei difetti (con voce forte), ma…

E: Di la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità!

V: …ma non vi riuscivo più, perché pregavo troppo poco… Ho pregato poco e troppo poco ho corrisposto alla grazia. Ero, come si dice, tiepido. Tiepido è già essere freddo, da tiepido a freddo il passo è brevissimo. Si dovrebbe essere caldi, caldi, ardenti, allora non accadrebbe ai preti cio che è avvenuto di me. Ma voi avete adesso migliaia, decine di migliaia, più di un milione di preti che sono come me, tiepidi e non… non (grida).

E: Di la verità!

V: …e non corrispondono più alla grazia, è quanto loro accadrà se non si convertono, non accolgono totalmente in loro il fuoco dello Spirito Santo e non lo lasciano agire, non sarà meglio di quanto è accaduto a me, Verdi. Sono molto infelice nell’inferno. Vorrei non essere mai vissuto. Soprattutto vorrei, se dovessi vivere, poter ritornare indietro e poter far meglio. Come vorrei far meglio! Come vorrei restare in ginocchio giorno e notte, pregando LUI LASSù (gesto verso 1’alto) e chiedere perdono; chiamerei in mio aiuto tutti gli angeli e tutti i Santi per non seguire di nuovo la via della perdizione. Ma (con voce forte), io, io (lamenti) NON POSSO PIù RITORNARE INDIETRO… NON POSSO PIù RITORNARE INDIETRO (gridando con voce sconvolgente) SONO DANNATO!

Gesù Cristo ha dato l’esempio della temperanza

I preti non sanno che vuol dire essere dannato. Essi (con disperazione) non sanno cio che è 1’inferno! Quasi tutti attualmente seguono la via della minore resistenza. Credono di dover vivere felici, di dover godere quanto si può godere nella vita. Credono comunque che oggi non si possono più cambiare 1’umanizzazione e il modernismo e che si deve camminare col proprio tempo; i superiori, i vescovi, i cardinali e i preti non danno esempio migliore. Prendono ancora magari cibi a una povera tavola, come Cristo stesso ha dato loro 1’esempio? Certo, Cristo, come lo si constata nella Bibbia, si è seduto a tavola e ha mangiato in cerimonie come matrimoni e talune feste. Ma 1′ ha fatto solo perché…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: Egli 1′ ha fatto, per cosi dire, per carità verso il prossimo, ma non ha mai mangiato molto. Ha sempre mangiato piuttosto frugalmente, e non parleremo dei momenti in cui non assisteva a feste. CRISTO HA SOFFERTO MOLTO LA FAME, PIù DI QUANTO SI PENSA. La Sacra Famiglia e gli Apostoli hanno sofferto molto la fame e digiunato, altrimenti non avrebbero ricevuto le grazie che sono state loro concesse.

Certo Cristo aveva già in Sé tutta la pienezza della grazia; non aveva più bisogno della grazia, in particolare non sarebbe stato necessario implorarla con la preghiera. Egli era la grazia e la luce in persona. Ma doveva dare 1’esempio agli apostoli e a tutta 1’umanità, in particolare (con voce forte) ai preti, vescovi, superiori, cardinali e al Papa.

Egli ha dato 1’esempio nel grado più completo, il migliore e il più perfetto, ma a che cosa è servito?

Ora i preti mangiano alle tavole più riccamente servite con “dessert”, vino e tutti i condimenti. A volte fanno anche bisboccia più di quanto lo consenta la loro salute, e credono addirittura che è del tutto normale quando si è vescovo o si ha un posto elevato.

Le cuoche che fanno da mangiare per i vescovi e queste autorità religiose, ed anche per certi preti, credono con la massima buona fede, che si deve portare in tavola questo e quello. “E un gran signore; è rivestito di alte dignità! Dovremmo vergognarci se non gli si servisse questo e quello”. Ma esse dimenticano che non è 1’imitazione di Cristo.

Sarebbe meglio per queste cuoche che facessero notare ai vescovi, preti, superiori o cardinali che Cristo ha dato 1’esempio della povertà, della povertà e della virtù. LUI LASSù (gesto verso 1’alto) vuole che si pratichi 1’imitazione di Cristo (con voce forte) e quanto è praticato oggi è tutt’altra cosa dell’imitazione.

è lo sfarzo, la bisboccia, la bella vita è il lusso fino al peccato. Il peccato non comincia solo quando comincia realmente. Il peccato comincia già quando non si insegna più la rinuncia e quando non la si pratica più. II peccato comincia già quando 1’uomo potrebbe rinunciare, ma non lo fa.

Certo, non comincia qui il peccato completo, nel suo vero senso. Ma la via che vi conduce comincia già quando si smette di praticare la rinuncia, quando non ci si vuol più sacrificare e quando si segue la via della minore resistenza. Allora la via che conduce al primo peccato, che sia veniale o che arrivi fino al peccato mortale, non è più molto lunga, perché noi giù (gesto verso il basso) abbiamo un immenso potere e facciamo sempre quanto possiamo. Ci si istruisce cosi bene, e anche noi, demoni umani, veniamo istruiti e guidati cosi bene che prendiamo sempre 1’uomo in tal modo o lo si può prendere meglio. Ma quando qualcuno non ha mai veramente bene…

E: Di la verità in nome di Gesù Cristo e solo la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!

Le tappe della caduta

V: …quando qualcuno non ha mai veramente bene, perfettamente seguita la via di Cristo con la sua povertà e la sua virtù, la via della preghiera, della Croce, della rinuncia, del sacrificio, della virtù, quando omette solo una di queste cose o la trascura totalmente, noi cerchiamo allora di prenderlo da quel punto. Se è solo una fibra del suo abito, è pero già una fibra e col tempo possiamo avvelenare tutto il suo abito (lamenti). Non voglio più parlare.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sulla tua vita, sulla vita del prete come dev’essere! Di la verità per la gloria di Dio!

V: Il mio sacerdozio, 1′ ho… Forse, credevo allora di avere la vocazione, e volevo… Certo, intendevo diventare un buon prete, ma un prete, non bisogna mai dimenticarlo, un prete è in pericolo più di un laico di essere sedotto da noi giù (dall’inferno). Forse anche i laici corrono questo pericolo, soprattutto le anime privilegiate o quelli che ricoprono una carica importante. Ma un prete ha un’altissima consacrazione. E perché ha un’altissima consacrazione, e con essa può nuocere a noi giù (gesto verso il basso) nella maniera più devastatrice, ci scateniamo di più contro i preti che contro gli altri uomini. è quanto successe (piangendo), è quanto successe anche per me. Io pensavo…

E: Di la verità, Verdi, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità sulla tua vita!

Abbandono della preghiera

V: …Io pensavo: adesso sono prete. Ho raggiunto la mia meta. All’inizio ho esercitato ancora abbastanza bene il mio ministero, ma poi, poi, a un tratto trovavo ciò troppo monotono. Ho cominciato a trascurare la preghiera del Breviario. Prima non ho più recitato tutta la preghiera. Poi a poco a poco ho cominciato a non recitare più la preghiera, quando era una giornata faticosa o quando mi sembrava essere una giornata faticosa. Proprio all’inizio, la rimandavo e poi, tutt’a un tratto, arrivai a… Non voglio parlare.

E: Di la verità, Verdi, in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio! Di la verità sulla tua vita per avvertire i preti! Di la verità, solo la verità!

V: …e poi, tutt’a un tratto, arrivai a pensare: “Ah! queste noiose preghiere del Breviario! Queste preghiere sono lunghissime e prendono un tempo incredibile”, pensavo. Ma sarebbe stato meglio non pensarlo, perché questa sospensione della preghiera del Breviario mi fu fatale.

Quando smisi di recitarlo, caddi a poco a poco nel peccato. Ma quando sono caduto nel peccato, il peccato d’impurità, ho ovviamente smesso di dire la mia messa con raccoglimento, già non ero più in stato di grazia. La Bibbia, e tutto cio che vi si trova, era per me un rimprovero; i dieci comandamenti e il Nuovo Testamento erano per me un richiamo all’ordine, perché non li vivevo più nel loro senso più vero. Poiché tutto questo era per me un richiamo all’ordine, io non volevo più istruire i bambini come si deve e in profondità; infatti come avrei potuto inculcare loro il bene mentre già io stesso non lo vivevo più, e per questo devo dire… Non voglio parlare.

E: In nome di Gesù Cristo, in nome del Santissimo Sacramento dell’Altare di la verità e solo la verità sulla vita e la condotta del prete!

V: …per questo devo dire che come per me succede per la maggior parte dei modernisti e umanisti, e quali che siano i nomi che portano oggi. Come vogliono predicare ai bambini e ai laici qualcosa che essi stessi non vivono più? Come vogliono ridare al mondo cio che essi stessi non hanno più, cio che non è nel più intimo di loro stessi? Dovrebbero mentire (lamenti). Non voglio…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del Santissimo Sacramento dell’altare, solo la verità per la gloria di Dio e per la guida dei preti!

V: i loro cuori sono diventati luoghi malfamati, in molti, in molti più di quanto lo si pensi. E, quando non sono ancora diventati luoghi malfamati, sono in ogni caso già tarlati. Ma come mela in cui abita già un verme, può rimanere col tempo una mela intera, succosa, intatta e diffondere il suo migliore profumo!

Lo può solo un prete che vive egli stesso la virtù e ne dà 1’esempio agli altri. Se i preti attuali, come lo dovrebbero, dessero ancora 1’esempio della virtù alla gioventù e al mondo, avreste un mondo mille volte migliore di quello che avete. Come diffondere il bene se non 1′ ho in me? Come parlerò dello Spirito Santo, se io stesso sono contento di non ascoltarlo, perché ho già lasciato la via che…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, Verdi Garandieu!

Indifferenza verso il Santo Sacrificio della Messa

V: …perché ho già lasciato la via che lo Spirito Santo mi ha tracciata e mi prescriveva! è terribilmente tragico, molto più di quanto voi uomini possiate pensarlo. è tanto più tragico in quanto un prete (piangendo) che non da più il buon esempio ed è sul punto di lasciare la via della virtù trascina con sé una massa di gente o in ogni caso parecchi, e questo comincia anche alla Santa Messa. Dall’inizio alla fine un prete non celebrerà la S. Messa con profondità e pietà se la sua condotta sacerdotale non vi è conforme. Egli arriverà anche, in ogni caso capitò a me… (quasi piangendo).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine…!

V: …egli arriverà fino a provare ripugnanza per la Messa, fino a preferire che essa non esista. E tuttavia, perché è prete, la dice, deve celebrarla dinanzi alla gente. Forse, nel mio caso, la Santa Ostia era ancora consacrata, e lo è ancora con migliaia e migliaia di preti che vi credono ancora, perché Dio è misericordioso, perché i fedeli vengono con pietà nel cuore, e non possono sapere cio che sono i cuori dei preti, ma, ma (con voce esortante) guai, guai…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!

Adattamento della Dottrina a una vita facile

V: …Guai (con voce seria), guai ai preti che non dicono cio che dovrebbero dire, che non vivono più cio che dovrebbero vivere e insegnano ai fedeli a seguire false vie. Sarebbe meglio… sarebbe meglio che ciascuno di loro dicesse pubblicamente sul pulpito dinanzi a tutti i fedeli: “Perdonatemi, ho peccato! Non sono sulla via della virtù! Pregate per me affinché mi riprenda e di nuovo possa insegnarvi il buon modo di vivere nel senso più vivo”.

Ecco quanto farebbe meglio a dire. Sarebbe un atto di umiltà e noi non avremmo più questo potere su di loro, anche se una parte di gente li disprezzasse. Essa avrebbe malgrado tutto, infine, nel più profondo di se stessa, un’alta stima per questo prete. Sarebbe, comunque, una via migliore della via dell’ipocrisia e della perfidia (proferendo a stento le parole).

Ha un senso stare in piedi, avanti, celebrare la messa di fronte al popolo e dire: “Dio perdonerà (respiro faticoso), andate da Lui. Egli vi comprende, andate dal Padre. Egli è il Padre di Luce: se siete nelle tenebre, comprenderà e vi accoglierà di nuovo nella grazia e nell’amore”.

Tutti questi preti dimenticano che sono necessarie certe cose perché questo Padre di Luce prenda di nuovo nelle sue braccia questi preti o questi fedeli che sono caduti. Certo, li prende di nuovo, ma è necessario il pentimento e non solo è necessario il pentimento, perché la riparazione fa anche parte del pentimento e della confessione. Se voglio migliorarmi, devo prima estirpare queste vie che conducono al peccato e mi sono fatali.

Devo prima cominciare nel più intimo di me stesso, e solo dopo posso essere un modello per gli altri, in tutta la profondità voluta. Si potrebbe dire in poche parole, predicare alla luce dello Spirito Santo cio che devo predicare, cio che sono incaricato di predicare e che sarebbe dinanzi a QUELLO DI   LASSù… (gesto verso 1’alto)… (respiro faticoso).

Si parla solo dell’amore del prossimo ma non si parla più dell’amore di Dio

Si parla troppo dell’amore del prossimo e si dimentica che 1’amore del prossimo deriva solo dal perfetto amore di Dio. Perché parlare sempre di amore del prossimo, di riconciliazione e di reciproca comprensione se si dimentica il principale comandamento a questo proposito? Il primo è il più grande comandamento è: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: (lamenti) …e solo dopo viene “e il prossimo tuo come te stesso”. Se questi preti, ognuno di loro, facessero la pace con QUELLO DI   LASSù (gesto verso 1’alto), il che dovrebbero peraltro fare, se volessero amarLo, 1’amore del prossimo verrebbe da sé stesso e ne deriverebbe. è, è una… Non voglio parlare!

E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome… per la gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nient’altro che la verità e solo la verità!

V: …è una messinscena, completamente riuscita, della Massoneria il dire sempre: amore del prossimo, vivere nella carità, riappacificarsi 1’un 1’altro, perdonarsi e sostenersi a vicenda. E dove arrivano? Dove si arriva con questo sostegno e questa riconciliazione? Guardate la quotazione dei suicidi!

Se questi uomini vedessero dov’e davvero il principale comandamento!

Certo, è detto nel primo e più grande comandamento: “E il prossimo tuo come te stesso”, ma cio viene dopo: “Amerai il Signore Dio tuo”. Non si può davvero chiamare amore quello che questi preti vivono da anni, questi preti che non sono mai ancora vissuti cosi male come adesso. Si deve cominciare soltanto qui. Si deve praticare di nuovo il principale comandamento e le prime frasi totalmente, senza limiti.

E allora questo “il prossimo tuo come te stesso” sarà incluso da sé stesso. Tutti i comandamenti in modo generale sono inclusi in questo principale comandamento. Se lo si osservasse, non si sarebbe costretti a parlare sempre di carità, d’amore del prossimo, di tentativi di riconciliazione e non so che cosa. Tutto questo sarebbe compreso nella sola visione di un’erba o di un ramo verdi, ma nulla di simile accade. Si discute solo e si parla sempre di assemblee ecclesiastiche e di conferenze episcopali.

Perfino al vertice, a Roma, non si fa che parlare, dibattere, discutere, esaminare, fare adottare e ancora blaterare, sopprimere ancora qualcosa e lasciarla ancora passare, sicché infine sono state soppresse e lasciate passare tante cose che cio non può assolutamente più durare, dinanzi a LUI  LASSù (gesto verso l’alto).  Perché LUI  LASSù non è soltanto misericordia, ma è anche giustizia infinita quanto misericordia. Questo, io l’ ho visto, io (piangendo), io, Verdi, Verdi. Ho dovuto farne 1’esperienza io stesso. Se avessi solo…

E: Garandieu, di la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine Maria!

Il vero amore del prossimo è strappare le anime dall’inferno col sacrificio

V: …se solo fossi vissuto meglio! Se avessi praticato la virtù! Se solo avessi pregato di più! Se solo avessi fatto penitenza! Se solo avessi cercato di amarlo, LUI  LASSù! se solo avessi detto: “Io ti seguo in croce. Dammi croci per le mie pecore, per quanto posso sopportarle, affinché ti segua”. Tutto questo, ho dimenticato di dirlo. Tutto questo ho dimenticato di dirlo quando ho smesso di volerlo dire! E anche la maggior parte dei preti d’oggi dimentica di parlare dell’imitazione di Cristo, della via della Croce, e di dire che si deve fare penitenza ed espiare per gli altri affinché non si perdano. Questo non è detto. Dovrebbero gridare dall’alto del pulpito: “Voi laici, fate penitenza, sacrificatevi per gli altri quando vedete che affondano nel fango del peccato”. Sarebbe il più grande amore del prossimo. Ogni altro amore del prossimo come: portare da mangiare, procurare vestiti, cercare case…

E: Di la verità e solo la verità, Garandieu! Di la verità in nome di Gesù Cristo!

V: …tutto questo cade in rovina. Certo è necessario al sostentamento della vita, ma normalmente è Dio stesso che lo da, soprattutto nel nostro tempo, e in Europa, dove la maggior parte della gente ha abbastanza da mangiare, e dove i salari e il tenore di vita sono cosi alti che tutti se la cavano in qualche modo.

Non si deve vantare come la cosa essenziale che bisogna aiutarsi a vicenda e sostenersi e assistersi, visitarsi reciprocamente e venire in aiuto gli uni gli altri. Certo bisogna aiutare chi e nel bisogno, ma lo si mette troppo in rilievo, Si dovrebbe gridare dall’alto del pulpito: “Laici, sacrificatevi per tale e tal’altra anima, perché è in pericolo di peccare. Pregate per lei, accendete candele benedette. Fate il segno della croce su quest’anima”.

I laici possono anche questo. Non hanno 1’alta potenza della benedizione del prete, ma fare un segno di croce sugli altri, qualsiasi laico può farlo. Meglio è che prendano per farlo un Crocifisso o il rosario e che gettino anche da lontano acqua benedetta su queste anime. Non è esagerazione. Ogni laico può farlo. E questo porta inoltre certe benedizioni. Egli non deve dire: “Sono potente, posso benedire” e che so ancora. Può farlo in silenzio, ma porta comunque sia benedizioni, e noi giù (in inferno) dobbiamo ritirarci. Si dovrebbe predicare (con voce forte)… Non voglio parlare.

E: In nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!

