Archivio della categoria: Senza categoria

“Vi pare dura la parola che dice la verità. Vorreste solo parole di misericordia.”

Il Messaggio di Dio Padre
che molti non vogliono accettare.
 

Sono parole forti, per molti troppo dure da mandare giù, eppure sono state dette e il loro Autore è Dio Padre. Queste parole sono la conferma che l’uomo deve cercare di meritare il perdono e l’amore di Dio, per quanto gli è stato concesso, amandolo con tutto se stesso e dandoGli ciò che Gli è dovuto, il cuore, la mente e l’anima! Nonostante siano chiarissime le parole di Dio Padre, molti sono oggi le persone che le mettono in dubbio escogitando ogni sorta di corrotta obbiezione, volendo non avere alcun rimorso per la propria vita peccaminosa e facendo rimanere anche gli altri nello stesso pantano infernale. Non si possono trovare scuse davanti a Dio, Egli scruta i nostri cuori e sa cosa li riempie di attenzione e pensiero. Lasciamo quindi che le più Sante tra le sante di parole riguardanti il concetto di misericordia Divina vengano ai nostri occhi e orecchi e arrivino al nostro cuore per poterci pentire dei nostri errori e incominciare nuovamente un cammino di conversione gradito al Signore nell’abbandono dello sbaglio e nell’abbraccio del volere di Dio.

Introduzione di Simone Salicandro

 

Da “I Quaderni dal 1945 al l950”, pagg. 42 – 45 di Maria Valtorta

“Ora Parla il Padre”: “Vi pare dura la parola che dice la verità. Vorreste solo parole di misericordia. Potete dire di meritarla?. Non è misericordia anche la Voce severa che vi parla di castigo incitandovi a pentirvi? E vi pentite forse ?.

Questo desiderio di sentire solo promesse di bontà, questa smania di avere da Dio solo carezze è la deviazione della Religione. Avete reso epicureismo anche questa sublime cosa che è la Religione nel Dio vero. Da essa volete godimento. Non volete dare ad essa sforzo. Volete adagiarvi in una comoda transazione fra il comandato e quello che a voi piace. E pretendereste che Dio venisse a questo adattamento. Un tempo fu detto, ‘quietismo’, questo vizio spirituale. Ancora e detto dai dottori di spirito. Io sono più severo e lo chiamo epicureismo dello spirito.

Dalla Religione, da Dio, dalla sua Parola vorreste avere solo quanto accarezza il senso. Perché cosi siete discesi che anche lo spirito avete reso sensuale. Perciò volete dargli sensazioni e brividi tutti umani. Sembrate quei folli di altre religioni che provocano con opportune cerimonie uno stato psichico anormale per godere le false estasi dei loro paradisi.

La grande, la più grande misericordia di Dio non la capite più. E chiamate durezza, spavento, minaccia quello che è amore, consiglio, invito al ravvedimento per avere grazie. Volete parole di misericordia. Dite che volete queste per avere forza di risorgere? Non mentite. Vi piacerebbero perché sono dolci. Ma voi rimarreste amari come tossico al labbro di Dio.

Le parole di misericordia, le visioni tutte amore che da un anno vi sono elargite, per ultima prova di elevazione delle vostre paganizzanti anime verso Dio, servono a che ? A molti per diletto, ad alcuni per rovina, ad una minoranza di una esiguità spaventosa per santificazione. Continua il destino del Cristo: di essere segno di contraddizione per molti.

Oggi Io parlo. Parlo per mostrare che è ancora infinita la mia misericordia se non vi seppellisce sotto una grandine di fuoco, o colpevoli più dei sodomiti.

È detto: “Tu castighi i traviati a poco per volta, li riprendi dei loro falli e li ammonisci affinché, messa da parte la malizia, credano in Te” [Sapienza 12;1-2]. Questi periodi tremendi non sono andati aumentando piano piano ? Vi ho lasciati percuotere tutto in una volta cosi infernalmente ? No. Sono decenni e decenni che la punizione aumenta in forma e in durata, dandovi dentro per dentro un miracoloso aiuto che ve ne liberava e che voi usavate per preparare con il vostro stesso volere un flagello ancor più fiero.

Mai siete tornati migliori. Malizia e miscredenza sono aumentate sempre, derisori di Dio. E ora ? Ora, se non sapessi come vi ho creati, Io mi chiederei se avete un’anima. Perché le vostre opere sono da più di bruti. Vi spiace sentirvelo dire? Non agite in modo da meritarvi questa parola! Nella Sapienza si legge, detto verso i Cananei: “Gli antichi abitatori della tua terra santa Tu li avevi in orrore, perché detestabili davanti a Te erano le opere loro che facevano con malie ed empi sacrifizi. Uccidevano senza pietà i loro figlioli, mangiavano le viscere degli uomini e bevevano il sangue in mezzo alla tua sacra terra. Quei genitori carnefici di anime indifese Tu li volesti distruggere…” [Sapienza 12, 3-7].

Non vi riconoscete, o generazioni di uomini d’ora, in questi vostri antenati’? Io vi riconosco. Aumentati in malizia siete. Essa è divenuta più satanica. Ma vi fa sempre di questa genia che è a Me detestabile. Il satanismo si e diffuso divenendo quasi la religione degli stati. Grandi ed umili, colti e ignoranti, e fino nelle case dei ministri di Dio, si vuole e si crede sapere attraverso a malie che hanno il sigillo sicuro: quello di Satana.

Non fate i sacrifizi dei cananei? Ma di peggiori ne fate! Immolate non le carni ma le anime vostre e dei vostri simili, conculcando il diritto di Dio e la libertà dell’uomo. Perché siete giunti al punto di violentare con lo scherno o col comando le coscienze che sanno ancora rimanermi fedeli, e le detronizzate dal trono della loro fede che a Me le eleva corrompendole con dottrine maledette, oppure le uccidete credendo con questo di spogliarle della fede. No. Anzi, di incorruttibile fede con questo le vestite. Ma voi siate maledetti per la corruzione che seminate onde levare a Dio i fedeli.

E non vi riconoscete voi, generazioni di genitori che senza pietà uccidete moralmente i vostri figli comunicando ad essi, innocenti, le vostre incredulità, le vostre sensualità, tutto il corredo del razionalismo e della bestialità che vi satura e che ora, ora, ora, poi, questi figli, non più sorretti da nessuna colonna spirituale, voi finite di uccidere in quanto loro resta: nella carne, permettendo che come bestie di lussuria di essa carne facciano mercato, consenzienti e felici a questo mercato che vi permette di pascervi e di godere con il sacrificio dei figli? Non esagera, no, la Sapienza a dirvi carnefici di anime indifese!

Avete più cura della bestia che allevate per venderla e della pianta che colti vate per averne frutto, di quanta ne avete dei vostri figli. Essi sono deboli e voi non li fortificate ne dando loro la religione di Dio ne, quanto meno, quella della onestà civica e dell’amore familiare. Padri, non siete più i tutori dei minorenni. Madri, siete idoli e non angeli per le vostre creature.

Mancate allo scopo per cui Io vi ho messi. Abdicate ai vostri doveri e ai vostri diritti. Mi fate ribrezzo. Siete degli idoli idolatri. Idoli perché senza spirito. Idolatri perché adorate ciò che tutto e meno che spirito. Avete adorato l’uomo, avete permesso che si giungesse al culto del corpo. Si tornasse al culto del corpo come i pagani trovati da Cristo, o neo pagani, due volte colpevoli di paganesimo, per esserlo e per esserlo dopo avere avuto la vera religione.

Anche nei lutti, anche nelle gioie, che fate? Idolatria. Venerate, adorate ciò che e peribile. Non avete pensiero allo spirito ed al Creatore dello stesso, e questo “e un inganno per la vita umana in quanto gli uomini, assecondando l’affetto o i tiranni, danno alla pietra o al legno o alla tela dipinta il Nome incomunicabile” [Sapienza 14, 21]. Io sono, solo Io sono Dio. Vi pare che Io vi sferzi? E allora udite:

“Né bastò avere sbagliato nella cognizione di Dio ma, vivendo nella grande guerra dell’ignoranza, a si grandi mali danno il nome di pace. Ora immolano i figli, ora fanno tenebrosi sacrifizi, ora passano la notte in orge infami. Non conservano pure né la vita né le nozze. Ma 1’ uno uccide 1’altro per invidia o lo contrista con adulteri. Tutto è sossopra: sangue, omicidi, furti, frodi, corruzioni, infedeltà, tumulti, spergiuri, vessazione dei buoni,  dimenticanza di Dio, contaminazione delle anime, inversione dei sessi, incostanza nei matrimoni, adulteri, impudicizie, perché 1’abominevole culto degli idoli e causa, principio e fine d’ogni male. Essi o folleggiano in gozzoviglie, o vaticinano il falso, o vivono nell’ingiustizia e senza esitazione spergiurano, perché fidando in idoli inanimati non temono alcun pregiudizio per i loro spergiuri” [Sapienza 14, 22-29].

Ma è la Sapienza dettata un secolo avanti il Cristo, o e scritto dettato per i momenti attuali? E vorreste parole di misericordia ancora?! Non avete mai visto un popolo in fuga sotto una grandine grossissima? Fugge, fugge e viene colpito perché i grossi chicchi lo perseguitano da ogni dove. Se do vessi parlare per come meritate e parlare Io, Dio Padre, sareste simili a questi percossi da innumerabile grandine. Parla la Bontà e non capite. Parla la Giustizia e la trovate ingiusta. Avete paura e non vi correggete. Stolti o delinquenti? Folli o indemoniati?

Ognuno si esamini, Ed è per questi che il Figlio del Padre fu mandato a morire?. Veramente che se fosse possibile trovare errore in Dio si dovrebbe dire che tale Sacrificio fu un errore, perché e nullo per troppi il suo infinito valore. Un errore. Si . Che testimonia della mia Natura. Perché se non fossi Amore, o uomini che colpevoli come siete trovate che Io non vi tratto con misericordia, non vi avrei dato la Redenzione. Sì, che in verità se avessi dovuto agire come voi fate, volendo il 100 per 100, e anche il 1000per 1000 quando fate un poco di bene, Io non avrei mai dovuto farvi grazia. Perché le grazie, tutte, cominciando da quella del Sangue effuso per voi, vengono da voi trascurate, derise, volle a disgrazie.

Oggi non parla Gesù, e non vede il piccolo Giovanni (Maria Valtorta, così chiamata da Dio in riferimento a Giovanni Battista – NDR). Oggi parlo Io. Per dirvi che ora come due anni fa il mio Pensiero e sempre quello. [Vedi “I Quaderni del 1943″, pag. 83]. Per dirvi che se taccio e perché so inutile il parlare, per dirvi che la parola e amore e il silenzio e amore, che la severità e amore. Solo voi, nell’amore sovrano che informa tutto quanto da Dio viene, siete disamore. Ed c questa la vostra condanna”.

 

Messaggio di Dio Padre

 

«Io ebbi una Piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce…»

«… sappi sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa Piaga, verrà loro concessa …»
La promessa della santa Piaga della spalla di nostro Signore Gesù a chi con devozione reciterà questa Orazione con fede.

San Bernardino domandò nell’orazione a nostro Signore, quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto: «Io ebbi una Piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce. Questa Piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma fu rivelata ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa Piaga, verrà loro concessa, e a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con tre Pater, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i peccati mortali e non moriranno di morte improvvisa e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno ancora la grazia e la misericordia».

ORAZIONE ALLA PIAGA
DELLA SPALLA DI NOSTRO SIGNORE

Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la santissima tua Piaga che ricevesti sulla spalla nel portare la pesantissima croce al Calvario, nella quale restarono scoperte tre sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: ti supplico, in virtù e meriti di detta Piaga, ad avere di me misericordia, col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali, e ad assistermi nell’ora della morte, e di condurmi nel tuo regno beato. Amen.

3 Padre nostro
3 Ave Maria
3 Gloria

Gesù trascina la croce fino al monte calvario, la piaga di gesù sulla spalla

“Sarò come morta, ma non seppellitemi!”

alphonsine-mumureke-05

Nel marzo ’82 la Madonna invitò Alphonsine a seguirla  in un luogo speciale.
Un’esperienza particolare vissuta da Alphonsine nei giorni 20-21 marzo 1982. Si tratta di un viaggio che sarebbe durato tutta la notte.
Il 20 marzo 1982 Alphonsine annunciò ad una delle suore, alla direttrice della scuola e a una delle sue compagne: “Sarò come morta, ma non seppellitemi! Il mio corpo sembrerà senza vita, e voi crederete che io sia morta”.
Stando ad alcune testimonianze durante questo “viaggio”, durato circa sei ore, il corpo di Alphonsine rimase in uno stato di coma e di rigidità. Alcuni sacerdoti e il personale medico a cui fu consentito di assistere Alphonsine, effettuarono molti esami sul suo corpo. Le conficcarono addirittura degli aghi sotto le unghie, controllarono la sua respirazione e provarono a sollevarla: sembrava che fosse diventata come un pesantissimo blocco di legno di almeno cento chili, affermarono i testimoni. Nessuno riuscì a spostarla. Sembrava caduta in uno stato di coma profondo.
A tutti sembrava che la veggente fosse morta. La direttrice inviò l’infermiera della scuola al capezzale di Alphonsine e fece chiamare l’abate Augostine Misago, uno dei componenti più in vista della Commissione d’Inchiesta. L’abate Misago, che un giorno sarebbe diventato il vescovo responsabile del riconoscimento ufficiale delle apparizioni di Kibeho, arrivò assieme a due sacerdoti che l’avevano accompagnato dal seminario e la stanza pullulava di testimoni oculari quando lui iniziò ad esaminare Alphonsine. Un membro della Croce Rossa disse che Alphonsine non era morta come aveva creduto la suora che l’aveva trovata, tuttavia la sua vita era appesa ad un filo. Il suo battito cardiaco era lentissimo, la pressione bassissima, e quasi non respirava, il suo petto si alzava e abbassava impercettibilmente solo una o due volte al minuto.
Diciotto ore dopo essere entrata in questo sonno simile alla morte, Alphonsine si svegliò più in forma che mai. I suoi occhi brillavano, era serena, il suo viso risplendeva di salute e di felicità.

Il primo posto in cui Maria la condusse era buio e faceva molta paura. «Era pieno di ombre, di gemiti, di tristezza e di dolore: la Madonna mi ha spiegato che si chiama il Luogo della Disperazione e ci finiscono le persone che si allontanano dalla Luce di Dio. Abbiamo viaggiato molto… ci siamo mosse attraverso le stelle finché abbiamo raggiunto un posto immerso in una luce dorata e piena di felicità, di risate e di canzoni, cantate da voci gioiose. Le voci erano così tante che a un certo punto ho pensato che le anime di tutte le persone che un tempo hanno vissuto sulla terra stessero fluttuando intorno a me lodando Dio. Ma, come mi era accaduto ne Luogo della Disperazione, anche qui non ho visto nessuno, potevo solo sentire delle voci. Così ho chiesto a Maria perché non mi permettesse di guardare in faccia le persone che erano così felici. Non puoi vedere quello che c’è qui mentre sei ancora in vita, mi ha risposto.
Ma chiunque siano, loro mi possono vedere. Ad un certo punto, una voce giovane – troppo giovane perché potessi capire se apparteneva ad un maschio o ad una femmina – si è rivolta a me con un tale amore una tale famigliarità da farmi venire voglia di piangere. Alphonsine, sei tu! Sei l’Alphonsine di Kibeho, quella che ha visto la Vergine Maria! Che tu sia benedetta! Io ero come te: anch’io ho avuto delle visioni e sono stata perseguitata a causa loro. Abbi fede e confida nella Madonna: lei ti proteggerà
Poi i miei occhi si sono aperti e mi sono ritrovata nel mio letto, piena di gioia che mi ha lasciato il ricordo di quel luogo meraviglioso».

dal libro di Irene Corona “KIBEHO, LOURDES DELL’AFRICA – L’insegnamento della Madonna al mondo”

Le apparizioni di Kibeho sono state riconosciute dalla Chiesa cattolica.

L’ESORCISMO DI ANNELIESE MICHEL E LE RIVELAZIONI DEL DEMONIO

Esorcismo di Anneliese Michel

La storia che stiamo per raccontarvi, nella sua ampia complicatezza, ci trasporta nella realtà più “buia” e profonda della possessione diabolica.
Questo caso tutt’oggi alimenta paure e incomprensioni arrivando a dividere aspramente persino i membri della Chiesa riguardo l’avvenuto, ma coloro i quali furono presenti agli esorcismi, prendendo nota di quanto il demonio rivelava sotto costrizione divina, hanno lasciato ai posteri una testimonianza che lascia spazio a pochi dubbi.
La vicenda di Anneliese Michel, ragazzina posseduta a causa dei peccati degli uomini di Chiesa e dei peccati del mondo, sconvolse l’opinione pubblica in maniera radicale ed ispirò per i decenni a venire numerosi libri e pellicole cinematografiche.
Ma cosa realmente avvenne? E perchè le rivelazioni del demonio furono pubblicate solo molti anni dopo la conclusione dell’esorcismo?

La storia

Anneliese Michel nacque in Germania il 21 settembre 1952, più precisamente nella cittadina bavarese di Leiblfing; crebbe in una famiglia cattolica di stampo tradizionalista ed i suoi genitori, Josef e Anna Michel, furono molto premurosi nel farle ricevere un’adeguata istruzione religiosa.

Anneliese in giovane età

Anneliese in giovane età

La sua fu un’adolescenza serena: Anneliese era una ragazza solare che amava trascorrere le giornate in compagnia o suonando l’accordion, frequentava la chiesa locale e leggeva spesso le Sacre Scritture.
Tuttavia, in termini di salute, non godeva di forma perfetta e già in adolescenza sviluppò una malattia polmonare, motivo per il quale venne curata in un sanatorio per i malati di tubercolosi a Mittelberg.
Dopo il suo rilascio continuò a studiare in un liceo di Aschaffenburg, ma ben presto diverse convulsioni attribuite successivamente ad una rara forma d’epilessia la costrinsero di nuovo ad interrompere il corso di studi. Le convulsioni erano talmente violente che Anneliese divenne incapace di formare un discorso coerente ed aveva difficoltà a camminare senza assistenza.
Durante i numerosi ricoveri, secondo quanto testimoniato dai dottori, la ragazza passava il tempo pregando costantemente e dedicandosi a rafforzare la sua fede e il suo rapporto spirituale con Dio.
Probabilmente fu proprio in quei giorni che Annaliese sviluppò il desiderio di divenire catechista.
Nell’autunno del 1968, poco prima del suo sedicesimo compleanno, la madre notò che alcune parti del corpo di sua figlia erano cresciute in maniera innaturale, specialmente le mani – il tutto senza alcun motivo spiegabile.
Allo stesso tempo, Anneliese iniziò a comportarsi inconsuetamente.

I primi sintomi che lasciavano intuire un’influenza malefica dietro alle più comuni malattie si manifestarono nel corso d’un pellegrinaggio: durante il viaggio in pullman iniziò, tra lo stupore dei presenti, a parlare con voce maschile molto profonda. Quando, successivamente, i pellegrini raggiunsero il santuario, la ragazza inizò ad urlare numerose maledizioni.
Durante la notte, la ragazza rimaneva paralizzata sul letto, senza riuscir a dire una sola parola: le sembrava d’esser sopraffatta da una forza sovraumana che la opprimeva, la incatenava, cercava di soffocarla.
Padre Renz, il sacerdote che la accompagnò in viaggio e che sarà poi colui che la esorcizzerà, riferì successivamente che Anneliese spesso veniva come strattonata da una “potenza” invisibile che la faceva roteare, sbattere contro muri e cadere a terra con molta violenza.

Verso la fine del 1973 i genitori, constatando la totale inefficacia delle cure mediche ed avendo il sospetto che si trattasse di possessione, si rivolsero al Vescovo locale affinchè autorizzasse un esorcista ad occuparsi di Anneliese.
La richiesta venne in un primo momento respinta, e lo stesso Vescovo invitò ad insistere con più approfonditi trattamenti medici.

Tuttavia la situazione, nonostante il sottoporre la ragazza ai più importanti specialisti, degenerò ancor di più: dopo aver constatato che Anneliese nutriva una forte avversione per tutti gli oggetti religiosi, esibiva una forza fuori dal comune e sempre più spesso parlava in lingue arcaiche (aramaico, latino e greco antico), nel settembre del 1975 il Vescovo di Würzburg Josef Stangl decise di permettere a due sacerdoti – Padre Ernst Alt e Padre Arnold Renz – d’esorcizzare Anneliese Michel secondo il Rituale Romanum del 1614.
I due sacerdoti, convocati dunque a Klingenberg, programmarono un cammino faticoso e intenso per l’esorcismo.
Durante il primo tentativo, eseguito rigorosamente secondo il rituale latino, i demoni a sopresa iniziarono a parlare senza che fosse posta loro alcuna domanda: Padre Ernst colse l’occasione per tentare di conoscere il nome di questi spiriti maligni che opprimevano il corpo e la mente della povera fanciulla.
Essi si presentarono con i nomi di Lucifero, Giuda, Hitler, Nerone, Caino e Fleischmann (un religioso tedesco dannato appartenente al XVII secolo).

 


Registrazione audio degli esorcismi

Le grandi sofferenze che Annaliese era costretta a sopportare rapidamente ebbero un’escalation, accompagnate dall’acutizzarsi delle manifestazioni diaboliche.
Come riporterà Padre Roth (uno degli esorcisti che si affiancarono successivamente), gli occhi della ragazza erano divenuti completamente neri, aggrediva con terribile furia i propri fratelli, spezzava qualsiasi Rosario le se porgesse, si nutriva di scarafaggi e ragni, si strappava i vestiti, si arrampicava sui muri ed emetteva suoni mostruosi.
Il suo viso e la testa erano pieni di lividi; il colore della pelle variava dal pallido al violaceo.
I suoi occhi erano così gonfi che riusciva a malapena a vedere; i denti erano rotti e scheggiati dai suoi molteplici tentativi di mordere o mangiare le pareti della sua stanza. Il suo corpo divenne talmente tanto danneggiato che era difficile riconoscerla fisicamente.
La ragazza, con il trascorrere del tempo, smise di cibarsi di qualunque altra sostanza all’infuori della Santa Eucaristia.

Nonostante questa pesantissima croce, Anneliese Michel nei pochi momenti in cui aveva il controllo del proprio corpo offriva di continuo sacrifici al Signore in espiazione dei peccati: arrivò persino a dormire su un letto di pietre o sul pavimento in pieno inverno come penitenza per i sacerdoti ribelli ed i drogati.

Tutto ciò, come confermato dalla madre e dal fidanzato, fu chiesto espressamente dalla Vergine Maria, la quale apparve alla ragazza mesi prima.

LA RICHIESTA DELLA MADONNA

Una domenica Anneliese e Peter, il fidanzato, avevano deciso di andare a fare una passeggiata in una zona lontana da casa.
Recatisi sul posto, le condizioni della ragazza peggiorarono improvvisamente e smise di camminare, tale era il dolore: proprio in quel momento Maria, la Madre di Dio, le apparve.
Il fidanzato assistette incredulo al miracolo che gli si stava compiendo dinnanzi: Annaliese era divenuta raggiante, il dolore scomparso e la ragazza era in estasi. Ella affermava che la Vergine stava camminando con loro ed aveva chiesto:

 

Il mio cuore soffre molto perché tante anime vanno all’inferno. È necessario fare penitenza per i sacerdoti, per i giovani e per il vostro paese. Vuoi fare penitenza per queste anime, in modo che tutte queste persone non vadano all’inferno?

Anneliese decise d’accettare, non del tutto conscia di quali e quante sofferenze avrebbe patito negli ultimi anni della sua vita.
Il fidanzato, tutt’oggi sconvolto per quanto accaduto, successivamente affermerà che in Annaliese ha visto il Cristo Sofferente, ha visto l’Innocente che volontariamente si sacrifica per salvare gli altri.

La morte, le stimmate e l’insabbiamento

Attorno alla fine del 1975 Padre Renz e Padre Alt, stupiti per la gravità della possessione, riuscirono ad ottenere i primi risultati scacciando alcuni dei diavoli: essi riferirono che la Vergine Maria aveva promesso d’intervenire per espellerli, seppur non tutti.
Questo particolare fu ancor più evidente quando sia Fleischmann che Lucifero, prima d’uscire dal corpo della ragazza, furono costretti a recitare l’incipit dell’Ave Maria.
Tuttavia i rimanenti, incitati più volte ad uscire dai sacerdoti, dissero: “Vogliamo andarcene, ma non possiamo!“.
La croce che Anneliese Michel accettò di portare era destinata ad accompagnarla sino al termine estremo della vita.
Dopo 10 mesi e 65 esorcismi, il primo giorno di luglio del 1976 Anneliese, come aveva predetto nelle sue lettere, morì come martire a soli 24 anni, stremata dalle precarie condizione fisiche.
L’autopsia sul corpo riscontrò la presenta delle Stimmate, un ulteriore segno della sua personale sofferenza per la redenzione delle anime.

Il clamore che scatenò questa vicenda fu tale che la magistratura decise d’indagare i genitori, il parroco e l’altro prete per omicidio colposo: il processo si concluse con la condanna a 6 mesi di reclusione per negligenza.
Questo nonostante le numerose testimonianze che attestavano l’impossibilità di nutrire Anneliese, la quale da tempo non riusciva ad ingerire altro cibo se non l’Eucaristia domenicale.
Alcuni esponenti della Chiesa richiesero alla Santa Sede addirittura di rimuovere totalmente la figura dell’esorcista ed il rituale dell’esorcismo, poichè credevano che tale pratica gettasse in cattiva luce il Cristianesimo. Questa richiesta, fortunatamente, fu ignorata dall’allora Papa Paolo VI.

Furono proprio le numerose controversie all’interno della Chiesa a costringere le autorità religiose a sequestrare tutto il materiale – registrazioni audio ed appunti – raccolto dai testimoni della vicenda.
Il “taboo” sul caso di Anneliese Michel durò per ben due decadi, ovvero sino al quel giorno del 1997 nel quale le rivelazioni dei demoni che possedevano la ragazza vennero raccolte e pubblicate, rendendole disponibili per il grande pubblico.

 

Padre, non ho mai pensato che sarebbe stato così spaventoso. Ho voluto soffrire per altre persone di modo che non finiscano all’inferno. Ma non avrei mai pensato che sarebbe stato così spaventoso, così orribile. A volte, si pensa, “soffrire è una cosa facile!”…ma diventa davvero difficile che non si riesce a fare neppure un singolo passo…è impossibile immaginare come possano forzare un essere umano. Non hai più alcun controllo su te stesso.
(Annaliese Michel, rivolgendosi a Padre Renz)

 

 

Le rivelazioni del demonio

 

● “Sapete perché combatto così tanto io? Perché io fu precipitato proprio a causa degli uomini.

● “Io, Lucifero, ero in cielo, nel coro di Michele.” L’esorcista: “Ma tu potresti essere tra i Cherubini!” Risposta: “Si, io ero anche questo.

● “Giuda me lo sono preso io! Lui è dannato. Quello si poteva salvare, ma non ha voluto seguire il Nazareno.

● “I nemici della Chiesa sono nostri amici!

● “Da noi non c’è ritorno! L’inferno è per tutta l’eternità! Nessuno torna indietro! Qui non c’è amore, c’è solo odio, combattiamo sempre, ci combattiamo l’un l’altro.

● “Gli uomini sono così bestialmente stupidi! Credono che dopo la morte sia finito tutto.

