LE PROFEZIE DI PAPA GIOVANNI XXIII SULLA CHIESA

Profezie di Papa Giovanni XXIII sulla Chiesa

 

Queste profezie sono state pubblicate in un libro nel 1976, è innegabile che siano autentiche. Mi auguro quindi che possano aprire il cuore e la mente a tutti quanti ma specialmente a chi continua ad indurire il proprio cuore davanti ai Segni che Dio ci ha mandato per la nostra conversione e per la venuta del suo Regno. 

 

Pur immaginando che a qualcuno potranno sembrare inventate, vi invito a controllare di persona, la data di pubblicazione del libro dell’autore che le aveva trovate.
Inoltre, moltissimi saranno i Consacrati, i Teologi, Scienziati e persone di cultura, che per ragioni di Studio, di ricerca, di informazione o semplicemente perché hanno potuto vivere durante i momenti predetti da queste profezie, potranno immediatamente confermare la veridicità delle stesse (di quelle ovviamente già Avverate) e testimoniare al mondo intero che Gesù Cristo è nella Santa Chiesa Cattolica per volontà di Dio, Uno e Trino.

Prima di lasciarvi alla lettura, vorrei concludere questa breve riflessione personale, invitando tutte le persone che non hanno ancora trovato l’Amore di Dio, a decidersi una volta per tutte a voler guardare con gli occhi della Fede, che non sono quelli del proprio corpo, nell’unica e vera Via, Verità e Vita che potrà unicamente salvarli, facendoli “rinascere a nuova vita” :

Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». (Gv 3 3-8)

Profezie di Papa Giovanni XXIII sulla Chiesa

Padre esitante dopo il Santo che già cammina agli alti altari, il Padre della Madre avanza il braccio e si aprirà al mondo.
La Madre per lui sarà grande quando sarà piccola uscirà dallo stagno accettando una breve catena.
Fiori avrà d’innanzi alla sua croce, un ombra rossa sulle spalle curve.
I suoi figli piangeranno, ma alla destra avrà due mani. Ferme e ricche di coraggio nel dire, nel comandare, nell’obbedire. Santa sarà la sua mano destra, gli darà inchiostro per condannare i chiodi in marcia i gigli a calpestare.
Ma la catena sarà più grande e la lotta più grande ma da una parte.
Il figli del Padre e della Madre saranno protetti ma soffriranno. E luci avranno acceso nella notte, nell’abbraccio della piazza. I cavalli arrivano, di fango.
Fermi alle fontane.

Tra le nubi, le più tristi, si alzerà la colomba eletta, il dodicesimo pio dal profilo di metallo.
Sola pace nella guerra, sola preghiera tra le grida.
Sette volte incontrerà il visitatore e ne vedrà il viso prima della morte. E sette volte ne porterà la rosea corona.
Nel sangue anche i poveri saranno Cristo e le stigmate sanguineranno nel dolore, sangue per il sangue. La Madre raccoglierà i greggi e non saprà difendere gli altri ovili, chiusi nei recinti, divorati dai lupi della croce usurpata.
Diffidare e combattere sempre chi usa la croce e non è figlio della Madre del Padre.
Combattere e attendere, perché sulla falsa croce l’usurpatore si crocifiggerà da solo. Solo allora sarà pace.
La Madre faticherà ad essere viva, ma vincerà le tentazioni, l’orgoglio della terrena vittoria. Combatterà il Padre e rossa sarà la sua veste bianca, fratello tra i fratelli.
Povera apparirà la Vergine Maria ai semplici e non le crederanno. Al posto dei templi allora saranno tombe.
Luce di Newa dall’Oriente, ma la Luce e sempre d’Occidente. A metà la statua.

Ingiuste accuse avrà il vicario, per la sua dignità di tacere, per il su coraggio alla prudenza che salvò il mondo. Ma il mondo volle fiori di carne, fiori dai vistosi colori, non guardò fiori di campo, silenziosi e puri. Ne mai li guarderà nel loro splendore, se mai alla fine della fine.
Il male aveva tre teste, cadde la prima.
Venne la seconda e il Padre la colpì con la Parola, più forte della spada.
La terza era nel seno della Madre da sempre, nemica della Madre e del Padre.
Le lettere di Barcellona diranno un giorno di un silenzio carico di azione e il dodicesimo sarà santo e santi più di lui mai ne verranno.
Sarà il giorno della morte del conte che fù re a Barcellona.
I gigli cadranno, rossi di sangue. Ma non saranno i garofani a immacolarsi. Triste giorno quando il pazzo sarà santo. Errore nei secoli, segreto. Il Padre della Madre sarà solo e avrà le spine.
Il figlio della terza testa se ne andrà da roma nelle nebbie. Ma tornerà a dividere.
I veri santi sono giovani, nascono a Milano.