V: Si dovrebbe predicare dall’alto del pulpito: “Voi uomini, che volete chiamarvi figli di Dio, che venite nella nostra chiesa, prendete le cose sul serio, prendetele sul serio, fate penitenza e sacrificatevi per il prossimo. Esso è in pericolo. Pregate gli uni per gli altri, per non perdervi, per perseverare fino alla fine e seguire la via della virtù. Voi, laici, pregate il più possibile per i preti e le personalità ecclesiastiche, affinché il Maligno non possa vincerli assalendoli, e possano condurvi molto diritto, perché anche voi, preti, io non sono più, non sono più sulla terra adesso, ma mi è rimasto il sacerdozio. E per questo devo soffrire terribilmente (respiro faticoso)…

E: Parla, Garandieu, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

Bisogna pregare e sacrificarsi per i preti

V: …perché anche voi, preti, avete bisogno della preghiera. Per ogni prete sul pulpito, dove dovete predicare, Giuda e già stato costretto a dirlo: sarebbe meglio predicare sul pulpito….

I preti non dovrebbero vergognarsi di dire ai laici: “Pregate, pregate anche per me, affinché vi conduca sulla retta via. Pregate abitualmente per noi preti, perché noi siamo attaccati dall’inferno più di quanto lo crediate. Pregate affinché perseveriamo fino all’ora della nostra morte, e pregate per voi stessi, gli uni per gli altri, affinché seguiate la via della virtù fino alla morte e non solo per qualche settimana o qualche anno o proprio in una cosa momentanea”. è una terribile malizia del destino, devo dirlo io, Verdi Garandieu…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce…

V: …che vi sono tanti preti e tanti laici che seguono certo la via della virtù e sono stati buoni preti e buoni laici finche, si potrebbe dire in un certo senso, siano avanzati e abbiano raggiunto il punto di cui parla Gesù a proposito del grano: un seminatore usci per spargere la sua semente.

Granelli caddero tra le spine e furono soffocati, e granelli spuntarono. Si credette che essi fossero ben spuntati. Si potrebbe dire la stessa cosa di quelli che hanno seguito fino a quel punto la via della virtù, ma quando vengono le tentazioni, e quando tutto il clero della Chiesa strombazza loro: adesso si deve seguire tale e tal’altra via, adesso è valida 1’altra…, e non la via di Dio. Ma essi non dicono la via di Dio, ma è in un certo senso la stessa cosa agli occhi del Cielo, perché è la via sempre seguita che non è più valida oggi. Allora cadono nel dubbio. Al momento della tentazione cadono… e venne il sole, li brucio e seccarono. Questo vale oggi per migliaia e decine di migliaia di preti e di laici che non possono resistere. Essi non hanno potuto praticare grandi virtù prima e perciò cadono e non sono forti quando si tratta di praticare veramente la virtù di forza.

Pregare per ottenere la perseveranza

Per questo oggi si dovrebbe pregare molto, e la perseveranza, per reggere fino alla fine. Adesso sarebbe proprio d’attualità che ogni prete gridasse dal pulpito almeno due o tre volte al mese: “Perseverate, seguite la via fino in fondo, seguite la via della Croce! Vedete, Cristo ha avuto la parte più bella di voi?”.

Dovrebbe anche gridare: “Voi che siete poveri e poco possedete nella vita, sopportatelo con pazienza, perché il vostro salario sarà nel Cielo”. E tuttavia non è come molti Santi 1′ hanno praticato, per esempio un santo curato d’Ars, che pregava e digiunava fino all’estremo. Si dovrebbe dire a questi laici che vivono nella povertà:

“Ringraziate il Signore e lodatelo, perché vi ha fatto dono della povertà come imitazione di Cristo, come anche gli apostoli hanno dovuto praticarla. Ringraziate il Signore, perché se siete nella povertà avete molto meno tempo per l’ozio. Perché dovete lavorare di più e badare a procacciarvi il pane quotidiano”. A costoro resta molto meno tempo per 1’ozio. L’ozio è sempre la madre di tutti i vizi.

La povertà delle famiglie numerose è una grande benedizione

A quanti sono nel bisogno, che hanno molti figli e devono lavorare molto, sicché non hanno tempo da dedicare al lusso, agli eccessi o ai piaceri, si dovrebbe dire: “Lodate il Signore tre volte al giorno, in ginocchio, e ringraziatelo di avervi dato, con i vostri figli, del lavoro, e di avervi offerto i vostri figli affinché li alleviate e ne facciate i prossimi cittadini del cielo, perché per ognuno dei vostri figli acquisterete più grazia”. Invece di cio, essi dicono, a volte dicono anche, ed anche preti, che si… Non voglio parlare!

E: In nome di Gesù Cristo, di la verità, solo la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sul sacerdozio!

V: …Invece di cio, quando una donna o un uomo vengono a dir loro: “non va bene per noi; abbiamo avuto un terzo o un quarto figlio o solo un secondo, dipende. Abbiamo problemi di alloggio. Abbiamo questo problema qui o un altro…”. Allora il prete, invece di dire loro: “Resistete, vivete in questo vecchio appartamento e in queste stanze con la grazia di Dio (piangendo); pregate tutti i giorni e ringraziateLo di quanto avete!”, invece di cio (piangendo)… Non voglio parlare!

E: In nome di Gesù Cristo continua, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!

La pillola trascina l’aborto

V: …Invece di cio questi preti diventano realmente seduttori e danno a questi poveri, ma in fondo questa gente non è povera, non è tanto nella miseria, non è cosi terribilmente miserabile…

Quando dico “poveri” voglio dire che essi lo sono perché sono caduti nel peccato, perché il prete da loro il cattivo consiglio di non comportarsi proprio secondo i comandamenti di Dio in questo caso particolare; in questo caso, essi devono prendere la pillola o cio che vi e d’altro in questo campo. Egli consiglia loro questo o quello, o la tale o tal’altra medicina, e questa medicina ovviamente… la maggioranza dei medici la prescrive senza battere ciglio.

Gli uomini non notano di sprofondare nella sventura, perché dalla pillola e dai preservativi fino al1’aborto non è più molto grande la via, e 1’aborto è già un omicidio (grida) è un peccato mortale. Forse questi preti lo dimenticano o forse certi lo sanno, ma in questo tempo di modernismo e di defezione in massa non vogliono più ammettere che è ancora valido oggi cio che lo e stato da sempre, da migliaia e migliaia di anni.

è chiaro che 1’umanità si è accresciuta e che non è più come una volta quando Dio punì immediatamente ONAN con la morte, ma punirebbe ancora ciascuno di quelli che,  ahimè, devo dirlo,  prendono contraccettivi e li richiamerebbe all’ordine, perché questo non è più 1’ordine, e l’aborto ancor meno. Non è nel piano di Dio, nel suo piano di salvezza. E io devo…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, per la gloria di Dio e in nome di Gesù Cristo!

V: …e io devo dire, io, Verdi, che sono stato prete, che i preti, e non solo i preti ma anche i vescovi, i cardinali, è evidente, dovrebbero gridare al loro popolo dall’alto del pulpito, si, gridarlo: “Sopportate le vostre sofferenze con pazienza, perché la vita terrena non è fatta per vivere nella dissolutezza e il lusso, per mangiare e bere, ma per camminare dietro al Signore e praticare 1’imitazione di Cristo”.

Perché la dove sono ancora la rinuncia e il sacrificio, ecco quanto dovrebbero dire, e anche la grazia, e la dove non sono più né rinuncia né sacrificio, né preghiera, scompare anche la grazia. La dove non è più la grazia, noi vi osserviamo, e se possiamo penetrare solo attraverso una fessura, se possiamo soltanto far passare un corno, siamo pero già penetrati in questi laici o questo clero, e cio poi continua. Se è aperta una fessura, essa presto si allarga, poi è aperta tutta la porta e non solo questa. Non è solo tutta la porta ad essere aperta. è infine tutta la casa a crollare come adesso accade nelle vostre chiese. Si…

E: Di la verità, Verdi, solo la verità, solo la verità!

V: …Si dovrebbe ricominciare. Si dovrebbero fare missioni… Si dovrebbe soprattutto… Giuda e stato costretto a dirlo: dall’alto del pulpito, non dal davanti su lastre… non da qui dove si starà presto a un livello inferiore. Perché vi sono chiese dove si scendono, si scendono i gradini verso 1’altare anziché salirli… Che ne pensate, quando si deve scendere e si deve quasi… non in tutte le chiese, ma ve ne sono, si deve quasi guardare in basso verso il prete, quanta dispersione allora nei laici! Non credete che sarebbe meglio alzare gli occhi? Il pulpito simboleggia già in un certo senso il Cielo e vi sono gradini per salirvi…

E: Di la verità, Verdi, e solo la verità in nome di Gesù!

Il prete deve dare 1’esempio della virtù

V: …Ma ora tutto scende. Adesso non è più necessario alzare gli occhi. Ora si guarda tutto tutt’al più diritto o in basso, verso di noi (1’inferno) che vi tiriamo verso il basso e cerchiamo di tirarvi verso il basso. Si dovrebbero fare missioni e il fascino di un buon prete che agisce sul popolo dovrebbe essere cosi grande, sarebbe cosi grande, se seguisse ancora la via della virtù, che masse intere di popolo ne sarebbero trascinate.

Come credete che avveniva con un Santo curato d’Ars?

La sua parrocchia era molto depravata e in uno stato molto pietoso. Quante cose ha realizzate questo curato, da solo! Come 1′ ha realizzato? L’ ha fatto per caso facendo bisboccia, o dinanzi alla televisione o con viaggi o con interessanti conferenze (parola appena pronunciata) e parole?

No. L’ ha fatto nel silenzio della sua stanza o dinanzi al Tabernacolo della Chiesa, cio che io, Verdi, avrei dovuto fare; invece di cio ho trascurato la mia parrocchia e non ho fatto che trascinarla con me nella sciagura. Dovrebbero esserci migliaia di curati d’Ars ora nel vostro mondo, ma non ve ne sono, si dovrebbe almeno imitarlo il più possibile. Devo dire anche questo, perché io, Verdi, sono caduto in questa colpa: si devono evitare le donne (piangendo) e dire ogni giorno tutto il Breviario, perché altrimenti non si possono evitarle.

Infatti quando un prete, e anche un prete che deve combattere molto la sua natura, dice ogni giorno il suo breviario e cerca di fare del suo meglio, LUI  LASSù (gesto verso l’alto) gli darà davvero la grazia di non soccombere alla tentazione. Se malgrado tutto soccombesse, ma se egli continua a dire ogni giorno il suo Breviario, LUI  LASSù non sarà cosi duro da non trarlo fuori di la, con la grazia dello Spirito Santo, dei Santi Angeli, della Trinità, della Santissima Vergine che non si deve nemmeno dimenticare mai nella vita, affinché egli possa malgrado tutto esercitare il suo ministero secondo la loro volontà, di QUELLI  LASSù (gesto verso 1’alto), come dovrebbe essere esercitato.

Come ho dovuto già dirlo, si dovrebbe in primo luogo dire a tutti quelli che sono nella miseria e che sono provati nella sofferenza: “Sopportate la vostra sofferenza con spirito d’espiazione, avrete allora molte grazie e molti meriti. Dio sarà sempre più vicino e vi guiderà!”, e: “Colui che Egli ama molto, lo castiga”.

Dovrebbero dirlo dall’alto del pulpito. Sarebbe meglio che molti non fossero soccorsi con questo o quello, che non vi fosse la tale o la tal’altra associazione, e che non si desse loro denaro. Cio ha causato già la rovina di molti, ed anche di tutto il clero. Se qualcuno è davvero nella miseria e muore di fame, il Buon Dio deve intervenire ed Egli interverrà sicuramente (se è necessario alla salvezza della sua anima) affinché riceva aiuto da una parte o dall’altra.

Altrimenti pero,  e questa è opera della Massoneria per la caduta della Chiesa, altrimenti non vi è bisogno di predicare sempre 1’amore del prossimo, la riconciliazione e che so ancora (le parole sono pronunciate a stento), al dia…, al diav…, al diavolo tutto questo, perché è la vostra rovina. è per la rovina di molti, perché quando vedono che gli stessi loro preti non seguono la via della virtù, corrono verso il piacere,  anche vescovi sono arrivati a questo punto oggi, che si occupano sempre meno delle anime, pregano, praticano la virtù e la rinuncia sempre meno, allora non vi è più l’esempio che mostra ai laici come dovrebbero vivere.

Quando il prete inoltre annuncia che Dio è misericordioso, che perdona e ama gli uomini cosi come sono, sicché sembra ai laici di vivere seguendo la retta via e di essere malgrado tutto nella grazia di Dio, mentre sono da molto nel peccato mortale; come potrebbe la grazia dello Spirito Santo ancora agire, se essa non è più predicata e vissuta dal prete nella sua totalità? Ah! (lamenti) io devo essere a dirlo!

E: Parla, Verdi Garandieu, di quanto devi ancora dire sul sacerdozio, solo questo, solo la verità, soltanto la verità!

V: Si dovrebbe gridare sui tetti e dall’alto di tutti i pulpiti che il Cielo esige la via della Croce e che la vera carità verso il prossimo è là dove è la virtù. Voglio dire che la vera carità verso il prossimo è nell’imitazione della Croce e che nel1’imitazione della Croce è inclusa 1’espiazione per gli altri. è la più grande e più vera carità verso il prossimo e la si può praticare solo quando si pratica il primo e più grande comandamento, quello dell’amore di Dio, il più perfettamente e il più totalmente possibile, o almeno tanto quanto lo si può. Dov’e dunque 1’amore di Dio nei preti attuali, se non hanno più rispetto, se celebrano la messa più rivolti verso il popolo che verso QUELLO DI LASSù? (Gesto verso l’alto).

E: La verità e solo la verità, Verdi!

Le anime cadono oggi nell’inferno come fiocchi di neve perché manca loro 1’esempio dei preti

V: Essi dovrebbero predicare e dire la messa solo per onorare e lodare unicamente QUELLO DI  LASSù (gesto verso 1’alto). Il resto sarebbe loro dato per di più. Essi predicano molto, troppo sulla vita di tutti i giorni e le piccole cose senza importanza, il che non dovrebbero fare, ma dimenticano la prima e più grande cosa: 1’imitazione di Cristo, nella quale, come ho già detto, si trovano anche 1’espiazione e la rinuncia, e in primissimo luogo 1’espiazione per gli altri. Allora non vi sarebbero migliaia di anime a perdersi, come ora si perdono in massa e cadono da noi nell’inferno come fiocchi di neve, cadono nell’inferno come L’ALTISSIMA LASSù (gesto verso 1’alto) ha già fatto dire mediante talune anime privilegiate.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio deve dirci sul sacerdozio!

V: Se i preti e gli organi ecclesiastici superiori non aprono gli occhi, migliaia di chiese non saranno più chiese e già non lo sono più. Per migliaia di anime, le prediche fatte dai loro preti sono già adesso più occasioni di caduta e di perdita della virtù che di ascesa verso il Cielo e il Bene… E di solito perché il prete stesso non pratica più il principale comandamento, perché il prete stesso è tarlato interiormente e non ha più la condotta che dovrebbe avere. Non voglio parlare.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!

V: Se i preti, i vescovi e i superiori avessero condotto una vita corretta, adesso non avreste questo caos a Roma. DIO NON AVREBBE PERMESSO CHE PIù DI UN SOLO PAPA AVESSE IL DIRITTO DI GOVERNARVI. Cio si è potuto infiltrare… ed è venuto dalla Massoneria. Questa è la causa. Essi ne sono la causa. Ma se migliaia e migliaia di fedeli guidati dai loro preti, con prediche e buone messe, avessero pregato e fatto vie Crucis di riparazione, notti di espiazione, ma almeno ore di preghiere e di adorazioni notturne, soprattutto la domenica, Roma non sarebbe quello che è. Roma sarebbe almeno ancora Roma. Io, Verdi Garandieu, sono costretto a dirlo.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ordina ancora di dire, solo la verità in nome di Gesù Cristo!

La recita quotidiana del Breviario salva i preti

V: Devo dire che le donne costituiscono oggi la disgrazia di migliaia di preti. Non accadrebbe se essi pregassero ancora come dovrebbero pregare, se prendessero in mano ogni giorno il loro Breviario e se credessero quello che i nostri padri della Chiesa ci insegnavano una volta e che essi di sicuro non hanno inventato. Quanto dicevano una volta era provato e si è avverato essere nella vita cio che vi è di meglio, e che dev’essere mantenuto. Se fosse stato mantenuto, lo fosse ancora, non avreste questo caos, perché migliaia di preti, più di un milione… vivono, non vivono, non vivono, non vivono, …

E: La verità e solo la verità!

V: …nella grazia, devo dirlo. Migliaia non vivono nella grazia, perché non dicono più il loro Breviario… Come io facevo e smisi di fare. Se avessi pregato (grida di disperazione, pianto, urla), se avessi pregato, sarei rimasto sulla via della virtù. Sarebbe venuto il mio angelo e mi avrebbe aiutato, ma non ho più pregato neanche lui, ho trascurato e lasciato andare tutto. Ho trascurato anche la gioventù che mi era allora stata affidata da tanti anni, come lo fanno i preti attuali. Posso ben dire di non aver trascurato allora la gioventù cosi come lo fanno oggi molti preti. Non 1′ ho trascurata tanto.

Senza le anime espiatrici moltissimi preti andrebbero nell’inferno

Cio vi serva di avvertimento, voi che ancora vivete sulla terra. Serva di terribile avvertimento ai preti attuali ricordando loro che non prendono assolutamente la buona via, che non 1′ hanno presa, perché tra loro erano ancora, poco tempo fa o relativamente poco tempo fa, come me, buoni preti o almeno ancora in un certo modo buoni preti, e ora sono già sulla via larga, sulla via che conduce alla perdizione. Se non ricevono una grazia particolare spingendo un laico o un’anima espiatrice, ai quali lo si avrà predicato, ad espiare e pregare per loro, essi si perderanno.

Questa situazione è terribilmente, spaventosamente tragica. Non posso niente. Devo dire le cose tali e quali sono, tali e quali sono successe a me stesso. Non si può niente. Dio non è un personaggio all’acqua di rosa che cambia in una sola volta tutte le leggi secondo il desiderio degli uomini d’oggi. Non mette loro, in una sola volta, zucchero sulla lingua quando hanno voglia di zucchero. Egli resta sempre lo stesso. Fin da principio Egli era lo stesso. Da sempre e finora è stato lo stesso e resterà sempre lo stesso.

è terribilmente tragico. Cio non può essere cambiato, malgrado il grande desiderio degli uomini d’oggi, e soprattutto del clero, di cambiarlo. è terribilmente tragico che non possa essere cambiato, che 1’uomo stesso debba cambiarsi, subito, convertirsi senza indugio e cominciare in sé stesso, nel più intimo di sé stesso. Cristo non ha detto: “Se il tuo occhio è un’occasione di caduta, strappalo e gettalo lontano da te (piangendo)”?