● “In questo secolo ci saranno tanti Santi, come non ce ne sono mai stati. Ma anche tanta gente viene da noi.

● “Contro di voi ci scagliamo e potremmo ancora di più, se non fossimo legati. Noi possiamo solo fino a dove arrivano le catene.

● L’esorcista: “Tu sei il colpevole di tutte le eresie!” Risposta: “Si, e ne ho ancora tante da creare.”

● “La talare ormai non la indossa più nessuno. Questi modernisti della Chiesa sono opera mia e mi appartengono tutti ormai.

● “Quello laggiù (il Papa), quello solo tiene in piedi la Chiesa. Gli altri non lo seguono.

● “Tutti adesso tirano fuori le zampe per prendere la Comunione e neanche si inginocchiano più! Ah! Opera mia!

● “Di noi quasi nessuno parla più, neppure i sacerdoti.

● “L’altare rivolto verso i fedeli è stata idea nostra…sono tutti corsi dietro agli Evangelici come meretrici! I Cattolici hanno la vera dottrina e corrono dietro ai Protestanti!

● “Per ordine dell’Alta Dama devo dire che si deve pregare di più lo Spirito Santo. Voi dovete pregare molto, perché i castighi sono vicini.

● “L’enciclica Humanae Vitae è importantissima! E nessun prete può sposarsi, egli è sacerdote in eterno.

● “Ovunque venga votata una legge a favore dell’aborto, tutto l’inferno è presente!

● “L’aborto è omicidio, sempre e comunque. L’anima negli embrioni non arriva alla visione beatifica di Dio, arriva lassù in Cielo (si tratta del Limbo), ma anche i bambini non nati possono essere battezzati.

● “Peccato che il Sinodo (Concilio Vaticano II) sia finito, ci ha rallegrato moltissimo!” (IMPORTANTE: LEGGERE A RIGUARDO LA NOTA SOTTOSTANTE DELLA REDAZIONE)

● “Tante Ostie vengono profanate perchè vengono date sulle mani. Non si rendono nemmeno conto!

● “Il nuovo catechismo olandese l’ho scritto io! È tutto falsificato!” (NOTA: il demonio fa riferimento alla congregazione che eliminò i riferimenti alla Trinità e all’Inferno nel catechismo dei Paesi Bassi).

● “Voi avete il potere di scacciarci, ma non lo fate più! Non ci credete neppure!

● “Se aveste idea di quanto è potente il Rosario…è fortissimo contro Satana…non voglio dirlo, ma sono costretto.

fonte: VeniteAdMe.org

Novena a Gesù Bambino

novena gesù bambino natale

 

NOVENA A GESÙ BAMBINO
(dal 16 al 24 dicembre)
Per ottenere Grazie particolari e prepararci all’incontro della Notte di Natale

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre…

Invocazione allo Spirito Santo:
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell’intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un’anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino ed unico, fonte d’eterno Amore. Amen.

Recitare il Credo

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno resuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

1° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che hai sempre pregato il Padre e ci hai insegnato ad invocarlo in ogni necessità, prega anche ora con noi e per noi il Padre tuo e Padre nostro. Noi crediamo che il Padre ci ama e ci vuole aiutare come un papà aiuta i suoi figli. In modo particolare, o Gesù Bambino, invocalo con noi nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché così siamo sempre più suoi veri figli e aderiamo alla sua volontà. Aiutaci, Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

2° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto Uomo che hai ascoltato il desiderio del Padre e sei venuto a salvarci riconciliandoci con Lui e dimorando in terra con noi, ascolta questa nostra supplica… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) in modo che siamo fratelli tuoi e figli del Padre. Solo così il Padre tuo abiterà con noi e si compiacerà di stare nei nostri cuori, nelle nostre case, i nostri paesi, nelle nostre città, nelle nostre scuole, nelle nostre fabbriche, nei mezzi di trasporto di terra e di cielo. Egli è il Padre e vive e regna con Te e con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…
images-2

3° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che fin da ragazzo hai difeso i diritti del Padre tuo affermando la sua trascendenza, il suo primato e la sua signoria davanti ai sapienti, davanti ai genitori e davanti a tutti gli uomini, glorifica anche ora il Nome di Dio, facendo trionfare in noi la sua Onnipotenza anche in questa nostra necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Fa che c’impegniamo a difendere ovunque il tuo Santo Nome, lottando contro la bestemmia e l’ateismo. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

4° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che sei venuto nel mondo, ti sei fatto Uomo come noi, per riconciliare 1’uomo con Dio, per rinnovare l’alleanza e fondare la Chiesa, nuovo regno di Dio, Ti supplichiamo di continuare anche ora ad estendere il tuo regno nel mondo, fra i popoli che ancora non Ti conoscono e perché questo regno si attui sempre più in noi, assistici nelle nostre necessità (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Fa, o Gesù, che amiamo coloro che hai posto alla guida del tuo popolo. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

5° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che, pur essendo Dio, ti sei fatto Figlio dell’Uomo fino ad annichilirti come un servo e facendoti obbediente non solo al Padre, ma anche a Maria e Giuseppe, insegnaci a compiere la volontà di Dio anche nel dolore. Tuttavia intervieni presso tuo Padre, infinitamente buono e misericordioso, perché ci aiuti nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Vogliamo, col tuo aiuto, essere disposti ad accettare tutti i suoi progetti. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

6° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che quando eri fra noi hai mangiato il pane guadagnato con il sudore della tua fronte e per il bene delle folle stanche e affamate lo hai moltiplicato, intercedi presso il Padre anche oggi: ottieni il pane per gli affamati, il lavoro per i disoccupati, la casa per i senza-tetto, una patria per gli emigrati, il vestito per chi è nudo, vienici incontro in questa necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Rendici più generosi perché sappiamo condividere del nostro con chi ne è privo, affinché possiamo sederci, da veri fratelli, alla mensa eucaristica. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

7° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che ci riveli il volto misericordioso del Padre, fa che cerchiamo sempre il perdono, consapevoli che “il suo amore è più grande del nostro cuore”. Fa che amiamo il Padre perché Lui per primo ci ama ed è pronto a perdonarci e aiutarci nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore). Rendici capaci di perdonare sempre i nostri fratelli, nella certezza che “la misericordia ha sempre la meglio nel giudizio”. Tu sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

8° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, che sei venuto a vivere fra noi per donarci la vera libertà dei figli di Dio, preservaci oggi dal “principe della menzogna”, donaci di educare i nostri sensi alla libertà e al dono sincero di noi stessi. Sostienici nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché possiamo sperimentare che sei veramente “il Piccolo Re” e Signore della nostra vita e della nostra persona. Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

9° GIORNO
O Santo Bambino Gesù, Tu non fosti visitato da nobili o da grandi come si conviene ad un re, ma da umili e semplici pastorelli che, nella Notte di Natale, stavano vigilando il proprio gregge. Oggi invita noi, sostienici nelle nostre necessità… (chiedere la Grazia che più ci sta a cuore) perché possiamo offrirti il nostro cuore per diventare sempre più umili e così possiamo custodire il tuo Amore. Tu che sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro
Ave Maria
Gloria al Padre

Santo Bambino Gesù, Benedicimi.
O Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli, mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo, a liberarci dal maligno ed a guarirci da ogni male.

Preghiera finale

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che Ti pregano, quanto buono per quelli che Ti cercano, ma che cosa sei per quelli che Ti trovano?

Né la lingua basta a dirlo né lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù. Sii, Gesù, nostra gioia, Tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Salve Regina…

PREGHIERA DI NATALE

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, il mio cuore vuole amarti, le mie labbra cantarti, la mia anima pregarti.

O beata fiducia e sicuro rifugio!

La Madre di Gesù è Madre nostra. La Madre di Colui in cui speriamo è Madre nostra. La Madre di Colui che solo può salvare è Madre nostra.

Gesù, Figlio di Dio, Ti supplico: per l’amore infinito che porti a tua Madre, concedimi di amarla come Tu L’ami e vuoi che sia amata.

Maria, Madre buona, Ti supplico: per quell’amore così tenero che porti a Gesù, tuo Figlio, ottienimi di amarlo come Tu l’ami e vuoi che sia amato.

E in questo amore si consumi la mia vita, perché tutto il mio essere canti per l’eternità: Benedetto il Signore! Amen. Amen.

(Sant’Anselmo di Aosta 1033-1109) 

 

 

 

GESÙ NEL GETSEMANI: LE 6 PROMESSE DEL FIGLIO DI DIO A CHI SI RICORDA DI LUI

Gesù nel getsemani preghiera e promesse

 LE PROMESSE DI GESU’ 

Dal mio Cuore sempre partono voci di amore che invadono le anime, le scaldano e, a volte, le bruciano. E’ la voce del Cuore mio che si propaga e raggiunge anche quelli che non vogliono sentirmi e che, perciò, non si accorgono di me. Ma a tutti parlo interiormente, a tutti mando la mia voce, perché tutti amo. Chi conosce la legge dell’amore non si meraviglia se Io insisto a dire che non posso non picchiare alle porte di quelli che mi resistono e che il rifiuto che spesso ne ottengo mi costringe per così dire a ripetere il richiamo, l’invito, l’offerta. Ora, queste mie voci tutte calde d’amore, che partono dal Cuore mio, che altro sono se non l’amorosa volontà di un Dio amante che vuole salvare? Ma so assai bene che i miei inviti disinteressati non giovano a tanti e che i pochi che li accettano devono anche essi fare notevoli sforzi per accogliermi. Ebbene voglio dimostrarmi generoso (quasi che finora non lo fossi stato) e lo fo dandovi una preziosa gemma dell’amore mio per testimonianza dell’affetto sincero che Io nutro per tutti. Così, ho deciso di aprire una diga per lasciar passare il fiume di grazia che il mio cuore non può contenere più. Ed ecco cosa offro a tutti in cambio di un pò d’amore:

     Remissione di tutte le colpe e certezza di salvezza in punto di morte a chi pensa, una volta al giorno, almeno, alle pene che provai nell’Orto del Gethsemani;

     Contrizione perfetta e duratura a chi faccia celebrare una Messa in onore di quelle stesse pene;

     Riuscita nelle faccende spirituali a coloro che inculcheranno agli altri l’amore alle pene dolorosissime del mio Gethsemani.

Infine, per dimostravi che voglio proprio rompere una diga del mio Cuore e darvi un fiume di grazia, Io prometto a chi si farà promotore della devozione al mio Gethsemani queste altre tre cose:

     1) Vittoria completa e definitiva nella maggiore tentazione cui è soggetto;

     2) Potere diretto di liberare anime dal Purgatorio;

     3) Grande luce per compiere la mia volontà.

Tutti questi doni miei Io farò con certezza a quelli che faranno le cose che ho dette, con amore e compassione per la mia spaventosa agonia del Gethsemani.

(agosto del 1963)

 

PAROLE DI GESU’

Nel Gethsemani conobbi i peccati di tutti gli uomini. Fui fatto quindi: ladro, assassino, adultero, bugiardo, sacrilego, bestemmiatore, calunniatore e ribelle al Padre che invece ho sempre amato. Io, puro, ho risposto al Padre come se fossi macchiato di tutte le impurità. Ed in questo, appunto è consistito il Mio sudare sangue: nel contrasto del Mio amore per il Padre e la Sua volontà che voleva addossarmi tutto il marciume dei Miei fratelli. Ma ho obbedito, sino alla fine ho obbedito e per amore di tutti mi sono ricoperto di ogni macchia, pur di fare il volere di Mio Padre e salvarvi dalla perdizione eterna. Nessuno crederà che molto più soffrii allora anziché sulla Croce, pur tanto e tanto dolorosa, perché chiaramente ed insistentemente Mi fu mostrato che i peccati di tutti erano fatti Miei ed Io dovevo risponderne per ciascuno. Sicché Io, innocente, ho risposto al Padre come se fossi veramente colpevole di disonestà. Considera, perciò, quante agonie più che mortali ho avuto in quella notte e, credimi, nessuno poteva alleggerirmi di tali spasimi, perché, anzi, vedevo che ognuno di voi si è adoperato per rendermi crudelissima la morte che ad ogni attimo Mi veniva data per le offese di cui ho pagato interamente il riscatto. Più di quanto l’uomo può capire ed oltre ogni immaginazione, provai in Me stesso abbandono, dolore e morte. Nessuna grandezza maggiore potete attribuirmi che questa: essere divenuto centro, bersaglio di tutte le colpe vostre. Immensamente conobbi il peso delle offese che al Padre Mio furono e sarebbero state fatte. La Mia Divinità, avendo preso per suo proprio strumento la Mia Umanità, Mi partecipava la bruttezza che nasconde la ribellione e la conseguente disubbidienza, trasformando il tutto in gemiti e martirii nell’Anima e nel Corpo. Ma un solo istante sarebbe bastato, un solo Mio sospiro avrebbe potuto operare la Redenzione per la quale ero stato inviato; eppure moltiplicai questi sospiri, prolungai il Mio vivere quaggiù, perché Sapienza e Amore così volevano. Giunto, però, alla fine volli come intensificare in Me stesso ogni genere di patimenti: vidi tutto ciò che dovevo redimere e che tutto Mi era addossato come cose Mie. Fù lì, nell’Orto, il culmine del dolore e Uomo quale Io volli essere, fui atterrato, sopraffatto, fisicamente distrutto. Venne l’Angelo Mio e mi ristorò mostrandomi le pene che altre Mie creature fedeli avrebbero sofferto per questo Mio soffrire; non gloria Mi fu mostrata ma amore, compassione, unione. Ecco come ripresi animo, ecco come diedi a Me stesso sollievo e forza. Pianto e lotta, sangue e vittoria, ho portato agli uomini, ingrati ed immemori, per quella notte di grande sconforto. Fu notte di redenzione, in cui Mi sostituii ad ogni peccatore e ne presi ogni colpa, ma, oltre a ciò volli racchiudere anche le pene tutte degli uomini e soffrirne intensamente. Miei cari, il Gethsemani è un mare senza confini, un oceano in carità nel quale ogni persona, ogni colpa, ogni dolore venne sommerso ed Io sentii realmente: non in via immaginaria, tutta la gravezza che nel mondo sarebbe discesa. Amore per il Padre, amore per gli uomini, Mi fecero vittima volontaria. Se uno di voi avesse potuto vederMi, sarebbe morto di spavento per il solo aspetto fisico che avevo preso. Poiché non trattavasi di un solo tipo di pena, non si trattava di un solo anelito, ma di mille, milioni di aneliti tutti compressi in Me. Io fui capace di abbracciare ogni vostra colpa e tutte le vostre sofferenze. Io solo sono stato capace di sentire, dico sentire, tutte le vostre pene, perché Io ero voi e voi eravate Me. Notte di tragedia, notte oscura per la Mia Anima che inoltravasi titubante fra gli ulivi del Gethsemani. Il Padre Mi preparava l’Altare sul quale Io, Sua Vittima, dovevo essere Immolato. Io dovevo prendere le colpe degli altri e Colui che Mi aveva mandato, attendeva quella notte per dare agli uomini la misura del Suo Amore, col sacrificio totale di Me, Suo Figlio e Sua Prima Creatura. Laggiù fra gli ulivi del Gethsemani, il peccato degli uomini ebbe sconfitta definitiva perché fu in quel luogo che Io Mi Immolai e vinsi. E’ vero che sarebbe bastato un solo sospiro nel mondo per dar redenzione a tutti, ma è anche vero che un’opera è completa quando raggiunge il culmine voluto, come dire che, essendo stabilito che Io pagassi per tutti sottoponendomi alle umiliazioni della Passione, soltanto con la Immolazione potevasi raggiungere lo scopo voluto dal Padre. Difatti, il merito fu infinito in Me, qualsiasi cosa Io facessi, tuttavia la volontà Divina voleva la Mia umiliazione sotto la Sua potente mano, a titolo di completamento della Sua e Mia opera: perciò col Gethsemani si adempì la prima parte di tale volontà e la parte principalissima. Lentamente, quasi privo di forze, ero giunto ai piedi di quell’altare sul quale il Mio Sacrificio stava per iniziarsi e consumarsi. Che notte fu quella! Quale angoscia, nel Mio cuore, al pensiero, alla visione terrificante dei peccati degli uomini! Ero la Luce e non vedevo che tenebre; ero il Fuoco e non sentivo che gelo; ero l’Amore e non sentivo che il disamore; ero il Bene e non sentivo che il male; ero la Gioia e non avevo che tristezza, ero Dio e Mi vedevo un verme, ero il Cristo, l’Unto del Padre e Mi vedevo lordo e ributtante, ero la Dolcezza e non sentivo che amarezza; ero il Giudice e subivo la condanna, la vostra condanna; ero il Santo, ma venivo trattato come il massimo peccatore; ero Gesù, ma sentivo chiamarMi soltanto con nomi di vitupero da satana; ero la vittima volontaria, però la Mia stessa natura umana Mi faceva sentire tremore e debolezza e chiedeva l’allontanamento di tutta la sofferenza in cui trovavasi; si, ero l’Uomo di tutti i dolori cui era sfuggita la gioia della donazione di Me stesso che avevo fatto con trasporto tutto Divino. E tutte queste cose, perché? Ve l’ho già detto: Io ero voi, perché voi dovete divenire Me. La Mia Passione…  Oh! che abisso di amarezze ha racchiuso! E come è lontano chi crede di conoscerla soltanto perché pensa alle sofferenze del Mio Corpo! Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto nell’Orto e unitevi a Me! Torno oggi a voi per ricordarvi di guardare bene il Mio viso triste, di considerare meglio il Mio sudore di Sangue. Non vi interessa molto questa Passione sconosciuta? Non vi pare che merito più considerazione, migliore attenzione? Anime Mie care! Tornate al Gethsemani, tornate con Me nel buio, nel dolore, nella compassione, nell’amore doloroso! E tu, come ti trovi ora? Intendi, dunque, che ti faccio simile a Me? Posa anche tu le tue ginocchia sulla terra del tuo sacrificio e dì con Me: Padre, se è possibile, allontana da me questo calice: però non si faccia la mia, ma la Tua volontà. E quando avrai detto con intima convinzione “fiat”, allora cesserà tutto e sarai rinnovato nel Mio Amore. Guardate al  Gethsemani,  guardatemi disfatto, nell’Orto e unitevi a Me! Quanto a Me il soffrire che fu, ora Mi sarà dolcissimo se vi metterete nella considerazione delle Mie pene. Non temete di entrare con Me nel Gethsemani: Entrate e vedete. Se, poi, vi parteciperò sensibili angosce e solitudini, ritenetele Miei veri doni e non vi smarrite, ma con Me dite: Padre, non la mia volontà, ma la Tua si faccia! Pregatemi, perché voglio sia conosciuto come ho amato tutti voi in quell’ora di abbandono e di tristezza senza nome.

(dal libro: Anonimo del XX secolo Parole di cielo in 3 volumi 7 ediz.)

PREGHIERA A GESU’ AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile. Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue. Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto. O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre. Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima. Sii benedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che avesti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento. Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi. Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passione del Gethsemani. Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Cosi sia.

23.XI.1963

   Con approvazione ecclesiastica + Macario, Vescovo di Fabriano

14 Dicembre – San Giovanni della Croce

San Giovanni della Croce 14 Dicembre

Giovanni della Croce, al secolo Juan de Yepes Álvarez (in spagnolo: Juan de la Cruz; Fontiveros, 24 giugno 1542 – Úbeda, 14 dicembre 1591), è stato un presbitero e poeta spagnolo, cofondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Fu beatificato nel 1675, proclamato santo da papa Benedetto XIII nel 1726 e dichiarato dottore della Chiesa da Pio XI nel 1926. La sua memoria è celebrata il 14 dicembre.

La Chiesa cattolica lo ha definito Doctor Mysticus

Il poeta T. S. Eliot ha ripreso ed attentamente parafrasato il pensiero di Giovanni della Croce, in particolare il concetto di «Notte Oscura» dell’anima e la dottrina del Nada y Todo(“Nulla e Tutto”), da Giovanni esposta nello schizzo eseguito per illustrare l’ascesa al Monte della Perfezione, oltre che nella Salita del Monte Carmelo:

« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »(San Giovanni della Croce)

Fonte: Wikipedia

Frasi di San Giovanni della Croce in “Avvisi e sentenze”

  • Colui che vuole restare solo senza il sostegno di un maestro e di una guida, è come un albero solo e senza padrone in un campo, i cui frutti, per quanto abbondanti, verranno colti dai passanti e non giungeranno quindi alla maturità. (n. 5)
  • Chi cade da solo, solo resta nella sua caduta e tiene in poco conto la propria anima, poiché l’affida a sé solo. (n. 8)
  • Dio desidera da te piuttosto il più piccolo grado di purezza di coscienza che tutte le opere che tu potrai compiere. (n. 12)
  • Dio stima di più in te l’inclinazione all’aridità e alla sofferenza per amor suo, che tutte le meditazioni, le visioni e le consolazioni spirituali che tu possa avere. (n. 14)
  • Rinnega i tuoi desideri e troverai quello che il tuo cuore desidera. Che sai tu se il tuo appetito è secondo Dio? (n. 15)
  • Non ti mostrare alle creature, se nella tua anima desideri conservare chiara e semplice la faccia di Dio. Piuttosto vuota e distacca del tutto il tuo spirito da quelle e camminerai sotto la divina luce, poiché Dio non è simile ad esse. (n. 25)
  • Chi perde l’occasione, è come chi lasciò volar via di mano l’uccello che non potrà piú essere ripreso. (n. 29)
  • Un solo pensiero dell’uomo vale più del mondo intero, perciò Dio solo è degno di esso. (n. 32)
  • Tu non troverai quello che desideri o maggiormente brami, né per questa tua strada né per quella dell’alta contemplazione, ma in una grande umiltà e sottomissione di cuore. (n. 37)
  • Convinciti che non entrerai nel sapore e nella soavità di spirito, se non ti darai alla mortificazione di tutto ciò che desideri. (n. 38)
  • Fai un patto con la tua ragione di compiere quanto ella ti dice nel cammino di Dio: ciò presso di Lui ti varrà piú di tutte le opere che fai senza tale riflessione e di tutti i gusti spirituali che tu desideri. (n. 41)
  • Chi agisce secondo la ragione è come colui che si nutre di cibi sostanziosi; chi invece si muove dietro al gusto della volontà è come chi si nutre di frutta fradicia. (n. 43)
  • Nella sera sarai esaminato sull’amore. Impara ad amare Dio come Egli vuole essere amato e lascia il tuo modo di fare e di vedere. (n. 57)
  • L’uomo non sa né godere né soffrire bene, non comprendendo la differenza fra il bene e il male. n. 60)
  • Prendi Dio per sposo e amico con cui stare sempre; non peccherai, saprai amare e le cose necessarie ti andranno prosperamente. (n. 65)
  • Ricordati che Dio regna solo nell’anima pacifica e disinteressata. (n. 68)

[San Giovanni della Croce, Avvisi e Sentenze, in Opere, a cura di Ferdinando di S. Maria, Postulazione Generale dei Carmelitani Scalzi, Roma, 1991.]

Frasi di San Giovanni della Croce in Spunti d’amore

  • L’anima che cammina nell’amore non annoia gli altri né stanca sé stessa. (n. 18)
  • Ci sono delle anime che, come alcuni animali, si rivoltano nel fango, ed altre che volano come gli uccelli i quali nell’aria si purificano e si puliscono. (n. 20)
  • Il Padre pronunciò una parola, che fu suo Figlio e sempre la ripete in un eterno silenzio; perciò in silenzio essa deve essere ascoltata dall’anima. (n. 21)
  • Dobbiamo misurare le sofferenze in rapporto a noi, non in rapporto ad esse. (n. 22)
  • Per innamorarsene, Dio non posa lo sguardo sulla grandezza dell’anima, ma sulla grandezza della sua umiltà. (n. 24)
  • L’amore non consiste nel provare grandi sentimenti, ma nell’avere grande nudità e nel patire per amore dell’Amato. (n. 36)
  • Semplificarsi per cercare Dio: la luce che nelle cose esteriori è utile per non cadere, nelle cose di Dio è il contrario, di modo che in esse è meglio che l’anima non veda e possederà in tal modo maggior sicurezza. (n. 54)

[San Giovanni della Croce, Spunti d’amore, in Opere, a cura di Ferdinando di S. Maria, Postulazione Generale dei Carmelitani Scalzi, Roma, 1991.]

Fonte: Wikipedia

MEDITAZIONI DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE
in Opere, Salita del Monte Carmelo

3 – In primo luogo l’anima abbia un costante desiderio di imitare Cristo in ogni sua azione, conformandosi ai suoi esempii, sui quali méditi per saperli imitare e per comportarsi in ogni sua azione come Egli si diporterebbe.

4 – In secondo luogo, per riuscire in questo è necessario che ella rinunzi a qualunque piacere sensibile che non sia puramente a onore e gloria di Dio e che rimanga vuota di ciò per amore di Gesú Cristo il quale, in questa vita, non ebbe e non volle altro piacere che quello di fare la volontà del Padre, la quale era per Lui suo cibo e nutrimento. Se, per esempio, le si offre il piacere di ascoltare cose che non hanno importanza per il servizio e la gloria di Dio, ella rinunzi al gusto di ascoltarle; se le si porge il diletto di vedere cose che non servono ad avvicinarla al Signore, reprima il desiderio di guardarle. Faccia lo stesso quando le si presenta l’occasione di conversare, di compiere qualche altra azione o di soddisfare qualche altro senso, purché lo possa fare facilmente; se ciò non le sarà possibile, basta che ella non assapori il gusto delle cose che non può evitare.

5 – Per mortificare e calmare le quattro passioni naturali: gioia, tristezza, timore e speranza, dalla cui concordia e pace procedono questi e tanti altri beni, come rimedio efficace, fonte di grandi meriti e causa di grandi virtú serve quanto segue:
6 – L’anima cerchi sempre di inclinarsi:

non al piú facile, ma al piú difficile;
non al piú saporoso, ma al piú insipido;
non a quello che piace di piú, ma a quello che piace di meno;
non al riposo, ma alla fatica;
non al conforto, ma a quello che non è conforto;
non al piú, ma al meno;
non al piú alto e pregiato, ma al piú vile e disprezzato;
non alla ricerca di qualche cosa, ma a non desiderare niente;
non alla ricerca del lato migliore delle cose create, ma del peggiore e a desiderare nudità, privazioni e povertà di quanto v’è al mondo per amore di Gesú Cristo.

8 – La pratica scrupolosa di questi avvisi da parte di un’anima, basta perché essa possa entrare nella notte del senso; tuttavia, per spiegarmi ancora meglio, aggiungerò altre norme che insegnano a mortificare la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, tre inclinazioni che, secondo San Giovanni, spadroneggiano nel mondo e sono causa di tutti gli altri appetiti (I Gv., 2, 16).
11

Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei.

12

Quando ti fermi su qualche cosa,
tralasci di slanciarti verso il tutto.
E quando tu giunga ad avere il tutto,
devi possederlo senza voler niente,
poiché se tu vuoi possedere qualche cosa del tutto,
non hai il tuo solo tesoro in Dio.

13 – In questa nudità lo spirito trova il suo riposo poiché non desiderando niente, niente lo appesantisce nella sua ascesa verso l’alto e niente lo spinge verso il basso, perché si trova nel centro della sua umiltà. Quando invece desidera qualche cosa, proprio in essa si affatica.
[SAN GIOVANNI DELLA CROCE, Opere, Salita del Monte Carmelo, libro I, cap. 13, Postulazione Generale dei Carmelitani scalzi, Roma, 1991.]

Fonte: unavox.it.