La Colomba non chiamerà nuovi figli e la Madre ne perderà e anche figlie. Non potranno parlare e non saranno capiti i figli di San Giuseppe lavoratore. E’ presto per il loro tempo altri ne verranno e dovranno tacere.
Chi crede dovrà andarsene e il Padre della Madre non saprà tutto.
Su finte croci e in finte chiese molti parleranno per meschino potere. A Roma correranno i cani e la Madre sarà legata alle crociate. Chi non si armerà dovrà nascondersi. E i falsi figli ruberanno dal gregge.
Le guerre lontane le grida di paura. La paura sarà alibi dei lupi. E i greggi saranno più che mai greggi.
Non sempre paura della guerra.
Il male rosso colpito ancora dal Padre con la Parola. La Parola sarà più forte delle armi e morirà chi si crede immortale.
Il male rosso confonderà le genti che hanno sete e credono poi sono schiave del padrone del deserto figlio del male.
Ma Roma eterna non avrà mai colori.

Oggi è la morte del santo. Non conoscerà altari, perché santo tra i santi è chi in umiltà agisce, in silenzio prega.
O Assisi cara che ne hai visto il passato, e tu Emilia che lo hai cullato e tu Israel che gli hai dato rifugio.
Sette Rosari stanotte. Il convento sarà distrutto e fiori rossi sulle tombe scoperchiate.
Di lui il mondo tacerà sempre.
La Madre dimentica il suo cuore  Latino, il suo cuore d’Oriente. E’ sangue nelle prigioni per chi crede.
Madre perché stai in silenzio?

Poi sarà Padre l’inatteso, figlio dei campi e delle acque.
Io non lo vedo. Temo per lui. Per il suo tempo. Per la Madre. Camminerà tra genti divise, decise a mettere e a strappare la tunica al Redentore.
Griderà molto nel suo cuore, parlerà dolce. Gli crederanno. Dura sarà la lotta.
E nelle carte del Padre morto troverà il disegno per chiamare a raccolta i pstori e parlare al gregge. Oserà l’inosato. Sbaglierà ma sarà un bene.
Vorrà conoscere il mondo e far conoscere il mondo con i suoi occhi ai semplici. Scandalo neverrà ma tutti capiranno.
Le sue lettere resteranno.
Morirà allontanati i pastori prima di richiamarli.
Le sue carte saranno nascoste. Le sue carte saranno rubate. Di lui poco sarà detto.
Ma il giorno in cui il Padre che verrà dopo di lui dalle nebbie sarà colpito, anche la sua voce si udrà dalla tomba. Il Padre morto aprirà il settimo sigillo. Per lui chiedo perdono.

O tormentato eletto nei tormenti, Padre vedovo di cui Maria sà il segreto. Tacerà per fede.
Ancora paghi il soldo di Parigi. Non accettare la tentazione del Panteon, dei suoi morti e dei suoi vivi.
Viaggiando lascerai te stesso in trono. Non potrai più alzarti, affronterai le genti. Non ti capiranno, esse ti affronteranno. E tu tacerai. Pascoli interi sono riarsi, taci se uccidono i tuoi pastori.
Babilonia ha troppe lingue. Hai spezzato la catena, lo sai, lo saprai sino alla morte. Lingue diverse per il sacramento, lingue diverse per la Parola.
Oggi è smarrita.
Hai tolto l’esorcismo al sacramento e di satana hai visto il volto. Parlare non basta.
Tu che vieni dalle nebbie sarai colpito.
Non hai saputo scegliere, ammonire, osare, pregare. Hai visto troppo, non l’hai voluto raccontare.
La chiesa trema e le tue lettere la scuotono inutilmente.
I figli migliori se ne vanno si  fanno servi del male che chiamano bene e quanti si stringono a te sono dimenticati.
Avrai un giorno di pace, uno solo. Poi dovrai consegnarti al patto. Le nebbie.

