L’imitazione di Cristo di Tommaso à Kempis

Uno dei libri di ascetica Cristiana più letto al mondo. L’Imitazione di Cristo, scritto da Tommaso à Kempis (Kempen, 1380 circa – Zwolle, 25 luglio 1471) è stata la guida per decine e decine di Santi canonizzati dalla Chiesa Cattolica. 
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IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO di Suor Maria della Croce

Una Religiosa defunta finita dopo la morte in Purgatorio appare per lunghi anni ad una suora della sua comunità, per volere divino, istruendola sulla “vita oltre la vita” e svelandole parte del mistero del Purgatorio.  

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IL MISTERO DEL PURGATORIO

Questo libricino contiene le esperienze mistiche di una santa donna (la cui identità non è mai stata svelata), vissuta lo scorso secolo, che aveva apparizioni di nostro Signore Gesù Cristo e veniva trasportata in corpo e anima nel Purgatorio, il Luogo della Misericordia Divina. 

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“Se vedeste solo un decimo della sua magnificenza, vi buttereste immediatamente nella polvere”

La santità inconcepibile della Madonna, Madre di Dio e Madre della Chiesa, rivelata in un esorcismo dal demonio Belzebub.

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INTERVISTA CON MELID (DEMONIO IMPURO) – Di Don Giuseppe Tomaselli

Questo libricino è rielaborato sotto forma di intervista tra l’Esorcista, Don Giuseppe Tomaselli, e il demonio Impuro, di nome Melid. Ovviamente non una vera intervista al demonio, il titolo è ironico dato che non c’è da parte dei dannati la volontà di collaborare spontaneamente alla salvezza delle anime e devono però sottostare alla volontà dell’Altissimo alla quale non possono che obbedire senza eccezioni.
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Gli Avvertimenti, il Segno e il Castigo: I Segreti di Medjugorje.

“Dopo il segno visibile, coloro che resteranno in vita avranno poco tempo per la conversione”: un castigo pende sull’umanità intera e la Madonna è venuta a prepararci. 
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Così diceva Don Bosco su Maometto e sull’Islam

Se vi piace, io vi parlerò delle altre religioni cominciando dal Maomettismo.

Sì, sì, cominciate per dirci che cosa s’intenda per Maomettismo?

Per Maomettismo s’intende una raccolta di massime ricavate da varie religioni, le quali praticate giungono a distruggere ogni principio di moralità.

Il Maomettismo da chi ebbe principio?

Il Maomettismo ebbe principio da Maometto.

Oh! di questo Maometto abbiamo tanto piacere di sentire a parlare: diteci tutto quello che sapete di lui.

Troppo lungo sarebbe il riferirvi tutto quello che le storie raccontano di questo famoso impostore: io procurerò soltanto di farvi conoscere chi egli fosse, e come abbia fondata la sua Religione. Nacque Maometto da povera famiglia, di padre gentile e di madre ebrea, l’anno 570, nella Mecca, città dell’Arabia, poco distante dal Mar Rosso. Vago di gloria e desideroso di migliorare la sua condizione andò vagando per più paesi, e riuscì a farsi agente di una vedova mercantessa di Damasco, che poscia lo sposò. Egli era così astuto che seppe approfittare delle sue infermità per fondare una religione. Patendo di epilessia, male caduco, affermava che quelle sue frequenti cadute erano altrettanti rapimenti a tener colloquio coll’Angelo Gabriele.

Avrà egli pure tentato di operar miracoli in conferma della sua predicazione?

Maometto non poteva fare alcun miracolo in conferma della sua religione, perché non era mandato da Dio. Dio solo è autore dei miracoli. Siccome però vantavasi superiore a Gesù Cristo, subito gli si chiese che al par di lui facesse miracoli. Egli alteramente rispondeva che i miracoli erano stati. Con tutto ciò vantavasi di averne operato uno, e diceva che, essendo caduto un pezzo della luna nella sua manica, egli aveva saputo racconciarla; in memoria di questo miracolo i Maomettani presero per divisa la mezza luna.

Voi ridete, o miei figli, e ben con ragione, perciocché un uomo di simil fatta non doveva considerarsi predicatore di una nuova religione. Appunto per questo si sparse la fama che egli era un impostore, e come perturbatore della pubblica tranquillità, i suoi concittadini volevano imprigionarlo e porlo a morte. Pel che egli prese la fuga, e ritirossi nella città di Medina con alcuni seguaci che l’aiutarono a rendersene padrone

In che cosa propriamente consiste la religione di Maometto?

