Gesù ammonisce severamente tutti i peccatori che con peccati impuri deturpano il loro corpo, Tempio dello Spirito Santo e di conseguenza la loro stessa anima, facendola diventare un “letamaio”, un “cencio lurido” e mettendosi nella condizione gravissima di perdersi eternamente. Vediamo il peccato di fornicazione, nello specifico chi lo commette e cosa comporta secondo le parole di Gesù, nostro Signore, Figlio di Dio:

 

 

“‘Non fornicate’ è detto. 
E’ fornicazione molta parte delle azioni carnali dell’uomo.
E non contemplo neppure quelle inconcepibili unioni da incubo che il Levitico condanna con queste parole:
‘Uomo, non ti accosterai all’uomo come fosse una donna’, e: ‘Non ti accosterai ad alcuna bestia per non contaminarti con essa. E così farà la donna e non si unirà a bestia perché è scellerataggine’. Ma dopo aver accennato al dovere degli sposi verso il matrimonio, che cessa d’essere santo quando, per malizia, diviene infecondo, vengo a parlare della vera e propria fornicazione fra uomo e donna per vizio reciproco e per compenso in denaro o in doni.
Il corpo umano è un magnifico tempio che racchiude un altare. Sull’altare dovrebbe essere Dio. Ma Dio non è dove è corruzione. Perciò il corpo dell’impuro ha l’altare sconsacrato e senza Dio.
Pari a colui che si avvoltola ebbro nel fango e nei rigurgiti della propria ebbrezza, l’uomo avvilisce se stesso nella bestialità della fornicazione e diviene peggio del verme e della bestia più immonda.
E ditemi, se fra voi è alcuno che ha depravato se stesso sino a commerciare il suo corpo come si fa mercato di biade o di animali, quale bene ne è venuto?
Prendetevi proprio il vostro cuore in mano, osservatelo, interrogatelo, ascoltatelo, vedete le sue ferite, i suoi brividi di dolore, e poi dite e rispondetemi: era così dolce quel frutto da meritare questo dolore di un cuore che era nato puro e che voi avete costretto a vivere in un corpo impuro, a battere per dare vita e calore alla lussuria, a logorarsi nel vizio?
Ditemi: ma siete tanto depravate da non singhiozzare nel segreto, sentendo una voce di bimbo che chiama: ‘mamma’ e pensando alla vostra madre, o donne di piacere, fuggite da casa, o cacciate da essa perché il frutto marcito non rovinasse col suo trasudante marciume gli altri fratelli?
Pensando alla vostra madre che forse è morta dal dolore di doversi dire: ‘Ho partorito un obbrobrio’?
Ma non vi sentite cadere il cuore per terra, incontrando un vecchio solenne nella sua canizie e pensando che su quella del padre voi avete gettato il disonore come un fango preso a piene mani, e col disonore lo scherno del paese natio?
Ma non vi sentite torcere le viscere di rimpianto vedendo la felicità di una sposa o la innocenza di una vergine, e dovendo dire: ‘Io tutto questo l’ho rinunciato e non lo avrò mai più’ ?
Ma non sentite come scotennarvi dalla vergogna il volto, incontrando lo sguardo degli uomini o bramoso o pieno di spregio?
Ma non sentite la vostra miseria quando avete sete di un bacio di un bimbo e non osate dire: ‘Dammelo’, perché avete ucciso delle vite all’inizio, respinte da voi come peso noioso e un inutile impiccio, staccate dall’albero che pur le aveva concepite, e gettate a far da letame, e ora quelle piccole vite vi gridano: ‘assassine!’?
Ma non tremate, soprattutto, di quel Giudice che vi ha create e vi attende per chiedervi:
‘Che hai fatto di te stessa? Per questo, forse, ti ho dato la vita? Pullulante nido di vermi e putrefazione, come osi stare al mio cospetto? Tutto avesti di ciò che per te era il dio: il piacere.
Va’ nella maledizione senza termine’?.
Chi piange? Nessuno? Voi dite: nessuno?
Eppure l’anima mia va incontro ad un’altra anima che piange. Perché le va incontro? Per lanciarle l’anatema perché meretrice? No. Perché mi fa pietà l’anima sua. Tutto in Me repelle per il suo corpo sozzo, sudato nella fatica lasciva. Ma la sua anima!
Oh! Padre! Padre!
Anche per quest’anima Io ho preso carne ed ho lasciato il Cielo per essere il Redentore suo e di tante sue anime sorelle!
Perché devo non raccogliere questa pecora errante e portarla all’ovile, mondarla, unirla al gregge, darle pascoli e un amore che sia perfetto come solo il mio può essere, così diverso da quelli che ebbero fin qui per lei nome di amore e non erano che odii, così pietoso, completo, soave che ella più non rimpianga il tempo passato, o lo rimpianga solo per dire:
‘Troppi giorni ho perduto lungi da Te, eterna Bellezza. Chi mi rende il tempo perduto? Come gustare nel poco che mi resta quanto avrei gustato se fossi stata sempre pura?’
Eppure non piangere, anima calpestata da tutta la libidine del mondo. Ascolta: sei un cencio lurido. Ma puoi tornare fiore. Sei un letamaio. Ma puoi divenire aiuola. Sei un animale immondo. Ma puoi tornare angelo. Un giorno lo fosti. Danzavi sui prati fioriti, rosa fra le rose, fresca come esse, olezzante di verginità. Cantavi serena le tue canzoni di bambina e poi correvi dalla madre, dal padre, e dicevi loro: ‘Voi siete i miei amori’. E l’invisibile custode che ogni creatura ha al fianco, sorrideva della tua anima bianco-azzurra… E poi? Perché? Perché hai strappato le tue ali di piccolo innocente? Perché hai calpestato un cuore di padre e di madre per correre ad altri cuori insicuri? Perché hai piegato la voce pura a menzognere frasi di passione? Perché hai infranto lo stelo della rosa e violata te stessa?
Pentiti, figlia di Dio.
Il pentimento rinnova. Il pentimento purifica. Il pentimento sublima. L’uomo non ti può perdonare? Neppure tuo padre potrebbe più? Ma Dio può.
Perché la bontà di Dio non ha paragone con la bontà umana e la sua misericordia è infinitamente più grande della umana miseria. Onora te stessa rendendo, con una vita onesta, onorevole la tua anima.
Giustificati presso Iddio non peccando più contro la tua anima.
Fatti un nome nuovo presso Dio. E’ quello che vale. Sei il vizio. Diventa l’onestà. Diventa il sacrificio. Diventa la martire del tuo pentimento.
Sapesti bene martirizzare il tuo cuore per far godere la carne.
Ora sappi martirizzare la carne per dare un’eterna pace al cuore.
Vai. Andate tutti. Ognuno col suo peso e col suo pensiero, e meditate.
Dio tutti attende e non rigetta nessuno di quelli che si pentono. Il Signore vi dia la sua luce per conoscere la vostra anima. Andate.”
(…)

Valtorta – Evangelo 123 Ed. Cev

 

Dai Discorsi dell’Acqua Speciosa

 

“A san Giovanni Rotondo c’era un giovane che era solito infastidire le ragazze del paese, e si era fatto la fama di incallito dongiovanni che attentava alla purezza delle paesane, quotidianamente.
Lo riferirono al venerato padre.
Padre Pio disse: “Portatemelo qua”.
Quando lo convinsero a recarsi in convento, lo lasciarono a parlare con padre Pio.
Il giorno dopo, in paese, il “dongiovanni” fu visto con la corona del rosario in mano, in preghiera e occhi bassi
Cos’era successo?
Padre Pio gli aveva fatto sentire, ai piedi, le fiamme dell’Inferno.
Per un istante, sufficiente a farlo stramazzare a terra.
Dopo gli disse: “se non vuoi finirci dentro tutto, smettila di fare il maiale”.