 

13 Dicembre – Santa Lucia

13 Dicembre Santa Lucia preghiera di Angelo Roncalli

Preghiera composta da Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia (poi divenuto Papa Giovanni XXIII)

Preghiera a Santa Lucia

O gloriosa Santa Lucia, che alla professione della fede, associasti la gloria del martirio, ottienici di professare apertamente le verità del Vangelo e di camminare con fedeltà secondo gli insegnamenti del Salvatore.
O Vergine Siracusana, sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione, cosicché, dopo averti imitato qui in terra, possiamo, assieme a Te godere della visione del Signore.
Amen.

Santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304)

Santa Lucia 13 Dicembre

Patrona della vista

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini e viene spesso invocata nelle malattie degli occhi.

È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi, gli astigmatici. Presso l’urna che accoglie le sacre spoglie della santa in San Geremia a Venezia, vengono quotidianamente portati ex voto e grazie ricevute che attestano la munificenza di santa Lucia nel dispensare grazie.

Santa Lucia è anche patrona del Gremio dei calzolai della città di Sassari.

Fante Wikipedia

Consacrazione alla Vergine Immacolata di Guadalupe

Consacrazione alla vergine Immacolata di Guadalupe

 

Recita questa preghiera di Consacrazione alla Santissima Vergine in onore della sua Apparizione a Guadalupe oggi 12 Dicembre, Festa di Nostra Signora di Guadalupe, per chiedere una Grazia Speciale.

 

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Giandiego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricordati sempre dei tuoi figli. Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen.

Salve Regina
Madonna di Guadalupe, prega per noi

Il Miracolo di Nostra Signora di Guadalupe

Apparizioni di NOstra Signora di Guadalupe e Miracolo del mantello

Tra il 9 e il 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, Maria Santissima apparve più volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo. Il nome Guadalupe fu dettato dalla Madonna stessa a Juan Diego: alcuni hanno ipotizzato che sia la trascrizione in spagnolo dell’espressione azteca Coatlaxopeuh, “colei che schiaccia il serpente” (cfr. Genesi 3,14-15), oltre che il riferimento al Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.

A memoria dell’apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un’altra cappella più grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 è stata inaugurata l’attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.

Nel santuario è conservato il mantello (tilmàtli) di Juan Diego, sul quale è raffigurata l’immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita (“Vergine meticcia”). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell’altare; l’esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

Si ritiene che l’apparizione di Guadalupe, pur non essendo stata riconosciuta con un decreto ufficiale, abbia ottenuto dalla Chiesa cattolica un riconoscimento di fatto: il vescovo di allora fece costruire una cappella là dove aveva chiesto la Vergine e il veggente Juan Diego è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. Secondo la dottrina cattolica queste apparizioni appartengono alla categoria delle rivelazioni private.

La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare, ridando vigore al culto di Nostra Signora del comune spagnolo di Guadalupe del XIV secolo. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell’ultima apparizione. In Messico il 12 dicembre è festa di precetto.

Il racconto delle apparizioni

Secondo il racconto tradizionale, espresso in náhuatl nel testo conosciuto come Nican Mopohua, Juan Diego avrebbe visto per la prima volta la Madonna la mattina del 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac vicino a Città del Messico. Ella gli avrebbe chiesto di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarrága, ma questi non gli credette. La sera, ripassando sul colle, Juan Diego avrebbe visto per la seconda volta Maria, che gli avrebbe ordinato di tornare dal vescovo l’indomani. Il vescovo lo ascoltò di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto.

Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac dove avrebbe visto per la terza volta Maria, la quale gli avrebbe promesso un segno per l’indomani. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Ma Maria gli sarebbe apparsa ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli avrebbe detto che suo zio era già guarito e lo avrebbe invitato a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori. Qui Juan Diego trovò il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, sbocciati fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e andò a portarli al vescovo.

Di fronte al vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego aprì il mantello per mostrare i fiori: ed ecco, all’istante sulla tilma si impresse e resa manifesto alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine Maria. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cadde in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagnò il presule al Tepeyac, per indicargli il luogo in cui la Madonna ebbe chiesto che Le fosse innalzato un tempio e l’immagine venne subito collocata nella cattedrale.

L’immagine sul mantello

l'immagine originale della Madonna di Guadalupe.

A causa della sua origine miracolosa, l’immagine della Madonna di Guadalupe è oggetto di devozione paragonabile a quella rivolta alla Sindone. La sua fama si sparse rapidamente anche al di fuori del Messico: nel 1571 l’ammiraglio genovese Gianandrea Doria ne possedeva una copia, dono del re Filippo II di Spagna, che portò con sé sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Negli anni venti del XX secolo i Cristeros, cattolici messicani che si erano ribellati al governo anticlericale, portavano in battaglia l’immagine della Virgen morenita sulle proprie bandiere.

Il mantello è del tipo chiamato tilma: si tratta di due teli di ayate (fibra d’agave) cuciti insieme. L’immagine di Maria è di grandezza lievemente inferiore al naturale, alta 143 cm. Le sue fattezze sono quelle di una giovane meticcia: la carnagione è scura. Maria è circondata dai raggi del sole e ha la luna sotto i piedi; porta sull’addome un nastro di colore viola annodato sul davanti che, tra gli aztechi, indicava lo stato di gravidanza; sotto la luna vi è un angelo dalle ali colorate di bianco, rosso e verde (i colori dell’attuale bandiera messicana), che sorregge la Vergine.

Alcuni autori, che hanno eseguito degli studi scientifici sul mantello, sostengono che effettivamente l’immagine non sarebbe dipinta, ma acheropita (non realizzata da mano umana); essa presenterebbe inoltre caratteristiche particolari difficili da spiegare naturalmente.

Principali proprietà della tilma e dell’immagine presente su di essa
  • Il telo (in fibra di agave) è di immagine grossolana: gli spazi vuoti presenti tra l’ordito e la trama sono così numerosi che ci si può guardare attraverso;
  • Nonostante in Messico il clima (caratterizzato da un’atmosfera ricca di salnitro) causi il rapido deperimento dei tessuti (specialmente di quelli in fibra vegetale) dopo circa quarant’anni, la tilma si è conservata pressoché intatta;
  • L’immagine non ha alcun tipo di fondo, tanto che si può guardare da parte a parte del telo (questo è un elemento a sostegno dell’ipotesi che si tratti di un’immagine acheropita). Già nel 1666 la tilma fu esaminata da un gruppo di pittori e di medici per osservarne la composizione: essi asserirono che era impossibile che l’immagine, così nitida, fosse stata dipinta sulla tela senza alcuna preparazione di fondo, e inoltre che nei 135 anni trascorsi dall’apparizione, nell’ambiente caldo e umido in cui era conservata, essa avrebbe dovuto distruggersi. Nel 1788, per provare sperimentalmente questo fatto, venne eseguita una copia sullo stesso tipo di tessuto: esposta sull’altare del santuario, già dopo soli otto anni era rovinata. Al contrario l’immagine originale, a distanza di quasi 500 anni, è ancora sostanzialmente intatta.
  • La tecnica usata per realizzare l’immagine è un mistero: alcune parti sono affrescate, altre sembrano a guazzo altre ancora (certe zone del cielo) sembrano fatte a olio(elemento a sostegno dell’ipotesi che si tratti di un’immagine acheropita);
  • Gli Aztechi dipingevano i volti in modo elementare usando la prospettiva frontale o quella di profilo. La figura presente sulla tilma è, invece, rappresentata con la prospettiva di un volto leggermente piegato in avanti e visto di tre quarti. La realizzazione dell’immagine (se fosse stata realizzata da mano umana) richiede capacità superiori a quelle esistenti all’epoca in Messico; parimenti, nessun artista occidentale era attivo nella regione in quegli anni (elemento a sostegno dell’ipotesi dell’origine acheropita dell’immagine);
  • I caratteri somatici della donna raffigurata sono quelli tipici di una persona di sangue misto, meticcia. L’immagine risale a pochi anni dopo la conquista del Messico, quando il tipo meticcio era assolutamente minoritario. La Madonna del Guadalupe prefigura un tipo di popolazione che diverrà maggioritario solo dopo alcune generazioni. Rimane un mistero come il presunto autore abbia raffigurato in forma così perfetta un soggetto allora così poco diffuso (elemento a sostegno dell’ipotesi dell’origine acheropita dell’immagine);
  • La disposizione delle stelle sul manto azzurro che copre la Vergine non sembra casuale ma rispecchierebbe l’area del cielo che era possibile vedere da Città del Messico durante il solstizio d’inverno. Se ne accorsero per primi gli astronomi messicani dell’epoca;
  • Particolarità singolari presenti e riscontrate sugli occhi dell’immagine sono assolutamente inspiegabili se si ritiene che l’immagine sia stata realizzata da mano umana (vedi infra).
Alcuni dati portati a sostegno dell’ipotesi miracolosa
  • Nel 1791 si rovescia accidentalmente acido muriatico sul lato superiore destro della tela. In un lasso di 30 giorni, senza nessun trattamento, si sarebbe ricostituito miracolosamente il tessuto danneggiato.
  • Nel 1936 il chimico Richard Kuhn esaminò due fibre di colore diverso prelevate dal mantello: analizzate, non mostrarono la presenza di alcun pigmento.
  • Nel 1979 Philip Serna Callahan scattò una serie di fotografie all’infrarosso. L’esame di queste foto rivelò che, mentre alcune parti dell’immagine erano dipinte (potrebbero essere state aggiunte in un secondo momento), la figura di Maria era impressa direttamente sulle fibre del tessuto; solo le dita delle mani apparivano ritoccate per ridurne la lunghezza.
  • Nel 1951 il fotografo José Carlos Salinas Chávez dichiarò che in entrambe le pupille di Maria, fortemente ingrandite, si vedeva riflessa la testa di Juan Diego. Nel 1977 l’ingegnere peruviano José Aste Tonsmann analizzò al computer le fotografie ingrandite 2500 volte e affermò che si vedono ben cinque figure: Juan Diego nell’atto di aprire il proprio mantello, il vescovo Juan de Zumárraga, due altri uomini (uno dei quali sarebbe quello originariamente identificato come Juan Diego) e una donna. Al centro delle pupille si vedrebbe inoltre un’altra scena, più piccola, anche questa con diversi personaggi. Nella puntata di Voyager del 12 ottobre 2009, viene detto che i personaggi fino a quel momento trovati sono 13.

Nostra Signora di Guadalupe

Questo articolo è stato preso da Wikipedia.org e adattato nei contenuti secondo l’autore di questo blog.

Giuda Iscariota è all’Inferno?

Dannazione di Giuda iscariota secondo il Vangelo e le Rivelazioni private e i santi della chiesa cattolica

Come facciamo a sapere che Giuda è Dannato? Quali prove ci sono?

Cosa c’è scritto nei Vangeli

« «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». »   (Matteo 26:21b-25)


«Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.» 
Gv. 17,12

 

La Visione di Santa Veronica Giuliani

Santa Veronica Giuliani in una visione dell’inferno del 17 gennaio 1716 vede Giuda come cuscino sulla sedia formata dai capi dell’abisso sopra i quali sedeva Lucifero che poteva vedere tutto l’Inferno e portare così orrore e disperazione a tutti i dannati.

Giuda Iscariota nelle Rivelazioni private di Maria Valtorta

 

  • Giuda: capostipite di tutti gli apostoli mancati. E sono tanti!
    Osserva i diversi modi di ragionare. Giuda investiga, cavilla, s’impunta e anche se mostra di cedere in realtà conserva la sua forma mentale. 70.8
  • Oh, Giuda ma che speri da una mia sovranità di carne? Che speri? Ti ho dato tempo di pensare e decidere. Ti ho parlato ben chiaro sin dalla prima volta. Ti ho anche respinto perché sapevo …  perché so, sì, perché so, leggo, vedo ciò che è in te. Perché mi vuoi seguire, se non vuoi essere quale io voglio? Vattene, Giuda. Non nuocerti e non nuocermi … Non sei operaio atto a quest’opera … E’ troppo al di sopra di te. In te c’è superbia, c’è cupidigia di tutti i tre i rami, c’è prepotenza … anche tua madre ti deve temere … c’è tendenza alla menzogna … No. Non così deve essere il mio seguace. Giuda: Io non ti odio. Io non ti maledico, ti dico solo e col dolore di chi vede che non può mutare un che ama, ti dico solo: va per la tua strada, fatti largo nel mondo, posto che questo vuoi, ma non stare con Me. 78.3
  • Anche per voi i buoni sono nella proporzione che vi era fra i buoni e Giuda e uno più è buono e più ne soffre. Ma anche per voi, e questo dico specialmente per quelli che sono preposti alla cura dei cuori, è necessario imparare studiando Giuda. Tutti siete dei “Pietri” voi sacerdoti e dovete legare e slegare; ma quanto, quanto spirito di osservazione, quanta fusione in Dio, quanto studio vivo, quante comparazioni col metodo del vostro Maestro, dovete fare per esserlo come dovete esserlo!
    Oh! Che invero ero Uomo fra gli uomini, ero l’Uomo e perciò soffrivo di vedere il traditore e gli ingrati, perciò gioivo di chi mi amava o a Me si convertiva. Perciò fremevo e piangevo davanti al cadavere spirituale di Giuda.  83.7
  • Perché illustro la figura di Giuda? Molti se lo chiederanno.
    Rispondo. La figura di Giuda è stata troppo svisata nei secoli e ultimamente snaturata del tutto. Ne hanno, in certe scuole, fatto quasi l’apoteosi come dell’artefice secondo e indispensabile della Redenzione. Molti, poi, pensano che egli piegò ad un improvviso, feroce assalto del Tentatore. No. Ogni caduta ha premesse nel tempo. Più la caduta è grave e più ha una preparazione. Gli antefatti spiegano il fatto. Non si precipita e non si sale all’improvviso, né nel Bene, né nel Male. Vi sono coefficienti lunghi e insidiosi alle discese e pazienti e santi alle ascese.
    Lo sventurato dramma di Giuda può darvi tanti insegnamenti per salvarvi e conoscere il metodo di Dio e le sue misericordie per salvare e perdonare coloro che scendono verso l’Abisso. Non si arriva al delirio satanico in cui hai visto dibattersi Giuda dopo il Delitto, se non si è tutti corrotti da abiti d’Inferno, aspirati per anni con voluttà. Quando uno compie anche un delitto, ma tratto ad esso da un improvviso evento che ne sconvolge ragione, soffre ma sa espiare perché delle parti del cuore sono ancora sane da veleno infernale. Al mondo che nega Satana perché l’ha tanto in sé da non accorgersi più di esso, l’ha aspirato ed è divenuto parte dell’io, Io mostro che Satana è, Eterno e immutabile nel metodo usato per fare di voi le sue vittime. 468.7 
  • Io vi dico: lasciate di analizzare quest’uomo e preoccupatevi del suo spirito. L’animale che è in lui, il suo mostro, non deve attirare i vostri sguardi e giudizi; ma abbiate amore, un amore doloroso e attivo per il suo spirito. Liberatelo dal mostro che lo tiene. Non sapete. …
    Non sapete che voi imparate più attraverso Giuda che attraverso ogni altra persona? Molti Giuda troverete e pochissimi Gesù nel vostro ministero apostolico. I Gesù saranno dolci, buoni, puri, fedeli, ubbidienti, prudenti, senza avidità. Saranno ben pochi … Ma quanti, quanti Giuda di Keriot troverete voi e i vostri seguaci e successori per le vie del mondo! Per essere maestri e sapere, dovete fare questa scuola  … Egli, con i suoi difetti, vi mostra l’uomo quale è; Io vi mostro l’uomo quale dovrebbe essere. Due esempi necessari ugualmente. Voi, conoscendo bene l’uno e l’altro, dovete cercare di mutare il primo nel secondo … E la mia pazienza sia la vostra norma. 520.4
  • Vorrei non aver preso inutilmente una Carne per te. Ma ormai tu sei di un altro padre, di un altro paese, parli un’altra lingua … Oh! Ma che fare, Padre mio, per mondare il tempio profanato di questo tuo figlio e mio fratello? Gesù lacrima, pallidissimo parlando al Padre suo. 533.2
  • Tu hai devastato e disperso la tua anima e i doni dati ad essa da Dio. Che ne hai fatto della tua libertà d’arbitrio? Che del tuo intelletto? Hai conservato al tuo spirito la libertà che era sua? Hai usato l’intelligenza della tua mente con intelligenza? No. Tu, tu che non vuoi ubbidire a Me, non dico a Me-Uomo ma neppure a Me-Dio, tu hai ubbidito a Satana. Tu hai usato l’intelligenza della tua mente e la libertà del tuo spirito per comprendere le Tenebre. Volontariamente. Ti è stato posto davanti il Bene e il Male. Hai scelto il Male. Anzi, ti è stato posto davanti soltanto il Bene: Io. L’Eterno tuo Creatore, che ha seguito l’evolversi della tua anima, che anzi conosceva questo evolversi perché nulla ignora l’Eterno Pensiero di ciò che si agita da quando il tempo è, ti ha posto davanti il Bene, solo il Bene, perché sa che tu sei debole più di un’alga di fossato. Tu mi hai gridato che Io ti odio. Ora, essendo Io Uno col Padre e con l’Amore, Uno qui come Uno in Cielo, ( … ) l’accusa a Me fatta, tu a Dio Uno e Trino l’hai fatta. A quel Dio Padre che ti ha creato per amore, a quel Dio Figlio che s’è incarnato per salvarti per amore, a quel Dio Spirito che ti ha parlato tante volte per darti desideri buoni, per amore. A questo Dio Uno e Trino che ti ha tanto amato, che ti ha portato sulla mia via, facendoti cieco al mondo per darti tempo di vedere Me, sordo al mondo per darti modo di sentire Me. E tu! … Dopo avermi visto e udito, dopo essere liberamente venuto al Bene, sentendo col tuo intelletto che quella era l’unica via della vera gloria, hai respinto il Bene e ti sei liberamente dato al Male. Ma se tu col tuo libero arbitrio hai voluto questo, se hai sempre più rudemente respinto la mia mano che ti si offriva per trarti fuor dal gorgo, se tu sempre più ti sei allontanato dal porto per sprofondarti nell’infuriato mare delle passioni, del Male, puoi dire a Me, a Colui dal quale procedo, a Colui che mi ha formato Uomo per tentare la tua salute, puoi dire che ti abbiamo odiato? Mi hai rimproverato di volere il tuo male …
    Tanto ti ha fatto cieco e pazzo Satana che tu non capisca più la vera natura dei provvedimenti che ho preso per te e che tu possa giungere a dire: malanimo, desiderio di rovinarti, ciò che è previdente cura del tuo Maestro, del tuo Salvatore, del tuo Amico per guarirti? Ti ho tenuto vicino … Ti ho levato dalle mani il denaro. Ti ho impedito di toccare quel maledetto metallo che ti fa folle … Ma non sai, ma non senti che esso è come uno di quei beveraggi magici che destano una sete inestinguibile, che mettono dentro al sangue un ardore, un furore che porta alla morte? Tu, leggo il tuo pensiero, mi rimproveri: “Allora perché per tanto tempo mi hai lasciato essere quello che amministrava il denaro?” Perché? Perché se te lo avessi impedito prima, di toccare moneta, ti saresti venduto prima e avresti rubato prima. Ti sei venduto lo stesso perché poco potevi rubare  … Ma Io dovevo cercare d’impedirlo senza violentare la tua libertà. L’oro è la tua rovina. Per l’oro sei divenuto lussurioso e traditore …    ( … ) 567.16 Tu dici che non capisci più le mie parabole. Non capisci più le mie parole. Povero infelice! Non capisci più neanche te stesso. Non capisci più neppure il bene e il male. Satana al quale ti sei dato in molti modi, Satana che hai seguito in tutte le tentazioni che ti presentava, ti ha fatto stolto. Pure un tempo mi capivi! Lo credevi che Io son Chi sono! E questo ricordo non è spento in te!  ( …)567.18
    Tu! Il mio più grande dolore! Ma già tu pensi e dici, o eretico capostipite di molti che verranno, che Io sono superiore al dolore. No, solo al peccato Io sono superiore. Solo all’ignoranza Io sono superiore. 567.19
    Io ti dico che anche dopo il Delitto dei delitti. se il colpevole di esso corresse ai piedi di Dio con vero pentimento e piangendo lo supplicasse di perdonarlo offrendosi all’espiazione con fiducia, senza disperare, Dio lo perdonerebbe e attraverso l’espiazione il colpevole salverebbe ancora il suo spirito. Giuda! Ma se tu non mi temi Io ti amo ancora. Al mio amore infinito non hai nulla da chiedere in quest’ora? 567.25
  • Giuda, infelice amico mio, per Me Io non ti prego. Per te, per te ti prego. Guarda, siamo soli. Tu sai chi Io sono, Io so chi tu sei. E’ l’ultimo momento di grazia che ancora c’è concesso per impedire la tua rovina … Oh! Non ghignare così satanicamente, amico mio. Non deridermi come fossi pazzo perché Io dico: “la tua rovina” e non la mia. La mia non è rovina. La tua sì …  Siamo soli: Io e te e sopra è Dio … Dio che non ti odia ancora, Dio che assiste a questa lotta suprema fra il Bene e il Male che si contendono la tua anima. Sopra di noi è l’Empireo che ci osserva. Quell’Empireo che presto si empirà di santi. Già essi trasalgono là, nel loro luogo d’attesa, perché sentono venire la gioia  … Giuda, fra essi è tuo padre …..
    Giuda, Io piango. Le estreme lacrime dell’Uomo le vuoi dunque fare gemere tu?   … Giuda, Io te ne prego. Pensa amico: al mio pregare annuisce il Cielo e tu, e tu … mi lascerai pregare invano? Pensa chi ti è davanti, pregante: il Messia d’Israele, il Figlio del Padre … Giuda, ascoltami! … fermati, sinché lo puoi! ….  “No”
    Gesù si copre il volto con le mani e si lascia cadere ai limiti del prato. Piange senza clamore ma piange molto. Le sue spalle sussultano nei singhiozzi profondi … 582.11.
  • Gesù, altezza bianca nella veste di lino al limitare del prato verde-rosso, alza le braccia al cielo sereno e alza il volto afflittissimo e alza l’anima al Padre suo gemendo: Oh! Padre mio! E mi potrai forse accusare di aver lasciato cosa atta a salvarlo? Tu sai che per la sua anima, non per la mia vita, Io lotto per impedire il suo delitto … Padre! Padre mio! Io te ne supplico! Affretta l’ora delle tenebre, l’ora del Sacrificio, perché troppo mi è atroce vivere presso l’amico che non vuole essere redento … Il più grande dolore! 582.13
  • Un uomo insieme ad altri uomini sta contrattando il prezzo dell’Agnello. Sai che nome ha quell’Agnello? Ha nome Gesù di Nazareth.
    (Lazzaro) Nooh! I nemici ci sono, è vero, ma non può uno venderti! Chi è?
    E’ uno dei miei. Non poteva che essere uno di quelli che Io ho più fortemente deluso e che, stanco di attendere, vuole liberarsi di Colui che ormai è solo un pericolo personale. Crede di rifarsi una stima, secondo il pensiero suo, presso i grandi del mondo. Sarà invece disprezzato dal mondo dei buoni e da quello dei delinquenti. E’ arrivato a questa stanchezza di Me, dell’attesa di ciò che con ogni mezzo ha cercato di raggiungere: la grandezza umana, perseguita prima nel Tempio, creduta di raggiungere col Re d’Israele e ora cercata nuovamente, nel Tempio e presso i romani … Spera.  … Ma Roma, se sa premiare i suoi servi fedeli, sa calpestare sotto il suo sprezzo i vili delatori. Egli è stanco di Me, dell’attesa, della soma che è l’essere buono. Per chi è malvagio, l’essere, il dovere fingere di essere buono, è una soma di un peso schiacciante. Può essere sostenuta per qualche tempo … e poi … non si può più … e ci si libera di essa per tornare liberi. Liberi? Così credono i malvagi. Così lui crede. Ma libertà non è. L’essere di Dio è libertà. L’essere contro Dio è una prigionia di ceppi e catene, di pesi e sferzate, quale nessun galeotto al remo, quale nessuno schiavo alle costruzioni, la sopporta sotto la sferza dell’aguzzino.  ( ….. )
    Chi è? Dimmelo, chi è? – Non serve. – Sì, che serve … Ah!  Non può essere che lui: l’uomo che è sempre stato una macchia nella tua schiera, l’uomo che anche poco fa ha offeso mia sorella. E’ Giuda di Keriot!
    No. E’ Satana. Dio ha preso carne in Me, Gesù; Satana ha preso carne in lui, Giuda di Keriot.
    Una sola è l’Incarnazione divina; così ugualmente in uno solo sarà Satana, Lucifero, così com’è nel suo regno, perché solo nell’uccisore del Figlio di Dio, è Satana incarnato. Egli, mentre qui Io ti parlo, è davanti al Sinedrio e tratta e s’impegna per la mia uccisione. Ma non è lui, è Satana. 587.3
  • Trenta denari per uccidere un uomo, e quell’Uomo? Il prezzo di un comune agnello in questi giorni di festa? …. E’ troppo poco per pagare il mio dolore di tradire Colui che mi ha sempre amato.  588.9
  • Chi è il cuore di iena che con un colpo della zampa unghiata svelle il cuore del cuore materno: Me suo Figlio? Un uomo? No. Ogni uomo nasce da una donna e per istintivo e per morale riflesso non può infierire su una madre perché pensa alla “sua”. Un uomo dunque non è. Chi allora? Un demonio. Può un demonio offendere la Vincitrice? Per offenderla deve toccarla, e Satana non sopporta la luce verginale della Rosa di Dio. E allora? Chi dite che sia? Non parlate? Io allora lo dico.
    Il demone più astuto si è fuso all’uomo più corrotto e, come il veleno chiuso nei denti dell’aspide, sta chiuso in lui che può avvicinare la Donna e così, proditoriamente morderla. Maledetto sia l’ibrido mostro che è Satana e che è uomo. Lo maledico? No. Non è da Redentore questa parola e allora dico all’anima di questo ibrido mostro ciò che dissi a Gerusalemme mostruosa città di Dio e di Satana: “Oh, se in quest’ora che ancora ti è data tu sapessi venire al Salvatore! ”. Non vi è amore più grande del mio e non vi è più grande potere. Anche il Padre acconsente se Io dico: ”Voglio”, né Io so dire che parole di pietà per quelli che sono  caduti e che mi tendono dal loro abisso le braccia. Anima del più grande peccatore, il tuo Salvatore alle soglie della morte si curva sul tuo abisso e t’invita a prendere la sua mano. Non sarà impedita la mia morte … ma tu  … saresti salvo, tu che Io amo ancora e l’anima del tuo Amico non fremerebbe di orrore pensando che per opera dell’amico conosce l’orrore del morire e di questo morire …. 589.9
  • Ebbene? Che ha mutato l’averti lasciato libertà e denaro? – Che vuoi dire? – Questo: ti chiedo se ti sei santificato da quando ti ho reso libertà e denaro. E tu mi capisci … Ah, Giuda! Ricordalo sempre: tu sei stato quello che ho amato più di ogni altro, avendone meno amore di quanto tutti gli altri mi hanno dato, avendone anzi un odio maggiore, perché odio di uno che trattai da amico, del  più feroce odio, del più feroce fariseo. Ricorda ancora questo: che Io neppure ora ti odio ma per quanto sta al Figlio dell’Uomo, ti perdono. Va ora, non c’è più nulla da dirsi fra Me e te. Tutto è già fatto … 592.14
  • Troppi credono che Giuda abbia commesso cosa da poco. Alcuni giungono anzi a dire che egli è un benemerito perché senza di lui la Redenzione non sarebbe venuta e che perciò egli è giustificato al cospetto di Dio.
    In verità vi dico che se l’inferno non fosse già esistito ed esistito perfetto nei suoi tormenti, sarebbe stato creato per Giuda ancora più orrendo ed eterno, perché di tutti i peccatori e i dannati egli è il più dannato e peccatore, né per lui in eterno vi sarà ammollimento di condanna.
    Il rimorso l’avrebbe anche potuto salvare, se egli avesse fatto del rimorso un pentimento. Ma egli non volle pentirsi e al primo delitto di tradimento, ancora compatibile per la grande misericordia che è la mia amorosa debolezza, ha unito bestemmie, resistenze alla voce della Grazia che ancora gli volevano parlare attraverso i ricordi, attraverso i terrori, attraverso il mio Sangue e il mio mantello, attraverso il mio sguardo, attraverso le tracce dell’istituita Eucarestia, attraverso le parole di mia Madre. Ha resistito a tutto. Ha voluto resistere. Come aveva voluto tradire. Come volle maledire. Come si volle suicidare. E’ la volontà quella che conta nelle cose, sia nel bene sia nel male.
    Mia Madre, ed era la Grazia che parlava e la mia Tesoriera che largiva perdono in mio nome, glielo disse: “Pentiti, Giuda. Egli perdona …” Oh! se lo avrei perdonato! Se si fosse gettato ai piedi della Madre dicendo: “Pietà!“ Ella, la Pietosa, lo avrebbe raccolto come un ferito e sulle sue ferite sataniche, per le quali il Nemico gli aveva inoculato il Delitto, avrebbe sparso il suo pianto che salva e me lo avrebbe portato, ai piedi della Croce, tenendolo per mano perché Satana non lo potesse ghermire e i discepoli colpirlo, portato perché il mio Sangue cadesse per primo su lui, il più grande dei peccatori. Sarebbe stata, Ella, Sacerdotessa mirabile sul suo altare, fra la Purezza e la Colpa, perché è Madre dei vergini e dei santi ma anche Madre dei peccatori.
    Ma egli non volle. Meditate il potere della volontà di cui siete arbitri assoluti. Per essa potete avere il Cielo o l’Inferno. Meditate cosa vuol dire persistere nella colpa. 605.14 – 605.17
  • Chi come Giuda fu amato da Me? Ma non ebbe Dio nel suo cuore. Ed è il dannato deicida. L’infinitamente colpevole come israelita e come discepolo, come suicida e come deicida, oltre che per i suoi sette vizi capitali e ogni altra sua colpa. 630.22
  • …. sol che Giuda mi avesse gettato uno sguardo di pentimento Io gli avrei ottenuto il perdono di Dio ….
    Da mesi peccava e nessuna mia parola, nessun mio atto, valse a fermarlo, tanto era forte la sua volontà di peccare.
    Giuda giunse ad odiare Dio non avendo mai amato di vero amore padre e madre né alcun altro suo prossimo.632.7
  • Giuda è stato ed è il dolore più grande nel mare dei miei dolori. E’ il dolore che resta. Gli altri dolori sono finiti col finire del Sacrificio, ma questo resta. L’ho amato, ho consumato Me stesso nello sforzo di salvarlo … Ho potuto aprire le porte del Limbo e trarne i giusti, ho potuto aprire le porte del Purgatorio e trarne i purganti, ma il luogo d’orrore era chiuso su lui. Per lui inutile il mio morire. 634.7
  • Avrei perdonato anche a Giuda se in luogo di fuggire fosse venuto sotto la Croce dove morivo e mi avesse detto : ”Perdono!”. Sarebbe stato il mio primo redento perché era il più grande colpevole e su lui avrei fatto piovere il sangue del mio Cuore, trafitto non tanto dalla lancia, quanto dal suo e dai vostri tradimenti. 8.6.43
  • Solo i posseduti completamente dal demonio, completamente dico, furono tetragoni al mio lavacro d’amore spirituale. Gli altri, posseduti da una passione sola, furono salvati avanti o dopo la mia morte. Giuda, Anna, Caifa e qualche altro, no, poiché i sette principi dei demoni li tenevano avvinghiati con sette corde e coorti di demoni erano in loro a compiere il lavoro che fece di loro le gemme dell’Inferno. 10.7.43
  • Quando Giuda non ha più creduto in Me, non nella soddisfazione del denaro, non nella protezione della legge umana, si è ucciso. Rimorso del delitto? No. Fosse stato quello, si sarebbe ucciso subito dopo aver capito che Io sapevo. Ma non allora, ma non dopo il bacio infame e il mio saluto amoroso, non allora, non quando mi vide sputacchiato, legato,  trascinato via fra mille insulti. Solo dopo aver capito che la legge non lo proteggeva – la povera legge umana che spesso crea o istiga al delitto, ma poi si disinteressa dei suoi esecutori e complici e all’occorrenza ci si rivolta contro e dopo averli usati li ammutolisce per sempre sopprimendoli – e solo dopo aver capito che potere e denaro non venivano o erano troppo meschini per far felici, solo allora si è ucciso. Era nel buio del nulla. Si gettò nel buio dell’inferno. 1.8.43
  • Giovanni era il più giovane del gruppo apostolico, dopo di lui, in età, veniva l’Iscariota e per età avrebbe potuto essere anche lui come Giovanni, ma non lo era. E se vergine non era, casto non divenne neppure dopo avermi conosciuto. Era un impuro e l’impurità impedisce l’opera di Dio nei cuori e favorisce quella di Satana come nessun’altra passione. ( … )
    Giuda aveva nel cuore la concupiscenza del denaro, della carne, del potere e per queste tre Nemesi che lo perseguitavano e che egli non volle vincere, divenne deicida. Quando Satana vuole prendere, offre la donna, per la quale è necessario avere censo e onori e dà unicamente disperazione e morte.
    Giuda era le tenebre, era figlio della Menzogna. La mia Luce e Verità non poterono penetrare in lui. Se nonostante le sue prevenzioni potei fare di Natanaele un convinto, e di Levi un convertito, perché non era nel primo la frode e nel secondo resistenza alla grazia, nulla potei in Giuda poiché il suo animo era posseduto né Io potevo penetrarvi perché egli me ne interdiva l’entrata. Mi seguì per speranza umana. Vendette il Cristo ai suoi crocifissori e la sua anima a Satana che da anni era il suo istigatore, perché Satana non è Dio che dà, anche se non date, per conquistarvi a Sé. Satana vuole il cento per uno. Vuole voi, in eterno, in cambio di un’ora di trionfo bugiardo. Ricordatevelo.
    Ho sopportato questa serpe nel gruppo per insegnare agli uomini a sopportare e insistere per salvare. Non un pensiero di Giuda mi era ignoto ed è stata un’anticipata passione l’averlo vicino. Un tormento che voi non contemplate ma che non fu meno amaro degli altri. 2.1.44
  • …. Spinge questa sua opinione sino a credere sacrilegamente che il più grande di tutti i peccatori dell’umanità, il figlio diletto di Satana, quello che era ladro com’è detto nel Vangelo, che era concupiscente e ansioso di gloria umana, come dico Io, l’Iscariota, che per fame della triplice concupiscenza si è fatto mercante del Figlio di Dio e per trenta monete e col segno del bacio – un valore monetario irrisorio e un valore affettivo infinito – mi ha messo nelle mani dei carnefici, possa redimersi e giungere a Me passando per fasi successive.
    No. Se egli fu il sacrilego per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu l’ingiusto per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu quello che sparse con sprezzo il mio Sangue, Io non lo sono. E perdonare a Giuda sarebbe sacrilegio alla mia Divinità da lui tradita, sarebbe ingiustizia verso tutti gli altri uomini, sempre meno colpevoli di lui e che pure sono puniti per i loro peccati, sarebbe sprezzo al mio Sangue, sarebbe infine venire meno alle mie leggi.  15.1.44
  • Il mio sguardo aveva letto nel cuore di Giuda Iscariota. Nessuno deve pensare che la Sapienza di Dio non sia stata capace di comprendere quel cuore, ma, come ho detto a mia Madre, egli ci voleva. Guai a lui per essere stato il traditore!
    Ma un traditore ci voleva: Doppio, astuto, avido, lussurioso, ladro e intelligente e colto più della massa, egli aveva saputo imporsi a tutti. Audace, mi spianava la via, anche se era difficile. Gli piaceva, oltre a tutto, emergere e far risaltare il suo posto di fiducia presso di Me. Non era servizievole per spirito di carità, ma unicamente perché era uno di quelli che voi chiamereste “faccendoni”. Ciò gli permetteva di tenere la borsa e di avvicinare la donna. Due cose che insieme alla terza: la carica umana, amava sfrenatamente. 13.2.44

