Archivio della categoria: Preghiere

Rubrica che riporta le preghiere date da Gesù e Maria Santissima durante le loro Apparizioni in tutto il mondo, le preghiere dei Santi e Beati della chiesa cattolica.

VIA CRUCIS MISTICA DALLE RIVELAZIONI PRIVATE A SUOR BEGHE

Dalle Rivelazioni private ricevute da Suor Beghe tra il 1993 e il 1995 la Via Crucis Mistica ci porta a vivere le terribili sofferenze di nostro Signore Gesù Cristo dalla condanna a morte fino alla morte di croce e ai devastanti dolori della Madre Sua e nostra, Maria Santissima fino al momento della deposizione di Gesù dalla Croce sulle Sue ginocchia e al momento in cui Egli venne posto nel Sepolcro. 

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«Io ebbi una Piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce…»

«… sappi sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa Piaga, verrà loro concessa …»
La promessa della santa Piaga della spalla di nostro Signore Gesù a chi con devozione reciterà questa Orazione con fede.

San Bernardino domandò nell’orazione a nostro Signore, quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto: «Io ebbi una Piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce. Questa Piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma fu rivelata ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa Piaga, verrà loro concessa, e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i peccati mortali e non moriranno di morte improvvisa e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno ancora la grazia e la misericordia».

ORAZIONE ALLA PIAGA
DELLA SPALLA DI NOSTRO SIGNORE

Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la santissima tua Piaga che ricevesti sulla spalla nel portare la pesantissima croce al Calvario, nella quale restarono scoperte tre sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: ti supplico, in virtù e meriti di detta Piaga, ad avere di me misericordia, col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali, e ad assistermi nell’ora della morte, e di condurmi nel tuo regno beato. Amen.

3 Padre nostro
3 Ave Maria
3 Gloria

Gesù trascina la croce fino al monte calvario, la piaga di gesù sulla spalla

Novena a Gesù Bambino

novena gesù bambino natale

 

NOVENA A GESÙ BAMBINO
(dal 16 al 24 dicembre)
Per ottenere Grazie particolari e prepararci all’incontro della Notte di Natale

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre…

Invocazione allo Spirito Santo:
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell’intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un’anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino ed unico, fonte d’eterno Amore. Amen.

Recitare il Credo

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno resuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

1° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che hai sempre pregato il Padre e ci hai insegnato ad invocarlo in ogni necessità, prega anche ora con noi e per noi il Padre tuo e Padre nostro. Noi crediamo che il Padre ci ama e ci vuole aiutare come un papà aiuta i suoi figli. In modo particolare, o Gesù Bambino, invocalo con noi nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché così siamo sempre più suoi veri figli e aderiamo alla sua volontà. Aiutaci, Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

2° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto Uomo che hai ascoltato il desiderio del Padre e sei venuto a salvarci riconciliandoci con Lui e dimorando in terra con noi, ascolta questa nostra supplica… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) in modo che siamo fratelli tuoi e figli del Padre. Solo così il Padre tuo abiterà con noi e si compiacerà di stare nei nostri cuori, nelle nostre case, i nostri paesi, nelle nostre città, nelle nostre scuole, nelle nostre fabbriche, nei mezzi di trasporto di terra e di cielo. Egli è il Padre e vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…
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3° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che fin da ragazzo hai difeso i diritti del Padre tuo affermando la sua trascendenza, il suo primato e la sua signoria davanti ai sapienti, davanti ai genitori e davanti a tutti gli uomini, glorifica anche ora il Nome di Dio, facendo trionfare in noi la sua Onnipotenza anche in questa nostra necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Fa che c’impegniamo a difendere ovunque il tuo Santo Nome, lottando contro la bestemmia e l’ateismo. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

4° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che sei venuto nel mondo, ti sei fatto Uomo come noi, per riconciliare 1’uomo con Dio, per rinnovare l’alleanza e fondare la Chiesa, nuovo regno di Dio, Ti supplichiamo di continuare anche ora ad estendere il tuo regno nel mondo, fra i popoli che ancora non Ti conoscono e perché questo regno si attui sempre più in noi, assistici nelle nostre necessità (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Fa, o Gesù, che amiamo coloro che hai posto alla guida del tuo popolo. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

5° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che, pur essendo Dio, ti sei fatto Figlio dell’Uomo fino ad annichilirti come un servo e facendoti obbediente non solo al Padre, ma anche a Maria e Giuseppe, insegnaci a compiere la volontà di Dio anche nel dolore. Tuttavia intervieni presso tuo Padre, infinitamente buono e misericordioso, perché ci aiuti nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Vogliamo, col tuo aiuto, essere disposti ad accettare tutti i suoi progetti. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

6° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che quando eri fra noi hai mangiato il pane guadagnato con il sudore della tua fronte e per il bene delle folle stanche e affamate lo hai moltiplicato, intercedi presso il Padre anche oggi: ottieni il pane per gli affamati, il lavoro per i disoccupati, la casa per i senza-tetto, una patria per gli emigrati, il vestito per chi è nudo, vienici incontro in questa necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Rendici più generosi perché sappiamo condividere del nostro con chi ne è privo, affinché possiamo sederci, da veri fratelli, alla mensa eucaristica. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

7° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che ci riveli il volto misericordioso del Padre, fa che cerchiamo sempre il perdono, consapevoli che “il suo amore è più grande del nostro cuore”. Fa che amiamo il Padre perché Lui per primo ci ama ed è pronto a perdonarci e aiutarci nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Rendici capaci di perdonare sempre i nostri fratelli, nella certezza che “la misericordia ha sempre la meglio nel giudizio”. Tu sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

8° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che sei venuto a vivere fra noi per donarci la vera libertà dei figli di Dio, preservaci oggi dal “principe della menzogna”, donaci di educare i nostri sensi alla libertà e al dono sincero di noi stessi. Sostienici nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché possiamo sperimentare che sei veramente “il Piccolo Re” e Signore della nostra vita e della nostra persona. Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

9° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, Tu non fosti visitato da nobili o da grandi come si conviene ad un re, ma da umili e semplici pastorelli che, nella Notte di Natale, stavano vigilando il proprio gregge. Oggi invita noi, sostienici nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché possiamo offrirti il nostro cuore per diventare sempre più umili e così possiamo custodire il tuo Amore. Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

PREGHIERA DI NATALE

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, il mio cuore vuole amarti, le mie labbra cantarti, la mia anima pregarti.

O beata fiducia e sicuro rifugio!

La Madre di Gesù è Madre nostra. La Madre di Colui in cui speriamo è Madre nostra. La Madre di Colui che solo può salvare è Madre nostra.

Gesù, Figlio di Dio, Ti supplico: per l’amore infinito che porti a tua Madre, concedimi di amarla come Tu L’ami e vuoi che sia amata.

Maria, Madre buona, Ti supplico: per quell’amore così tenero che porti a Gesù, tuo Figlio, ottienimi di amarlo come Tu l’ami e vuoi che sia amato.

E in questo amore si consumi la mia vita, perché tutto il mio essere canti per l’eternità: Benedetto il Signore! Amen. Amen.

(Sant’Anselmo di Aosta 1033-1109) 

 

 

 

13 Dicembre – Santa Lucia

13 Dicembre Santa Lucia preghiera di Angelo Roncalli

Preghiera composta da Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia (poi divenuto Papa Giovanni XXIII)

Preghiera a Santa Lucia

O gloriosa Santa Lucia, che alla professione della fede, associasti la gloria del martirio, ottienici di professare apertamente le verità del Vangelo e di camminare con fedeltà secondo gli insegnamenti del Salvatore.
O Vergine Siracusana, sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione, cosicché, dopo averti imitato qui in terra, possiamo, assieme a Te godere della visione del Signore.
Amen.

Santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304)

Santa Lucia 13 Dicembre

Patrona della vista

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini e viene spesso invocata nelle malattie degli occhi.

È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi, gli astigmatici. Presso l’urna che accoglie le sacre spoglie della santa in San Geremia a Venezia, vengono quotidianamente portati ex voto e grazie ricevute che attestano la munificenza di santa Lucia nel dispensare grazie.

Santa Lucia è anche patrona del Gremio dei calzolai della città di Sassari.

Fante Wikipedia

Consacrazione alla Vergine Immacolata di Guadalupe

Consacrazione alla vergine Immacolata di Guadalupe

 

Recita questa preghiera di Consacrazione alla Santissima Vergine in onore della sua Apparizione a Guadalupe oggi 12 Dicembre, Festa di Nostra Signora di Guadalupe, per chiedere una Grazia Speciale.

 

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Giandiego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricordati sempre dei tuoi figli. Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen.

Salve Regina
Madonna di Guadalupe, prega per noi

I Dodici Privilegi di Maria

i dodici privilegi di maria

“In quella benedetta visita, la SS. Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore”

I Dodici Privilegi di Maria

 

 La serva di Dio Madre M. Costanza Zauli fondatrice delle Ancelle Adoratrici del SS. Sacramento di Bologna, ebbe l’ispirazione di praticare e diffondere la devozione dei dodici privilegi di Maria Santissima, fin dal 1924, durante un periodo di grandi sofferenze fisiche e morali. Scrive a proposito, nel suo diario: “In quella benedetta visita, la SS Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore: farne il ricordo, meditandoli mentalmente e recitando ad ognuno un’Ave Maria e la seguente preghiera di lode: Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

1° PRIVILEGIO: Predestinazione di Maria.

“Quando non esistevano gli abissi, io fui generata” . (Prv 8,24).

“Quando non c’erano ancora gli abissi, la Madre di Dio già esisteva nella mente del Creatore”. (Prv 8,24).

Contemplazione: Il Divin Padre, dall’eternità ideava la sua opera creatrice, ammirando la perfezione che avrebbe impressa nelle sue creature, e si compiaceva del capolavoro sommo, della gemma più preziosa, vagheggiando nel suo pensiero la Madre che avrebbe preparato al suo Figlio.

Invocazione: O Gloria della Trinità Santissima: aiutami ad accogliere e a portare a compimento il disegno d’amore che il Padre ha su di me. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

2° PRIVILEGIO: L’Immacolata concezione di Maria.

“Io porrò inimicizia tra te e la donna”. (Gn 3,15). 

“Nel giardino di Eden Iddio annuncia il futuro Redentore che, con la Madre, calcherà la testa al serpente”. (Gn 3,15).

Contemplazione: I primissimi chiarori dell’alba della Redenzione, dopo la promessa fatta nell’Eden, eccoli nell’immacolato concepimento di Maria. Al primo apparire della stella del mattino, l’umanità cominciò a godere le primizie della riconciliazione con Dio, poiché la cortina di separazione da lui, in forza del primo palpito della Creaturina eletta, si strappò, lasciando traboccare dall’alto la misericordia dell’Altissimo.

Invocazione: O piena di grazia: sii la mia forza per vincere il peccato e crescere in sapienza e grazia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

3° PRIVILEGIO: La perfetta conformità di Maria al volere di Dio.

“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (Lc 1,38).

“La scala di Giacobbe, che unisce la terra al cielo, può raffigurare la volontà di Maria legata amorevolmente al Signore”. (Gv 3,15).

Contemplazione: L’anima di Maria era un vero paradiso di delizia per il Figlio e il più bell’ornamento di gloria per la SS. Trinità. Ella sapeva innalzarsi nelle limpide regioni della fede ove vedeva il suo Dio e adorava la sua volontà santissima ripetendogli il “fiat” di una dedizione piena e perfetta.

Invocazione: Madre della Fede: fa che io sia pronto e gioioso nei miei Si quotidiani alla santa volontà del Padre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

4° PRIVILEGIO: L’eminente Santità di Maria.

“Senza macchia né ruga… ma Santa e Immacolata”. (Ef 5,27 b).

“La casa fondata sulla roccia”. (Mt 7,25).

Contemplazione: La santità della Madonna è tutta un tessuto d’oro sulla semplice trama della perfetta fedeltà ai suoi doveri e nello stato di vita più semplice e comune, quali si presta ad essere imitata.

Invocazione: O modello di santità: salvami dall’ipocrisia della virtù apparente, insegnami umiltà, amore, preghiera profonda. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

5° PRIVILEGIO: L’annunciazione.

“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te”. (Lc 1,28).

“La nube, segno della presenza di Dio”. (1 Re 8,10).

Contemplazione: Maria, nel momento in cui venne annunziata all’Arcangelo, era assorta nella preghiera. La sua anima diede tre splendori: adorazione amore dedizione, così perfetti ed elevati da attrarre le compiacenze di Dio, che di quella meravigliosa Creatura formò la Sede dell’Eterna Sapienza.

Invocazione: O Eletta fra le donne: donami la semplicità del tuo cuore, la tua generosità, la tua fiducia incrollabile nella Parola del Signore. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

6° PRIVILEGIO: La maternità divina di Maria.

“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. (Lc 1,31).

“Il tronco di Jesse che fiorisce”. (Is 11,1).

Contemplazione: Nel gran momento in cui il Verbo si vestì di carne in Maria, la sua anima benedetta e tutto l’essere suo rimasero adombrati dallo Spirito Santo che la consacrava Madre di Dio. Quale estasi fu la sua! La felicità del Padre la compenetrava e si arricchiva della sua gioia materna.

Invocazione: O Madre del Verbo: disponimi ad accogliere i doni dello Spirito Santo, affinché io diventi conforme a Gesù e figlio ubbidiente della Chiesa. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

7° PRIVILEGIO: La verginità perfetta di Maria.

“Come avverrà questo? Non conosco uomo”. (lc 1,35).

“Il giglio tra i cardi”. (Ct 2,2).

Contemplazione: La Vergine benedetta è la gloria più fulgida delle creature, che ha straordinariamente nobilitato innalzando per prima il candido vessillo della verginità. Le anime che a lei si affidano imitandola, possono divenire a loro volta templi vivi di Dio. Invocazione: Sei Madre e sei vergine, o Maria: a Dio nulla è impossibile. Trasfigura la mia anima e il mio corpo con la tua dolce e candida luce. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

8° PRIVILEGIO: Il martirio del cuore.

“Stava presso la Croce la Madre di Gesù”. (Gv 19,25).

“Il cuore trafitto di Maria”. (Lc 2,35).

Contemplazione: Maria per la forza e la delicatezza dell’amore materno, precedeva i passi di Gesù, tenendosi in una perfetta dedizione a tutte le disposizioni del Padre in ordine al compimento dell’opera redentivi, perfino a donarsi senza riserve insieme a Lui, immedesimata agli stessi palpiti del suo cuore in maniera da formare una sola vittima di espiazione.

Invocazione: Nel dolore mi hai generato, Regina dei martiri. Sostieni la mia incostanza nel perseverare e insegnami a consolare chi soffre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.  

 

9° PRIVILEGIO: Il gaudio di Maria alla resurrezione e ascensione di Gesù.

“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. (Lc 1,46). “L’incensiere d’oro (Ap 8,3) fra i due simboli: il Cero per la resurrezione e il Monogramma di Cristo sulla nube, per l’ascensione”. 

Contemplazione: Gesù riversò con radiosa pienezza il suo gaudio in Maria nel momento della resurrezione. Per una Madre come lei, il vedere con i propri occhi l’esaltazione del Figlio che adorava, la felicità e le ricchezze del Regno del quale entrava in possesso, era motivo di grande gioia.

Invocazione: Madre di Gesù, Agnello immolato, sei ora esultante con Lui nella gloria. Portami ad adorare lo splendore della sua divinità nel dono dell’Eucarestia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

10° PRIVILEGIO: L’assunzione in cielo di Maria.

“Oggi l’arca sacra e vivente del Dio vivo ha trovato il riposo nel tempio del Signore” (1 Cr 16).

“L’arca del Signore portata in trionfo è simbolo del trasporto in cielo della Tuttasanta”. (1 Cr 15,3).

Contemplazione: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, rapiti di amore per la loro figlia, madre e sposa, finito il corso della sua vita terrena, la assunsero alla celeste gloria in anima e corpo, accompagnata dagli angeli osannati, fino alle altezze del trono di Dio, dal quale ricevette la massima glorificazione.

Invocazione: Non sei lontana, Donna vestita di sole: sei qui, operante con tenerezza materna, accanto a ciascuno di noi in cammino verso il cielo. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

11° PRIVILEGIO: La regalità di Maria.

“Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, e il suo regno non avrà mai fine”. (Lc 1,3233).

“Il segno della donna vestita di sole” . (Ap 12,1).

Contemplazione: In Cielo Maria è il Paradiso della Trinità santa, nel quale il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo prendono le loro compiacenze. Di quale potere è insignita questa gran Regina! E tutto a vantaggio nostro. Quale inestimabile dono ci ha fatto Iddio dandocela per Madre!

Invocazione: Sei Regina e sei Ancella: per te e per Gesù regnare non ha significato altro che servire. Educami, o madre, ad essere regale nel testimoniare verità e giustizia.

          Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

12° PRIVILEGIO: La mediazione di Maria e la potenza della sua 

intercessione.

“Chi trova me trova la vita e ottiene favore dal Signore”. (Prv 8,35).

“Maria riceve la grazia di Gesù e la effonde su tutte le creature”. (Gv 7,3738).

“La corona delle dodici stelle richiama i 12 privilegi di Maria Santissima”.

(Ap 12,1).

 Contemplazione: Vedo Maria Santissima davanti all’Altissimo per ottenere la salvezza dei suoi figli peccatori. Ricevendo tutte le grazie discendenti della Prima Sorgente, fatta dal Mediatore vera mediatrice, ella trasmette le grazie ai suoi figli e la sua larghezza nel dare aumenta continuamente le sue ricchezze.

Invocazione: La SS. Trinità ti ha affidato la missione della maternità universale: io ti accolgo, come Giovanni, con amore filiale e spontaneo, consacrandomi al tuo Cuore Immacolato.Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

Recitando questa preghiera potrai andare direttamente in Paradiso

preghiera riparatrice per andare in paradiso senza passare dal purgaotio

Alla morte non sarai condannato all’ Inferno se reciterai devotamente questa preghiera e rimarrai in stato di Grazia, potendo evitare anche il Purgatorio.

«Sono andata dritta al Cielo perché, avendo recitato ogni sera questa preghiera, ho pagato tutti i miei debiti e sono stata preservata dal Purgatorio», così disse una clarissa defunta alla sua abadessa quando le apparve mentre era nei suoi pensieri in preghiera.

Da notare ciò che ha detto la clarissa andata in Cielo: “avendo recitato ogni sera…. ho pagato tutti i miei debiti”. La preghiera fatta con il cuore apre le porte del Paradiso!
Ovviamente dobbiamo immaginare che una vita in stato di Grazia, cioè con una confessione mensile (e meglio settimanale), le sante messe tutte le Domeniche e i giorni di festa e la Comunione frequente, oltre che l’osservanza dei Comandamenti di Dio, sia stato di grande aiuto, se non la causa prima per poter, attraverso questa preghiera, andare in Paradiso senza passare dal Purgatorio.

Il Purgatorio è luogo di espiazione, al contrario di quello che possano immaginare molti, anche se Luogo di Misericordia, le anime purganti soffrono terribilmente la mancanza di Dio una volta che hanno visto la Sua Magnificenza e il sol fatto di dovere stare lontano da Lui le addolora enormemente.È qualcosa che non è paragonabile al dolore umano, bensì molto più forte. Per questo motivo, “pagare tutti i debiti” accumulati difronte alla Giustizia Divina è importantissimo per poter quantomeno accorciare il tempo di permanenza in Purgatorio e se possibile, evitarlo completamente.

Pur riconoscendo le anime purganti che presto o tardi si uniranno finalmente a Dio, si rendono tutte conto che avrebbero fatto meglio a preoccuparsi quando erano in vita delle cose del Cielo più di quanto non abbiano fatto. Preghiamo per tutte le anime del Purgatorio, che Dio,Uno e Trino, attraverso la Santissima Vergine, Maria Stella del Mare, le accolga in Paradiso.

PREGHIERA RIPARATRICE

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per espiare tutti i peccati che ho commesso oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per purificare il bene che ho mal fatto quest’oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

Eterno Padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per supplire al bene che ho trascurato di fare oggi e durante tutta la mia vita passata.

Gloria al Padre

L’Ora Santa: Un’ora di Preghiera con Gesù nel Getsemani

gestsemani Gesù nell'orto degli ulivi

L’Ora Santa: un’ora di Preghiera con Gesù nel Getsemani

L’ora Santa è uno strumento di riparazione per i peccati e consolazione di Gesù lasciato solo dai suoi discepoli nell’orto degli Ulivi e da noi nel Tabernacolo; trae origine proprio nella preghiera che egli fece alla vigilia della sua morte, nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo.
Questa forma di preghiera è stata chiesta da Gesù stesso alla sua discepola Margherita Maria Alacoque (1647-1690). La Santa riferisce la rivelazione, nella sua autobiografia, con le seguenti parole: «Stavo un giorno in orazione e considerando attentamente l’unico oggetto dell’amor mio nell’orto degli Ulivi, immersa in una profonda tristezza e sentendomi accesa dal desiderio di aver parte alle sue angosce, Gesù mi disse amorevolmente: ” È qui che internamente ho sofferto più che in tutto il resto della mia passione, vedendomi nell’abbandono del cielo e della terra, carico dei peccati di tutti gli uomini… Tutte le notti dal giovedì al venerdì ti farò partecipe alla stessa tristezza mortale che volli provare nell’orto degli Ulivi, e questa tristezza ti condurrà, senza che tu lo possa comprendere, a una specie di agonia più dura da sopportare della morte. E per unirti a me, nell’umile preghiera che presenterai al Padre mio in mezzo a tutte quelle angosce, tu ti alzerai fra le undici e mezzanotte, per prosternarti, per un ora, con me con la faccia a terra, sia per calmare la collera divina, chiedendo misericordia per i peccatori, sia per addolcire, in certo modo, l’amarezza che sentivo per l’abbandono dei miei Apostoli, che mi obbligò a rimproverarli di non aver potuto vegliare un’ora con me”».

dal libro Pregate,Pregate,Pregate di Editrice Shalom

 

Per entrare nel mistero della Passione di nostro Signore Gesù Cristo e contemplare questo momento di angoscia assoluta del Giovedì Santo, partecipando alle Sue immense sofferenze, mediteremo sulle sue stesse parole rivolte ad una sua serva di questi ultimi tempi( In alternativa, è possibile fare lo stesso con le rivelazioni fatte a suor josefa Menéndez), possibilmente nell’ora della sua sofferenza, cioé dalle 11 di sera a mezzanotte.

 

Dalle rivelazioni di nostro Signore a Catalina Rivas pubblicate nel Libro “La Passione di Cristo”

imprimaturImprimatur del Arcivescovo Boliviano
Mons. René Fernández Apaza

GESÙ PREGA NELL’ORTO

Nessuno crede davvero che, quella notte, nel Getsemani, Io ho sudato sangue, e pochi credono che Io ho sofferto molto di più, in quelle ore, che durante la Crocifissione. È stata quella notte la più dolorosa, perché Mi è stato chiaramente manifestato che i peccati di Tutti diventavano Miei e che dovevo rendere conto di ognuno di essi. Così Io, Innocente, resi conto al Padre, come se fossi davvero colpevole di disonestà. Io, Puro, ho risposto al Padre come se Mi fossi, Io, macchiato di quelle impurità di ogni genere che voi, Miei fratelli, avete commesso, disonorando Dio, che vi Creò, affinché foste strumenti della grandezza della Creazione e non per sviare la natura a voi concessa, ma per elevarla, gradualmente, fino a rendervi capaci di sostenere la visione della Purezza che è in Me, vostro Creatore. Di conseguenza, sono stato fatto ladro, assassino, adultero, mentitore, sacrilego, blasfemo, calunniatore e ribelle al Padre, che ho sempre amato. È dovuto proprio a questo il Mio sudore di sangue: nel contrasto tra il Mio Amore per il Padre e la Sua Volontà. Però, per Amore di tutti, ho obbedito fino alla fine, Mi sono coperto di macchie, allo scopo di fare la Volontà del Padre Mio e salvarvi dalla perdizione eterna. Considera quante agonie più che mortali ho sostenuto quella notte e, credimi, nessuno poteva darMi sollievo in tali angosce, perché vedevo benissimo come ognuno di voi si era dedicato a renderMi crudele quella morte, che Mi si dava ad ogni istante, a causa delle offese, di cui ho pagato il totale riscatto. Voglio che si sappia, nuovamente, in che modo ho amato gli uomini in quell’ora di abbandono e di tristezza indicibili…

GESÙ ISTITUISCE L’EUCARISTIA

Il desiderio che tutte le Anime fossero mondate, quando Mi ricevono nel Sacramento dell’Eucaristia, Mi portò a lavare i piedi ai Miei Apostoli.
L’ho fatto anche per rappresentare il Sacramento della Penitenza, nel quale possono lavarsi e recuperare il loro perduto candore, le Anime che hanno avuto la disgrazia di cadere nel peccato. Lavando loro i piedi, ho voluto insegnare, a quelle Anime, che hanno dei compiti apostolici, ad umiliarsi e a trattare con dolcezza i peccatori e tutte le Anime che sono loro affidate. Mi sono avvolto in un telo per insegnare loro che, per ottenere dei risultati con le Anime, bisogna cingersi con la propria mortificazione ed abnegazione. Ho voluto che imparassero la mutua Carità e il modo con cui lavare le colpe che si avvertono nel prossimo, dissimulandole o scusandole sempre, senza mai divulgare gli altrui difetti. L’acqua che ho fatto scorrere sui piedi degli Apostoli, era un riflesso dello zelo che consumava il Mio Cuore nel desiderio della salvezza degli uomini. In quel momento, era un infinito Amore che sentivo per gli uomini, e non ho voluto lasciarli orfani… Per vivere con voi fino alla fine dei Secoli e dimostrarvi il Mio Amore, ho voluto essere il vostro respiro, la vostra vita, il vostro sostegno, il vostro tutto! Quindi, ho visto tutte le Anime che, nel volgere dei Secoli, dovevano alimentarsi con il Mio Corpo e il Mio Sangue, e tutti gli Effetti Divini che questo Alimento avrebbe prodotto in moltissime Anime…  In molte di esse, questo Sangue Immacolato avrebbe generato purezza e verginità. In altre, avrebbe acceso la fiamma dell’Amore e quella del Fervore. Molti Martiri dell’Amore, in quell’ora, si radunavano davanti ai Miei occhi e nel Mio Cuore! Quante altre Anime, dopo aver commesso molti e gravi peccati, debilitate dalla forza delle passioni, sarebbero venute a Me per rinnovare il loro vigore con il Pane dei forti! Quanto desideravo fare conoscere i sentimenti del Mio Cuore a tutte le Anime! Quanto desidero che conoscano l’Amore che sentivo per loro quando, nel Cenacolo, ho istituito l’Eucaristia! Nessuno potrebbe penetrare i sentimenti del Mio Cuore, in quei momenti: sentimenti di amore, gioia, tenerezza… ma immensa è stata anche l’amarezza che pervase il Mio Cuore. Eri forse un buon ed idoneo terreno per la costruzione di un magnifico edificio?
Si e no… Si, per i Doni che ti ho fatto sin dalla tua nascita. No, per l’uso che hai fatto di essi. Pensi che il tuo terreno sia adeguato alle proporzioni e alla struttura dell’edificio che Io innalzo? Oh, è una cosa meschina! Tuttavia, i Miei calcoli non falliranno, nonostante tutti gli elementi contrari che ci sono in te, perché è proprio da Me scegliere chi è inadatto per lo scopo che Mi propongo. Io non Mi sbaglio mai, perché uso Arte ed Amore. Costruisco attivamente, senza che tu lo percepisca. Lo stesso tuo desiderio di sapere che cosa sto facendo, Mi serve per provarti che nulla puoi e nulla sai, senza che Io lo voglia… È tempo di lavorare, non Mi chiedere niente, perché c’è qualcuno che pensa a te. Voglio raccontare alle Mie Anime l’amarezza e il tremendo dolore che riempiva il Mio Cuore, quella notte. Sebbene fosse grande la Mia gioia per esserMi fatto compagno degli uomini, fino alla fine dei Secoli, e Nutrimento Divino delle Anime, e sebbene vedessi quanti Mi avrebbero reso l’omaggio dell’Adorazione, dell’Amore e della Riparazione, non fu, però, poca la tristezza che Mi causò il contemplare tutte quelle Anime che Mi avrebbero abbandonato nel Tabernacolo e quelle che avrebbero dubitato della Mia Presenza nell’Eucaristia. In quanti cuori macchiati, sporchi e completamente lacerati dal peccato, avrei dovuto entrare, e quanto la Mia Carne e il Mio Sangue, profanati, sarebbero divenuti motivo di condanna per molte anime! Tu non puoi capire il modo con cui ho contemplato tutti i sacrilegi, gli oltraggi e le tremende abominazioni che sarebbero state commesse contro di Me… Le moltissime ore che avrei dovuto passare, da solo, nei Tabernacoli. Quante lunghe notti! Quanti uomini avrebbero respinto gli amorosi richiami che avrei loro rivolto! Per amore di queste Anime, Io rimango prigioniero nell’Eucaristia affinché, nelle vostre pene e nei vostri dolori, possiate consolarvi con il più tenero dei Cuori, con il migliore dei Padri, con l’Amico più fedele. Ma questo amore, che si consuma per il bene degli uomini, non sarà corrisposto. Vivo in mezzo ai peccatori per essere la loro salvezza e la loro vita, il loro medico e la loro medicina; ed essi, in cambio, nonostante la loro natura inferma, si allontanano da Me, Mi oltraggiano e Mi disprezzano. Figli miei, poveri peccatori! Non allontanatevi da Me, Io vi aspetto, giorno e notte, nel Tabernacolo. Non vi getterò in faccia i vostri peccati. Quel che farò sarà lavarvi nel Sangue delle Mie Piaghe. Non abbiate paura, venite a Me. Non sapete quanto vi amo! E voi, Anime amate, perché siete fredde ed indifferenti al Mio amore? So che dovete attendere alle necessità delle vostre famiglie, della casa e del Mondo, che vi sollecita incessantemente, ma non trovate un momento per venire a darMi prova del vostro amore e della vostra gratitudine?
Non lasciatevi trascinare da tante preoccupazioni inutili, riservatevi un momento per visitare il Prigioniero d’Amore.
Se il vostro corpo è malato, non potete forse trovare qualche minuto per cercare il Medico che deve curarvi? Venite da chi può ridarvi le forze e la salute dell’anima…
Date un’elemosina d’Amore a questo Mendicante Divino, che vi chiama, vi desidera e vi aspetta. Queste parole produrranno, nelle Anime, l’effetto di una grande realtà. Penetreranno nelle famiglie, nelle scuole, nelle Case Religiose, negli ospedali, nelle prigioni, e molte Anime si arrenderanno al Mio Amore. I dolori più grandi Mi vengono dalle Anime Sacerdotali e Religiose.
Nel momento in cui ho istituito l’Eucaristia, ho visto tutte le Anime privilegiate che si sarebbero alimentate con il Mio Corpo e il Mio Sangue, e ho visto gli effetti che si sarebbero in esse prodotti.
Per alcune, il Mio Corpo sarebbe il rimedio per la loro debolezza; per altre, un fuoco che riuscirebbe a consumare le loro miserie, infiammandole d’Amore.
Ah!.. Quelle Anime, tutte riunite davanti a Me, saranno un immenso giardino, nel quale ogni pianta produce un fiore diverso, ma tutti Mi dilettano con il loro profumo…
Il Mio Corpo sarà il Sole che ridà loro vita. Mi accosterò ad alcune per essere consolato, ad altre per nasconderMi, ed in altre ancora Mi riposerò. Se sapeste, Anime amatissime, quanto è facile consolare, nascondere e dare riposo al vero Dio! Questo Dio, che vi ama con Amore infinito, dopo di avervi liberato dalla schiavitù del peccato, ha seminato in voi l’incomparabile Grazia della Vocazione Religiosa. Egli vi ha tratto in modo misterioso nel giardino delle Sue delizie.
Questo Dio, vostro Redentore, si è fatto vostro Sposo. Egli stesso vi alimenta con il Suo Corpo purissimo e con il Suo Sangue placa la vostra sete. In Me, troverete il riposo e la felicità.
Oh, figliola! Perché tante Anime, dopo essere state colmate di beni e di carezze, sono divenute causa di tristezza per il Mio Cuore? Non sono, Io, sempre lo stesso? Forse sono cambiato per voi?…
No, Io non cambierò mai e, fino alla fine dei Secoli, vi amerò con predilezione e tenerezza. So che siete piene di miserie, ma questo non farà allontanare da voi i Miei sguardi più teneri; Io vi aspetto con ansia, non soltanto per alleviare le vostre miserie, ma anche per colmarvi con i Miei benefici. Se vi chiedo Amore, non negatemelo: è molto facile amare Colui che è l’Amore stesso. Se vi chiedo qualcosa che costa caro alla vostra natura, vi do, congiuntamente, anche la Grazie e la
forza necessari perché siate il Mio conforto. FateMi entrare nelle vostre Anime e, se in esse non si troverà niente che sia degno di Me, allora… diteMi, con umiltà e fiducia: “Signore, vedo bene i frutti che produce questo albero, vieni e dimmi che cosa devo fare, affinché, a partire da oggi, spuntino i frutti che Tu desideri”. Se l’anima Mi dice questo con un vero desiderio di provarMi il suo Amore, Io le risponderò: “Anima amata, lascia che sia Io stesso a coltivare il tuo Amore… “.
Conosci i frutti che otterrai? La vittoria sul tuo carattere riparerà le offese, espierà le mancanze.
Se non ti turbi nel ricevere una correzione e l’accetti con gioia, otterrai che le Anime accecate dell’orgoglio si umilino e chiedano perdono. Ecco ciò che farò nella tua Anima, se Mi lasci operare liberamente. Il giardino non fiorirà immediatamente, ma darai una grande consolazione al Mio Cuore… Tutto ciò Mi è passato davanti, quando ho istituito l’Eucaristia e ho sentito l’urgente desiderio di nutrire le Anime. Non venivo a dimorare sulla Terra per vivere con degli Esseri perfetti, ma per sostenere i deboli e nutrire i piccoli… Li avrei fatti crescere, avrei irrobustito le loro Anime, avrei riposato nelle loro miserie e i loro buoni desideri Mi avrebbero consolato. Però, tra i Miei Eletti, vi sono alcune Anime che sono per Me occasione di dolore. Saranno tutte perseveranti?…
È questo il grido di dolore che sfugge dal Mio Cuore; è questo il gemito che voglio sia udito dalle Anime. L’Amore eterno sta cercando delle anime che dicano cose nuove sulle verità antiche, che già si conoscono. L’Amore infinito vuole creare, nel seno dell’Umanità, un tribunale, non di giustizia, ma di pura Misericordia! Ecco perché si moltiplicano i Messaggi nel Mondo!
Chi li comprende, ammira le loro opere, trae profitto da esse, e fa si che anche gli altri ne traggano profitto. Chi non capisce, continua ad essere schiavo dello Spirito, che muore e condanna.
A questi ultimi, rivolgo la Mia Parola di condanna, perché ritardano l’Opera Divina e si convertono in complici del Maligno. Quale astuzia opprime le loro piccole menti, quando condannano, insabbiano e reprimono quel che non proviene da misere Creature, ma dal Creatore?
Io rivelo la Mia Sapienza a coloro che ho chiamato “piccoli”, e la nascondo, invece, ai superbi…
Anima, lascia che Mi riversi in te… diventa una valvola del Mio Cuore, perché non manca chi opprime il Mio Amore…