Ecco la differenza tra chi ti dice la verità perché vuole la tua salvezza e chi invece tace e ti lascia fare ciò che più ti piace perché tanto non gliene importa nulla di te e degli altri! 

La Madonna mostra ai veggenti di Medjugorje, Vicka e Jacov, l’aldilà !

Padre Livio di Radio Maria intervista la veggente Vicka di Medjugorje per testimoniare questo fatto.

Padre Livio: Dimmi dove eravate e che ore erano.
Vicka: Eravamo nella piccola casa di Jakov, quando la Madonna è venuta. Era un pomeriggio, verso le 15,20. Sì, erano le 15,20.
Padre Livio: Non aspettavate l’apparizione della Madonna?
Vicka: No. Io e Jakov di ritorno da Citluk siamo andati a casa sua dove c’era sua mamma (Nota: La mamma di Jakov ora è morta). Nella casa di Jakov c’è una camera e una cucina. Sua mamma era andata a prendere qualcosa per prepararci da mangiare, perché un po’ più tardi avremmo dovuto andare in chiesa. Mentre aspettavamo, io e Jakov ci siamo messi a guardare un album di fotografie. Improvvisamente Jakov è andato giù dal divano prima ancora di me e ho capito che la Madonna era già arrivata. Subito ci ha detto: “Tu, Vicka, e tu, Jakov, venite con me a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno”. Io mi sono detta: “Va bene, se così vuole la Madonna”. Jakov invece ha detto alla Madonna: “Tu porta Vicka, perché loro sono in tanti fratelli. Non portare me che sono figlio unico”. Diceva così perché non voleva andare.
Padre Livio: Evidentemente lui pensava che non sareste più tornati! (Nota: la riluttanza di Jakov è stata provvidenziale, perché rende ancora più credibile e reale il racconto).
Vicka: Sì, lui pensava che non saremmo più tornati e che saremmo andati per sempre. Io intanto pensavo quante ore o quanti giorni sarebbero stati necessari e mi chiedevo se saremmo andati in alto o in basso. Ma in un attimo la Madonna ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra e il tetto si è aperto per lasciarci passare.
Padre Livio: Si è aperto tutto?
Vicka: No, non si è aperto tutto, ma solo quella parte che era necessaria per farci passare. In pochi istanti siamo arrivati in Paradiso. Mentre salivamo, vedevamo giù in basso le case piccole, più piccole di quando si vedono dall’aereo.
Padre Livio: Ma tu guardavi giù sulla terra, mentre venivate portati in alto?
Vicka: Mentre venivamo portati in alto, guardavamo giù.
Padre Livio: E che cosa vedevate?
Vicka: Tutto molto piccolo, più piccolo di quando si va in aereo. Intanto pensavo: “Chissà quante ore o quanti giorni ci vogliono!”. Invece in un momento siamo arrivati. Ho visto un grande spazio….
Padre Livio: Senti, ho letto in qualche parte, non so se è vero, che c’è un porta, con una persona piuttosto anziana accanto.
Vicka: Sì, sì. C’è una porta di legno.
Padre Livio: Grande o piccola?
Vicka: Grande. Sì, grande.
Padre Livio: E’ importante. Significa che vi entra tanta gente. La porta era aperta o chiusa?
Vicka: Era chiusa, ma la Madonna l’ha aperta e noi vi siamo entrati.
Padre Livio: Ah, come l’ha aperta? Si è aperta da sola?
Vicka: Da sola. Siamo andati verso la porta che si è aperta da sola.
Padre Livio: Mi pare di capire che la Madonna è davvero la porta del cielo!
Vicka: A destra della porta c’era S. Pietro.
Padre Livio: Come hai fatto a sapere che era S. Pietro?
Vicka: Ho capito subito che era lui. Con una chiave, piuttosto piccolo, con la barba, un po’ tarchiato, con i capelli. E’ rimasto uguale.
Padre Livio: Era in piedi o seduto?
Vicka: In piedi, in piedi, vicino alla porta. Appena entrati, siamo andati avanti, camminando, forse tre, quattro metri. Non abbiamo visitato tutto il Paradiso, ma la Madonna ce lo ha spiegato. Abbiamo visto un grande spazio avvolto da una luce che non esiste qui sulla terra. Abbiamo visto le persone che sono né grasse, né magre, ma tutte uguali e hanno vesti di tre colori: il grigio, il giallo e il rosso. Le persone camminano, cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli Angeli che volano. La Madonna ci ha detto: “Guardate quanto sono felici e contente le persone che si trovano qui in Paradiso”. E’ una gioia che non si può descrivere e che qui sulla terra non esiste.
Padre Livio: La Madonna vi ha fatto capire l’essenza del Paradiso che è la felicità che non finisce mai. “In cielo c‘è la gioia”, ha detto in un suo messaggio. Vi ha fatto poi vedere le persone perfette e senza alcun difetto fisico, per farci comprendere che, quando ci sarà la resurrezione dei morti, avremo un corpo di gloria come quello di Gesù Risorto. Vorrei, però, sapere che tipo di vestito indossavano. Delle tuniche?
Vicka: Sì, delle tuniche.
Padre Livio: Arrivavano fino in fondo ai piedi o erano corte?
Vicka: Erano lunghe e arrivavano fino in fondo.
Padre Livio: Di che colore erano le tuniche?
Vicka: Grigio, giallo e rosso.
Padre Livio: Secondo te, hanno un significato questi colori?
Vicka: La Madonna non ce lo ha spiegato. Quando Lei vuole, la Madonna spiega, ma in quel momento non ci ha spiegato perché hanno le tuniche di tre diversi colori.
Padre Livio: Come sono gli Angeli?
Vicka: Gli angeli sono come dei piccoli bambini.
Padre Livio: Hanno il corpo completo o solo la testa come nell’arte barocca?
Vicka: Hanno tutto il corpo.
Padre Livio: Indossano anche loro delle tuniche?
Vicka: Sì, ma sono corte.
Padre Livio: Si vedono le gambine allora?
Vicka: Sì, perché loro non hanno le tuniche lunghe.
Padre Livio: Hanno delle piccole ali?
Vicka: Sì, hanno le ali e volano al di sopra delle persone che sono in Paradiso.
Padre Livio: Una volta la Madonna ha parlato dell’aborto. Ha detto che si tratta di un grave peccato e ne dovranno rispondere coloro che lo procurano. I bambini invece non hanno colpa di ciò e sono come dei piccoli Angeli in cielo. Secondo te, gli Angioletti del Paradiso sono quei bambini abortiti?
Vicka: La Madonna non ha detto che i piccoli Angeli in Cielo sono i bambini dell’aborto. Ha detto che l’aborto è un grande peccato e che ne rispondono quelle persone che lo hanno fatto, e non i bambini.
Padre Livio: Siete, poi, andati in Purgatorio?