 

  • Avevo dovuto spezzare il mio pane col  mio Caino. Avevo dovuto parlargli da amico per non accusarlo agli altri della cui violenza non ero sicuro e per impedire un delitto, inutile d’altronde, poiché tutto era segnato nel gran libro della vita; la mia morte santa e il suicidio di Giuda. Inutili altre morti riprovate da Dio. Nessun sangue che non fosse il mio doveva essere sparso e sparso non fu. Il capestro strozzò quella vita chiudendo nel sacco immondo il corpo del traditore e il suo sangue impuro venduto a Satana, sangue che non doveva mescolarsi, cadendo sulla terra, al sangue purissimo dell’Innocente.
    Torme e torme di demoni erano quella notte sulla terra per portare a termine la seduzione nei cuori a farli pronti a volere il domani l’uccisione del Cristo.
    Giuda aveva Lucifero ed Io avevo Lucifero. Egli nel cuore Io al fianco. Eravamo i due principali personaggi della tragedia e Satana si occupava personalmente di noi. Dopo aver condotto Giuda al punto di non poter più retrocedere, si volse a Me. 15.2.44
  • Contro quell’uscio ho visto Giuda … Giuda ho visto! … E non l’ho maledetto, ma gli ho parlato da madre straziata, straziata per il Figlio buono e per il figlio malvagio … Ho visto Giuda! … Il demonio ho visto in lui! Io, che ho sempre tenuto Lucifero sotto il mio calcagno e guardando solo Dio non ho mai abbassato l’occhio su Satana, ho conosciuto il suo volto guardando il Traditore … Ho parlatso al Demonio … ed esso è fuggito perché il demonio non sopporta la mia voce …3.6.44.
  • Qual è l’apostolo che ho più amato? E’ Giuda di Keriot.  ( … )
    Io ho detto: “A chi molto ama, molto è perdonato”. E’ vero ed è giusto. Più uno ama e più merita perdono da parte dell’offeso. Ma anche: chi più perdona dimostra di amare molto e chi perdona sempre tutto, tutto sempre, sinché non viene l’ora del giudizio, quello ama non molto ma totalmente. Così ho amato Giuda di Keriot. Totalmente. 16.5.47
  • La terza grande, misteriosa, inspiegabile defezione è quella di Giuda di Keriot che spontaneamente volle essere di Cristo, che per tre anni godè del suo amore, si nutrì della sua Parola e che, perché deluso dei suoi sogni concupiscenti, lo vendette per trenta denari, divenendo da apostolo, ossia eletto alla più alta dignità spirituale, il Traditore dell’amico, il deicida e il suicida. 558.50 Ap.
  • La fine di Giuda non fu solo morte della carne, ma morte dello spirito. Egli era già un “morto”, una “spoglia” di Satana, mentre ancora mangiava l’agnello con l’Agnello e mentre il Pane di Vita scendeva in lui. Anzi fu giusto allora, per la sua ipocrisia, che Satana entrò in lui da supremo, eterno padrone. Perché Dio è Verità e non può esservi Dio dove è menzogna, ipocrisia, falsa testimonianza contro un innocente. Tutto ciò era Giuda. Il Pane di Vita non ebbe potere di vincere il sapore del frutto carnale e Giuda, sacrilegamente, mescolando l’appetito concupiscibile della carne col frutto soavissimo e santissimo del Sacramento d’amore, segnò il suo destino di morte eterna.
    Perché amore e odio non possono vivere uniti. Perché Dio e Satana non possono insieme servirsi. Perché non v’è perdono al peccato contro l’Amore, peccato deicida e fratricida. Perché non può venire al Regno di Verità, l’ipocrita, il menzognero, il calunniatore. Rm. 195 – 8.1.50

 

Esorcismo a Anneliese Michel

Durante il primo tentativo di esorcismo, eseguito rigorosamente secondo il rituale latino, i demoni a sorpresa iniziarono a parlare senza che fosse posta loro alcuna domanda: Padre Ernst colse l’occasione per tentare di conoscere il nome di questi spiriti maligni che opprimevano il corpo e la mente della povera fanciulla.
Essi si presentarono con i nomi di Lucifero, Giuda, Hitler, Nerone, Caino e Fleischmann (un religioso tedesco dannato appartenente al XVII secolo). Vi presentiamo la vera voce registrata durante quell’esorcismo che prova la dannazione Eterna di Giuda insieme agli altri anticristi.

 

Queste sono solo alcuni dei messaggi e delle prove che Giuda Iscariota è dannato all’Inferno, per questioni di spazio (si riempirebbe un libro di grandi dimensioni), non è stato possibile enumerare tutte le Rivelazioni private che contengono affermazioni sull’apostolo che poi tradì nostro Signore Gesù. I motivi della sua Dannazione sono riportati tramite Maria Valtorta, nella stessa sua Volontà di non chiedere Misericordia a Dio, davanti alla Croce e di scegliere invece la disperazione. A cosa è servito sapere che Giuda è dannato? Leggendo ciò che ci ha detto Gesù, dobbiamo essere consapevoli che le nostre decisioni sono la nostra volontà di Salvezza o di Dannazione e che Dio rispetta il nostro Libero arbitrio, pur soffrendo immensamente per noi quando scegliamo satana e non Lui che sarebbe pronto in ogni momento a concederci la sua Misericordia e ad abbracciarci mondi dal peccato e purificati dalle nostre colpe, donandoci la Salvezza Eterna e impedendo così la nostra dannazione. Diversamente, Dio ci ricorda, che non sarebbe Giusto per i giusti dare la Salvezza Eterna ai peccatori impenitenti e salvare chiunque a prescindere dalla loro buona volontà, perché non si possono servire due padroni e dove c’è Dio non c’è il peccato e chi ama il peccato.

Cambierà qualcosa nel mondo e nella Chiesa dopo che i Segreti di Medjugorje saranno svelati?

Un giorno i 10 segreti apparterranno al passato. A quel punto il mondo sarà molto diverso, in meglio. I segreti segnano la fine di un’era e l’inizio di una nuova…
Continua a leggere

Ammonimento durissimo di Dio ai Sacerdoti della Sua Chiesa

durissimo ammonimento ai sacerdoti da Gesù
È un  grandissimo insegnamento grazie al quale tutti, consacrati e non, dovrebbero ubbidire al volere Divino, per la Salvezza delle anime a Gloria di Dio! 

Il presente messaggio è stato dato a Bruno Cornacchiola, veggente di Le Tre Fontane, attraverso Maria Santissima, che si è fatta portavoce di Gesù, l’1 gennaio 1988, rivolto ai figli prediletti, i Sacerdoti.
Si invita il lettore a leggere integralmente i messaggi dati dalla Madonna a Bruno Cornacchiola presentati sul libro “il Veggente, il Segreto delle Tre Fontane” di Saverio Gaeta (CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO DALLA LIBRERIA DELSANTO), dal quale sono stati trascritti, per non tralasciare la ben che minima volontà Divina sulla vita a cui siamo chiamati come figli di Dio, nell’amore verso Dio e i tre Punti Bianchi (Santissima Eucarestia, Chiesa Cattolica, la Santità del Padre vicario di Nostro Signore Gesù cristo in Terra).

 

1 Gennaio 1988

«Voi state calpestando le mie pecore e le portate verso la perdizione! Io ve le diedi in consegna per guidarle, curarle e salvarle dai lupi rapaci vestiti da pecore, come già vi accennai nei miei discorsi! Perché non fate più conoscere la mia dottrina? Perché le mie pecorelle le portate dove sono erbe secche e cespugli mortali? Perché le abbeverate con acque  malsane? Io sono venuto a portare una dottrina: la dottrina della salvezza, e non sono venuto a riunirvi come vi ho trovati, ma vi ho istruiti, vi ho convertiti, vi ho mandati a istruire per convertire, a coloro a cui la mia legge non era più la loro legge! Vi ho salvati per salvare tutto il mondo! Questa è l’eredità  che vi diedi in consegna: l’eredità, la dottrina da trasmettere a ogni creatura, e non voi prendere da loro e lasciarli come si trovano, o approvando come sono e quello che sono, come sono!
Se questa fosse la via giusta,be’… l’avrei già percorsa Io stesso e ve l’avrei indicata; e invece Io sono stato ucciso proprio perché la mia dottrina non era la loro dottrina, la mia verità non era la loro verità. Anzi: quando vi mandai a predicarla vi dissi che chiunque ascolta, chiunque crede, chiunque riceve la grazia mediante il battesimo e pratica questa mia dottrina che è una, pura, santa e unica, e ubbidisce a voi – questo vi dissi – allora sarà salvo! Questo lo ricordate, vero? Ma voi, cosa avete fatto? Avete chiuso la vostra bocca e chiuso le orecchie del mio gregge, cioé del mio popolo! Questo, perché voi non parlate al mio popolo e perché sia sordo e non senta neppure il mio richiamo! Avete chiusa la porta della mia Chiesa, il dolce Ovile da me fondato e a voi consegnato! L’avete chiusa per non entrarvi voi e non farci entrare il mio popolo! Avete chiuso il vostro e il loro cuore per non più amare!»

I modernismi non piacciono a Dio, la Santissima Vergine avverte: 
«Non spogliatevi dell’abito sacerdotale, ubbidite tutti: l’abito richiama, è un segno celeste».

La disubbidienza al Santo Padre è disubbidienza a Dio Padre, solo nel caso di un ordine, che va contro la fede, la morale e la verità deve essere disubbidito,e sempre con amore filiale verso la Chiesa di Cristo e il Santo Padre per amore della Verità e nella Carità di Dio.

«Ricordatevi, figli miei: mio Figlio ha posto una vera autorità visibile in Pietro con la successione eletta; voi, figli diletti, dovete ascoltarla e ubbidire alla Santità del Padre eletto, guidato, illuminato e protetto dall’Alto! È il vero strumento di richiamo: è un mezzo di salvezza! Io sono sempre vicina alla Santità del Padre: sono io che lo spingo; e così tutti coloro che sono investiti di autorità, che viene dall’Alto per la salvezza delle anime, i quali sono uniti con il cuore e la volontà alla Santità del Padre! Questi saranno gli strumenti veri di salvezza, di pace e redenzione delle anime!».

28 aprile 1986

«coloro che hanno ubbidito alla voce di Dio in Gesù Cristo per mezzo del Papa, che è la voce della Chiesa, voce viva nella Chiesa eternamente viva. Tutti nella gloria osannando; e con loro che non hanno ubbidito, nel buio triste e malinconico. ′ Vedi figlio mio ‘ mi dice la Vergine, ′anche se chi da un ordine ti sembra che sbagli, tu sei tenuto a ubbidire, a meno che quest’ordine tocchi la fede, la morale e la carità. Allora no! ‘»

Accorato Appello della Vergine Maria

«Questo io dico ai miei figli sacerdoti: vivendo da sacerdoti  o religiosi avete rinunciato a vivere il mondo, pur stando nel mondo; avete rinunciato alla vita comoda e agiata, avete accettato una vita di rinunce e di sacrifici; avete promesso di vivere i consigli di Gesù e Lui è stato il primo a darvi il buon esempio di come viverli: così dovete viverli voi, come li ha vissuti mio Figlio nella perfezione della volontà del Padre, nella virtù religiosa, con l’aiuto e la carità! Voi, figli miei, avete accettato e indossato la talare e l’abito religioso per distinguervi dal mondo: eppure vi fate distrarre da tante cose vane, inutili e futili, pensando molto poco a vivere l’esercizio della vita di perfezione, quella perfezione religiosa primitiva per la salvezza cooperatrice con Gesù. salvezza delle anime che attendono la luce e il sale da voi, consacrati!»


 Per tutti gli Scismatici anti-Papa ed Eretici, infine

«L’ateo caparbio deve riacquistare la fede, credere in Dio, amare la Chiesa e vivere la verità della dottrina della salvezza; e per fare questo, si lasci catechizzare, e con umiltà ascolti e ponderi; si doni a Gesù Cristo, Verbo del Padre, mio Figlio Redentore e salvatore di tutti coloro che lo accettano! L’eretico e lo scismatico lascino l’errore, che è peccato contro lo Spirito Santo; tolgano dal cuore l’eresia, mezzo infernale di perdizione, orgoglioso! Entrino nella via della verità per ottenere la vita vivente nella Chiesa fondata da mio Figlio e uscita, come sua Sposa, dal costato lacerato per aprire la porta della salvezza a tutti!»

acquista

Ovviamente, nessun laico o religioso cattolico è esentato dal meditare e obbedire alla Volontà Divina che disciplina tutta la Sua Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana. I laici e i religiosi sono chiamati da Dio a pregare incessantemente per i Sacerdoti, i Vescovi, i Cardinali e il Santo Padre e ad amare la Chiesa che Dio ha donato loro. Questi ammonimenti sono esemplari per chiunque,  nella condotta santa voluta da Dio per i suoi figli, nessuno escluso.

«sarà quella la mia ora, l’ora in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana»

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà. E «vincerà le eresie del mondo intero»

[…] Quasi tre secoli prima di pronunciarsi pubblicamente a Fatima, la Madonna si era pronunciata privatamente alla madre Mariana Torres Berriochoa, badessa del convento dell’Immacolata nella città di Quito, capitale dell’Ecuador. Nel messaggio consegnato alla veggente nella notte del 2 febbraio 1634, la Madonna (detta “del Buon Successo”) preannunciò una grave crisi della Chiesa, ma profetizzò anche una successiva riscossa e una vittoria finale:

«Eppure sarà quella la mia ora, l’ora in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana, ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando infine la Chiesa e la patria dalla sua crudele tirannia» .

Molti santi, profeti, apostoli e dottori della Chiesa sostengono che la storia non si concluderà prima di culminare in un’epoca in cui il Redentore regnerà in modo eminente mediante la Madonna, allo scopo di manifestare la grandezza e la potenza di quella Immacolata destinata dalla Provvidenza a regnare come Regina e a «vincere tutte le eresie del mondo intero», come celebra la nota antifona mariana dell’VIII secolo.

Questo Regno di Cristo in Maria viene spesso chiamato, per sinèddoche, Regno di Maria. Esso sarà un Regno non solo spirituale e individuale ma anche materiale e sociale; la Madonna cioè governerà, da vera Regina, non solo le anime ma anche le società e i popoli. Questo Regno sarà ovviamente temporaneo e imperfetto, ma talmente impregnato dello Spirito Santo da prefigurare quello, eterno e perfetto, che si realizzerà solo alla fine dei tempi nella “Gerusalemme celeste”. […]

Questa convinzione è confermata dall’insegnamento di alcuni Papi del nostro tempo […]

Pio XII: «L’invocazione del Regno di Maria è (…) la voce della fede e della speranza cristiana, salde e forti delle promesse divine e degli aiuti inesauribili che questo impero di Maria ha diffuso per la salvezza dell’umanità. […] Regnate, o Madre e Signora! Regnate sugl’individui e sulle famiglie, come sulle società e sulle nazioni, sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi!» . «Voi, inginocchiati ai piedi dell’Immacolata Regina, dovete essere disposti a non riposare, finché non La vedrete regnare sovrana su tutto e su tutti, dapprima in voi stessi, poi attorno a voi, nelle famiglie, nelle classi e gruppi sociali e in tutte le attività private e pubbliche» . «Moltiplicate, diletti figli, le avanguardie sante di un esercito eroico la cui azione, se Dio vorrà, può preparare una vittoria e un trionfo oggi difficilmente immaginabili».

Anche molti santi, veggenti e apostoli dell’età moderna hanno annunciato il futuro Regno di Maria. Vediamone alcuni.

San Luigi Grignion di MontfortBen presto, l’Altissimo e la sua santa Madre plasmeranno santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri, di quanto i cedri del Libano sorpassano gli alberelli. […] Con una mano essi combatteranno, rovesceranno e schiacceranno gli eretici con le loro eresie, gli scismatici con i loro scismi, gl’idolatri con le loro idolatrie e i peccatori con le loro empietà; con l’altra mano essi edificheranno il Tempio del vero Salomone e la mistica Città di Dio. […] Con le loro parole e i loro esempi, essi condurranno tutto il mondo alla vera devozione mariana; questo attirerà su di loro molti nemici, ma anche molte vittorie e glorie per il solo Dio. […] Essi saranno i veri apostoli degli ultimi tempi; a loro il Signore delle potestà concederà la parola e la forza per operare meraviglie e ottenere gloriose vittorie sui suoi nemici» .

Card. Edouard Pie: «È destino di Maria quello di essere un’aurora divina nell’ordine terreno e storico. Questa nuova glorificazione della Madre dovrà dunque essere il preludio di una nuova glorificazione del Figlio, cioè di una magnifica estensione del suo Regno, di una messe più abbondante di santi, di una più ampia libertà riconosciuta alla Chiesa, di un aumento di onore e di potere per la Santa Sede, e infine di un periodo glorioso e insieme prospero per l’umana famiglia di Dio».

Dom Prosper Guéranger: «Oggi, proprio perché il male è al suo culmine, perché tutte le verità, i doveri e i diritti sono minacciati da un naufragio universale, abbiamo ragione di credere che Dio e la sua Chiesa trionferanno ancora un’ultima volta. Dobbiamo ammetterlo: c’è motivo di attendersi una grande e solenne vittoria, ed è per questo che ci pare che Nostro Signore ne abbia riservato tutto l’onore a Maria. (…) Quando i tempi saranno venuti, Maria, quale serena e pacifica Stella del mare, si leverà su questo mare di tempeste politiche; e le onde tumultuose, stupite di riflettere il suo dolce splendore, ritorneranno calme e sottomesse. Allora un’universale voce di riconoscenza si leverà verso Colei che, ancora una volta, sarà apparsa come segno di pace dopo un nuovo diluvio».

San Luigi Orione: «Una grande epoca sta per venire! Avremo novos coelos et novam terram! La società restaurata in Cristo ricomparirà più giovane e più brillante, ricomparirà rianimata, rinnovata e guidata dalla Chiesa. Il Cattolicesimo, pieno di divina verità, di carità, di giovinezza, di forza soprannaturale, si leverà nel mondo e si metterà alla testa del secolo rinascente per condurlo all’onestà, alla fede, alla felicità, alla salvezza».