GESÙ FA LA VOLONTÀ DEL PADRE

Voglio che della Mia Passione tu consideri, soprattutto, l’amarezza che Mi ha causato il conoscere i peccati che, annebbiando la mente dell’uomo, lo portano alle aberrazioni. Questi peccati vengono, per lo più, accettati come frutto di una inclinazione naturale, alla quale la propria volontà non si può opporre. Oggi, molti vivono con gravi peccati e, di questi, incolpano gli altri o il destino, senza possibilità di liberarsene. Questo ho visto nel Getsemani; ho conosciuto, così, il grande male che la Mia Anima avrebbe dovuto assorbire. Quanti si perdono in questo modo e come ho sofferto per loro! Perciò, con il Mio esempio, ho insegnato agli Apostoli come sopportarsi a vicenda, lavando loro i piedi e facendoMi loro Nutrimento. Si avvicinava l’ora per la quale il Figlio di Dio si era fatto uomo e Redentore del Genere Umano: andava a spargere il Suo Sangue e a dare la Sua Vita per il Mondo. In quell’ora, volli metterMi in preghiera e consegnarMi alla Volontà del Padre Mio… Fu allora che la Mia Volontà di uomo vinse la resistenza naturale verso la grande sofferenza preparata per Me dal Padre nostro, il Quale, vedete, era ancora più addolorato di Me. Quindi, tra quelle anime perdute, ho consegnato la Mia stessa Anima, per riparare ciò che si era corrotto. La Mia Onnipotenza può tutto, ma ha bisogno di un minimo, sopra il quale aggiungere dell’altro; e questo minimo lo offro Io stesso, con infinito Amore. La Mia Passione… quale abisso di amarezza ha rinchiuso in sé! Com’è erroneamente lontano chi crede di conoscerla, pensando soltanto alle terribili sofferenze del Mio Corpo!… Figlia mia, ti ho riservato altri atti delle tragedie intime che ho vissuto e che voglio condividere con te, perché sei tra quelle che il Padre Mio Mi diede nell’Orto. Anime amate, imparate dal vostro Modello, che l’unica cosa necessaria è sottomettersi con umiltà e offrirsi, per compiere la Volontà di Dio, anche se la natura si ribella. Inoltre, ho voluto insegnare alle Anime che ogni azione importante deve essere preceduta e vivificata dalla preghiera, perché in essa l’Anima si fortifica per affrontare le cose più difficili; Dio si comunica a questa Anima, la consiglia e la ispira, anche quando l’Anima non se ne accorge. Mi sono allontanato nell’Orto con tre dei Miei Discepoli, per insegnare loro che le tre potenze dell’Anima devono accompagnarli ed aiutarli nella preghiera. Ricordate i Benefici Divini e le Perfezioni di Dio: la Sua Bontà, il Suo Potere, la Sua Misericordia, l’Amore che ha per voi. Quindi, con la ragione, cercate il modo di poter corrispondere alle meraviglie che Egli ha fatto per voi… Lasciate che la vostra volontà si muova a servire Dio, di più e meglio, spingendovi a consacrarvi per la salvezza delle Anime, sia con il vostro lavoro apostolico, sia con la vostra vita umile e nascosta, nel ritiro e nel silenzio, per mezzo della preghiera. Prostratevi umilmente, da Creature quali siete, alla presenza del vostro Creatore, e adorate i Suoi Disegni su di voi, quali che siano, sottomettendo la vostra volontà a quella Divina. È in questo modo che Io ho offerto Me stesso per realizzare l’opera della Redenzione del mondo. Ah, che momento è stato quello, quando ho sentito venire su di Me tutti i tormenti che dovevo soffrire nelle Mia Passione: le calunnie, gli insulti, i flagelli, i calci, la corona di spine, la sete e la Croce!… Tutto questo è passato davanti ai Miei Occhi, mentre un dolore intenso colpiva il Mio Cuore: le offese, le abominazioni ed i peccati, che si sarebbero commessi durante i Secoli; e non soltanto li ho visti, ma Mi sono sentito rivestito di tutti questi orrori; in questo modo, Mi sono presentato davanti al Mio Padre Celeste per implorare Misericordia. Figliola mia, ho offerto Me stesso come un giglio, per calmare la Sua collera e placare la Sua ira. È certo che, con tanti crimini e tanti peccati, la Mia natura umana ha sperimentato un’agonia mortale, al punto di sudare sangue. Sarà possibile che questa angoscia e questo Sangue siano inutili per tante anime?
La Mia Passione è stata l’origine del Mio Amore. Se non l’avessi voluto, chi avrebbe potuto toccarmi? Io l’ho voluto e, per fare questo, Mi sono servito degli uomini più crudeli. Prima di soffrire, ho conosciuto in Me stesso ogni sofferenza e ho potuto darne una valutazione completa. Inoltre, quando ho voluto soffrire, oltre ad averne una piena conoscenza e valutazione, ho sentito umanamente tutte le sofferenze; Io le ho prese tutte. Parlando della Mia Passione, non posso entrare in tutti i dettagli. L’ho fatto altre volte, ma voi, a causa della vostra natura umana, non riuscite a comprenderlo… non potete comprendere la smisurata estensione dei dolori che ho sofferto. Si, Io vi illumino, ma rimango entro un limite, al di là del quale non potete andare. Solo a Mia Madre ho fatto conoscere tutte le Mie cose; ecco perché Ella ha sofferto più di Tutti. Ma, oggi, il Mondo dovrà conoscere più di quello che fino ad ora gli ho concesso, perché il Padre Mio così vuole. Per questo, nella Mia Chiesa fiorisce un raggio d’Amore per tutto l’insieme delle vicissitudini che dall’Orto Mi portarono al Calvario. Manifesto la Mia Passione agli amati, che furono con Me nell’Orto, più che a chiunque altro. Loro possono riferire qualcosa che si adatti alla mente degli attuali viandanti. E, se possono, debbono farlo. Per questa ragione, piccola, scrivi tutto ciò che Io ti dico, per te e per molti altri, a conforto delle Anime e per la gloria della Trinità, che vuole siano conosciute le Mie Sofferenze nel Getsemani. “L’Anima Mia era triste fino alla morte”. Mentre la tristezza del male fisico poteva giungere ad essere causa di morte, quella dello Spirito, che ho voluto sperimentare, è consistita nell’assenza completa dell’influenza della Divinità e nella presenza lacerante delle cause della Mia Passione. Nel Mio Spirito, che agonizzava, erano realmente presenti tutte le ragioni che Mi spinsero a portare l’Amore sulla Terra. Prima ragione… le offese fatte contro la Mia Divinità, che soffriva come uomo, con la consapevolezza propria di Dio. Non si può trovare nulla di simile a questo genere di sofferenza, perché l’uomo che pecca comprende, con la Mia Luce, soltanto ciò che gli corrisponde e, molte volte, soltanto in modo imperfetto, ma non può vedere come sia il peccato di fronte a Me. Ecco perché è chiaro che soltanto Dio può conoscere ciò che veramente è un’offesa fatta a Lui! Indubbiamente, l’Umanità doveva poter offrire alla Divinità la piena conoscenza e il vero dolore del pentimento. Io posso farlo tutte le volte che voglio, offrendo la Mia Conoscenza, che ha operato in Me come Uomo, con la umanizzazione dell’offesa fatta a Dio. Questo è stato il Mio desiderio: che il peccatore pentito, tramite Me, avesse il modo di presentare, al suo Dio, la conoscenza dell’offesa commessa e che Io, nella Mia Divinità, potessi ricevere dall’uomo
anche la piena comprensione di ciò che ha fatto contro di Me. Per oggi, basta. Non sai quanto Mi consoli quando ti affidi a Me, con abbandono totale… Non posso parlare alle Anime, tutti i giorni… Lascia che, per loro, Io ti dica i Miei segreti!… Lascia che Io usi i tuoi giorni e le tue notti! Ero triste fino alla morte, perché vedevo, da ogni parte, l’enorme cumulo delle offese commesse; se anche per una sola di esse sperimentavo una morte indescrivibile, che cosa avrei potuto provare per l’insieme di tutte le colpe? “L’Anima Mia è triste fino alla morte”… di una tristezza che Mi produsse l’abbandono di ogni forza, di una tristezza che aveva come centro la Divinità, verso la quale – in Me – convergeva la marea delle colpe e il fetore delle Anime corrotte da ogni genere di vizio. Perciò, ero, allo stesso tempo, bersaglio e freccia. In quanto Dio… ero bersaglio; in quanto uomo… ero freccia, poiché ho assorbito tutto il peccato, al punto di apparire, davanti al Padre Mio, come l’unico offensore. Non poteva esserci una tristezza maggiore di questa, ed Io ho voluto prenderla tutta, per Amore del Padre e come Misericordia verso tutti voi. Se gli uomini non pongono attenzione a questo punto, invano meditano sul significato di queste parole, che includono tutto il Mio Essere, in quanto Dio e in quanto Uomo. Guardatemi, così, in questa gigantesca prigione dello Spirito! Non merito, forse, amore, visto che ho tanto sofferto e lottato? Non merito che la Creatura conti su di Me, come su se stessa, sapendo che Io Mi do a lei, interamente e senza alcuna riserva? Attingete, Tutti, dalla Mia  inesauribile Fonte di beni, attingete! Io vi offro la Mia tristezza, nell’Orto… dateMi la vostra tristezza, tutte le vostre tristezze… voglio fare di esse un mazzo di violette, il cui profumo sia l’indicatore costante verso la Mia Divinità. “Padre, se è possibile, allontana da Me questo Calice. Tuttavia, non sia fatta la Mia, ma la Tua Volontà” (Luca 22,42).
Ho detto questo al colmo dell’amarezza, quando il peso che gravava su di Me si era fatto talmente grave che l’Anima Mia si trovava nella più incredibile oscurità.
Lo dissi al Padre perché, nell’assumere ogni colpa, Mi presentavo davanti a Lui come l’unico peccatore, contro il quale si scaricava tutta la Sua Divina Giustizia. E sentendoMi, privato della Mia Divinità, soltanto l’Umanità appariva davanti a Me. Allontana da Me, o Padre, questo amarissimo Calice che Mi presenti e che, venendo in questo Mondo, nonostante tutto, Io ho accettato per Amor Tuo. Sono arrivato al punto che non Mi riconosco neppure Io. Oh, Padre, Tu hai fatto del peccato la Mia eredità e questo rende la Mia Presenza davanti a Te, che Mi ami, insopportabile. L’ingratitudine degli Esseri Umani la conoscevo già, ma come potrò sopportare di vederMi solo? Dio Mio, abbi pietà della grande solitudine nella quale Mi trovo! Perché anche Tu vuoi lasciarMi in un tale abbandono? Quale aiuto potrò trovare in una tale desolazione? Perché anche Tu Mi colpisci così? E se Tu Mi privi di Te stesso, Io sento che sprofonderò in un abisso tale che non riuscirò più a
riconoscere la Tua mano, in una situazione tanto tragica. Il sangue che esce da tutto il Mio Corpo Ti dà testimonianza del Mio annichilimento sotto la Tua potente Mano…
Così… ho pianto, così… sono caduto. Ma dopo ho proseguito: Padre Santo, è giusto che Tu faccia di Me tutto ciò che vuoi. La Mia vita non è Mia, appartiene interamente a Te. Voglio che non si faccia la Mia Volontà, ma la Tua. Ho accettato una morte di Croce… accetto anche la morte apparente della Mia Divinità. È giusto. Devo darTi tutto questo e, prima di tutto, devo offrirTi l’olocausto della Divinità, che certamente Mi unisce a Te. Si, Padre, con il Sangue che vedi, confermo la Mia donazione… con il Sangue confermo la Mia accettazione: si faccia la Tua Volontà, non la Mia…

GESÙ VA IN CERCA DEI SUOI DISCEPOLI,
CHE SONO ADDORMENTATI

Malgrado tutto, l’enorme peso e la terribile fatica, unitamente al sudore di sangue, Mi avevano colpito talmente che, nell’andare a cercare i Miei Apostoli, Mi sono sentito tremendamente affaticato. Pietro, Giovanni, Giacomo! Dove sono, che non li vedo vigilanti?
Svegliatevi, guardate il Mio Volto, vedete come trema il Mio Corpo per questo turbamento che provo! Perché dormite? Svegliatevi e pregate con Me, perché Io ho sudato Sangue per voi!
Pietro, Discepolo eletto, non ti importa della Mia Passione?… Giacomo, a te ho dato la Mia predilezione: guardaMi e ricordati di Me! E tu, Giovanni? Perché ti lasci prendere dal sonno insieme agli altri? Tu puoi capire più di loro… Non dormire, veglia e prega con Me! Ecco ciò che ho ottenuto: mentre cercavo conforto, ho trovato un amaro sconforto. Neppure loro sono con Me.
Da chi mai potrò andare?… È vero, il Padre Mio Mi dà soltanto ciò che Io ho saputo chiederGli: che il Giudizio di tutta l’Umanità cada sopra di Me. Padre Mio, aiutami! Tu che puoi tutto, aiutami!
Sono tornato a pregare come un uomo a cui sono state tolte tutte le speranze e che cerca, dall’alto,
comprensione e consolazione. Ma che cosa poteva fare il Padre Mio, se Io avevo liberamente scelto di pagare per tutti? La Mia scelta non era mutata. Certamente, però, la Mia resistenza naturale era arrivata ad un tale eccesso, che la Mia umanità ne era soverchiata. Nuovamente, Mi sono gettato con il volto a terra, per la vergogna di tutti i vostri peccati. Nuovamente, ho chiesto al Padre Mio di allontanare da Me quel Calice, ma Egli Mi rispose che, se non lo avessi bevuto, sarebbe stato come se non fossi venuto al mondo. Che Mi consolassi, perché molte Creature avrebbero partecipato alla Mia Agonia nell’Orto. Risposi: “Padre, non si faccia la Mia Volontà, ma la Tua” (Matteo 26,42) .
Questo Angelo Mi ha assicurato del Tuo Amore, e la breve gioia che Mi hai inviato, ha compiuto la sua buona opera anche nella Mia naturale riluttanza. Dammi le Mie Creature, quelle che Io ho redento. Prendile Tu stesso, perché è per Te che Io ho accettato. Voglio vederti contento, Ti offro tutte le Mie Sofferenze e la Mia immutabile Volontà che, in verità, non è in disaccordo con la Tua, perché Siamo sempre stati una Cosa Sola… Padre, sono distrutto, ma in questo modo il Nostro Amore sarà conosciuto. Si faccia la Tua Volontà, non la Mia! Sono ritornato a svegliare i Discepoli, ma i raggi della Divina Giustizia avevano lasciato in Me dei segni indelebili… Quando Mi videro, sembravo una persona fuori di senno e questo li riempì di spavento. È stato Giovanni a soffrire più di tutti per questo. Io ero muto… e loro sbalorditi… Soltanto Pietro ebbe il coraggio di parlare.
Povero Pietro, se avesse saputo che una parte della Mia agitazione era stata scatenata da lui!…
Avevo preso con Me i Miei tre Amici perché Mi aiutassero, condividendo la Mia Angoscia… perché pregassero con Me, per avere riposo in loro, nel loro amore… Come posso descrivere ciò che provai, quando li vidi addormentati? Quanto soffre, ancora oggi, il Mio Cuore! E volendo trovare sollievo nelle Mie Anime, vado da loro e le trovo addormentate. Più di una volta, quando ho voluto vegliarle e farle uscire da sé stesse, dalle loro preoccupazioni, Mi hanno risposto, con le opere… se non con le parole:“Adesso non posso, sono troppo stanca, ho molto da fare, questo nuoce alla mia salute, ho bisogno di un po’ di tempo, voglio stare un po’ in pace”. Io insisto e dico soavemente a quell’Anima: “Non temere, se per Me tralasci questo riposo, Io ti ricompenserò. Vieni a pregare con Me, anche soltanto per un’ora! Guarda, in questo momento ho bisogno proprio di quanto ti chiedo! Se ora indugi, non sarà poi per te troppo tardi?”. Quante volte sento la stessa risposta! Povera Anima, non ha potuto vegliare un’ora con Me. Tra poco verrò e non Mi sentirà, perché è addormentata… Vorrò darti la Grazia, ma… siccome sei addormentata, non potrai riceverla. Chi ti assicura che, dopo, avrai la forza di svegliarti?… È più facile che, privata dell’alimento, la tua Anima si debiliti e non possa uscire da questo letargo. Molte anime sono state sorprese dalla morte mentre erano profondamente addormentate, e poi: dove e in che modo si sono risvegliate? Anime amate, voglio mostrarvi anche quanto sia inutile e vano cercare sollievo nelle Creature. Quante volte sono addormentate, e invece di trovare il sollievo che cerco in loro, le lascio con amarezza, perché non corrispondono ai Nostri desideri e neppure al Nostro Amore. Quando ho pregato il Padre Mio e ho chiesto aiuto, la Mia Anima, triste e senza aiuto, soffriva l’agonia della morte: Mi sono sentito oppresso dal peso delle più nere ingratitudini. Il Sangue che usciva da tutti i pori del Mio Corpo e che tra breve sarebbe sgorgato da tutte le Mie ferite, sarebbe stato inutile per un grande numero di Anime che si sarebbero perse. Moltissime Mi avrebbero offeso e molte non Mi avrebbero onosciuto!
Più tardi, avrei sparso il Mio Sangue per Tutti, e i Miei Meriti sarebbero stati applicati ad ognuno di loro: Sangue Divino! Meriti infiniti! E malgrado tutto, inutile per tante e tante Anime…
Ma, allora, andavo già incontro ad altre cose, e la Mia Volontà era volta al compimento della Mia Passione. Oh, uomini, se Io ho sofferto… non è stato certamente senza frutto, nemmeno senza motivo! Il frutto che ho ottenuto è stato la Gloria e l’Amore. Adesso tocca a voi, con il Mio Aiuto, dimostrarMi che apprezzate la Mia Opera. Io non Mi stanco mai! Venite a Me! Venite da Colui che vibra d’Amore per voi e che è il Solo che può darvi il vero Amore, l’Amore che regna nel Cielo e che vi trasforma sulla Terra. Anime, che siete assetate di Me, bevete al Mio Calice amaro e glorioso, perché vi dico che qualche goccia di questo Calice il Padre vuole giustamente riservare per voi. Pensate che queste poche gocce Mi furono sottratte e, poi, se credete, diteMi che non le volete. Io non ho posto limiti, e nemmeno voi. Io sono stato umiliato senza pietà; voi, per amore, dovete lasciare che Io umilii il vostro amor proprio. Sono Io che opero in voi, così come il Padre Mio ha operato in Me, nel Getsemani. Sono Io Colui che fa soffrire, affinché possiate un giorno allegrarvene. Adesso, siate docili, siate docili imitando Me, perché questo vi aiuta molto e molto Mi compiace. Non perdete nulla, anzi, guadagnerete l’Amore. Come potrei, in effetti, permettere che i Miei amati soffrano di perdite vere, quando vogliono dimostrarMi il loro amore? Io vi aspetto. Sono sempre in attesa… non Mi stancherò. Venite a Me… venite così come siete, non importa, purché veniate. Vedrete che, poi, sarò Io ad ingioiellarvi la fronte con quelle gocce di Sangue che ho versato nel Getsemani, perché quelle gocce sono vostre, se le volete. Vieni, Anima, vieni a Gesù, che ti chiama. Ho detto: “Padre Mio”… non ho detto: “Dio Mio”…
Ciò che voglio insegnarvi è questo: quando il vostro cuore soffre di più, dovete dire: “Padre mio”, e chiederGli sollievo. EsponeteGli le vostre sofferenze, i vostri timori e, ricordateGli, tra i gemiti, che siete i Suoi figli. DiteGli che la vostra Anima non ne può più! Chiedete, con fiducia di figli, e confidate, perché il Padre vostro vi darà il sollievo e la forza necessaria per superare la vostra tribolazione e quella delle Anime che vi sono affidate. Questo è il Calice che ho accettato e svuotato fino all’ultima goccia! Tutto questo per insegnarvi, figli amati, che non dovete credere ancora che le sofferenze siano inutili. Se non riuscite sempre a vederne i risultati, sottomettete il vostro giudizio e lasciate che la Divina Volontà si compia in voi. Io non Mi sono tirato indietro e, sapendo che sarebbero venuti a prenderMi nell’Orto, sono rimasto lì, non ho voluto fuggire via dai Miei nemici…
Figlia Mia, lascia che il Mio Sangue irrighi e fortifichi, questa notte, la radice della tua piccolezza.

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LA DEVOZIONE ALLE SANTE PIAGHE E LE PROMESSE DI GESU’

Devozione alle Sante Piaghe e Promessa di Gesù

LE SANTE PIAGHE

La serva di Dio Maria Marta Chambon, suora visitandina, fu favorita da frequenti visite di Gesù che mostrava le sue ferite sulla croce, affinché lo contemplasse e si associasse ai dolori della sua passione: «Non distogliere mai gli occhi dal mio libro, dal quale imparerai più che tutti i grandi sapienti». In seguito le disse: «Ti ho scelta per diffondere la devozione alle mie Sante Piaghe». Dopo questo incarico le rivelò in vari modi l’efficacia della devozione: «I carnefici, trapassando il mio costato, le mie mani, i miei piedi, hanno aperto fonti da cui sgorgano eternamente le acque della misericordia. Offrimi le tue azioni unite alle mie Sante Piaghe, nulla può renderle più gradite ai miei occhi in esse ci sono ricchezze incomprensibili. Dalle mie piaghe escono fiumi di santità. È necessario che tu svolga bene la tua missione: offrire le mie Piaghe al mio eterno Padre, perché da esse deve venire il trionfo della Chiesa».

Tratto dal libro “Pregate, pregate, pregate”  di Editrice Shalom  pag. 719

PROMESSE DEL SIGNORE A QUANTI ONORANO LE SUE PIAGHE

  • Io accorderò tutto ciò che mi si domanda con l’invocazione delle mie Sante Piaghe.

  • Le grazie che ricevete con queste invocazioni sono grazie di fuoco; vengono dal Cielo e ritornano al Cielo.

  • Quando soffrite, portate le vostre pene nelle mie Piaghe, saranno addolcite. Non ci sarà morte per l’anima che spirerà nelle mie Piaghe.

  • Ripetete spesso accanto agli ammalati: «Gesù mio, perdono e misericordia per i meriti delle tue Sante Piaghe»,questa preghiera solleverà l’anima e il corpo.

  • L’invocazione alle mie Piaghe fa scendere le Grazie dal Cielo e vi fa salire le anime del Purgatorio.

  • Il peccatore che dirà: «Eterno Padre, ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle nostre anime», otterrà la conversione.

  • Se immergi le tue azioni nelle mie Sante Piaghe, acquisteranno valore; le azioni ricoperte dal mio sangue soddisfano il mio cuore.

 

PREGHIERA QUOTIDIANA IN ONORE DELLE SANTE PIAGHE

Per la Santa Piaga della mano destra.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

Per la Santa Piaga della mano sinistra.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la Santa Piaga del piede destro.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la Santa Piaga del piede sinistro.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per la santa Piaga del sacro costato.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per il Santo Padre.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

Per l’effusione dello Spirito Santo.

 Padre nostro •  Ave Maria •  Gloria al Padre

 

PREGHIERE DELLA SERA

Preghiere della sera

 

Prima di andare a dormire, arrivata la sera, dopo una giornata vissuta nel lavoro, nelle prove di questa vita, nell’amore fraterno e caritatevole verso il prossimo e provata dalle difficoltà di questo mondo, è di grande conforto, aiuto e pace, poter rivolgere il proprio pensiero al Padre nostro che ci ha amati da sempre e seguiti lungo tutto il nostro cammino sin da quando ci ha creati. Lodiamo Gesù, nostro Signore e Salvatore e la nostra Mamma Celeste Maria Santissima insieme al suo Castissimo Sposo, il Beato Giuseppe, a tutti i Santi e Beati, all’Angelo Custode, agli Arcangeli e Angeli del Paradiso tutti per il loro Amore verso noi, la nostra famiglia, tutti i nostri cari e l’umanità intera, chiedendo la loro Intercessione per la Salvezza della nostra anima e la protezione dai mali di questo mondo e da satana che tenta di allontanarci dalla nostra Eterna Felicità con l’inganno. Rivolgiamo il nostro pensiero alle anime di questo mondo che soffrono e alle anime del purgatorio che espiano i loro peccati, nell’attesa di essere liberati dalle loro colpe e ritornare nelle Braccia di nostro Signore.

TI ADORO

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno.  Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

PADRE NOSTRO

Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu si benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

ATTO DI DOLORE

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia e colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli Angeli, i Santi e voi, fratelli di  pregare per me il Signore Dio nostro.