La religione di Maometto consiste in un mescolamento di giudaismo, di paganesimo e di cristianesimo. Il libro della legge Maomettana è detto Alcorano, ossia libro per eccellenza. Questa religione dicesi anche Turca perché è molto diffusa nella Turchia; Musulmana da Musul, nome che i Maomettani danno al direttore della preghiera; Islamismo, dal nome di alcuni suoi riformatori; ma è sempre la medesima religione fondata da Maometto.

Perchè Maometto fece quel mescolamento di varie religioni?

Perchè i popoli dell’Arabia essendo parte Giudei, parte Cristiani, ed altri Pagani, egli, per indurli tutti a seguirlo, prese una parte della religione da loro professata e trascelse specialmente quei punti che possono maggiormente favorire i piaceri sensuali.

Bisognava proprio che Maometto fosse un uomo dotto?

Niente affatto, sapeva nemmeno scrivere. Parlando di cose contenute nella Storia Sacra confonde un fatto coll’altro; per esempio, attribuisce a Maria, sorella di Mosè, più fatti che riguardano Maria, madre di Gesù Cristo, con moltissimi altri spropositi.

Questa mi par bella: se Maometto era ignorante, né fece alcun miracolo, come potè propagare la sua religione?

Maometto propagò la sua religione, non con miracoli o colla persuasione delle parole, bensì colla forza delle armi. Religione che, favorendo ogni sorta di libertinaggio, in breve tempo fece diventar Maometto capo di una formidabile truppa di briganti. Insieme con costoro scorreva i paesi dell’Oriente guadagnandosi i popoli, non coll’insinuare la verità, non con miracoli o con profezie; ma per unico argomento egli innalzava la spada sul capo dei vinti gridando: o credere o morire.

Sono questi gli argomenti da usarsi per convertire la gente? Senza dubbio, essendo Maometto tanto ignorante, avrà disseminato nell’Alcorano molti errori?

L’Alcorano si può dire una serie di errori i più madornali contro la morale e contro il culto del vero Dio. Per esempio, scusa dal peccato chi nega Dio per timore della morte; permette la vendetta; assicura a’ suoi seguaci un paradiso, ma pieno di soli piaceri terreni. Insomma la dottrina di questo falso profeta permette cose tanto oscene, che l’animo cristiano ha orrore di nominare.

Che differenza passa tra la Chiesa Cristiana e la Maomettana?

La differenza è grandissima. Maometto fondò la sua religione colla violenza e colle armi: Gesù Cristo fondò la sua Chiesa con parole di pace, servendosi de’ poveri suoi discepoli.

 

 

Dagli scritti di Don Bosco sull’Islam

Tratto da «Il Cattolico istruito nella sua religione:

trattenimenti di un padre di famiglia co’ suoi figliuoli,

secondo i bisogni del tempo,

epilogati dal Sacerdote Bosco Giovanni»

(Tipografia De Agostini, Torino 1853, Parte II, cap. XIII),

scritto a modo di dialogo fra un padre e il figlio maggiore

 

 

Racconto della Passione di Gesù vissuta da Santa Gemma Galgani

Sia sempre ringraziato. Infatti circa le ore cinque fui presa da un dolore tanto grande dei miei peccati, che mi sembrava di essere fuori di me: ma a questo spavento mi successe ben presto la speranza nella misericordia di Dio, che ben presto mi calmai.

Non provavo ancora nessun dolore; dopo circa un’ora mi sembrò di vedere l’angelo mio custode, che teneva in mano due corone: una di spine, fatta a guisa di cappello, e l’altra di gigli bianchissimi. Al primo vedere, quest’angelo mi cagionò, come sempre, un po’ di paura, ma poi mi cagionò allegrezza; insieme adorammo la maestà di Dio, gridammo: «Viva Gesù!» forte forte, e poi, mostrandomi le due corone, mi chiese quale volessi.

Non volevo rispondere, perché padre Germano me lo aveva proibito; ma insisté, dicendomi che era lui che lo mandava, e per darmene un segno che veramente era lui che lo mandava, mi benedì nella maniera che era solito benedirmi lui, e fece l’offerta di me all’eterno Padre, dicendomi che dimenticassi in quella notte me stessa e pensassi ai peccatori.