San Massimiliano Kolbe: «Viviamo in un’epoca che potrebbe essere chiamata l’inizio dell’era dell’Immacolata.  […] Quando l’Immacolata diventerà la Regina del mondo intero, allora la Terra diventerà un paradiso: non quello utopistico comunista, ma quello vero, per quanto è possibile sulla Terra. La pace e la felicità entreranno nelle famiglie, nelle città, nei villaggi e nelle nazioni dell’intera società umana» […]

Fonte: Veritatis-Splendor.net

Il Primo Segreto di Medjugorje “non sarà una cosa piacevole”

Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista esistente più illuminante circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
Continua a leggere

I Dodici Privilegi di Maria

i dodici privilegi di maria

“In quella benedetta visita, la SS. Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore”

I Dodici Privilegi di Maria

 

 La serva di Dio Madre M. Costanza Zauli fondatrice delle Ancelle Adoratrici del SS. Sacramento di Bologna, ebbe l’ispirazione di praticare e diffondere la devozione dei dodici privilegi di Maria Santissima, fin dal 1924, durante un periodo di grandi sofferenze fisiche e morali. Scrive a proposito, nel suo diario: “In quella benedetta visita, la SS Vergine mi insegnò la pratica dei dodici privilegi e mi ordinò di farla conoscere e di diffonderla, perché graditissima al suo cuore: farne il ricordo, meditandoli mentalmente e recitando ad ognuno un’Ave Maria e la seguente preghiera di lode: Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

1° PRIVILEGIO: Predestinazione di Maria.

“Quando non esistevano gli abissi, io fui generata” . (Prv 8,24).

“Quando non c’erano ancora gli abissi, la Madre di Dio già esisteva nella mente del Creatore”. (Prv 8,24).

Contemplazione: Il Divin Padre, dall’eternità ideava la sua opera creatrice, ammirando la perfezione che avrebbe impressa nelle sue creature, e si compiaceva del capolavoro sommo, della gemma più preziosa, vagheggiando nel suo pensiero la Madre che avrebbe preparato al suo Figlio.

Invocazione: O Gloria della Trinità Santissima: aiutami ad accogliere e a portare a compimento il disegno d’amore che il Padre ha su di me. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

2° PRIVILEGIO: L’Immacolata concezione di Maria.

“Io porrò inimicizia tra te e la donna”. (Gn 3,15). 

“Nel giardino di Eden Iddio annuncia il futuro Redentore che, con la Madre, calcherà la testa al serpente”. (Gn 3,15).

Contemplazione: I primissimi chiarori dell’alba della Redenzione, dopo la promessa fatta nell’Eden, eccoli nell’immacolato concepimento di Maria. Al primo apparire della stella del mattino, l’umanità cominciò a godere le primizie della riconciliazione con Dio, poiché la cortina di separazione da lui, in forza del primo palpito della Creaturina eletta, si strappò, lasciando traboccare dall’alto la misericordia dell’Altissimo.

Invocazione: O piena di grazia: sii la mia forza per vincere il peccato e crescere in sapienza e grazia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

3° PRIVILEGIO: La perfetta conformità di Maria al volere di Dio.

“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (Lc 1,38).

“La scala di Giacobbe, che unisce la terra al cielo, può raffigurare la volontà di Maria legata amorevolmente al Signore”. (Gv 3,15).

Contemplazione: L’anima di Maria era un vero paradiso di delizia per il Figlio e il più bell’ornamento di gloria per la SS. Trinità. Ella sapeva innalzarsi nelle limpide regioni della fede ove vedeva il suo Dio e adorava la sua volontà santissima ripetendogli il “fiat” di una dedizione piena e perfetta.

Invocazione: Madre della Fede: fa che io sia pronto e gioioso nei miei Si quotidiani alla santa volontà del Padre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

4° PRIVILEGIO: L’eminente Santità di Maria.

“Senza macchia né ruga… ma Santa e Immacolata”. (Ef 5,27 b).

“La casa fondata sulla roccia”. (Mt 7,25).

Contemplazione: La santità della Madonna è tutta un tessuto d’oro sulla semplice trama della perfetta fedeltà ai suoi doveri e nello stato di vita più semplice e comune, quali si presta ad essere imitata.

Invocazione: O modello di santità: salvami dall’ipocrisia della virtù apparente, insegnami umiltà, amore, preghiera profonda. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

5° PRIVILEGIO: L’annunciazione.

“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te”. (Lc 1,28).

“La nube, segno della presenza di Dio”. (1 Re 8,10).

Contemplazione: Maria, nel momento in cui venne annunziata all’Arcangelo, era assorta nella preghiera. La sua anima diede tre splendori: adorazione amore dedizione, così perfetti ed elevati da attrarre le compiacenze di Dio, che di quella meravigliosa Creatura formò la Sede dell’Eterna Sapienza.

Invocazione: O Eletta fra le donne: donami la semplicità del tuo cuore, la tua generosità, la tua fiducia incrollabile nella Parola del Signore. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

6° PRIVILEGIO: La maternità divina di Maria.

“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. (Lc 1,31).

“Il tronco di Jesse che fiorisce”. (Is 11,1).

Contemplazione: Nel gran momento in cui il Verbo si vestì di carne in Maria, la sua anima benedetta e tutto l’essere suo rimasero adombrati dallo Spirito Santo che la consacrava Madre di Dio. Quale estasi fu la sua! La felicità del Padre la compenetrava e si arricchiva della sua gioia materna.

Invocazione: O Madre del Verbo: disponimi ad accogliere i doni dello Spirito Santo, affinché io diventi conforme a Gesù e figlio ubbidiente della Chiesa. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

7° PRIVILEGIO: La verginità perfetta di Maria.

“Come avverrà questo? Non conosco uomo”. (lc 1,35).

“Il giglio tra i cardi”. (Ct 2,2).

Contemplazione: La Vergine benedetta è la gloria più fulgida delle creature, che ha straordinariamente nobilitato innalzando per prima il candido vessillo della verginità. Le anime che a lei si affidano imitandola, possono divenire a loro volta templi vivi di Dio. Invocazione: Sei Madre e sei vergine, o Maria: a Dio nulla è impossibile. Trasfigura la mia anima e il mio corpo con la tua dolce e candida luce. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

8° PRIVILEGIO: Il martirio del cuore.

“Stava presso la Croce la Madre di Gesù”. (Gv 19,25).

“Il cuore trafitto di Maria”. (Lc 2,35).

Contemplazione: Maria per la forza e la delicatezza dell’amore materno, precedeva i passi di Gesù, tenendosi in una perfetta dedizione a tutte le disposizioni del Padre in ordine al compimento dell’opera redentivi, perfino a donarsi senza riserve insieme a Lui, immedesimata agli stessi palpiti del suo cuore in maniera da formare una sola vittima di espiazione.

Invocazione: Nel dolore mi hai generato, Regina dei martiri. Sostieni la mia incostanza nel perseverare e insegnami a consolare chi soffre. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.  

 

9° PRIVILEGIO: Il gaudio di Maria alla resurrezione e ascensione di Gesù.

“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. (Lc 1,46). “L’incensiere d’oro (Ap 8,3) fra i due simboli: il Cero per la resurrezione e il Monogramma di Cristo sulla nube, per l’ascensione”. 

Contemplazione: Gesù riversò con radiosa pienezza il suo gaudio in Maria nel momento della resurrezione. Per una Madre come lei, il vedere con i propri occhi l’esaltazione del Figlio che adorava, la felicità e le ricchezze del Regno del quale entrava in possesso, era motivo di grande gioia.

Invocazione: Madre di Gesù, Agnello immolato, sei ora esultante con Lui nella gloria. Portami ad adorare lo splendore della sua divinità nel dono dell’Eucarestia. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

10° PRIVILEGIO: L’assunzione in cielo di Maria.

“Oggi l’arca sacra e vivente del Dio vivo ha trovato il riposo nel tempio del Signore” (1 Cr 16).

“L’arca del Signore portata in trionfo è simbolo del trasporto in cielo della Tuttasanta”. (1 Cr 15,3).

Contemplazione: Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, rapiti di amore per la loro figlia, madre e sposa, finito il corso della sua vita terrena, la assunsero alla celeste gloria in anima e corpo, accompagnata dagli angeli osannati, fino alle altezze del trono di Dio, dal quale ricevette la massima glorificazione.

Invocazione: Non sei lontana, Donna vestita di sole: sei qui, operante con tenerezza materna, accanto a ciascuno di noi in cammino verso il cielo. Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

11° PRIVILEGIO: La regalità di Maria.

“Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, e il suo regno non avrà mai fine”. (Lc 1,3233).

“Il segno della donna vestita di sole” . (Ap 12,1).

Contemplazione: In Cielo Maria è il Paradiso della Trinità santa, nel quale il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo prendono le loro compiacenze. Di quale potere è insignita questa gran Regina! E tutto a vantaggio nostro. Quale inestimabile dono ci ha fatto Iddio dandocela per Madre!

Invocazione: Sei Regina e sei Ancella: per te e per Gesù regnare non ha significato altro che servire. Educami, o madre, ad essere regale nel testimoniare verità e giustizia.

          Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

 

12° PRIVILEGIO: La mediazione di Maria e la potenza della sua 

intercessione.

“Chi trova me trova la vita e ottiene favore dal Signore”. (Prv 8,35).

“Maria riceve la grazia di Gesù e la effonde su tutte le creature”. (Gv 7,3738).

“La corona delle dodici stelle richiama i 12 privilegi di Maria Santissima”.

(Ap 12,1).

 Contemplazione: Vedo Maria Santissima davanti all’Altissimo per ottenere la salvezza dei suoi figli peccatori. Ricevendo tutte le grazie discendenti della Prima Sorgente, fatta dal Mediatore vera mediatrice, ella trasmette le grazie ai suoi figli e la sua larghezza nel dare aumenta continuamente le sue ricchezze.

Invocazione: La SS. Trinità ti ha affidato la missione della maternità universale: io ti accolgo, come Giovanni, con amore filiale e spontaneo, consacrandomi al tuo Cuore Immacolato.Ave Maria.

“Sia benedetta, lodata e ringraziata la SS. Trinità per le grazie concesse alla Vergine Maria”.

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

hell-01

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

Questo articolo strappa moltissime anime dalle grinfie di Satana grazie alla Misericordia di Dio e alla sua Giustizia. Leggiamo…

L’Ossessa

Ecco a grandi linee il curriculum vitae dell’ossessa (già pubblicato nel libro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”). Questa madre di famiglia è un’anima riparatrice che da 27 anni, ossia dal suo quattordicesimo anno, è tormentata da spaventose crisi di paura e da periodi di insonnia totale. Ella è stata curata durante 8 soggiorni in clinica, con tutti i moderni mezzi della medicina e della psichiatria.

Quando, dopo una rigorosissima cura del sonno, fu dimessa come caso inspiegabile, un ben noto esorcista, fortuitamente incontrato, stabilì che si trattava di un irrefutabile caso di possessione. Dopo un esorcismo al quale parteciparono diversi preti, a Fontanelle – Montichiari (Brescia), demoni angelici (angeli decaduti) e anche demoni umani (uomini dannati) hanno dovuto fare, per ordine della Santa Vergine, ammonitrici rivelazioni all’indirizzo della Chiesa.

Il 26 aprile 1978, dopo aver invitato ad assistervi diversi vescovi e rappresentanti della psichiatria e della medicina, si svolse un esorcismo con la partecipazione di sei preti. Vi assisteva anche il dottor M. G. Mouret, psichiatra, primario della clinica psichiatrica di Limoux (Francia), uomo di grande esperienza in questo genere di fenomeni.

Dopo aver osservato un esorcismo durato tre ore ed essersi intrattenuto con la paziente prima e dopo 1’esorcismo, egli ha testimoniato per iscritto che nel caso presente non si trattava né di schizofrenia né di isterismo, ma della presa di possesso della persona da parte di una potenza esterna: fenomeno che la Chiesa cattolica definisce col nome di possessione.

“Io sottoscritto, dott. MICHEL MOURET, primario del1’Ospedale Psichiatrico di LIMOUX (Aude), dopo aver esaminata la sig.ra R. B. in Svizzera, e aver assistito oggi, 26 aprile 1978, a un esorcismo fatto su di lei, alla presenza di quattro sacerdoti, durato tre ore e mezzo, dichiaro che, per il genere di manifestazioni presentate dal soggetto, non si tratta né di una psicosi delirante, né di una personalità isterica (due diagnosi da escludere nel caso presente), ma di fenomeni medianici che la Chiesa é solita definire di possessione, almeno transitoria.

DOTTOR MICHEL GABRIEL MOURET”

L’ossessa, madre di più figli, é sempre provata fino al limite delle sue forze. Malgrado tutto, si sforza di adempiere convenientemente i suoi doveri di padrona di casa. Gli insopportabili tormenti dei demoni, che disturbano il suo sonno notturno, il fatto di sentirsi sempre apostrofare da questi spiriti maledetti, tutto ciò é per lei un continuo martirio. La sua unica consolazione sono i preti che, sfidando 1’attuale corrente, hanno pietà del suo stato, le procurano i sacramenti e le danno sollievo pronunciando su di lei 1’esorcismo.

Chi è Verdi Garandieu?

Dal 1975, poco dopo che la possessione fu constatata da un notissimo esorcista, oltre a un certo numero di demoni umani e angelici (dannati e demoni) fu anche costretto a manifestarsi VERDI GARANDIEU. Egli avrebbe esercitato il ministero sacerdotale nel XVII secolo in un villaggio dei Pirenei. Quanto sappiamo della sua vita ci è noto mediante le rivelazioni che egli ha dovuto fare durante un esorcismo, il 5 aprile 1978.

Alcuni giorni prima, l’ossessa era tormentata da crescenti angosce interiori, sicché risultò urgente portare sollievo con un esorcismo a questa anima riparatrice che soffre da quasi tre decenni.

Fu scelto il 5 aprile perché in quell’anno (1978) la Chiesa vi celebrava 1’Annunciazione, spostata dato il Sabato Santo.

L’esperienza ha dimostrato che le feste della Santa Vergine sono giorni particolarmente fausti nella lotta contro gli assalti e i tormenti dei demoni. Quel giorno, il prete demonio dovette confessare nella sua disperazione che 1’abbandono del Breviario gli aveva fatto perdere la forza di lottare contro le tentazioni carnali e che, non potendo più uscire dal peccato, si era lasciato andare completamente.

Vivendo in stato di peccato mortale abituale, solo superficialmente adempiva i suoi doveri religiosi, trascurava i suoi catechismi, conformava la predicazione alla sua vita rilassata, e persistette nello stato di tiepidezza fino alla morte.

Ma allora, secondo le sue parole, Dio “Lo vomitò dalla sua bocca”, e per tutta 1’eternità egli soffre particolari tormenti come prete, perché 1’Ordinazione sacerdotale imprime nell’anima un carattere indelebile che mai potrà essere cancellato.

Rimane aperta la domanda dell’esistenza di un reverendo Verdi Garandieu nel XVII secolo. Le ricerche in questo senso, forse difficili, mi sembrano di secondaria importanza, bastando da sé stesse le rivelazioni del dannato. è d’altronde un fatto che esistono demoni umani, le cui rivelazioni coincidono con la loro vita. Le testimonianze che seguono vorrebbero dimostrarlo al lettore imparziale.

Esistono Demoni Umani ?

Esistono dannati che possono manifestarsi dall’inferno? Chiunque è dannato lo è per 1’eternità, e non ha più nessuna speranza di essere salvato. è un fatto più volte affermato nella vita dei santi che non solo anime del Purgatorio, ma anche di dannati, quindi demoni umani, hanno dovuto, per un permesso di Dio, manifestarsi dal fondo dei loro terribili tormenti. Il libro di G. Pasquali: “Nessuno e tornato dall’Aldilà?” (Ed. Hacker, Grobenzell) riporta numerose manifestazioni di dannati. Anime privilegiate e santi sono stati interpellati dai demoni; cosi il santo curato d’Ars, santa Gemma Galgani, il missionario San Francesco da Geromino (+ 1716). Nella vita di quest’ultimo, che fu una delle più potenti personalità del suo secolo, si nota il fatto seguente. Una pubblica peccatrice, detta Caterina, si era spesso burlata delle prediche del santo a Napoli, dove egli esercitava il suo ministero, facendosi gioco delle sue minacce di castighi, cosi come della credenza dell’inferno.

Un giorno ella era affacciata alla sua finestra, con in mano il suo liuto. Perso 1’equilibrio, andò a schiantarsi nella strada, uccisa sul colpo. Fu raccolto il cadavere e messo su una barella. Come in un lampo si sparse per tutta la città la notizia dell’incidente. Essa giunse alle orecchie del Santo, che stava appunto predicando. Subito egli si fermo e disse a quelli che lo circondavano: “Andiamo a vedere!”. Attorniato da una grande folla di gente, si recò nel posto dove la morta giaceva sulla barella, la prese per mano e incomincio a pregare e a scongiurarla. Al terzo scongiuro, mentre le chiedeva: “Caterina, dove sei adesso?”, la morta si rialzò e rispose con voce fremente di disperazione: “Nell’inferno!”. Poi si accascio e riprese la sua primitiva posizione. Questo accadde il 4 aprile 1704.

Dopo la morte del Santo, 1’arcivescovo di Napoli chiese ai superstiti testimoni oculari e auricolari di testimoniare sotto giuramento. Erano circa 250. Questa inchiesta figura nel dossier della beatificazione.

Nel suo libro: “Padre Pio stigmatizzato da 50 anni”, Karl Wagner, di Vienna, parla di ossessi che furono condotti dal Padre. Per bocca di un’ossessa, il demonio gridò: “Io sono la nonna! Grazie alla mia vita cattiva e alla cattiva vita di mia nipote, ho potuto prendere possesso di lei”. Un altro demonio si espresse per bocca della stessa ossessa: “Sono già quasi mille anni che sono dannata. Quanto ho dunque sofferto! Se potessi ritornare sulla terra, farei ogni cosa per avere le mani pure come te, Padre!”.

Sono numerosi i casi simili, di defunti venuti a dare notizie molto circostanziate sul loro stato. Il dotto benedettino don Calmet li ha raccolti in un intero libro quasi 125 anni fa (“Apparizioni di spiriti”, Ratisbona 1855). La maggior parte dei casi citati sono tali che uno spirito sereno e obiettivo non potrebbe metterli in dubbio. (cfr. Jos Staudinger: “L’ALDILà”, Benziger 1941).

Esorcismo Non è Spiritismo

Divinazione, stregoneria e scongiuro dei morti sono severamente proibiti nell’Antico Testamento (cfr. Dt 18, 9 e seguenti). Cosi è diventato disgraziatamente comune condannare, servendosi di frasi isolate della Bibbia, estrapolate dal loro contesto, anche cio che Dio permette per il bene delle anime. Con questo procedimento si condannerebbe comunque il santo missionario Francesco da Geronimo che scongiurò pubblicamente una ragazza defunta, benché con questo egli ottenne conversioni di massa.

Lo spiritismo, confinato in circoli confidenziali, pratica la stregoneria, scongiura i morti e fa parlare le tavole per pura curiosità e gusto del sensazionale, e ottiene dal mondo infernale, mediante la cosiddetta magia nera, prodigi e guarigioni, il che è proibito dalla Bibbia; l’esorcismo, invece, si collega su tutt’altro terreno. Cristo stesso 1′ ha ordinato agli apostoli e ai discepoli, quando ha loro detto espressamente: “Guarite i malati, cacciate i demoni…”.

Si oltrepasserebbero largamente i limiti di questo lavoro se si volessero esaminare le diverse specie di possessione, di promessa scritta al diavolo, di maledizione, di ossessione, di possessione riparatrice, ecc. Secondo il parere unanime di tutti gli esorcisti che si sono occupati del presente caso, qui si tratta di una POSSESSIONE ESPIATRICE per il compimento di una missione superiore indirizzata al nostro tempo. Si riconosce la riflessione di sant’Agostino: “Come un artista, e un grande artista, DIO SI SERVE ANCHE DEL DIAVOLO”.

“Parlare col demonio è dunque possibile. Ma e utile?”, chiede Van Dam nelle sue spiegazioni su “Demoni e ossessi”. E basandosi sulla ricca esperienza degli esorcisti, egli risponde affermativamente: “Sì, perché questo spiega molti aspetti del caso di possessione che si tratta. D’altronde, di solito solo in questo modo è possibile cacciare il demonio. La conversazione pero dev’essere in primo luogo un interrogatorio, e durare solo il tempo strettamente necessario”. Il Rituale proibisce formalmente le domande superflue e curiose, e dà ordini precisi sul modo in cui 1’esorcismo deve svolgersi.

Nell’esorcismo opera prima di tutto il potere sul demonio, che 1’Ordinazione sacerdotale conferisce al prete. Spesso, solo la stola e 1’imposizione delle mani del prete provocano già violente reazioni da parte dei demoni. La stessa cosa si verifica con 1’uso dell’acqua benedetta, delle reliquie e degli oggetti benedetti.

Sulla rivista dei Missionari della Sacra Famiglia, si riportava, negli anni cinquanta, il seguente fatto: Nel giugno 1949, un gruppo di medici giunse da Bologna a Sarsina (Forlì, Italia) per assistere a un esorcismo. Erano tutti o increduli o almeno molto scettici. Il prete iniziò 1’esorcismo. Le sorprendenti risposte della paziente, nelle lingue più diverse, con conoscenze tecniche nei campi più disparati, sbalordirono i medici. Dopo 1’espulsione del demonio, erano del tutto convertiti e francamente convennero che questi fenomeni erano a ragione inspiegabili.

Un professore di teologia arrivò fino al punto di dichiarare che oggi non vi è più possessione, e che le affermazioni in senso contrario sono solo superstizione e stupidita. Divenuto vescovo, si trovo nel 1950 a Sarsina e assistette a un esorcismo. Dopo 1’esorcismo ritratto pubblicamente la sua precedente posizione e dichiarò: “Il diavolo esiste! Non avrei immaginato quale potenza e in questo mondo, ancor oggi, se non 1’avessi visto con i miei occhi!”.

Perché l’ossessa non è ancora liberata ?

L’esperienza dimostra che i demoni non si lasciano facilmente cacciare dal loro luogo di soggiorno, ma che essi se ne vanno solo quando non possono più resistere al potere dell’esorcista.

Per questo capita che si sia costretti a ripetere più volte gli esorcismi, talora per anni.

Si svolge un vero combattimento con i demoni; essi si difendono in un certo senso con le mani e i piedi, con tutti i mezzi a loro disposizione, finché sono costretti a cedere alla potenza di Dio.

Dopo che fu formalmente stabilita la possessione, l’esorcismo, di solito con la partecipazione di diversi preti, fu praticato a più riprese sulla persona ossessa, senza che mai i demoni andassero via.

Costoro hanno sempre ripetuto che dovrebbero andarsene solo quando sarà ottenuto l’Imprimatur per il libro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”.

Però nonostante numerose domande, i competenti Uffici ecclesiastici non hanno mai voluto né assistere a un esorcismo né occuparsi da vicino del caso. Ci si limitava a rimandare 1’ossessa alla psichiatria; mentre é notorio che, dopo aver invano tentato per anni di portare sollievo alla infelice con tutti i mezzi, é stato necessario dimetterla come “caso inspiegabile”.

Come ho già menzionato, il dottor G. Mouret, primario della clinica psichiatrica di Limoux (Francia), dopo aver assistito all’esorcismo del 26 aprile 1978, ha testimoniato per iscritto che concludeva categoricamente trattarsi di possessione da parte di una potenza esterna.

“Non temere coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere 1’anima; temete piuttosto colui che può mandare anima e corpo all’inferno” (Matteo 10, 28).

Cristo mette in guardia contro l’inferno

Contro un certo spirito moderno, che non vuole ammettere 1’esistenza di un inferno eterno, Gesù ha preavvisato in modo perentorio:

“…molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e si sederanno a mensa con Abramo e Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, ove sarà pianto e stridor di denti” (Matteo 8, 11-12). “Cosi avverrà alla fine del mondo: gli Angeli verranno e separeranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace del fuoco, dove sarà pianto e stridor di denti”. (Matteo 13, 49-50).

“Se la tua mano o il tuo piede ti è di scandalo, tagliali e gettali via da te: è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno” (Matteo 18, 8).

“Serpenti, razza di vipere! Come scamperete alla condanna della Geenna? Perciò, ecco, io vi mando profeti e savi e scribi, ma di questi alcuni li ucciderete e li metterete in croce, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città…” (Matteo 23, 33-34).

“Infine (nel Giudizio) dirà anche a quelli che saranno alla sua sinistra: Andate lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli” (Matteo 25, 41).

Perché queste parole del Signore sono oggi passate sotto silenzio, perché si perdonano agli uomini i peccati e si elimina ogni cenno dell’inferno col pretesto che Cristo avrebbe portato un messaggio di gioia e non di minaccia? Non è il più grande segno di carità annunciare agli uomini tutta la verità, affinché siano preservati dall’inferno?

I Demoni dicono la Verità ?

“Satana è il padre della menzogna; egli e bugiardo dal principio”, afferma la Scrittura. Per questo non si deve credere quanto dice. Chiunque pratica lo spiritismo è vittima del demonio della menzogna. Cosa ben diversa è quando Dio costringe il demonio a parlare per bocca di ossessi al fine di avvertire gli uomini, come risulta da molti casi di possessioni. è noto il “Sermone del diavolo” che un contadino lucernese, il servo di Dio Nicola Wolf, di Rippertschwand, ottenne scongiurando un’ossessa: esso è anche la predica più pertinente ai bisogni spirituali dell’epoca.

Nel caso, più sopra citato, delle possessioni in Cina, un demonio dovette confessare: “Il diavolo non farebbe mai di propria iniziativa tali esortazioni (alla conversione). è piuttosto la Santa Vergine a costringervelo”. (Benedetto Stolz: “La potenza di Maria sui demoni”).

Già nell’antichità, Tertulliano diceva: “I demoni, scongiurati con l’esorcismo, non osano ingannare un cristiano” (cfr. Van Dam).

Nel nostro caso, i demoni hanno dovuto confessare, durante l’esorcismo fatto la vigilia della festa di Nostra Signora del Carmine, il 15 luglio 1978: “Al tempo della vita di Cristo, non era necessario che noialtri demoni parlassimo per bocca degli ossessi. Allora Cristo parlava per annunciare il Vangelo. Ma poiché adesso è LA FINE DEI TEMPI, di cui Cristo ha detto: “Sorgeranno molti falsi profeti”, Egli usa tutti i mezzi utili al bene delle vostre anime”.

In modo ancor più categorico, i demoni devono sottolineare questa verità con le seguenti parole: “Poiché adesso, è la fine dei tempi e si aggirano molti demoni che vorrebbero mandarvi in perdizione, e false anime privilegiate si mostrano come angeli di luce, LEI (Maria) si serve di noi demoni e ha il potere di farlo, per far conoscere dal nostro punto di vista il tragico orrore dell’inferno. Per questo LEI ha ancora usato quest’ultimo mezzo per salvarvi, sciagurati che siete!”.

Il Furore dell’inferno, dinanzi alle Rivelazioni che é Costretto a Fare

Nel loro terribile furore dinanzi alle confessioni che la Vergine Maria e la Santa Trinità li hanno costretti a fare, i demoni ci hanno minacciato di tentare ogni cosa per distruggere “AVVISI  DALL’ ALTRO MONDO” dopo la loro pubblicazione. Sforzi sovrumani furono fatti a questo scopo, mentre migliaia e migliaia di volantini propagandistici furono distribuiti da persone che tuttavia diffondevano pubblicazioni analoghe e che d’altronde si distinguevano per la loro fedeltà alla Chiesa.

Non si poteva portare un solo argomento obiettivo contro “AVVISI DALL’ALTRO MONDO”. Poiché ci si rifiuta di ascoltare i veggenti e le anime privilegiate autentici, e di lasciarsi impressionare dalle numerose apparizioni mariane, Dio tenta, come ultimo mezzo della sua misericordia, di salvare le nostre anime con le terribili confessioni dei demoni. Ahimè, anche a questa grazia si contrappone una condanna globale.

Come attesta la passata esperienza, gli attacchi contro me stesso, in quanto curatore di questo scritto, non mancheranno; Dio, infatti, lascia agli spiriti maledetti, costretti a fare queste confessioni, la libertà di “vagliare gli uomini come si vaglia il grano”.