O GESÙ, D’AMORE ACCESO

O Gesù, d’amore acceso non ti avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesù, con la tua santa grazia non ti voglio offendere più, ne mai più disgustarti, perché ti amo sopra ogni cosa. Gesù mio, misericordia, perdonami!

GESÙ, GIUSEPPE E MARIA

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.

PREGHIERA RIPARATRICE

Una povera clarissa defunta apparve alla sua abadessa che pregava per lei e le disse: «Sono andata dritta al cielo perché avendo recitato ogni sera questa preghiera, ho pagato tutti i miei debiti e sono stata preservata dal Purgatorio».
Eterno padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per espiare tutti i peccati che ho commesso quest’oggi e durante tutta la mia vita passata.
Gloria al Padre
Eterno padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per purificare il bene che ho mal fatto quest’oggi e durante tutta la mia vita passata.
Gloria al Padre
Eterno padre, per le mani di Maria Addolorata, ti offro il Sacratissimo Cuore di Gesù con tutto il suo amore, con tutte le sue sofferenze, con tutti i suoi meriti:
per supplire al bene che ho trascurato di fare quest’oggi e durante tutta la mia vita passata.
Gloria al Padre

L’ETERNO RIPOSO

L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

AL TERMINE DEL GIORNO

Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode.

AL CUORE DI GESÙ

O Cuore di Gesù, a te raccomando in questa notte l’anima e il corpo, affinché dolcemente in te riposino. E poiché durante il sonno non potrò lodare il mio Dio, tu degnati di farlo per me, in modo che quanti saranno i battiti del mio cuore in questa notte, tante siano le lodi che tu darai alla Santissima Trinità. Amen.

VISITA, 0 PADRE

Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Amen.

ALL’ANGELO CUSTODE

O Angelo Santo, che per infinita bontà di Dio sei chiamato a custodirmi, assistimi nei bisogni, consolami nelle mie afflizioni, difendimi dai nemici, allontanami dalle occasioni di peccato, fa’ che io sia docile obbediente alle tue ispirazioni, proteggimi particolarmente nell’ora della mia morte, e non mi abbandonare fino a che non mi avrai guidato al mio celeste soggiorno in Paradiso. Amen.

ANGELO DI DIO

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

Preghiere durante il giorno

Preghiere durante il giorno

La Preghiera è Dialogo interiore con nostro Signore, attraverso invocazioni, suppliche, intenzioni… Ogni momento della giornata è buono per poter accrescere il rapporto di comunione con Dio, ogni istante è ideale per estraniarsi dal mondo frenetico che ci circonda ed essere cullati nelle Braccia Premurose, Amorevoli e Riparatrici di Gesù e di Maria Santissima.

 

Segno della Croce – Preghiera al Sacro Cuore di Gesù – O Cuore Immacolato di Maria – Consacrazione al Cuore Castissimo di San Giuseppe – Prima di qualsiasi attività – Custodiscimi, Signore – Per il dono della serenità – Accetta tutto me stesso – Per il dono dell’equilibrio – Per implorare la grazia di custodire la castità – Maria, Madre della speranza – Per la benedizione della mensa – Preghiera nel giorno del digiuno

Segno della Croce

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Preghiera al Sacro Cuore di Gesù

Gesù, sappiamo che tu sei misericordioso e che hai offerto il tuo Cuore per noi. Esso è incoronato dalle spine e dai nostri peccati. Sappiamo che tu ci supplichi costantemente affinché non ci perdiamo. Gesù, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Per mezzo del tuo Cuore fa’ che tutti gli uomini si amino. Sparisca l’odio tra gli uomini. Mostraci il tuo amore. Noi tutti ti amiamo Noi tutti ti amiamo e desideriamo che tu ci protegga col tuo Cuore di pastore e ci liberi da ogni peccato. Gesù, entra in ogni cuore! Bussa, bussa alla porta del nostro cuore. Sii paziente e non desistere mai. Noi siamo ancora chiusi perchè non abbiamo capito il tuo amore. Bussa continuamente. Fa’, o buon Gesù, che ti apriamo i nostri cuori almeno al momento in cui ci ricordiamo della tua passione sofferta per noi.Amen.

O Cuore Immacolato di Maria

O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà, mostra il tuo amore verso di noi. La fiamma del tuo Cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini. Noi ti amiamo immensamente. Imprimi nei nostri cuori il vero amore così da avere un continuo desiderio di te. O Maria, umile e mite di Cuore, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Tu sai che tutti gli uomini peccano. Donaci, per mezzo del tuo Cuore Immacolato, la salute spirituale. Fa’ che sempre possiamo guardare con bontà del tuo Cuore materno e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del tuo Cuore. Amen.

Consacrazione al Cuore Castissimo di San Giuseppe

Cuore Castissimo di san Giuseppe, proteggi e difendi la mia famiglia contro ogni male e pericolo. Cuore Castissimo di san Giuseppe, spargi sull’umanità intera le tue grazie e le tue virtù. San Giuseppe, io mi consegno realmente a te. Ti consacro la mia anima e il mio corpo, il mio cuore e tutta la mia vita. San Giuseppe, difendi la devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Con le grazie del tuo Cuore Castissimo, distruggi i piani di Santa. Benedici tutta la santa Chiesa, il Papa, i vescovi e i sacerdoti di tutto il mondo. Noi ci consegnamo a te con amore e fiducia. Adesso e per sempre. Sposa amorosissima di san Giuseppe, tu hai sempre venereato in lui lo sposo immacolato e verginale, vicario illibato dell’amore divino. Donaci, o Madre amorosissima, l’amore più ardente del tuo Cuore Immacolato a lui, per onorarlo e amarlo, degnamente, nella santa Chiesa, quale dolcissimo vicario della divina carità. Sposa Immacolata di Giuseppe, al suo Cuore purissimo tu hai affidato, per volontà del divin Padre, il tuo amore verginale. Affida ora al suo Cuore amatissimo l’amore di ogni anima, di ogni famiglia e di tutt la Chiesa, perché ne sia maestro, custode e padre a nome e gloria dell’amore infinito.Amen.

Prima di qualsiasi attività

Ti chiedo, Signore, di benedire questo lavoro e ogni mia attività. Ispira le mie azioni e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni mia attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento. Con gioia ti offro, Signore, ogni mia fatica e stanchezza, perché tutto sia a tua gloria e utile alla mia salvezza e alla salvezza dei miei cari. Amen.

Custodiscimi, Signore

Signore, resta con me in questo giorno e anima le mie azioni, le mie parole e i miei pensieri. Custodisci i miei piedi perché non passeggino oziosi, ma vadano incontro alle necessità degli altri. Custodisci le mie mani perché non si allunghino per fare il male, ma sempre per abbracciare e aiutare. Custodisci la mia bocca perché non dica cose false o vane e non parli male del prossimo, ma sempre sia pronta a incoraggiare tutti e benedire te, Signore della vita. Custodisci il mio udito perché non perda tempo ad ascoltare parole vuote e falsità ma sia sempre pronto ad accogliere il tuo misterioso messaggio per compiere anche oggi, la tua volontà. Amen.

Per il dono della serenità

Signore, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare le cose che posso, e la sapienza per comprendere la preziosità della vita condotta ogni giorno con serenità, gustando ogni momento quietamente, accettando la contrarietà come il sentiero che conduce alla pace, accogliendo, come hai fatto tu, questo mondo peccatore così qual’è, non come mi piacerebbe che fosse. Confido che tu, Signore, ordinerai le cose nella misura in cui io mi sottometterò alla tua volontà, perché possa vivere sereno in questa vita e pienamente gioioso con te, per sempre, nell’altra. Amen.

Accetta tutto me stesso

Signore Gesù Cristo, accetta tutto me stesso per il tempo che mi resta: il mio lavoro, la mia parte di gioia, le mie ansie, la mia stanchezza, l’ingratitudine, che può venirmi dagli altri, il tedio, la solitudine che mi attanaglia durante il giorno, i successi, gli insuccessi, tutto ciò che mi costa, le mie miserie. Di tutta la giornata voglio fare un fascio di fiorni, deporli nelle mani della vergine santa; ella stessa penserà ad offrirteli. Fa’ che possano diventare frutto di misericordia per tutte le anime e di meriti per me lassù nel cielo. Amen.

Per il dono dell’equilibrio

Vergine, Madre di Dio e degli uomini, Maria, noi ti chiediamo il dono dell’equilibrio cristiano, tanto necessario alla Chiesa e al mondo d’oggi. Liberaci dal male e dalle nostre meschinità, salvaci dai compromessi e dai conformismi, tienici lontani dai miti e dalle illusioni, dallo scoraggiamento e dall’orgoglio, dalla timidezza e dalla sufficienza, dalla presunzione e dall’ignoranza, dall’errore, dalla durezza del cuore. Donaci la tenacia nello sforzo, la calma nella sconfitta, il coraggio per ricominciare, l’umiltà nel successo. Apri i nostri cuori alla santità  donaci una perfetta semplicità, un cuore puro, l’amore alla verità e all’essenziale, la forza di impegnarci senza calcolo alcuno, la lealtà di conoscere i nostri limiti e di rispettarli. Accordaci di saper accogliere e vivere la Parola di Dio,accordaci il dono della preghiera. Apri i nostri cuori a Dio: noi ti chiediamo l’amore alla Chiesa, così come tuo Figlio l’ha voluta, per partecipare in essa e con essa, in fraterna comunione con tutti i membri del popolo di Dio, gerarchia e fedeli, alla salvezza degli uomini nostri fratelli. Infondici per gli uomini comprensione e rispetto, misericordia e amore. Apri i nostri cuori agli altri: mantienici nell’impegno di vivere e di accrescere questo equilibrio, che è fede e speranza,sapienza e rettitudine,spirito di iniziativa e prudenza, apertura e interiorità, dono totale, amore. Santa Maria, noi ci affidiamo alla tua tenerezza. Amen.

Per implorare la grazia di custodire la castità

Signore Gesù Cristo, sposo della mia anima, delizia del mio cuore, anzi cuore mio e anima mia, di fronte a te mi prostro in ginocchio, pregandoti e supplicandoti con tutto il fervore di concedermi di perseverare e crescere ogni giorno nella vera fede. Per questo, Gesù dolcissimo, che io respinga ogni empietà, sia sempre estraneo ai desideri carnali e alle concupiscenze terrene, che combattono contro l’anima e che, con il tuo aiuto, conservi intemerata la castità.O santissima e immacolata Vergine Maria, Vergine delle vergini e Madre nostra amantissima, purifica ogni giorno il mio cuore e la mia anima, chiedi per me il santo timore del Signore e una particolare sfiducia nelle mie proprie forze. San Giuseppe, custode della verginità di Maria, custodisci l’anima mia da ogni peccato. Voi tutte Vergini sante, che seguite ovunque l’Agnello divino, siate sempre sollecite nei confronti di me peccatore affinché non pecchi in pensieri, parole, opere ed omissioni e mai mi allontani dal castissimo cuore di Gesù. Amen.

Maria, Madre della speranza

Maria, Madre della speranza, cammina con noi! Insegnaci a proclamare il Dio vivente; aiutaci a testimoniare Gesù, l’unico Salvatore; rendici servizievoli verso il prossimo, accoglienti verso i bisognosi, operatori di giustizia, costruttori appassionati di un mondo più giusto;intercedi per noi che operiamo nella storia certi che il disegno del Padre si compirà. Aurora di un mondo nuovo, mostrati Madre della speranza e veglia su di noi! Veglia sulla Chiesa in Europa: sia essa trasparente al Vangelo; sia autentico luogo di comunione; viva la sua missione di annunciare, celebrare e servire il Vangelo della speranza per la pace e la gioia di tutti. Regina della pace. Proteggi l’umanità del terzo millennio! Veglia su tutti i cristiani: proseguano fiduciosi sulla via dell’unità, quale fermento per la concordia del Continente. Veglia sui giovani, speranza del futuro, rispondano generosamente alla chiamata di Gesù. Veglia sui responsabili delle nazioni: si impegnino a costruire una casa comune, nella quale siano rispettati la dignità e i diritti di ciascuno. Maria, donaci Gesù! Fa’ che lo seguiamo e lo amiamo! Lui è la speranza della Chiesa, dell’Europa e dell’umanità. Lui vive con noi, in mezzo a noi, nella sua Chiesa. Con Te diciamo « Vieni, Signore Gesù » (Ap 22, 20): Che la speranza della gloria infusa da Lui nei nostri cuori porti frutti di giustizia e di pace! Amen.

Per la benedizione della mensa

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. | Padre Nostro  Ave Maria ||| PRIMA DEL PASTO: Benedici, Signore, questo cibo, che per la tua bontà stiamo per prendere. Aiutaci a darne anche a coloro che non ne hanno e rendici partecipi della tua benedizione. Per Cristo nostro Signore.  Amen. oppure: Dio, amante della vita, che nutri gli uccelli del cielo e vesti i gigli del campo, ti benediciamo per tutte le creature e e per il cibo che stiamo per prendere; e ti preghiamo di non permettere che ad alcuno manchi il necessario alimento. Per Cristo nostro Signore. Amen. ||| DOPO IL PASTO: Ti ringraziamo, Dio nostro, per il nutrimento che ci hai elargito: mediante questo pane, che insieme abbiamo diviso, si ravvivi in noi la comunione con te, con i fratelli e con tutte le creature. Amen. oppure Ti rendiamo grazie, o Signore Dio Onnipotente, per tutti i tuoi benefici, in particolare per il cibo che ci hai dato, fa’ che ce serviamo sempre per la tua maggior gloria. Amen. | Magnificat

Preghiera nel giorno del digiuno

Invito della Madonna:
“Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì ed il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi…” (14.8.84)

Signore Dio, creatore dell’universo e mio creatore!
Oggi ti voglio ringraziare perché hai dato al mondo un ordine così meraviglioso. Grazie per aver dato fertilità alla madre terra che produce per noi ogni tipo di frutti. Grazie per il cibo che viene preparato con i frutti della terra! Padre sono pieno di gioia per tutte le tue creature, per i frutti e ti rendo grazie! Grazie perché ogni giorno abbiamo bisogno di pane e perché ogni giorno abbiamo bisogno di dissetarci.

Padre grazie perché mi hai creato per nutrirmi ogni giorno dei frutti della terra, per crescere e servirti. Ti rendo grazie, Padre per coloro che con la loro intelligenza e le loro fatiche scoprono nuove possibilità di vita sulla terra. Grazie per coloro che posseggono tanti beni e ne danno agli altri. Grazie per coloro che al momento stesso di mangiare questo pane terreno sentono anche la fame del Pane celeste. Padre grazie anche per quelli che oggi non hanno di che nutrirsi, perché sono convinto che manderai il tuo aiuto tramite persone piene di bontà!

Padre oggi ho deciso di fare il digiuno. Con ciò non intendo disprezzare le cose che tu hai creato, non intendo rinunciarvi, ma desidero scoprirle nuovamente. Mi sono deciso per il digiuno perché hanno digiunato anche i tuoi profeti, perché ha digiunato anche tuo figlio Gesù Cristo, i suoi apostoli ed i suoi discepoli. Mi sono deciso per il digiuno perché ha digiunato anche la tua serva, la beata vergine Maria . Lei stessa mi ha invitato al digiuno:
“Cari figli! Oggi vi invito a digiunare col cuore. Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventata un’abitudine che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla Parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così a lungo in questa parrocchia. Cari figli! Digiunate e pregate col cuore! Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Oggi voglio imparare a rivolgermi di più verso di Te nonostante le cose che mi circondano. Col digiuno che liberamente ho scelto di fare oggi voglio pregarti per tutti coloro che soffrono la fame e per questo creano agitazioni nel mondo, ti offro il mio digiuno anche per la pace nel mondo. Arrivano le guerre perché siamo attaccati ai beni materiali e vogliamo difenderli, procurarceli e per questo arriviamo ad uccidere. Padre ti offro il mio digiuno per tutti coloro che sono schiavi del loro attaccamento ai beni materiali e non vedono alcun valore.
Ti prego per coloro che vivono in contrasto con gli altri perché accecati dalle loro ricchezze. Padre, con questo digiuno aprimi gli occhi per vedere tutte le cose che ho come tuo dono, poterti ringraziare e dare il giusto valore ad ogni cosa.

Padre, oggi ho deciso di nutrirmi di solo pane per comprendere meglio il valore del Pane celeste: la presenza di tuo Figlio nell’Eucarestia. Fa che attraverso il digiuno crescano in me fede e fiducia!

Padre mi sono deciso per il digiuno perché so che fa crescere in me il desiderio di Te. Attraverso il digiuno desidero ascoltare e vivere con più impegno la tua Paola. Con gioia e gratitudine ripenso alle parole di tuo Figlio: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.” Padre rendimi povero davanti a Te. Dammi la grazia di capire per mezzo del digiuno, come Tu mi sei necessario! Fa che mediante il digiuno cresca il mio desiderio per Te, che il mio cuore aneli verso di Te come la cerva anela alle sorgenti d’acqua e il deserto sospira le nuvole cariche di pioggia!

Padre fa che mediante questo digiuno cresca in me la comprensione e la solidarietà verso chi ha fame e sete, verso coloro non hanno beni materiali. Aiutami a capire cosa non mi serve delle cose che possiedo per darle a chi è nel bisogno.
Padre, donami la grazia di comprendere che sono pellegrino su questa terra e che quando passerò all’altro mondo non potrò portare nulla con me se non l’amore e le buone opere! Fa’ che pur avendo dei beni io sia consapevole di non avere nulla di mio, ma che tutto ho ricevuto come per esserne un amministratore fedele.

Padre dammi la grazia attraverso questo mio digiuno di diventare più umile e pronto a compiere la tua volontà. Perciò purificami dall’egoismo e dalla superbia, liberami da ogni cattiva abitudine, placa le mie passioni, accresci in me le virtù.
Padre fa’ che questo mio digiuno apra la mia anima alla Tua grazia che mi purifica e mi riempie.
Aiutami ad essere simile al Tuo Figlio in ogni tentazione ed in ogni prova, a respingere ogni seduzione del male accogliendo la Tua Parola.

Oh Maria, tu eri completamente libera nel tuo cuore, non eri legata ad alcuna cosa se non alla volontà del Padre: chiedi per me la grazia di fare un digiuno gioioso per cantare con te il cantico della riconoscenza! Fa’ che nella mia decisione di digiunare io sia forte e perseverante. La difficoltà e la fame che sentirò oggi le voglio offrire per tutti gli uomini. Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica. Insegnami, o Maria, a digiunare ed a pregare perché di giorno in giorno divenga sempre più simile a te ed a tuo Figlio Gesù Cristo nello Spirito santo. Amen.

Preghiere del mattino

Preghiere del mattino

Lodiamo il Signore per averci donato un giorno nuovo, un nuovo inizio nel cammino della propria esistenza, e chiediamoGli l’aiuto necessario per compiere nel migliore dei modi ogni minima azione nella Sua Volontà, in Grazia di Dio. Nelle mani Santissime di Maria Madre Celeste riponiamo ogni nostra speranza, fiducia e tutto il nostro amore, affinché Lei sia la nostra Guida attraverso le difficoltà di questa vita terrena e ci possa allontanare dai pericoli e dalle insidie di questo mondo, proteggendoci sotto il suo Manto Verginale e Immacolato.

 

Segno della Croce – Ti Adoro – Ti benedico, o Padre – Ti offro tutte le azioni – Per vivere bene la giornata – O Dio, nostro Padre – Gesù, effondi le tue benedizioni – Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù – Offerte della giornata a Maria Santissima – Atto di Offerta – Aiutami, Signore, nelle scelte di oggi – All’inizio di questo giorno – Per il dono di un nuovo giorno – Anche oggi… – Signore, dona pace al mio cuore – Atto di speciale Affidamento a Maria – Angelo di Dio​ – Preghiera a San Michele Arcangelo

Segno della Croce 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Ti Adoro

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fà che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.Amen.

Ti benedico, o Padre

Ti benedico, o Padre, all’inizio di questo nuovo giorno. Accogli la mia lode e il mio grazie per il dono della vita e della fede. Con la forza del tuo Spirito guida i miei progetti e le mie azioni: fà che siano secondo la tua volontà. Liberami da ogni male e dallo scoraggiamento davanti alle difficoltà. Rendimi attento alle esigenze degli altri. Proteggi con il tuo amore la mia famiglia. Amen.

 

Ti offro tutte le azioni

Mio Dio, ti offro tutte le azioni che sto per compiere in questo giorno secondo le tue intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù. Voglio santificare i battiti del mio cuore, i pensieri e le opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, per ripare le mie colpe gettandole nella fornace del suo amore misericordioso. O Signore, ti domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la tua santa volontà, di accettare per amore tuo le gioie e le pene di questa vita passeggera , così da essere un giorno riuniti in cielo per tutta l’eternità. Amen.

 

Per vivere bene la giornata

Signore, nel silenzio di questo giono che nasce, vengo a chiederti pace, sapienza e forza. Oggi voglio guardare il mondo con occhi pieni d’amore; essere paziente, comprensivo, umile, dolce e buono. Vedere, dietro le apparenza, i tuoi figli, come tu stesso li vedi, per poter così apprezzare la bontà di ognuno. Chiudi le mie orecchie alla mormorazione, cusstodisci la mia lingua da ogni maldicenza; che in me ci siano solo pensieri che dicano bene. Voglio essere tanto buono e giusto da far sentire la tua presenza a tutti i fratelli che incontrerò. Rivestimi della tua bontà, Signore, fà che durante questo giorno io rifletta te. Amen.

 

O Dio, nostro Padre

Dio, nostro Padre, dal quale proviene ogni bene, noi ti ringraziamo per l’aiuto che ci dai nel compimento del nostro lavoro. Ti preghiamo per tutti coloro che lavorano nelle fabbriche, nelle miniere, nei campi, negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, sulle strade, sul mare, nei cieli, nelle case. Guida i giovani nella scelta della loro vocazione e professione. Fà che nessuno rimanga privo di lavoro. Dona a ciascuno di noi di compiere la tua volontà, lavorando con coraggio e coscienza, nella gioia e nell’amore fraterno. Amen.

 

Gesù, effondi le tue benedizioni

Gesù, effondi le tue benedizioni sulla santa Chiesa nostra madre, sul nostro Santo Padre, il Papa, e sui vescovi, i governanti, la patria e tutti i suoi figli. Santifica i sacerdoti, conforta i missionari, infervora gli ordini religiosi, fortifica i giusti, converti i peccatori, illumina gli infedeli e gli eretici, consola gli afflitti, dona lavoro e pane ai poveri, proteggi i bimbi, allieta i vecchi, difendi le vedove e gli orfani, dona pace e prosperità alle famiglie, solleva gli infermi, assisti i moribondi, libera le anime del Purgatorio e stendi su tutti i cuori il dolce impero del tuo amore! Amen.

 

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù

Cuore Divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

 

Offerte della giornata a Maria Santissima

Maria, Madre del Verbo Incarnato e Madre nostra dolcissima, siamo qui ai tuoi piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro grande dono del Signore. Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella volontà, nel pensiero, nel cuore e nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova, la vita del tuo Gesù. Previeni e accompagna, o Regina del cielo, anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del sacrificio santo e immacolato. Rendici santi, o Madre buona; santi come Gesù ci ha comandato, come il tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera. Amen.

 

Atto di Offerta

O Maria, Madre mia amabilissima, io figlio tuo mi offro oggi a te, ti dono la mia vita, il mio corpo, la mia anima, il mio cuore; purifica questa offerta nel tuo Immacolarto e materno Cuore, rendila gradita al Signoredeponila sull’altare del sacrificio e uniscila al tuo sacrificio sotto la croce, al sacrificio di Gesù e della Chiesa. Tutto questo umilmente ti dono per la redenzione dell’umanità, per la conversione dei peccatori, per la liberazione delle anime del Purgatorio, per la pace del mondo, per tutte le persone che ho nel cuore e per quelli che si raccomandano nelle mie preghiere. Benedici questa offerta wìe accompagnami con i tuoi santi angeli alla croce di Gesù. Amen.

 

Aiutami, Signore, nelle scelte di oggi

Penso, Signore, a quello che oggi, come ogni giorno, dovrò fare. Azioni, scelte, decisioni: tra queste c’è proprio quella che mi costa fatica e che non comprendo. Mi affido a te, Signore: sia chiara per me la tua volontà. Donami, Signore, la capacità di guardare ai fatti di oggi con gli occhi tuoi, per discernere ciò che è giusto e ciò che giusto non è. Perdonami, e donami di saper perdonare, come hai fatto tu. E dammi sempre la forza di prendere posizione in quelle situazioni in cui è calpestata la dignità umana. Amen.

 

All’inizio di questo giorno

Signore, all’inizio di questo giorno sono qui, di fronte a te. Tu sei la luce del mondo: illumina il mio cammino! Chi ti segue non cammina nelle tenebre. Liberami, Signore, dalle tenebre della mia vita. Dall’orgoglio che mi fa puntare solo sulle mie forza. Dall’egoismo che mi fa guardare solo a me stesso. Dalla paura di essere solo, incompreso, escluso. Intravedo la tua luce, che segna la strada da percorrere. Eccomi Signore! Essere “nel mondo”, ma non “del mondo” è difficile! Gli ostacoliesterni e le difficoltà interne mi scoraggiano. Vieni Signore! Il tuo esempio e le tue parole mi convertano, così come molti,  alle tue parole, hanno creduto in te! Tu sei il Signore. Il Signore della mia vita: accompagna il cammino di questo giorno, perchè le mie azioni dicano che al primo posto ci sei tu! Aiutami a testimoniare la tua presenza, senza giudicare, a credere al di là dei miei dubbi e delle mie paure. Vieni, Signore! Amen.

 

Per il dono di un nuovo giorno

Oggi inizia un nuovo giorno ed è un’opportunità unica per scrivere altre pagine nel libro della mia vita. Ti ringrazio, Signore, per le occasioni di scoprirti nel quotidiano. Concedimi entusiasmo per il domani, ma proteggimi da un eccessivo attivismo, che sacrifica l’autenticità interiore. Agisci sul mio cuore perché sprigioni l’amore, sulla mia intelligenza perché attivi la fantasia, sul mio spirito perchè maturi la saggezza. Ti offro le opere di questo giorno che inizio nel tuo nome, con gioia e fiducia, sorretto dalla speranza che tu sempre sei con me. Voglio ascoltare la tua parola che mi insegna ad amarti di più nei fratelli che oggi incontrerò, negli impegni al quale sono chiamato. Rendimi, Signore, protagonista e non spettatore del mondo che cambia e guidami a relativizzare e a non drammatizzare i problemi. Amen.

 

Anche oggi…

Signore, anche oggi sarò sommerso dalle parole. La televisione, i giornali, internet… Mi riempiranno la testa della loro “verità”, mi vorranno loro figlio fedele. Aiutami a fare silenzio attorno  e dentro di me, a dare spazio alla tua Parola, a conoscere la verità che rende liberi. Amen

 

Signore, dona pace al mio cuore

Signore, liberami dall’invidia, dall’ambizione, dal rancore, dalla vendetta. Sii tu la luce del mio cammino. Solo nella tua luce potrò costruire armoniosamente la mia vita. Dona pace al mio cuore. Fà di esso la tua dimora. Amen.

 

Atto di speciale Affidamento a Maria

Maria, Madre di Dio e Madre mia. Io, piccolo figlio tuo, mi consacro totalmente a te, per vivere una vita santa, per essere tuo piccolo servo perché tu, dolce Madre, possa contare sempre su di me, e io possa aiutarti a portare a compimento il disegno d’amore che il Padre ha su ognuno di noi. Donami, o Madre di Gesù e Madre mia, la grazia di essere sempre fedele alla Chiesa e al Santo Padre, e unito a te, amare e adorare il Signore Gesù. Amen

 

Angelo di Dio​

L’Angelo di Dio, che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen.

 

Preghiera a San Michele Arcangelo

 San Michele Arcangelo,difendici nella lotta: sii tu il nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del demonio. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui! Te ne preghiamo supplichevoli! E tu, o Principe della Milizia Celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen

Preghiere comuni da recitare in ogni occasione

 

Preghiere Comuni da Recitare in ogni occasione
Le preghiere più recitate di sempre, quelle utilizzate singolarmente o in unione con Suppliche, Rosari, Coroncine e Preghiere Particolari.

 

Segno della Croce – Gloria – Padre Nostro – Ave Maria – Salve Regina – Preghiera di Fatima – Credo Apostolico – L’Angelo di Dio – Eterno Riposo – Atto di Fede – Atto di Speranza – Atto di Carità – Atto di Dolore – Angelus – Rinnovazione degli Impegni Battesimali -Benedizione al termine della preghiera – A te, o Beato Giuseppe

 

Segno della Croce

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre intentazioni, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la Benedetta tra le donne e Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte.Amen.

Salve Regina

Salve Regina, Madre di Misericordia. Vita, dolcezza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva. A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericoriosi e mostraci dopo questo esilio Gesù il frutto Benedetto del ventre tuo. O Clemente, o Pia, Dolce vergine, Maria. Amen.

Preghiera di Fatima

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno. Porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua Misericordia. Amen.

Credo Apostolico

IO Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, norì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno riususcitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la Risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Angelo di Dio

L’Angelo di Dio, che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen.

Eterno Riposo

Eterno riposo, Dona loro o Signore. Splenda per essi la Luce perpetua, riposino in Pace. Amen.

Atto di Fede

Mio Dio, perchè sei verità infallibile, credo tutto quello che tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i propri meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere, Signore, accresci la mia fede. Amen.

Atto di Speranza

Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno. Amen.

Atto di Carità

Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perchè sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore che io ti ami sempre più.Amen.

Atto di Dolore

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore perchè peccando ho meritato i tuoi catighi e ancor di più perchè ho offesto te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime del peccato. Signore Misericordia, perdonami. Amen.

Angelus

L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
[ Ave Maria]| Eccomi sono la Serva del Signore, si compia in me la tua parola. [Ave Maria] |E il Verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi. [Ave Maria] ||| Prega per noi, santa madre di Dio, perchè siamo resi degni dello promesse di Cristo. ||| Preghiamo: Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu che nell’annuncio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen. ||| 3 Gloria, L’Eterno Riposo, L’Angelo di Dio

Rinnovazione degli Impegni Battesimali

Rinuncio al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio. Rinuncio alle seduzioni del male, per non lsciarmi dominare dal peccato. Rinuncio a Satana origine e causa di ogni peccato. Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra. Credo in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna. ||| Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. Amen.