Fui persuasa di queste parole, e risposi all’angelo che avrei scelta quella di Gesù; mi mostrò quella di spine, e me la porse; la baciai più volte, e l’angelo spari, dopo averla posta sulla mia testa. Cominciai allora a soffrire, nelle mani, piedi, e il capo; più tardi poi per tutto il corpo, e sentivo dei forti colpi. Passai la notte in quel modo; a forza la mattina mi alzai, tanto per non far conoscere le cose tanto grosse; i colpi e i dolori li sentii fino circa le due; verso quest’ora tornò l’angelo (e per dire il vero, quasi non potevo più reggere), e mi fece star bene, dicendomi che Gesù aveva avuta compassione di me, perché sono piccina, e ero incapace di arrivare a soffrire fino all’ora che Gesù spirò.

Dopo stetti bene; mi sentivano però tutti gli ossi, e appena potevo reggermi in piedi. Ma una cosa mi affliggeva: vedevo che i segni non erano spariti; anzi nelle braccia e in qualche altra parte del corpo (mi avvidi mentre mi vestivo) ci avevo del sangue e qualche segno dei colpi. La mattina, quando feci la comunione, pregai con più forza Gesù, che mi togliesse i segni, e mi promise che il giorno della sua Passione me li avrebbe tolti. Seppi che la Passione era martedi, e dei venerdi non ne dovevano più passare.

Venerdì poi ultimo, dei segni nel capo, nelle mani, nei piedi e nel cuore non ce ne era; ma Gesù per la seconda volta mi fece sentire di nuovo qualche colpetto: mi venne un po’ di sangue per qualche parte del corpo, ma spero che Gesù presto mi toglierà pure questo. La povera Gemma.

 

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

 

LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE PER CHI PORTA L”‘ABITINO”

 

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA II. FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l’Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti-nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA 

1) Ricevere al collo l’Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra-zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s’indossa l’Abitino. Dopo, quando s’indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani.

2) L’Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa-mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.

3) è necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l’ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

 

 

 

 

ALCUNI CHIARIMENTI

L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmeli-tani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi l’Abitino vale lo stesso.

L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.

Chi, per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo.

L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.

Non è necessario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugl’indumenti, purché sia messo al collo.

Chi porta l’Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo pregale per noi».

Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l’indulgenza parziale.

 

 

 

 

IL PRIVILEGIO SABATINO

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme-litana, che è l’Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell’Inferno.

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima-na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO 

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.

2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

3) Osservare la castità secondo il proprio stato.

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale.

La S. Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l’Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l’astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po’ di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell’astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.

 

 

 

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.

La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

 

 

 

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con-sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu-dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d’illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell’amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi-tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of-frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu-scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l’eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen. 3 Ave, 3 Gloria. 

LODE ALLA MADONNA DEL CARMELO

L’abitino che io porto

è sicuro mio conforto,

e lo stimo mio tesoro più d’argento, gemme e oro.

Da Voi spero, Gran Signora, ciò che voi diceste allora

a Simone Vostro amato, dando l’abito sacrato.

Prometteste, certamente,

a chi il porta piamente,

esentar da cruda sorte ed in vita e dopo morte.

Ed il sabato che viene, esentarlo dalle pene

col sovrano Vostro zelo e condurlo poi nel Cielo.

Orsù dunque, Verginella,

Madre, Sposa, tutta bella, me infelice liberate d’ogni male e consolate.

Aiutatemi nei guai mentre afflitto sono assai,

specialmente, allora, quando il mio fiato sta spirando.

Allora sì datemi aiuto,

d’impetrar l’eterna vita, e sfuggire in tutti i modi di Lucifero le frodi.

Fate allora che io gioiendo e con gli Angeli godendo, canti dolce melodia,

Viva, viva del Carmine Maria. Salve Regina

Chi può, diffonda questo foglio tramite fotocopie.

 

 

 

 

TESTIMONIANZA SULLA POTENZA DELLO SCAPOLARE

Sulla Piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una Statua monumentale in bronzo dell’Immacolata, con questa iscrizione:

«In memoria della liberazione dei due ossessi – Teobaldo e Giuseppe Burner – ottenuta per l’inter-cessione della B.V. M. Immacolata – Anno del Signore 1869».