Ringrazio perciò quanti accettano e diffondono questo messaggio come uno strumento di salvezza e di santificazione, e perdono a quelli che non ritengono di poterlo accettare ma lo combattono con tutti i mezzi. Non devo giudicare, perché ogni giudizio spetta solo a Dio. Allo scopo di pubblicare la Misericordia di Dio, che farà conoscere a tempo debito, la Sua Giustizia, vorrei affidare al lettore questo scritto.

BONAVENTURA MEYER

Il saggio si esamini dunque, prima di respingere una così grande grazia che il Cielo ci accorda, e metta a profitto il consiglio di san Paolo: “Provate tutto, ritenete ciò che è buono”, o almeno mediti le parole di Gamaliele: “…perché se quest’opera viene dagli uomini, cadrà da sé; ma se viene da Dio, voi non potrete distruggerla: non correte dunque il rischio di lottare contro Dio”. (Atti 5, 38-39).

Durante il secondo esorcismo dell’ossessa svizzera, nell’agosto del 1975, fatto nel luogo di apparizione “Fontanelle” – Montichiari (Italia), la Santa Vergine, la ROSA MISTICA DI MONTICHIARI, per bocca dell’ossessa, ha proclamato che il demonio, benché “bugiardo e padre di menzogna” (Giovanni 8, 44), dichiara solo cio che il Cielo e Lei stessa vogliono, e che i demoni non hanno più il diritto di mentire negli esorcismi.

ESORCISMO DEL 29 AGOSTO 1979: Il demonio Belzebù ha dichiarato, per costrizione dell’esorcismo, che Dio non permette mai che in argomenti cosi gravi (come quelli esaminati nei presenti esorcismi), e trattandosi di anime che vogliono solo il bene, sia permesso ai demoni di ingannarle

Premessa

ESTRATTI DELL’ESORCISMO DEL 7 AGOSTO 1979

E = ESORCISTA

V = VERDI GARANDIEU

E: In nome della Madre della Chiesa, in nome di tutti i Papi e soprattutto del Santo Padre, il Papa Paolo VI, e di tutti i preti esorcisti, dì la verità e solo la verità, di quanto la Madre di Dio vuol dirci oggi tramite te, Verdi Garandieu!

V: (respiro faticoso) Ebbene! è la volontà dell’Altissima e della Trinità che sia pubblicato questo libretto di Verdi. Ora è già pubblicato in lingua tedesca. Ma come abbiamo detto, dev’essere tradotto anche nelle altre lingue nelle quali il primo libro “AVVISI” esce o è stato pubblicato, senza indugio… VERDI è IMPORTANTE; SEMBRA ESSERE UN LIBRETTO INSIGNIFICANTE, PESANTISSIMO, INVECE CONTIENE MOLTO ED è VERAMENTE VOLUTO DAL CIELO! Su di esso è la benedizione del Cielo, sia sul libretto sia sull’editore, come pure su tutti i collaboratori di questo lavoro, compreso il tipografo. Ecco!

Potrete ora raccogliere critiche a questo proposito, essere criticati fino a sanguinare e ad essere completamente straziati e calpestati. MA QUESTO LIBRETTO HA UN VALORE IMPAREGGIABILE! ESSO SALVERà MOLTE ANIME, anche se non doveste vederlo. è molto utile anche per anime che non si convertono immediatamente, perché Verdi, ossia le sue dichiarazioni, penetrano nell’anima. Esse vi entrano, anche se il lettore non vuole, o non vorrebbe rendersene conto. Inquietano. Penetrano in profondità e in un certo senso tormentano, anche quando costui fa di tutto per difendersi, supponendo che non lo getti nel primo cestino, prima di leggerlo. Ma comunque la presentazione è tale che anche quelli che sulle prime vorrebbero non aver niente a che fare con tutto questo, finiscono lo stesso per ficcarvi il naso, al momento opportuno…

E: In nome di tutti i vescovi e preti!

V: Devi dire: e della Chiesa! Perché è prima per la Chiesa e per i preti. LEI (indica in alto) c’incarica oggi di dire, poiché ci incitate a farlo, che dev’essere detto ancora qualcosa, e che qui vi è la potenza del vescovo: anche se non doveste vedere nessun frutto coi vostri occhi e se raccoglieste solo cose negative, ha nondimeno per il Cielo un valore di un’incredibile, di un’incomparabile ricchezza, più di quanto possiate prevederlo e supporlo. ESSI (indica in alto) hanno un tempo voluto e programmato che questo VERDI potesse abitare nell’ossessa per parecchi anni, perché è stato sempre nel loro piano che fosse pubblicato questo libretto. Certo, e pubblicato anche nel libro “AVVISI” (edizione francese), ma questo libretto a parte è una buona edizione perché costa meno, si legge correntemente e si deve leggere meno a lungo. Eppure si ha cio che si merita quando lo si legge. è stupido pero… Ah! Non voglio dirlo!

E: Continua a parlare! Che cosa è stupido? Continua a parlare in nome dell’Altissima, Madre della Chiesa…!

V: è stupido pero che non sia stato dieci o vent’anni prima. Un libretto simile avrebbe allora infiammato più d’oggi. Ma anche oggi deve avere la missione di produrre i suoi frutti nei cuori, di trasformarli e di scuoterli. Per questo… Non voglio parlare!

E: Continua a dire la verità, in nome della Chiesa, della Madre della Chiesa!

V: Per questo dev’essere pubblicato appunto nelle stesse lingue dell’altro libro “AVVISI” che si pubblica ora o è stato già pubblicato.

E: Continua a parlare in nome dell’Altissima!

V: Sarebbe meglio con 1’Imprimatur, ma non 1’avete ottenuto.

E: Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole che dica chiaramente al vescovo dove egli va, dove vanno i preti i quali dicono ora che li abbiamo diffamati con questo libretto, e che abbiamo in realtà reso cosi un cattivo servizio alla Chiesa, che gli dica che ci combattono? Dobbiamo dire la verità, dir loro dove vanno? Devo scrivere ad ogni vescovo per parlargli di questa distruzione oggi nella Chiesa?

V: Avresti fatto bene a scrivere questa frase: ” Tutti coloro che sono della luce e dello Spirito Santo riconosceranno la verità”.

E: Sara inserito nella prossima ristampa. Abbiamo lasciato ancora incompiute molte cose che forse non sono buone. Ma ringraziamo la Madre di Dio di questa indicazione. Di la verità e solo la verità! La Madre di Dio vuole ancora dirci altro su questo argomento?

V: è terribile vedere che anche i vostri vescovi abbiano preso vie cosi cattive. ESSI (indica in alto) sono addolorati e afflitti nel vedere che i vostri vescovi fanno successivamente, diciamo noi, marcia indietro, sempre più, e non hanno coraggio (grida), non hanno una goccia di coraggio, non hanno più verità ne assolutamente niente.

E: è la volontà di Dio, di la verità e solo la verità, che avverta ancora una volta i vescovi, molto fermamente? è la volontà della Madre di Dio?

V; è meglio che tu invii malgrado tutto il libretto a ciascuno e che li avverta ancora una volta, in nome di Cristo e della Croce, di far marcia indietro. Di loro che siamo in un pericolo gravissimo e che fra poco vedranno cio che si gioca…

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

 San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, vieni in nostro aiuto contro la malizia e le insidie del demonio; fa’, te ne preghiamo, che Dio eserciti su di lui il suo impero; e tu, Principe della milizia celeste, col divino potere incatena nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che vagano nel mondo per la rovina delle anime. Così sia!

Confessioni di un Prete Dannato all’Inferno

Verdi Garandieu

UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO

Per ordine della Santissima Vergine durante l’esorcismo fatto il giorno dell’Annunciazione

Numerosi preti hanno eseguito un esorcismo sull’ossessa svizzera continuamente tormentata dai demoni. Le testimonianze di dodici preti, tra cui tre dottori in teologia e in diritto canonico, esprimono la convinzione che i demoni, al momento degli esorcismi, sono costretti a mettere in guardia l’umanità in nome della Madre di Dio.

Chi nega 1’esistenza del diavolo e la possibilità della possessione, si mette in contraddizione con la dottrina formale de11a Chiesa e contesta fatti inconfutabili.

ESORCISMO DEL 5 APRILE 1978

CONFESSIONI DEL PRETE

DANNATO VERDI GARANDIEU

E = ESORCISTA

V = VERDI GARANDIEU (1)

Dopo 1’esorcismo di Leone XIII e numerose preghiere, il demonio si annunciò senza equivoco sicché fu scongiurato di dire solo cio che Dio gli ordinava di dire per mezzo di Maria, nel giorno della sua Annunciazione.

Verdi Garandieu, un prete dannato, é costretto a parlare

E: Devi parlare per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, te 1’ordina San Vincenzo Ferrier, questo grande cacciatore d’anime, che tante anime ti ha strappato!

V: Non a me, non a me, ma al Vecchio (= Lucifero) (beffarda risata), non a me, non…

E: Le ha strappate all’inferno. Ha strappato le anime all’inferno col suo zelo.

(1) Dal 1975, dopo la prima constatazione della possessione nell’ossessa espiatrice, Verdi Garandieu si presenta come un prete dannato del XVII secolo, dei Pirenei. Nel testo dell’esorcismo sono annotate tra parentesi le reazioni del demonio VERDI (pianto, urla, ecc.), che si manifestano attraverso 1’ossessa.

V: Sono solo uno tra molti (risata); sono un disgraziato tra molti. Che sciocchezza (con voce forte), che sciocchezza ho dunque fatto! Ho condotto una vita veloce come il lampo! Perché non sono vissuto meglio? Perché non sono stato prete secondo la volontà di Dio, di LUI LASSù (gesto verso l’alto)? Perché non ho corrisposto alla sua grazia? Perché (con voce forte e piangendo) ho abbracciato il sacerdozio, se non ne ero capace, o se non mi sono mostrato pienamente capace di esercitare una funzione pesante, piena di responsabilità, di esercitarla come avrei dovuto esercitarla (piangendo…)?

E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, tutto per la sola gloria di Dio!

V: Ho peccato dando il cattivo esempio. Ho dato il cattivo esempio come anche oggi migliaia, decine di migliaia di preti danno il cattivo esempio. Non ho (respiro faticoso) impartito un buon insegnamento religioso.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!

Dannato per la sua tiepidezza

V: Ho osservato più le gonnelle che i comandamenti di Dio. Sono stato condannato perché ero troppo tiepido. QUELLO DI LASSù (gesto verso l’alto) mi ha letteralmente detto: “Io ti vomiterò dalla mia bocca perché non sei né freddo né caldo”.

E: Parla, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, di quanto devi dire sulla tua vita!

V: La mia vita fu… Nella mia gioventù ero ancora buono (quasi piangendo). Ho (gridando amaramente) ancora corrisposto alla grazia in quel momento (piangendo di disperazione). Nella mia gioventù ho ancora corrisposto alla grazia, ma poi sono diventato tiepido. Mi sono inoltrato sempre più nella via larga. Ho abbandonato la via della virtù e non ho più corrisposto alla grazia. Allora sono caduto sempre più in basso. Forse, all’inizio, mi sono di nuovo confessato. Volevo ancora convertirmi; più d’una volta ho voluto ritornare indietro e combattere i miei difetti (con voce forte), ma…

E: Di la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità!

V: …ma non vi riuscivo più, perché pregavo troppo poco… Ho pregato poco e troppo poco ho corrisposto alla grazia. Ero, come si dice, tiepido. Tiepido è già essere freddo, da tiepido a freddo il passo è brevissimo. Si dovrebbe essere caldi, caldi, ardenti, allora non accadrebbe ai preti cio che è avvenuto di me. Ma voi avete adesso migliaia, decine di migliaia, più di un milione di preti che sono come me, tiepidi e non… non (grida).

E: Di la verità!

V: …e non corrispondono più alla grazia, è quanto loro accadrà se non si convertono, non accolgono totalmente in loro il fuoco dello Spirito Santo e non lo lasciano agire, non sarà meglio di quanto è accaduto a me, Verdi. Sono molto infelice nell’inferno. Vorrei non essere mai vissuto. Soprattutto vorrei, se dovessi vivere, poter ritornare indietro e poter far meglio. Come vorrei far meglio! Come vorrei restare in ginocchio giorno e notte, pregando LUI LASSù (gesto verso 1’alto) e chiedere perdono; chiamerei in mio aiuto tutti gli angeli e tutti i Santi per non seguire di nuovo la via della perdizione. Ma (con voce forte), io, io (lamenti) NON POSSO PIù RITORNARE INDIETRO… NON POSSO PIù RITORNARE INDIETRO (gridando con voce sconvolgente) SONO DANNATO!

Gesù Cristo ha dato l’esempio della temperanza

I preti non sanno che vuol dire essere dannato. Essi (con disperazione) non sanno cio che è 1’inferno! Quasi tutti attualmente seguono la via della minore resistenza. Credono di dover vivere felici, di dover godere quanto si può godere nella vita. Credono comunque che oggi non si possono più cambiare 1’umanizzazione e il modernismo e che si deve camminare col proprio tempo; i superiori, i vescovi, i cardinali e i preti non danno esempio migliore. Prendono ancora magari cibi a una povera tavola, come Cristo stesso ha dato loro 1’esempio? Certo, Cristo, come lo si constata nella Bibbia, si è seduto a tavola e ha mangiato in cerimonie come matrimoni e talune feste. Ma 1′ ha fatto solo perché…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: Egli 1′ ha fatto, per cosi dire, per carità verso il prossimo, ma non ha mai mangiato molto. Ha sempre mangiato piuttosto frugalmente, e non parleremo dei momenti in cui non assisteva a feste. CRISTO HA SOFFERTO MOLTO LA FAME, PIù DI QUANTO SI PENSA. La Sacra Famiglia e gli Apostoli hanno sofferto molto la fame e digiunato, altrimenti non avrebbero ricevuto le grazie che sono state loro concesse.

Certo Cristo aveva già in Sé tutta la pienezza della grazia; non aveva più bisogno della grazia, in particolare non sarebbe stato necessario implorarla con la preghiera. Egli era la grazia e la luce in persona. Ma doveva dare 1’esempio agli apostoli e a tutta 1’umanità, in particolare (con voce forte) ai preti, vescovi, superiori, cardinali e al Papa.

Egli ha dato 1’esempio nel grado più completo, il migliore e il più perfetto, ma a che cosa è servito?

Ora i preti mangiano alle tavole più riccamente servite con “dessert”, vino e tutti i condimenti. A volte fanno anche bisboccia più di quanto lo consenta la loro salute, e credono addirittura che è del tutto normale quando si è vescovo o si ha un posto elevato.

Le cuoche che fanno da mangiare per i vescovi e queste autorità religiose, ed anche per certi preti, credono con la massima buona fede, che si deve portare in tavola questo e quello. “E un gran signore; è rivestito di alte dignità! Dovremmo vergognarci se non gli si servisse questo e quello”. Ma esse dimenticano che non è 1’imitazione di Cristo.

Sarebbe meglio per queste cuoche che facessero notare ai vescovi, preti, superiori o cardinali che Cristo ha dato 1’esempio della povertà, della povertà e della virtù. LUI LASSù (gesto verso 1’alto) vuole che si pratichi 1’imitazione di Cristo (con voce forte) e quanto è praticato oggi è tutt’altra cosa dell’imitazione.

è lo sfarzo, la bisboccia, la bella vita è il lusso fino al peccato. Il peccato non comincia solo quando comincia realmente. Il peccato comincia già quando non si insegna più la rinuncia e quando non la si pratica più. II peccato comincia già quando 1’uomo potrebbe rinunciare, ma non lo fa.

Certo, non comincia qui il peccato completo, nel suo vero senso. Ma la via che vi conduce comincia già quando si smette di praticare la rinuncia, quando non ci si vuol più sacrificare e quando si segue la via della minore resistenza. Allora la via che conduce al primo peccato, che sia veniale o che arrivi fino al peccato mortale, non è più molto lunga, perché noi giù (gesto verso il basso) abbiamo un immenso potere e facciamo sempre quanto possiamo. Ci si istruisce cosi bene, e anche noi, demoni umani, veniamo istruiti e guidati cosi bene che prendiamo sempre 1’uomo in tal modo o lo si può prendere meglio. Ma quando qualcuno non ha mai veramente bene…

E: Di la verità in nome di Gesù Cristo e solo la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!

Le tappe della caduta

V: …quando qualcuno non ha mai veramente bene, perfettamente seguita la via di Cristo con la sua povertà e la sua virtù, la via della preghiera, della Croce, della rinuncia, del sacrificio, della virtù, quando omette solo una di queste cose o la trascura totalmente, noi cerchiamo allora di prenderlo da quel punto. Se è solo una fibra del suo abito, è pero già una fibra e col tempo possiamo avvelenare tutto il suo abito (lamenti). Non voglio più parlare.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sulla tua vita, sulla vita del prete come dev’essere! Di la verità per la gloria di Dio!

V: Il mio sacerdozio, 1′ ho… Forse, credevo allora di avere la vocazione, e volevo… Certo, intendevo diventare un buon prete, ma un prete, non bisogna mai dimenticarlo, un prete è in pericolo più di un laico di essere sedotto da noi giù (dall’inferno). Forse anche i laici corrono questo pericolo, soprattutto le anime privilegiate o quelli che ricoprono una carica importante. Ma un prete ha un’altissima consacrazione. E perché ha un’altissima consacrazione, e con essa può nuocere a noi giù (gesto verso il basso) nella maniera più devastatrice, ci scateniamo di più contro i preti che contro gli altri uomini. è quanto successe (piangendo), è quanto successe anche per me. Io pensavo…

E: Di la verità, Verdi, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità sulla tua vita!

Abbandono della preghiera

V: …Io pensavo: adesso sono prete. Ho raggiunto la mia meta. All’inizio ho esercitato ancora abbastanza bene il mio ministero, ma poi, poi, a un tratto trovavo ciò troppo monotono. Ho cominciato a trascurare la preghiera del Breviario. Prima non ho più recitato tutta la preghiera. Poi a poco a poco ho cominciato a non recitare più la preghiera, quando era una giornata faticosa o quando mi sembrava essere una giornata faticosa. Proprio all’inizio, la rimandavo e poi, tutt’a un tratto, arrivai a… Non voglio parlare.

E: Di la verità, Verdi, in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio! Di la verità sulla tua vita per avvertire i preti! Di la verità, solo la verità!

V: …e poi, tutt’a un tratto, arrivai a pensare: “Ah! queste noiose preghiere del Breviario! Queste preghiere sono lunghissime e prendono un tempo incredibile”, pensavo. Ma sarebbe stato meglio non pensarlo, perché questa sospensione della preghiera del Breviario mi fu fatale.

Quando smisi di recitarlo, caddi a poco a poco nel peccato. Ma quando sono caduto nel peccato, il peccato d’impurità, ho ovviamente smesso di dire la mia messa con raccoglimento, già non ero più in stato di grazia. La Bibbia, e tutto cio che vi si trova, era per me un rimprovero; i dieci comandamenti e il Nuovo Testamento erano per me un richiamo all’ordine, perché non li vivevo più nel loro senso più vero. Poiché tutto questo era per me un richiamo all’ordine, io non volevo più istruire i bambini come si deve e in profondità; infatti come avrei potuto inculcare loro il bene mentre già io stesso non lo vivevo più, e per questo devo dire… Non voglio parlare.

E: In nome di Gesù Cristo, in nome del Santissimo Sacramento dell’Altare di la verità e solo la verità sulla vita e la condotta del prete!

V: …per questo devo dire che come per me succede per la maggior parte dei modernisti e umanisti, e quali che siano i nomi che portano oggi. Come vogliono predicare ai bambini e ai laici qualcosa che essi stessi non vivono più? Come vogliono ridare al mondo cio che essi stessi non hanno più, cio che non è nel più intimo di loro stessi? Dovrebbero mentire (lamenti). Non voglio…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, del Santissimo Sacramento dell’altare, solo la verità per la gloria di Dio e per la guida dei preti!

V: i loro cuori sono diventati luoghi malfamati, in molti, in molti più di quanto lo si pensi. E, quando non sono ancora diventati luoghi malfamati, sono in ogni caso già tarlati. Ma come mela in cui abita già un verme, può rimanere col tempo una mela intera, succosa, intatta e diffondere il suo migliore profumo!

Lo può solo un prete che vive egli stesso la virtù e ne dà 1’esempio agli altri. Se i preti attuali, come lo dovrebbero, dessero ancora 1’esempio della virtù alla gioventù e al mondo, avreste un mondo mille volte migliore di quello che avete. Come diffondere il bene se non 1′ ho in me? Come parlerò dello Spirito Santo, se io stesso sono contento di non ascoltarlo, perché ho già lasciato la via che…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo, Verdi Garandieu!

Indifferenza verso il Santo Sacrificio della Messa

V: …perché ho già lasciato la via che lo Spirito Santo mi ha tracciata e mi prescriveva! è terribilmente tragico, molto più di quanto voi uomini possiate pensarlo. è tanto più tragico in quanto un prete (piangendo) che non da più il buon esempio ed è sul punto di lasciare la via della virtù trascina con sé una massa di gente o in ogni caso parecchi, e questo comincia anche alla Santa Messa. Dall’inizio alla fine un prete non celebrerà la S. Messa con profondità e pietà se la sua condotta sacerdotale non vi è conforme. Egli arriverà anche, in ogni caso capitò a me… (quasi piangendo).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine…!

V: …egli arriverà fino a provare ripugnanza per la Messa, fino a preferire che essa non esista. E tuttavia, perché è prete, la dice, deve celebrarla dinanzi alla gente. Forse, nel mio caso, la Santa Ostia era ancora consacrata, e lo è ancora con migliaia e migliaia di preti che vi credono ancora, perché Dio è misericordioso, perché i fedeli vengono con pietà nel cuore, e non possono sapere cio che sono i cuori dei preti, ma, ma (con voce esortante) guai, guai…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!

Adattamento della Dottrina a una vita facile

V: …Guai (con voce seria), guai ai preti che non dicono cio che dovrebbero dire, che non vivono più cio che dovrebbero vivere e insegnano ai fedeli a seguire false vie. Sarebbe meglio… sarebbe meglio che ciascuno di loro dicesse pubblicamente sul pulpito dinanzi a tutti i fedeli: “Perdonatemi, ho peccato! Non sono sulla via della virtù! Pregate per me affinché mi riprenda e di nuovo possa insegnarvi il buon modo di vivere nel senso più vivo”.

Ecco quanto farebbe meglio a dire. Sarebbe un atto di umiltà e noi non avremmo più questo potere su di loro, anche se una parte di gente li disprezzasse. Essa avrebbe malgrado tutto, infine, nel più profondo di se stessa, un’alta stima per questo prete. Sarebbe, comunque, una via migliore della via dell’ipocrisia e della perfidia (proferendo a stento le parole).

Ha un senso stare in piedi, avanti, celebrare la messa di fronte al popolo e dire: “Dio perdonerà (respiro faticoso), andate da Lui. Egli vi comprende, andate dal Padre. Egli è il Padre di Luce: se siete nelle tenebre, comprenderà e vi accoglierà di nuovo nella grazia e nell’amore”.

Tutti questi preti dimenticano che sono necessarie certe cose perché questo Padre di Luce prenda di nuovo nelle sue braccia questi preti o questi fedeli che sono caduti. Certo, li prende di nuovo, ma è necessario il pentimento e non solo è necessario il pentimento, perché la riparazione fa anche parte del pentimento e della confessione. Se voglio migliorarmi, devo prima estirpare queste vie che conducono al peccato e mi sono fatali.

Devo prima cominciare nel più intimo di me stesso, e solo dopo posso essere un modello per gli altri, in tutta la profondità voluta. Si potrebbe dire in poche parole, predicare alla luce dello Spirito Santo cio che devo predicare, cio che sono incaricato di predicare e che sarebbe dinanzi a QUELLO DI   LASSù… (gesto verso 1’alto)… (respiro faticoso).

Si parla solo dell’amore del prossimo ma non si parla più dell’amore di Dio

Si parla troppo dell’amore del prossimo e si dimentica che 1’amore del prossimo deriva solo dal perfetto amore di Dio. Perché parlare sempre di amore del prossimo, di riconciliazione e di reciproca comprensione se si dimentica il principale comandamento a questo proposito? Il primo è il più grande comandamento è: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”…

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: (lamenti) …e solo dopo viene “e il prossimo tuo come te stesso”. Se questi preti, ognuno di loro, facessero la pace con QUELLO DI   LASSù (gesto verso 1’alto), il che dovrebbero peraltro fare, se volessero amarLo, 1’amore del prossimo verrebbe da sé stesso e ne deriverebbe. è, è una… Non voglio parlare!

E: Di la verità, Verdi Garandieu, in nome… per la gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nient’altro che la verità e solo la verità!

V: …è una messinscena, completamente riuscita, della Massoneria il dire sempre: amore del prossimo, vivere nella carità, riappacificarsi 1’un 1’altro, perdonarsi e sostenersi a vicenda. E dove arrivano? Dove si arriva con questo sostegno e questa riconciliazione? Guardate la quotazione dei suicidi!

Se questi uomini vedessero dov’e davvero il principale comandamento!

Certo, è detto nel primo e più grande comandamento: “E il prossimo tuo come te stesso”, ma cio viene dopo: “Amerai il Signore Dio tuo”. Non si può davvero chiamare amore quello che questi preti vivono da anni, questi preti che non sono mai ancora vissuti cosi male come adesso. Si deve cominciare soltanto qui. Si deve praticare di nuovo il principale comandamento e le prime frasi totalmente, senza limiti.

E allora questo “il prossimo tuo come te stesso” sarà incluso da sé stesso. Tutti i comandamenti in modo generale sono inclusi in questo principale comandamento. Se lo si osservasse, non si sarebbe costretti a parlare sempre di carità, d’amore del prossimo, di tentativi di riconciliazione e non so che cosa. Tutto questo sarebbe compreso nella sola visione di un’erba o di un ramo verdi, ma nulla di simile accade. Si discute solo e si parla sempre di assemblee ecclesiastiche e di conferenze episcopali.

Perfino al vertice, a Roma, non si fa che parlare, dibattere, discutere, esaminare, fare adottare e ancora blaterare, sopprimere ancora qualcosa e lasciarla ancora passare, sicché infine sono state soppresse e lasciate passare tante cose che cio non può assolutamente più durare, dinanzi a LUI  LASSù (gesto verso l’alto).  Perché LUI  LASSù non è soltanto misericordia, ma è anche giustizia infinita quanto misericordia. Questo, io l’ ho visto, io (piangendo), io, Verdi, Verdi. Ho dovuto farne 1’esperienza io stesso. Se avessi solo…

E: Garandieu, di la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo e della Santissima Vergine Maria!

Il vero amore del prossimo è strappare le anime dall’inferno col sacrificio

V: …se solo fossi vissuto meglio! Se avessi praticato la virtù! Se solo avessi pregato di più! Se solo avessi fatto penitenza! Se solo avessi cercato di amarlo, LUI  LASSù! se solo avessi detto: “Io ti seguo in croce. Dammi croci per le mie pecore, per quanto posso sopportarle, affinché ti segua”. Tutto questo, ho dimenticato di dirlo. Tutto questo ho dimenticato di dirlo quando ho smesso di volerlo dire! E anche la maggior parte dei preti d’oggi dimentica di parlare dell’imitazione di Cristo, della via della Croce, e di dire che si deve fare penitenza ed espiare per gli altri affinché non si perdano. Questo non è detto. Dovrebbero gridare dall’alto del pulpito: “Voi laici, fate penitenza, sacrificatevi per gli altri quando vedete che affondano nel fango del peccato”. Sarebbe il più grande amore del prossimo. Ogni altro amore del prossimo come: portare da mangiare, procurare vestiti, cercare case…

E: Di la verità e solo la verità, Garandieu! Di la verità in nome di Gesù Cristo!