Benedizione al termine della Preghiera

Usando le parole che Dio ha detto a Mosè (Nm 6,24-26)
Il Signore ci benedica e ci protegga. Amen. | Faccia risplendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia. Amen. | Rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Amen.   Formula breve: Il Signore ci benedica, ci protegga da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

A Te, o Beato Giuseppe

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme a quello della tua Santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e con il tuo tuo potere e aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido Custode della Divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amatissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del Bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e copri ciascuno di noi con il tuo patrocinio, affinché con il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, pienamente morire e conseguire l’eterna beatituddine in cielo. Amen.

PREGHIERA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O CUORE IMMACOLATO DI MARIA, COLMO DI BONTÀ, MOSTRA IL TUO AMORE VERSO DI NOI.
LA FIAMMA DEL TUO CUORE, O MARIA, SCENDA SU TUTTI GLI UOMINI. NOI TI AMIAMO IMMENSAMENTE. IMPRIMI NEI NOSTRI CUORI IL VERO AMORE COSÌ CHE ABBIAMO UN CONTINUO DESIDERIO DI TE. O MARIA, MITE E UMILE DI CUORE, RICORDATI DI NOI QUANDO PECCHIAMO. TU SAI CHE TUTTI GLI UOMINI PECCANO. DONACI, PER MEZZO DEL TUO IMMACOLATO E MATERNO CUORE, DI GUARIRE DA OGNI MALATTIA SPIRITUALE. FA’ CHE SEMPRE POSSIAMO GUARDARE LA BONTÀ DEL TUO CUORE MATERNO E CHE CI CONVERTIAMO PER MEZZO DELLA FIAMMA DEL TUO CUORE.


SUB TUUM PRAESIDIUM

SOTTO LA TUA PROTEZIONE CERCHIAMO RIFUGIO, SANTA MADRE DI DIO; NON DISPREZZARE LE SUPPLICHE DI NOI CHE SIAMO NELLA PROVA, MA LIBERACI DA OGNI PERICOLO, O VERGINE GLORIOSA E BENEDETTA.

PREGHIERA A SAN MICHELE

SAN MICHELE ARCANGELO, DIFENDICI NELLA BATTAGLIA; SII NOSTRO AIUTO CONTRO LA MALVAGITÀ E LE INSIDIE DEL DIAVOLO. CHE DIO ESERCITI SU DI LUI IL SUO DOMINIO, TE NE PREGHIAMO SUPPLICHEVOLI: E TU, O PRINCIPE DELLA MILIZIA CELESTE, COL DIVINO POTERE RICACCIA NELL’INFERNO SATANA E GLI ALTRI SPIRITI MALIGNI CHE SI AGGIRANO PER IL MONDO PER PERDERE LE ANIME. AMEN.

PREGHIERA DI GUARIGIONE DELL’ALBERO GENEALOGICO

albero
Le colpe e i peccati dei genitori ricadono sui figli, è così sin dal Peccato di Adamo ed Eva, quando furono sedotti dal serpente infernale e scelsero di disobbedire a Dio. ogni nostro peccato è un offesa all’Altissimo e ricade sulle future generazioni come ogni offesa al Signore fatta dai nostri antenati ricade anche su di noi. Quello che può fermare tutto questo è l’Amore! Gesù, il nostro Salvatore è la Misericordia del mondo. Egli ci ha donato la sua sofferenza e le sue pene, è morto per noi, per poterci liberare dai nostri peccati. Chiediamo Misericordia a Gesù, chiediamoli persono per i nostri peccati e per i peccati dei nostri antenati che tanto l’hanno offeso e fatto soffrire. Abbracciamo la Misericordia del Padre nostro che ci ha Donato l’Unico Suo Figlio affinché noi potessimo Vivere in Eterno. Facciamo Penitenza dei nostri peccati e riconciliamoci al Padre nostro, per mezzo del Figlio di Dio, Gesù Cristo, attraverso il Santo Sacramento della Confessione. Se siamo in Grazia di Dio, possiamo leggere ad alta voce o dentro di noi questa Preghiera, basta che lo facciamo con Fede e Amore. Dio farà il resto per noi…

Le 15 Orazioni di Santa Brigida

15 Orazioni di Santa Brigida

Le 15 Orazioni di Santa Brigida 

Promesse di Gesù legate a questa Devozione

Poichè Santa Brigida desiderava conoscere da tempo il numero dei colpi ricevuti da Gesù durante la sua dolorosissima Passione, un giorno il Signore le apparve dicendole:

<<Ho ricevuto nel mio corpo 5480 colpi. Se volete onorarli in qualche modo direte 15 Padre nostro e 15 Ave Maria con le Orazioni seguenti (che Le insegnò) per un anno intero; alla fine dell’anno, avrete onorato ognuna delle piaghe.>>

 

Egli aggiunse i seguenti privilegi per Lei e per chiunque avesse pregato queste Orazioni per un anno:
  • Libererò 15 anime della sua parentela dal Purgatorio.

  • 15 giusti della sua stessa parentela saranno confermati e conservati nella Grazia.

  • 15 peccatori della sua stessa stirpe si convertiranno.

  • La persona che prega queste Orazioni raggiungerà il primo grado di perfezione.

  • 15 giorni prima della sua morte, riceverà il mio prezioso Corpo in modo che sarà liberata dalla fame eterna, e le darò il mio Preziosissimo Sangue da bere perché non abbia sete in eterno.

  • 15 giorni prima della sua morte, avrà una perfetta conoscenza di tutti i suoi peccati e ne proverà un pentimento profondo.

  • Metterò il segno della mia Croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla dagli attacchi dei suoi nemici.

  • Prima della sua morte, verrò con la mia Amatissima e Cara Madre.

  • Riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne.

  • Conducendola fino là, le darò con singolare tratto, di bere dalla Fonte della mia Divinità, cosa che non farò con coloro che non avranno recitato queste Orazioni.

  • Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato mortale se dirà devotamente queste Orazioni.

  • La difenderò dalle tentazioni.

  • Le conserverò i suoi cinque sensi.

  • La preserverò dalla morte improvvisa.

  • Salverò la sua anima dalle pene eterne.

  • Se avesse sempre vissuto secondo la sua volontà e sarebbe dovuta morire domani, la sua vita si prolungherà.

  • La persona che reciterà queste orazioni otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria.

  • Tutte le volte che reciterà queste Orazioni otterrà l’Indulgenza Parziale.

  • Sarà sicura di essere aggiunta al Coro degli Angeli.

  • Chi insegnerà queste Orazioni a un altro avrà gioia e merito senza fine, che saranno stabili sulla terra e dureranno eternamente.

  • Dove sono e saranno dette queste Orazioni, Dio è presente con la sua Grazia.

Si ricorda che come qualsiasi devozione, le Orazioni di Santa brigida sono strettamente legate alla vita Sacramentale e sono tanto più fruttuose ed efficaci quanto più si corrisponde alla Grazia del Signore.E’ pertanto ancor più necessario confessarsi, partecipare alla Santa Messa (se è possibile Ogni Giorno) e ricevere la Santa Eucarestia.

 

Come si Pregano le Quindici Orazioni di Santa Brigida

Per Ottenere frutti dalla recita delle Orazioni secondo quanto ha promesso nostro Signore, bisogna recitare tutte e 15 le Orazioni di Santa Brigida almeno una volta al giorno per 1 anno (365 giorni = 365 volte consecutive). In caso si dovesse saltare per 1 giorno la recita delle Orazioni bisognerà cominciare da capo(senza alcuna eccezione). La vera Devozione nasce dall’amore con cui verranno dette queste Orazioni, le quali portano racchiuse le Santissime Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo e ogni momento della sua Amatissima Passione. Nessun impegno al mondo potrebbe mai valere 1 sola delle promesse che fà il Signore ai devoti, quindi ci deve essere Amore e Riconoscimento a Dio nella Recita delle Orazioni.

1SantaBrigida

 

INIZIO DELLE ORAZIONI

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Sequenza allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
in raggio della Tua luce.
Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Piega ciò che è rigido,
scalda cià che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano,
i tuoi santi doni.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen.

 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Amen.

Credo

Io Credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
(ci si inchina)
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fù sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a Giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la Remissione dei peccati, la Risurrezione della carne, la Vita Eterna. Amen.

 

I Orazione

O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia e ogni desiderio, salvezza e amore di coloro che si pentono, ai quali hai detto: << le mie delizie sono con i figli degli uomini>>, essendoti fatto uomo per loro, ricordati di quelle cose che ti hanno mosso a prendere la carne umana e di quello che hai sopportato dal principio della tua incarnazione fino al tempo salvifico del tuo patire, pensato dall’eternità nella mente di Dio. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ha vissuto la tua anima, quando hai detto: La mia anima è triste fino alla morte, quando nell’Ultima Cena che hai preparato ai tuoi Discepoli – dando loro il tuo Corpo e il tuo Sangue per Cibo, lavando i loro piedi e consolandoli amorevolmente – hai predetto la tua Passione imminente. Ricordati del tremito, dell’angoscia e del dolore che hai sopportato nel tuo Corpo Santissimo, prima di andare sul patibolo della croce, quando, dopo aver pregato tre volte il Padre, pieno di sudore di Sangue, ti sei visto tradito da uno dei tuoi Discepoli, sei stato preso dal tuo popolo eletto, se stato accusato da falsi testimoni, se stato condannato a morte iniquamente da tre giudici – nel tempo più solenne della Pasqua –  tradito, deriso, spogliato dei tuoi vestiti, percosso sul volto, con gli occhi bendati. legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Ti prego, dunque, Dolcissimo Gesù, per il ricordo che conservo di queste sofferenze, di concedermi, prima della mia morte, sentimenti di vero pentimento, una sincera Confessione e la Remissione di tutti i miei peccati. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

II Orazione

O Signore Gesù Cristo, vera Letizia degli Angeli e paradiso di Delizie, ricordati degli orribili tormenti che hai provato quando i tuoi nemici, come ferocissimi leoni, avendoti circondato, con schiaffi, sputi, graffi e altri inauditi supplizi ti hanno flagellato; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e i durissimi tormenti, con i quali i tuoi nemici ti hanno afflitto, ti supplico, di liberarmi dai miei nemici sia visibili che invisibili e concedimi di ritrovare, sotto l’ombra delle tue ali, la protezione dell’eterna salvezza. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

III Orazione

O Signore Gesù Cristo, o Verbo Incarcano, Creatore Onnipotente, del mondo, che sei immenso, incomprensibile e puoi racchiudere l’universo nello spazio di un palmo, ricordati dell’amarissimo dolore che hai sopportato quando le tue santissime mani e i tuoi piedi sono stati fissati con chiodi acuminati sul legno della croce. Quale dolore hai provato, o Gesù, quando gli spietati crocifissori hanno dilaniato le tue membra, hanno slogato le tue ossa e hanno tirato il tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego, per la memoria di questi dolori sopportati sulla croce, che tu mi voglia concedere che Ti Ami e nutra il giusto Timor di Dio. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

IV Orazione

O Signore Gesù Cristo, Medico Celeste, ricordati delle sofferenze e dei dolori che hai sentito nelle tue membra già lacerate mentre si levava in alto la croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori; e tuttavia ti sei scordato di tanta sofferenza e hai rivolto pietosamente preghiere al Padre per i tuoi nemici dicendo: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Per questa smisurata carità e misericordia e per la memoria di questi dolori, concedimi di ricordarmi della tua amatissima passione, affinché essa mi giovi per un piena Remissione di tutti i miei peccati. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

V Orazione

O Signore Gesù Cristo, ricordati, Specchio di Eterna Chiarezza, dell’afflizione che hai avuto quando, vista la predestinazione di quelli eletti che mediante la tua Passione dovevano salvarsi, hai previsto che molti non l’avrebbero accolta. Pertanto, per la profondità della Misericordia che hai mostrato non solo nel provare dolore per i perduti e i disperati, ma nell’usarla verso il ladrone quando hai detto: Oggi sarai con me in Paradiso, ti chiedo che tu voglia, Gesù Pietoso, usarla con me al momento della mia morte. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

VI Orazione

O  Signore Gesù Cristo, Re Amabile, ricordati del dolore che hai provato quando nudo e miserabile sei stato messo in croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che ti erano intorno, chi ti consolasse, eccetto la tua Diletta Madre, alla quale hai raccomandato il Discepolo prediletto, dicendo: Donna, ecco tuo figlio; e al Discepolo: Ecco tua Madre. Fiducioso ti prego, pietosissimo Gesù, per la spada di dolore che allora Le trapassò l’Anima, che tu abbia compassione di me nelle mie afflizioni e tribolazioni sia del corpo che dello spirito e mi consoli, porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova e avversità. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

VII Orazione

O Signore Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile, che mosso da intimo affetto di amore dicesti in croce: Ho sete, cioè desidero sommamente la salvezza del genere umano, ti preghiamo accendi in noi il desiderio di operare perfettamente, spegnendo del tutto la sete dei desideri peccaminosti e la brama verso i piaceri del mondo. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

VIII Orazione

O Signore Gesù Cristo, Dolcezza dei cuori e Soavità grandissima delle menti, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che hai gustato per noi nell’ora della tua morte concedi a noi, miseri peccatori, che in ogni tempo, specialmente nell’ora della morte, ci nutriamo degnamente del tuo Corpo e del tuo Sangue, come rimendio e consolazione per le nostre anime. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

IX Orazione

O Signore Gesù Cristo, Gioia della mente, ricordati dell’angoscia e del dolore che hai patito quando, per l’amarezza della morte e l’insulto dei giudei, gridasti al padre tuo: Eloì, Eloì, lemà sabactàni; cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Per questo ti chiedo di non abbandonarmi nell’ora della morte. Signore mio e Dio mio. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

X Orazione

O Signore Gesù Cristo, Principio e Termine Ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi fino alla cima del capo ti sei immerso nel mare dei dolori, per le tue larghe e profondissime piaghe, ti prego di insegnarmi a operare perfettamente con vera carità nella tua legge e nei tuoi precetti. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

XI Orazione

O Signore Gesù Cristo, profondo Abisso di Pietà e di Misericordia io ti domando, per la profondità delle piaghe che hanno trapassato non solo la tua carne e le midolla delle ossa, ma anche le tue più intime viscere, che ti piaccia di sollevarmi dai miei peccati e di nascondermi nelle aperture delle tue ferite. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

XII Orazione

O Signore Gesù Cristo, Specchio di Verità, Segno d’Unità, Legame di Carità, ricorda le innumerevoli ferite di cui è stato ricoperto il tuo corpo, lacerto dai Giudei e imporporato dallo stesso tuo Preziosissimo Sangue. Ti prego, scrivi nel mio cuore, con quello stesso Sangue, le tue ferite, affinché, nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi ogni giorno in me il dolore del tuo soffrire, si accresca l’amore e perseveri fedelmente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita,; cioè fino a quando io non verrò da te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che ti sei degnato di donarmi dal tesoro della tua passione. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

XIII Orazione

O Signore Gesù Cristo, Re Invincibile e Immortale, ricordati del dolore che hai sentito quando, essendo venute meno tutte le le forze del tuo corpo e del tuo cuore, chinando il capo hai detto: Tutto è compiuto. Perciò ti prego per tale angoscia e dolore che tu abbia misericordia di me nell’ultima ora della mia vita, quando la mia anima sarà turbata dall’ansia dell’agonia. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

XIV Orazione

O Signore Gesù Cristo, Unigenito del Padre Altissimo, Splendore e Immagine della Sua Sostanza, ricordati dell’umile preghiera con la quale hai raccomandato il Tuo Spirito dicendo: Padre, nelle Tue Mani consegno il Mio Spirito. E dopo, piegato il capo e aperte le viscere della Tua Misericordia per riscattarci, gridando hai emesso l’ultimo respiro. Per questa Preziosissima morte, Re dei Santi, ti prego: rendimi forte nel resistere al diavolo, al mondo e alla carne, affinché, morto al mondo io viva solo per Te e Tu nell’ultima ora della mia vita riceva il mio spirito, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera ritornare alla sua patria. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

XV Orazione

O Signore Gesù Cristo, Vera e Feconda Vita, ricordati dell’abbondante effusione del tuo sangue allorché, piegato il capo sulla croce, il soldato Longino ti ha squarciato il costato da cui sono usciti Sangue ed Acqua. Dolcissimo Gesù, per questa Amarissima Passione, ti prego ferisci il mio cuore, affinché giorno e notte io versi lacrime di Penitenza e di Amore. Convertimi totalmente a Te perché il mio cuore sia perpetua abitazione di Te e la mia Conversione ti piaccia e ti sia accetta e il termine della mia vita sia lodevole, per Lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen.

Dolcissimo Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore.
Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, crocifisso per la Salvezza degli uomini, che ora Regni in Cielo. abbi Pietà di noi.

Padre nostro • Ave Maria • Gloria

 

Preghiamo

O Signore mio Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivo, accetta questa preghiera con lo stesso sviscerato amore col quale sopportasti tutte le piaghe del Tuo Santissimo Corpo. Abbi Misericordia di noi e a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la tua Misericordia, la tua Grazia, la Remissione di tutte le Colpe e le Pene e la Vita Eterna. Amen.

 

Il-Caravaggio-La-passione-di-Gesù

Il Caravaggio La passione di Gesù

 

Santa Brigida di Svezia

Santa Brigida è conosciuta sopratutto come Mistica e fondatrice dell’Ordine del Santissimo Salvatore. Non bisogna, tuttavia, dimenticare che la prima parte della sua vita fu quella di una laica felicemente sposata. Indicandola come Compatrona d’Europa, intendo far si che la sentano vicino non soltanto coloro che hanno ricevuto la Vocazione a una vita di speciale Consacrazione, ma anche coloro che sono chiamati alle ordinarie occupazioni della vita laicale nel mondo e, sopratutto all’alta e impegnativa vocazione di formare una Famiglia Cristiana. Senza lasciarsi fuorviare dalle condizioni di benessere del suo ceto sociale, Ella visse col marito Ulf, un’esperienza di coppia in cui l’amore sponsale si  coniugò con la preghiera intensa, con lo studio della Sacra Scrittura, con la mortificazione, con la carità […]. Ma questo periodo della sua vita famigliare era solo una prima tappa. Il pellegrinaggio che fece col marito a Santiago del Compostela chiuse simbolicamente questa fase, preparando Brigida alla nuova vita che iniziò qualche anno dopo, quando, con la morte dello sposo, avvertì la voce di cristo che le affidava una nuova missione, guidandola passo passo con una serie di Grazie Mistiche straordinarie […]. In Brigida si avverte la forza della Profezia. Talvolta i suoi toni sembrano un’eco di quelli degli antichi Grandi Profeti. Ella parla con sicurezza a principi e Pontefici, svelando i Disegni di Dio sugli avvenimenti storici. Non risparmia ammonizioni severe anche in tema di riforma morale del popolo Cristiano e dello stesso Clero. (cfr. Revelationes, IV, 49; cfr. anche IV, 5). […] La figura della Santa svedese resta un prezioso “legame” ecumenico, rafforzatto anche dall’impegno in tal senso svolto dal suo Ordine.
Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, che proclama Santa Brigida di Svezia Compatrona d’Europa (1.10.1999)

 

Il Rosario delle Lacrime

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LE LACRIME DELLA MADONNA

 

 

 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME:

IL FATTO

Il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio, n. 11, ha versato lacrime umane.
Il fenomeno si verificò, ad intervalli più o meno lunghi, sia all’interno che all’esterno della casa.

Molte furono le persone che videro con i propri occhi, toccarono con le proprie mani, raccolsero e assaggiarono la salsedine di quelle lacrime.
Il 2° giorno della lacrimazione, un cineamatore di Siracusa riprese uno dei momenti della Lacrimazione.
Quello di Siracusa è uno dei pochissimi eventi così documentati.
Il 1° Settembre una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, dopo aver prelevato il liquido che sgorgava dagli occhi del quadretto, lo sottopose ad analisi microscopica. Il responso della scienza fu: “lacrime umane”.
Terminata l’indagine scientifica il quadretto smise di piangere. Era il quarto giorno.

GUARIGIONI E CONVERSIONI

Le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica, appositamente istituita, furono circa 300 (fino a metà novembre del 1953). In particolare le guarigioni di Anna Vassallo (tumore), di Enza Moncada (paralisi), di Giovanni Tarascio (paralisi).

Numerose sono state anche le guarigioni spirituali, ovvero le conversioni.

Fra le più eclatanti quella di uno dei medici responsabili della Commissione che analizzò le lacrime, il dott. Michele Cassola.
Dichiaratamente ateo, ma uomo retto ed onesto dal punto di vista professionale, non negò mai l’evidenza della lacrimazione. Venti anni dopo, durante l’ultima settimana della sua vita, alla presenza del Reliquiario in cui erano sigillate quelle lacrime che egli stesso aveva controllato con la sua scienza, si aprì alla fede e ricevette l’Eucarestia

PRONUNCIAMENTO dei VESCOVI

L’episcopato della Sicilia, con la presidenza del Card. Ernesto Ruffini, emise rapidamente il suo giudizio (13.12.1953) dichiarando autentica la Lacrimazione di Maria a Siracusa:

«I Vescovi di Sicilia, riuniti per la consueta Conferenza in Bagheria (Palermo), dopo aver ascoltato l’ampia relazione dell’Ecc.mo Mons. Ettore Baranzini, Arcivescovo di Siracusa, circa la “Lacrimazione” della Immagine del Cuore Immacolato di Maria, avvenuta ripetutamente nei giorni 29-30-31 agosto e 1 settembre di quest’anno, a Siracusa (via degli Orti n. 11), vagliate attentamente le relative testimonianze dei documenti originali, hanno concluso unanimemente che non si può mettere in dubbio la realtà della Lacrimazione.

LE PAROLE di GIOVANNI PAOLO II

Il 6 Novembre 1994, Giovanni Paolo II, in visita pastorale alla città di Siracusa, durante l’omelia per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, ha così detto:

«Le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico.
Santuario della Madonna delle Lacrime, tu sei sorto per ricordare alla Chiesa il pianto della Madre. Qui, tra queste mura accoglienti, vengano quanti sono oppressi dalla consapevolezza del peccato e qui sperimentino la ricchezza della misericordia di Dio e del suo perdono! Qui li guidino le lacrime della Madre.

Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l’amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli.

Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà forza ad ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per quanti non pregano perché distratti da mille altri interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio.

Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all’incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l’intera società».

IL MESSAGGIO

«Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di queste lacrime?», si chiedeva Papa Pio XII, nel Radiomessaggio del 1954.

Maria a Siracusa non ha parlato come a Caterina Labouré a Parigi (1830), come a Massimino e Melania a La Salette (1846), come a Bernadette a Lourdes (1858), come a Francesco, Giacinta e Lucia a Fatima (1917), come a Mariette a Banneux (1933).

Le lacrime sono l’ultima parola, quando non ci sono più parole.

Le lacrime di Maria sono il segno dell’amore materno e della partecipazione della Madre alle vicende dei figli. Chi ama condivide.

Le lacrime sono espressione dei sentimenti di Dio verso di noi: un messaggio di Dio all’umanità.

L’invito pressante alla conversione del cuore e alla preghiera, rivoltoci da Maria nelle sue apparizioni, ci viene ancora una volta ribadito attraverso il linguaggio silenzioso ma eloquente delle lacrime versate a Siracusa.

Maria ha pianto da un umile quadretto di gesso; nel cuore della città di Siracusa; in una casa vicina ad una chiesa cristiana evangelica; in una abitazione molto modesta abitata da una giovane famiglia; su una mamma in attesa del suo primo bambino ammalata di tossicosi gravidica. Per noi, oggi, tutto ciò non può essere senza significato…

Dalle scelte fatte da Maria per manifestarci le sue lacrime è evidente il tenero messaggio di sostegno e di incoraggiamento della Madre: Ella soffre e lotta insieme a coloro che soffrono e lottano per difendere il valore della famiglia, l’inviolabilità della vita, la cultura dell’essenzialità, il senso del Trascendente di fronte all’imperante materialismo, il valore dell’unità. Maria con le sue lacrime ci ammonisce, ci guida, ci incoraggia, ci consola

 

 

Supplica alla Madonna delle Lacrime

Madonna delle lacrime,

abbiamo bisogno di Te:

della luce che si irradia dai Tuoi occhi,

del conforto che emana dal Tuo cuore,

della Pace di cui sei Regina.

Fiduciosi ti affidiamo le nostre necessità:

i nostri dolori perchè Tu li lenisca,

i nostri corpi perchè Tu li guarisca,

i nostri cuori perchè Tu li converta,

le nostre anime perchè Tu le guidi a salvezza.

Degnati, o Madre buona,

di unire le Tue lacrime alle nostre

affinché il Tuo divin Figlio

ci conceda la grazia…(esprimere)

che con tanto ardore noi Ti chiediamo.

O Madre d’Amore,

di Dolore e di Misericordia,

abbia pietà di noi.

(+ Ettore Baranzini – Arcivescovo)

 

 

Preghiera alla Madonna delle Lacrime

O Madonna delle Lacrime
guarda con materna bontà
al dolore del mondo!
Asciuga le lacrime dei sofferenti,
dei dimenticati, dei disperati,
delle vittime di ogni violenza.
Ottieni a tutti lacrime di pentimento
e di vita nuova,
che aprano i cuori
al dono rigenerante
dell’amore di Dio.
Ottieni a tutti lacrime di gioia
dopo aver visto
la profonda tenerezza del tuo cuore.
Amen

(Giovanni Paolo II)

 

Novena alla Madonna delle Lacrime

 

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.

Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.

Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…

O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.

Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina… 

O Madre di Gesù e Madre nostra pietosa, quante lacrime hai sparse, nel doloroso cammino della tua vita!

Tu, che sei Madre, ben comprendi l’angoscia del mio cuore che mi spinge a ricorrere al tuo Cuore di Madre con confidenza di figlio, sebbene indegno delle tue misericordie.

Il tuo Cuore ricco di misericordia ci ha aperto una novella fonte di grazia in questi tempi di tante miserie.

Dal profondo della mia miseria a te grido, o Madre buona, a te ricorro, o Madre pietosa, e sul mio cuore in pena invoco il balsamo consolatore delle tue lacrime e delle tue grazie.

Il tuo materno pianto mi fa sperare che tu benignamente mi esaudirai.

 Implorami da Gesù, o Cuore Addolorato, la fortezza con cui sopportasti le grandi pene della tua vita affinché io faccia sempre, anche nel dolore, la volontà del Padre.

Ottenetemi, Madre, di crescere nella speranza e, se è conforme alla volontà di Dio, ottienimi, per le tue Immacolate Lacrime, la grazia che con tanta fede e con viva speranza umilmente domando…

O Madonna delle Lacrime, vita, dolcezza, speranza mia, in te ripongo oggi e per sempre tutta la mia speranza.

Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina… 

O Mediatrice di tutte le grazie, o salute degli infermi, o consolatrice degli afflitti, o soave e mesta Madonnina delle Lacrime, non lasciare il tuo figlio solo nella sua pena, ma qual Madre benigna vienimi sollecitamente incontro; aiutami, assistimi.

Accogli i gemiti del mio cuore e asciuga pietosamente le lacrime che rigano il mio volto.

Per le lacrime di pietà con cui accogliesti il tuo Figlio morto ai piedi della Croce nel tuo materno grembo, accogli anche me, povero figlio tuo, e ottienimi, con la grazia divina, di amare sempre più Dio e i fratelli.

Per le tue preziose lacrime, ottienimi, o amabilissima Madonna delle Lacrime, anche la grazia che ardentemente desidero e con insistenza amorosa fiduciosamente ti chiedo…

O Madonnina di Siracusa, Madre di amore e di dolore, al tuo Cuore Immacolato e Addolorato affido me stesso; accoglimi, custodiscimi e ottienimi la salvezza.

Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina… 

(Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi)

 

 

Corona delle lacrime della Madonna

L’8 Novembre 1929, suor Amalia di Gesù Flagellato, missionaria brasiliana del Divin Crocifisso, stava pregando offrendo sé stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata.

Improvvisamente udì una voce:
“Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo”.

Avendo la suora domandato con quale formula dovesse pregare, le fu indicata l’invocazione:

O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande,

per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.

L’8 Marzo 1930, mentre stava inginocchiata davanti all’altare si sentì come sollevata e vide una Signora di meravigliosa bellezza: Le sue vesti erano color viola, un manto celeste le pendeva dalle spalle e un velo bianco le copriva il capo.

La Madonna sorridendo amabilmente, consegnò alla suora una corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come il sole. La Vergine le disse:

“Ecco la corona delle mie Lacrime (..) Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed Egli accorderà a tutti quelli che reciteranno questa Corona e lo pregheranno in nome delle mie Lacrime, grandi grazie. Questa corona servirà ad ottenere conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo. (..) Il demonio sarà vinto con queta Corona e il suo impero infernale sarà distrutto.”

La corona fu approvata dal Vescovo di Campinas.

E’ composta da 49 grani, divisi in gruppi di 7 e separata da 7 grani grossi, e termina con 3 grani piccoli.

Preghiera iniziale:

O Gesù, nostro Divino Crocifisso, inginocchiati ai tuoi piedi noi ti offriamo le Lacrime di Colei che ti ha accompagnato sulla via del calvario, con amore così ardente e compassionevole.

Esaudisci, o buon Maestro, le nostre suppliche e le nostre domande per l’amore delle Lacrime della tua Santissima Madre.

Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le Lacrime di questa buona Madre, affinché noi adempiamo sempre la tua santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in cielo. Amen.

Sui grani grossi:

O Gesù ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra, 

e ora ti ama nel modo più ardente in cielo.

Sui grani piccoli ( 7 grani ripetuti per 7 volte )

O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande,

per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.

Alla fine si ripete per tre volte:

O Gesù, ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.