Questi due fratelli furono invasi dal demonio per circa quattro anni (1864-69; curati inutilmente e visitati da molti Medici e specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch e persone importanti, tra cui il Deputato Sig Ignazio Spies.

Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all’età di 16 anni. Giuseppe morì più tardi – 1882 – a 25 anni.

Molti fatti diabolici sono pure registrati nel Vangelo e in molte Vite di Santi.

Quindi non è fantasia: il demonio esiste, come l’Inferno!!!

I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari, per es.:

– Torcere il collo o le gambe all’indietro, in modo straziante.

– Arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che non si rompevano.

– Vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la casa.

– Parlavano tutte le lingue e dialetti.

– Svelavano colpe segrete o delitti di persone presenti, che fuggivano.

– Quando i visitatori si erano prima Confessati, i ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile (la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze!

– Al contrario quando si presentavano coloro che vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!… Che brava gente! Dovrebbero essere tutti così!… Risparmiano fatica al nostro padrone, e ‘gli guadagnano molte anime. – ecc…

– Quando la camera o altre cose, a loro insaputa, venivano benedette con l’Acqua santa, dicevano: l’hanno spalmata col lordume!…

Bestemmiavano Dio, Gesù, l’Eucarestia, La Chiesa, i Santi… e mai la Madonna.

Fu loro chiesto: Perché bestemmiate Tutti… e mai la Madonna?

– Perché la Marionetta (Gesù) sulla Croce ce lo ha proibito!

Che pensate dell’Immacolata Concezione?

– Vattene alla malora con la tua Grande Signora!

Gli si mise addosso l’Abitino della Madonna del Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse.

Ma tosto egli gridò: toglimi questo strazio! Mi brucia…!

– Non è uno straccio – si rispose – e te lo toglierò solo quando tu mi dirai cos’è.

L’Abitino della Grande Signora!

Un’altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate di più nei Cristiani?

– … La Devozione alla Grande Signora!… – fu risposto. Capite? Oh! Come dobbiamo essere grati alla Mamma del Cielo, che ci vuol vestire del Suo Santo Abitino: lo Scapolare!!!

 

Articolo preso da preghiereagesuemaria.it

 

QUELLA TERRIBILE PROFEZIA DI PAPA PIO XII SUL FUTURO DELLA CHIESA

Sono preoccupato 
per il messaggio che ha dato 
la Beata Vergine a Lucia di Fatima.

Questo insistere da parte di Maria, 
sui pericoli che minacciano la Chiesa,
è un avvertimento divino 
contro il suicidio di alterare la Fede, 
nella Sua liturgia, 
la Sua teologia e la Sua anima. 

… Sento tutto intorno a me 
questi innovatori 
che desiderano smantellare la Sacra Cappella, 
distruggere la fiamma universale della Chiesa, 
rigettare i suoi ornamenti 
e farla sentire in colpa 
per il suo passato storico. 

… Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato 
NEGHERA’ il proprio Dio, 
quando la Chiesa dubiterà 
come dubitò Pietro. 

Sarà allora tentata a credere 
che l’uomo sia diventato Dio… 

Nelle nostre chiese, 
i Cristiani cercheranno INVANO
la lampada rossa dove DIO li aspetta.

Come Maria Maddalena, 
in lacrime dinanzi alla tomba vuota, 
si chiederanno: “DOVE LO HANNO PORTATO?”.

(Fonte: “Pius XII Devant L’Histoire”,
Editions du Jour / Robert Laffont (1972), pp. 52, 53)
Nelle prime due parti del Messaggio di Fatima 
NON vi è alcun avvertimento 
relativo al “suicidio di alterare la Fede 
nella Sua Liturgia, la Sua teologia e la Sua anima”.
 
Tuttavia, il futuro Sommo Pontefice Pio XII 
collegò questa profezia 
al “messaggio che ha dato la Beata Vergine 
a Lucia di Fatima”.
 
E’ perciò probabile 
che, in quanto Segretario di Stato del Vaticano, 
il cardinale Pacelli avesse ottenuto informazioni 
sul Terzo Segreto 
direttamente da suor Lucia 
o dagli stessi archivi di Fatima.
 