Benedetto, benedetto, benedetto. Saranno i giovani ad acclamarti, nuovo Padre di una Madre che sorride. I figli dei santi di Milano. Sedici ti conteranno. Ti terranno alte le mani. Vergine Maria vicina. Vergine Maria che fù sacrificata. Nelle sue parole troverai la strada, benedetto, benedetto, benedetto. Sarai Padre di tutti.
Sarà difficile l’inizio della strada, camminare  per Roma in giorni di sangue. Diradare le nebbie e i loro sepolcri.
Dare nome sacro alle cose sacre, dare nome profano alle profane. Nella tua casa riceverai un santo a piedi nudi. E farai attendere i potenti, le mani disarmate a pregarti.
Il santo parlerà anche per te in ogni contrada e dal mondo ecco i bianchi fiori ti avvolgeranno.
Tuo sarà il viaggio del coraggio, la grande sfida al mondo e all’immondo principe del mondo.
A chi ti manderà soldati, opporrai legioni. E mai ritornerai sulla parola.
E ti farai scalzo, e camminerai con il santo scalzo.
Quando di Maria Santissima divulgherai la parola si chiuderà la tua unica ferita. La Madre della Chiesa sarà Madre del mondo. Angelo sarai detto, benedetto.

Due fratelli e nessuno sarà Padre vero. La Madre sarà vedova.
I fratelli d’Oriente e d’Occidente si uccideranno e nell’assalto uccideranno i loro figli.
Allora scenderà dal monte il santo scalzo e scuoterà il regno, d’innanzi alla tomba dello scalzo, benedetto dalla Vergine Santissima.
Ascoltate le sue parole.
Maria Santissima, figlia e madre di Dio, Signora del tempo futuro, chiama a raccolta i tuoi figli dalle campagne, affinchè abbattano le due Babilonie.
Che una sia la Madre come una sei tu.
La terra distruggerà il cemento e di terra sarà, regina, la tua nuova chiesa. E sulla terra, il grano, per la fame dei tuoi popoli, fiore sul suo nuovo altare. Amen.

Sarà grande e breve il tuo regno, Padre, sarà breve ma ti porterà lontano nella lontana terra dove sei nato e dove sarai sepolto. A Roma non ti vorranno dare.
E ci sarà un altro Padre prima della tua sepoltura, a pregare lontano per te, per le ferite della Madre.
Mikail e Giovanni scenderanno in terra.
Le urne aperte nelle segrete sotto il tesoro e si scopriranno i passi del primo uomo.
Il grande fratello d’Oriente farà tremare il mondo dalla croce capovolta senza gigli.
Il nuovo Padre gli andrà incontro ma lascerà orfana la Madre.
Ma prima delle sue Parole di vera scienza il segreto dell’arma che distrugge le armi.
Tempo di pace, allora, e sulla lapide alto sarà il nome di Alberto.

La lunga pace farà dimenticare i passati errori.
Farà dimenticare il grande fratello crocifisso capovolto. E nella Madre sarà la guerra e le greggi si disperderanno. Allora qualcuno griderà sangue e sarà ascoltato. Triste chi avrà gridato, il primo sangue a scorrere sarà il suo.
Si scontreranno mezza luna, stella e croce. Qualcuno terrà alta la croce nera. Dalla valle del principe verranno i cavalieri ciechi.
Dietro di loro i corvi della fame, della carestia, della pestilenza.
Dove credete di fuggire ora che avete distrutto le chiese e ucciso l’ultimo Padre?
Attendete il segno di Giovanni. L’Agnello è pronto. Segnatevi sette volte con la mano stanca e aspettate. La Luce viene ancora da Occidente.

Prima dell’ultima Luce, i pastori avranno riconosciuto il segno. E tanti Padri avrà la Madre, tutti fratelli.
Dalle zolle e dall’acqua sbocceranno cattedrali e templi per santi antichi e santi nuovi, dal nome eterno. Ma è già tempo di santi.
Ognuno parlerà la stessa lingua.
E la parlerà per pregare la Vergine il Salvatore.
Il Regno di Dio arriva in terra, si eveva la sua Città anche per chi non l’ha voluta.
Il primo sole illumina la bilancia del Creato.
Aprite il cuore al Giglio. La voce sarà potente, annunciata dalle trombe.
Luce da Occidente, ultima luce prima di quella eterna, Sconosciuta. La verità sarà più semplice di quanto tutti abbiano detto, abbiano scritto.
Sarà un buon giudizio.
Padre nostro, che sei nei Cieli, viene il tuo Regno.
E’ fatta la tua volontà, in Cielo e in terra. Sono venti secoli più l’età del Salvatore. Amen.

 

Indicazioni:

SANTO SCALZO = PAPA FRANCESCO I

 

Profezie tratte dal libro :

“Le profezie di papa Giovanni: la storia dell’umanità dal 1935 al 2033”
Libro di Pier Carpi (Prima pubblicazione 1 Gennaio 1976)

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