E: In nome di Gesù di la verità e solo la verità!

V: Non erano parole vane. è completamente, totalmente vero. Ha costituito la disgrazia di molti preti. Gli occhi… essi vedono troppe cose e inalano troppe cose che non dovrebbero vedere né accogliere, Comincia con la televisione e continua fino alle…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu!

V: …fino alle donne, che purtroppo ora hanno il diritto di stare anche nel coro. Questo riguarda tutto cio che può servire alla tentazione. E particolarmente valido oggi.

Giuda è stato costretto a dirlo: una volta le donne portavano un velo, soprattutto durante la messa; ora non lo portano più. Ma dovrebbero portarlo d i nuovo e se non lo fanno, 1’altare non dovrebbe essere rivolto verso il popolo, perché io, Verdi Garandieu, celebravo ancora la messa rivolto verso l’altare e non verso il popolo. Ma tuttavia ho ceduto alla tentazione. Quanto più i preti attuali, che… il cui…

E: Di la verità, Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo!

Se la tua mano è per te occasione di caduta, tagliala!

V: …il cui occhio e alla merce di tutto, che accoglie tutto cio che non dovrebbe accogliere. Cristo ha detto anche: “Se la tua mano è per te un’occasione di caduta, tagliala e gettala lontano da te, perché è meglio entrare nella vita eterna con una mano o anche senza tutt’e due anziché essere gettato nell’orribile fuoco che non finisce mai (con disperazione) con le tue due mani, i tuoi due occhi e i tuoi due piedi”.

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: Devo dirlo. I preti attuali credono dunque che il Vangelo non esiste più oggi; che il Vangelo può essere interpretato e cambiato come loro conviene! Credono dunque che Cristo abbia parlato solo per il suo tempo e per i suoi apostoli, e per quelli che vivevano in quel tempo.

Allora portavano ancora vestiti lunghi. Non credete che egli abbia parlato molto di più per il tempo attuale, che è in cosi grande pericolo di perdersi, dove tutto è reso insipido dalla tecnica e il modo di vivere dell’epoca, dove tutto è la preda di cosi terribili tentazioni e dove non vi è nessuno per por fine a tutto cio? è come un tremendo fuoco, si potrebbe dire, come bombe che scoppiano spaventosamente e spargono intorno a loro mari di fuoco, un fuoco che non può essere più spento dalla poca acqua, ancora versata dai buoni preti, e dai fiumi di grazia da essi diffusi.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità in nome della Santissima Trinità!

V: Il diavolo stesso dovrebbe apparire perché essi credano. LUI LASSù (gesto verso 1’alto) permette certe cose, ma tutti ricevono la grazia, a tutti sono concesse certe ore di grazia, ma se non si vuole… ognuno ha la sua volontà libera. Si devono leggere di più, in nome di Dio, la Bibbia e il Vangelo. Cio che si deve ancora dire: nel tempo attuale vi sono date molte rivelazioni che si possono ritenere provenire da Lassù (gesto verso 1’alto). Ma se non si prendono affatto in considerazione, e si deforma e interpreta anche il Vangelo come si ritiene essere meglio, allora il Cielo non può… allora… (respiro faticoso).

E: Verdi, solo la verità, solo la verità! Continua a parlare in nome di Gesù Cristo, di la verità e solo la verità!

V: …allora il Cielo non può nemmeno aiutarci. Ha fatto tutto il suo possibile e ha fatto scendere la sua misericordia sull’umanità. Ma se essa non tiene conto già a priori di queste grazie di misericordia e di questi tentativi di misericordia, che Dio nella sua grande clemenza desidera offrirvi, come si può… come…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, di la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santa Croce! Di la verità e solo la verità sul sacerdozio!

Dio vuole il sì alla Croce, anche nel matrimonio difficile

V: …Come può allora la grazia ancora agire, se non si leggono più i libri dei Santi, per esempio di un curato d’Ars, di un’Anna Caterina Emmerich? Anche Padre Pia ha condotto un’ottima vita. Essi si somigliano tutti alla lettera nella misura in cui si sono consumati nella espiazione per gli altri come veri olocausti per LUI  LASSù (gesto verso 1’alto). Le loro sofferenze e le loro espiazioni furono accettate. Sarebbe accettato anche da parte di ogni uomo se fosse pronto a espiare. Spesso Dio attende solo che un uomo gli dica: “Io voglio… Tu puoi mandarmi sofferenze, se lo credi opportuno. Voglio sopportarle per il tale e tal’altro uomo, dammi solo la grazia a questo fine”. Ma è, ahimè!, un tristissimo fatto che quando Dio (gesto verso 1’alto) vuole provare e manda sofferenze, 1’uomo vuole respingerle con tutte le fibre del suo essere. Egli vi resiste e fa tutto cio che è in suo potere per non soffrire, e se egli… Non voglio più parlare.

E: Parla, Verdi Garandieu, di la verità sul sacerdozio, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, solo la verità, solo la verità!

V: Ovviamente i preti, in primissimo luogo, dovrebbero darne l’esempio e predicarlo, sarebbe la prima condizione. Quando 1’uomo si dibatte nelle sue sofferenze di cui ho appena parlato, queste sofferenze che Dio gli ha imposto, e vuole respingerle con tutte le sue fibre, allora non è più la sofferenza perfetta secondo il primo e il più grande comandamento, la sofferenza perfetta secondo la volontà del Padre. Si dovrebbe dire: “Non la mia volontà ma la tua”, come Cristo nell’Orto degli Ulivi, Si dovrebbe unirla alla volontà di Dio, allora avrebbe un grande valore.

Ma quando non si può fare diversamente che portare la sofferenza, e solo con ripugnanza e una estrema… Certo vi sono sofferenze che possono causare una paura e una ripugnanza terribili, ma anche allora occorre unirsi alla volontà di Dio il più possibile. Quando pero parlo di resistenza, penso a questi uomini che con tutti i mezzi vogliono sottrarsi a questa sofferenza. Cio si applica anche alle coppie che non sopportano più il loro coniuge e vogliono cavarsela con tutti i mezzi. Essi devono sopportare la sofferenza e cosi potrebbero effettuare una grande espiazione.

Migliaia di uomini potrebbero soffrire per altre migliaia di uomini e ottenere cosi che costoro non si perdano. Sembra che lo si sia completamente dimenticato nella vostra Chiesa cattolica. Molto raramente si predica su questo fatto. è una grande cosa, una cosa predominante, perché è 1’imitazione di Cristo. Quando Cristo ha detto: “…e il prossimo tuo come te stesso”, Egli in tal modo non intendeva tanto il bene del corpo in primo luogo, benché ne faccia parte, ma in primo luogo lo spirito, 1’anima, affinché questa sia salvata (con disperazione e piangendo).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, in nome di san Vincenzo Ferrier, solo la verità, per la gloria di Dio e per i preti!

Anche oggi Cristo sarebbe respinto come agitatore pubblico

V: Se Cristo ritornasse su questa terra e predicasse la stessa cosa, vi sarebbero anche oggi migliaia e migliaia di persone che lo riterrebbero un agitatore e un pazzo, come ora migliaia e migliaia di persone considerano i buoni preti, le vere anime privilegiate, gli uomini che ancora hanno buone intenzioni, come pazzi, smarriti su false strade, o venuti dalla gavetta. Invece di salire verso 1’alto, si scende verso il basso perché è più facile. Molti preti, come ho già detto, non predicano più in profondità, non vanno più a fondo nelle cose, solo perché sarebbe un rimprovero per loro stessi, poiché dovrebbero allora cominciare da loro stessi, che non lo vogliono e credono di non poterlo fare.

Se essi stessi seguissero la via della virtù, potrebbero approfondire perfettamente le cose nelle loro prediche, ma cio che io stesso non vivo e non voglio, penso che neanche gli altri lo possano e lo vogliano. Non posso, in quanto prete, esigere più dai miei laici cio che io stesso non vivo e non faccio. è terribilmente tragico quanto avviene oggi nelle vostre chiese cattoliche. Questo si estende dai preti fino ai cardinali a Roma. Se vivessero ancora come Cristo e gli apostoli hanno dato 1’esempio, mostrerebbero anche ai fedeli ben altra via, una via assai diversa, molto più profonda, più chiara, più stretta, una via che conduce al Cielo. Questa ne è la causa. è la cosa più tragica, perché essi stessi non fanno penitenza e non vogliono convertirsi, come già lo predicava Giovanni Battista, e come Gesù stesso 1′ ha detto una volta alla gente e agli apostoli nei suoi ripetuti discorsi, allora… (respiro faticoso).

E: Di la verità, solo la verità, Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!

V: (respiro faticoso).

E: In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità sul sacerdozio, per quanto è nella volontà di Dio!

Illuminare i preti con tatto

V: La maggior parte dei preti che combattono ai giorni nostri cio che è profondo, vero e buono, lo fanno perché essi stessi non lo vivono più, perché il loro cuore è già diventato un luogo malfamato o perché già seguono la via larga della massa. Si dovrebbe avere il coraggio (a bassa voce)… Non voglio parlare.

E: Di la verità, per la sola gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, dell’ Immacolata, la verità sul sacerdozio!

V: …Per molti sarebbe bene avere il coraggio, quando demoliscono la tale o la tal’altra cosa e proferiscono critiche, di scagliare le cose in pieno loro volto, non in un modo che forse sarebbe offensivo, ma in un modo che li edificherà, mostrando loro che si desidera solo aiutarli. Si dovrebbe ancora imparare la psicologia.

E: Di la verità, solo la verità!

V: Cioè la psicologia attuale non è più buona, certo, perché precipita molti nella perdizione, ma quando parlo di psicologia, intendo una sana psicologia dove non si dice direttamente: “Tu sei cattivo. Sei orribile, per questo non vuoi”. Ma si dovrebbe dirlo con parole.

Si dovrebbe poter dire: “Non vivendolo più nel più profondo di se stessi, non lo predicano più, non osano più predicarlo? La grazia li ha già abbandonati? Sappiamo che i demoni sono ora terribilmente scatenati sulla terra.

Forse hanno bisogno di preghiera… e essi stessi pregano? Devono ritornare alla vera profondità non falsificata per poter condurre conformemente anche il loro gregge”. Per uomini che potrebbero sopportarlo e sono essi stessi di una natura decisa e dura si potrebbero usare mezzi ancor più energici. Gli uomini sono tutti diversi, come già diceva Padre Pio. Egli ha preso gli uomini in diversi modi. Ma in ogni caso si dovrebbe avere il coraggio di prenderli su quei punti, perché la maggior parte… ve ne sono pochi che possono agire per ignoranza, ma la maggior parte predicherebbe diversamente e condurrebbe diversamente il loro gregge, se fossero essi stessi disposti a vivere meglio e a seguire la via della rinuncia. è una grande verità che, benché sia ora già perso e nell’inferno, non ho il diritto di tacere, perché LORO (con voce afflitta) LASSù (gesto verso l’alto) 1’ordinano, e perché è accaduto a me stesso cio che… (le parole vengono meno).

E: Di la verità, Verdi Garandieu!

Migliaia di preti seguono la via facile della perdizione

V: …cio che (con disperazione, piangendo e urlando) non avrei mai pensato mi sarebbe successo. Come vivrei diversamente se potessi ritornare! Come mi trascinerei sulle ginocchia, giorno e notte, come pregherei LORO LASSù (gesto verso 1’alto) per il mio gregge! Nulla sarebbe troppo per me, anche se fossi martirizzato per questa ragione, martirizzato più di una volta, anche se dovessi morire martire! Lo farei (piangendo di disperazione) …lo farei volentieri se lo potessi ancora! L’accetterei volentieri, acconsentendo al sacrificio se LUI LASSù lo volesse, se fosse la Sua volontà. Aspirerei soprattutto alla prima virtù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore”. Cercherei come amarlo. Che cosa posso fare per lui? Che cosa Egli aspetta da me adesso, in quest’ora? Che cosa direbbe di questa cosa? Quale comportamento mi consiglierebbe? Vi è un proverbio che dice: Nel dubbio, scegliere il più difficile. I preti e i laici vivono secondo questo proverbio? è solo un semplice proverbio che non è stato detto da Dio stesso, ma dice vero. Dev’essere anche utilizzato ampiamente nel Regno LASSù (gesto verso 1’alto), perché migliaia di preti… Non voglio parlare.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità per la gloria di Dio, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria, solo la verità e solo la verità sul sacerdozio!

V: …migliaia di preti seguono la via della perdizione perché non scelgono cio che è difficile, perché seguono la via della minore resistenza e perché scelgono cio che sembra loro meglio e più adatto a se stessi. Ma non sempre cio che sembra meglio è più adatto al laico e al prete e buono anche ai Suoi occhi, dinanzi a LUI LASSù! Bisogna esaminarsi continuamente. Già san Paolo diceva: “Esaminate e mantenete quanto è buono”. è valido anche nelle questioni di fede e di stati d’anima. Si deve, si deve…

E: La verità, e sola la verità, Verdi Garandieu!

Il prete non deve familiarizzare troppo con la gente

V: …si deve, come già lo dicevano prima di me Giuda, Belzebù e altri demoni, si deve pregare molto lo Spirito Santo, insistentemente, ma che non sia una preghiera superficiale. Si deve esaminare il proprio cuore e si riconoscerà  la via che Dio vuole per ciascuno e che LUI (gesto verso l’alto) ha stabilito per ciascuno.

Ogni uomo ha la sua via stabilita e la sua missione stabilita, in particolare ogni prete che ricopre altissime funzioni, soprattutto agli occhi di QUELLO LASSù. Egli dovrebbe già essere rivestito di dignità agli occhi degli uomini. Non dovrebbe cercare di avvicinarsi agli uomini e di familiarizzare con loro, ma deve seguire, la via che gli conviene, la via che deve seguire, perché altrimenti si rovinerà.

I fedeli non hanno più stima, se egli cerca di mostrarsi familiare con loro e vuol fare tutto con loro. Deve regnare una certa, e anche una grande distanza tra il laico e il prete. Lo vuole Dio. L’ ha sempre voluto e stabilito cosi, perché il prete rappresenta grandi poteri divini e cammina sulle orme di Cristo. Se li rappresenta, deve anche mostrare ai laici il Sommo Sacerdote, il meglio, il più perfettamente possibile e deve soprattutto… Non potrà mai predicare abbastanza il rispetto, non potrà mai mostrare abbastanza cio che è la maestà di Dio e a che punto è tragico non chinarsi continuamente dinanzi a questa maestà.

Bisogna radicare nel cuore dei bambini il rispetto verso il Santissimo Sacramento

Lo si deve già inculcare ai bambini più piccoli, avessero due o tre anni. Si devono portarli dinanzi al S. Sacramento con un grande rispetto. Si deve andare con loro in chiesa. Quando vi si va, si deve dire loro di pregare ad ogni genuflessione, almeno: “Sia lodato e adorato in ogni momento il Santissimo Sacramento dell’Altare”.

Devono poi invocare tutti gli Angeli e lodare con loro la maestà di Dio (gesto verso l’alto), la sublimità del Cielo e la grandezza della Trinità. Che rappresenta dunque questa Chiesa che non può più lodare questa trinità! Che rappresenta dunque questa Chiesa che non pone Dio lontano, lontano, molto lontano al di sopra dell’uomo e non ricorda continuamente la grandezza e la santità di questa Trinità, non ricorda che tutto dipende da una cosa: piacere a Dio, che trionferà LASSù (gesto verso 1’alto) in una grande potenza e una grande magnificenza.

Se i preti non lo fanno più oggi in chiesa, almeno i genitori di questi bambini dovrebbero farlo continuamente. Non si potrà mai ricordare loro abbastanza a che punto bisogna lodare e benedire Dio, anche quando non va e quando sembra che LUI (gesto verso 1’alto) non vi voglia bene. Proprio nella sofferenza, infatti, quando le conseguenze di questa sofferenza o la gloria e il trionfo che ne derivano… si dovrebbe ringraziare Dio e adorarLo in ginocchio per questa sofferenza che Egli ha mandato, perché la sofferenza purifica 1’anima e porta sulla via della virtù.

Quando si vuole evitare ogni sofferenza e allontanare tutti i sassi dalla via, anche la via della virtù scompare prestissimo. Guardate i preti dei tempi passati e alcuni rari preti attuali, guardate come vivono, spesso nelle più modeste condizioni, ma portano nello stesso tempo in sé la pace di Dio che supera di gran lunga, molto di gran lunga, tutto il resto, tutta la magnificenza di questo mondo. Cristo ha detto: “Che cosa serve all’uomo guadagnare 1’universo se arriva a perdere la sua anima?”.

Il vero amore del prossimo comincia dall’anima

E così io, Verdi, devo dire che il vostro tempo attuale manca davvero di luci; la vostra Chiesa attuale che predica al popolo di praticare la carità verso il prossimo, mentre in realtà non vi è carità verso il prossimo. La vera carità verso il prossimo comincia nell’anima, non nel corpo. Non è meglio che gli uomini muoiano di tisi, di peste, di guerra o di qualsiasi malattia e debbano sopportare grandi, grandissime sofferenze, ma conquistino la gloria di Dio, e non perdano la loro anima?

Invece gli uomini che vivono in un gran lusso, sono troppo schiavi del mondo e adocchiano troppo i beni terreni, sono in grande, grandissimo pericolo di perdere la loro anima. Quanto alla Massoneria ha qui imbastito, devo dirlo; e completamente a scapito della vostra Chiesa e degli uomini. In verità non è la carità verso il prossimo. è ipocrisia e marciume. è la rovina delle anime (respiro faticoso).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!

V: Se sapessero a quale perdizione portano i loro subalterni con questa cosiddetta carità verso il prossimo, si asterrebbero da tali discorsi, parlerebbero in tutt’altro modo. Certo bisogna aiutare gli altri, servirli, aiutarli con denaro quando sono nel bisogno, ma non è tutto e non è 1’essenziale. L’essenziale è restare sempre fedeli a se stessi e non vendere la propria anima. L’amore del prossimo è riportare l’altro sulla buona via e su una via migliore, di sapervelo condurre, su questa buona via e condurlo LASSù (gesto verso 1’alto). Cosi migliaia, è un tristissimo fatto, migliaia di preti, di vescovi e di cardinali tendono oggi… Non voglio parlare.

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce!

V: …tendono a predicare 1’amore del prossimo col pretesto dell'”Amore del prossimo” e a predicarlo in modo che sembri provenire dalla Chiesa e da Dio. Ma in realtà è l’inizio della caduta e della perdita della virtù, perché non è mai il vero amore del prossimo quello che non aiuta gli altri a conseguire la salvezza della loro anima (lamenti).