Preghiera conclusiva:

O Maria, Madre dell’Amore, Madre di dolore e di Misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue Lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell’eternità. Amen.

http://www.madonnadellelacrime.it

Fonte: http://www.preghiereperlafamiglia.it/Madonna-delle-lacrime.htm

Coroncina della Fede

Dio Padre ci rivela una Preghiera per accrescere la nostra Fede , l'Atto di Fede
Messaggio del 05.09.2009 dato a Benedetta da Dio Padre

Piccoli figli miei,
avvicinatevi a Me per mezzo della Parola che salva e che rinnova i vostri cuori.
Ecco, poiché siete molto deboli, vi suggerisco un’altra preghiera, perché possiate nutrire le anime vostre. Meditate, assaporate e assimilate ogni Parola, perché diventi viva e operante in voi.

Vi amo e vi benedico,
Dio, vostro Padre

Coroncina della fede

Inizio: Atto di dolore, Ave Maria, Angelo di Dio

Prima decina: Credo che il Padre mio sa di quali cose ho bisogno prima ancora che gliele chieda (Mt 6,8)
Padre Nostro

Seconda decina: Credo che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio (Rm 8,28)
Padre nostro

Terza decina: Credo che Gesù è con me tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28,20)
Padre nostro

Quarta decina: Credo che Dio è Amore (1 Giov. 4,16), e non fa preferenze di persone (At. 10,34)
Padre nostro

Quinta decina: Credo sia volontà di Dio che io gli renda grazie in ogni cosa (1 Tss. 5,18)

Terminare con: 3 Gloria al Padre

 

Come recitare la Coroncina della Fede?
Utilizzando una comune Coroncina del Santo Rosario.
Le prime 3 Preghiere sono dedicate: alla Misericordia di Dio ( Atto di Dolore), all’Intercessione e Soccorso della Madre di Dio nostra Regina e nostra Mamma Celeste (Ave Maria) e alla Protezione del nostro Angelo Custode affidatoci dalla Pietà Celeste (Angelo di Dio).
Successivamente, sui Grani dell’Ave Maria si ripetono per 10 volte i Credo cosi’ come il Padre le ha dette, presenti nelle Sacre Scritture, dalla Sacra Bibbia e dal Vangelo. Mentre sui Grani del Padre Nostro, la Preghiera che ci è stata insegnata dal nostro Salvatore, Gesù Cristo, il Figlio Unigenito di Dio e di Maria Santissima. Alla Fine della Recita delle 5 decine si Ringrazia la Santissima Trinità con Fiducia per il Dono che ci ha dato con 3 Gloria.

Atto di Speranza

Atto di Speranza

Atto di speranza

Mio Dio, spero nella tua bontà,
per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore,
la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla
con le buone opere che io debbo e voglio fare,
Signore, che io possa goderti in eterno.

Atto di Carità

Carità di noi Dio

ATTO DI CARITA’

Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amore tuo amo il prossimo come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.

La Coroncina della Divina Misericordia

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Gesù ha legato alla recita di questa coroncina una promessa generale e promesse particolari:
– La promessa generale legata alla Coroncina è:
“Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Q. V, p. 508). “Con essa – ha detto un’ altra volta Gesù – otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Q. VI, p. 568). La volontà di Dio è espressione del Suo amore per l’uomo, dunque tutto ciò che è in disaccordo con essa o è un male o è dannoso e non può essere dispensato neanche da Padre migliore.
– Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l’ora della morte:
“Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. (…) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita misericordia” (Q. II, p. 263). Si tratta qui della grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la grazia è recitare almeno una volta tutta la coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati. La stessa grazia – di conversione e remissione dei peccati – sarà ricevuta dagli agonizzanti, se altri accanto al
Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché‚ le preghiere in quell’ora siano esaudite:
– la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;
– deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.
“In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione” (Q. IV, p. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del culto della Divina Misericordia.

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Come si recita

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen 
Padre Nostro, che sei nei Cieli,
sia Santificato il Tuo Nome,
venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua Volontà,
come in Cielo così in Terra,
dacci oggi il nostro Pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri Debiti, come noi li rimettiamo ai nostri Debitori,
non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.
Ave Maria, Piena di Grazia, il Signore è con Te,
Tu sei la Benedetta fra le donne
e Benedetto il Frutto del Tuo seno Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
Prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen
Sui grani del Padre Nostro si recita la seguente preghiera:

 

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità 

del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo

in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

 

Sui grani dell’Ave Maria si recita la seguente preghiera:

 

Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

 

Al termine della corona si prega tre volte:

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale abbi pietà di noi e del mondo intero.

 

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Preghiera per ottenere la conversione di un peccatore .
Invocare l’ intercessione di Suor Faustina Kowalska e recitare cin fede :

O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!

Gesù:
Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.
Non temere Gesù tocchera’ il cuore della persona a Lui lontana e gli dara’ la grazia della conversione.
Per ogni preghiera puoi chiedere la conversione di un peccatore specifico e non dimenticare MAI l’intercessione di suor Faustina Kowalska .
Ogni giorno quando vedi persone che sono lontane dalla fede invoca l’intercessione di suor Faustina e recita questa preghiera. Al resto pensera’ il Signore Gesu’.

 

 

LITANIE ALLA DIVINA MISERICORDIA


Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre, confido in Te.
Misericordia di Dio, massimo attributo della divinità, confido in Te.
Misericordia di Dio, mistero inconcepibile, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente che scaturisce dal mistero della Santissima Trinità,
confido in Te.
Misericordia di Dio, che nessuna mente umana né angelica può comprendere,
confido in Te.
Misericordia di Dio, da cui scaturisce ogni vita e felicità, confido in Te.
Misericordia di Dio, al di sopra dei cieli, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di miracoli e di eventi eccezionali, confido in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutto l’universo, confido in Te.
Misericordia di Dio, venuta nel mondo nella persona del Verbo Incarnato, confido in Te.
Misericordia di Dio, che sei sgorgata dalla ferita aperta nel Cuore di Gesù, confido in Te.
Misericordia di Dio, rinchiusa nel Cuore di Gesù per noi e specialmente per i peccatori, confido in Te.
Misericordia di Dio, imperscrutabile nell’istituzione della Santa Eucaristiaconfido in Te.
Misericordia di Dio, nell’istituzione della santa Chiesa, confido in Te.
Misericordia di Dio, nel sacramento del santo battesimo, confido in Te.
Misericordia di Dio, nella nostra giustificazione per mezzo di Gesù Cristo, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci accompagni per tutta la vita, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nell’ora della morte, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortale, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci segui in ogni momento della vita, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci difendi dal fuoco dell‘inferno, confido in Te.
Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti, confido in Te.
Misericordia di Dio, meraviglia per gli angeli, incomprensibile ai santi, confido in Te.
Misericordia di Dio, insondabile in tutti i misteri di Dio, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente della nostra felicità e della nostra gioia, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci hai chiamati dal nulla all’esistenza, confido in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere delle Sue mani, confido in Te.
Misericordia di Dio, che coroni tutto ciò che esiste ed esisterà, confido in Te.
Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi, confido in Te.
Misericordia di Dio, dolce sollievo dei cuori affranti, confido in Te.
Misericordia di Dio, unica speranza delle anime disperate, confido in Te.
Misericordia di Dio, riposo dei cuori e serenità in mezzo alla paura, confido in Te.
Misericordia di Dio, delizia ed estasi delle anime sante, confido in Te.
Misericordia di Dio, che infondi speranza contro ogni speranza, confido in Te.

“O Dio Eterno, la cui Misericordia è infinita ed il tesoro della compassione è inesauribile, guarda benigno a noi e moltiplica su di noi la Tua Misericordia, in modo che nei momenti difficili non disperiamo né ci perdiamo d’animo, ma con grande fiducia 
ci sottomettiamo alla Tua santa volontà, che è amore e la stessa Misericordia”
(Diario, 949).

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PREGHIERE DI SANTA FAUSTINA

“Amore eterno, fiamma pura, ardi incessantemente nel mio cuore e divinizza tutto
il mio essere in forza della Tua eterna predilezione, per la quale mi hai dato l’esistenza, chiamandomi a partecipare alla Tua eterna felicità…” (Diario, 1523).

“O Dio misericordioso, che non ci disprezzi, ma ci colmi continuamente delle Tue grazie, ci rendi degni del Tuo regno e, nella Tua bontà, riempi con gli uomini i posti che furono abbandonati dagli angeli ingrati. O Dio di grande Misericordia, che hai distolto il Tuo sguardo santo dagli angeli ribelli e l’hai rivolto all’uomo pentito, sia onore e gloria alla Tua insondabile Misericordia..” (Diario, 1339).

“O Gesù, disteso sulla croce, Ti supplico, concedimi la grazia di adempiere fedelmente la santissima volontà del Padre Tuo, sempre, ovunque ed in tutto. E quando la volontà
di Dio mi sembrerà pesante e difficile da compiere, Te ne supplico, Gesù, scenda allora su di me, dalle Tue Piaghe, la forza ed il vigore e le mie labbra ripetano: Signore, sia fatta la Tua volontà…Gesù pietosissimo, concedimi la grazia di dimenticare me stessa, in modo che viva totalmente per le anime, collaborando con Te all’opera della salvezza, secondo la santissima volontà del Padre Tuo…” (Diario, 1265).

“…O Signore, desidero trasformarmi tutta nella Tua Misericordia ed essere il riflesso vivo di Te. Che il più grande attributo di Dio, cioè la Sua incommensurabile Misericordia, giunga al mio prossimo attraverso il mio cuore e la mia anima. Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto. Aiutami, o Signore, a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori
ed ai gemiti del mio prossimo. Aiutami o Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto
e di perdono.Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me
i lavori più pesanti e più penosi.
Aiutami, o Signore, a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza (…)
Aiutami, o Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi
a tutte le sofferenze del prossimo (…) Alberghi in me la Tua Misericordia, o mio Signore…” (Diario, 163).

“O Re di Misericordia, guida la mia anima” (Diario, 3).

“…Ogni battito del mio cuore sia un inno di ringraziamento per Te, o Dio.
Ogni goccia del mio sangue circoli per Te, o Signore. La mia anima sia tutta un cantico
di ringraziamento alla Tua Misericordia. Ti amo, o Dio, per Te stesso” (Diario, 1794).

“O Gesù, desidero vivere nel momento presente, vivere come se questo giorno fosse l’ultimo della mia vita: utilizzare scrupolosamente ogni attimo per la maggior gloria
di Dio, sfruttare per me ogni circostanza, in modo che la mia anima ne ricavi un profitto. Guardare ad ogni cosa da questo punto di vista, e cioé che nulla avviene senza il volere di Dio. O Dio d’insondabile Misericordia, abbraccia il mondo intero e riversati su di noi per mezzo del Cuore pietoso di Gesù” (Diario, 1183).

“O Dio di grande Misericordia, bontà infinita, ecco che oggi tutta l’umanità grida dall’abisso della sua miseria alla Tua Misericordia, alla Tua compassione, o Dio, e grida con la voce potente della propria miseria. O Dio benigno, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra. O Signore, bontà inconcepibile, che conosci perfettamente la nostra miseria e sai che non siamo in grado di innalzarci fino a Te con le nostre forze, Ti supplichiamo, previenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente su di noi
la Tua Misericordia, in modo che possiamo adempiere fedelmente la Tua santa volontà durante tutta la vita e nell’ora della morte. L’onnipotenza della Tua Misericordia
ci difenda dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, in modo che possiamo attendere con fiducia, come figli Tuoi, la Tua ultima venuta…” (Diario, 1570).

 


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Biografia di Santa Faustina Kowalska

Santa Faustina Kowalska , l’apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grandemessaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. All’età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio.
Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. Scriveva:
O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in s‚ una delle Tue virtu; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di misericordia, voglio glorificarlo. La Tua misericordia, o Gesù, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigillo e ciò sara il mio segno distintivo in questa e nell’altra vita (Diario, p. 418).
Suor Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Gesù Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la misericordia Divina nell’opera della salvezza delle anime smarrite. Rispondendo al desiderio e all’esempio di Gesù offrì la sua vita in sacrificio. La sua vita spirituale si caratterizzava inoltre nell’amore per l’Eucarestia e nella profonda devozione alla Madre di Dio della Misericordia.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale fu per lei non meno reale e concreto di quello che sperimentava con i sensi. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l’essenza della santità. Scriveva nel “Diario”:
Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio (Diario p. 380).
Il Signore aveva scelto Suor Faustina come segretaria e apostola della Sua misericordia per trasmettere, mediante lei, un grande messaggio al mondo.
Nell’Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l’umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso (D., p. 522).
La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:
– Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.
– Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l’altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l’immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell’ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell’affidamento a Dio e dell’amore attivo per il prossimo.
– Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell’adempimento della Sua volontà e nell’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: congregazioni religiose, istituti secolari, sacerdoti, confraternite, associazioni, diverse comunità degli apostoli della Divina Misericordia e persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Faustina.
La missione di Suor Faustina è stata descritta nel “Diario” che essa redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù e rivelando il contatto della sua anima con Lui. Il Signore diceva a Faustina:
Segretaria del Mio mistero più profondo, …il tuo compito più profondo è di scrivere tutto ciò che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me (D., p. 557).
Quest’opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della misericordia Divina. Il “Diario” affascina non soltanto la gente comune ma anche i ricercatori che vi scoprono una fonte supplementare per le loro ricerche teologiche. Il “Diario” è stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo.
Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all’età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l’ha canonizzata.
Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.

FRUTTI DELLA PREGHIERA
(Il DIARIO di santa Faustina)

“Con la preghiera l’anima si prepara ad affrontare qualsiasi battaglia. In qualunque condizione si trovi un’anima, deve pregare. Deve pregare l’anima pura e bella, poiché diversamente perderebbe la sua bellezza. Deve pregare l’anima che tende alla purezza, altrimenti non vi giungerà. Deve pregare l’anima che si è appena convertita, diversamente cadrebbe di nuovo. Deve pregare l’anima peccatrice, immersa nei peccati, per poter risorgere. E non c’è anima che non abbia il dovere di pregare, poiché ogni grazia arriva tramite la preghiera” (Diario, 146).

“L’anima deve essere fedele alla preghiera, nonostante le tribolazioni, l’aridità e le tentazioni, poiché dalla preghiera in prevalenza dipende talvolta la realizzazione dei grandi progetti di Dio, e se noi non perseveriamo nella preghiera, mettiamo degli impedimenti a ciò che Iddio voleva compiere per mezzo nostro oppure in noi. Ogni anima ricordi queste parole: e trovandosi in una situazione difficile, pregava più
a lungo…” (Diario, 872).

“La pazienza, la preghiera ed il silenzio rafforzano l’anima. Ci sono momenti nei quali l’anima deve tacere, non è conveniente che parli con le creature. Sono i momenti d’insoddisfazione di se stessa (…) In quei momenti vivo esclusivamente di fede…”
(Diario, 944).

“Il silenzio è una spada nella lotta spirituale (…) L’anima  silenziosa è idonea alla più profonda unione con Dio; essa vive quasi di continuo sotto il soffio dello Spirito Santo.
In un’anima silenziosa Iddio opera senza impedimenti…” (Diario, 477).

“Dobbiamo pregare spesso lo Spirito Santo per ottenere la grazia della prudenza.
La prudenza si compone di: riflessione, ragionevole considerazione e fermo proposito. L’ultima decisione appartiene sempre a noi…” (Diario, 1106).

 

 

“Il Signore stesso che mi spinge a scrivere le preghiere e gli inni sulla Sua Misericordia…” (Diario, 1593).

“Desidero che tu conosca più a fondo l’amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione.
La breve preghiera è la seguente: O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te” (Diario, 187).

 

 

 

 

 

LE LETTERE DI DON MICHELE SOPOCKO

Scritte a Czarny Bor (Lituania),
alle prime candidate per la Congregazione che si stava formando a Vilna (Vilnius, Lituania).

LETTERA I
LA VITA RELIGIOSA

Gesù, confido in Te!
Care sorelle in Cristo, è ormai la seconda settimana che, per volontà di Dio, sono in solitudine
in seno alla natura, da cui, come da un libro vivo, leggo e glorifico l’infinita misericordia di Dio. Contemporaneamente percorro col pensiero il paese intero immerso nel lutto, mi unisco a tutti
i compatrioti sofferenti, dispersi in tutto il mondo e vedo in spirito come la misericordia del Signore scolpisca nelle loro anime le virtù eroiche necessarie all’espiazione e alla propiziazione, per implorare e ringraziare di tutto l’inesprimibile bontà divina, per ottenere nuove grazie ed meriti futuri, per poter già “esaltare la misericordia di Dio in eterno”. Vedo in spirito come la bontà eterna scolpisca particolarmente queste virtù nelle anime elette, dilettissime, che vivono sotto
una regola religiosa, le quali hanno rinnegato il mondo, i suoi beni illusori, la propria volontà, dedicandosi, senza nessuna riserva, a fortificare il regno di Dio in se stesse ed a diffonderlo tra
gli altri nel mondo intero.

Il regno di Dio è il regno dello Spirito, che alza i suoi edifici meravigliosi su fondamenta poste dallo Spirito di Dio. Gli uomini che vivono esclusivamente secondo la carne non aiuteranno mai
il Signore a costruire la Gerusalemme eterna. Bisogna vivere secondo lo Spirito, rinnegare
se stessi, per capire cosa cosa esiga, dalla nostra miseria, il Re della misericordia.
Bisogna sottomettere allo spirito tutte le potenze del corpo, armonizzare tutta la propria natura, sottomettere la propria volontà a quella di Dio e così preparare il terreno alla potenza che, dall’alto, farà sì che le nostre azioni diventino le azioni di Cristo, perché, come dice l’apostolo delle genti, ”non vivo più io, ma è Cristo che vive in me”.

Il regno visibile di Dio sulla terra è la chiesa cattolica governata, secondo la legge dello Spirito Santo. E’ un edificio stupendo, esteso tra il cielo e la terra, che unisce in sé due mondi, quello temporale e quello eterno. “Nella casa del Padre mio ci sono tanti posti” disse il Salvatore, intendendo la Sua sposa, la chiesa cattolica, che nei suoi vani lascia entrare tutte le genti,
i vari stati, collocandoli  secondo i propri meriti ed accontentandoli  tutti. Ci sono coloro che, attraversata appena la soglia ed illuminati dal raggio e dalla bellezza del vestibolo non vogliono più andare avanti. A loro basta la grigia semioscurità per divampare della gioia del Signore, ancora invisibile però già pregustabile.
Ci sono coloro che nutrono il desiderio di entrare negli appartamenti. Trovandosi nella luce più grande, di fronte agli ostacoli, li superano a fatica, quali formiche. Il Signore misericordiosissimo ne vede gli sforzi e volontariamente apre le porte delle sue grazie e viene verso loro, in aiuto.
Ci sono alcuni infine tali che desiderano entrare in una stanza decorosa, dove, seduto sul trono,
è  il sovrano. Essi corrono, come le spose, allo sposo. Questi sono dilettisimi, basta che abbiano una veste sposale adeguata.

Quando, durante la preghiera,  ci si tuffa con un pensiero in tale magnifico sistema delle opere
del Signore, facilmente si capisce che la vita religiosa è una delle forme necessarie tra i vari modi di dare onore al Re della Misericordia, che è una delle stanze più vicine alla stupenda camera regale, che qui sono chiamati sono coloro in cui il Figlio di Dio si è compiaciuto particolarmente, le spose del Re della Misericordia, verso cui corrono, con grande gioia, indossata la pura veste angelica dell’ umiltà, obbedienza e rinnegamento, cioè della povertà. E’ vero che in ogni anima, anche in quella che vive nel turbine del mondo, può essere stabilito il Regno di Dio, perché tutti
i cristiani cattolici sono chiamati, però, tra tutti i chiamati, non tutti sono scelti e ad ognuno tra questi scelti personalmente sono indicati il posto ed il lavoro.

Cristo affidò agli Apostoli i vari compiti e li mise nei vari appartamenti della sua fortezza.
Pietro, lo stabilì quale Pietra. Giovanni, lasciò che si addormentasse amorosamente sul suo cuore.  A Filippo chiese, con una sola parola, di lasciare tutto per seguirLo. Nella predica sulla montagna, il re della misericordia pose i vari gradi di desiderio della perfezione ed adorazione del Padre Eterno, di cui indicò uno degli attributi in modo particolare, con la raccomandazione di imitarLo proprio in questo: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro celeste è misericordioso”.

Questo non è più un consiglio evangelico, ma una richiesta da cui nessuno può essere svincolato. Questo è un comandamento ed allo stesso modo la condizione indispensabile per la perfezione.
E’un commento alle altre parole del Maestro: “Siate perfetti, come il Padre vostro è perfetto”.
In che cosa può meglio manifestarsi tale perfezione, se non nel meditare la misericordia di Dio
e invocare, tramite l’amore di Dio, il debito di gratitudine, se non nell’imitare tale misericordia
con opere di misericordia nei confronti dell’anima e del corpo del prossimo. E’comprensibile allora il motivo per cui le anime che desiderano stare il più vicino al Signore misericordiosissimo, per entrare nella camera più luminosa, più vicina alla stanza regale, siano obbligate, con il quarto voto della misericordia, ad indossare una nuova veste sposale per attingere continuamente la misericordia direttamente dal cuore aperto dello sposo e distribuirla agli altri.

Per quanto riguarda l’oggetto di tale voto, esso è molto chiaro, perché lo stesso Salvatore lo ha precisato: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare…”. L’oggetto di tale voto saranno le opere
di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti) e spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare a chi non sa, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per
i morti). E’ di ampia portata e di profondo contenuto e basterà sia per l’ordine contemplativo,
sia per i vari rami degli ordini attivi, perché abbraccia l’intera vita cristiana, forma l’essenza di ogni ordine, tanto più, perciò, può diventare l’oggetto del voto di coloro che lodano e diffondono
il culto della Misericordia Divina.

Carissime sorelle in Cristo, gioisco delle grazie particolari della misericordia di Dio che si sono manifestate nella vostra vocazione. Elette del cuore di Gesù, filari dell’ordine futuro, mediatrici
dei segreti di Dio, per cui pregavo da cinque anni, durante ogni santa messa, a voi soprattutto sono  indirizzate le parole del Maestro: “Voi siete la luce del mondo e il sale della terra,
ma se il sale perdesse sapore, con che cosa glielo si renderà?”. Confido che non lo perdiate,
che, con l’aiuto della misericordia di Dio cresciate in virtù, approfondiate la teologia, rafforziate
gli atti di misericordia, ma anzitutto vi esercitiate nella contrizione abituale, riconoscendo la propria personale indegnità e l’incapacità di realizzare questo compito, mettendo tutta la fiducia nella misericordia di Dio.

Acciocché il tralcio, innestato nella vite, porti il frutto, deve maturare solo in spirito di penitenza
e d’amore. Lo spirito di penitenza dovrebbe essere il principio di tutto l’anno di noviziato:
“Se non vi pentirete, morirete”, disse il Salvatore. Egli stesso fece penitenza per noi e la esige
dai suoi servi: “Se uno vuole seguirmi, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno”.
Non si tratta di ricercare una penitenza straordinaria, che si potrebbe fare soltanto con il permesso del padre spirituale o della maestra e sotto condizione che essa non procuri un danno alla salute, ma si tratta di accettare con pazienza le diverse croci quotidiane, abbandonandosi alla volontà
di Dio. “Lo spirito contrito ed il cuore afflitto è il sacrificio a Dio” esclama il salmista ispirato.

Questo spirito di penitenza può essere realizzato durante l’anno in diverse forme. Per esempio, durante il primo mese del noviziato, si può cercare di accettare in silenzio le osservazioni giuste ed ingiuste degli altri; durante il secondo mese, evitare i più piccoli sospetti e giudizi del prossimo, considerando se stessi come peggiori; il terzo mese, evitare le consolazioni degli altri nei momenti di fallimento; il quarto mese, evitare le consolazioni spirituali durante la riflessione e la preghiera; il quinto mese, non spazientirsi delle proprie cadute ed imperfezioni; il sesto mese, sopportare con pazienza i cambiamenti del tempo (freddo o caldo), oppure i dispiaceri nelle relazioni con il prossimo dal carattere difficile, ecc.

Oltre che nello spirito di penitenza, bisogna  esercitarsi nel vero amore del prossimo, perché soltanto l‘amore può essere la sorgente degli atti di misericordia verso l’anima ed il corpo.
Inoltre dovrete essere sincere con i padri spirituali e le maestre, con loro bisogna cercare
di parlare riguardo le cose spirituali il più spesso possibile. Bisogna abituarsi a far tutto non solo bene, ma con zelo, scegliere le cose migliori fra due che sono buone, ma soprattutto curare
la purezza della coscienza per poter trovare, durante l’esame di coscienza quotidiano, sempre meno peccati veniali che non possiamo evitare da soli, ma soltanto con l’aiuto della Grazia particolare di Dio. Per questo motivo, bisogna sviluppare in sé lo spirito di preghiera.

Nelle condizioni in cui mi trovo adesso, non mi è possibile scrivervi tutto ciò che vorrei. Durante
la preghiera ed in ogni Santa Messa, continuerò ad implorare il Signore Misericordiosissimo
che dia la luce a voi ed ai vostri direttori e superiori. Confido che Gesù abbia cura di quest’opera perché ella è uscita dal Suo Cuore Misericordiosissimo. Confido che fra poco si creino condizioni migliori per lavorare, ma per adesso ringraziamo Dio per tutto ciò che abbiamo e confidiamo
nella Sua Misericordia.

Don Michal, 13. 03. 1942
LETTERA II
TUTTO È COMPIUTO

Gesù, confido in Te!
Care Sorelle in Cristo, una delle ultime frasi di Gesù sulla croce fu: “Tutto è compiuto”. Con queste parole il Salvatore espresse il compimento di tutte le profezie, le prefigurazioni e le tipologie veterotestamentarie riguardanti la persona del Messia, in altri termini, il compimento della propria missione, cioè il compimento della Volontà del Padre nei minimi particolari. Cristo Signore
è il modello di tutti i cristiani, perchè anche loro devono con insistenza cercar di conoscere
la volontà di Dio riguardo alla propria persona e realizzarla quanto meglio possibile, per poter ripetere alla fine della vita le parole del Salvatore: “Tutto è compiuto”.

Carissime sorelle in Cristo, è giunto il momento decisivo e cruciale nella vostra vita, cioè il momento in cui avete deciso di dedicare il resto del pellegrinaggio terreno al servizio di Dio, ovviamente avendo prima percepito che questa è la volontà di Dio. E’ questa una delle più importanti tappe di tale pellegrinaggio, alla fine del quale bisogna, con la coscienza pura,
dire come Cristo Signore: “Tutto è compiuto”, mi sono presentato all’appello di Dio, chi d’ ora
in poi desidero unicamente servire. Sottometterò la mia alla Sua santa volontà in ogni minimo particolare, piegherò  i miei pensieri, parole e azioni ai Suoi pensieri e alle parole contenute nei santi vangeli, nelle scienze teologiche e nel diritto canonico, ma anche nella regola riconosciuta dalla chiesa, per potere, al tramonto della vita, in piena consapevolezza e la serenità, ancora
una volta ripetere più profondamente: “Tutto  è compiuto”, cioè ho compiuto la volontà di Dio.

Questa è stata l’eterna volontà divina: che voi viveste nel ventesimo secolo con tali persone,
in un preciso ambiente, vi trovaste esposte a certe tentazioni,  poteste ricevere le grazie necessarie per combatterle e poi, in seguito ad un loro eventuale uso sconveniente e contrario alla volontà di Dio, risollevarvi e tuffarvi con fiducia nell’abisso della misericordia di Dio,
per poter d’ ora in poi servirla, conoscerla sempre di più, divulgarne il culto e indurre gli altri. Questa indubbiamente è stata la volontà divina. Gioisco perchè avete riconosciuto questa volontà e accettata, perchè non avete sommerso, sotto gli interessi personali, la voce dello sposo, perchè, alle chiamate interiori ed esteriori, avete risposto con le parole del Maestro: “Ecco io vengo”,
per poter alla fine ripetere “Tutto è compiuto”!

Si è compiuta la salvezza: dal costato del Salvatore nasce la Sua sposa, la madre dei bambini rinati nel santo battesimo, la chiesa cattolica. Questa d’ora in poi attingerà da quel costato
la sorgente di grazie per tutta l’umanità, e vi vuole, Care sorelle,  porre il più vicino possibile
a quella sorgente e farvi mediatrici per i peccatori, gli indifferenti, gli abbandonati e trascurati,
gli inetti, gli ammalati, i prigionieri, i senzatetto, soprattutto, però, i disperati, per soffiare nelle loro anime la fiducia e ancora, una volta, la fiducia nella smisurata, illimitata, incomprensibile, inesprimibile misericordia  di Dio: “Gesù, confido in Te”.

Trema l’inferno nelle sue fondamenta, di fronte alla nuova, e allo stesso tempo alla vecchia parola d’ordine, la quale fra poco risuonerà nel mondo intero. Ecco stanno nascendo i nuovi apostoli
di Cristo, che volevate uccidere. Creeranno la nuova famiglia umana, che arerà tutta la terra con l’aratro forte della fiducia nella misericordia di Dio, la parola d’ordine che riscalderà tutto ciò che è freddo, renderà tenero tutto ciò che è duro, ravviverà tutto ciò che è secco, accenderà tutto ciò che è sta per spegnersi, darà il colore della vita a tutto ciò che è arido, unirà individui, famiglie, società, nazioni e stati nell’ abbraccio del vero amore fraterno, l’amore di Dio e del prossimo!

Ecco lo stupendo compito, che vi ricorda oggi, nel giorno solenne, il Salvatore divino.
Ecco il nobile fine, che propone di scegliere, secondo le proprie capacità ed inclinazioni
a voi tutte e ad ognuna personalmente. Ecco il riassunto del programma del lavoro preparatorio da realizzare nel corso del noviziato, nel lavoro educativo e autoeducativo, perché dopo
si proceda arando, volontariamente, consapevolmente e con zelo, la terra indicata ad ogni anima, senza guardare indietro, senza cercare olio per le lampade, aspettando la ricompensa soltanto
dal misericordiosissimo sposo celeste.
I suddetti fini e compiti siano pur elevati e sproporzionati tanto rispetto alle nostre forze, capacità, disposizioni, quanto rispetto ai nostri limiti ed imperfezioni, ma, ancorchè involontariamente
ci assalgano la paura ed il dubbio, dobbiamo sperimentare prima su noi stessi l’azione dell’illimitabile, incomprensibile ed infinita misericordia di Dio – come Saulo sulla via di Damasco oppure come Pietro nel cortile di Caifa – per poter dopo rinfrancare gli altri nella fiducia, sostenere chi vacilla e dubita, facendogli ripetere la giaculatoria animante e vificante:
”Gesù, confido in Te”.