Vicka: Sì, dopo siamo andati in Purgatorio.
Padre Livio: Avete fatto tanta strada?
Vicka: No, il Purgatorio è vicino.
Padre Livio: Vi ha portato la Madonna?
Vicka: Si, tenendoci per mano.
Padre Livio: Vi faceva camminare o volare?
Vicka: No, no, ci faceva volare.
Padre Livio: Ho capito. La Madonna vi ha trasportato dal Paradiso al Purgatorio, tenendovi per mano.
Vicka: Anche il Purgatorio è un grande spazio. In Purgatorio, però, non si vedono le persone, ma solo si vede una grande nebbia e si sente…
Padre Livio: Che cosa si sente?
Vicka: Si sente che le persone soffrono. Sai, si sentono dei rumori….
Padre Livio: Ho appena mandato alle stampe il mio libro: “Perché credo a Medjugorje”, dove scrivo che nel Purgatorio si sentirebbero come dei pianti, delle grida, dei colpi…E’ esatto? Anch’io facevo fatica a trovare le parole giuste in lingua italiana per dare il senso di quello che tu dici in croato ai pellegrini.
Vicka: Non si può dire che si sentono dei colpi e neppure che si sentono dei pianti. Lì non si vedono le persone. Non è come il Paradiso.
Padre Livio: Che cosa si sente allora?
Vicka: Si sente che soffrono. E’ una sofferenza di diverso genere. Si sentono delle voci e anche dei rumori, come uno che si picchia…
Padre Livio: Si picchiano fra di loro?
Vicka: Si sente così, ma io non ho potuto vedere. E’ difficile, Padre Livio, spiegare una cosa che tu non vedi. Una cosa è sentire e un’altra è vedere. In Paradiso tu vedi che camminano, cantano, pregano, e quindi lo puoi riferire con esattezza. In Purgatorio si vede solo una grande nebbia. Le persone che si trovano lì aspettano le nostre preghiere per poter andare quanto prima in Paradiso.
Padre Livio: Chi ha detto che attendono le nostre preghiere?
Vicka: La Madonna ha detto che le persone che si trovano in Purgatorio aspettano le nostre preghiere per poter andare quanto prima in Paradiso.
Padre Livio: Senti, Vicka: la luce del Paradiso potremmo interpretarla come la divina presenza in cui sono immerse le persone che si trovano in quel luogo di beatitudine. La nebbia del Purgatorio, invece, che cosa sta ad indicare, secondo te?
Vicka: Per me, la nebbia è sicuramente un segno di speranza. Loro stanno soffrendo, ma hanno la certa speranza che andranno in Paradiso.
Padre Livio: Mi colpisce che la Madonna insista sulle nostre preghiere per le anime del Purgatorio.
Vicka: Sì, la Madonna dice che hanno bisogno delle nostre preghiere per andare prima in Paradiso.
Padre Livio: Allora le nostre preghiere possono abbreviare il Purgatorio.
Vicka: Se noi preghiamo di più, loro vanno prima in Paradiso.
Padre Livio: Adesso parlaci dell’Inferno.
Vicka: Sì. Prima abbiamo visto un grande fuoco.
Padre Livio: Toglimi una curiosità: si sentiva caldo?
Vicka: Sì. Eravamo abbastanza vicini e davanti a noi c’era il fuoco.
Padre Livio: Capisco. D’altra parte Gesù parla di “fuoco eterno”.
Vicka: Sai, noi vi siamo stati con la Madonna. Per noi è stato un modo diverso. Capito?
Padre Livio: Sì, certo! Certo! Eravate solo spettatori e non attori di quel tremendo dramma.
Vicka: Abbiamo visto le persone che prima di entrare nel fuoco…
Padre Livio: Scusami: ma il fuoco era grande o piccolo?
Vicka: Grande. Era un grande fuoco. Abbiamo visto le persone che prima di entrare nel fuoco sono normali; poi, quando precipitano nel fuoco, vengono trasformati in orribili animali. Si sentono tante bestemmie e le persone che urlano e gridano.
Padre Livio: Questa trasformazione delle persone in orribili animali per me sta a significare lo stato di perversione dei dannati che ardono nelle fiamme dell’odio contro Dio. Toglimi ancora una curiosità: queste persone trasformate in bestie mostruose hanno anche le corna?
Vicka: Cosa? Le corna?
Padre Livio: Quelle che hanno i diavoli.
Vicka: Sì, sì. E’ come quando tu vedi una persona, per esempio una ragazza bionda, che prima di entrare nel fuoco è normale. Ma quando va giù nel fuoco e poi ritorna su, si cambia in una bestia, come se non fosse mai stata una persona.
Padre Livio: ci ha detto Marija, nell’intervista fatta a Radio Maria, che quando la Madonna vi ha fatto vedere l’Inferno durante l’apparizione senza però portarvi nell’aldilà, questa ragazza bionda, quando è uscita dal fuoco, aveva anche le corna e la coda. E’ così?
Vicka: Sì, certo.
Padre Livio: Il fatto che le persone trasformate in bestie abbiano anche le corna e la coda per me significa che sono diventati come dei demoni.
Vicka: Sì, è proprio un modo di essere simile a demoni. E’ una trasformazione che avviene rapidamente. Prima di precipitare giù nel fuoco, sono normali e quando ritornano su sono trasformati.
La Madonna ci ha detto: “Queste persone che si trovano qui all’Inferno vi sono andate con la loro propria volontà, perché loro vi hanno voluto andare. Quelle persone che qui sulla terra vanno contro Dio già incominciano a vivere un Inferno e poi solo continuano”.
Padre Livio: Questo l’ha detto la Madonna?
Vicka: Sì, sì, lo ha detto proprio lei.
Padre Livio: La Madonna ha detto dunque, se non proprio con queste parole, però esprimendo questo concetto, che all’Inferno va chi ci vuole andare, ostinandosi ad andare contro Dio fino alla fine?
Vicka: Ci va chi vuole, certo. Va chi è contro la volontà di Dio. Chi vuole, va. Dio non manda nessuno. Tutti abbiamo la possibilità di salvarci.
Padre Livio: Dio non manda nessuno all’Inferno: l’ha detto la Madonna, o lo dici tu?
Vicka: Dio non manda. La Madonna ha detto che Dio non manda nessuno. Siamo noi che vogliamo andarci, per nostra scelta.
Padre Livio: Quindi, che Dio non manda nessuno lo ha detto la Madonna.
Vicka: Sì, ha detto che Dio non manda nessuno.
Padre Livio: Ho sentito dire o ho letto da qualche parte che la Madonna ha detto che non si deve pregare per le anime dell’Inferno.
Vicka: Per quelle dell’inferno, no. La Madonna ha detto che non si prega per quelle dell’Inferno, ma solo per quelle del Purgatorio.
Padre Livio: D’altra parte i dannati dell’Inferno non vogliono le nostre preghiere.
Vicka: Non le vogliono e non servono a niente.