V: …tutto questo cade in rovina. Certo è necessario al sostentamento della vita, ma normalmente è Dio stesso che lo da, soprattutto nel nostro tempo, e in Europa, dove la maggior parte della gente ha abbastanza da mangiare, e dove i salari e il tenore di vita sono cosi alti che tutti se la cavano in qualche modo.

Non si deve vantare come la cosa essenziale che bisogna aiutarsi a vicenda e sostenersi e assistersi, visitarsi reciprocamente e venire in aiuto gli uni gli altri. Certo bisogna aiutare chi e nel bisogno, ma lo si mette troppo in rilievo, Si dovrebbe gridare dall’alto del pulpito: “Laici, sacrificatevi per tale e tal’altra anima, perché è in pericolo di peccare. Pregate per lei, accendete candele benedette. Fate il segno della croce su quest’anima”.

I laici possono anche questo. Non hanno 1’alta potenza della benedizione del prete, ma fare un segno di croce sugli altri, qualsiasi laico può farlo. Meglio è che prendano per farlo un Crocifisso o il rosario e che gettino anche da lontano acqua benedetta su queste anime. Non è esagerazione. Ogni laico può farlo. E questo porta inoltre certe benedizioni. Egli non deve dire: “Sono potente, posso benedire” e che so ancora. Può farlo in silenzio, ma porta comunque sia benedizioni, e noi giù (in inferno) dobbiamo ritirarci. Si dovrebbe predicare (con voce forte)… Non voglio parlare.

E: In nome di Gesù Cristo, della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!

V: Si dovrebbe predicare dall’alto del pulpito: “Voi uomini, che volete chiamarvi figli di Dio, che venite nella nostra chiesa, prendete le cose sul serio, prendetele sul serio, fate penitenza e sacrificatevi per il prossimo. Esso è in pericolo. Pregate gli uni per gli altri, per non perdervi, per perseverare fino alla fine e seguire la via della virtù. Voi, laici, pregate il più possibile per i preti e le personalità ecclesiastiche, affinché il Maligno non possa vincerli assalendoli, e possano condurvi molto diritto, perché anche voi, preti, io non sono più, non sono più sulla terra adesso, ma mi è rimasto il sacerdozio. E per questo devo soffrire terribilmente (respiro faticoso)…

E: Parla, Garandieu, di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

Bisogna pregare e sacrificarsi per i preti

V: …perché anche voi, preti, avete bisogno della preghiera. Per ogni prete sul pulpito, dove dovete predicare, Giuda e già stato costretto a dirlo: sarebbe meglio predicare sul pulpito….

I preti non dovrebbero vergognarsi di dire ai laici: “Pregate, pregate anche per me, affinché vi conduca sulla retta via. Pregate abitualmente per noi preti, perché noi siamo attaccati dall’inferno più di quanto lo crediate. Pregate affinché perseveriamo fino all’ora della nostra morte, e pregate per voi stessi, gli uni per gli altri, affinché seguiate la via della virtù fino alla morte e non solo per qualche settimana o qualche anno o proprio in una cosa momentanea”. è una terribile malizia del destino, devo dirlo io, Verdi Garandieu…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce…

V: …che vi sono tanti preti e tanti laici che seguono certo la via della virtù e sono stati buoni preti e buoni laici finche, si potrebbe dire in un certo senso, siano avanzati e abbiano raggiunto il punto di cui parla Gesù a proposito del grano: un seminatore usci per spargere la sua semente.

Granelli caddero tra le spine e furono soffocati, e granelli spuntarono. Si credette che essi fossero ben spuntati. Si potrebbe dire la stessa cosa di quelli che hanno seguito fino a quel punto la via della virtù, ma quando vengono le tentazioni, e quando tutto il clero della Chiesa strombazza loro: adesso si deve seguire tale e tal’altra via, adesso è valida 1’altra…, e non la via di Dio. Ma essi non dicono la via di Dio, ma è in un certo senso la stessa cosa agli occhi del Cielo, perché è la via sempre seguita che non è più valida oggi. Allora cadono nel dubbio. Al momento della tentazione cadono… e venne il sole, li brucio e seccarono. Questo vale oggi per migliaia e decine di migliaia di preti e di laici che non possono resistere. Essi non hanno potuto praticare grandi virtù prima e perciò cadono e non sono forti quando si tratta di praticare veramente la virtù di forza.

Pregare per ottenere la perseveranza

Per questo oggi si dovrebbe pregare molto, e la perseveranza, per reggere fino alla fine. Adesso sarebbe proprio d’attualità che ogni prete gridasse dal pulpito almeno due o tre volte al mese: “Perseverate, seguite la via fino in fondo, seguite la via della Croce! Vedete, Cristo ha avuto la parte più bella di voi?”.

Dovrebbe anche gridare: “Voi che siete poveri e poco possedete nella vita, sopportatelo con pazienza, perché il vostro salario sarà nel Cielo”. E tuttavia non è come molti Santi 1′ hanno praticato, per esempio un santo curato d’Ars, che pregava e digiunava fino all’estremo. Si dovrebbe dire a questi laici che vivono nella povertà:

“Ringraziate il Signore e lodatelo, perché vi ha fatto dono della povertà come imitazione di Cristo, come anche gli apostoli hanno dovuto praticarla. Ringraziate il Signore, perché se siete nella povertà avete molto meno tempo per l’ozio. Perché dovete lavorare di più e badare a procacciarvi il pane quotidiano”. A costoro resta molto meno tempo per 1’ozio. L’ozio è sempre la madre di tutti i vizi.

La povertà delle famiglie numerose è una grande benedizione

A quanti sono nel bisogno, che hanno molti figli e devono lavorare molto, sicché non hanno tempo da dedicare al lusso, agli eccessi o ai piaceri, si dovrebbe dire: “Lodate il Signore tre volte al giorno, in ginocchio, e ringraziatelo di avervi dato, con i vostri figli, del lavoro, e di avervi offerto i vostri figli affinché li alleviate e ne facciate i prossimi cittadini del cielo, perché per ognuno dei vostri figli acquisterete più grazia”. Invece di cio, essi dicono, a volte dicono anche, ed anche preti, che si… Non voglio parlare!

E: In nome di Gesù Cristo, di la verità, solo la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio, sul sacerdozio!

V: …Invece di cio, quando una donna o un uomo vengono a dir loro: “non va bene per noi; abbiamo avuto un terzo o un quarto figlio o solo un secondo, dipende. Abbiamo problemi di alloggio. Abbiamo questo problema qui o un altro…”. Allora il prete, invece di dire loro: “Resistete, vivete in questo vecchio appartamento e in queste stanze con la grazia di Dio (piangendo); pregate tutti i giorni e ringraziateLo di quanto avete!”, invece di cio (piangendo)… Non voglio parlare!

E: In nome di Gesù Cristo continua, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità per la gloria di Dio!

La pillola trascina l’aborto

V: …Invece di cio questi preti diventano realmente seduttori e danno a questi poveri, ma in fondo questa gente non è povera, non è tanto nella miseria, non è cosi terribilmente miserabile…

Quando dico “poveri” voglio dire che essi lo sono perché sono caduti nel peccato, perché il prete da loro il cattivo consiglio di non comportarsi proprio secondo i comandamenti di Dio in questo caso particolare; in questo caso, essi devono prendere la pillola o cio che vi e d’altro in questo campo. Egli consiglia loro questo o quello, o la tale o tal’altra medicina, e questa medicina ovviamente… la maggioranza dei medici la prescrive senza battere ciglio.

Gli uomini non notano di sprofondare nella sventura, perché dalla pillola e dai preservativi fino al1’aborto non è più molto grande la via, e 1’aborto è già un omicidio (grida) è un peccato mortale. Forse questi preti lo dimenticano o forse certi lo sanno, ma in questo tempo di modernismo e di defezione in massa non vogliono più ammettere che è ancora valido oggi cio che lo e stato da sempre, da migliaia e migliaia di anni.

è chiaro che 1’umanità si è accresciuta e che non è più come una volta quando Dio punì immediatamente ONAN con la morte, ma punirebbe ancora ciascuno di quelli che,  ahimè, devo dirlo,  prendono contraccettivi e li richiamerebbe all’ordine, perché questo non è più 1’ordine, e l’aborto ancor meno. Non è nel piano di Dio, nel suo piano di salvezza. E io devo…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, per la gloria di Dio e in nome di Gesù Cristo!

V: …e io devo dire, io, Verdi, che sono stato prete, che i preti, e non solo i preti ma anche i vescovi, i cardinali, è evidente, dovrebbero gridare al loro popolo dall’alto del pulpito, si, gridarlo: “Sopportate le vostre sofferenze con pazienza, perché la vita terrena non è fatta per vivere nella dissolutezza e il lusso, per mangiare e bere, ma per camminare dietro al Signore e praticare 1’imitazione di Cristo”.

Perché la dove sono ancora la rinuncia e il sacrificio, ecco quanto dovrebbero dire, e anche la grazia, e la dove non sono più né rinuncia né sacrificio, né preghiera, scompare anche la grazia. La dove non è più la grazia, noi vi osserviamo, e se possiamo penetrare solo attraverso una fessura, se possiamo soltanto far passare un corno, siamo pero già penetrati in questi laici o questo clero, e cio poi continua. Se è aperta una fessura, essa presto si allarga, poi è aperta tutta la porta e non solo questa. Non è solo tutta la porta ad essere aperta. è infine tutta la casa a crollare come adesso accade nelle vostre chiese. Si…

E: Di la verità, Verdi, solo la verità, solo la verità!

V: …Si dovrebbe ricominciare. Si dovrebbero fare missioni… Si dovrebbe soprattutto… Giuda e stato costretto a dirlo: dall’alto del pulpito, non dal davanti su lastre… non da qui dove si starà presto a un livello inferiore. Perché vi sono chiese dove si scendono, si scendono i gradini verso 1’altare anziché salirli… Che ne pensate, quando si deve scendere e si deve quasi… non in tutte le chiese, ma ve ne sono, si deve quasi guardare in basso verso il prete, quanta dispersione allora nei laici! Non credete che sarebbe meglio alzare gli occhi? Il pulpito simboleggia già in un certo senso il Cielo e vi sono gradini per salirvi…

E: Di la verità, Verdi, e solo la verità in nome di Gesù!

Il prete deve dare 1’esempio della virtù

V: …Ma ora tutto scende. Adesso non è più necessario alzare gli occhi. Ora si guarda tutto tutt’al più diritto o in basso, verso di noi (1’inferno) che vi tiriamo verso il basso e cerchiamo di tirarvi verso il basso. Si dovrebbero fare missioni e il fascino di un buon prete che agisce sul popolo dovrebbe essere cosi grande, sarebbe cosi grande, se seguisse ancora la via della virtù, che masse intere di popolo ne sarebbero trascinate.

Come credete che avveniva con un Santo curato d’Ars?

La sua parrocchia era molto depravata e in uno stato molto pietoso. Quante cose ha realizzate questo curato, da solo! Come 1′ ha realizzato? L’ ha fatto per caso facendo bisboccia, o dinanzi alla televisione o con viaggi o con interessanti conferenze (parola appena pronunciata) e parole?

No. L’ ha fatto nel silenzio della sua stanza o dinanzi al Tabernacolo della Chiesa, cio che io, Verdi, avrei dovuto fare; invece di cio ho trascurato la mia parrocchia e non ho fatto che trascinarla con me nella sciagura. Dovrebbero esserci migliaia di curati d’Ars ora nel vostro mondo, ma non ve ne sono, si dovrebbe almeno imitarlo il più possibile. Devo dire anche questo, perché io, Verdi, sono caduto in questa colpa: si devono evitare le donne (piangendo) e dire ogni giorno tutto il Breviario, perché altrimenti non si possono evitarle.

Infatti quando un prete, e anche un prete che deve combattere molto la sua natura, dice ogni giorno il suo breviario e cerca di fare del suo meglio, LUI  LASSù (gesto verso l’alto) gli darà davvero la grazia di non soccombere alla tentazione. Se malgrado tutto soccombesse, ma se egli continua a dire ogni giorno il suo Breviario, LUI  LASSù non sarà cosi duro da non trarlo fuori di la, con la grazia dello Spirito Santo, dei Santi Angeli, della Trinità, della Santissima Vergine che non si deve nemmeno dimenticare mai nella vita, affinché egli possa malgrado tutto esercitare il suo ministero secondo la loro volontà, di QUELLI  LASSù (gesto verso 1’alto), come dovrebbe essere esercitato.

Come ho dovuto già dirlo, si dovrebbe in primo luogo dire a tutti quelli che sono nella miseria e che sono provati nella sofferenza: “Sopportate la vostra sofferenza con spirito d’espiazione, avrete allora molte grazie e molti meriti. Dio sarà sempre più vicino e vi guiderà!”, e: “Colui che Egli ama molto, lo castiga”.

Dovrebbero dirlo dall’alto del pulpito. Sarebbe meglio che molti non fossero soccorsi con questo o quello, che non vi fosse la tale o la tal’altra associazione, e che non si desse loro denaro. Cio ha causato già la rovina di molti, ed anche di tutto il clero. Se qualcuno è davvero nella miseria e muore di fame, il Buon Dio deve intervenire ed Egli interverrà sicuramente (se è necessario alla salvezza della sua anima) affinché riceva aiuto da una parte o dall’altra.

Altrimenti pero,  e questa è opera della Massoneria per la caduta della Chiesa, altrimenti non vi è bisogno di predicare sempre 1’amore del prossimo, la riconciliazione e che so ancora (le parole sono pronunciate a stento), al dia…, al diav…, al diavolo tutto questo, perché è la vostra rovina. è per la rovina di molti, perché quando vedono che gli stessi loro preti non seguono la via della virtù, corrono verso il piacere,  anche vescovi sono arrivati a questo punto oggi, che si occupano sempre meno delle anime, pregano, praticano la virtù e la rinuncia sempre meno, allora non vi è più l’esempio che mostra ai laici come dovrebbero vivere.

Quando il prete inoltre annuncia che Dio è misericordioso, che perdona e ama gli uomini cosi come sono, sicché sembra ai laici di vivere seguendo la retta via e di essere malgrado tutto nella grazia di Dio, mentre sono da molto nel peccato mortale; come potrebbe la grazia dello Spirito Santo ancora agire, se essa non è più predicata e vissuta dal prete nella sua totalità? Ah! (lamenti) io devo essere a dirlo!

E: Parla, Verdi Garandieu, di quanto devi ancora dire sul sacerdozio, solo questo, solo la verità, soltanto la verità!

V: Si dovrebbe gridare sui tetti e dall’alto di tutti i pulpiti che il Cielo esige la via della Croce e che la vera carità verso il prossimo è là dove è la virtù. Voglio dire che la vera carità verso il prossimo è nell’imitazione della Croce e che nel1’imitazione della Croce è inclusa 1’espiazione per gli altri. è la più grande e più vera carità verso il prossimo e la si può praticare solo quando si pratica il primo e più grande comandamento, quello dell’amore di Dio, il più perfettamente e il più totalmente possibile, o almeno tanto quanto lo si può. Dov’e dunque 1’amore di Dio nei preti attuali, se non hanno più rispetto, se celebrano la messa più rivolti verso il popolo che verso QUELLO DI LASSù? (Gesto verso l’alto).

E: La verità e solo la verità, Verdi!

Le anime cadono oggi nell’inferno come fiocchi di neve perché manca loro 1’esempio dei preti

V: Essi dovrebbero predicare e dire la messa solo per onorare e lodare unicamente QUELLO DI  LASSù (gesto verso 1’alto). Il resto sarebbe loro dato per di più. Essi predicano molto, troppo sulla vita di tutti i giorni e le piccole cose senza importanza, il che non dovrebbero fare, ma dimenticano la prima e più grande cosa: 1’imitazione di Cristo, nella quale, come ho già detto, si trovano anche 1’espiazione e la rinuncia, e in primissimo luogo 1’espiazione per gli altri. Allora non vi sarebbero migliaia di anime a perdersi, come ora si perdono in massa e cadono da noi nell’inferno come fiocchi di neve, cadono nell’inferno come L’ALTISSIMA LASSù (gesto verso 1’alto) ha già fatto dire mediante talune anime privilegiate.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio deve dirci sul sacerdozio!

V: Se i preti e gli organi ecclesiastici superiori non aprono gli occhi, migliaia di chiese non saranno più chiese e già non lo sono più. Per migliaia di anime, le prediche fatte dai loro preti sono già adesso più occasioni di caduta e di perdita della virtù che di ascesa verso il Cielo e il Bene… E di solito perché il prete stesso non pratica più il principale comandamento, perché il prete stesso è tarlato interiormente e non ha più la condotta che dovrebbe avere. Non voglio parlare.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!

V: Se i preti, i vescovi e i superiori avessero condotto una vita corretta, adesso non avreste questo caos a Roma. DIO NON AVREBBE PERMESSO CHE PIù DI UN SOLO PAPA AVESSE IL DIRITTO DI GOVERNARVI. Cio si è potuto infiltrare… ed è venuto dalla Massoneria. Questa è la causa. Essi ne sono la causa. Ma se migliaia e migliaia di fedeli guidati dai loro preti, con prediche e buone messe, avessero pregato e fatto vie Crucis di riparazione, notti di espiazione, ma almeno ore di preghiere e di adorazioni notturne, soprattutto la domenica, Roma non sarebbe quello che è. Roma sarebbe almeno ancora Roma. Io, Verdi Garandieu, sono costretto a dirlo.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ordina ancora di dire, solo la verità in nome di Gesù Cristo!

La recita quotidiana del Breviario salva i preti

V: Devo dire che le donne costituiscono oggi la disgrazia di migliaia di preti. Non accadrebbe se essi pregassero ancora come dovrebbero pregare, se prendessero in mano ogni giorno il loro Breviario e se credessero quello che i nostri padri della Chiesa ci insegnavano una volta e che essi di sicuro non hanno inventato. Quanto dicevano una volta era provato e si è avverato essere nella vita cio che vi è di meglio, e che dev’essere mantenuto. Se fosse stato mantenuto, lo fosse ancora, non avreste questo caos, perché migliaia di preti, più di un milione… vivono, non vivono, non vivono, non vivono, …

E: La verità e solo la verità!

V: …nella grazia, devo dirlo. Migliaia non vivono nella grazia, perché non dicono più il loro Breviario… Come io facevo e smisi di fare. Se avessi pregato (grida di disperazione, pianto, urla), se avessi pregato, sarei rimasto sulla via della virtù. Sarebbe venuto il mio angelo e mi avrebbe aiutato, ma non ho più pregato neanche lui, ho trascurato e lasciato andare tutto. Ho trascurato anche la gioventù che mi era allora stata affidata da tanti anni, come lo fanno i preti attuali. Posso ben dire di non aver trascurato allora la gioventù cosi come lo fanno oggi molti preti. Non 1′ ho trascurata tanto.

Senza le anime espiatrici moltissimi preti andrebbero nell’inferno

Cio vi serva di avvertimento, voi che ancora vivete sulla terra. Serva di terribile avvertimento ai preti attuali ricordando loro che non prendono assolutamente la buona via, che non 1′ hanno presa, perché tra loro erano ancora, poco tempo fa o relativamente poco tempo fa, come me, buoni preti o almeno ancora in un certo modo buoni preti, e ora sono già sulla via larga, sulla via che conduce alla perdizione. Se non ricevono una grazia particolare spingendo un laico o un’anima espiatrice, ai quali lo si avrà predicato, ad espiare e pregare per loro, essi si perderanno.

Questa situazione è terribilmente, spaventosamente tragica. Non posso niente. Devo dire le cose tali e quali sono, tali e quali sono successe a me stesso. Non si può niente. Dio non è un personaggio all’acqua di rosa che cambia in una sola volta tutte le leggi secondo il desiderio degli uomini d’oggi. Non mette loro, in una sola volta, zucchero sulla lingua quando hanno voglia di zucchero. Egli resta sempre lo stesso. Fin da principio Egli era lo stesso. Da sempre e finora è stato lo stesso e resterà sempre lo stesso.

è terribilmente tragico. Cio non può essere cambiato, malgrado il grande desiderio degli uomini d’oggi, e soprattutto del clero, di cambiarlo. è terribilmente tragico che non possa essere cambiato, che 1’uomo stesso debba cambiarsi, subito, convertirsi senza indugio e cominciare in sé stesso, nel più intimo di sé stesso. Cristo non ha detto: “Se il tuo occhio è un’occasione di caduta, strappalo e gettalo lontano da te (piangendo)”?

E: In nome di Gesù di la verità e solo la verità!

V: Non erano parole vane. è completamente, totalmente vero. Ha costituito la disgrazia di molti preti. Gli occhi… essi vedono troppe cose e inalano troppe cose che non dovrebbero vedere né accogliere, Comincia con la televisione e continua fino alle…

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu!

V: …fino alle donne, che purtroppo ora hanno il diritto di stare anche nel coro. Questo riguarda tutto cio che può servire alla tentazione. E particolarmente valido oggi.

Giuda è stato costretto a dirlo: una volta le donne portavano un velo, soprattutto durante la messa; ora non lo portano più. Ma dovrebbero portarlo d i nuovo e se non lo fanno, 1’altare non dovrebbe essere rivolto verso il popolo, perché io, Verdi Garandieu, celebravo ancora la messa rivolto verso l’altare e non verso il popolo. Ma tuttavia ho ceduto alla tentazione. Quanto più i preti attuali, che… il cui…

E: Di la verità, Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo!

Se la tua mano è per te occasione di caduta, tagliala!

V: …il cui occhio e alla merce di tutto, che accoglie tutto cio che non dovrebbe accogliere. Cristo ha detto anche: “Se la tua mano è per te un’occasione di caduta, tagliala e gettala lontano da te, perché è meglio entrare nella vita eterna con una mano o anche senza tutt’e due anziché essere gettato nell’orribile fuoco che non finisce mai (con disperazione) con le tue due mani, i tuoi due occhi e i tuoi due piedi”.

E: Di la verità e solo la verità in nome di Gesù Cristo!

V: Devo dirlo. I preti attuali credono dunque che il Vangelo non esiste più oggi; che il Vangelo può essere interpretato e cambiato come loro conviene! Credono dunque che Cristo abbia parlato solo per il suo tempo e per i suoi apostoli, e per quelli che vivevano in quel tempo.

Allora portavano ancora vestiti lunghi. Non credete che egli abbia parlato molto di più per il tempo attuale, che è in cosi grande pericolo di perdersi, dove tutto è reso insipido dalla tecnica e il modo di vivere dell’epoca, dove tutto è la preda di cosi terribili tentazioni e dove non vi è nessuno per por fine a tutto cio? è come un tremendo fuoco, si potrebbe dire, come bombe che scoppiano spaventosamente e spargono intorno a loro mari di fuoco, un fuoco che non può essere più spento dalla poca acqua, ancora versata dai buoni preti, e dai fiumi di grazia da essi diffusi.

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità in nome di Gesù Cristo, per la gloria di Dio, solo la verità in nome della Santissima Trinità!

V: Il diavolo stesso dovrebbe apparire perché essi credano. LUI LASSù (gesto verso 1’alto) permette certe cose, ma tutti ricevono la grazia, a tutti sono concesse certe ore di grazia, ma se non si vuole… ognuno ha la sua volontà libera. Si devono leggere di più, in nome di Dio, la Bibbia e il Vangelo. Cio che si deve ancora dire: nel tempo attuale vi sono date molte rivelazioni che si possono ritenere provenire da Lassù (gesto verso 1’alto). Ma se non si prendono affatto in considerazione, e si deforma e interpreta anche il Vangelo come si ritiene essere meglio, allora il Cielo non può… allora… (respiro faticoso).

E: Verdi, solo la verità, solo la verità! Continua a parlare in nome di Gesù Cristo, di la verità e solo la verità!

V: …allora il Cielo non può nemmeno aiutarci. Ha fatto tutto il suo possibile e ha fatto scendere la sua misericordia sull’umanità. Ma se essa non tiene conto già a priori di queste grazie di misericordia e di questi tentativi di misericordia, che Dio nella sua grande clemenza desidera offrirvi, come si può… come…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, di la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santa Croce! Di la verità e solo la verità sul sacerdozio!

Dio vuole il sì alla Croce, anche nel matrimonio difficile

V: …Come può allora la grazia ancora agire, se non si leggono più i libri dei Santi, per esempio di un curato d’Ars, di un’Anna Caterina Emmerich? Anche Padre Pia ha condotto un’ottima vita. Essi si somigliano tutti alla lettera nella misura in cui si sono consumati nella espiazione per gli altri come veri olocausti per LUI  LASSù (gesto verso 1’alto). Le loro sofferenze e le loro espiazioni furono accettate. Sarebbe accettato anche da parte di ogni uomo se fosse pronto a espiare. Spesso Dio attende solo che un uomo gli dica: “Io voglio… Tu puoi mandarmi sofferenze, se lo credi opportuno. Voglio sopportarle per il tale e tal’altro uomo, dammi solo la grazia a questo fine”. Ma è, ahimè!, un tristissimo fatto che quando Dio (gesto verso 1’alto) vuole provare e manda sofferenze, 1’uomo vuole respingerle con tutte le fibre del suo essere. Egli vi resiste e fa tutto cio che è in suo potere per non soffrire, e se egli… Non voglio più parlare.

E: Parla, Verdi Garandieu, di la verità sul sacerdozio, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, solo la verità, solo la verità!

V: Ovviamente i preti, in primissimo luogo, dovrebbero darne l’esempio e predicarlo, sarebbe la prima condizione. Quando 1’uomo si dibatte nelle sue sofferenze di cui ho appena parlato, queste sofferenze che Dio gli ha imposto, e vuole respingerle con tutte le sue fibre, allora non è più la sofferenza perfetta secondo il primo e il più grande comandamento, la sofferenza perfetta secondo la volontà del Padre. Si dovrebbe dire: “Non la mia volontà ma la tua”, come Cristo nell’Orto degli Ulivi, Si dovrebbe unirla alla volontà di Dio, allora avrebbe un grande valore.

Ma quando non si può fare diversamente che portare la sofferenza, e solo con ripugnanza e una estrema… Certo vi sono sofferenze che possono causare una paura e una ripugnanza terribili, ma anche allora occorre unirsi alla volontà di Dio il più possibile. Quando pero parlo di resistenza, penso a questi uomini che con tutti i mezzi vogliono sottrarsi a questa sofferenza. Cio si applica anche alle coppie che non sopportano più il loro coniuge e vogliono cavarsela con tutti i mezzi. Essi devono sopportare la sofferenza e cosi potrebbero effettuare una grande espiazione.

Migliaia di uomini potrebbero soffrire per altre migliaia di uomini e ottenere cosi che costoro non si perdano. Sembra che lo si sia completamente dimenticato nella vostra Chiesa cattolica. Molto raramente si predica su questo fatto. è una grande cosa, una cosa predominante, perché è 1’imitazione di Cristo. Quando Cristo ha detto: “…e il prossimo tuo come te stesso”, Egli in tal modo non intendeva tanto il bene del corpo in primo luogo, benché ne faccia parte, ma in primo luogo lo spirito, 1’anima, affinché questa sia salvata (con disperazione e piangendo).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, solo la verità in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, in nome di san Vincenzo Ferrier, solo la verità, per la gloria di Dio e per i preti!