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ti ordina di dire sul sacerdozio!

Bisogna essere severi per amore del prossimo perché l’inferno esiste

V: L’amore del prossimo e anche quando a volte si deve far male all’altro; quando si presume che si farà del male a chi bisogna parlare. Egli si renderà conto, presto o tardi, che quanto li per li gli è sembrato un colpo di frusta era, in realtà, il rimedio. I preti dovrebbero usare molto di più sul pulpito la frusta e le parole decise, perché vi è realmente la giustizia e 1’eternità (a voce forte) ed esiste 1’inferno.

Ma molti non lo fanno più perché essi stessi non credono più all’inferno, e neanche al Cielo in tutta la sua profondità e la sua verità. Se credessero ancora, come potrebbero sviare migliaia di uomini che dovrebbero invece essere condotti verso LASSù? (gesto verso 1’alto). Che cosa sono questi preti? Io stesso non posso certo vantarmi, ma non ho mai fatto cio che fanno oggi molti preti, mai ho parlato con tanta viltà! Essi si rovinano con le proprie mani. Per molti, devo dirlo, anche se molti non lo credono, per molti, giù (nell’inferno) è preparato fin d’ora (grida, pianto d’immensa disperazione) il posto verso il quale vanno…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, di quanto la Madre di Dio…

V: (interrompendolo) …questo vale altrettanto per i vescovi, i cardinali e i laici. Se vedessero, se vedessero solo il centesimo di questo tremendo caos verso il quale vanno, direbbero mille e mille volte “mea culpa”, si afferrerebbero per il bavero e da se stessi estirperebbero il verme che rode la loro anima corrosa.

Non smetterebbero di estirpare questo verme prima che non deponga più uova. Strapperebbero tutti i bacilli uno dopo 1’altro con pinze da fuoco se vedessero cio che produce in loro col tempo. Praticherebbero di nuovo, soprattutto, prima 1’amore di Dio, il primo comandamento, e poi il vero amore del prossimo, dove è detto: “…il prossimo tuo come te stesso”. Il vero amore del prossimo, che non dice: “Da all’altro tutto cio di cui ha bisogno, e andrà bene”. Non si puo mica “avere”, quando un altro vive nella povertà. Deve vivere meglio ecc. ecc.

Ma spesso così non gli si porta nessun aiuto. Spesso non si fa che pavimentare la strada che conduce alla perdizione (grida di disperazione e pianto). Io, Verdi Garandieu, oggi ho dovuto dirlo. Non volevo parlare.

Per questo mi sono a lungo rifiutato di dire il mio nome, ma LORO LASSù (gesto verso 1’alto) mi hanno ordinato di parlare, perché è quanto è accaduto a me stesso, perché io stesso non ho esercitato il mio sacerdozio come avrei dovuto esercitarlo. E per finire devo dire: Il sesto comandamento e il lusso costituiscono oggi la disgrazia di molti preti (con voce disperata, piangendo).

Se vedessero come è spaventosamente tragico! Farebbero tutto… si sacrificherebbero fino all’ultima fibra, si ricrederebbero e farebbero tutto il possibile. Ricomincerebbero tutto, aspirerebbero a un nuovo inizio nella perfezione e supplicherebbero tutti gli angeli, la potenza di tutti i santi angeli affinché ottengano loro di convertirsi, PERCHé IL REGNO DELLA MORTE E DELLE TENEBRE è VICINISSIMO! IL SUO VERME NON SI ESTINGUE MAI E IL SUO TRAGICO E TREMENDO TORMENTO DURA ETERNAMENTE (con disperazione), DURA ETERNAMENTE! Io devo dirlo! Ho finito di parlare, ho finito di parlare!

Immacolata Concezione di Maria

Una singolare esperienza negli Esorcismi: il Diavolo costretto a tessere gli elogi della Vergine Immacolata, persino componendo per lei un sonetto di alta ‘mariologia’.
Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare. Infatti, talvolta (ogni volta che un esorcista gli comanda in nome di Gesù – NdR), Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.
Vediamo come in qualche occasione questi sia diventato un ottimo apologista della Madonna.
Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della “Scala Santa” a Roma, interrogò il Demonio: “Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?”. Ecco la risposta: “Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”.
Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al Demonio di dire che cosa lo spaventa di più in Maria. Il Diavolo rispose: “Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo”.
A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tutte le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: “È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato”.
La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi. Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la ‘parusia’; ma sappiamo l’aiuto che ella ci dà ora, come madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.
L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua. Paolo è molto chiaro al riguardo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-13).
L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria.
Un sonetto mariano composto dal Diavolo
Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – da bravi ‘buffoni’ napoletani – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta]. Subito Satana pronunciò questi versi:
“Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.
Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.
L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre”.
Pio IX si commosse quando lesse questo sonetto, che gli fu presentato in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

di Padre Gabriele Amorth

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«Permetterà Dio che siano castigati questi uomini iniqui dalla crudeltà dei fieri demoni…»

 

Il fatto che sono per raccontare mi seguì il giorno della festa del gran principe degli apostoli, il glorioso san Pietro, 29 giugno 1820. Fui alienata dai propri sensi, proseguendo a pregare il giorno del gran principe san Pietro del 1820, pregando per i bisogni della santa Chiesa cattolica, trovandomi di pregare per la conversione dei peccatori, fratelli miei, nel numero dei quali io occupo il primo luogo, si trovava il mio povero spirito sollevato per mezzo di particolare favore di Dio ad un rapimento celeste, e mi trovavo propriamente vicina a Dio medesimo, per mezzo di una luce inaccessibile ero unita intimamente in Dio in guisa tale che più non mi distinguevo, ma tutto ero trasformata in quella divina luce.

Ricevetti la dolce impressione della divina carità. Oh qual giubilo, oh qual contento di paradiso restò nel povero mio cuore! Quando ero in mezzo a questa dolcezza e il mio spirito era circondato da una perfetta quiete, mi parve di vedere aprirsi il cielo, e scendere dall’alto con grande maestà, corteggiato da molti santi angeli, che cantavano inni di gloria, il grandissimo principe degli apostoli san Pietro, vestito degli abiti pontificali, portava nelle mani il pastorale, con il quale segnava sopra la terra una vastissima croce. Nel tempo che il santo apostolo segnava la suddetta croce, i santi angeli gli facevano d’intorno corona, cantavano con sommo rispetto e venerazione, in lode del santo apostolo: «Costitues eos principes super omnem terram», con quello che segue in appresso.

Appuntava il suo misterioso pastorale sopra i quattro lati della suddetta croce segnata, e al momento vedevo apparire quattro verdeggianti alberi, ricoperti di fiori e frutti preziosissimi. I misteriosi alberi erano in forma di croce, erano circondati da una luce risplendentissima, fatta che ebbe questa operazione, andò ad aprire tutte le porte dei monasteri delle monache e dei religiosi. Con interno sentimento distinguevo che il santo apostolo aveva eretto quei quattro misteriosi alberi per dare un luogo di rifugio al piccolo gregge di Gesù Cristo, per liberare i buoni cristiani dal tremendo castigo, che metterà a soqquadro tutto il mondo.

Tutti i buoni cristiani, che avranno conservato nel loro cuore la fede di Gesù Cristo, saranno tutti sotto questi misteriosi alberi rifugiati; come ancora tutti i buoni religiosi e religiose, che fedelmente avranno nel loro cuore conservato lo spirito del loro santo istituto saranno tutti sotto questi misteriosi alberi rifugiati e liberi dal tremendo castigo. Così dico di tanti buoni ecclesiastici secolari ed altro ceto di persone, che avranno conservato la fede nel loro cuore, questi saranno tutti salvi. Ma guai a quei religiosi e religiose inosservanti, che disprezzarono le sante regole, guai, guai, perché tutti periranno sotto il terribile flagello.

Così dico di tutti i cattivi ecclesiastici secolari e ogni altro ceto di persone, di ogni stato, di ogni condizione, che dati in preda al libertinaggio e vanno dietro alle false massime della riprovata filosofia presente. Questi sono contro le massime del santo evangelo, negano la fede di Gesù Cristo, questi infelici tutti periranno sotto il peso del braccio sterminatore della divina giustizia di Dio, alla quale nessuno potrà resistere.

Rifugiati che erano tutti i buoni cristiani sotto i misteriosi alberi, che li vedevo sotto la forma di belle pecorelle, sotto la custodia del loro pastore san Pietro, al quale tutte prestavano umile soggezione e rispettosa obbedienza, queste simboliche comparse significa il popolo cristiano: che milita sotto il glorioso stendardo della croce, il quale sarà immune dal tremendo castigo, che Dio è per mandare sulla terra, per i tanti peccati che si commettono dalla maggior parte del cristianesimo.

Fatta dunque dal santo apostolo la suddetta operazione di assicurare sotto i misteriosi alberi il piccolo gregge di Gesù Cristo, il santo apostolo risalì al cielo, accompagnato dai santi angeli che con lui erano discesi. Risaliti che furono al cielo, il cielo si ammantò di tenebroso azzurro, che il solo mirarlo faceva terrore, un caliginoso vento con l’impetuoso suo soffio dappertutto si faceva sentire, con l’impetuoso e tetro suo fischio urlando nell’aria qual fiero leone col suo fiero ruggito l’orrido suo eco per tutta la terra faceva risuonare.

Il terrore, lo spavento poneva tutti gli uomini e tutti gli animali in sommo spavento, tutto il mondo sarà in rivolta e si uccideranno gli uni con gli altri, si trucideranno tra loro senza pietà. Nel tempo della sanguinosa pugna, la mano vendicatrice di Dio sarà sopra questi infelici, e con la sua onnipotenza punirà il loro orgoglio e la loro temerarietà e sfacciata baldanza, si servirà Dio della potestà delle tenebre per sterminare questi settari, uomini iniqui e scellerati, che pretendono di atterrare, di sradicare dalle sue profonde radici, di buttar giù dai suoi più profondi fondamenti la nostra santa madre Chiesa cattolica.

Questi uomini indegni pretendono di balzare Dio dal suo augustissimo trono, per mezzo della loro perversa malizia. Dio si riderà di loro e della loro malizia, e con un solo cenno della sua destra mano onnipotente punirà questi iniqui, permettendo alla potestà delle tenebre di sortire dall’inferno, e queste grandi legioni di demoni scorreranno tutto il mondo, e per mezzo di grandi rovine eseguiranno gli ordini della divina giustizia, a cui questi maligni spiriti sono soggetti, sicché né più né meno di quanto lo permetterà Dio potranno danneggiare gli uomini e le loro sostanze, le loro famiglie, i loro poderi, villaggi, città, case e palazzi, e ogni altra cosa che sussisterà sopra la terra.

Comanderà Dio imperiosamente alla potestà delle tenebre che facciano crudo scempio di tutti i suoi ribelli, che temerariamente ardirono di offenderlo con tanto ardire e baldanza. Permetterà Dio che siano castigati questi uomini iniqui dalla crudeltà dei fieri demoni, perché volontariamente alla potestà del demonio si assoggettarono, e con loro si confederarono a danneggiare la santa Chiesa cattolica.

Permetterà Dio che da questi maligni spiriti siano puniti, per mezzo di morte cruda e spietata. E perché il povero mio spirito bene apprendesse questo sentimento della giustizia divina, mi fu mostrato l’orrido carcere infernale. Vedevo aprirsi dal profondo cupo della terra una tenebrosa e spaventevole caverna, piena di fuoco, dove vedevo sortire tanti demoni, i quali, presa chi una figura e chi un’altra, chi da bestia, chi umana, venivano tutti ad infestare il mondo e fare dappertutto stragi e rovine.

Ma buono per i veri e buoni cristiani, mentre in loro favore avranno il valevole patrocinio dei gloriosi santi apostoli san Pietro e san Paolo. Questi vigileranno alla loro cura e custodia, acciò quei maligni spiriti non possano nuocere né la loro roba né le loro persone; ma questi buoni cristiani saranno preservati ed immuni dalle spietate rovine che faranno questi maligni spiriti, con il permesso di Dio e non altrimenti, mentre questo immenso Dio è l’assoluto padrone del cielo e della terra e dell’inferno, la cui tenebrosa potestà non può farci alcun danno senza il suo sommo permesso, senza la sua volontà.

Permetterà Dio a questi maligni spiriti di fare molte rovine sulla terra, deguasteranno tutti quei luoghi dove Dio è stato ed è oltraggiato, profanato, idolatrato e sacrilegamente trattato: tutti questi luoghi saranno demoliti, rovinati, e perderanno ogni loro vestigio.

Fatta la suddetta operazione, puniti gli empi con morte crudele, demoliti questi indegni luoghi, vidi ad un tratto riasserenare il cielo, ed immantinente dall’altezza di esso vidi scendere sulla terra un maestoso trono, dove vedevo il santo apostolo san Pietro maestosamente vestito degli abiti pontificali, corteggiato da immenso numero di angeli, i quali gli facevano d’intorno corona, e cantando inni di gloria in lode del santo, ossequiandolo qual principe della terra.

In questo tempo vidi nuovamente aprire il cielo e scendere con gran pompa e maestà il glorioso san Paolo, che con autorevole potestà di Dio, in un baleno scorreva tutto il mondo, e incatenava tutti quei maligni spiriti infernali, e li conduceva avanti al santo apostolo, il quale con il suo autorevole comando li tornò a confinare nelle tenebrose caverne, donde ne erano usciti. Al comando del santo apostolo san Pietro tutti tornarono nel baratro dell’inferno.

Al momento si vide sulla terra apparire un bello splendore, che annunziava la riconciliazione di Dio con gli uomini; dai santi angeli fu condotto il piccolo gregge di Gesù Cristo avanti al trono del gran principe san Pietro. Questo gregge era quel suddetto gregge di buoni cristiani, che in tempo del tremendo castigo sarà rifugiato sotto i misteriosi alberi anzidetti, significati quali gloriosi stendardi della croce, insegna misteriosa della nostra santa religione cattolica. I misteriosi frutti dei suddetti alberi sono i meriti infiniti di Gesù crocifisso, che per amore del genere umano volle essere appeso sopra l’albero della croce.

Presentato che fu dai santi angeli il piccolo numero dei cristiani avanti al trono del gran principe degli apostoli san Pietro, tutti quei buoni cristiani gli fecero profonda riverenza, e benedicendo Dio fecero i loro più umili ringraziamenti a Dio ed al santo apostolo, per avere retto e sostenuto la Chiesa di Gesù Cristo e il cristianesimo, acciò non andasse errato nelle false massime del mondo.

Il santo scelse il nuovo pontefice, fu riordinata tutta la Chiesa secondo i veri dettami del santo Evangelo, si ristabilirono gli ordini religiosi, e tutte le case dei cristiani divennero tante case religiose, tanto era il fervore, lo zelo della gloria di Dio, che tutto era ordinato all’amore di Dio e del prossimo. In questa maniera si formò in un momento il trionfo, la gloria, l’onore della Chiesa cattolica: da tutti era acclamata, da tutti stimata, da tutti venerata, tutti si diedero alla sequela di essa, riconoscendo tutti il vicario di Cristo, il sommo pontefice.

elisabetta

Dal Diario della beata Elisabetta Canori Mora (Libreria Editrice Vaticana), paragrafi n. 454, 455, 456

Rivelazioni Private Maria Valtorta Gesù Ave Maria

Gesù ci mostra la bellezza e la potenza nella recita di una sola Ave Maria ben meditata. 

3 settembre 1943

   Dice Gesù:
   «Beate quelle labbra e quelle contrade in cui si pronuncia: “Ave Maria”. Ave: io ti saluto. Il più piccolo al più grande, il bimbo al genitore, l’inferiore al superiore, sono tenuti, nella legge di educazione umana, a dire sovente il saluto rispettoso, doveroso, amoroso, a seconda dei casi. Il fratello mio non deve negare questo atto di amore riverenziale alla Mamma perfetta che abbiamo in Cielo.
Ave Maria. È un saluto che monda le labbra e il cuore perché non si possono dire quelle parole, con riflessione e sentimento, senza sentirsi divenire più buoni! È come avvicinarsi ad una sorgente di luce angelica e ad un’oasi fatta di gigli in fiore.
Ave, la parola dell’angelo che vi è concesso di dire per salutare Quella che salutano con amore le Tre eterne Persone, l’invocazione che salva, abbiatela sempre molto sulle labbra. Ma non come movimento macchinale dal quale l’anima sia esclusa, sibbene come moto dello spirito che si inchina davanti alla regalità di Maria e si tende verso il suo cuore di Madre.
Se voi sapeste dire con vero spirito a queste parole, anche solo queste due Parole, sareste più buoni, più puri, più caritatevoli. Perché gli occhi del vostro spirito sarebbero allora fissi in Maria e la santità di Lei vi entrerebbe nel cuore attraverso a quella contemplazione. Se le sapeste dire non sareste mai desolati. Perché Ella è la fonte delle grazie e della misericordia. Le porte della misericordia divina si aprono non soltanto sotto la spinta della mano di mia Madre, ma anche al suo semplice sguardo.
Torno a dire: beate quelle labbra e quelle contrade in cui si pronuncia: Ave Maria. Ma si pronuncia come si deve. Perché se è vero che Dio non si irride è anche vero che Maria non si inganna.
Ricordatevi sempre che Ella è la Figlia del Padre, la Madre del Figlio, la Sposa dello Spirito Santo, e che la sua fusione con la Trinità è perfetta. Perciò Ella del suo Signore possiede le potenze, le intelligenze, le sapienze. E le possiede con la pienezza assoluta.
Inutile andare da Maria con l’anima sporca di corruzione e di odio. Ella vi è Madre e sa medicare le vostre ferite, ma vuole che almeno sia in voi il desiderio di guarire da esse.
A che giova volgersi a Maria, la Purissima, se lasciando il suo altare, o finendo di pronunciare il suo nome, andate a commettere peccato di carne o a proferire parole di bestemmia? Che vale volgersi a Maria, la Pietosa, se subito dopo, anzi se nel tempo stesso, avete in cuore rancori e sulle labbra maledizioni per i fratelli? Che vi può procurare di salvezza, questa Salvatrice, se voi distruggete con la vostra volontà perversa, la vostra salvezza?
Tutto è possibile alla Misericordia di Dio e alla potenza di Maria, ma perché arrischiare la vita eterna attendendo di conseguire la buona volontà di pentimento nell’ora della morte? Non sarebbe bene, poiché non sapete quando sarà la vostra chiamata alle mie porte, essere amici veri di Maria per tutta la vita e avere così garanzia di salvezza?
Perché, lo ripeto, l’amicizia con Maria è causa di perfezione perché infonde e trasfonde le virtù dell’Amica eletta, che Dio non ha sdegnato e che vi ha concesso come coronamento dell’opera di redenzione del Figlio suo. Io, il Cristo, vi ho salvato col Dolore e col Sangue; Ella, Maria, con il Dolore e col suo pianto, e vorrebbe salvarvi col suo Amore e il suo sorriso.»