 

 

Immagine dell’Articolo (il video è appena più sopra)

“Padre, la Madonna è molto scontenta perché non si è fatto caso al Suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi, vi hanno fatto caso. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi, e non seguono le Norme Celestiali; i cattivi, nella via larga della perdizione, non tenendo in alcun conto i castighi minacciati.
Creda, Padre, il Signore Iddio molto presto castigherà il mondo. Il castigo sarà materiale, e s’immagini, Padre, quante anime cadranno nell’inferno, se non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.

Padre, lo dica a tutti, che la Madonna tante volte mi ha detto: “Che molte Nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il flagello scelto da Dio stesso per castigare l’umanità, se noi, per mezzo dell’Orazione e dei SS. Sacramenti, non otterremo la grazia della loro conversione”. Lo dica, Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna, perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù, è la caduta delle anime Religiose e Sacerdotali. Il demonio sa che i Religiosi e i Sacerdoti, trascurando la loro eccelsa Vocazione, trascinano molte anime all’inferno. Siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra disposizione due mezzi efficacissimi: l’Orazione e il Sacrificio. Il demonio fa di tutto per distrarci e toglierci il gusto della Preghiera. Ci salveremo, oppure ci danneremo.
Però Padre, bisogna dire alle persone: che non devono stare a sperare in un richiamo alla Preghiera ed alla Penitenza, né dal Sommo Pontefice, né dai Vescovi, né dai Parroci, né dai Superiori Generali. È già tempo che ognuno, di sua iniziativa, compia Opere Sante, e riformi la sua vita secondo i richiami della Madonna Santissima. Il demonio vuole impadronirsi delle Anime Consacrate, lavora per corromperle, per indurre gli altri alla finale impenitenza; usa tutte le astuzie, suggerendo perfino di aggiornare la vita religiosa! Ne proviene sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari circa la rinuncia dei piaceri, e la totale immolazione a Dio.
Lo ricordi, Padre, che due fatti concorsero a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione della Madonna, e la visione dell’inferno. La Madonna si trova come fra due spade; da una parte vede l’umanità ostinata e indifferente ai castighi minacciati; dall’altra, vede noi che calpestiamo i Santi Sacramenti e disprezziamo il castigo che si avvicina, restando increduli, sensuali e materialisti.

La Madonna ha detto espressamente: “Ci avviciniamo agli ultimi giorni”, e me lo ha ripetuto tre volte. Affermò prima, che il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale usciremo vittoriosi o sconfitti: o siamo con Dio, o siamo col demonio.
La seconda volta mi ha ripetuto che i rimedi ultimi dati al mondo, sono: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
La terza volta, mi disse: “che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: La SS. Vergine in persona, Sue numerose apparizioni, Sue Lacrime, Messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo”; e la Madonna disse ancora “che, se non l’ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati”.
È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c’è problema né materiale, né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato”.

Intervista a suor Lucia veggente di Fatima
Padre Agustín Fuentes, postulatore della causa di beatificazione di Francesco e Giacinta di Fatima, ottenne il permesso d’intervistare Lucia dal Santo Padre allora regnante, Pio XII.
L’intervista si svolse Il 26 dicembre 1957 nel convento delle religiose carmelitane scalze di santa Teresa, in Combra, Portogallo. Erano presenti il vescovo ausiliare di Leirìa, i due vescovi di Coimbra, il nunzio apostolico in Portogallo, mons Cento, e mons. Antonio Samoré, segretario della Sacra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
Venne pubblicata nel 1958 in lingua spagnola con un’imprimatur dell’Arcivescovo della Diocesi di appartenenza di padre Fuentes, Arcivescovo Sanchez di Veracruz, Messico ed anche in lingua portoghese con un imprimatur del vescovo di Leiria-Fatima. Nel giugno 1959 venne presentata con licenza ecclesiastica in lingua inglese nella rivista “Fátima Findlings” e nel Settembre 1961 in lingua italiana nel “Messaggero del Cuore di Maria”.
Qui sopra è riportata la traduzione integrale.
22 maggio 1958

 

Le Rivelazioni private in questi ultimi tempi sul Santo Padre Papa Francesco. Attenzione a tutti quelli che vi parlano male di Papa Francesco o condividono foto e frasi che lo screditano, non sono da Dio! 

ANGUERA, BRASILE, PEDRO REGIS

MARIA SS. REGINA DELLA PACE – Pregate per Papa Francesco (3.830 – 8 giugno 2013)

ITAPIRANGA, BRASILE, EDSON GLAUBER


MARIA SS. REGINA DELLA PACE E DEL ROSARIO  La pace, figli miei amati! Vengo dal cielo per dirvi che il mondo e la Chiesa hanno bisogno di molte preghiere. Dio vi invita alla conversione e al cambiamento di vita per mezzo di me, vostra Madre Immacolata. Pregate per la Chiesa. Sarà attaccata e molti consacrati al Signore dovranno sopportare una croce pesante. Colui che è stato scelto per guidare la Chiesa di mio Figlio Gesù avrà bisogno di molte vostre preghiere per portare a termine con forza, fede e rassegnazione la missione che ha ricevuto da Dio. (17.03.2013 Manaus)

SAN GIUSEPPE –  Sono a fianco del Papa del mio divin Figlio per aiutarlo, proteggerlo e benedirlo sempre. (19.03.2013 Manaus)

MARIA SS. REGINA DELLA PACE E DEL ROSARIO  Conto sulle vostre preghiere e la vostra dedizione perché so che potete aiutare la vostra madre del cielo e vi chiedo: sforzatevi, sforzatevi, sforzatevi perché tutto può essere cambiato! Pregate per la Chiesa, pregate per il Papa e per tutti i consacrati. La furia del demonio si manifesterà tra breve nel mondo contro la Chiesa di mio Figlio Gesù e vedrete molti sacerdoti abbandonare il servizio a Dio e molti fedeli non sapranno più cosa fare e perderanno la fede. (13.05.2013 – Tavernola Bergamasca (BG) – Festa della Madonna di Fatima)

MARIA SS. REGINA DELLA PACE E DEL ROSARIO  i tempi sono difficili per la Chiesa e per il mondo. Ma Dio viene sempre in aiuto di tutti i suoi figli, perché la sua grazia e il suo aiuto divino non mancheranno mai. Questo è il tempo in cui due papi sono vicini uno all’altro e si aiutano reciprocamente: uno nel silenzio, nella preghiera, nell’adorazione offrendo le sue sofferenze per l’altro che deve guidare, parlare, agire e testimoniare gli insegnamenti di mio Figlio Gesù a tutti. Due vite, due fiamme accese per il bene della Chiesa del mondo. Mio figlio Benedetto XVI vi dà l’esempio di sapere rinunciare, di sacrificarsi e di pregare per il bene della Chiesa e per il Papa attuale, cosa che molti non fanno. Questi sono due testimoni: questi sono i due olivi e due lampade che stanno davanti al Signore della terra. (Apocalisse 11, 4) (15.05.2013 Mozzo, Bergamo)

MARIA SS. REGINA DELLA PACE E DEL ROSARIO – Il Brasile riceverà in visita il mio figlio più caro. (25.07.2013 Manaus)

MARIA SS. REGINA DELLA PACE E DEL ROSARIO – La pace figli miei amati! Io vengo dal cielo per chiedervi preghiere per il Papa e per la Chiesa. Figli miei, voi non pregate come vi ho chiesto e non intercedete con amore come Io tanto vi ho supplicato. Amate la vostra fede e la santa Chiesa. Siate obbedienti a lei e al Papa, poiché i disobbedienti non meritano il cielo (16.02.2013  Manaus)

ZARO, ISCHIA, ANGELA

MARIA SS. – Figlioli, la Chiesa sta per attraversare pericoli e sconfitte. Pregate figli!”
[dice la Veggente] Poi ho visto il Santo Padre (Papa Francesco), su di un inginocchiatoio, che aveva le mani al volto e pregava.
“Pregate figli, perchè quello che potrebbe accadere, potrebbe cambiare molte cose.”
Figli miei, pregate per la conversione dell’umanità e per la salvezza delle anime. Figli miei, i tempi sono molto brevi e voi ancora non mi ascoltate, e tante volte fate di testa vostra. Io vi sono accanto e vi tengo per mano e voi nonostante questo prendete strade sbagliate e vi fate ingannare dalle false bellezze di questo mondo, che tante volte vi allontanano dalla verità. Pregate, pregate, pregate. (26 Giugno 2017)