Anche se, immersi tante volte nell’incommensurabile misericordia, cioè nel sacramento della penitenza, abbiamo purificato le nostre anime dalle ferite di peccato nel preziosissimo sangue
del nostro Salvatore, che continua a sgorgare dal Suo costato aperto, può in noi causare ansia
e scoraggiamento il nostro passato, forse non sempre raggiante e puro, anzi, oscuro e storto almeno in alcuni periodi della vita. Può darsi che la contrizione non sia stata sufficiente oppure
sia mancato il proponimento forte di non commettere più peccati o che non si sia compiuta la penitenza data o che non si sia confessato tutto; ma anche se Dio ci ha già perdonato, veramente vorrà darci adesso più grazie e, anche se ce le volesse concedere, per quali motivi lo farebbe? Questi e altri dubbi ci possono turbare fino a minare la speranza.

Si deve tuttavia necessariamente eliminare ogni dubbio fin dall’inizio, combattere in se stessi
la paura e le ansie, considerandole tentazioni molto pericolose e combatterle con la giaculatoria “Gesù, confido in Te!”. Tu mi assicurasti il perdono, quando rimettesti alla Maddalena le colpe
di cui si rammaricava, quando perdonasti Pietro una volta pentito, quando promettesti il paradiso al malfattore sulla croce. Tu assicurasti che ci sarebbe stata più gioia per un peccatore pentito che per novantanove giusti. Tu sei il buon pastore, che lascia il gregge delle pecore buone sul pascolo e va a cercarne una smarrita, tu mi cercavi, quando mi ero impegolato nelle spine del peccato
e mi ero ferito dolorosamente e,  trovatomi, mi hai preso tra le braccia ed adesso mi stai guarendo con cura le ferite del peccato nella mia anima. Gesù, confido in Te. In Te, non nelle promesse illusorie del mondo bugiardo… In Te, non nelle tentazioni astute e scaltre di Satana…

In Te, non nelle passioni sfrenate ed esuberanti… Confido instancabilmente che tutte le azioni della mia vita si trovino nell’eternità, fuorché i peccati, che Gesù ha annientato nel sacramento della penitenza e che li dimentichi così come dimenticò la vita di peccato della Maddalena,
il rinnegamento di Pietro, la persecuzione di Saulo, come anche dimenticò le colpe di Agostino; basta che io mi penta ancora. L’ultima pietra del male, che comunque appartiene al passato, dovrebbe diventare la pietra angolare al nuovo edificio della santità. Gesù, confido in Te.

L’ansia e lo scoraggiamento possono essere dovute al nostro stato attuale, al nostro carattere pieno dei vizi, magari, alle nostre cadute, le quali, nonostante il proposito di migliorare, continuano a ripetersi frequentemente nostro malgrado. Si deve, perciò, ricordare la sentenza ascetica memorabile che sulla terra non esiste nessuno stato di perfezione ma soltanto l’aspirazione. La santità sulla terra non è niente di stabile, è uno stato dinamico come disse
il Salvatore. “Da allora in poi viene annunziato il Regno di Dio e ognuno si sforza per entrarvi”
(Lc 16,16). Ciò si nota nelle numerose parabole del Signore Gesù; nella parabola di dracma perduta…, del grano di senape crescente, particolarmente nella parabola dei servi e dei talenti. Solo coloro che lavorano, riceveranno il guadagno. Soltanto a coloro che, dopo avere ricevuto
i talenti, sono andati ad impiegarli e ne hanno guadagnati il doppio, il salvatore celeste promette il regno dei cieli. “Siate perfetti come il Padre Celeste ”.

Quanto di più ci avviciniamo al fine irraggiungibile, tanto più numerose troviamo in noi le mancanze. Per questo non dobbiamo scoraggiarci, ma senterci stimolati ad appoggiarsi nel nostro maestro, nel tentativo di uscirne. E’ dogma della fede che la grazia divina è necessaria per la salvezza; con le nostre proprie forze non siamo in grado di evitare i peccati veniali quotidiani. Perciò la fiducia nell’aiuto promesso dal salvatore nostro è il migliore rimedio a tutti i dubbi dovuti dallo stato di imperfezione attuale delle nostre anime.

L’ansia e lo scoraggiamento possono essere dovuti anche di più all’incertezza del futuro: persevererò, ce la farò oppure crollerò, come potrò andare avanti, se fino adesso non ho fatto
i grandi progressi? Il Signore Cristo disapprova tali previsioni e dice: “Non affannatevi dunque
per domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascuno giorno basta la sua pena.”
(Mt 6, 34) L’autore ben conosciuto di “Sì, Padre” afferma che “essere santo significa vivere completamente il presente”. E’proprio così, perché siamo responsabili solo dei momenti presenti, non di quelli futuri. Perciò fantasticare è pericoloso quanto riflettere ed considerare male il passato. Se a qualcuno risulta difficile resistere alla riflessione sul futuro, che si presenta nero, risvegliando ansia e dubbi per quanto potrebbe capitare, egli si aiuti con la giaculatoria
“Gesù, confido in Te” La fiducia nella misericordia di Dio ristabilirà la pace interiore, turbata
dalla paura del futuro, perché “Dio è il nostro scudo e la nostra corazza” come lo dice il salmista.

Ciò comporta che la fiducia nella misericordia di Dio ha un ruolo privilegiato nella vita spirituale come nessun’altra virtù, perciò il Salvatore la raccomanda più vivamente, dicendo per un verso: “Senza di me non potete far nulla” e per altro verso: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo!”,
Abbi fiducia, figlia, i tuoi peccati sono perdonati”, “Abbi fiducia e vedrai la gloria di Dio”, “Perché hai dubitato, uomo di poca fede”, “Non abbiate paura, io sono con voi” ecc. Perciò prima di tutto dobbiamo consolidare la nostra fiducia riguardo al passato, al presente ed al futuro, perché solo così avremo il perno della nostra vita interiore, solo così ci troveremo su un terreno solido nel nostro lavoro educativo con noi stessi e in futuro con le altre anime, solo così potremo fare olocausto di noi stessi con i voti, offrendoci senza nessuna riserva al Signore Dio, al Suo servizio esclusivo.

Oggi si parla tanto di servire il Signore con gioia, perché essa è veramente indispensabile. “Servite il Signore con gioia” esclamava il salmista. Però non la si può estorcere contro la propria volontà. Essa arriva e sparisce di frequente impercettibilmente, giacché la gioia è un sentimento piacevole che nasce in chi è in possesso di un certo bene. La durata della gioia dipende dalla durata del bene; con esso appare e con esso sparisce, se lo perdiamo oppure ci rendiamo conto della sua vanità od almeno della sua imperfezione. La sofferenza, quando viene vissuta senza scopo, di solito bandisce e divora la gioia. Invece la sofferenza, accolta e vissuta con un’intenzione buona genera una gioia bellissima, purissima e permanente, come la ebbero
i martiri. Tale sofferenza ci avvicina a Dio, al sommo bene, che è il solo a concederci la gioia perenne.

Perciò è la fiducia nella misericordia di Dio che trasforma la sofferenza nella gioia permanente.
E, mediante la giaculatoria “Gesù, confido in Te”, l’anima sofferente viene inondata nel suo profondo da la pace infinita, capace di irradiare esternamente la gioia. Nella tristezza bisogna cercare la consolazione affidandoci con fiducia alla misericordia di Dio, come la trovavano i santi; in tale fiducia si trova il segreto della gioia soprannaturale, nonostante le lacrime amare che continuano a fluire dagli occhi sgomenti. Soltanto Maria Immacolata che ebbe fiducia illimitata, poté inneggiare l’inno di gioia: “il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”, come cantò non solo quando incontrò la cugina Elisabetta, ma probabilmente anche sotto la croce quando la spada
del dolore ne trafisse  il cuore, perché ella sempre lodava  la misericordia di Dio in cui confidava.

“Di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della Sua Misericordia”
(Lc 1, 50.54)

Sulla terra tutto passa: passano irreparabilmente i giorni della vita avvicinandoci a quello della morte, con la quale passeremo all’eternità; con la vita passa la gioia terrena che assomiglia vagamente a quella che ci aspetta nell’eternità, ove prenderemo parte della pace eterna senza nessun turbamento e smarrimento. Colui che spesso ripeteva durante la vita “Gesù, confido in Te” non verrà sorpreso dalla morte addormentato, ma vigilante coi fianchi cinti, fiducioso, quasi come con la fiaccola accesa. Con l’ultimo respiro dirà “Gesù, confido in Te” e subito dopo sentirà
il richiamo delizioso: “Vieni, benedetto, alla gioia eterna”. Ovviamente la fiducia non può diventare il quietismo oppure la fiducia esagerata. Soltanto se unita con la penitenza vera
e sincera, essa diventa una capacità morale giusta.

Senza tale unione può trasformarsi nel peccato contro lo Spirito Santo, isolenza che inibisce l’azione della grazia divina nell’anima. Peccare contro la fiducia nella misericordia di Dio è la più gran disgrazia, perché, come afferma l’autore di “Sì, Padre”, non tanto il peccato, quanto la persistenza in esso è il male peggiore. Il quietismo inclina a tale persistenza. Perciò, care sorelle in Cristo, pronunciando le parole “Gesù, confido in Te” dovremo fare tutto ciò che ci è possibile
al fine di corrispondere alla grazia di Dio e collaborare debitamente con essa. Innanzitutto, in conformità con la regola, senza una ragione importante, non possiamo omettere la riflessione giornaliera, che è indispensabile.

Mediante essa si allarga e consolida la nostra conoscenza di Dio e della Sua misericordia, manifesta a noi soprattutto attraverso la vita, passione e morte del Signore Gesù, attraverso la vita eucaristica del nostro salvatore, nel sua dolcissimo cuore e in quello della Sua dilettissima madre, che è la nostra madre di Misericordia. Bisogna, comunque, sapere che è meglio rimanere nella riflessione una mezz’ora intera senza sosta invece di pregare due volte al giorno quindici minuti. Nel primo caso si approfondisce di più, nel secondo si perde tanto tempo per la preparazione
e il raccoglimento, senza i quali la riflessione solitamente è poco fruttuosa. E’ bene conoscere, particolarmente all’inizio, il metodo di San Ignazio ed esercitarsene. Dopo ogni anima può fare
la riflessione secondo il proprio metodo. La preghiera non è l’unico segno della nostra vita pia, però rimane il segno sostanziale della nostra vera religiosità.

Oltre a ciò bisogna ogni giorno fare l’esame di coscienza, sia generale sia particolare, la lettura spirituale della Sacra Scrittura e dei libri ascetici, lo studio della teologia e del diritto  canonico, conoscere meglio la storia della nostra Madre Chiesa, conversare su temi spirituali con le consorelle e su quelli riguardanti la vita interiore con la maestra, rimanendo fedeli allo stesso tempo al compimento dei propri compiti familiari, affinché la pace della casa non sia turbata.
Ciò non è facile, però, con l’aiuto di Dio e la buona volontà, tutto si può migliorare, lasciandoci guidare dalla prudenza, che è la guida di tutte le virtù, auriga virtutum. Soprattutto bisogna preoccuparci di realizzare debitamente tutto ciò che ci obblighiamo o ci obbligheremo a compiere attraverso i voti.

Questa è l’aspetto più importante che dovrebbe diventare il principale oggetto dei nostri sforzi
Il Signore Dio smarrirà colui che violenta la Chiesa di Dio”, grida il profeta; mediante il voto la nostra anima e il nostro corpo diventano la chiesa di Dio, la dimora dello Spirito Santo. Mediante il voto di castità, che pronuncerete, diventerete il tempio del Signore. Poichè a Maria, tempio vivo, Dio diede il privilegio di essere l’Immacolata Concezione, pensate quanto voi, quali spose del Salvatore, dovete cercare di rimanere intatte nei pensieri, nelle parole e nelle azioni.

Bisogna rigorosamente evitare le occasioni e le tentazioni e combatterle con  tranquillità, però con decisione, fin dall’inizio, dicendo subito: “Gesù, confido in Te”, nella condizione in cui vi trovate al momento. È difficile precisare l’oggetto dei voti di povertà, obbedienza e pratica della misericordia, perciò vi basti effondere una promessa. Anch’essa tuttavia deve essere praticata seriamente, perché riguarda Dio. Cercherò di delineare il mio parere in proposito.

L’oggetto del voto di povertà comporta, rispetto ai beni temporali, l’atteggiamento di distacco
di chi sa di non poter disporre liberamente della proprietà legalmente ottenuta, ma sempre
in tutto parla con la maestra e chiede l’autorizzazione  per attuare i propri progetti.

L’oggetto del voto di obbedienza comporta la sottomissione della propria volontà, se non in tutte le azioni, il che attualmente è impossibile, almeno in un ambito preciso scelto in accordo con la maestra. Si può per esempio limitare l’ambito dell’atteggiamento da tenere  verso le persone con cui si vive quotidianamente,  genitori, sorelle o fratelli, e decidere di non far niente senza averle prima consultate, oppure almeno di non fare quello chi a loro dispiace. Ovviamente solo se una tale decisione non coincide con un’altra  già precedentemente convenuta.

Adesso bisogna soprattutto lottare contro almeno uno dei vizi, per esempio contro quello che
è più diffuso, cioè l’ egoismo oppure l’ esagerato amor proprio, che è la malattia dei nostri tempi, malattia individuale, nazionale e sociale, che è la morte di Dio e del prossimo, tomba della pace interiore ed esteriore, sorgente di confusione, di ogni contesa e guerra, seme di peccato e di oltraggio. Questo vizio limita la nostra prospettiva sul mondo, diminuendola sempre di più.

Rende impossibile la vita comunitaria, trasformando a volte il luogo di preghiere e di raccoglimento in una caverna delle iene che si mordono e si odiano reciprocamente. Perciò si deve subito e con forza sradicare quel vizio, prendendo come modello il Maestro Divino, il quale disse: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Solo uno che si sia liberato di se stesso, del suo esagerato amor proprio, può diventare grande ed aperto, ricettivo nei confronti dell’azione
della grazia di Dio, può dire onestamente e senza ipocrisia: “Gesù, confido  in Te”.

Mi è impossibile scrivervi tutto ciò che vorrei, mi manca sia il tempo sia lo spazio. Spero che voi stesse, con una guida illuminata conosciate, capiate e mettiate in pratica tutte le indicazioni di Cristo e della sua sposa, la chiesa, inerenti ad un fine così nobile quale è la vita religiosa. Spero che la misericordia di Dio non  limiti le grazie alle Sue combattive serve. Esse si sono proposte uno solo obiettivo davanti ai loro occhi. Spero che la Madre della misericordia vi prenda sotto
il suo mantello in modo particolare e che guidi i vostri passi.

Spero che l’angelo custode di ognuna di voi, sotto la comando del principe degli spiriti celesti,
san Michele Arcangelo, vi guidi sulla via diritta, vi ammonisca con la voce interiore e vi parli mediante la bocca dei confessori e dei padri spirituali, vi sostenga con ispirazioni e preghiere
al cospetto del trono dell’Altissimo. Auguro a tutte voi ed ad ognuna personalmente che il giorno 11 di questo mese sia il giorno del vostro fidanzamento con Gesù e che, nell’anno prossimo,
esso diventi il giorno delle nozze delle vergini sagge, con le lampade accese di amore e di fiducia, per far luce agli altri uomini. Prego con fervore ogni giorno con queste intenzioni e, specialmente in quel giorno, ripeterò le parole del salmista “Mostrami, Signore, la tua misericordia e donami la tua salvezza!”.

In Dio, don Michele, 9.04.1942

LETTERA III

“Misericordia Dei confidentibus  in Eum,
Misericordia di Dio per coloro
che confidano in Lui!”

Care Sorelle in Cristo,
Ogni grande idea si esprime solitamente con parole brevi, che diventano la parola d’ordine
dei loro propugnatori. Anche l’idea della misericordia di Dio dovrebbe averne una, con la quale
si possano riconoscere i suoi adoratori, un motto per i suoi apostoli, con quale salutarsi ogni volta si incontrano  e nella quale si compendiano la profondità ed il programma dell’apostolato.
Alla ricerca di tale parola d’ordine sono ricorso alla Sacra Scrittura, alla lettera di Dio per
gli uomini – e vi ho trovato due espressioni molto adeguate e una di esse può essere da noi assunta come la parola d’ordine: “La Misericordia di Dio per coloro che operano misericordia”
e “La Misericordia di Dio per coloro che confidano in Lui”. Tutte e due s’incontrano diverse volte nella Sacra Scrittura, letteralmente oppure come un pensiero fondamentale delle pericopi più lunghe o più brevi. Mi sembra, perciò, che tutte e due siano adeguate, ma io propendo per la prima.

Questa parola d’ordine è presente in tutti i libri dell’Antico Testamento, però più spesso
la si può incontrare nei Salmi, di cui addurrò alcuni brani. Nel Salmo 13, Davide si sente del tutto abbandonato ed esprime grande fiducia solo nella misericordia di Dio: “Nella tua misericordia ho confidato/ Gioisca il mo cuore nella tua salvezza” (Sal 13, 6). Nel Salmo 17, il re ispirato supplica
il soccorso di Dio contro la crudeltà dei nemici, esprimendo fiducia in Dio misericordioso ”Mostrami i prodigi del tuo amore / tu che salvi dai nemici / chi si affida alla tua destra” (Sal 17, 7). Nel Salmo 21, Davide ringrazia della vittoria attribuendola alla fiducia riposta nella misericordia
di Dio “Perché il re confida nel signore / per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso” (Sal 21, 8). Nel Salmo 31, lo stesso autore davanti ai grandi pericoli che lo minacciano prega al Signore
e fa riferimento anche alla fiducia “ma io ho fede nel Signore / Esulterò di gioia per la tua grazia
(Sal 31, 7b-8a).

Nel Salmo 32, esprime la propria gioia perchè il Signore ha perdonato a colui che ha confidato
in Lui “Molti saranno i dolori dell’empio / ma la grazia circonda chi confida nel Signore
(Sal 32, 10). In quasi tutto il Salmo 33 risuona il messaggio che tutto avviene, non come la gente desidera, ma come Dio misericordioso guiderà gli eventi “Ecco, l’occhio del Signore veglia
su chi lo teme, / su chi spera nella sua grazia
” (Sal 33, 22). Lo stesso nel Salmo 52 “Io invece
come olivo verdeggiante / nella casa di Dio. / Mi abbandono alla fedeltà di Dio / ora e per sempre
” (Sal 52, 10) e nel salmo 86 “Tu sei buono, Signore, e perdoni, / sei pieno di misericordia
con chi ti invoca
” (Sal 86, 5). Nel Salmo 103, Davide identifica la fiducia con il timore figliale “Come il cielo è alto sulla terra, / così è grande la sua misericordia su quanti lo temono
(Sal 103, 11).

Nel salmo 143, lo stesso autore ispirato, di fronte alla ribellione del figlio Absalom chiede aiuto
il più presto possibile ed è sicuro di ottenerlo di ottenerlo “Al mattino fammi sentire la tua grazia, / poiché in te confido” (Sal 143,8). Nel Salmo 147, l’autore ispirato chiede al creato di lodare Dio, perché “il Signore si compiace di chi lo teme, / di chi spera nella sua grazia” (Sal 147, 11).
Infine il Salmo 136 può essere considerato quasi una litania della misericordia di Dio nell’Antico Testamento, perché il salmista, enumerando ogni beneficio ottenuto da chi confida in Dio, aggiunge in ogni strofa il ritornello: “Perché eterna è la Sua misericordia”.

Non riporto ulteriori citazioni della Sacra Scrittura, limitandomi ad un brano solo del Nuovo Testamento, il più peculiare: ”Andiamo con fiducia alla capitale di grazie, perché possiamo sperimentare la misericordia e trovare grazia”. Qui l’Apostolo delle Genti richiede la fiducia
e garantisce la misericordia di Dio a tutti coloro che in essa confidano. Presuppongo, perciò,
che il primo testo sia più appropriato, perché corrisponde di più alla giaculatoria messa sotto l’immagine, con la differenza che la prima forma è più esclamativa, la seconda, invece, più indicativa.

“Con le parole si manifesta la volontà, con le azioni la potenza”, disse Mickiewicz, esprimendo così una ben conosciuta verità di vita, più volte confermata nella Sacra Scrittura, ma in modo particolare sottolineata dal Salvatore nella parabola sugli operai e sui talenti. Nell’azione
si manifesta il nostro valore presso Dio e gli uomini. Perciò ci dovremmo preparare debitamente
ed  esercitarci ora, in conformità con il tipo di azione prescelto (interiore, contemplativa
o esteriore). Nel nostro modo di agire, sia quello esteriore sia quello interiore, lo scopo principale dovrebbe essere duplice: la gloria di Dio e il profitto per il prossimo. La gloria consiste nel conoscerLo ed amarLo sempre di più, meditando la misericordia di Dio; il profitto invece comporta il compito di compiere atti di misericordia verso l’ anima ed il corpo del prossimo. Quest’ultimo
ha un’importanza  pregnante ai nostri giorni, perché tra la gente si riscontrano tante sperequazioni e divergenze di idee.

Che cosa ha causato tale divisione tra la gente? Soprattutto la deviazione da Dio. Chi non sa oppure si dimentica che Dio è il Padre di tutti gli uomini, non riconosce la fraternità esistente
tra le genti delle diverse nazioni. Un ruolo non secondario va riconnesso anche alla questione sociale. Questa si chiede se prevalga lo spirito di egoismo oppure di sacrificio, se la base della società sia lo sfruttamento dei deboli a vantaggio dei potenti oppure se l’organizzazione stessa imponga sacrifici a tutti, nell’interesse del bene comune, innanzitutto però prendendosi cura dei più deboli. Ci sono tanti uomini che hanno troppo e pretendono ancora di più, non di meno ci sono coloro che hanno molto poco, anzi, che non hanno quasi niente e che vorrebbero ricevere viene loro rifiutato.
Tra questi due estremi contrapposti potrebbe scoppiare una lotta – una lotta tanto più terribile
in quanto, da una parte, contende la potenza d’oro e dall’altra la potenza del desiderio
di possederlo, che rasenta la disperazione. Guardando quello che accade si può profetizzare
che tale lotta non cesserà fin quando la gente non si volgerà alla misericordia di Dio e non incomincerà ad imitare Dio in quell’ attributo, con atti di misericordia verso il prossimo.

Il cristianesimo garantisce il diritto di proprietà, conforme al comandamento “non rubare”,
il quale d’altronde sgorga dalla legge naturale, dall’imperfezione della natura umana dopo
la caduta, lo garantisce, però, come utile a rendere il sacrificio, come condizione per poi liberarsene , come una particella di libertà, senza la quale uomo non avrebbe avuto il merito.

La Chiesa solo approssimativamente chiede una decima del guadagno per le opere della misericordia, però non lascia senza vincoli le altre novanta per cento parti del reddito, richiedendo che in ogni istante siano disponibili per il bene comune, nella misura nota solo a Dio. Oltre all’ elemosina materiale, bisogna anche portare l’elemosina in spirito ai poveri, cioè  trattenere rapporti d’amicizia con loro, sostenerli con un consiglio, intruirli, pregare per loro. Sedendo accanto al lettuccio di ammalati e sofferenti, entrando nei segreti di cuori amareggiati,
di coscienze svuotate, nelle case private, negli ospedali, nelle botteghe, nelle scuole, nelle città
e nelle campagne, in varie condizioni, pienamente conosceremo tutti gli aspetti di questo programma, inizieremo a realizzarlo, contribuiremo a rasserenare le menti inquiete.

L’elemento individuale insito in atti di misericordia consiste nella santificazione personale
di quanti compiono tali atti. Niente nobilita l’uomo quanto vedere nei poveri materialmente
e spiritualmente presente lo stesso Cristo Signore; mettendo le mani nelle loro piaghe, materiali oppure spirituali, immaginare che si tocchino le piaghe sulle mani, sulle gambe, sulla testa e sul costato dello stesso Salvatore. Riconoscere in loro i nostri padroni e in noi stessi i servi.

Chiamarli  messaggeri di Dio, chiamati ad esistere per provare fino a che punto imitiamo Dio nel suo specifico attributo. Ciò significa che i poveri non sono superflui. Il Salvatore disse: “I poveri li avrete sempre con voi”. Un povero che soffre serve Dio e la società, così come colui che prega.
Egli compie l’ufficio espiatorio, l’olocausto di cui i meriti scendono su di noi, perché egli porta
un peso più grande di quello che possono portare gli altri e nella sua preghiera risuona una potenza che dalla natura apre alla sopra-natura e, tirandone la tenda, rende l’implorazione
ed l‘invocazione di milioni di persone.

Noi invece abbiamo la possibilità’, con l’aiuto di Gesù Cristo, re della misericordia, fondandoci sulla Sua misericordia, di rendere misericordia alla gente e  contribuire al cammino di  santificazione, aiutandola a crescere nella santità e svolgere così un’influenza positiva sulla società. Colui che confida in Dio misericordiosissimo, non sarà soltanto il passivo ricevente
delle grazie, ma cercherà di compiere le opere della misericordia.

Aggiungo i saluti a tutti   Don Michele

LETTERA IV
IL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’ALTARE

Gesù, confido in Te!
06. 08 1942. Carissime Sorelle in Cristo, Visitando otto anni fa la Terra Santa, sono rimasto particolarmente impressionato dalla vista, sul Monte Tabor, del luogo della Trasfigurazione
del Signore. Il Signore Gesù, consapevole dell’avvicinarsi della Sua passione, volle consolidare nella fede nella sua divinità gli apostoli prescelti (Pietro, Giacemmo e Giovani) e si manifestò loro in tutto lo splendore della Sua gloria e della maestà. Offrendo in quel luogo a Dio il sacrificio incruento, mi sono ricordato, o meglio, mi sono reso conto che il Cristo Signore fa il miracolo della Trasfigurazione ogni giorno, non solo davanti agli Apostoli prescelti, ma davanti a tutti i presenti, in tutti i nostri santi templi, durante la santa messa, ove, benché non manifesti apertamente lo splendore della Sua gloria e maestà, operando la transustanziazione del pane in carne e del vino in sangue, risveglia la nostra fede agli stessi sentimenti che ebbero gli apostoli sul Monte Tabor.

Il santissimo sacramento è la manifestazione dell’illimitata misericordia di Dio. La misericordia
di Dio consiste nel rivolgersi del creatore alle creature, allo scopo di farle uscire dalle miserie
e cancellare le mancanze. Ebbene, nel santissimo sacramento dell’altare, la parola eterna,
“per la quale tutto si è fatto”, non solo si rivolge, ma si offre come dono perfetto alla gente, donandosi continuamente con la Sua somma saggezza, potenza e generosità. “Prendete
e mangiatene, questo è la mia carne”
 – dice il Salvatore.

Com’è straordinaria questa espressione! Nutrirsi di Dio, incarnare in sé Dio, diventare il tabernacolo vivente di Dio, ricevere il corpo di Gesù, il quale morì sulla croce, giacque nella tomba, salì al cielo, siede alla destra del Padre, ove è la gioia degli angeli, la gloria del cielo,
lo stupore degli spiriti benedetti. Assieme al corpo c’è il sangue, l’anima e la divinità, che ne sono inseparabili. “Fate questo in memoria di me” – cioè prendete il pane, dite come dico io: 
“Questo è il mio corpo”
 e, in quel momento, il pane diventerà il Mio corpo sulle mani di tutti
i sacerdoti senza eccezione, perché la potenza delle Mie parole non dipende dai meriti di colui che le pronuncia.

Questo sarà il Mio corpo per tutti i secoli, in tutti i luoghi, Mi moltiplicherò su milioni di altari,
in miliardi di ostie e particelle, però in ognuna rimarrò intero, vivo, presente con umanità e divinità. Come si può estrinsecare la perfezione di quel dono misericordioso, come paragonarlo con qualunque altro? Gli altri doni di Dio, anche tutti i sacramenti trapassano, ma il santissimo sacramento è un dono continuo che dura in ogni momento, sia di notte sia di giorno,
fino alla fine dei tempi. Egli rimane con noi pronto ad ascoltarci, continua ad intercedere per noi presso al Padre celeste, a contemplare le Sue perfezioni, a lodarle, si umilia nel nostro nome per dare gloria a Dio, continua a ringraziare nel nostro nome, implora il perdono dei nostri peccati, ricompensa e rende soddisfazione, incessantemente si offre come il nostro mediatore davanti
al Padre celeste, per allontanare il colpo della giustizia ed ottenere la misericordia.

Quando il nostro emisfero è sommerso nel sonno, nell’altro emisfero i sacerdoti tengono in mano l’olocausto per i peccati del mondo. In tal modo il nostro mediatore è continuamente sospeso
tra il cielo e la terra dinanzi al Padre celeste, coprendo il mondo peccaminoso con le sue piaghe come lo vide suor Faustina in un’estasi. Noi lo dimentichiamo, Egli non cessa di ricordarsi di noi; noi lo offendiamo, Egli persiste ad offrirsi per noi; noi lo attristiamo, Egli ci consola; noi cadiamo sotto i colpi delle tentazioni, Egli continua ad alzarci, ci fortifica e ci chiama: “Venite da me che siete affaticati ed oppressi ed io vi darò sollievo”.

Possiamo, perciò, arguire che il Santissimo Sacramento è un dono continuo della misericordia; che il nostro cuore sarebbe duro, se non si spronasse all’amore ed alla gratitudine sempre
più grande verso Gesù, nostro Signore e la santa comunione, ricevuta in maniera sempre più dignitosa. Ella è un tesoro infinito di grazie che possiamo ricavare ininterrottamente senza mai diminuire, con cui possiamo ripagare i nostri debiti e soddisfare le nostre necessità e quelle
del mondo intero.