4 settembre 1943

    Dice Gesù:
«Dio non ha mandato il suo angelo a dire “ave” a Maria soltanto. Dio vi saluta o figli cari, con le sue attenzioni, Dio vi manda per angeli le sue sante ispirazioni, Dio vi porta le sue benedizioni da mattina a sera e da sera a mattina. Siete sempre circondati dalle onde amorose a previdenti1 del pensiero di Dio.
Come mai allora voi non avvertite nulla o tanto poco? Come mai non vivete in giustizia e santità? Perché siete impermeabilizzati all’influsso della grazia, perché siete resi refrattari all’azione dell’amore dalla vostra volontà contraria al Bene.
Gabriele disse a Maria: “Ave”, e il suono della voce angelica portò, sulla già inondata di grazia, una nuova onda di grazia. La luce vivissima del suo spirito immacolato toccò il vertice della luminosità perché la rispondenza dello spirito di Maria fu perfetta.
Umiltà, prontezza, pudore, preghiera…, che non trovò di eccelso la parola angelica per divenire prima scintilla dell’incendio dell’Incarnazione? Grande il dono di preservazione dalla colpa di origine che l’Eterno aveva fatto alla prescelta ad essere il primo tabernacolo del Corpo del Figlio. Ma quanta, quanta, quanta rispondenza in Maria!
Se ad altra creatura fossero stati elargiti, non dico i doni segreti che solo Dio sapeva aver dati, ma i doni palesi, di cui uno si accorge – quali intelligenza somma istruzioni soprannaturali, contemplazioni accese, e parlo solo dei doni morali e spirituali – come non si sarebbe, almeno ad intervalli, gloriata quella creatura di tanto dono?
Ma no, in Maria nulla di questo. Più Dio l’innalzava verso il suo trono e più aumentavano in Lei riconoscenza, amore e umiltà. Più Dio le faceva capire come su di Lei fosse stesa la mano divina a protezione contro ogni insidia del male e più in Lei aumentava la vigilanza contro il male.
Maria non ha commesso lo sbaglio che fa crollare tante anime, dotate della capacità di perfezione, ossia non ha mai detto: “Sento che Dio mi veglia, sento che Dio mi ha scelta. Lascio a Lui la briga di difendermi dal Nemico”. No. Maria, pur riconoscendo l’opera di Dio in Lei, agì come se fosse la più derelitta, in doni spirituali, delle creature. Dall’alba al tramonto, e persino nel suo sonno verginale vegliato dagli angeli, la sua anima rimaneva vigilante.
Non credete che la tentazione abbia risparmiato Maria. Non ha risparmiato Me il Tentatore; con doppia ragione non risparmiò Lei. Doppia ragione. La prima di esse: Maria era la senza macchia ma sempre creatura, Io ero Dio. La seconda: era più importante per Lucifero corrompere il seno della donna che avrebbe portato il Cristo, che non attaccare Cristo stesso.
Egli, l’Astuto, sapeva che il Verbo si sarebbe fatto carne, per una fusione di spirito a Spirito, in un seno in cui non fosse albergato nessun peccato.Nessun peccato, ripeto. Se, da Eva in poi, fosse riuscito a indurre in tentazione tutte le donne, era sicuro che mai sarebbe stato vinto dal Vincitore eterno.
Una sola gli ha sempre resistito: Maria. E Uno solo sa quale ricamo, quale filigrana di seduzione stese Lucifero intorno a Maria per scuotere e appannare la sua superangelica anima. Quell’Uno che sa è Dio. E dato che certi segreti sono troppo grandi per voi, non ve li dirà. Dallo splendore di Maria in Cielo capirete la grandezza della sua anima. Grandezza conseguita di sua volontà, e che sarebbe stata grandissima anche senza aiuti supremi, tanto Essa volle esser santa per amore del suo Dio.
Ben a ragione poté dunque dire l’Angelo: “Piena di grazia”. Sì, piena di grazia. La Grazia era in Lei. La Grazia ossia Dio, e la grazia ossia il dono di Dio, da Lei saputo far fruttare al mille per cento.
   Ecco quello che ci vuole, o figli, per far sì che le cose celesti concepiscano in voi il Cristo: la vostra aderenza alla grazia, il vostro raccogliere la grazia, il vostro moltiplicare la grazia, il vostro aspirare la grazia. Il corpo per vivere deve aspirare aria e cibo. L’anima per vivere deve aspirare la grazia. Allora avviene che la Luce scende dove può incarnarsi e il Cristo nasce misticamente in voi come realmente nacque in Maria.
Ave Maria, piena di grazia. Guardatela, voi tutti, o cristiani, così dissimili dal primo Figlio di Maria, guardatela soprattutto voi donne, così dissimili da Lei, e imparate, e meditate che la strada al male dalle mille facce l’avete dischiusa voi con la vostra carnalità contraria alla vita della grazia nelle creature, senza la quale l’uomo diviene un demone e il mondo un inferno

5 settembre 1943

   Dice Gesù:
«”Il Signore è con te”. Sempre il Signore è con l’anima in grazia. Dio non si allontana neppure quando il Tentatore si avvicina. Dio si allontana soltanto quando la creatura cede al Tentatore e corrompe l’anima sua. Allora Dio si ritira, perché Egli non può coabitare col Nemico. Si ritira e come un Padre, non sdegnato ma addolorato, attende che venga la resipiscenza nel cuore della creatura e che essa riannodi il legame d’amore con il Padre. Dio vorrebbe essere sempre con voi. Se tutti i vostri angeli, numerosi come stelle in cielo, potessero salutarvi colle parole: “Il Signore è teco”, la gioia del vostro Signore sarebbe completa poiché Noi desideriamo essere con voi e per questo vi abbiamo creati.
Maria era con Dio e Dio era con Maria. Le due perfezioni si attiravano e si univano con un incessante moto di affetti. La Perfezione infinita di Dio scendeva con gioia inconcepibile a voi mortali, a possedere questa creatura. La perfezione umana di Maria: l’unica dei figli dell’uomo che sia sempre stata perfetta, si lanciava incontro alla Perfezione divina per avere modo di vivere.
   Sì, l’essere con Dio era la vita di Maria nell’ora superstraziante del Calvario del Sepolcro, quando i Cieli si chiusero sul Morente e sulla Trafitta, la privazione di Dio fu, delle sette spade, la più accesa trafiggente, tocco insuperabile all’edificio di dolore richiesto dalla Redenzione.
Io ho toccato il vertice del dolore completo dal Getsemani all’ora di nona; Maria ha toccato il vertice del dolore, completo anche in Lei nonostante non sia stata crocifissa materialmente, dal Calvario al momento della Resurrezione. E il motivo di tale superdolore è uno solo: l’esser privati dell’unione con Dio.
Anche per voi dovrebbe esser così. Ma l’uomo, ormai, trova gravosa l’unione con Noi e non sente quale miseria è la sua quando è privo di Noi. Miseria, cecità, pazzia, morte, ecco cosa è la perdita dell’unione col vostro Signore. E non ci pensate mai!
Se perdete poche monete, un oggetto, la salute, un impiego, un animale, vi mettete in moto per ritrovarli e usate di tutti i mezzi umani e soprannaturali per riuscire allo scopo. Sì, per trovare qualcosa di limitato e caduco sapete pregare.
   Ma quando perdete Dio non lo cercate. Non vi rivolgete ai miei Santi perché vi aiutino a ritrovare la via di Dio, non usate delle cure umane per frenare i vostri impulsi. Vi pare cosa di poco conto perdere l’unione con Dio. Ed è la cosa essenziale.
Maria non si separò mai da Dio. Gli spiriti rimasero fusi in un abbraccio d’amore che ebbe coronamento in Cielo. Questa unione fu la principale forza di Maria, come figlia d’Adamo, perché in essa trovava la corazza per rendere sé intoccabile dal morso del Tentatore.
Chi è con Dio non è che non veda il male che, come lurido indumento o ripugnante malattia, ricopre tante creature. Lo vede, anzi, con maggiore nitidezza di molti altri, ma la sua vista non corrompe nulla. Dagli occhi il male non entra a solleticare gli istinti covanti nella carne o i malvagi movimenti della mente. Ciò avviene unicamente in coloro che, disuniti da Dio, hanno in sé ospite il Nemico.
L’unito con Dio è saturo di Dio, e ogni altra cosa che non sia Dio resta alla superficie; vento che corruga leggermente la superficie dell’animo e non entra a sconvolgere l’interno. Non solo. L’unito con Dio, veramente unito con Dio anziché assorbire l’esterno in sé, diffonde l’interno sui prossimi: diffonde, cioè, il Bene, Iddio.
Sì, è proprio così: colui che è con Dio ha un potere irradiante, ben più potente di quello di tanti corpi dell’universo sui quali l’uomo ha affaticato la mente e innalzato un monumento di orgoglio. E soprattutto ha un potere soprannaturalmente utile, poiché chi porta il Santo dei santi in sé, e vive di Lui, lo comunica agli altri. È quello che fa dire: “Costui è un santo”.
Maria ha posseduto alla perfezione l’unione con Dio e con tutte le sue forze ha teso a sempre più fondersi con Esso. Si potrebbe dire che Maria si annullò in Dio tanto visse di Lui solo.
Ho detto: “Maria trovò in questo la principale forza per rendersi intoccabile”. Non capite le cose a rovescio. Maria, l’Umilissima, non osava neppure lontanamente pensare d’essere la creatura perfetta. Ella ignorava il suo destino e la sua immacolatezza. Conobbe il mistero alle parole di Gabriele e nell’abbraccio nuziale con lo Spirito Eterno. Ma durante la sua giovinezza, età piena di insidie, ripeto: trovò nell’unione con Dio la forza. La volle trovare a qualunque costo perché avrebbe preferito morire cento volte anziché uscire per un attimo dall’alone di Dio.
Io vorrei che più di tante pratiche, più o meno pie, i miei diletti in specie, gli altri poi, tendessero a questa pratica sovrana dell’unione con Me. Facile e realmente preghiera la preghiera, acceso il cuore, casto il corpo, onesto il pensiero, tutto in voi diverrebbe4 santo e buono, e la terra conoscerebbe i giorni nuovi in cui gli angeli potrebbero salutare gli uomini colle parole: “Il Signore è con voi”.»

6 settembre 1943

   Dice Gesù:
«”Benedetta tu fra tutte le donne”. Questa benedizione che voi dite malamente o non dite affatto a Colei che col suo sacrificio ha iniziato la Redenzione, risuona continuamente in Cielo pronunciata con infinito amore dalla nostra Trinità, con accesa carità dai salvati dal nostro sacrificio e dai cori angelici. Tutto il Paradiso benedice Maria, capolavoro della Creazione universale e della Misericordia divina.
Se anche tutta l’opera del Padre per creare dal nulla la Terra non avesse servito che per accogliere Maria, l’opera creativa avrebbe avuto la sua ragione d’essere, perché la perfezione di questa Creatura è tale che essa è testimonianza non solo della sapienza e della potenza, ma dell’amore con cui Dio ha creato il mondo.
La creazione terrestre avendo invece dato Adamo e la razza di Adamo, Maria testimonia il super- amore misericordioso di Dio verso l’uomo,perché attraverso Maria, Madre del Redentore, Dio ha operato la salvezza del genere umano. Io sono il Cristo perché Maria mi ha concepito e dato al Mondo.
Voi mi direte che come Dio potevo superare la necessità di prendere carne nel seno di una donna. Tutto potevo, è vero. Ma riflettete quale legge d’ordine e bontà sta nel mio annichilimento in veste mortale.
   La colpa commessa dall’uomo doveva essere scontata dall’uomo e non dalla divinità non incarnata. Come avrebbe potuto la Divinità, Spirito incorporeo, redimere col sacrificio di Se stessa le colpe della carne? Necessità dunque che Io, Dio, pagassi con lo strazio di una Carne e di un Sangue innocenti, nati da una innocente, le colpe della carne e del sangue.
   La mia mente, il mio sentimento, il mio spirito avrebbero sofferto per le colpe vostre di mente, di sentimento e di spirito. Ma per essere Redenzione di tutte le concupiscenze, inoculate in Adamo e nella sua progenie dal Tentatore, doveva, l’Immolato per tutte, essere dotato di una natura simile alla vostra, resa degna d’esser data in riscatto a Dio dalla Divinità nascosta in essa, come una gemma d’infinito soprannaturale valore nascosta sotto una veste comune e naturale.
   Dio è ordine e Dio non viola e non violenta l’ordine, salvo che in casi eccezionalissimi, giudicati utili dalla sua Intelligenza. Tale non era il caso della mia Redenzione.
   Non dovevo unicamente cancellare la colpa dal momento di essa al momento del sacrificio e annullare nei futuri gli effetti della colpa facendoli nascere, come Adamo avanti di commetterla, ignari del male. No. Io dovevo con un sacrificio totale riparare la Colpa e le colpe di tutta l’umanità, dare l’umanità già estinta l’assoluzione della colpa, a quella vivente in quell’ora e nella futura il mezzo per essere aiutata a resistere al male e per essere perdonata dal male che la sua debolezza l’avrebbe indotta a commettere.
   Doveva perciò il mio sacrificio essere tale da presentare tutti i requisiti necessari, e tale poteva essere solo in un Dio fatto uomo: ostia degna di Dio mezzo compreso dall’uomo. Inoltre Io venivo a portare la Legge.
Se la mia Umanità non fosse stata, come avreste potuto credere, voi, poveri fratelli miei, che faticate ad aver fede in Me, vissuto per 33 anni sulla terra Uomo fra gli uomini? E come potevo apparire già adulto a popoli ostili o ignoranti rendendoli persuasi della mia natura e della mia dottrina? Sarei allora apparso agli occhi del mondo come uno spirito che avesse preso sembianza d’uomo, ma non come uomo che nacque e morì versando sangue vero attraverso alle ferite di una vera carne – e ciò a prova d’esser uomo – e risorse e ascese al Cielo col suo corpo glorificato – e ciò a prova d’esser Dio che torna alla sua dimora eterna.
Non è più dolce per voi pensare che sono realmente vostro fratello, nella sorte di creature che nascono, vivono, soffrono e muoiono, che non pensarmi spirito superiore alle esigenze dell’umanità?
   Necessità dunque che una donna mi generasse secondo la carne, dopo avermi concepito al disopra della carne, poiché da nessun coniugio di creature, per sante che fossero, poteva esser generato1 il Dio-Uomo, ma solo da uno sponsale tra la Purezza e l’Amore, tra lo Spirito e la Vergine, creata senza macchia per esser matrice alla carne di un Dio, la Vergine il cui pensiero era gaudio di Dio da prima che il tempo fosse, la Vergine in cui si compendia la Perfezione creativa del Padre, gioia del Cielo, salvezza della Terra, fiore della Creazione più bello di tutti i fiori dell’Universo, astro vivo davanti al quale sembrano spenti i soli creati dal Padre mio.
Benedetta la Pura, destinata al Signore.
Benedetta la Desiderata della Trinità che anticipava col desiderio l’attimo di fondersi a Lei con amplesso di trino amore.
Benedetta la Vincitrice che schiaccia il Tentatore sotto il candore della sua natura immacolata.
Benedetta la Vergine che non conosce che il bacio del Signore. Benedetta la Madre divenuta tale per obbedienza santa alla volontà dell’Altissimo. Benedetta la Martire che accetta il martirio per pietà di tutti voi.
Benedetta la Redentrice della donna e dei figli della donna, che annulla Eva e si innesta al suo posto per portare il frutto della vita là dove il Nemico ha messo seme di morte.
Benedetta, benedetta, tre volte benedetta per il tuo “sì”, o Madre mia che hai permesso a Dio di mantenere la promessa fatta ad Abramo, ai patriarchi e ai profeti, che hai dato sollievo all’Amore, oppresso dal dovere esser punitore e non salvatore, che hai sollevata la Terra dalla condanna portata a lei da Eva.
Benedetta, benedetta, benedetta per la tua umiltà santa, per la tua carità accesa per la tua verginità intoccata, per la tua maternità divina, molteplice, sempiterna, vera e spirituale, Madre che col tuo amore e col tuo dolore generi continui figli per il regno del tuo Gesù.
Generatrice di grazia e di salvezza, generatrice della divina Misericordia, generatrice della Chiesa universale, che tu sia benedetta in eterno per quanto hai compiuto, come benedetta in eterno eri per quello che avresti compiuto.
Sacerdotessa santa, santa, santa, che hai celebrato il primo sacrificio e preparato con parte di te stessa l’Ostia da immolare sull’altare del mondo.
Santa, santa, santa Madre mia, che non mi hai fatto rimpiangere il Cielo e il seno del Padre, perché in te ho trovato un altro paradiso non dissimile a quello in cui la Triade opera le sue opere divine; Maria che sei stata il conforto del tuo Figlio sulla terra e il gaudio del Figlio in Cielo, che sei la gloria del Padre e l’Amore dello Spirito.»