19.03.2013 – San Giuseppe Manaus – La pace a tutti voi! Vengo per ordine del Signore per benedirvi e portarvi la pace. Se voi desiderate la pace dovete testimoniarla con la vita perdonando e promuovendo l’amore e la misericordia di Dio con i vostri fratelli. Se voi e le vostre famiglie desiderate essere benedetti da Dio, dovete imparare a benedire con il cuore il vostro prossimo e non criticarlo o maledirlo. Dio è nell’amore, nella pace e nell’unione. Dio non è nelle anime superbe e orgogliose. A Dio non piace la disobbedienza, ma gradisce solamente coloro che lo cercano con umiltà, con cuore libero e distaccato, in spirito di obbedienza. Imparate ad essere di Dio, imitando le mie virtù e consegnandovi al mio cuore castissimo perché io vi presenti a Lui con le vostre famiglie davanti al trono Divino. Non siate uomini e donne che vivono per il mondo , ma che accolgono le verità eterne e le mettono in pratica. Pregate, pregate, pregate perché senza fede e senza preghiera non riuscirete ad essere di Dio. Accogliete le grazie del cielo in questi tempi, perché sono per santificarvi e santificare tutta l’umanità. Vi benedico e vi metto sotto il mio manto protettore. Benedico il Papa e tutta la santa Chiesa. Sono a fianco del Papa del mio divin Figlio per aiutarlo, proteggerlo e benedirlo sempre. Vi benedico tutti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Pope Francis, right, hugs Pope Emeritus Benedict XVI prior to the start of a meeting with elderly faithful in St. Peter’s Square at the Vatican, Sunday, Sept. 28, 2014. (AP Photo/Gregorio Borgia)

 


C’è una falsa corrente di “giustizia” nel mondo, è quella portata dai falsi Cristi e falsi profeti che dicono “non si deve giudicare” con l’imposizione di voler zittire non solo la Verità che li divora dall’interno e marchia a fuoco la loro coscienza e di procurare tale delirio e perdizione anche a tutti coloro i quali disgraziatamente vogliono seguirli nel essere immondi ma con l’arroganza e la prepotenza di impedire che la Parola di Dio e dei suoi Santi venga loro manifestata e portata ai cuori di chi ha desiderio di conoscerla.
Sono anime depravate e chiuse nell’ostinazione del loro peccato, perse nelle tenebre e prive di quella Luce indispensabile che porta intelletto nell’uomo (“senza di te nulla è nell’uomo nulla è senza colpa” diciamo nella preghiera allo Spirito Santo), non possono dare consiglio a nessuno e tuttavia impongono il loro sbaglio anche agli altri. E’ proprio di loro che nostro Signore ci metteva in guardia quando affermava: non date le vostre perle ai porci” e ancora di essere furbi come serpenti ma candidi come colombe. Se un peccatore vuole rimanere nel peccato che sia lasciato nelle mani di satana, diceva San Paolo perché così possa essere corretto e salvarsi, altrimenti sarebbe non solo causa della rovina delle anime che vivono nel Signore ma neanche potrebbe trovare Salvezza. Come Cristiani abbiamo l’obbligo di servire e seguire solo il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio e vive e Regna con il Padre nell’Unità dello SPirito Santo, tutto il resto viene a noi perché è Dio che lo vuole e ce lo comanda, e mai se si mette al di sopra dell’amore che si deve a Lui. Noi amiamo il nostro prossimo come noi stessi solo in virtù e per amore di Dio, quindi da tali individui che sono anticristi pur se “persone” comuni non bisogna scelndere a patti ne lasciarsi intimorire perché solo Dio ha il potere di giudicare e di mandare nel fuoco della Geenna e il corpo e l’anima, e seguendo il suo volere si è indiscutibilmente sicuri di compiere ciò che è Giusto e Buono per tutti.


Cosa ne pensano i Santi di Dio sul peccato di omosessualità?

SAN PAOLO: “…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento….. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 26-32); Ma veniamo a qualche altra citazione: “…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10); “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9).

SANT’AGOSTINO: “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Confessioni, c.III, p.8)

 
SAN GREGORIO MAGNO: “Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodomia dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinchè dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso” (Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

SAN PIER DAMIANI: “Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima” (Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

SAN TOMMASO D’AQUINO:  “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

 

 

 

SANTA CATERINA DA SIENA: “…Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono…” (Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124)

SAN BERNARDINO DA SIENA: “Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocchè questo è maggior peccato che sia” (Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

SAN PIETRO CANISIO: “…Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (dottore della Chiesa- Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455).

 


LO DICE GESU’ VERO DIO E VERO UOMO

 

«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Lc. 9, 38-47).

«Razza di vipere (Lc. 3,7) sepolcri imbiancati» (Mt. 23, 27).

«Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna» (Mt. 5, 29-30).


“Lo schiavo della lussuria diviene ladro e barattiere, crudele, omicida, pur di servire la sua padrona”. Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta

 

 

 

 

rivelazioni Papa Pio XII a Monsignor Ottavio Michelini Eternità Paradiso Inferno Giudizio di Dio

Una locuzione interna ricevuta da Mons. Ottavio Michelini da Papa Pio XII il 31 agosto 1978

ETERNITA’: L’ATTIMO CHE NON FUGGE MAI

Scrivi fratello don Ottavio, sono Pio XII.

Ti stupisce forse che un Pontefice si rivolga a te? sulla terra ci separava una grande distanza, ma per chi è uscito dalla terra non esistono più le distanze, siano intese letteralmente che moralmente.

Il cambiamento che la morte opera in noi e talmente grande e profondo che potrebbe far quasi pensare ad una nuova creazione, ma non c’è una nuova creazione, l’anima rimane intatta con la sua natura spirituale che non potrà mutare più, muta invece radicalmente la vita dell’anima che esce dalle leggi della materia, del tempo e dello spazio per essere immersa in quell’eternità di cui in terra riusciva a percepire ben poco, e anche quel poco, vagamente.

Con la morte, nel momento in cui l’anima umana si stacca da quella materia con cui era cosi intensamente unita a formare con la stessa una cosa sola al punto da permearla, compenetrarla e vivificarla in ogni sua parte, condizionandosi a vicenda in modo che ogni operazione materiale o spirituale, esigeva il concorso di entrambe, il corpo ritorna alla terra da cui era, mentre l’anima, nello stesso istante in cui si è liberata dal corpo, si trova dinnanzi alla Infinita Bellezza e Maestà Divina.

Il Giudizio Divino non e descrivibile in termini umani e non vi è nulla da aggiungere a quello che già vi è noto, certo non e simile per tutti, l’aspetto con cui Dio si manifesta dipende dalle condizioni spirituali di chi subisce il Giudizio, per le anime che non sono unite a Lui dalla Grazia il Giudizio è una cosa cosi tremenda per cui preferirebbero essere schiacciate, annientate, anzichè rifare una cosi terribile esperienza.

Niente interessa più di ciò che interessava in vita, non gli affetti più cari né altra cosa alcuna, solo Dio, Dio, il tutto al di fuori di Lui il niente, anzi, peggio del niente, al di fuori di Lui solo una sofferenza eterna… l’eternità l’attimo che non fugge mai, senza passato e senza futuro… il Giudizio Divino che pesa sull’anima per tutta l’eternità…;

terrore, odio, disperazione e ciò che penetra l’anima, è un fuoco tremendo, che arde e non consuma…;

ma tutto questo è talmente superiore ad ogni umana visione che è impossibile per coloro che sono ancora in cammino sulla terra capire una sofferenza e una pena di cui non hanno idea!