La misericordiosa offerta da Cristo, nostro Signore alla gente, nel santissimo sacramento,
è la manifestazione della saggezza, della potenza e della generosità divina. La saggezza
sta nel trovare il fine adeguato ed i mezzi che consistono in tutto ciò che troviamo nel sacramento dell’Altare. Il Signore Gesù è tornato al Padre, però non ci abbandona, ha nascosto il suo splendore sotto il velo eucaristico, donandoci la possibilità di esercitarci con fede in ciò che non vediamo, ci insegna, indossando su di Sè la semplice forma del pane, la semplicità e la modestia nel modo di vestirci, ci insegna l’umiltà, la vita nascosta, il distacco dal mondo, il sacrificio e il rinnegamento della propria volontà, nell’obbedienza, il rinnegamento dei beni materiali, nella povertà; ricevendoLo sotto la forma di nutrimento, c’incoraggia ed esercita non solo a rimanere strettamente uniti a Lui, ma a lasciarci costantemente trasformare e edificare.
La saggezza eterna ci ha preparato una lezione esplicita sulla misericordia di Dio, che continua
a persistere, a rialzare l’uomo volto a partecipare alla vita divina ed all’unione sempre più stretta col Redentore.

La potenza divina si manifesta nei miracoli che si ripetono continuamente nel santissimo sacramento: il miracolo della trasfigurazione del pane nell’essenza del corpo di Cristo
e del vino nell’essenza del Suo sangue, il miracolo della presenza Sua sugli altari, senza cessare di rimanere nel cielo, il miracolo della Sua presenza in ogni particola, anzi, in ogni particella,
il miracolo della forma del pane e del vino che mantengono il proprio gusto e colore, il miracolo che tutto ciò succede dopo che il sacerdote ha pronunciato sull’altare le parole di consacrazione.

Sant’Agostino, riflettendo sulla potenza divina che si manifesta nel sacramento dell’altare, escalmò:“Iddio, benché Tu fossi il più saggio, non potresti fare niente di migliore; sebbene Tu fossi onnipotente, non potresti fare niente di più perfetto; ancorché Tu fossi il più ricco, non avresti niente di più prezioso che il Santissimo Sacramento”. San Giovanni apostolo, nel suo Vangelo, fin dall’inizio, parla della Parola Eterna, che si fece carne e venne ad abitare in mezzo noi e, cominciando il racconto dell’Ultima Cena, in cui fu instaurato il Santissimo Sacramento, innanzitutto ricorda che Dio  Padre aveva dato, nelle mani del Figlio, ogni potenza e forza.

Riconosciamo la generosità di uno che ci ama dal dono offertoci, particolarmente quando non c’è dovuto e quando non aspettiamo niente da costui. Da Gesù nostro Signore non c’è dovuto niente; nonostante ciò, Egli ci dona non solo le grazie, ma se stesso. Ci si dona in un modo che rovescia tutte le leggi della natura, tramite i miracoli più straordinari, umiliandosi per la sua misericordia, sopportando disonore, insulto, sacrilegio, come risulta dal giorno in cui ha stabilito il santissimo sacramento. Che cosa aspettava? Sapeva che dalla gran parte della gente avrebbe ottenuto indifferenza, tiepidezza, abbandono, talvolta le peggiori insolenze e bestemmie. Malgrado
ciò lo accettò per la sua misericordia.

Mediante il sacramento dell’altare, continua a mantenersi la relazione tra il cielo ed il purgatorio. Per un verso il Salvatore, nell’offerta della santa messa, si dona al Padre celeste per l’umanità, per alto verso il Padre celeste ci dona il Suo Figlio nella santa comunione, la cui l’efficacia si stende su vivi e morti. Ai vivi dà forza, consolazione e gioia, alle anime sofferenti nel purgatorio, tramite le nostre preghiere, dà sollievo, li addolcisce nelle sofferenza. L’esperienza ci convince
di questa verità. L’anima che vede che Dio le si dona per prima, sente come la cosa giusta donarsi a Lui completamente. Non solo lo desidera, ma è piena di buona volontà e di santo zelo che
la trasformano, che le fanno trovare la gioia, nei sacrifici, e la forza, per superare gli ostacoli.
Il Sacramento dell’Altare non solo rialza l’anima, ma anche indebolisce il nemico, perché come dicono i Padri del Concilio di Trento, indebolisce il fuoco della passione e decresce l’impulso della carne.

Oh, quale tristezza ci sarebbe stata senza il santissimo sacramento! Nelle Chiese niente  avrebbe parlato al nostro cuore (come si vede nelle chiese protestanti). Il mondo sarebbe stato un esilio senza la consolazione nelle sofferenze, senza la luce nelle tenebre e senza consiglio nei dubbi.
Il santissimo sacramento, invece, cambia tutto in gioia: le chiese diventano il paradiso, ove si può pregustare la patria ed ove si può inneggiare con il salmista: “Quanto sono amabili le tue dimore,
\ Signore degli eserciti! \ Il mio cuore e la mia carne \ esultano nel Dio vivente.”
 (Sal 84, 2.3b)

Come siamo felici malgrado le calamità dell’ambiente.
Come siamo sicuri, nonostante i pericoli.
Come siamo ricchi, anche se la miseria ci circonda!
Come siamo forti, malgrado l’enormità dei nemic!
Come siamo gioiosi, a dispetto del fiume di lacrime!
Come sono straordinarie la gloria e grandezza in noi, nonostante l’umiliazione e il disprezzo.
Dio ci rende onore, scendendo dalla dimora della Sua gloria per poterci visitare ed esserci compagno nel nostro pellegrinaggio. Per Sua misericordia, ogni giorno si ripetono questa discesa e visita Sua in tutti i templi: anche adesso, in vari posti, Egli si fa  quasi prigioniero solitario perché possiamo avere facile acceso a Lui, perché Egli possa ascoltare le nostre richieste.
Quale questa gloria è per noi!

Tramite il santissimo sacramento si realizza la comunione dei santi sulla terra, nel cielo e nel purgatorio. Come due misure equivalenti ad una terza sono uguali tra di loro, così tutte le anime che ricevono lo stesso corpo del Salvatore nell’unico amore di un solo sposo, si uniscono strettamente, nonostante lo spazio terreno ed il diverso stato di vita dopo la morte. In Lui ci uniamo con i santi nel cielo, da cui otteniamo aiuto. In Lui ci uniamo anche con le anime del purgatorio ed a loro assicuriamo consolazione e refrigerio. “Per ipsum, cum ipso, et in ipso
– per Cristo, con Cristo ed in Cristo si realizza la comunione dei santi come professiamo
nel nostro Credo.

I santi nel cielo gioiscono soprattutto per l’umanità di Cristo, sempre presente anche nel santissimo sacramento, per il Suo dolcissimo volto, sorgente di ogni loro bellezza, bontà e felicità, per il Suo cuore, la cui la misericordia essi hanno sperimentato su di sé. Gioiscono delle Sue ferite, attraverso le quali leggono con quale prezzo sono stati ripagati i loro tradimenti. Come un naufrago sopravvissuto, quando già nel porto, con gioia e gratitudine, rinfrancato dal timore dei pericoli passatiti, si stringe ai piedi di colui che si è gettato nella corrente per salvarlo,  con lo stesso trasporto essi inneggiano quegli inni di ringraziamento che Giovanni sentì e scrisse nell’Apocalisse: “A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli” (Ap 5, 13) “(…) perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra.” (Ap 5, 9).

Anche noi sulla terra gioiamo della presenza del Cristo-Uomo sui nostri altari e, pur non vedendoLo direttamente, grazie alla fede, vi ritroviamo i Suoi tratti con le perfezioni divino-umane e, tramite Lui, ci uniamo ai santi nel cielo e alle anime che del purgatorio, sotto la sua giustizia,
e intercediamo per loro alla Sua misericordia.
Nel santissimo sacramento veniamo continuamente innondati dalla misericordia di Dio.
Ciò ci obbliga a rispettarLo e amarLo, a fare la santa comunione di frequente ed in modo degno,
a visitarLo nella Chiesa.

Quanto è terribile questo luogo!” (Gn 28, 17) disse Giaccone, dopo essersi svegliato dal sonno
in cui aveva visto la scala che univa la terra al cielo. Tanto più può rispettare queste parole un cristiano credente di fronte al tabernacolo, in cui viene conservato il santissimo sacramento. “Questa è proprio la casa di Dio” (Gn 28, 17), cui si deve la somma gloria. Quanto più il Signor
Gesù si umilia nel santissimo sacramento, tanto più dobbiamo renderGli onore.

Il Padre celeste ce ne diede esempio, quando fece scendere gli angeli verso la mangiatoia
del figlio, perché onorassero il re dei re e perché annunziassero la Sua gloria a quanti abitavano nelle vicinanze. Sulle rive del Giordano aprì il cielo e rese testimonianza ai peccatori del Suo amatissimo figlio, di cui si era compiaciuto. Quando la malizia umana Lo inchiodò in croce
e Lo coprì di sommo disprezzo, il Padre celeste fece oscurare tutta la terra, resuscitare i morti, mentre un terremoto  spezzava le rocce.
Questo ci spiega quanto grande dovrebbe essere il nostro amore nei confronti del Signore Gesù, che si è umiliato nel santissimo sacramento, perché lì davvero si è voluto umiliare. Nella mangiatoia almeno aveva la forma di un neonato, sulla croce conservava la forma umana,
invece qui non ha più niente di simile all’uomo e tanto meno a Dio. Agli occhi umani ha una forma poco pregevole, in cui, comunque, è nascosto un raggio della stessa grandezza che illuminò Mosè sul Monte Sinai ed i discepoli sul Monte Tabor.

Questa particola sulla patena contiene Dio infinito, che i cieli non sono in grado di racchiudere
in se stessi. Quanto grande è la Sua umiliazione, per cui tante anime pie, tra cui suor Faustina, videro gli eserciti degli angeli rendere onore senza sosta al re dei cieli, ivi nascosto, come san Giovanni Evangelista quando vide ventiquattro vegliardi con quattro esseri viventi di fronte
al trono (Apocalisse 4 e 5.6)!

Tutto questo ci fa capire quale dovrebbe essere il nostro rispetto nei confronti del santissimo sacramento. Qui, davanti al quale tutto il cielo trema e Gli rende onore, possiamo noi stare
con la mente dispersa ed il cuore indifferente, con un vestito inadeguato e futile?. Non siamo soltanto i servi del Signore, ma anche debitori di fronte al giudice, creature di fronte al creatore. Noi siamo polvere e cenere della terra.
Perciò santa Teresa di frequente ripeteva in monastero: “Mie sorelle, dovreste essere di fronte
al Santissimo Sacramento come le anime benedette nel cielo
”. Suor Faustina, invece, di fronte al santissimo sacramento sempre, quando nessuno la guardava, rimaneva in ginocchio con le mani incrociate. Da un tale rispetto esteriore sgorga l’effusione della pietà interiore, perché un atteggiamento esteriore influisce sul raccoglimento, e Dio lo ripaga subito e rende in sovrabbondanza all’anima la grazia della pietà e dello zelo. Da un tale rispetto deriva anche l’insegnamento necessario al prossimo, un certo tipo di apostolato verso coloro che ci osservano. All’opposto la mancanza di rispetto in chiesa o cappella, troppa libertà, sussurrio raffreddano
ed inibiscono la pietà negli altri e, in certi casi, causano titubanza nella fede.

Il nostro secondo obbligo verso il santissimo sacramento è l’amore nei confronti di Gesù Cristo,
ivi  presente. Molte le ragioni. Lì è presente il padre della misericordia, Dio, degno d’amore tanto sulla terra quanto in cielo, ove gli angeli ed i santi, proprio nell’amarLo, trovano la più grande felicità. Lì è presente Dio, per la Sua misericordia, quale gli angeli non hanno sperimentato su loro stessi, come noi, per Sua misericordia. La riflessione su questo è il mezzo migliore per risvegliare l’amore. Lì è presente Dio-Uomo, il più bello ed il più perfetto tra i figli dell’uomo. Questa presenza di Cristo tra gli uomini ha, per alcuni aspetti, di più ragione di essere che quella in cielo. Perché nel cielo non viene umiliato, si trova al Suo posto, all’apice della gloria, che riceve dagli angeli e dai santi per i quali, come ho già detto, la sua umanità è fonte di felicità permette inesprimibile.

Qui per sua misericordia discende dall’alto, si dona ai peccatori, che non lo amano, di parlare
con Lui, di riceverLo, pur esposto a disprezzo, ingiuria e sacrilegio. Nel cielo è come il re sul suo trono, invece qui si fa la vittima per i peccatori,  per i servi che si sono ribellati; si fa il mediatore che implora la misericordia e li protegge dalle pene divine. Oh, come siamo poco o niente riconoscenti, se non siamo pieni d’amore verso il nascosto prigioniero eucaristico, a cui ci abituiamo e che totalmente dimentichiamo! Per questo bisogna esaminare il proprio comportamento ed imitare Santa Maria Maddalena de Pazzi, Santa Catterina di Siena, Santa Teresa e gli altri cuori giusti che avevano un grande amore verso il santissimo sacramento.

L’amore dovrebbe dare un valore ad ogni momento che possiamo trascorrere in adorazione
in chiesa oppure almeno col pensiero volto al santissimo sacramento, durante il lavoro. L’amore ci spinge a fare un’ora santa, durante la giornata o almeno per settimana, dove offrire tutte le nostre azioni (preghiere, impegni, passatempi) al prigioniero eucaristico, in espiazione dei peccati. L’amore fa sì che, nonostante i lavori più impegnativi, l’anima si unisca a Lui con le giaculatorie. Gli offre le sue sofferenze, umiliazioni, difficoltà e pesi. Prima di tutto l’amore ci prepara ad ascoltare degnamente la santa messa, durante la quale viene celebrata l’eucarestia e si compie quella meravigliosa trasfigurazione che ci spinge alla nostra trasfigurazione interiore, ad estirpare i vizi, le imperfezioni e tanto di più i peccati e ad innestare e praticare le virtù che sono necessarie, anzi indispensabili a rinnovare l’immagine e la somiglianza divina. Lo potremo fare esclusivamente in unione con Cristo Signore, se Lo riceviamo spesso e devotamente nella santa comunione.

Il terzo obbligo nostro verso il santissimo sacramento comporta l’impegno a una frequente
e degna comunione, che è un mezzo salvifico sia per l’ anima sia per il corpo. Anche se il peccato originale viene tolto con il santo battesimo e i peccati commessi col sacramento della penitenza, nella natura umana rimangono le ferite dell’ignoranza, la ferita della debolezza e dell’inclinazione al male della volontà, le ferite della concupiscenza carnale, dei desideri e del disordine in tutta la natura, in cui non c’è più armonia tra le facoltà spirituali e corporali: le facoltà corporali disobbediscono alle facoltà spirituali, le quali, a loro volta, disobbediscono alla volontà divina. Nessuno con i propri sforzi è in grado di far ritornare tale armonia.

Soltanto la cura divina, che agisce piano piano, come un rimedio, può arrivare a tal fine.
Tale cura sta nel ricevere frequentemente la santa comunione, perciò il Signor Gesù disse: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”, vivrà qui, sulla terra, una vita piena, armoniosa, divino-umana e, dopo la morte, nella gloria eterna. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, anche se muore, vivrà in eterno”.

Tramite la santa comunione ci uniamo in modo il più stretto possibile con il Signor Gesù – Dio abita in noi e noi in Lui, noi ci trasformiamo in Lui fino a diventare, si può dire, un solo corpo ed un solo sangue. Colui che Lo riceve degnamente è come un altro Cristo; non perché Cristo si sia trasformato in noi, ma perché noi ci trasformiamo in Lui. RicevendoLo di frequente, ci rendiamo conto che non è accettabile che la nostra lingua, su cui si poserà il corpo di Gesù, sparli oppure dica parole senza pensare; che il nostro corpo, che sarà il vivo ciborio del santissimo sacramento, sia inquinato dalla lussuria anche se minima; che il cuore, che diventerà dimora divina, abbia accesso a ciò che non è santo e puro.

Perciò si capisce che la santa comunione smorza le concupiscenze, estingue il fuoco del desiderio e così guarisce la nostra impotenza spirituale. La donna che soffriva di emorragia era sicura che sarebbe stata guarita dopo aver toccato il lembo del mantello del Salvatore.
Quanto di più coloro che non solo ne toccano la veste, ma decorosamente ricevono il Corpo ed
il Sangue del Signor Gesù. Le parole sono inadeguate e inefficaci, bisogna vivere e sperimentare
i benefici del frumento degli eletti e del vino che dà la vita alle vergini, come dice l’autore ispirato: “Chi  mangia di me, vivrà per me”. Ciò significa che la sua vita non sarà più la vita né terrena, né carnale, ma la vita di Cristo Gesù; ne imiterà umiltà, purezza, obbedienza, mitezza, povertà e pazienza. Potrà ripetere con l’Apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. San Brnardo, invece, dice: “Se sperimenti meno rabbia, invidia, impurità e le altre ingiurie, ringrazia di tutto ciò il Santissimo Corpo di Cristo Gesù”.

Per ottenere buoni effetti, bisogna ricevere il santissimo sacramento degnamente. Soprattutto bisogna prepararsi bene, sia per il Signore sia per noi stessi; per il Signore, perché stiamo per ricevere il re dei re, per noi stessi invece, perché la comunione, senza preparazione, è causa
di condanna. Non è possibile leggere senza tremore la parabola evangelica sul commensale
al banchetto nuziale, che, privo dell’abito nuziale, fu gettato fuori, con le mani e i piedi legati,
nelle tenebre, ove è pianto e stridore di denti.
Questo abito nuziale è, per noi, la grazia santificante, cioè la libertà dal peccato mortale
e l’intenzione pura. I peccati veniali, che senza la grazia particolare non si possono evitare,
non sono in sé un ostacolo, perché il Signor Gesù li toglie con la Sua presenza. Se non sono volontari, commessi con consapevolezza e volontà cattiva (per esempio l’attaccamento alle creature dovuto dalle occasioni liberamente scelte, le piccole rabbie, maldicenze ecc.), possono talvolta costituire un ostacolo che almeno abbassa se non toglie addirittura gli effetti buoni della santa comunione.

Bisogna, allora, prendere su serio quel grande pensiero: “Mi preparerò alla santa comunione
e perciò durante questa preparazione decido di compiere devotamente tutte le mie azioni di sera, di notte e di mattino; occorre compiere di frequente atti d’amore verso Dio e chiedere se stessi chi è Colui che verrà a me e perché  lo farà? Chi sono io?”. Alla fine bisogna risvegliare in sé il desiderio di ricevere il Signore Gesù e, quando non lo sentiamo, chiedere questa grazia, offrendo in cambio l’atteggiamento della Santissima Vergine e di tutti i santi.

Ricevendo la santa comunione, bisogna risvegliare l’ atto di fede, di speranza e carità, dolore, desiderio ed avvicinarsi con la grandissima umiltà, piena di rispetto, ripetere, non solo con e labbra ma con attenzione, le parole del centurione oppure quelle del figlio prodigo: “Ho peccato contro il Cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Lc 15, 19).
L’amore pieno di fiducia sarà il coronamento della preparazione ed accompagnerà lo stesso atto. Talvolta non sperimentiamo tale amore, allora possiamo chiederlo con fiducia: “Gesù, confido in Te” Tuttavia l’amore di Dio non sta nel sentimento, ma si racchiude nella volontà e nella disponibilità a servirLo e dedicarsi totalmente a Lui.

Subito dopo la santa comunione, evitiamo di parlare e, nel raccoglimento, ascoltiamo ciò che
ci dice Gesù Cristo in un momento così prezioso e seguiamo il movimento della grazia. Dopo risvegliamo in noi l’atto di adorazione, di meraviglia e amore. Umiliamoci di fronte all’infinita grandezza del Salvatore, offriamo lode agli angeli e ai santi per completare i nostri onori indegni. Restiamo affascinati dalla misericordia di Dio che si abbassa alla miseria della creatura. Desideriamo appartenere solo a Gesù, rinneghiamo tutto ciò che è terreno.

Successivamente manifestiamoo un atto di ringraziamento per quell’inesprimibile misericordia
e supplichiamo lo stesso Salvatore affinché ringrazi il Padre celeste da parte nostra, che siamo indegni. Chiediamo con semplicità e fiducia, presentiamo a Lui sinceramente le nostre miserie
e le varie mancanze, le necessità del prossimo, dei compatriotti dispersi nel mondo intero e dei sofferenti, le necessità dei  nemici e alla fine quelle di tutto il mondo. Questo è un momento in cui possiamo chiedere e ricevere tutto. Poi possiamo offrire noi stessi, tutto ciò che abbiamo e che siamo perché ci guidi secondo la Sua volontà.

Alla fine facciamo un proposito adeguato, che dovrebbe essere frutto della santa comunione.
Tali atti dovrebbero durare circa mezz’ora. Si può accorciare quel tempo solo in caso di urgenza però, anche in tal caso, bisogna continuare, di ritorno dalla chiesa oppure durante il lavoro o durante un dialogo inevitabile con un’altra persona. Diamo importanza al ringraziamento dopo la santa comunione, perché lo esige la religiosità, la gratitudine ed il nostro proprio interesse, perché in questi momenti l’anima sperimenta la più grande dolcezza nel rapporto col Signore Gesù. Allora Egli è disposto ad illuminarla molto volentieri, a riscaldarla, commuoverla, allora quel sacramento porta i frutti. Chi trascura il ringraziamento, ostacola la grazia, imita un povero che non vuole accettare l’elemosina che un ricco gli sta per dare.

La comunione senza la preparazione e senza il ringraziamento adeguato non solo non porta frutto, ma anche danno, causando la tiepidezza spirituale volontaria. Allora colui che la riceve non esce dai vizi, non fa progresso nel cammino della virtù, abusa delle grazie divine di cui dovrà rendere conto. Per tale anima la religione non rappresenta nessun valore, diventa fredda, come marmo, insensibile e dura, come una pietra. Tale uomo non fa nessun tipo di penitenza,
cerca la consolazione nelle creature, non pensa alla santificazione ed è incline alla caduta. “Perché tu sei tiepido, cioè nè caldo nè freddo” dice lo Spirito Santo (Apocalisse 3,16).

Attualmente tante persone rimangono senza la santa comunione nei luoghi lontani dalle chiese
e dai sacerdoti, per esempio in prigione, in lavoro, durante le vacanze ecc. Ciononostante si può usufruire dei frutti buoni di cui parlavo sopra ricevendo la comunione spirituale. Essa consiste nel fervente desiderio di ricevere il Signore Gesù, mossi da un amore che ci riempie il cuore. Quella comunione di desiderio, chiamata la comunione spirituale, è molto utile all’anima, perché risveglia l’inclinazione alle cose divine ed il desiderio a una vita perfetta, dà la forza di esercitarsi nelle virtù e talvolta porta più profitto della stessa comunione sacramentale, se ricevuta con meno amore. Oltre a ciò può essere ricevuta in qualsiasi luogo, non solo nelle chiese e nella cappella, ma anche a casa, durante il lavoro ed, in modo particolare, durante la visita del santissimo sacramento.

Il modo di ricevere la santa comunione è il seguente: in quel momento ci raccogliamo
e col pensiero ci mettiamo di fronte al tabernacolo dove è racchiuso il santissimo sacramento. Risvegliamo gli atti di fede, di speranza, di amore, di dolore, di lode e di desiderio. Raffiguriamo con il pensiero il sacerdote che ci dà il santissimo sacramento. RiceviamoLo in spirito con grande umiltà, rispetto ed amore fiducioso. Rendiamo poi grazie, come dopo la Comunione sacramentale. Proprio con la comunione spirituale l’angelo del Signore nutrì suor Faustina tredici volte durante la sua malattia, rivelandole come fosse gradita a Dio tale pratica, che voi, serve della misericordia di Dio praticherete e verso cui incoraggerete altre anime di buona volontà.

La visita al santissimo sacramento è il nostro quarto obbligo verso Gesù, prigioniero eucaristico. Se Gesù fosse venuto visibilmente in un luogo sulla terra, come fece in Giudea, e lì avesse parlato con quelli a cui Egli avesse fatto una visita, senza dubbio avremmo considerato obbligo, ma anche motivo di gioia poter raggiungerLo. E se si fosse seduto tra di noi, nella nostra città, ed avesse detto: “Venite a me, mi piace molto intrattenermi con voi”, sicuramente avremmo considerato degno di pena colui che non Gli fosse andato incontro. La fede, però, ci assicura che in ogni santissimo sacramento abbiamo lo stesso Gesù, davanti al quale si sono presentati i tre magi
per prostrarsi alla Sua presenza, davanti al quale si inginocchiano tutti gli angeli e che ci invita: “Venite da me tutti”, “Chiedete e vi sarà dato”, “I miei tesori sono inesauribili”. “Qui riceverete le grazie non solo per voi stessi, ma anche per i vostri vicini, per le anime del purgatorio e per il mondo intero”. La chiesa ci incoraggia a tale pratica.

Il modo presentarci a visitare il Signore Gesù nel santissimo sacramento può variare, però sempre deve esserci la pietà esteriore ed interiore. La prima è condizione indispensabile alla seconda,
la quale, invece, condiziona la possibilità di trarre profitto dalla visita. Prima dobbiamo raccoglierci e risvegliare la gioia di poter passare un attimo in compagnia con Signore Gesù.
Successivamente rendiamo lode esteriore ed omaggi interiori. Dopo parliamo con Gesù, con  semplicità, di tutto ciò che ci indica il cuore, esprimiamo la nostra gioia e tristezza, le difficoltà
e le preoccupazioni. E se non sappiamo che cosa dire, esprimiamoci con semplicità, umiliandoci di fronte a Lui nella nostra miseria, Gli presentiamo le nostre richieste, quali mendicanti ai piedi
di un ricco, le nostre necessità e quelle della chiesa, quelle della patria, del nostro popolo,
del prossimo e dei nemici.

Passiamo di seguito a riflettere sulla vita del Salvatore nel santissimo sacramento, sulla lode che Egli rende al Padre, sulla Sua misericordia, mitezza e pazienza verso gli uomini, sulla Sua umiltà, povertà e mortificazione, e facciamo il proposito di vivere secondo nobili esempi. Allontaniamoci dal santissimo sacramento, lasciamo il nostro cuore nel ciborio e controlliamo i sensi per non dissipare e disperdere le grazie ricevute. Se il tempo ce lo permetta, recitiamo una diecina del rosario. Compiendo i suddetti obblighi verso il santissimo sacramento, voi, quali serve della misericordia di Dio diventerete sempre più perfette, trasformandovi interiormente. A questo invita il Signore Gesù nella Sua trasfigurazione, in ogni santa messa.

Vi auguro questo e con questa intenzione prego  per voi senza sosta.
Dedicato a Dio da don Michele

LETTERA V
LA DIREZIONE SPIRITUALE

Gesù, confido in Te!
Carissime sorelle in Cristo, la solennità di Cristo Re dell’universo ricorda al mondo che Gesù, nostro Signore, è il sommo sovrano sulla terra, alla cui l’autorità sono sottomessi ogni uomo,
ogni società, ogni nazione e ogni stato, che inoltre Egli governa ogni anima, particolarmente quella che aspira alla perfezione, pur tramite il suo vicario, confessore oppure padre spirituale. Perciò, quando Paolo si convertì, Gesù stesso non gli rivelò i Suoi progetti, ma lo rimandò
da Anania, perché sentisse dalla sua bocca quanto doveva fare.

La perfezione è una lunga ed ardua scalata in alto, su un ripido sentiero, circondato da  abissi. Avventurarsi in quel percorso, senza una guida esperta, è una grande imprudenza, perché
è molto facile lasciarsi trascinare dalle illusioni, per quanto riguarda lo stato dell’ anima. Occorre un medico spirituale, capace di diagnosticare lo stato di salute della nostra anima, per poterci indicare un rimedio efficace. Poichè non siamo neppur in grado di essere artefici della nostra propria salute corporale, tanto di più non lo siamo di quella spirituale.

Il direttore spirituale è necessario ai principianti, perché li sostenga nell’esercizio della penitenza e ne attenui il fervore iniziale, perché, nei momenti delle consolazioni spirituali, li avverta che esse non dureranno per sempre, viceversa, nel momento del dubbio, li consoli, calmi e fortifichi, spiegando che la desolazione spirituale è un mezzo ottimo per consolidare l’anima sulla via della virtù e per purificare il nostro amore. Tanto di più occorre il padre spirituale sulla via illuminativa, per poter discernere le virtù necessarie ed indicare gli esercizi ed i metodi per farle crescere, prevenire lo scoraggiamento, confortare, incoraggiare alla continua tensione nello sforzo,
indicare il frutto che ci aspetta, dopo aver superato la prova.

Ancora di più occorre il padre spirituale quando bisogna salire sulla via unitiva, quando bisogna custodire in sé, con i sacrifici ed l’accondiscendenza continua alle ispirazioni della grazia, i doni dello Spirito Santo, che vanno distinti dalle istigazioni di satana e della propria natura inquinata, cosa che l’anima non è in grado di fare da sola. Nella formazione spirituale dell’anima,
la presenza del padre spirituale è indispensabile. La confessione si limita a riconoscere
le proprie colpe. La direzione spirituale si estende molto oltre. Cerca il fondamento del peccato,
le inclinazioni profondamente radicate in noi, fa riferimento al temperamento, alle tentazioni,
alla imprudenza; lo fa per trovare un rimedio che combatta la malattia alla radice.

Per lottare in modo efficace con i nostri vizi, il direttore spirituale indica le virtù opposte
ad essi, sia quelle comuni a tutti i cristiani, sia quelle particolari ai vari gruppi delle persone,
aiuta a trovare i mezzi migliori nella pratica delle virtù, negli esercizi spirituali (la riflessione, l’esame di coscienza, la devozione particolare al Sacro cuore di Gesù, alla Maria Vergine, ecc.). Aiuta anche a discernere la propria vocazione e dopo aiuta a capire i compiti di ogni stato.