Anche oggi Cristo sarebbe respinto come agitatore pubblico

V: Se Cristo ritornasse su questa terra e predicasse la stessa cosa, vi sarebbero anche oggi migliaia e migliaia di persone che lo riterrebbero un agitatore e un pazzo, come ora migliaia e migliaia di persone considerano i buoni preti, le vere anime privilegiate, gli uomini che ancora hanno buone intenzioni, come pazzi, smarriti su false strade, o venuti dalla gavetta. Invece di salire verso 1’alto, si scende verso il basso perché è più facile. Molti preti, come ho già detto, non predicano più in profondità, non vanno più a fondo nelle cose, solo perché sarebbe un rimprovero per loro stessi, poiché dovrebbero allora cominciare da loro stessi, che non lo vogliono e credono di non poterlo fare.

Se essi stessi seguissero la via della virtù, potrebbero approfondire perfettamente le cose nelle loro prediche, ma cio che io stesso non vivo e non voglio, penso che neanche gli altri lo possano e lo vogliano. Non posso, in quanto prete, esigere più dai miei laici cio che io stesso non vivo e non faccio. è terribilmente tragico quanto avviene oggi nelle vostre chiese cattoliche. Questo si estende dai preti fino ai cardinali a Roma. Se vivessero ancora come Cristo e gli apostoli hanno dato 1’esempio, mostrerebbero anche ai fedeli ben altra via, una via assai diversa, molto più profonda, più chiara, più stretta, una via che conduce al Cielo. Questa ne è la causa. è la cosa più tragica, perché essi stessi non fanno penitenza e non vogliono convertirsi, come già lo predicava Giovanni Battista, e come Gesù stesso 1′ ha detto una volta alla gente e agli apostoli nei suoi ripetuti discorsi, allora… (respiro faticoso).

E: Di la verità, solo la verità, Garandieu, in nome di Gesù Cristo, solo la verità!

V: (respiro faticoso).

E: In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Verdi Garandieu, di la verità e solo la verità sul sacerdozio, per quanto è nella volontà di Dio!

Illuminare i preti con tatto

V: La maggior parte dei preti che combattono ai giorni nostri cio che è profondo, vero e buono, lo fanno perché essi stessi non lo vivono più, perché il loro cuore è già diventato un luogo malfamato o perché già seguono la via larga della massa. Si dovrebbe avere il coraggio (a bassa voce)… Non voglio parlare.

E: Di la verità, per la sola gloria di Dio, in nome di Gesù Cristo, in nome della Santissima Vergine Maria, dell’ Immacolata, la verità sul sacerdozio!

V: …Per molti sarebbe bene avere il coraggio, quando demoliscono la tale o la tal’altra cosa e proferiscono critiche, di scagliare le cose in pieno loro volto, non in un modo che forse sarebbe offensivo, ma in un modo che li edificherà, mostrando loro che si desidera solo aiutarli. Si dovrebbe ancora imparare la psicologia.

E: Di la verità, solo la verità!

V: Cioè la psicologia attuale non è più buona, certo, perché precipita molti nella perdizione, ma quando parlo di psicologia, intendo una sana psicologia dove non si dice direttamente: “Tu sei cattivo. Sei orribile, per questo non vuoi”. Ma si dovrebbe dirlo con parole.

Si dovrebbe poter dire: “Non vivendolo più nel più profondo di se stessi, non lo predicano più, non osano più predicarlo? La grazia li ha già abbandonati? Sappiamo che i demoni sono ora terribilmente scatenati sulla terra.

Forse hanno bisogno di preghiera… e essi stessi pregano? Devono ritornare alla vera profondità non falsificata per poter condurre conformemente anche il loro gregge”. Per uomini che potrebbero sopportarlo e sono essi stessi di una natura decisa e dura si potrebbero usare mezzi ancor più energici. Gli uomini sono tutti diversi, come già diceva Padre Pio. Egli ha preso gli uomini in diversi modi. Ma in ogni caso si dovrebbe avere il coraggio di prenderli su quei punti, perché la maggior parte… ve ne sono pochi che possono agire per ignoranza, ma la maggior parte predicherebbe diversamente e condurrebbe diversamente il loro gregge, se fossero essi stessi disposti a vivere meglio e a seguire la via della rinuncia. è una grande verità che, benché sia ora già perso e nell’inferno, non ho il diritto di tacere, perché LORO (con voce afflitta) LASSù (gesto verso l’alto) 1’ordinano, e perché è accaduto a me stesso cio che… (le parole vengono meno).

E: Di la verità, Verdi Garandieu!

Migliaia di preti seguono la via facile della perdizione

V: …cio che (con disperazione, piangendo e urlando) non avrei mai pensato mi sarebbe successo. Come vivrei diversamente se potessi ritornare! Come mi trascinerei sulle ginocchia, giorno e notte, come pregherei LORO LASSù (gesto verso 1’alto) per il mio gregge! Nulla sarebbe troppo per me, anche se fossi martirizzato per questa ragione, martirizzato più di una volta, anche se dovessi morire martire! Lo farei (piangendo di disperazione) …lo farei volentieri se lo potessi ancora! L’accetterei volentieri, acconsentendo al sacrificio se LUI LASSù lo volesse, se fosse la Sua volontà. Aspirerei soprattutto alla prima virtù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore”. Cercherei come amarlo. Che cosa posso fare per lui? Che cosa Egli aspetta da me adesso, in quest’ora? Che cosa direbbe di questa cosa? Quale comportamento mi consiglierebbe? Vi è un proverbio che dice: Nel dubbio, scegliere il più difficile. I preti e i laici vivono secondo questo proverbio? è solo un semplice proverbio che non è stato detto da Dio stesso, ma dice vero. Dev’essere anche utilizzato ampiamente nel Regno LASSù (gesto verso 1’alto), perché migliaia di preti… Non voglio parlare.

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità per la gloria di Dio, solo la verità in nome di Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria, solo la verità e solo la verità sul sacerdozio!

V: …migliaia di preti seguono la via della perdizione perché non scelgono cio che è difficile, perché seguono la via della minore resistenza e perché scelgono cio che sembra loro meglio e più adatto a se stessi. Ma non sempre cio che sembra meglio è più adatto al laico e al prete e buono anche ai Suoi occhi, dinanzi a LUI LASSù! Bisogna esaminarsi continuamente. Già san Paolo diceva: “Esaminate e mantenete quanto è buono”. è valido anche nelle questioni di fede e di stati d’anima. Si deve, si deve…

E: La verità, e sola la verità, Verdi Garandieu!

Il prete non deve familiarizzare troppo con la gente

V: …si deve, come già lo dicevano prima di me Giuda, Belzebù e altri demoni, si deve pregare molto lo Spirito Santo, insistentemente, ma che non sia una preghiera superficiale. Si deve esaminare il proprio cuore e si riconoscerà  la via che Dio vuole per ciascuno e che LUI (gesto verso l’alto) ha stabilito per ciascuno.

Ogni uomo ha la sua via stabilita e la sua missione stabilita, in particolare ogni prete che ricopre altissime funzioni, soprattutto agli occhi di QUELLO LASSù. Egli dovrebbe già essere rivestito di dignità agli occhi degli uomini. Non dovrebbe cercare di avvicinarsi agli uomini e di familiarizzare con loro, ma deve seguire, la via che gli conviene, la via che deve seguire, perché altrimenti si rovinerà.

I fedeli non hanno più stima, se egli cerca di mostrarsi familiare con loro e vuol fare tutto con loro. Deve regnare una certa, e anche una grande distanza tra il laico e il prete. Lo vuole Dio. L’ ha sempre voluto e stabilito cosi, perché il prete rappresenta grandi poteri divini e cammina sulle orme di Cristo. Se li rappresenta, deve anche mostrare ai laici il Sommo Sacerdote, il meglio, il più perfettamente possibile e deve soprattutto… Non potrà mai predicare abbastanza il rispetto, non potrà mai mostrare abbastanza cio che è la maestà di Dio e a che punto è tragico non chinarsi continuamente dinanzi a questa maestà.

Bisogna radicare nel cuore dei bambini il rispetto verso il Santissimo Sacramento

Lo si deve già inculcare ai bambini più piccoli, avessero due o tre anni. Si devono portarli dinanzi al S. Sacramento con un grande rispetto. Si deve andare con loro in chiesa. Quando vi si va, si deve dire loro di pregare ad ogni genuflessione, almeno: “Sia lodato e adorato in ogni momento il Santissimo Sacramento dell’Altare”.

Devono poi invocare tutti gli Angeli e lodare con loro la maestà di Dio (gesto verso l’alto), la sublimità del Cielo e la grandezza della Trinità. Che rappresenta dunque questa Chiesa che non può più lodare questa trinità! Che rappresenta dunque questa Chiesa che non pone Dio lontano, lontano, molto lontano al di sopra dell’uomo e non ricorda continuamente la grandezza e la santità di questa Trinità, non ricorda che tutto dipende da una cosa: piacere a Dio, che trionferà LASSù (gesto verso 1’alto) in una grande potenza e una grande magnificenza.

Se i preti non lo fanno più oggi in chiesa, almeno i genitori di questi bambini dovrebbero farlo continuamente. Non si potrà mai ricordare loro abbastanza a che punto bisogna lodare e benedire Dio, anche quando non va e quando sembra che LUI (gesto verso 1’alto) non vi voglia bene. Proprio nella sofferenza, infatti, quando le conseguenze di questa sofferenza o la gloria e il trionfo che ne derivano… si dovrebbe ringraziare Dio e adorarLo in ginocchio per questa sofferenza che Egli ha mandato, perché la sofferenza purifica 1’anima e porta sulla via della virtù.

Quando si vuole evitare ogni sofferenza e allontanare tutti i sassi dalla via, anche la via della virtù scompare prestissimo. Guardate i preti dei tempi passati e alcuni rari preti attuali, guardate come vivono, spesso nelle più modeste condizioni, ma portano nello stesso tempo in sé la pace di Dio che supera di gran lunga, molto di gran lunga, tutto il resto, tutta la magnificenza di questo mondo. Cristo ha detto: “Che cosa serve all’uomo guadagnare 1’universo se arriva a perdere la sua anima?”.

Il vero amore del prossimo comincia dall’anima

E così io, Verdi, devo dire che il vostro tempo attuale manca davvero di luci; la vostra Chiesa attuale che predica al popolo di praticare la carità verso il prossimo, mentre in realtà non vi è carità verso il prossimo. La vera carità verso il prossimo comincia nell’anima, non nel corpo. Non è meglio che gli uomini muoiano di tisi, di peste, di guerra o di qualsiasi malattia e debbano sopportare grandi, grandissime sofferenze, ma conquistino la gloria di Dio, e non perdano la loro anima?

Invece gli uomini che vivono in un gran lusso, sono troppo schiavi del mondo e adocchiano troppo i beni terreni, sono in grande, grandissimo pericolo di perdere la loro anima. Quanto alla Massoneria ha qui imbastito, devo dirlo; e completamente a scapito della vostra Chiesa e degli uomini. In verità non è la carità verso il prossimo. è ipocrisia e marciume. è la rovina delle anime (respiro faticoso).

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità!

V: Se sapessero a quale perdizione portano i loro subalterni con questa cosiddetta carità verso il prossimo, si asterrebbero da tali discorsi, parlerebbero in tutt’altro modo. Certo bisogna aiutare gli altri, servirli, aiutarli con denaro quando sono nel bisogno, ma non è tutto e non è 1’essenziale. L’essenziale è restare sempre fedeli a se stessi e non vendere la propria anima. L’amore del prossimo è riportare l’altro sulla buona via e su una via migliore, di sapervelo condurre, su questa buona via e condurlo LASSù (gesto verso 1’alto). Cosi migliaia, è un tristissimo fatto, migliaia di preti, di vescovi e di cardinali tendono oggi… Non voglio parlare.

E: Di la verità e solo la verità, Verdi Garandieu, in nome di Gesù Cristo, della Santa Croce!

V: …tendono a predicare 1’amore del prossimo col pretesto dell'”Amore del prossimo” e a predicarlo in modo che sembri provenire dalla Chiesa e da Dio. Ma in realtà è l’inizio della caduta e della perdita della virtù, perché non è mai il vero amore del prossimo quello che non aiuta gli altri a conseguire la salvezza della loro anima (lamenti).

E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio ti ordina di dire sul sacerdozio!

Bisogna essere severi per amore del prossimo perché l’inferno esiste

V: L’amore del prossimo e anche quando a volte si deve far male all’altro; quando si presume che si farà del male a chi bisogna parlare. Egli si renderà conto, presto o tardi, che quanto li per li gli è sembrato un colpo di frusta era, in realtà, il rimedio. I preti dovrebbero usare molto di più sul pulpito la frusta e le parole decise, perché vi è realmente la giustizia e 1’eternità (a voce forte) ed esiste 1’inferno.

Ma molti non lo fanno più perché essi stessi non credono più all’inferno, e neanche al Cielo in tutta la sua profondità e la sua verità. Se credessero ancora, come potrebbero sviare migliaia di uomini che dovrebbero invece essere condotti verso LASSù? (gesto verso 1’alto). Che cosa sono questi preti? Io stesso non posso certo vantarmi, ma non ho mai fatto cio che fanno oggi molti preti, mai ho parlato con tanta viltà! Essi si rovinano con le proprie mani. Per molti, devo dirlo, anche se molti non lo credono, per molti, giù (nell’inferno) è preparato fin d’ora (grida, pianto d’immensa disperazione) il posto verso il quale vanno…

E: Di la verità, Verdi Garandieu, solo la verità, di quanto la Madre di Dio…

V: (interrompendolo) …questo vale altrettanto per i vescovi, i cardinali e i laici. Se vedessero, se vedessero solo il centesimo di questo tremendo caos verso il quale vanno, direbbero mille e mille volte “mea culpa”, si afferrerebbero per il bavero e da se stessi estirperebbero il verme che rode la loro anima corrosa.

Non smetterebbero di estirpare questo verme prima che non deponga più uova. Strapperebbero tutti i bacilli uno dopo 1’altro con pinze da fuoco se vedessero cio che produce in loro col tempo. Praticherebbero di nuovo, soprattutto, prima 1’amore di Dio, il primo comandamento, e poi il vero amore del prossimo, dove è detto: “…il prossimo tuo come te stesso”. Il vero amore del prossimo, che non dice: “Da all’altro tutto cio di cui ha bisogno, e andrà bene”. Non si puo mica “avere”, quando un altro vive nella povertà. Deve vivere meglio ecc. ecc.

Ma spesso così non gli si porta nessun aiuto. Spesso non si fa che pavimentare la strada che conduce alla perdizione (grida di disperazione e pianto). Io, Verdi Garandieu, oggi ho dovuto dirlo. Non volevo parlare.

Per questo mi sono a lungo rifiutato di dire il mio nome, ma LORO LASSù (gesto verso 1’alto) mi hanno ordinato di parlare, perché è quanto è accaduto a me stesso, perché io stesso non ho esercitato il mio sacerdozio come avrei dovuto esercitarlo. E per finire devo dire: Il sesto comandamento e il lusso costituiscono oggi la disgrazia di molti preti (con voce disperata, piangendo).

Se vedessero come è spaventosamente tragico! Farebbero tutto… si sacrificherebbero fino all’ultima fibra, si ricrederebbero e farebbero tutto il possibile. Ricomincerebbero tutto, aspirerebbero a un nuovo inizio nella perfezione e supplicherebbero tutti gli angeli, la potenza di tutti i santi angeli affinché ottengano loro di convertirsi, PERCHé IL REGNO DELLA MORTE E DELLE TENEBRE è VICINISSIMO! IL SUO VERME NON SI ESTINGUE MAI E IL SUO TRAGICO E TREMENDO TORMENTO DURA ETERNAMENTE (con disperazione), DURA ETERNAMENTE! Io devo dirlo! Ho finito di parlare, ho finito di parlare!

Satana confessa in un esorcismo che la Santissima Vergine è Immacolata!

Immacolata Concezione di Maria

Una singolare esperienza negli Esorcismi: il Diavolo costretto a tessere gli elogi della Vergine Immacolata, persino componendo per lei un sonetto di alta ‘mariologia’.
Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare. Infatti, talvolta (ogni volta che un esorcista gli comanda in nome di Gesù – NdR), Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.
Vediamo come in qualche occasione questi sia diventato un ottimo apologista della Madonna.
Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della “Scala Santa” a Roma, interrogò il Demonio: “Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?”. Ecco la risposta: “Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”.
Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al Demonio di dire che cosa lo spaventa di più in Maria. Il Diavolo rispose: “Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo”.
A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tutte le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: “È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato”.
La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi. Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la ‘parusia’; ma sappiamo l’aiuto che ella ci dà ora, come madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.
L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua. Paolo è molto chiaro al riguardo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-13).
L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria.
Un sonetto mariano composto dal Diavolo
Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – prendendosi beffe di lui – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta]. Subito Satana pronunciò questi versi:
“Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.
Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.
L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre”.
Pio IX si commosse quando lesse questo sonetto, che gli fu presentato in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria.

di Padre Gabriele Amorth

Salvezza e Castigo nella visione della Beata Elisabetta Canori

apocalisse-mteor2

«Permetterà Dio che siano castigati questi uomini iniqui dalla crudeltà dei fieri demoni…»

 

Il fatto che sono per raccontare mi seguì il giorno della festa del gran principe degli apostoli, il glorioso san Pietro, 29 giugno 1820. Fui alienata dai propri sensi, proseguendo a pregare il giorno del gran principe san Pietro del 1820, pregando per i bisogni della santa Chiesa cattolica, trovandomi di pregare per la conversione dei peccatori, fratelli miei, nel numero dei quali io occupo il primo luogo, si trovava il mio povero spirito sollevato per mezzo di particolare favore di Dio ad un rapimento celeste, e mi trovavo propriamente vicina a Dio medesimo, per mezzo di una luce inaccessibile ero unita intimamente in Dio in guisa tale che più non mi distinguevo, ma tutto ero trasformata in quella divina luce.

Ricevetti la dolce impressione della divina carità. Oh qual giubilo, oh qual contento di paradiso restò nel povero mio cuore! Quando ero in mezzo a questa dolcezza e il mio spirito era circondato da una perfetta quiete, mi parve di vedere aprirsi il cielo, e scendere dall’alto con grande maestà, corteggiato da molti santi angeli, che cantavano inni di gloria, il grandissimo principe degli apostoli san Pietro, vestito degli abiti pontificali, portava nelle mani il pastorale, con il quale segnava sopra la terra una vastissima croce. Nel tempo che il santo apostolo segnava la suddetta croce, i santi angeli gli facevano d’intorno corona, cantavano con sommo rispetto e venerazione, in lode del santo apostolo: «Costitues eos principes super omnem terram», con quello che segue in appresso.

Appuntava il suo misterioso pastorale sopra i quattro lati della suddetta croce segnata, e al momento vedevo apparire quattro verdeggianti alberi, ricoperti di fiori e frutti preziosissimi. I misteriosi alberi erano in forma di croce, erano circondati da una luce risplendentissima, fatta che ebbe questa operazione, andò ad aprire tutte le porte dei monasteri delle monache e dei religiosi. Con interno sentimento distinguevo che il santo apostolo aveva eretto quei quattro misteriosi alberi per dare un luogo di rifugio al piccolo gregge di Gesù Cristo, per liberare i buoni cristiani dal tremendo castigo, che metterà a soqquadro tutto il mondo.

Tutti i buoni cristiani, che avranno conservato nel loro cuore la fede di Gesù Cristo, saranno tutti sotto questi misteriosi alberi rifugiati; come ancora tutti i buoni religiosi e religiose, che fedelmente avranno nel loro cuore conservato lo spirito del loro santo istituto saranno tutti sotto questi misteriosi alberi rifugiati e liberi dal tremendo castigo. Così dico di tanti buoni ecclesiastici secolari ed altro ceto di persone, che avranno conservato la fede nel loro cuore, questi saranno tutti salvi. Ma guai a quei religiosi e religiose inosservanti, che disprezzarono le sante regole, guai, guai, perché tutti periranno sotto il terribile flagello.

Così dico di tutti i cattivi ecclesiastici secolari e ogni altro ceto di persone, di ogni stato, di ogni condizione, che dati in preda al libertinaggio e vanno dietro alle false massime della riprovata filosofia presente. Questi sono contro le massime del santo evangelo, negano la fede di Gesù Cristo, questi infelici tutti periranno sotto il peso del braccio sterminatore della divina giustizia di Dio, alla quale nessuno potrà resistere.

Rifugiati che erano tutti i buoni cristiani sotto i misteriosi alberi, che li vedevo sotto la forma di belle pecorelle, sotto la custodia del loro pastore san Pietro, al quale tutte prestavano umile soggezione e rispettosa obbedienza, queste simboliche comparse significa il popolo cristiano: che milita sotto il glorioso stendardo della croce, il quale sarà immune dal tremendo castigo, che Dio è per mandare sulla terra, per i tanti peccati che si commettono dalla maggior parte del cristianesimo.

Fatta dunque dal santo apostolo la suddetta operazione di assicurare sotto i misteriosi alberi il piccolo gregge di Gesù Cristo, il santo apostolo risalì al cielo, accompagnato dai santi angeli che con lui erano discesi. Risaliti che furono al cielo, il cielo si ammantò di tenebroso azzurro, che il solo mirarlo faceva terrore, un caliginoso vento con l’impetuoso suo soffio dappertutto si faceva sentire, con l’impetuoso e tetro suo fischio urlando nell’aria qual fiero leone col suo fiero ruggito l’orrido suo eco per tutta la terra faceva risuonare.

Il terrore, lo spavento poneva tutti gli uomini e tutti gli animali in sommo spavento, tutto il mondo sarà in rivolta e si uccideranno gli uni con gli altri, si trucideranno tra loro senza pietà. Nel tempo della sanguinosa pugna, la mano vendicatrice di Dio sarà sopra questi infelici, e con la sua onnipotenza punirà il loro orgoglio e la loro temerarietà e sfacciata baldanza, si servirà Dio della potestà delle tenebre per sterminare questi settari, uomini iniqui e scellerati, che pretendono di atterrare, di sradicare dalle sue profonde radici, di buttar giù dai suoi più profondi fondamenti la nostra santa madre Chiesa cattolica.

Questi uomini indegni pretendono di balzare Dio dal suo augustissimo trono, per mezzo della loro perversa malizia. Dio si riderà di loro e della loro malizia, e con un solo cenno della sua destra mano onnipotente punirà questi iniqui, permettendo alla potestà delle tenebre di sortire dall’inferno, e queste grandi legioni di demoni scorreranno tutto il mondo, e per mezzo di grandi rovine eseguiranno gli ordini della divina giustizia, a cui questi maligni spiriti sono soggetti, sicché né più né meno di quanto lo permetterà Dio potranno danneggiare gli uomini e le loro sostanze, le loro famiglie, i loro poderi, villaggi, città, case e palazzi, e ogni altra cosa che sussisterà sopra la terra.

Comanderà Dio imperiosamente alla potestà delle tenebre che facciano crudo scempio di tutti i suoi ribelli, che temerariamente ardirono di offenderlo con tanto ardire e baldanza. Permetterà Dio che siano castigati questi uomini iniqui dalla crudeltà dei fieri demoni, perché volontariamente alla potestà del demonio si assoggettarono, e con loro si confederarono a danneggiare la santa Chiesa cattolica.

Permetterà Dio che da questi maligni spiriti siano puniti, per mezzo di morte cruda e spietata. E perché il povero mio spirito bene apprendesse questo sentimento della giustizia divina, mi fu mostrato l’orrido carcere infernale. Vedevo aprirsi dal profondo cupo della terra una tenebrosa e spaventevole caverna, piena di fuoco, dove vedevo sortire tanti demoni, i quali, presa chi una figura e chi un’altra, chi da bestia, chi umana, venivano tutti ad infestare il mondo e fare dappertutto stragi e rovine.

Ma buono per i veri e buoni cristiani, mentre in loro favore avranno il valevole patrocinio dei gloriosi santi apostoli san Pietro e san Paolo. Questi vigileranno alla loro cura e custodia, acciò quei maligni spiriti non possano nuocere né la loro roba né le loro persone; ma questi buoni cristiani saranno preservati ed immuni dalle spietate rovine che faranno questi maligni spiriti, con il permesso di Dio e non altrimenti, mentre questo immenso Dio è l’assoluto padrone del cielo e della terra e dell’inferno, la cui tenebrosa potestà non può farci alcun danno senza il suo sommo permesso, senza la sua volontà.

Permetterà Dio a questi maligni spiriti di fare molte rovine sulla terra, deguasteranno tutti quei luoghi dove Dio è stato ed è oltraggiato, profanato, idolatrato e sacrilegamente trattato: tutti questi luoghi saranno demoliti, rovinati, e perderanno ogni loro vestigio.

Fatta la suddetta operazione, puniti gli empi con morte crudele, demoliti questi indegni luoghi, vidi ad un tratto riasserenare il cielo, ed immantinente dall’altezza di esso vidi scendere sulla terra un maestoso trono, dove vedevo il santo apostolo san Pietro maestosamente vestito degli abiti pontificali, corteggiato da immenso numero di angeli, i quali gli facevano d’intorno corona, e cantando inni di gloria in lode del santo, ossequiandolo qual principe della terra.

In questo tempo vidi nuovamente aprire il cielo e scendere con gran pompa e maestà il glorioso san Paolo, che con autorevole potestà di Dio, in un baleno scorreva tutto il mondo, e incatenava tutti quei maligni spiriti infernali, e li conduceva avanti al santo apostolo, il quale con il suo autorevole comando li tornò a confinare nelle tenebrose caverne, donde ne erano usciti. Al comando del santo apostolo san Pietro tutti tornarono nel baratro dell’inferno.

Al momento si vide sulla terra apparire un bello splendore, che annunziava la riconciliazione di Dio con gli uomini; dai santi angeli fu condotto il piccolo gregge di Gesù Cristo avanti al trono del gran principe san Pietro. Questo gregge era quel suddetto gregge di buoni cristiani, che in tempo del tremendo castigo sarà rifugiato sotto i misteriosi alberi anzidetti, significati quali gloriosi stendardi della croce, insegna misteriosa della nostra santa religione cattolica. I misteriosi frutti dei suddetti alberi sono i meriti infiniti di Gesù crocifisso, che per amore del genere umano volle essere appeso sopra l’albero della croce.

Presentato che fu dai santi angeli il piccolo numero dei cristiani avanti al trono del gran principe degli apostoli san Pietro, tutti quei buoni cristiani gli fecero profonda riverenza, e benedicendo Dio fecero i loro più umili ringraziamenti a Dio ed al santo apostolo, per avere retto e sostenuto la Chiesa di Gesù Cristo e il cristianesimo, acciò non andasse errato nelle false massime del mondo.

Il santo scelse il nuovo pontefice, fu riordinata tutta la Chiesa secondo i veri dettami del santo Evangelo, si ristabilirono gli ordini religiosi, e tutte le case dei cristiani divennero tante case religiose, tanto era il fervore, lo zelo della gloria di Dio, che tutto era ordinato all’amore di Dio e del prossimo. In questa maniera si formò in un momento il trionfo, la gloria, l’onore della Chiesa cattolica: da tutti era acclamata, da tutti stimata, da tutti venerata, tutti si diedero alla sequela di essa, riconoscendo tutti il vicario di Cristo, il sommo pontefice.

elisabetta

Dal Diario della beata Elisabetta Canori Mora (Libreria Editrice Vaticana), paragrafi n. 454, 455, 456