Parole assurde che nulla dicono e meno spiegano

Fratello don Ottavio, vedo che non hai ancora compreso il perchè di questo messaggio, a te pare che tra quello che sto dicendoti e ciò che ti hanno detto altri prima di me, non ci sia nesso, ma non e così, il nesso c’è e come!

La superficialità, per non dire malafede, di questa generazione atea e perversa è veramente tanto grande che di più non potrebbe essere; quando non si e in grado di spiegare le cose più semplici e più chiare, si inventano le parole più assurde che nulla dicono e meno spiegano; quale spiegazione sanno dare gli psichiatri atei della gioia per il bene compiuto e del rimorso per il male fatto? donde nasce questa gioia o questa pena così atroce, forse da qualche parte del corpo?

L’offesa fattaci a mezzo lettera o per telefono, direttamente o indirettamente per mezzo di altra persona e che è causa di tanta sofferenza, ha colpito forse qualche membro particolare del nostro corpo o non ha colpito invece la nostra anima?

Vi sono cose che appagano i sensi cioè il corpo, ma ve ne sono altre che pur non toccando il corpo, danno gioia o dolore all’anima, cioè a quell’elemento spirituale che noi chiamiamo anima e che informa e vivifica il corpo.

Che ne pensano gli scienziati atei? Nulla! non possono dire nulla e allora coniano le parole più assurde per ingarbugliare le cose e rendere oscuro ciò che per natura è chiaro e semplice.

Chi è dalle tenebre è tenebre, ma chi è dalla Luce è luce.

Non vogliate giudicare l’operato di Dio

La Vergine SS.ma a Lourdes, a Fatima, a La Salette e in tanti altri luoghi ha ammonito gli uomini e li ha invitati a fare penitenza e a convertirsi, pena l’Inferno, il che vuol dire che gli uomini volendolo, hanno a disposizione risorse naturali e soprannaturali sufficienti per convertirsi, e se non si convertono debbono imputare la loro perdizione eterna solo a se stessi.

Tutti gli uomini normali possono arrivare a determinate conclusioni frutto di semplicissime considerazioni, chi non arriva lo deve solo imputare alla sua volontà, una volontà perversa, perchè alla verità antepone l’errore, al bene, il male che vede e sceglie liberamente.

Dio non vuole mai il male, non può volerlo, non sarebbe Dio se lo volesse, ma lo permette, perchè la Sua strategia Divina dal male ne trae bene, spessissimo a vantaggio della salvezza delle anime.

I mali, siano essi fisici o spirituali, sono sempre il frutto del peccato, propter peccata veniunt adversa, e se Dio punisce il male, è chiaro che è frutto di una libera scelta, perchè in caso contrario dovremmo pensare che Dio non sia giusto, ma questo ripugna all’evidenza e alla ragione.

L’ora della purificazione che sta alle porte, sarà ora di Giustizia, perchè brucerà tutto il male che l’umanità ha compiuto perchè l’ha voluto! quando la terribile ora scoccherà, ecco don Ottavio la ragione del messaggio, non vogliate giudicare l’operato di Dio, sarete fortemente tentati di farlo, sarete tentati di tacciare Dio di esagerato rigore, magari di ingiustizia, non fatelo vi ripeto sarebbe per voi colpa grave.

La benedizione di Dio Uno e Trino ti accompagni fino alla fine, ti sorregga nelle difficoltà e ti protegga da ogni male.

Pio XII

dal libro Confidenze di Gesù a un Sacerdote di Mons. Ottavio Michelini (raccolta delle locuzioni interne ricevute da Gesù e dalle anime Sante del Paradiso)

 

Immacolata Concezione di Maria

Una singolare esperienza negli Esorcismi: il Diavolo costretto a tessere gli elogi della Vergine Immacolata, persino componendo per lei un sonetto di alta ‘mariologia’.
Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare. Infatti, talvolta (ogni volta che un esorcista gli comanda in nome di Gesù – NdR), Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.
Vediamo come in qualche occasione questi sia diventato un ottimo apologista della Madonna.
Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della “Scala Santa” a Roma, interrogò il Demonio: “Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?”. Ecco la risposta: “Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”.
Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al Demonio di dire che cosa lo spaventa di più in Maria. Il Diavolo rispose: “Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo”.
A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tutte le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: “È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato”.
La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi. Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la ‘parusia’; ma sappiamo l’aiuto che ella ci dà ora, come madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.
L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua. Paolo è molto chiaro al riguardo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-13).
L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria.
Un sonetto mariano composto dal Diavolo
Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – da bravi ‘buffoni’ napoletani – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta]. Subito Satana pronunciò questi versi:
“Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.
Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.
L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre”.
Pio IX si commosse quando lesse questo sonetto, che gli fu presentato in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

di Padre Gabriele Amorth

Medaglia Miracolosa Santa Caterina Lobouré Rue du Bac Parigi

“Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie,
specialmente portandola al collo”
“Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.
Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna
in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

Chi era Santa Caterina Labouré

Santa Caterina LabouréZoe Labouré (Caterina fu il nome attribuitole dopo i voti) nacque in Francia, a Fain-lès-Moutiers, da Pietro e Maddalena Gontard, considerati tra i più onesti e pii del luogo. La fanciulla ben presto rimase orfana della madre. Nel dolore affidò se stessa e i suoi fratelli alla Vergine Maria. Il padre, preso da molti affari, affidò Caterina alle cure di una zia a Saint Rémy. Due anni dopo la riprese con sé e le affidò le cure della casa. Caterina cercava il più possibile di conciliare le cure domestiche con la preghiera.

A 12 anni fece la Prima Comunione. Giunta all’adolescenza, San Vincenzo de’ Paoli le sarebbe apparso in sogno per invitarla a entrare nella comunità delle sue suore, cosicché ella chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità. Caterina, però, trovò opposizione nel padre, che aveva già dato una figlia a tale Istituto e non voleva privarsi dell’aiuto di Caterina. La mandò in casa di un altro figlio a Parigi e la moglie di costui, diventata avvocato, le permise di seguire la sua vocazione.

Il 21 aprile 1830 Caterina entrò come postulante tra le Figlie della Carità a Chatillon-sur-Seine. In seguito fu mandata a Parigi per il noviziato, nella Casa Madre situata in rue du Bac. Durante il noviziato avrebbe avuto altre apparizioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830), ma quelle che hanno avuto nel corso del tempo la maggiore risonanza sono state quelle dell’Immacolata della “Medaglia miracolosa”.

Dopo i voti di comunità ebbe vari uffici nelle sue Case, comportandosi con la massima discrezione—solo le superiori seppero delle presunte apparizioni—e dedicandosi, come specifico dell’ordine di appartenenza, alla cura degli ammalati e degli anziani.

Verso la fine del 1876 Caterina predisse la sua prossima morte, che avvenne il 31 dicembre dello stesso anno. Introdotta la Causa per la sua Beatificazione e Canonizzazione nell’anno 1907, fu beatificata il 28 maggio 1933 da Pio XI e canonizzata il 27 luglio 1947 da Pio XII.

Il suo corpo è oggi custodito dentro la Cappella Notre Dame della Medaglia Miracolosa a Parigi.