7 settembre 1943

   Dice Gesù:
«”Benedetto il frutto del tuo seno”. La maternità divina e verginale rende Maria seconda soltanto a Dio. Ma non soffermatevi a guardare unicamente la gloria di Maria. Pensate cosa le costò conseguire quella gloria. Stolto colui che guarda il Cristo nella luce della risurrezione e non medita il Redentore morente nelle tenebre del Venerdì santo. Non avrei avuto risurrezione se non avessi patito la morte, e non avrei compiuto la Redenzione se non avessi avuto il martirio. Stolto colui che pensa la gloria di Maria e non medita a come Ella giunse alla gloria. Il frutto del suo seno, Io, il Cristo Verbo di Dio, ha straziato il suo seno.
E non capite malamente le mie parole. Non l’ho straziato umanamente. Ella era superiore alle miserie umane, su Lei non era la condanna di Eva, ma non era superiore al Dolore. E il Dolore grande, maiuscolo, sovrano, assoluto, è penetrato in Lei con la violenza di una meteora che precipita dal Cielo nel momento stesso in cui Ella conobbe l’estasi dell’abbraccio con lo Spirito creatore.
Beatitudine e dolore hanno stretto in un unico laccio il cuore di Maria nell’attimo del suo altissimo “fiat” e del suo castissimo sposalizio. Beatitudine e dolore si fusero in una cosa sola come Ella era divenuta una cosa sola con Dio. Chiamata ad una missione di redentrice, il dolore superò sin dal primo momento la beatitudine. Questa venne alla sua Assunzione.
   Congiunta allo Spirito di sapienza, Ella ebbe rivelato allo spirito quale futuro era riserbato alla sua creatura, e non vi fu più gioia, nel senso abituale della parola, per Maria.
Ad ogni ora che passava, mentre mi formavo attingendo vita al suo sangue di madre-vergine, e nascosto nel profondo avevo inenarrabili scambi di amore con la Madre mia, un amore e un dolore senza paragone si alzavano come onde di un mare in tempesta nel cuore di Maria e la flagellavano con la loro potenza. Il cuore di mia Madre conobbe il morso delle spade del dolore dal momento in cui la Luce, lasciando il centro del Fuoco Uno e Trino, penetrò in Lei iniziando l’Incarnazione di Dio e la Redenzione dell’uomo; e quel morso crebbe, ora per ora, durante la santa gestazione: Sangue divino che si formava con una sorgente di sangue umano, Cuore del Figlio che pulsava al ritmo del cuore della Mamma, Carne eterna che si formava con la carne immacolata della Vergine.
Più grande il dolore nel momento in cui nacqui per essere Luce ad un mondo in tenebre. La beatitudine della madre che bacia la sua creatura si cambiò in Maria, nella certezza della Martire che sa più prossimo il martirio.
Benedetto il frutto del tuo seno.
Sì. Ma Io, a quel seno che meritava tutta la gioia destinata a un Adamo senza colpa, ho dovuto dare tutto il dolore. E per voi. Per voi la pena di addolorare Giuseppe. Per voi il puerperio fra tanto squallore. Per voi la profezia di Simeone che le rigirò la lama nella ferita, ribadendo e acutizzando il morso della spada.
Per voi la fuga in terra straniera, per voi le ansie di tutta una vita, per voi gli affanni di sapermi evangelizzante e perseguitato dalle caste nemiche, per voi lo spavento della cattura, il tormento della molteplice tortura, l’agonia della mia agonia, la morte della mia morte.
Sono stato raccolto sul seno che m’aveva portato con una pietà quale più non poteva essere; ma, in verità, vi dico che tra il mio cuore fermo al moto vitale e squarciato dalla lanciata, e quello della Afflittissima che mi teneva in grembo, non vi era differenza di vita e di morte. Il cuore di Maria ed il suo seno erano uccisi come ero ucciso Io, l’Innocente.
   Ai miracoli connessi alla Redenzione, noti ed ignoti, palesi a tutti o rivelati ai privilegiati, aggiungete anche questo: del continuare della vita in Maria per opera dell’Eterno dopo che il suo cuore fu spezzato dal e per il genere umano come quello del Figlio suo Gesù.
Voi, che non sapete e non volete sopportare il dolore, lo pensate che dolore sarà stato quello della    Benedetta, dell’Immacolata, della Santa, portare in sé un cuore lacerato, morto, abbandonato, e vedere sul suo seno raccolto un corpo senza vita, straziato, sanguinoso, livido, che è stato il corpo del Figlio, la Carne della sua carne, il Sangue del suo sangue, la Vita della sua vita, l’amore del suo spirito?
  Voi mi avete avuto perché Maria ha accettato, trentatré anni prima di Me, di bere il calice dell’amarezza. Sull’orlo della coppa che ho bevuto fra sudori di sangue, ho trovato il sapore delle labbra di mia Madre, e l’amaro del suo pianto era fuso col fiele del mio sacrificio. E, credetelo, di farla soffrire, Lei che non meritava il dolore, è stata per Me la cosa più costosa. L’abbandono del Padre il dolore di mia Madre, il tradimento dell’amico in cui erano tutti i tradimenti dei futuri, ecco le cose atrocissime del mio atroce strazio di Redentore. La lanciata di Longino in un organo ormai insensibile al dolore è un nulla al paragone.
Io vorrei che per il dolore che ha straziato mia Madre per voi, voi le deste amore. Amore grande, tenerissimo, di figli verso la più perfetta di tutte le madri, la Madre che non ha ancora cessato di soffrire piangendo lacrime celesti sui figli del suo amore che ripudiano la casa paterna e si fanno guardiani di bestie immonde: i vizi, anziché restare figli di re, figli di Dio.
E se si può dare una norma, sappiate che Io, Dio, non reputo sminuire Me stesso nell’amare con infinito e venerante amore la Madre mia, della quale vedo la natura immacolata, opera del Padre, ma anche ricordo la vita martirizzata di Corredentrice, senza la quale Io non sarei stato Uomo tra gli uomini e vostro Redentore eterno.»

8 novembre 1943

Dice Gesù:
«”Ora e nell’ora della morte”. È l’invocazione che fa riscontro al “Liberaci dal male”. Voi non vi riflettete, ma è così. Vi ho dato una Madre oltre che un Padre e, se chiedete al Padre d’essere liberati dal Male, non direte alla Madre di tenere lontana da voi la morte che è male?
Ma pensate con mente elevata in Dio e chiedete con intelligenza di figli di Dio. Non vi dovete tanto preoccupare del male e della morte nel senso umano della parola, quanto del Male e della Morte nel senso soprannaturale, il più vero, perché la vostra attuale è veste che si posa, la vostra attuale è dimora che si lascia, ma oltre questo giorno vi attende un futuro in cui diverrete possessori di ciò che è vera vostra parte.
E guai a voi se per vostra volontà perversa scegliete per voi la parte maledetta. La morte dello spirito non viene una volta sola al cospetto della vostra anima. Essa vi si aggira intorno per tutta la vostra giornata terrena perché il datore della Morte non lascia un minuto di insidiare la sua preda. Non sempre è in voi quella vigilanza e quella fortezza che rende inutili le astuzie del Nemico. La vostra debolezza vi porta a torpori, i vostri appetiti carnali a desideri di cibo, nei quali trovate la morte.
Ma avete una Madre in cielo, una Madre che vede su voi il Sangue del suo Figlio e che per quel Sangue vi ama come suoi stessi figli. Una Madre che è potente presso Dio per la sua triplice condizione di Figlia, Sposa e Madre di Dio.
   “Ora”: preghi Maria per il vostro presente di uomini, insidiato da tanti pericoli. “E nell’ora della morte”: preghi per voi nell’attimo decisivo della vita. “E nell’ora della Morte”: ossia quando il vostro spirito colpito dal Male può perire.
Maria è la Vincitrice di Satana. La Morte vera, quella dello spirito, non verrà in coloro che sanno pregare la Madre per l’ora della vita, per l’ora della terra, per l’ora della tentazione e per l’ora della Morte.
Come bambini sotto il velo della mamma, la preghiera di Maria vi fa scudo contro l’ardore del senso e del demonio, vi fa crescere in Cristo ed entrare nel suo Regno. E se Cristo può far risorgere i morti alla Grazia, Maria, realmente amata, impedisce che la Morte vi separi dal suo Figlio.»

da I Quaderni del 1943 di Maria Valtorta

rivelazioni inferno don bosco

…in sogno, la solita guida, che gli disse: «Alzati e vieni con me». «Dove mi vuoi condurre?». «Vieni e vedrai »

UN SOGNO DI DON BOSCO: L’INFERNO!!

Ecco un impressionante sogno di D. Bosco, appreso dalle labbra stesse del santo. Un giorno, egli, stanco, si era addormentato, quando gli apparve, in sogno, la solita guida, che gli disse: «Alzati e vieni con me». «Dove mi vuoi condurre?». «Vieni e vedrai ». Dopo aver percorso un immenso deserto ari-do e secco, si apre dinanzi una strada larga, bella interminabile: correva tra due magnifiche siepi verdi, tutte coperte dei più vaghi fiori. Pareva piana, e invece proseguendo, D. Bosco si accorse che discendeva insensibilmente. Mentre, tutto pieno di stupore, stava a contemplare, vede incamminarsi dietro a lui, per quella via incantevole, una moltitudine di giovani, che egli in gran parte, conosceva; ma ecco che, di quando in quando, qualcuno improvvisamente cadeva e veniva trascinato da una forza sconosciuta verso un’immensa voragine. «Chi è che fa cadere questi giovani e li trascina verso il precipizio?», disse rivolto alla sua guida. «Avvicinati e vedrai». E allora vede, abilmente dissimulati, molti lacci, che la guida gli dice essere i lacci del rispetto umano, della superbia, dell’ira, della gola, della disubbdienza, della impurità, ecc. Il laccio in cui cadevano più vittime era quello del-l’impurità. Esamina meglio e vede che i lacci andavano a riunirsi tutti insieme, in una grossa fune avvolta fra gli unghioni di orribile mostro, che stava accovacciato in fondo a una tetra voragine. Chi restava legato pel collo, chi per mano, chi per un braccio, chi per una gamba o per un piede e il mostro li travolgeva tutti in quell’abisso. Si accorse però che, disseminati in mezzo ai lacci, c’erano qua e là, dei ferri taglienti e delle spade ben affilate che molti sapevano afferrare a tempo e così potevano tagliare i lacci insidiosi. Questi ferri portavano varie scritte: meditazione, preghiera, lettura spirituale, confessione, santa Comunione, devozione alla Madonna. Intanto più si andava avanti e più le rose diventavano rare, fi-no a scomparire del tutto: si vedevano solo spine pungentissime. La strada ora andava declinando fortemente, sempre più ripida, tanto che si stenta-va a stare in piedi e si snodava sull’orlo di precipizi spaventosi. Dopo una interminabile discesa, D. Bosco si trova in una valle buia e tetra che metteva paura. Nel mezzo di essa, illuminata da guizzi sanguigni di fiamme, un immenso edificio sulla cui porta si leggeva: Dove non c’è più salvezza! In quel momento egli vede cadere un giovane in quell’abisso, e la porta si spalanca con immenso fragore. E dietro quella prima altre due, dieci, cento, mille porte con un boato assordante. Il di-sgraziato giovane sprofonda in quella voragine di fuoco e tutte le porte si rinchiudono dietro di lui. La stessa scena si ripete per altri e altri giovani, che precipitano alla loro volta. D. Bosco è terrorizzato. «Ma allora, egli dice alla guida, è tutto inutile quello che io faccio per loro?»… «No», risponde la guida e conduce D. Bosco al centro del-l’inferno. D. Bosco è in preda a un terrore indescrivibile. Non vede che fuoco, fuoco, fuoco e i dannati erano carboni roventi. Urla, gemiti, pian-ti, imprecazioni, bestemmie, maledizioni echeggiavano sinistramente, e scene indescrivibili, spaventose. E la guida gli faceva notare che la causa principale della loro rovina era l’impurità. «Ma non si sono confessati? …». «Sì, ma si sono confessati male, magari dicendone solo alcuni. Altri non avevano un vero pentimento, altri ebbero vergogna e non li dissero al confessore…». «E adesso, disse la guida, dopo aver visto i tormenti degli altri, devi tu stesso provare un po-chino l’inferno». «No, no», gridò inorridito D. Bosco. «Tocca almeno quest’ultima muraglia per comprendere che cosa sarà quella che è a contatto delle fiamme». Il muro era di una grossezza colossale e la guida gli dice: «Vedi tu questo muro? è il millesimo prima di giungere dov’è il vero fuoco dell’inferno. Sono mille i muri che lo circondano. Ognuno è di mille misure di spessore di distanza l’uno dall’altro; e ciascuna misura è lunga mille miglia; questo è distante un milione di miglia dal vero fuoco dell’inferno». Ciò detto gli prese la mano, l’aperse e gliela fece battere sul millesimo muro. In quell’istante sentì un bruciore spaventoso, emise un altissimo grido e… si svegliò! Un sogno…, ma tanto vicino alla visione fatta vedere dalla Madonna a Fatima. è soprattutto la devozione a Lei che salva da sì immane disgrazia!

Fonte 

rivelazioni private anticristo

Non è il giorno, il mese o l’anno che dobbiamo sapere, ma comprendere in che parte del Tempo, concesso da Dio agli uomini prima della Parusia, sarà rivelato l’Uomo Iniquo.

Gesù a Giovanna Le Royer (1798)

“Più si avvicinerà il regno dell’Anticristo e la fine del mondo e più le tenebre di Satana saranno diffuse sulla terra. Quando poi si abbandonerà nella chiesa la lingua delle catacombe (il latino), Satana sarà prossimo a ingaggiare la sua tremenda lotta, perchè sarà questo il tempo in cui il suo diletto figliolo (L’Anticristo) starà per giungere (…) I capi, ritornati numerosi e forti, con scritti porranno in dubbio alcuni dogmi e la stessa divinità di Gesù Cristo.. …Aboliranno tutti i SS. Sacramenti. Per loro mezzo Satana farà falsi prodigi, pseudo-profeti annunzieranno imminente l’Anticristo, il vero preteso Messia. Quindi verrà suscitata un’orrenda persecuzione alla Chiesa e ai suoi seguaci. Il numero dei martiri sarà allora uguale a quello dei primi secoli della Chiesa. Il Papa subirà il martirio ed il suo seggio sarà occupato dall’Anticristo.”

Messaggio del 1982

“Si perderà il senso del Dio vero nella confusione di quei tempi e ciò preparerà la sua venuta. Verrà con grande potenza e tanti lo crederanno perchè si farà vedere pieno di grazia…Si presenterà come l’incarnazione dello Spirito Santo …La forma del fuoco e la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è un volto radioso, ma i suoi occhi sono ghiaccio e fermi nel tempo. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo e porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane!… Verrà facendo tanto scalpore e sarà tanto amato nella confusione che regnerà. Sarà di un’intelligenza unica, controllerà ogni potenza e si avventerà contro la Chiesa accusandola di essere rimasta ferma nel tempo. Vorrà portare nuove riforme, vorrà cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve camminare da solo verso Dio, senza l’aiuto di nessuno. Ben poche volte farà il Nome di Dio, nominerà soltanto il “Grande Spirito.”

Profezia di San Metodio, III-IV secolo

“Nell’ultimo periodo i cristiani non sapranno apprezzare la grande grazia di Dio che avrà mandato il Grande Monarca, un lungo periodo di pace e una meravigliosa fecondità della terra. Essi saranno molto ingrati, condurranno una vita di peccato, orgoglio, vanità, impudicizia, frivolezza, odio, avarizia, ingordigia e molti altri vizi, tanto che i peccati degli uomini davanti a Dio avranno un fetore peggiore di quello di una pestilenza. Molti uomini dubiteranno che la fede cattolica sia la vera ed unica che dà la salvezza e penseranno che forse i giudei hanno ragione nell’attendere ancora il Messia. Molti saranno i falsi insegnamenti e altrettanta la confusione che ne risulterà. Dio, nella sua giustizia, in conseguenza di ciò darà a Lucifero e a tutti i suoi demoni il potere di venire sulla terra e di tentare le empie creature.”

Profezia di San Cesario di Arles, VI secolo

“…una mirabile pace regnerà fra gli uomini per molti anni [durante l’Era di Pace; N.d.R.]… Ma dopo un tempo considerevole il fervore si raffredderà, abbonderà l’iniquità e la corruzione morale diventerà peggiore che mai, ed essa porterà sul genere umano l’ultima e peggiore persecuzione dell’Anticristo e la fine del mondo.”

Profezia di Santa Ildegarda, XII secolo

“…Subito prima dell’Anticristo ci saranno fame e terremoti…”

 

Profezie di Santa Ildegarda,XII secolo

“…gli ultimi tempi saranno più cattivi e corrotti agli occhi di Dio. I figli di Dio saranno perseguitati con mezzi estremamente odiosi agli occhi di Dio. Il Trono dell’ultimo Impero Cattolico Romano crollerà, e lo scettro cadrà dalla mano tremante di colui che siede sul trono [a quel tempo il Grande Monarca sarà probabilmente molto vecchio; N.d.R.]. Da quel momento cesserà ogni giustizia, o sarà calpestata.”

“Dopo la nascita dell’Anticristo gli eretici predicheranno le loro false dottrine indisturbati, col risultato che i cristiani avranno dubbi sulla loro santa Fede cattolica.

Verso la fine del mondo l’umanità sarà purificata per mezzo delle sofferenze. Ciò sarà vero soprattutto per il clero, che sarà derubato di tutte le sue proprietà.”

“Nel periodo in cui l’Anticristo nascerà, ci saranno molte guerre e il giusto ordine sarà distrutto sulla terra. L’eresia dilagherà e gli eretici predicheranno i loro errori apertamente e senza ritegno. Persino fra i cristiani ci saranno dubbi e scetticismo a proposito delle credenze del cattolicesimo.”

“Dopo avere trascorso una giovinezza silenziosa in mezzo a uomini molto perversi e in un deserto dove ella sarà stata condotta da un demonio travestito da angelo di luce, la madre del figlio di perdizione lo concepirà e lo darà alla luce.
Egli farà morire quelli che si rifiuteranno di credere in lui, si assocerà ai re, i principi, i grandi e i ricchi che disprezzano l’umiltà, ed avrà stima solo per l’orgoglio; infine soggiogherà l’universo intero con mezzi diabolici.”

“Sembrerà che egli agiti l’aria, che faccia discendere il fuoco dal cielo, produrre dei lampi, il tuono e la grandine, rovesciare le montagne, seccare i fiumi, spogliare il verde degli alberi, delle foreste e renderglielo in seguito. Sembrerà pure che egli renda gli uomini ammalati, che guarisca gli infermi, che cacci i demoni, e qualche volta resusciti i morti, facendo in modo che un cadavere si muova come se fosse in vita. Tuttavia questa specie di risurrezione non durerà mai oltre un’ora perchè la gloria di Dio non ne soffra. Conquisterà molte persone dicendo loro: “Voi potete fare tutto ciò che vi piacerà, è sufficiente che voi mi amiate, che sono il vostro Dio“. Mostrerà loro dei tesori e delle ricchezze e permetterà che essi si abbandonino ad ogni specie di festino, come essi li vorranno. Li obbligherà a praticare la circoncisione e parecchie osservanza giudaiche dicendo loro: “Colui che crederà in me riceverà il perdono dei suoi peccati e vivrà con me eternamente“. Respingerà il battesimo ed il vangelo e deriderà tutti i precetti che la Chiesa ha dato agli uomini. Infine, egli dirà ai suoi partigiani: “Colpitemi con un gladio, e mettete il mio corpo in un lenzuolo senza macchia fino al giorno della mia resurrezione“. Si crederà di avergli realmente procurato la morte e, da parte sua, egli farà finta di risuscitare, dopo di che egli comanderà ai suoi servitori di adorarlo.”