Informazioni finora MAI rese pubbliche, 
che riguardavano la futura crisi di enormi proporzioni 
all’interno della Chiesa cattolica, 
quella GRANDE APOSTASIA che l’avrebbe portata a NEGARE
il dogma della Presenza REALE 
di nostro Signore Gesù Cristo 
nella Santissima Eucaristia,
nel tentativo (satanico/massonico) 
di protestantizzare il Cattolicesimo, 
riducendolo ad una delle tante religioni 
facenti parte dell’unica religione mondiale.

“RIPRENDETE L’USO DELL’ACQUA BENEDETTA!”

“Dovete sapere che satana esiste. Egli un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo con l’intenzione di distruggerla. Dio ha permesso a satana di mettere la Chiesa alla prova per un secolo ma ha aggiunto: Non la distruggerai! Questo secolo in cui viviamo è sotto il potere di satana ma, quando saranno realizzati i piani di Dio, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere e perciò è diventato ancora più aggressivo: DISTRUGGE I MATRIMONI, SOLLEVA DISCORDIE ANCHE TRA LE ANIME CONSACRATE, CAUSA OSSESSIONI, PROVOCA OMICIDI.” (La Madonna ai veggenti di Mejdugorje)

Proteggetevi dunque con il digiuno e la preghiera, soprattutto con la preghiera comunitaria.  Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!”

(La Madonna ai veggenti di Mejdugorje)


Santa Teresa d’Avila utilizzava moltissimo l’acqua benedetta ed aspergeva ogni sera il suo letto. Anche Padre Pio la usava sempre.

Come fare per trovare l’acqua benedetta? Il modo migliore è recarci presso un Sacerdote disponibile e, soprattutto, convinto della potenza dell’acqua benedetta.


Con la Santa Messa e i Sacramenti (in particolare Confessione e Comunione), la preghiera continua, il Santo Rosario, il digiuno, e con l’uso dei Sacramentali, come ad esempio l’Acqua Benedetta (o la Medaglia Miracolosa), possiamo vincere ogni tentazione del Demonio e superare ogni difficoltà e prova, in famiglia, con i parenti, gli amici, i colleghi di lavoro e anche con chi non conosciamo personalmente, perché Dio ci sarà sempre vicino e metterà la sua Croce vittoriosa davanti a tutti i nostri Nemici (che sono specialmente le tentazioni malefiche offerte a noi dal Demonio oltre che persone malintenzionate). Seguiamo quindi tutti i consigli della Mamma Celeste, facciamo uso dell’Acqua Benedetta e preghiamo maggiormente in famiglia cercando sempre l’unione, la comprensione e pace con chi ci è vicino e lontano e cerchiamo di fuggire ogni occasione che ci porta inevitabilmente a cadere nel peccato.

Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case. E riprendete l’uso dell’acqua benedetta!”

Una fede profonda e un cuore puro possono chiamare il Cielo in soccorso dei suoi figli. Nessun uomo e nessuna donna verrà mai lasciato solo sulla terra, luogo di esilio per i credenti, se questi anelano alla visione Beatifica di Dio in Paradiso e vivono in comunione con Gesù Cristo nostro Signore nella Via che porta alla Vita secondo la Verità a noi Rivelata. La buona volontà umana porta grazie potentissime dal Cielo e permette ogni bene e consolazione in questa vita passeggera e di prova. Accogliamo perciò l’aiuto che ci viene offerto da Dio e attraverso l’intercessione di Maria Santissima e di tutti i santi seguendo i loro precisi consigli.

“Non fornicate’ è detto. E’ fornicazione molta parte delle azioni carnali dell’uomo.”

Gesù ammonisce severamente tutti i peccatori che con peccati impuri deturpano il loro corpo, Tempio dello Spirito Santo e di conseguenza la loro stessa anima, facendola diventare un “letamaio”, un “cencio lurido” e mettendosi nella condizione gravissima di perdersi eternamente. Vediamo il peccato di fornicazione, nello specifico chi lo commette e cosa comporta secondo le parole di Gesù, nostro Signore, Figlio di Dio:

 

 