 

APPARIZIONE DELLA MADONNA DEL 27 NOVEMBRE

La più nota delle apparizioni fu il 27 novembre, nella quale si possono distinguere due fasi. Nel racconto di Caterina, nella prima fase la Madonna le appare — ritta su un globo avvolto dalle spire di un serpente — mentre offre a Dio un altro piccolo globo dorato, tenuto all’altezza del cuore e simbolicamente riferito a ogni singolo credente; dalle mani della Madonna piovono sul globo inferiore due fasci di luce. Nella seconda fase —prosegue la narrazione di Caterina — scomparso il piccolo globo d’oro, le mani della Vergine si abbassano irraggiando fasci luminosi e, come a formare un’aureola, intorno alla testa della Madonna appaiono le parole: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Subito dopo sarebbe apparso il retro del quadro, senza la figura della Madonna e con al centro la lettera M, con al di sopra la croce e al di sotto i Sacri Cuori di Gesù e Maria. Una voce interiore avrebbe chiesto a Caterina di far coniare una medaglia che riproducesse la visione.

Solo nel 1832 furono coniati i primi millecinquecento esemplari. La medaglia fu presto detta “miracolosa” perchè in brevissimo tempo furono poi coniati milioni di esemplari e il miracolo che fece più scalpore fu la conversione dell’ebreoagnostico Alfonso Ratisbonne (1842). La Madonna espresse, inoltre, a Caterina il desiderio che venisse fondata un’Associazione delle Figlie di Maria Immacolata.

Fonte: Wikipedia.org

o maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi

“Desidero che in questi giorni preghiate in modo particolare per la salvezza delle anime. Oggi è il giorno della Medaglia Miracolosa e desidero che preghiate in particolare per la salvezza di tutti coloro che portano la Medaglia. Desidero che la diffondiate e la portiate perché si salvi un gran numero di anime, ma in particolare desidero che preghiate”.

Messaggio dato dalla Madonna a Marija
veggente di Medjugorje presso la Croce blu
27 Novembre 1989

SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui.

Ave Maria

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso, proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia.

Ave Maria

O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.  Salve Regina

CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).


O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).


O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Ave Maria
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te
 (tre volte).

medaglia miracolosa santa caterina labouré apparizioni di rue du bac parigi

Così due giovani sposi americani si sono “ritrovati” grazie alla fedeltà a una promessa. «Sapevo che Dio mi avrebbe aiutata, non ho pensato che fosse troppo per me»

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Di «esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita», Danielle lo aveva promesso a Matt il giorno del loro matrimonio, e non ha mai avuto intenzione di tornare indietro. E la sua fedeltà è stata ripagata.

LA DECISIONE. Quando Matt Davis nel 2011, dopo soli due mesi di fidanzamento e sette di matrimonio con Danielle, entrò in coma a causa di un incidente stradale, i medici lo diedero per spacciato, invitando la moglie a non ostinarsi e a “lasciarlo andare”. «Dicevano che se fosse stato per loro avrebbero staccato la spina», ha spiegato la ragazza all’emittente Wtoc. Ma Danielle non aveva dubbi: suo marito non sarebbe morto né di fame e di sete né per mancanza d’ossigeno, ma sarebbe tornato a casa dove lei lo avrebbe curato. Matt aveva appena 26 anni e lei 27, ma era assolutamente certa che «Dio mi avrebbe aiutata ad attraversare questa situazione, non ho pensato che fosse troppo per me». Disse alla madre che anche se Matt fosse rimasto per sempre incosciente avrebbe voluto sistemarlo in una stanza da cui si poteva vedere il panorama: «Se dobbiamo portarlo a casa, almeno facciamo in modo che goda della vista migliore del mondo».

UN ALTRO “SÌ”. Danielle portò il marito in casa, occupandosi di lui 24 ore al giorno, girandolo nel letto per evitare le piaghe da decubito, pulendolo, somministrandogli una ventina di farmaci al giorno e cambiandogli il tubo dell’alimentazione. Qualche settimana dopo, nonostante le basse probabilità di risveglio, ricorda la ragazza, «notammo che Matt cercava di parlare, più che altro era un sussurro, quindi gli misi in mano il suo cappello, chiedendogli di metterselo in testa. Dopo averglielo ripetuto più volte ansimò: “Ci sto provando!”. È stata la cosa più grandiosa che abbia mai sentito!». Purtroppo, però, ripresa coscienza, Matt non ricordava di essersi mai sposato e nemmeno sapeva chi fosse quella Danielle. L’incidente gli aveva cancellato dalla memoria gli ultimi tre anni di vita. Ma proprio come era accaduto la prima volta che si erano incontrati, Matt vedendo Danielle rimase nuovamente folgorato: «La vidi e mi dissi: “Sì”», ricorda il ragazzo. Certo, ci volle un po’ di tempo perché la donna si convincesse che il marito un giorno sarebbe tornato quello di prima, ma alla fine quella certezza arrivò. Precisamente il giorno in cui Danielle chiese a Matt che cosa desiderasse mangiare e lui, con un sussurro appena udibile, rispose: «Pollo alla buffalo avvolto nel formaggio». Il suo cibo preferito.

matt danielle ginnasticaIL FILM. Da tre anni la giovane sposa lavora senza sosta sia per il recupero del marito (che da poco è tornato a camminare) sia per mantenere la famiglia. E dato che l’assicurazione ha smesso di coprire i trattamenti, nonostante il fatto che a Matt serviranno più di 10 anni per riprendersi completamente dal trauma, Danielle ha messo in piedi anche una raccolta fondi per lui. La storia di questi due giovani di Savannah, Georgia, ne ricorda un’altra – vera anch’essa, ma a parti invertite – che ha ispirato un film prodotto nel 2010 (La memoria del cuore). È la storia di Krickitt Carpenter e di suo marito Kim: proprio come Matt, nel 1993, dopo dieci settimane di matrimonio, Krickitt finì in coma in seguito a uno scontro in auto e si risvegliò senza ricordare nulla di quanto era accaduto nei due anni precedenti. «Una volta che ho accettato di essere sposata a quest’uomo di nome Kim e di aver fatto un incidente, ci sono semplicemente stata», ha detto l’anno scorso Krickitt in un’intervista al Christian Post. «Mi sono assolutamente fidata del disegno che Dio aveva su di me (…). Siamo lieti che Dio usi questa storia per la sua gloria». Anche per Kim, conferma lui stesso, si è trattato di mantenere «una promessa» fatta «davanti a Dio». E quando qualcuno adesso parla della loro storia come un caso «straordinario, unico, eroico», spiega l’uomo, quelle parole «ci rattristano», perché «siamo un uomo e una donna che hanno semplicemente fatto ciò che avevano detto di voler fare». Finché morte non li separi.