“Quelli che rifiuteranno di rendere questa adorazione sacrilega al figlio della perdizione, egli farà morire in mezzo ai più grandi tormenti. Ma Io invierò i miei due testimoni Enoch ed Elia, che ho riservato per quel tempo. La loro missione sarà di combattere quest’uomo del male, e di ricondurre nella via della verità quelli che egli avrà sedotto. Essi avranno la virtù di operare i miracoli più strepitosi in tutti i luoghi nei quali il figlio della perdizione avrà diffuso le sue cattive dottrine. Tuttavia Io permetterò che questo malvagio li faccia morire e darà loro nel cielo la ricompensa dei loro lavori.”

Profezia di San Vincenzo Ferrer  , XIV secolo

“…Nei giorni di pace che dovranno venire dopo la desolazione delle rivoluzioni e delle guerre, prima della fine del mondo, i cristiani diventeranno talmente disinteressati alla loro religione che rifiuteranno di ricevere il Sacramento della Cresima, dicendo che è un Sacramento inutile; e quando verrà il falso profeta, il precursore dell’Anticristo, tutti quelli che non saranno cresimati apostateranno, mentre quelli che saranno cresimati rimarranno saldi nella loro fede, e solo in pochi rinnegheranno Cristo.”

Profezia di Santa Brigida di Svezia, XIV secolo

“Prima che venga l’Anticristo, le porte della Fede verranno aperte a un gran numero di pagani.

Un segno chiaro che l’Anticristo sta per arrivare ci sarà quando i cristiani ameranno gli errori e quando le persone ingiuste calpesteranno la spiritualità e la giustizia.”

 

Profezia del Beato Bernardino de’ Bustis, XV secolo

“Nel tempo in cui l’Anticristo avrà circa vent’anni di età, la maggior parte del mondo avrà perso la fede.”

Profezia di Dionisio di Lützenburg, XVII secolo

“Dopo la nascita dell’Anticristo la gente del mondo sarà molto malvagia e irreligiosa. Le persone di autentica virtù saranno molto scarse. Da molte parti i pastori trascureranno il servizio di Dio e vivranno con donne. Persino i religiosi desidereranno le cose del mondo. Le chiese saranno tristi e vuote come baracche deserte… al tempo in cui l’Anticristo avrà circa vent’anni di età, tutto il mondo sarà senza fede, gli individui saranno oppressi dai governanti e da altre autorità.”

 Profezia del XVIII secolo di Suor della Natività, Fougères Francia

“…vedo che la terra sarà scossa in diversi luoghi da spaventosi terremoti. Vedo intere montagne spaccarsi e dividersi con un terribile frastuono. Sarà fortunato chi se la caverà solo con uno spavento; ma no, vedo provenire da queste montagne, mentre si spalancano, turbini di fumo, fuoco, zolfo e catrame che ridurranno in cenere intere città. Tutto ciò e migliaia di altri disastri devono venire prima dell’ascesa dell’Uomo del Peccato [Anticristo].”

“Un giorno il Signore mi disse: «Pochi anni prima della venuta del mio nemico, Satana farà sorgere falsi profeti che annunceranno che l’Anticristo è il vero Messia e cercheranno di distruggere tutte le nostre credenze cristiane. Io farò profetare i bambini e i vecchi. Più ci avvicineremo al regno dell’Anticristo, più le tenebre di Satana si diffonderanno sulla terra e più i suoi satelliti aumenteranno i loro sforzi per far cadere i fedeli nelle loro reti».”

Messaggio della Madonna a Rosario Toscano, Belpasso, 1 maggio 1988

“…Dopo il periodo di pace che concederò al mondo per mezzo del Mio Cuore, accadrà che molti si allontaneranno da Dio, si vergogneranno di Lui.

Finito il periodo di pace, accadranno molti eventi spiacevoli, per ogni famiglia, per ogni città, per ogni nazione, per il mondo intero; questo perché molti si adageranno di nuovo e si dimenticheranno di Dio e delle Sue Leggi…”

Profezia di Suor Clarissa di Fougères, XVI secolo

“L’anticristo nascerà da una donna maledetta ma che simula la santità e da un uomo maledetto, dai quali il demonio formerà la sua opera con un permesso di Dio. La sua madre farà parte di sedicenti religiose che si voteranno a parole alla continenza. Una di queste vestali farà nascere l’anticristo. Non avrà ancora dieci anni che sarà potente, il più sapiente di tutti. Userà in pieno la sua potenza all’età di trenta anni“.

Cosa ci dicono le Sacre Scritture sull’Anticristo?

1Giovanni 2,18

Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora.

1Giovanni 2,22

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.

1Giovanni 4,3

ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

2Giovanni 7

Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!

I tempi predetti per la venuta dell’Anticristo sembrano non essere così tanto vicini, ma dobbiamo riconoscere che non è la distanza di tempo a contrassegnare la sua venuta, ma il mistero dell’iniquità di cui il Vangelo e gli Apostoli ci dicono, cioè quel tempo di Apostasia della fede cattolica, di male assoluto, pervertimento assoluto che porterà grande dolore e sofferenza al piccolo Gregge di Fedeli  rimasto saldo e diventato santo, che vedranno poi l’ultima grande battaglia con il figlio della Perdizione, l’Anticristo, sempre accompagnati dall’aiuto di Dio, che alla fine, porrà fine ad ogni ingiustizia e al tempo concesso a Satana.

Preghiamo affinché Dio ci doni un tempo più lungo per permettere a molti suoi figli di scegliere da che parte stare prima che arriverà quel tempo…

Un grande ringraziamento a http://profezie3m.altervista.org/

 

 

preghiera riparatrice per andare in paradiso senza passare dal purgaotio

Alla morte non sarai condannato all’ Inferno se reciterai devotamente questa preghiera e rimarrai in stato di Grazia, potendo evitare anche il Purgatorio.

«Sono andata dritta al Cielo perché, avendo recitato ogni sera questa preghiera, ho pagato tutti i miei debiti e sono stata preservata dal Purgatorio», così disse una clarissa defunta alla sua abadessa quando le apparve mentre era nei suoi pensieri in preghiera.

Da notare ciò che ha detto la clarissa andata in Cielo: “avendo recitato ogni sera…. ho pagato tutti i miei debiti”. La preghiera fatta con il cuore apre le porte del Paradiso!
Ovviamente dobbiamo immaginare che una vita in stato di Grazia, cioè con una confessione mensile (e meglio settimanale), le sante messe tutte le Domeniche e i giorni di festa e la Comunione frequente, oltre che l’osservanza dei Comandamenti di Dio, sia stato di grande aiuto, se non la causa prima per poter, attraverso questa preghiera, andare in Paradiso senza passare dal Purgatorio.

Il Purgatorio è luogo di espiazione, al contrario di quello che possano immaginare molti, anche se Luogo di Misericordia, le anime purganti soffrono terribilmente la mancanza di Dio una volta che hanno visto la Sua Magnificenza e il sol fatto di dovere stare lontano da Lui le addolora enormemente.È qualcosa che non è paragonabile al dolore umano, bensì molto più forte. Per questo motivo, “pagare tutti i debiti” accumulati difronte alla Giustizia Divina è importantissimo per poter quantomeno accorciare il tempo di permanenza in Purgatorio e se possibile, evitarlo completamente.

Pur riconoscendo le anime purganti che presto o tardi si uniranno finalmente a Dio, si rendono tutte conto che avrebbero fatto meglio a preoccuparsi quando erano in vita delle cose del Cielo più di quanto non abbiano fatto. Preghiamo per tutte le anime del Purgatorio, che Dio,Uno e Trino, attraverso la Santissima Vergine, Maria Stella del Mare, le accolga in Paradiso.

PREGHIERA RIPARATRICE

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per espiare tutti i peccati che ho commesso oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per purificare il bene che ho mal fatto quest’oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per supplire al bene che ho trascurato di fare oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

Medaglia Miracolosa Santa Caterina Lobouré Rue du Bac Parigi

“Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie,
specialmente portandola al collo”
“Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.
Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna
in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

Chi era Santa Caterina Labouré

Santa Caterina LabouréZoe Labouré (Caterina fu il nome attribuitole dopo i voti) nacque in Francia, a Fain-lès-Moutiers, da Pietro e Maddalena Gontard, considerati tra i più onesti e pii del luogo. La fanciulla ben presto rimase orfana della madre. Nel dolore affidò se stessa e i suoi fratelli alla Vergine Maria. Il padre, preso da molti affari, affidò Caterina alle cure di una zia a Saint Rémy. Due anni dopo la riprese con sé e le affidò le cure della casa. Caterina cercava il più possibile di conciliare le cure domestiche con la preghiera.

A 12 anni fece la Prima Comunione. Giunta all’adolescenza, San Vincenzo de’ Paoli le sarebbe apparso in sogno per invitarla a entrare nella comunità delle sue suore, cosicché ella chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità. Caterina, però, trovò opposizione nel padre, che aveva già dato una figlia a tale Istituto e non voleva privarsi dell’aiuto di Caterina. La mandò in casa di un altro figlio a Parigi e la moglie di costui, diventata avvocato, le permise di seguire la sua vocazione.

Il 21 aprile 1830 Caterina entrò come postulante tra le Figlie della Carità a Chatillon-sur-Seine. In seguito fu mandata a Parigi per il noviziato, nella Casa Madre situata in rue du Bac. Durante il noviziato avrebbe avuto altre apparizioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830), ma quelle che hanno avuto nel corso del tempo la maggiore risonanza sono state quelle dell’Immacolata della “Medaglia miracolosa”.

Dopo i voti di comunità ebbe vari uffici nelle sue Case, comportandosi con la massima discrezione—solo le superiori seppero delle presunte apparizioni—e dedicandosi, come specifico dell’ordine di appartenenza, alla cura degli ammalati e degli anziani.

Verso la fine del 1876 Caterina predisse la sua prossima morte, che avvenne il 31 dicembre dello stesso anno. Introdotta la Causa per la sua Beatificazione e Canonizzazione nell’anno 1907, fu beatificata il 28 maggio 1933 da Pio XI e canonizzata il 27 luglio 1947 da Pio XII.

Il suo corpo è oggi custodito dentro la Cappella Notre Dame della Medaglia Miracolosa a Parigi.

 

APPARIZIONE DELLA MADONNA DEL 27 NOVEMBRE

La più nota delle apparizioni fu il 27 novembre, nella quale si possono distinguere due fasi. Nel racconto di Caterina, nella prima fase la Madonna le appare — ritta su un globo avvolto dalle spire di un serpente — mentre offre a Dio un altro piccolo globo dorato, tenuto all’altezza del cuore e simbolicamente riferito a ogni singolo credente; dalle mani della Madonna piovono sul globo inferiore due fasci di luce. Nella seconda fase —prosegue la narrazione di Caterina — scomparso il piccolo globo d’oro, le mani della Vergine si abbassano irraggiando fasci luminosi e, come a formare un’aureola, intorno alla testa della Madonna appaiono le parole: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Subito dopo sarebbe apparso il retro del quadro, senza la figura della Madonna e con al centro la lettera M, con al di sopra la croce e al di sotto i Sacri Cuori di Gesù e Maria. Una voce interiore avrebbe chiesto a Caterina di far coniare una medaglia che riproducesse la visione.

Solo nel 1832 furono coniati i primi millecinquecento esemplari. La medaglia fu presto detta “miracolosa” perchè in brevissimo tempo furono poi coniati milioni di esemplari e il miracolo che fece più scalpore fu la conversione dell’ebreoagnostico Alfonso Ratisbonne (1842). La Madonna espresse, inoltre, a Caterina il desiderio che venisse fondata un’Associazione delle Figlie di Maria Immacolata.

Fonte: Wikipedia.org

o maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi

“Desidero che in questi giorni preghiate in modo particolare per la salvezza delle anime. Oggi è il giorno della Medaglia Miracolosa e desidero che preghiate in particolare per la salvezza di tutti coloro che portano la Medaglia. Desidero che la diffondiate e la portiate perché si salvi un gran numero di anime, ma in particolare desidero che preghiate”.

Messaggio dato dalla Madonna a Marija
veggente di Medjugorje presso la Croce blu
27 Novembre 1989

SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui.

Ave Maria

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso, proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia.

Ave Maria

O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.  Salve Regina

CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).


O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).


O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).

medaglia miracolosa santa caterina labouré apparizioni di rue du bac parigi

seconda venuta di gesù, spirito santo, rivelazioni, profezie

Dio, Uno e Trino, è venuto per due volte nel mondo a Salvarci: la prima volta, stringendo una alleanza con Abramo e i suoi figli, era il Tempo del Padre. La seconda volta, per Redimere il genere umano dalle colpe imperdonabili del peccato originale e annunziare la venuta del Suo Regno, tramite Gesù, era il Tempo del Figlio. La terza volta, non ancora compiuta, lo Spirito Santo, era di Pace, amore, del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, della realizzazione della promessa di Dio di vedere la Chiesa Cattolica diventare Una e Santa. La venuta dello Spirito Santo, costituisce una nuova Pentecoste, che Illuminerà le coscienze dell’Umanità e garantirà la Purificazione della Chiesa di Cristo e un periodo di fioritura spirituale quale non era mai esistito prima. La Parusia del Signore Gesù, che avverrà alla fine del mondo, viene dopo questo periodo dello Spirito Santo, dopo che si sarà rivelato “l’uomo iniquo”, alla fine di tutto. I mistici e i santi dei nostri tempi ci hanno avvisato più e più volte che siamo in prossimità della Seconda venuta di Gesù sulla terra (che coincide con il Tempo dello Spirito Santo), mettendoci al corrente che questo periodo sarà preceduto da uno stravolgimento e sconvolgimento del mondo, tra guerre, cataclismi, confusioni spirituali, precursori dell’Anticristo (quello rivelato da Giovanni nell’Apocalisse)… Siamo stati messi al corrente anche dell’armatura invincibile che Dio ci ha voluto donare per superare vittoriosamente ogni prova e avversità, che è la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e la recita quotidiana del Santo Rosario oltre che naturalmente la partecipazione anche giornaliera alla Santa messa, la Confessione settimanale, la Comunione frequente, la lettura delle Sacre Scritture e in particolare del Vangelo, e le opere di Misericordia. Adesso andiamo a leggere cosa ci dicono alcuni mistici e veggenti della imminente venuta di Dio Spirito Santo, sia Lode a Dio!

Simone Salicandro

LA SECONDA VENUTA DI GESÚ
SECONDO LE RIVELAZIONI PRIVATE

Mirjana (Medjugorje) Messaggi di Maria Regina della Pace.

Ci sono tre fonti che affermano sostanzialmente la stessa cosa: Le apparizioni della S. Vergine a Medjugorje hanno il fine di prepararci alla Terza venuta di Dio, nel Regno dello Spirito Santo. Nel “Libro rosso” pubblicato dagli amici di Medj di Milano Via Nirone, è detto che Mirjana, alla fine del 1985, ne aveva parlato in maniera esplicita quando disse, interrogata da Padre Tomislav Vlasic: “Questo periodo è il periodo delle grazie, quando si danno molte grazie, è il periodo della conversione. Viene un secondo periodo di una purificazione molto dolorosa per tutta l’umanità, e alla fine l’incontro con Gesù Cristo, dopo il segno visibile”.

Don Ildebrando Santangelo, nel libro: Il Ritorno di Gesù, p. 77: Il 22-11-1986

Padre Tomislav Vlasic, testimonia: “Mirjana ha riferito: «La Madonna mi disse: – Sto venendo così spesso nella terra per preparare gli uomini al ritorno di Gesù. Io le chiesi: – Vuoi dire che vuoi preparare gli uomini a ritornare a Gesù? – No, rispose la Madonna, voglio preparare gli uomini al Ritorno di Gesù.»

Da Eco di Medjugorje, n. 41, intervista a P. Tomislav Vlasic il 12-2-87:

Domanda: In un messaggio Mirjana dice che la Madonna è venuta per prepararci a una nuova Venuta di Cristo. Cosa intende con queste parole? Risposta: Mirjana diverse volte ha già sottolineato questo. Io ho fatto la domanda: intendi l’incontro di Cristo che avviene dopo la morte, o intendi la venuta di Cristo qui sulla terra? Lei mi ha risposto che intende la Venuta di Cristo qui sulla terra. Lei dice che la Madonna è venuta per preparare la Venuta di Gesù Cristo.

Famiglia Gregori (Civitavecchia)

Anche i messaggi ai membri della famiglia Gregori (Apparizioni di Civitavecchia) parlano della necessità di prepararsi per il prossimo Ritorno di Gesù. Da: La Madonna di Civitavecchia, di P. Flavio Uboldi. Gesù, a Fabio Gregori: “… Beato chi avrà custodito e predicato le parole profetiche della Chiesa di Dio nostro Padre, che tramite la nostra Mamma celeste, la Madonna, ci prepara la strada per intercedere presso nostro Padre, Dio. Non abbandonare mai i Sacramenti, la confessione, la preghiera, il digiuno e il corpo di Cristo Gesù nella Santa Messa, perché la mia venuta sarà molto presto.” (15 maggio 1995). Maria SS.ma, a Fabio Gregori: “… Caro figlio, vi sto dando una dolorosa notizia. Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre! Satana sa che il suo tempo sta per finire, perché mio Figlio Gesù sta per intervenire. Vi prego aiutatemi, non fate intervenire mio Figlio Gesù, perché io, vostra Madre, voglio salvare tantissime anime e portarle da mio Figlio e non lasciarle a Satana. Pregate perché Dio nostro Padre mi conceda ancora del tempo, perché questo è l’ultimo periodo concessomi da Dio. Il mio mantello ora è aperto a tutti voi tutto pieno di grazie, per mettervi tutti vicino al mio Cuore Immacolato. (Esso) si sta per chiudere, poi il mio figlio Gesù sferrerà la sua giustizia divina… (30 luglio 1995) Convertitevi miei dolci figli; perché il tempo sta per finire… Vi prego, accogliete questo mio accorato invito, che ancora oggi vi sto dando da questo luogo santo che Dio ha consacrato, rivolto a tutte le nazioni del mondo. Aprite il cuore e le braccia… per essere pronti ad abbracciare il Cristo nello splendore della sua gloria, perché il suo grande avvento sta per arrivare. Pregate e non stancatevi mai di pregare. Dolci figli miei, amatevi, perché l’amore in Cristo mio Figlio è la vostra chiave per entrare in quella porta piccola che conduce al Regno di Dio… (26 agosto 1995). Cari figli dopo i dolorosi anni di tenebre di Satana ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato. La vostra Nazione è in grave pericolo. A Roma le tenebre stanno scendendo sempre di più sulla roccia che mio figlio Gesù vi ha lasciato per edificare educare e far crescere spiritualmente i suoi figli… esaudite le mie richieste camminando nella strada che io vi traccio nella mente e nel cuore, per mezzo di voi io posso realizzare il grande Disegno Divino del grande trionfo del mio Cuore Immacolato. Vi amo tutti. Amate tutti. Perdonate sempre tutto; come fece sempre Gesù, anche quando lo crocifissero… (8 settembre 1995).