“‘Non fornicate’ è detto. 
E’ fornicazione molta parte delle azioni carnali dell’uomo.
E non contemplo neppure quelle inconcepibili unioni da incubo che il Levitico condanna con queste parole:
‘Uomo, non ti accosterai all’uomo come fosse una donna’, e: ‘Non ti accosterai ad alcuna bestia per non contaminarti con essa. E così farà la donna e non si unirà a bestia perché è scellerataggine’. Ma dopo aver accennato al dovere degli sposi verso il matrimonio, che cessa d’essere santo quando, per malizia, diviene infecondo, vengo a parlare della vera e propria fornicazione fra uomo e donna per vizio reciproco e per compenso in denaro o in doni.
Il corpo umano è un magnifico tempio che racchiude un altare. Sull’altare dovrebbe essere Dio. Ma Dio non è dove è corruzione. Perciò il corpo dell’impuro ha l’altare sconsacrato e senza Dio.
Pari a colui che si avvoltola ebbro nel fango e nei rigurgiti della propria ebbrezza, l’uomo avvilisce se stesso nella bestialità della fornicazione e diviene peggio del verme e della bestia più immonda.
E ditemi, se fra voi è alcuno che ha depravato se stesso sino a commerciare il suo corpo come si fa mercato di biade o di animali, quale bene ne è venuto?
Prendetevi proprio il vostro cuore in mano, osservatelo, interrogatelo, ascoltatelo, vedete le sue ferite, i suoi brividi di dolore, e poi dite e rispondetemi: era così dolce quel frutto da meritare questo dolore di un cuore che era nato puro e che voi avete costretto a vivere in un corpo impuro, a battere per dare vita e calore alla lussuria, a logorarsi nel vizio?
Ditemi: ma siete tanto depravate da non singhiozzare nel segreto, sentendo una voce di bimbo che chiama: ‘mamma’ e pensando alla vostra madre, o donne di piacere, fuggite da casa, o cacciate da essa perché il frutto marcito non rovinasse col suo trasudante marciume gli altri fratelli?
Pensando alla vostra madre che forse è morta dal dolore di doversi dire: ‘Ho partorito un obbrobrio’?
Ma non vi sentite cadere il cuore per terra, incontrando un vecchio solenne nella sua canizie e pensando che su quella del padre voi avete gettato il disonore come un fango preso a piene mani, e col disonore lo scherno del paese natio?
Ma non vi sentite torcere le viscere di rimpianto vedendo la felicità di una sposa o la innocenza di una vergine, e dovendo dire: ‘Io tutto questo l’ho rinunciato e non lo avrò mai più’ ?
Ma non sentite come scotennarvi dalla vergogna il volto, incontrando lo sguardo degli uomini o bramoso o pieno di spregio?
Ma non sentite la vostra miseria quando avete sete di un bacio di un bimbo e non osate dire: ‘Dammelo’, perché avete ucciso delle vite all’inizio, respinte da voi come peso noioso e un inutile impiccio, staccate dall’albero che pur le aveva concepite, e gettate a far da letame, e ora quelle piccole vite vi gridano: ‘assassine!’?
Ma non tremate, soprattutto, di quel Giudice che vi ha create e vi attende per chiedervi:
‘Che hai fatto di te stessa? Per questo, forse, ti ho dato la vita? Pullulante nido di vermi e putrefazione, come osi stare al mio cospetto? Tutto avesti di ciò che per te era il dio: il piacere.
Va’ nella maledizione senza termine’?.
Chi piange? Nessuno? Voi dite: nessuno?
Eppure l’anima mia va incontro ad un’altra anima che piange. Perché le va incontro? Per lanciarle l’anatema perché meretrice? No. Perché mi fa pietà l’anima sua. Tutto in Me repelle per il suo corpo sozzo, sudato nella fatica lasciva. Ma la sua anima!
Oh! Padre! Padre!
Anche per quest’anima Io ho preso carne ed ho lasciato il Cielo per essere il Redentore suo e di tante sue anime sorelle!
Perché devo non raccogliere questa pecora errante e portarla all’ovile, mondarla, unirla al gregge, darle pascoli e un amore che sia perfetto come solo il mio può essere, così diverso da quelli che ebbero fin qui per lei nome di amore e non erano che odii, così pietoso, completo, soave che ella più non rimpianga il tempo passato, o lo rimpianga solo per dire:
‘Troppi giorni ho perduto lungi da Te, eterna Bellezza. Chi mi rende il tempo perduto? Come gustare nel poco che mi resta quanto avrei gustato se fossi stata sempre pura?’
Eppure non piangere, anima calpestata da tutta la libidine del mondo. Ascolta: sei un cencio lurido. Ma puoi tornare fiore. Sei un letamaio. Ma puoi divenire aiuola. Sei un animale immondo. Ma puoi tornare angelo. Un giorno lo fosti. Danzavi sui prati fioriti, rosa fra le rose, fresca come esse, olezzante di verginità. Cantavi serena le tue canzoni di bambina e poi correvi dalla madre, dal padre, e dicevi loro: ‘Voi siete i miei amori’. E l’invisibile custode che ogni creatura ha al fianco, sorrideva della tua anima bianco-azzurra… E poi? Perché? Perché hai strappato le tue ali di piccolo innocente? Perché hai calpestato un cuore di padre e di madre per correre ad altri cuori insicuri? Perché hai piegato la voce pura a menzognere frasi di passione? Perché hai infranto lo stelo della rosa e violata te stessa?
Pentiti, figlia di Dio.
Il pentimento rinnova. Il pentimento purifica. Il pentimento sublima. L’uomo non ti può perdonare? Neppure tuo padre potrebbe più? Ma Dio può.
Perché la bontà di Dio non ha paragone con la bontà umana e la sua misericordia è infinitamente più grande della umana miseria. Onora te stessa rendendo, con una vita onesta, onorevole la tua anima.
Giustificati presso Iddio non peccando più contro la tua anima.
Fatti un nome nuovo presso Dio. E’ quello che vale. Sei il vizio. Diventa l’onestà. Diventa il sacrificio. Diventa la martire del tuo pentimento.
Sapesti bene martirizzare il tuo cuore per far godere la carne.
Ora sappi martirizzare la carne per dare un’eterna pace al cuore.
Vai. Andate tutti. Ognuno col suo peso e col suo pensiero, e meditate.
Dio tutti attende e non rigetta nessuno di quelli che si pentono. Il Signore vi dia la sua luce per conoscere la vostra anima. Andate.”
(…)