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Profezie della Madonna di Anguera sulla Chiesa di Gesù

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 3 MAGGIO 2016

“Cari figli, piegate le vostra ginocchia in preghiera. La Casa di Dio sarà sorpresa dall’azione malefica dei nemici. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. Cercate forza in Gesù. Vivete nel Tempo dei Dolori, ma il cammino verso il calvario sarà lungo. Pregate, perché la forza della preghiera vi sosterrà nei momenti difficili. Aprite i vostri cuori e siate docili a quello che vi ho annunciato durante questi anni. Vi chiedo di essere miti e umili di cuore. In tutto Dio al primo posto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

Profezie della Madonna di Anguera sulla Chiesa di Gesù

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 1 MAGGIO 2016

 Nelle mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore, l’amore alla Verità. Abbracciate in modo speciale gli Insegnamenti di Mio Figlio Gesù e la Dottrina della Sua Chiesa. Le lezioni del passato non possono essere lasciate da parte. La Verità sarà sempre Verità. Ascoltate Gesù. Lasciate che Egli parli al vostro cuore. Non perdetevi d’animo. Io sono vostra Madre e conosco le vostre necessità. Vi incoraggio a essere docili alla Mia Chiamata. Io vengo dal Cielo per condurvi al Mio Gesù. Egli è il vostro Tutto, e senza Lui non potete far nulla. Coraggio. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Non tiratevi indietro. Il Mio Gesù vi attende a braccia aperte. Dite No al peccato e liberatevi veramente da tutto ciò che paralizza in voi il vero Amore di Dio. Cercate forza nella preghiera, nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Chi cammina col Signore non sperimenterà mai il peso della sconfitta. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

Messaggi di Maria Regina della Pace di Anguera al veggente Pedro Regis

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 30 APRILE 2016

“Cari figli, io sono vostra Madre e vi amo. Voi ben sapete quanto siete importanti per Mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori e sperate in Lui con gioia. Voi siete nel mondo, ma siete del Signore. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della Fede. L’umanità cammina verso le tenebre e solamente per mezzo della preghiera potrete sopportare le prove che verranno. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera. Quando siete lontani, voi diventate bersaglio del nemico di Dio. Vi invito ad avvicinarvi al Confessionale, perché solo così potrete ricevere Mio Figlio Gesù nell’Eucaristia. Allontanatevi dal peccato. Accogliete la Verità di Dio e sarete grandi nella Fede. Non vi dimenticate: in Dio non c’è mezza-verità. Verranno giorni difficili per il vostro Brasile. Pregate. Soffro per quello che vi attende. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

Messaggi di Maria Regina della Pace di Anguera al veggente Pedro Regis

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 26 APRILE 2016

(durante l’incontro a Ceilândia Norte/DF)

“Cari figli, dite il vostro Sì alla Chiamata del Signore. Egli ha bisogno di voi. Siate docili. Non incrociate le braccia. Siate difensori della Verità. L’umanità è diventata cieca spiritualmente, perché la creatura è valorizzata più del Creatore. Abbiate coraggio. Non restate in silenzio di fronte alle ingiustizie praticate contro coloro che sono stati lasciati ai margini della società. Il Mio Signore ve ne chiederà conto. Portate Speranza a coloro che hanno perso la speranza. Ascoltate la Voce del Signore e lasciate che Egli realizzi le Sue Opere nelle vostre vite. Piegate le vostra ginocchia in preghiera. Solamente per mezzo della preghiera potrete comprendere i Disegni di Dio per voi. Io sono vostra Madre e sono instancabile. Datemi le vostre mani e Io vi condurrò a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. Il Grande Giorno del Signore verrà e gli uomini avranno la loro ricompensa. I giusti sperimenteranno grande gioia. Avanti con coraggio. Nulla è perduto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

 

Messaggi di Maria Regina della Pace di Anguera al veggente Pedro Regis

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 25 APRILE 2016

“Cari figli, voi siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Dimostrate a tutti, con i vostri esempi e parole, che siete del Signore e che le cose del mondo non sono per voi. Io vi amo come siete e vengo dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Non incrociate le braccia. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Se vi capiterà di cadere, cercate forza nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Pentitevi, perché il pentimento è il primo passo che deve essere fatto nel cammino della conversione. Il Mio Gesù vi attende a braccia aperte. Confidate in Lui che vede nel segreto e vi conosce per nome. Coraggio. Avrete ancora lunghi anni di dure prove, ma la Vittoria Finale sarà del Signore. La vostra nazione tornerà ad essere, un giorno, una vera Terra di Santa Croce. Non perdetevi d’animo. Io starò con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

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MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI MEDJUGORJE
ALLA VEGGENTE MIRJANA
DEL 2 MAGGIO 2016

“Figli miei, il mio cuore materno desidera la vostra sincera conversione e forte fede per poter trasmettere l’amore e la pace a tutti coloro che vi circondano. Però figli miei non dimenticate: ognuno di voi è un mondo unico davanti al Padre Celeste perciò permettete che l’opera dello Spirito Santo agisca su di voi. Siate miei figli puri spiritualmente. Nella spiritualità è la bellezza: tutto ciò che è spirituale è vivo e così bello. Non dimenticate che nell’Eucarestia, che è il cuore della fede, mio Figlio è sempre con voi, viene a voi e spezza il pane con voi perché, figli miei, è morto per voi, è risuscitato e viene nuovamente. Queste mie parole voi le conoscete perché sono la verità e la verità non cambia, solo che molti miei figli l’hanno dimenticata. Figli miei, le mie parole non sono né vecchie né nuove, sono eterne. Perciò vi invito, miei figli, a guardare bene i segni del tempo, a raccogliere le croci spezzate e ad essere apostoli dell’annunciazione. Vi ringrazio.”

Traduzione momentanea, a cura degli interpreti di Medjugorje.

Messaggi di Maria Regina della Pace di Anguera al veggente Pedro Regis

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE PEDRO REGIS
DEL 23 APRILE 2016

“Cari figli, amate e difendete la verità. Non permettete che le cose del mondo vi allontanino dal cammino che vi ho indicato. Voi siete importanti per la realizzazione dei Miei Piani. Non permettete che il demonio rubi la vostra pace. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Abbiate coraggio. La Vittoria del Signore sarà la vostra vittoria. Cercate forza nella preghiera silenziosa, nel Vangelo e nell’Eucarestia. Io sono vostra Madre e vi amo. Conosco ognuno di voi per nome e voglio aiutarvi. Soffro per quello che vi attende. Pregate. Pregate. Pregate. Quello che vi ho annunciato nel passato si realizzerà. La Chiesa del Mio Gesù porterà una croce pesante e molti fedeli piangeranno e si lamenteranno. Avanti con fiducia. Chi sta col Signore non sperimenterà mai la sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

Messaggi di Maria Regina della Pace di Anguera al veggente Pedro Regis

MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA
AL VEGGENTE  PEDRO REGIS
DEL 19 APRILE 2016

“Cari figli, cercate forza nella preghiera. Non permettete che il nemico di Dio vi trascini verso l’abisso del peccato. Siate forti. La vostra vittoria è in Gesù. Io sono vostra Madre e vengo dal Cielo per condurvi al porto sicuro della Fede. Camminate verso un futuro di intensa battaglia spirituale. La lotta tra il Bene e il Male sarà dolorosa, ma la vittoria sarà del Signore. Non vi allontanate dalla Verità. Voi siete del Signore e dovete testimoniare ovunque la Verità e difenderla. Molti scelti per annunciare la verità si tireranno indietro. Pregate. Il Santo Rosario sia la vostra arma di difesa. Il Vangelo del Mio Gesù e l’Eucaristia siano la vostra forza. Non scoraggiatevi. Io sono al vostro fianco. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto in nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in Pace.”

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MESSAGGIO DI MARIA REGINA DELLA PACE DI MEDJUGORJE
ALLA VEGGENTE MARIJA
DEL 25 APRILE 2016

“Cari figli! Il Mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose. Vi invito: ritornate a Dio ed alla preghiera affinché siate felici sulla terra. Dio vi invita tramite me perché i vostri cuori siano speranza e gioia per tutti coloro che sono lontani. Il mio invito sia per voi balsamo per l’anima e il cuore perché glorifichiate Dio Creatore che vi ama e vi invita all’ eternità. Figlioli, la vita è breve, approfittate di questo tempo per fare il bene. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.