Luz Amparo Cuevas (El Escorial – Spagna. La Vergine dei dolori)

Alle pagine 18 e 19 del libro «El Escorial, messaggi 1992-1998» ci è presentata la visione del 18 giugno 1981, così come il seguente significato dato a Amparo Cuevas, il giorno dopo il 19 giugno, attraverso l’Arcangelo Gabriele che annuncia la seconda Venuta di Cristo: «.. L’illuminazione del Pré Neuf significa che la terra si illuminerà nel mondo intero… Le candele e la tunica bianca significano che a questo istante preciso Gesù apparirà splendente per tutti coloro che saranno pieni di Dio e della sua Santa Madre: questa sarà la seconda Venuta di Gesù sulla terra.» -Dal libro «Apparizioni e messaggi all’Escorial 1980-1983»: Estratto dal messaggio dato il 6 novembre 1981, pagine 40-41: “Ti darò un messaggio, ma sarà molto breve, figlia mia: gli uomini sono molto ingrati… Di’ a tutti loro che le grazie di cui hanno bisogno, non arriveranno loro fino a che non si sarà soddisfatto il mio desiderio che sia costruita una Cappella nel luogo dove ti ho indicato. Dillo a tutti, figlia mia: voglio che sia costruita una cappella per meditare la Passione di mio Figlio; [Chiedo] che mi si ascolti, figlia mia, il mio Cuore è vittima di dolore; non si fa caso di Me. Dillo anche ai sacerdoti: che essi mi ascoltino; Chiedo solo si preghi, che si venga a meditare. Se fate quello che vi chiedo, Io sarò visibile in mezzo ai miei figli, alla seconda Venuta di mio Figlio, Gesù Cristo”. – Estratto dal messaggio dato il 15 gennaio 1982, pagine 78 e 79: “Pubblicate i messaggi della vostra Madre misericordiosa in tutto il mondo. Pensate che ci sono molte anime che non ci conoscono. Che si avvicinino all’Eucaristia, perché mio Figlio è molto solo; che non aspettino l’ultimo momento. L’umanità è minacciata, è in grande pericolo, figlia mia. Che mi si ascolti; Sono molto triste, sono apparsa in molti luoghi della terra, ma non mi si ascolta; il castigo si avvicina. La seconda Venuta di mio Figlio Gesù è vicina, figlia. Tenetevi pronti, che siate alla destra del Padre, figlia mia; confessate i vostri peccati, pentitevi, perché mio Figlio vi attende tutti, a braccia aperte. Quale immenso dolore, figlia! Gli uomini non vogliono salvarsi, sono ingrati. Figlia, sii umile; l’umiltà è la base principale di tutto.

A pagine 35 e 36 della raccolta: “Apparizioni e messaggi all’Escorial (1992-1998)” ci sono riferite le parole che Gesù ha pronunciato nel corso di questo intervento, di cui ecco qui quelle che ci interessano in particolare: – “Ho ascoltato i vostri commenti… ma voi dimenticate che si tratta della sua seconda Venuta. Alla prima volta, il Messia sarà reso obbrobrio, sarà deriso, disprezzato, umiliato e crocifisso. E’ così che Egli redimerà il suo popolo. E non sarà una gloria temporanea come voi dite, ma un’eterna gloria, che Egli verrà a insegnare gli uomini, una dottrina con una Chiesa e dei Sacramenti, così che gli uomini possano salvarsi. Ciechi che siete!» – “Voi non saprete chi Io sono, fino a che il momento non sarà venuto, ma sappiate che il Messia arriverà prima a redimere il mondo con una gloria eterna. Poi verrà per giudicare e a portare il fuoco sulla terra contro tutti i suoi nemici. È la seconda Venuta, ma voi avete dimenticato la prima”. – estratto dal messaggio dato il 1° marzo 1986 (fonte: http://jesusmarie.free.fr/): “Dio Padre ha ordinato che la luce venga nel mondo generandosi nelle mie viscere, e Dio Padre ha ordinato che io venga la seconda volta con il mio Figlio, per aiutarlo a salvare il mondo. Il mio Cuore Immacolato trionferà, è per questo che vi chiedo di diffondere la devozione a questo Cuore (Immacolato).”

Gladys Quiroga de Motta (San Nicolás los Arroyos, Argentina)

Nostra Signora del Rosario. Dal libro “Leggere la Bibbia con Maria”: – Estratto dal messaggio dato il 25 dicembre 1988, pagina 378: “L’amore di Cristo raggiunge tutti gli uomini. Ricevetelo con la preghiera che Egli si aspetta. Contro il disprezzo Egli dà il suo amore. Contro la bestemmia, Egli dà il suo amore. Contro l’ingiustizia, Egli dà il suo amore. Combattete dunque anche voi con Cristo, dando il vostro amore a piene mani. Gesù è venuto al mondo per Amore, e la sua seconda Venuta per la sua più grande Gloria avverrà ugualmente a causa dell’Amore. Aprite i vostri cuori e lasciatelo entrare. Alleluia. Fallo sapere, mia figlia.”

Luisa Piccarreta (Beata)

Nostro Signore Gesù. Alle pagine 9 e 10 del libro “Tempi a venire” ci è presentato il testo seguente, scritto il 29 gennaio 1919, da Luisa sotto dettatura di Gesù, e che era originariamente a pagina 72 del volume 6 del libro intitolato “Opere”, pubblicato nel 1977 dall’ “Associazione del Divino Volere”: “Amata figlia, voglio farti conoscere l’ordine della mia Provvidenza: in ogni corso di due mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni l’ho rinnovato con il diluvio. Dopo i secondi duemila anni i buoni e i santi stessi hanno vissuto dei frutti della mia Umanità, e a volte hanno beneficiato anche del godimento della mia Divinità. Ora siamo arrivati alla fine dei terzi due mila anni, e ci sarà un terzo rinnovamento. Questa è la ragione di tutta questa confusione. È proprio da questa confusione che si sta preparando il terzo rinnovamento. Durante il secondo periodo ho manifestato ciò che la mia umanità ha operato e sofferto, ma ben poco vi è stato rivelato circa l’azione della mia Divinità. Ora, nel terzo rinnovamento, dopo che la terra sarà purificata e che la maggior parte della generazione presente verrà distrutta, Io sarò ancora più generoso verso le mie creature. Compirò il rinnovamento manifestando ciò che la mia Divinità faceva nella mia umanità, come agiva il mio Divino Volere con il mio Volere umano, come tutto in me era legato, come tutto è stato fatto e rifatto da Me, come anche l’ultimo pensiero della ultima creatura è stato rifatto e sigillato dalla mia Volontà Divina.

Maria Valtorta 

Nostro Signore Gesù, dai «Quaderni del 1943»: estratto dal dettato del 27 agosto, pagina 261: “Ora siamo nel periodo che io chiamo il periodo dei precursore dell’Anticristo. Poi arriverà quello dell’Anticristo [in questa ‘fine dei tempi’ che noi viviamo], che è il precursore di Satana [che arriverà alla fine del mondo”]. Egli sarà aiutato dalle manifestazioni di Satana, le due bestie nominate nell’Apocalisse. Questo periodo sarà peggio del periodo attuale. Il male aumenterà sempre più. Dopo la sconfitta dell’Anticristo ci sarà un periodo di pace per dare gli esseri umani, scossi dallo stupore delle sette piaghe e della caduta di Babilonia, il tempo di raccogliersi sotto il mio segno. Il tempo anti-cristiano raggiungerà la sua massima potenza nella sua terza manifestazione, cioè all’ultima venuta di Satana. – estratto del dettato del 2 dicembre, pagine 512-513: “Voi siete chiusi nei vostri spiriti avvolti della carne e dal sangue, uccisi dalla carne e dal sangue, e il Salvatore non può entrare in voi e salvarvi. E tuttavia Io verrò. Verrò instancabilmente e individualmente a provare le porte dei cuori, e là dove mi si apre, io entrerò e farò la mia dimora della pace. Io verrò perché sono ancora il desiderato dei giusti della terra e dei Santi per la Terra, io verrò a prendere il mio regno nella mia seconda Venuta e il mio trionfo finale. Attirerò a me il mondo dei viventi dello spirito, e le razze e nazioni convergeranno verso di Me per vedere la mia gloria che è coronata da una croce. La Pace scorrerà, poiché io sono il Signore della pace, scorrerà sul mondo come un fiume di latte venuto a verginizzarlo con la sua bianchezza, dopo tanto sangue che, in tutti i continenti, grida il suo dolore a Dio di essere stato tolto dalle vene per mano dei fratelli e delle sorelle.

Mons. Ottavio Michelini

Nostro Signore Gesù, dal libro “Confidenze di Gesù ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli”: – estratto dal messaggio dato il 1° dicembre 1977, § 119: “La mia Chiesa maestra e guida di tutti i popoli”, pagina 243: “Riprendo il colloquio… sulla mia Chiesa. Io l’ho messa nel mondo, in mezzo al mondo, perché la sua missione è rivolta a tutti i popoli della terra. Per volontà divina, è stabilita Maestra e Guida di tutti i popoli. È il posto che gli spetta, è il posto che gli sarà riconosciuto dopo la purificazione. Indescrivibile è la sua missione in questo tempo che si trova tra la prima venuta di Cristo sulla terra col mistero dell’Incarnazione, e la sua seconda Venuta, che avrà luogo alla fine del mondo per giudicare i vivi e i morti. Tra queste due venute, rivelando la prima, la misericordia di Dio, la secondo la giustizia di Cristo, vero Dio e vero uomo, come Sacerdote, Re e Giudice universale. Questa terza venuta intermedia sarà invisibile a differenza della prima e dell’ultima Venuta, entrambi visibili. Questa terza Venuta (la seconda in ordine cronologico) sarà il Regno di Gesù nelle anime, Regno di pace e di giustizia che conoscerà il suo pieno e luminoso splendore dopo la purificazione. (NB: Quando qui è indicato che la venuta intermedia “sarà invisibile”, si considera solo un aspetto del mistero, quello del Regno nei cuori e nelle anime. Tuttavia, il segno del Figlio dell’uomo sarà visibile a tutte le nazioni (cioè l’apparizione della Croce gloriosa nel cielo), come pure la Venuta sulle nubi del cielo (cfr Mt 24:30).) – Estratto del messaggio intitolato “Gli uomini vedranno la potenza del Signore” dato il 29 novembre 1978, pagina 343: “Gli uomini vedranno la potenza del Signore e saranno così fortemente impressionati che nonostante si devono piegare questa meraviglioso realtà, come è stato detto: “alla fine il Cuore misericordioso di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria trionferanno”. Questa è la meravigliosa realtà della Chiesa rinnovata. Perciò la mia Chiesa sarà così bella, come non è mai stata, perché l’invaderà il fremito dello Spirito Divino; Ella sarà dunque quasi totalmente carismatica. In questo modo sarà compiuto l’Avvento del mio Regno sulla terra, invocato da tanto tempo e da tante anime. Sarà, in altre parole, la mia Venuta intermedia e anche la conclusione perfetta della grande lotta e la più grande battaglia tra le forze oscure del Male e le Potenze della Luce.

Don Stefano Gobbi

Beata Vergine Maria; Dal Libro: “Ai sacerdoti, figli prediletti della Madonna”: – messaggio n. 166 ‘La sua Seconda Venuta’ data 24 dicembre 1978 (vigilia di Natale), pagine 194195: “Vi raccolgo con me, accanto alla povera mangiatoia, in attesa di deporvi il mio Bambino appena nato, figli miei prediletti. È la notte Santa. Voi la passate nella preghiera, nel raccoglimento. Voi la passate con me. In questa notte, la tenebra avvolge ogni cosa e il silenzio ha ormai spento ogni voce, quando improvvisa piove una Luce nuova dal Cielo e le voci festose degli Angeli percorrono le strade deserte del mondo. Il deserto del mondo si apre per accogliere il suo Dio che nasce da me nella sua esistenza umana. Simile alla prima sarà la sua Seconda Venuta, figli prediletti. Come la sua nascita in questa notte, sarà il ritorno di Gesù nella gloria, prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Il mondo sarà tutto avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, della ribellione contro la sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo. Così, quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui, i grandi neppure se ne ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi. ‘Quando il Figlio dell’uomo verrà troverà ancora la fede sulla terra?’ Verrà all’improvviso e il mondo non sarà pronto per la sua venuta. Egli verrà per un giudizio a cui l’uomo si troverà impreparato. Verrà per instaurare il suo Regno nel mondo, dopo aver sconfitto e annientato i suoi nemici. Anche in questa Seconda Venuta, il Figlio verrà a voi, attraverso sua Madre. Come del mio seno verginale il Verbo del Padre si è servito per giungere sino a voi, così del mio Cuore Immacolato Gesù si servirà per giungere a regnare tra voi. Questa è l’ora del mio Cuore Immacolato, perché si sta preparando la Venuta del glorioso regno di amore di Gesù. Figli prediletti, come Me, preparatevi a riceverLo. Questa notte Santa è per voi un segno e una grazia. Vi raccolgo accanto alla sua povera culla per colmare il grande vuoto che l’umanità gli ha fatto (…)»

Estratto da «Dio è con voi» messaggio n ° 255 dato il 24 dicembre 1982, pagina 317: «…come del mio umile consenso il Verbo del Padre si è servito per la sua prima venuta fra voi, nella fragilità della natura umana, così mio Figlio Gesù si serve ancora del mio annuncio profetico per preparare la sua Seconda Venuta fra voi nella gloria». – Estratto dal messaggio n ° 450 “la comprensione della verità intera” dato il 19 maggio 1991, pagina 658: «…Lo Spirito Santo vi porterà alla comprensione della Verità tutta intera. Vi porterà dentro il segreto della Parola di Dio e vi darà la Luce della Sapienza per comprendere tutto il Vangelo e quanto in esso viene descritto dei tempi che vivete. Lo Spirito Santo vi farà comprendere i segni del vostro tempo. Sono i tempi predetti dalla Divina Scrittura, come quelli della grande Apostasia e della venuta dell’Anticristo. Sono i tempi della grande tribolazione e di innumerevoli sofferenze per tutti, che vi porterà a vivere gli ultimi avvenimenti in preparazione alla Seconda Venuta di Gesù nella gloria. Lo Spirito Santo dà la sua perfetta testimonianza a Gesù e lo proclama come l’Unigenito Figlio di Dio, coeterno e consostanziale al Padre. Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, il Verbo incarnato, il Re di tutto l’universo, che deve tornare nella gloria per instaurare nel mondo il suo Regno. Lo Spirito Santo prepara i cuori e le anime alla Seconda Venuta di Gesù. Per questo, oggi effonde i suoi carismi, in modo ancora più forte e straordinario che ai tempi dell’inizio della Chiesa. Infatti siete ormai entrati negli ultimi tempi, che vi condurranno alla nuova era. Compito dello Spirito è di preparare l’umanità al suo completo cambiamento, di rinnovare la faccia del creato, di formare i nuovi cieli e la nuova terra.» – Estratto dal messaggio n° 508: ‘Questa notte Santa’ dato il 24 dicembre 1993, pagine 768-769: «…Come Giuseppe datevi da fare premurosi per aprire le anime e i cuori degli uomini ad accogliere Gesù nella sua Seconda Venuta e non lasciarvi prendere da vane ed inutili preoccupazioni, ma con Me vigilate nella preghiera e nell’attesa del suo ormai vicino ritorno nella gloria.» – Estratto dal messaggio n° 528 ‘angeli del vostro tempo’ dato il 29 settembre 1994 (Festa degli Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele), pagina 803: «All’Arcangelo Michele è affidato il compito di condurre alla battaglia le schiere degli Angeli e dei miei figli fedeli, contro le agguerrite armate di satana, del male, delle forze sataniche e massoniche ormai organizzate a livello mondiale in una sola grande potenza per mettersi contro Dio e contro il suo Cristo. S. Michele interverrà soprattutto per combattere l’antico nemico, Lucifero, che nell’ultima ora apparirà con tutta la tenebrosa potenza dell’Anticristo… (merita di leggere il seguito…). All’Arcangelo Gabriele è affidata la grande missione di annunciare il Ritorno di Gesù nella Gloria per instaurare il suo regno nel mondo. Come da Lui è venuto il celeste annuncio della prima venuta di mio Figlio nel mondo, così ancora Lui sarà il luminoso Messaggero della Seconda Venuta di Gesù nella gloria. Questa seconda venuta avverrà nella potenza e nella luce, con Gesù che apparirà sulle nubi del cielo, nello splendore della sua divinità, per sottomettere a Sé tutte le cose. E così a tutto l’universo creato apparirà la divina potenza di mio Figlio Gesù. … (merita di leggere il seguito…)» – estratto dal messaggio n ° 603 “entra con me” dato il 24 dicembre 1997 (Natale), pag. 953-954: «L’umanità viene redenta; l’uomo è salvato; il tempo raggiunge il suo vertice quando segna il momento prezioso della redenzione universale. Da questa notte inizia per l’umanità un nuovo cammino, illuminato dalla speranza dell’attesa della sua Seconda venuta nella Gloria. Entrate con me nella pienezza dei tempi, che si avrà quando Gesù ritornerà nello splendore della sua gloria divina. Questa sua prima venuta raggiunge il suo pieno significato solo nella sua Seconda Venuta. Questa notte Santa ordinata al giorno radioso senza tramonto. Il Mio divino Bambino, che ora contemplate nel presepe, e piange e trema per il freddo, un giorno ritornerà nella potenza della sua Gloria Divina e porterà alla sua pienezza il tempo e la storia. Il Tempo e la storia avranno il loro compimento; con la sua presenza divina e gloriosa, farà nuove tutte le cose. Voi vivete il mistero di questo Secondo Avvento, che vi prepara ad accogliere Gesù, quando tornerà a voi sulle nubi del cielo. Solo allora si compirà il Secondo Avvento che voi state vivendo. Allora il tempo giungerà alla sua pienezza. Allora il Cuore Immacolato della vostra Mamma avrà il suo trionfo, nel definitivo e glorioso trionfo del suo Figlio Gesù».