Valtorta – Evangelo 123 Ed. Cev

 

Dai Discorsi dell’Acqua Speciosa

“Sono 11 i peccati mortali. Io che ho visto l’inferno vi dico state lontani da loro”

 

Santa Faustina Kowaslka, così racconta nel suo Diario: 

“Oggi, guidata da un angelo, sono stata negli abissi infernali. E’ un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa è vastissimo”.

“Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie”.

rivelazioni inferno don bosco

“GUAI A COLORO CHE COMMETTONO PECCATI CONTRO NATURA”

Da una rivelazione, il grande ammonimento di Gesù a coloro i quali commettono questo tipo di peccato.

17-10-1987 (NOSTRO SIGNORE)
Guai a coloro che commettono peccati contro natura. Essi saranno castigati molto severamente nell’aldila’, e spesso sarebbe stato meglio per loro non essere neppure nati. Dio non può sopportare questi peccati e la sua Misericordia è messa a dura prova ogni volta che uno di questi colpevoli compare davanti al Tribunale di Dio. Costui è in Purgatorio, ma è stato condannato a dimorarvi fino al grande Giudizio finale. Bisogna pregare per lui, perché possa sopportare un così grande castigo.
 

Suor Beghe “Comunicazioni dall’aldilà” pag.58

 

 

PADRE PIO FA SENTIRE LE FIAMME DELL’INFERNO A UN GIOVANE DONGIOVANNI

 

“A san Giovanni Rotondo c’era un giovane che era solito infastidire le ragazze del paese, e si era fatto la fama di incallito dongiovanni che attentava alla purezza delle paesane, quotidianamente.
Lo riferirono al venerato padre.
Padre Pio disse: “Portatemelo qua”.
Quando lo convinsero a recarsi in convento, lo lasciarono a parlare con padre Pio.
Il giorno dopo, in paese, il “dongiovanni” fu visto con la corona del rosario in mano, in preghiera e occhi bassi
Cos’era successo?
Padre Pio gli aveva fatto sentire, ai piedi, le fiamme dell’Inferno.
Per un istante, sufficiente a farlo stramazzare a terra.
Dopo gli disse: “se non vuoi finirci dentro tutto, smettila di fare il maiale”.

Ecco la differenza tra chi ti dice la verità perché vuole la tua salvezza e chi invece tace e ti lascia fare ciò che più ti piace perché tanto non gliene importa nulla di te e degli altri!