Perché il direttore spirituale possa guidare l’anima sulla retta via, dovrebbe conoscere le vicende più importanti della sua vita, i peccati più frequenti, gli sforzi sostenuti per uscirne, i risultati ottenuti, per sapere come ancora conviene operare. Dovrebbe inoltre essere a conoscenza della disposizione attuale, delle inclinazioni, ripugnanze, stile di vita, tentazioni e tattica di combattimento, delle virtù necessarie e dei mezzi per acquistarle. La persona che vuole usufruire della direzione spirituale deve presentare tutto alla sua guida.

Allora il direttore spirituale può più facilmente preparare un programma adeguato allo stato dell’anima, perché tutte le anime non possono essere guidate allo stesso modo, bisogna adeguarsi al livello in cui uno si trova per poterlo aiutarlo ad andare in alto, senza fretta, sul sentiero ripido della perfezione. Alcune anime sono più ferventi ed inclinate al sacrificio, altre invece più quiete
e più lente, in quanto non tutte sono chiamate allo stesso grado di perfezione. Perciò sbagliano molto coloro che vogliono che uno solo padre spirituale guidi (per esempio in una congregazione) in modo uguale, che formi tutti secondo lo stesso modello e assicuri a tutti la stessa direzione. Questo è assolutamente impossibile e, ovunque venga praticato, porta danno al progresso delle singole anime, anzi, quell’ atteggiamento contrasta con il diritto canonico.

Non vi parlerò delle qualificazioni dei direttori spirituali, né dei loro compiti, che loro devono conoscere; menzionerò solo che dovrebbero essere caratterizzati dalla bontà, dalla scienza necessaria, ma soprattutto dalla prudenza, dalla prudenza soprannaturale, rafforzata dal dono
del consiglio dello Spirito Santo, che sia il padre spirituale sia le anime guidate devono pregare. Santa Teresa, avendo la possibilità scegliere tra un confessore prudente e santo ed uno prudente e saggio, per quanto meno santo, preferì il secondo. Devo qui accennare agli obblighi delle persone guidate.

Nel direttore spirituale bisogna veder lo stesso Cristo. Se com’è vero che il potere viene da Dio, tanto più vale questo nei riguardi del potere esercitato sulle anime da un sacerdote; Egli è un ambasciatore di Cristo, che esercita il potere Divino: “Siamo messaggeri di Cristo e qundo vi rammettiamo in realtà è dio che vi rammette”.

Perciò è ovvio che bisogna rispettare il padre spirituale, fidarsi in lui ed ascoltarlo. Bisogna rispettarlo come il rappresentante di Dio. Se un direttore avesse qualche vizio, non bisogna soffermarsi su questo, ma, vista la sua importanza  e la missione che svolge, evitare la critica amara quanto la familiarità esagerata.

Il rispetto dev’essere  accompagnato dalla fiducia piena, filiale e una grande apertura del cuore sincero e la fedele, disposto ad esprimere apertamente le cose buone e quelle cattive, senza pensarci troppo e senza nascondere le tentazioni e le debolezze, i desideri ed i propositi, le buone opere e le intenzioni, in poche parole tutto ciò che riguarda il bene dell’anima. Quanto più il padre ci conosce, tanto più gli è facile darci sagge indicazioni, incoraggiamenti, consolazione,
per rafforzarci, consolarci e guidarci. Le persone timide parlino delle loro difficoltà e quelle invece inclini a parlare troppo che non trasformino la direzione spirituale in una pia chiacchierata ma si limitino a riferire il necessario.

Se si vuole che la direzione sia vera, occorre l’obbedienza al padre spirituale. Non c’è niente
di peggio che eludere al direttore spirituale le proprie emozioni ed opinioni. Non c’è niente i più dannoso per l’anima perché, cosi facendo, non si cerca la volontà di Dio ma quella propria,
inoltre si elude un mezzo divino per scopi egoistici. L’unico desiderio nostro dev’essere quello
di conoscere la volontà divina, tramite l’obbedienza al nostro direttore spirituale, invece
di costringerlo costringerlo a ricorrere all’autorità con i mezzi più o meno convincenti. Si può ingannare il padre spirituale, ma non Colui il cui posto egli sostituisce. Se vediamo che un certo consiglio ci risulta difficile od impossibile da realizzare, dobbiamo dirglielo con semplicità.
Il direttore può sbagliare, ma noi non sbagliamo quando gli siamo obbedienti. Se ci consigliasse qualcosa che va contro la fede o il decoro, allora bisogna cambiare il direttore.

Si può cambiare il direttore soltanto per una ragione grave e dopo matura riflessione perché occorre una continuità della direzione, cosa che diventa impossibile se il direttore viene cambiato di frequente.
Alcune anime vorrebbero tale cambiamento solo per la curiosità di conoscerne un altro. Questo accade particolarmente quando un direttore continua a ripetere gli stessi consigli spiacevoli per
la natura dell’anima guidata. Altre invece desiderano cambiare per personale instabilità, superbia, una certa scontentezza permanente  per quello che hanno, per il desiderio di aprirsi ai vari confessori, volendo attirare attenzione, per vergogna o semplicemente per nascondere al confessore  alcune debolezze umilianti. Questi sono motivi non validi e bisogna combatterli,
se si vuole progredire con coerenza e costanza nella vita spirituale.

La Chiesa sempre di più insiste sulla libertà dell’anima nella scelta del confessore. Le opinioni però variano, fino a non riconoscere la direzione spirituale e a rigettare le sue condizioni. Chi non riconosce la direzione spirituale, rifiuta il progresso spirituale e allo stesso modo la santità, perché solo in casi eccezionali, quando vengono a mancare i direttori, lo stesso Dio diventa il padre spirituale delle anime elette.

Quando ci sono le ragioni sufficienti per cambiare il direttore, non bisogna ritardare ad andare
da un altro.Tale ragioni possono essere seguenti: quando, nonostante gli sforzi, non siamo
in grado di avere rispetto, di essere aperti e fiduciosi nei confronti del direttore, perché allora sarebbe  impossibile usufruire dei suoi consigli, quando veniamo a sapere che il direttore ci allontana dalla perfezione a causa delle sue idee troppo mondane, oppure per la sua simpatia troppo vivacemente visibile, con prove palesi in alcune circostanze; quando siamo sicuri che
al direttore mancano scienza, prudenza e previdenza necessarie. Per poter cambiare il direttore
non occorre sapere che le nostre accuse sono giuste od ingiuste, basta che ci portano danno.

Queste riflessioni mi sono venute in mente all’approssimarsi della ricorrenza della festa di Cristo Re. Condividendole insieme a voi, vi auguro che Cristo, tramite i direttori spirituali, regni nei cuori degli adoratori della Misericordia e a loro doni la Sua benedizione.

Don Michele Sopocko

 

 

“Ogni atto di venerazione della Divina Misericordia deve essere un’espressione di fiducia e deve essere legato alla pratica della misericordia verso il prossimo, se al devoto della Misericordia deve assicurare tutti quei benefici che Gesù ha legato a tale devozione” (R., p. 19).

 

Venerazione dell’immagine di Gesù Misericordioso

Il disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina nella visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella – scrive suor Faustina – vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te” (Q. I, p. 26). Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua” (Q. I, p. 132). Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.

Agli elementi essenziali del quadro appartengono le parole poste in basso: “Gesù, confido in Te”. Gesù parlava di ciò già durante la prima apparizione a P*ock e poi a Vilnius: “Gesù mi ricordò (…) che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza” (Q. I, p. 138). Non si tratta qui del numero delle parole, ma del loro senso integralmente legato al disegno e al contenuto del quadro.

Gesù ha definito un altro particolare di questo quadro, ha detto infatti: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce” (Q. I, p. 140). La questione dello sguardo non è dunque senza importanza, se lo stesso Gesù mette l’accento su di essa, dando un significato a questo particolare. E qui incontriamo una doppia interpretazione di questo desiderio di Gesù: alcuni – e tra loro don Sopocko – leggono queste parole in modo realistico e dicono che lo sguardo deve essere diretto in basso come dall’alto della croce; altri credono, che si tratti dello sguardo che esprime la misericordia (tra loro padre J. Andrasz, il secondo direttore spirituale di suor Faustina). A seconda di questa interpretazione sono sorte – si può dire – due “scuole” di rappresentazione dell’immagine del Gesù Misericordioso: una ha il suo modello nel dipinto di E. Kazimirowski, mentre la seconda nel dipinto di A. Hyla, del santuario della Divina Misericordia a Cracovia.

Senza significato invece sembra essere la questione dell’altezza della mano destra. Don M. Sopocko credeva che la mano dovesse essere alzata solo all’altezza della spalla. Nel Diario invece troviamo solo questo: “La mano destra è alzata per benedire”. E’ la cosa più importante, mentre invece se la mano è alzata all’altezza della spalla oppure più in alto, non ha alcun significato per il contenuto del quadro.

Quale è il significato di questo quadro?

Il cosiddetto “luogo teologico” è stato indicato dallo stesso Gesù, legando la benedizione del quadro e la sua pubblica venerazione alla liturgia della prima domenica dopo Pasqua. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo sull’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e sull’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29).

A questa scena del Cenacolo si sovrappone l’avvenimento del Venerdì Santo: la crocifissione e la trafittura del Cuore di Gesù con la lancia. “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” (Q. I, p. 132). Di questo scrive san Giovanni nel 19ø capitolo del Vangelo. Gesù ha spiegato poi che “il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime” (Q. I, p. 132). San Tommaso, riferendosi ai Padri della Chiesa, unisce la simbologia dell’acqua e del Sangue con il sacramento del battesimo e con l’Eucarestia, cosa che può essere riferita anche agli altri sacramenti. “Alla luce del Vangelo di Giovanni – scrive don I. Rozycki – l’acqua e il sangue (…) stanno a significare le grazie dello Spirito Santo, che ci sono state donate per la morte di Cristo. I due raggi rappresentati sul dipinto di Gesù Misericordioso possiedono questo stesso profondo significato” (R., p. 20).

L’immagine del Gesù Misericordioso spesso viene identificata come quella della Divina Misericordia e giustamente poiché‚ nella passione, morte e risurrezione di Cristo la misericordia di Dio verso l’uomo si è rivelata con totale pienezza.

 

In cosa consiste il culto dell’immagine della Divina Misericordia?

L’immagine occupa una posizione chiave in tutta la devozione alla Divina Misericordia, poiché‚ costituisce una visibile sintesi degli elementi essenziali di questa devozione: esso ricorda l’essenza del culto, l’infinita fiducia nel buon Dio e il dovere della carità misericordiosa verso il prossimo. Della fiducia parla chiaramente l’atto che si trova nella parte bassa del quadro: “Gesù, confido in Te”. L’immagine che rappresenta la misericordia di Dio deve essere per chiara volontà di Gesù un segno che ricordi l’essenziale dovere cristiano, cioè l’attiva carità verso il prossimo. “Essa deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché‚ anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere” (Q. II, p. 278). La venerazione del quadro dunque consiste nell’unione di una orazione fiduciosa con la pratica di atti di misericordia.

Le promesse legate alla venerazione dell’immagine.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” (Q. I, p. 18): cioè ha promesso la salvezza eterna.

– “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” (Q. I, p. 18): si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

– “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte (Q. I, p. 26): ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

La generosità di Gesù non si limita a queste tre grazie particolari. Poiché‚ ha detto: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia” (Q. I, p. 141), non ha posto alcun limite n‚ al campo n‚ alla grandezza di queste grazie e dei benefici terreni, che ci si può aspettare, venerando con incrollabile fiducia l’immagine della Divina Misericordia.

La storia del quadro

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugenio Kazimirowski. Suor Faustina dette personalmente le indicazioni al pittore. Quando il quadro fu terminato, non ne rimase contenta e piangendo si lamentò con Gesù: “Chi Ti dipingerà così bello come sei?”. In risposta sentì: “Non nella bellezza dei colori n‚ del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia” (Q. I, p. 136).

Questo dipinto per la prima volta è stato mostrato in pubblico e ha avuto pubblica venerazione nel santuario della Madre della Misericordia a Ostra Brama il 26-28 aprile 1935. Ha suscitato grande interesse tra i fedeli e le sue riproduzioni negli anni della II Guerra Mondiale sono state diffuse per iniziativa di don M. Sopocko. Oggi tale quadro è venerato nella chiesa di Santo Spirito a Vilnius.

In tutto il mondo è però famoso il quadro di Lagiewniki, a Cracovia, dipinto da Adolf Hyla. Il suo primo dipinto, offerto come ex-voto per la salvezza della famiglia durante la guerra, è stato benedetto il 7 marzo 1943 e da allora nel santuario di Cracovia hanno luogo pubbliche celebrazioni della Divina Misericordia. Il quadro tuttavia era troppo grande e non entrava sull’altare, dove veniva collocato durante le funzioni alla Divina Misericordia. Per questo motivo la superiora, madre Irena Krzyzanowska ordinò al pittore un secondo quadro, che per grandezza e forma entrasse all’interno dell’altare laterale. La Domenica in Albis, il 16 aprile 1944, per la prima volta solennemente celebrata in quella cappella in onore della Divina Misericordia, padre Jozef Andrasz S J benedisse il nuovo quadro dipinto da Adolf Hyla. Esso rappresentava Gesù Misericordioso sullo sfondo di un prato e di cespugli. Nel 1954 A. Hyla ha ridipinto lo sfondo del quadro con un colore scuro e sotto i piedi di Gesù ha dipinto un pavimento.

Anche se l’immagine del Gesù Misericordioso della cappella di Cracovia – Lagiewniki non era, storicamente parlando, il primo quadro, neanche nelle cappelle della congregazione, fu proprio esso ad essere famoso per le grazie, mentre le sue copie e riproduzioni sono state diffuse in tutto il mondo. Così doveva avverarsi il desiderio di Gesù, pronunciato già durante la prima apparizione a P*ock: “Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero” (Q. I, p. 26).

 

La festa della Misericordia

E’ la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a P*ock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q. I, p. 27). Negli anni successivi – secondo gli studi di don I. Rozycki – Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Q. II, p. 345).

La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che “elargirà grazie di ogni genere” (Q. II, p. 294).

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

– che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;

– che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

“Sì, – ha detto Gesù – la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta” (Q. II, p. 278).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

– “In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene” (Q. I, p. 132) – ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: “la remissione totale delle colpe e castighi”.Questa grazia – spiega don I. Rozycki – “è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest’ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (…)E’ essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l’ha innalzata al rango di “secondo battesimo”. E’ chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia” (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione – come dice don I. Rozycki – può essere fatta prima (anche qualche giorno). L’importante è non avere alcun peccato.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che “riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia“, poiché‚ “in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto” (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che unaincomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:

– tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

– Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni – sia alle singole persone sia ad intere comunità;

– tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).

Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.

Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l’introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.

Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.

 

La coroncina alla Divina Misericordia

Questa preghiera era stata dettata a suor Faustina da Gesù il 13 e il 14 settembre 1935 a Vilnius. Nella sua cella ha avuto la visione di un angelo, venuto a castigare la terra per i peccati. Quando ha visto questo segno dell’ira di Dio ha cominciato a chiedere all’angelo di attendere ancora poiché‚ il mondo avrebbe fatto penitenza. Quando però si è trovata al cospetto della Santissima Trinità non ha avuto il coraggio di ripetere la supplica. Solo quando nell’anima ha sentito la forza della grazia di Gesù ha cominciato a pregare con le parole che ha udito interiormente (erano le parole della coroncina alla Divina Misericordia) e allora ha visto che il castigo è stato allontanato dalla terra. Il mattino dopo, entrata in cappella, Gesù ancora una volta le ha insegnato con esattezza come bisogna recitare questa preghiera. (Q. I, p. 192 – Q. I, p. 193).

Don I. Rozycki spiegando il contenuto della coroncina dice che in essa offriamo a Dio Padre “il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità” di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cioè la Sua Divina Persona e la Sua Umanità, non la stessa natura di Dio, che è comune al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e come tale non può essere offerta a Dio Padre. Possiamo invece offrire tutta la Persona del Figlio di Dio Incarnato, poiché‚ Egli stesso “ha dato se stesso per noi quale offerta e sacrificio” (Ef 5,2).

Recitando la coroncina ci uniamo all’offerta di Gesù fatta sulla croce “in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”. In essa offriamo a Dio Padre il Suo Amatissimo Figlio e dunque ci appelliamo al “motivo più forte per essere esauditi da Dio” (R., p. 27).

Sui grani dell’Ave Maria del Rosario ripetiamo: “Per la Sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero”, che significa – secondo lo spirito della devozione – appellarsi non tanto alla riparazione fatta da Cristo sulla croce, quanto alla Sua misericordia, che vuole offrirsi agli uomini.

La recita di questa preghiera è anche un atto di misericordia, poiché‚ in essa chiediamo “la misericordia per noi e per il mondo intero”. Il pronome “noi” sta a significare, secondo la spiegazione di don I. Rozycki, la persona che recita la preghiera e coloro per i quali desidera o è obbligata a pregare. Invece “il mondo intero” – sono tutte le persone che vivono sulla terra e le anime che soffrono in purgatorio.

La formula della coroncina è destinata alla recita comunitaria o individuale, senza differenza, e perciò non bisogna cambiare n‚ le persone dei verbi n‚ aggiungere altre parole. La trasformazione invece delle parole nell’espressione: “mondo intero” a “tutto il mondo” è corretta, perché‚ in nulla cambia il testo della coroncina ed è più esatta nella lingua polacca.

Gesù ha legato alla recita di questa coroncina una promessa generale e promesse particolari:

– La promessa generale legata alla Coroncina è:

“Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Q. V, p. 508). “Con essa – ha detto un’ altra volta Gesù – otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Q. VI, p. 568). La volontà di Dio è espressione del Suo amore per l’uomo, dunque tutto ciò che è in disaccordo con essa o è un male o è dannoso e non può essere dispensato neanche da Padre migliore.

– Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l’ora della morte:

“Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. (…) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita misericordia” (Q. II, p. 263). Si tratta qui della grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la grazia è recitare almeno una volta tutta la coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati. La stessa grazia – di conversione e remissione dei peccati – sarà ricevuta dagli agonizzanti, se altri accanto al

Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché‚ le preghiere in quell’ora siano esaudite:

– la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;

– deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.

“In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione” (Q. IV, p. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del culto della Divina Misericordia.

 

 

 

L’ora della Misericordia

Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato “un’ora di grande misericordia per il mondo intero” (Q. IV pag. 440). “In quell’ora – ha detto successivamente – fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia” (Q V, pag. 517).

Gesù ha insegnato a suor Faustina come celebrare l’ora della Misericordia e ha raccomandato di:

  • invocare la misericordia di Dio per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori;
  • meditare la Sua passione, soprattutto l’abbandono nel momento dell’agonia e, in quel caso ha promesso la grazia della comprensione del suo valore.
  • Consigliava in modo particolare: “in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi” (Q V, pag. 517).

Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’ora siano esaudite:

  • la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;
  • deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.

In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione(Q IV, pag. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la Volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del Culto della Divina Misericordia

 

 

Diffusione del culto della Divina Misericordia

Parlando delle forme di devozione alla Divina Misericordia don I. Rozycki menziona anche la diffusione del culto della Misericordia, poiché‚ anche a questa forma sono legate promesse. A tutti promette protezione materna durante l’intera esistenza e “tutte le anime che adoreranno la Mia misericordia e ne diffonderanno il culto (…) queste anime nell’ora della morte non avranno paura. La Mia misericordia le proteggerà in quell’ultima lotta” (Q. V, p. 508).

A tutti sono dirette dunque due promesse:

– la prima riguarda la protezione materna in tutta la vita,

– la seconda riguarda l’ora della morte.

Un particolare invito Gesù rivolge ai sacerdoti assicurando che “i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole, quando essi parleranno della Mia sconfinata misericordia e della compassione che ho per loro nel Mio Cuore” (Q. V, p. 504).

Gesù non definisce – oltre all’omelia – altri modi di diffusione del culto della Misericordia, dunque essi possono essere intesi abbastanza largamente. Essere apostolo della Misericordia di Dio significa innanzitutto dare testimonianza di vita nello spirito di fiducia in Dio e di misericordia verso il prossimo. Tale esempio ci ha lasciato suor Faustina, esempio che attira gli altri alla fiducia totale in Dio infinitamente buono e onnipotente, e a fare atti di carità verso il prossimo.

 

L’Apostolato della Divina Misericordia

Nel Diario di suor Faustina si parla anche della questione della cosiddetta “nuova congregazione”. Da una lettura superficiale degli appunti dell’Apostola della Divina Misericordia si potrebbe dedurre cheGesù le ha chiesto la fondazione di una congregazione, a cui ha affidato il compito di proclamare e chiedere la misericordia di Dio per il mondo intero. Un’analisi più profonda degli scritti di suor Faustina porta invece alla conclusione che non si tratta qui di una nuova congregazione, ma di un grande gruppo di apostolato nello spirito della devozione alla Divina Misericordia, apostoli che debbono svolgere i compiti prima menzionati nel momento attuale della storia della Chiesa e del mondo.

Bisogna sottolineare che Gesù neanche una volta ha usato la definizione “nuova congregazione”. A suor Faustina diceva: “tu e le tue compagne”, “tale congregazione” oppure “questa congregazione”. Ha definito tuttavia in modo molto chiaro le sue richieste, riguardanti i compiti e lo spirito di quella comunità. “Unitamente alle tue compagne, dovrai impetrare la misericordia per voi stesse e per il mondo” (Q. I, p. 179) – ha detto Gesù. “Concilierai la terra col cielo, mitigherai la giusta collera di Dio” (Q. II, p. 8). Questa era la prima richiesta, mentre la seconda era:“Penetra nei Miei segreti e conoscerai l’abisso della Mia misericordia verso le creature e la mia bontà insondabile e questa farai conoscere al mondo” (Q. I, p. 180). Affinché‚ la misericordia divina possa essere conosciuta e diffusa efficacemente in tutto il mondo peccatore,Gesù desidera una particolare preghiera per i sacerdoti e i religiosi. “Affido alle tue cure due perle preziose per il Mio Cuore, che sono le anime dei sacerdoti e le anime dei religiosi; per loro pregherai in modo particolare; la loro forza dipenderà dal vostro annientamento” (Q. II, p. 212). Gesù ha definito invece lo spirito di questa comunità in modo molto breve, dicendo: “La vostra vita deve essere modellata su di Me, dalla mangiatoia alla morte in croce” (Q. I, p. 180).

Suor Faustina inizialmente credeva che si trattasse di una nuova congregazione, che invocasse la misericordia di Dio per il mondo, proclamasse l’infinita bontà di Dio e vivesse radicalmente il Vangelo, imitando Cristo “dalla mangiatoia alla croce”. Man mano che passava il tempo però e con nuove esperienze e illuminazioni divine, ha capito che non si tratta solo di una congregazione contemplativa, che lei stessa voleva fondare e per la quale ha perfino tracciato una regola, ma anche di una congregazione attiva, maschile e femminile e di un ampio gruppo di persone nel mondo.

Il 27 giugno 1938 ha scritto nel Diario: “Il Signore mi ha fatto conoscere la sua volontà quasi in tre sfumature, pur essendo una cosa sola” (Q. III, p. 393). Così dunque questa “nuova congregazione” possiede come “tre forme”.

La prima è costituita dalle “anime isolate dal mondo/ che/ arderanno come vittime davanti al trono di Dio ed impetreranno la misericordia per il mondo intero… Ed imploreranno benedizioni per i sacerdoti e con la loro preghiera prepareranno il mondo per la venuta finale di Gesù” (Q. III, p. 393).

La seconda “sfumatura” sono le congregazioni che uniscono la preghiera agli atti di misericordia. “In modo particolare proteggeranno dal male le anime dei bambini (…) si impegneranno a risvegliare l’amore e la misericordia di Gesù nel mondo pieno di egoismo” (Q. III, p. 393).

La terza “sfumatura” deve essere costituita dalle persone che vivono fuori dai conventi. A questo gruppo “possono appartenere tutte le persone che vivono nel mondo”, che pregheranno e compiranno azioni di misericordia, almeno una al giorno. Pur non essendo “vincolati da alcun voto”, tuttavia “parteciperanno a tutti i meriti e privilegi della comunità” (Q. III, p. 393).

Come si deduce dalla descrizione di suor Faustina, non si tratta di una congregazione in senso stretto, ma di una unica grande comunità di persone, di varie condizioni e vocazioni, che sono unite dal mistero della Divina Misericordia. E’ una comunità di persone, che attraverso la pratica della devozione alla Misericordia divina vive con lo spirito evangelico di fiducia e di misericordia e cerca di realizzare i compiti che Gesù ha affidato a suor Faustina: invocare la misericordia di Dio per il mondo e proclamare in modo particolare questo mistero di fede al mondo intero.

Gli stessi compiti – professare e proclamare la misericordia di Dio al mondo smarrito, fare opere di misericordia e invocare la pietà di Dio sull’umanità – sono stati affidati dal Santo Padre Giovanni Paolo II a tutta la Chiesa. Del resto la Chiesa ha vissuto questo spirito nei primi secoli della cristianità, di cui ci parlano gli scritti dei Padri della Chiesa.

Oggi viviamo in un’epoca di decadimento di molti valori fondamentali non solo cristiani, ma “semplicemente della morale umana, della cultura morale”. Da qui nasce l’invocazione alla misericordia di Dio e la proclamazione di questa verità di fede sembra una condizione indiscutibile per la rinascita dell’umanità e della pace nel mondo. “Per quanto forte possa essere la resistenza della storia umana, per quanto marcata l’eterogeneità della civiltà contemporanea, per quanto grande la negazione di Dio nel mondo umano, tuttavia tanto più grande deve essere la vicinanza a quel mistero che nascosto da secoli in Dio, è poi stato realmente partecipato nel tempo all’uomo mediante Gesù Cristo” (Dives in misericordia, 15).

Al centro della grande comunità di devoti e di apostoli della Divina Misericordia c’è la figura di suor Faustina. Ella, in modo perfetto, ha realizzato nella sua vita lo spirito e i compiti che Gesù ha posto davanti a lei e alla “nuova congregazione”. I tentativi di fondare la “nuova congregazione” erano per lei esperienza della “notte mistica”. Grazie ad essa suor Faustina ha raggiunto le vette della mistica ed è diventata un modello visibile della via alla santità e dell’apostolato per tutti coloro che sono attratti dal mistero di Dio e dal desiderio di rendere felici gli altri.

In Polonia e oltre i suoi confini molti sacerdoti, molte congregazioni religiose e persone laiche si sono unite in diversi modi a questa grande comunità di devoti e apostoli della Misericordia di Dio. Sono sorti e continuano a nascere nuovi istituti di vita consacrata, che si dedicano a tale scopo, gruppi di preghiera e quelli che all’orazione uniscono l’attività caritativa, vivendo nel mondo. Ci sono pure molte persone che non appartengono ad alcun gruppo, ma vivono lo spirito della devozione alla Divina Misericordia e in questo modo appartengono a quella grande comunità di devoti e apostoli della Divina Misericordia.

Speriamo che le persone coinvolte in questa opera siano sempre più numerose, poiché‚ il mondo ha bisogno di vivi testimoni di Dio e di mani unite nella preghiera per impetrare la misericordia, perché‚ – come ha detto Gesù a suor Faustina – “l’umanità non troverà pace, finché‚ non si rivolgerà con fiducia alla Mia misericordia” (Q. I, p. 132).

 

RECITA DELLA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Gesù conosce benissimo i tuoi problemi,le tue paure, i tuoi bisogni ,la tua malattia e ti vuole aiutare.Ma come fa se tu non lo invochi,non lo preghi ?E’ un Padre misericordioso che ti aspetta a braccia aperte in qualunque momento.Prendi ora la corona del rosario e pregalo di esaudire le tue necessità: vedrai continui e silenziosi miracoli nella tua vita.Affidati a Lui con la coroncina alla Divina Misericordia ,esaudirà tutte le tue richieste ……..ti toglierà la tristezza e ti darà la Sua gioia.Non temere .Ti dice : credi forse che Mi manchi l ‘onnipotenza per venirti in aiuto ? Fidati fidati fidati di Lui.

Attraverso questa preghiera noi offriamo al Padre Eterno tutta la Persona di Gesù, cioè la Sua divinità e tutta la Sua umanità che comprende corpo, sangue e anima. Offrendo al Padre Eterno il Figlio amatissimo, ci richiamiamo all’amore del Padre per il Figlio che soffre per noi. La preghiera della Coroncina si può recitare in comune o individualmente. Le parole pronunciate da Gesù a Suor Faustina, dimostrano che il bene della comunità e di tutta l’umanità si trova al primo posto: “Con la recita della Coroncina avvicini a Me il genere umano” (Quaderni…, II, 281) Alla recita della Coroncina Gesù ha legato la promessa generale: “Per la recita di questa Coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Quaderni…, V, 124 ) Nello scopo per il quale viene recitata la Coroncina Gesù ha posto la condizione dell’efficacia di questa preghiera: “Con la Coroncina otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia Misericordia”  (Quaderni…, VI, 93). In altre parole, il bene che chiediamo deve essere assolutamente conforme alla volontà di Dio. Gesù ha promesso chiaramente di concedere grazie eccezionalmente grandi a quelli che reciteranno la Coroncina.

PROMESSA GENERALE :

Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio’ che Mi chiederanno.

PROMESSE PARTICOLARI :

1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola….(Quaderni…, II, 122)

2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 – 205)

3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell’ultima lotta (Quaderni…, V, 124).

Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .

Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà.

L’ora della Misericordia

Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato “un’ora di grande misericordia per il mondo intero” (Q. IV pag. 440). “In quell’ora – ha detto successivamente – fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia” (Q V, pag. 517).

Gesù ha insegnato a suor Faustina come celebrare l’ora della Misericordia e ha raccomandato di:

  • invocare la misericordia di Dio per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori;
  • meditare la Sua passione, soprattutto l’abbandono nel momento dell’agonia e, in quel caso ha promesso la grazia della comprensione del suo valore.
  • Consigliava in modo particolare: “in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi” (Q V, pag. 517).

Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’ora siano esaudite:

  • la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;
  • deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.

In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione(Q IV, pag. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la Volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del Culto della Divina Misericordia

Gesù a Santa Maria Faustina Kowalska